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La fisica astroparticellare: segnali dal cosmo

Laboratori nelle profondità marine

Da alcuni anni i fisici hanno portato i loro esperimenti nelle profondità del mare e nei ghiacci del Polo Sud. Si sta verificando la possibilità di installare grandi apparati ad alcuni chilometri di profondità. I rivelatori, distribuiti su distanze dell'ordine di un chilometro, dovranno individuare neutrini di alta energia originati da sorgenti cosmiche, attraverso la misura della luce prodotta dalle interazioni dei neutrini con l'acqua.
Tra i progetti allo studio vi sono Antares presso Marsiglia e Nemo in Sicilia. Per il progetto Nemo si stanno affrontando problemi interdisciplinari che riguardano da un lato le tecnologie per realizzare un telescopio che presenti le necessarie caratteristiche meccaniche ed elettroniche, dall'altro gli studi oceanografici nel Mediterraneo, per individuare i siti più adatti a ospitare l'esperimento. La dimensione e la complessità di tutte queste attività di ricerca richiedono che esse siano condotte nell'ambito di grandi collaborazioni internazionali che, nel caso di Nemo, coinvolgono diversi paesi del bacino del Mediterraneo.

Argo: un osservatorio sul Tibet

Osservare i fotoni di altissima energia prodotti da sorgenti cosmiche galattiche ed extragalattiche permette di ricavare informazioni sulla natura e sulle proprietà di particolari sorgenti stesse. Quando i fotoni prodotti raggiungono la Terra urtano gli atomi dell'atmosfera e generano, attraverso un processo a cascata, uno sciame di particelle che è possibile misurare. Questo sarà il compito del rivelatore Argo (Astrophysical Radiation Ground based Observatory), frutto di una collaborazione italo-cinese promossa dall'Infn e da importanti istituzioni cinesi. L'installazione del rivelatore è in corso nel laboratorio di YanBaJing in Tibet, a 4300 m sul livello del mare e verrà completata nel 2004.
I fotoni di altissima energia che verranno osservati sono circa mille miliardi di volte più energetici della luce visibile e costituiscono una forma di radiazione elettromagnetica di altissima frequenza prodotta in particolari sistemi come le supernovae, le stelle di neutroni e i buchi neri. Tra le sorgenti di fotoni più misteriose che potranno essere studiate ci sono inoltre quelle che generano i cosiddetti lampi di raggi gamma, esplosioni improvvise che possono durare da qualche frazione a qualche centinaia di secondi.
Le caratteristiche peculiari di Argo consentiranno l'identificazione di fotoni altamente energetici che normalmente sono confusi tra raggi cosmici ben più numerosi.


F.M. | F.E.
L'osservatorio sottomarino, realizzato nel mediterraneo, rivelerà i neutrini che hanno attraversato il nostro pianeta dopo essere stati generati durante eventi cosmici violenti.
Il progetto prevede l'installazione in mare, a 2 km di profondità, di apparati che rivelino la luce Cerenkov prodotta dal passaggio dei neutrini nell'acqua. Prima dell'installazione di tali apparati sono necessari accurati studi del sito sottomarino.
L'apparato dell'esperimento Argo in Tibet. Uno sciame di particelle simulato colpisce il rivelatore Argo che con i suoi 18500 rivelatori coprirà una superfice grande quanto un campo di calcio.