CHI SIAMO
L'Istituto nazionale di fisica nucleare
La fisica subnucleare e nucleare con gli acceleratori
La fisica con gli acceleratori
La fisica nucleare e subnucleare in Italia
La fisica nucleare e subnucleare al laboratorio Europeo di Ginevra
La fisica nucleare e subnucleare al laboratorio Europeo di Amburgo
La fisica nucleare e subnucleare nei laboratori degli Stati Uniti
La fisica nucleare in Italia
Dagli acceleratori alla fisica astroparticellare
La fisica astroparticellare: fenomeni rari sotto la montagna
La fisica astroparticellare: segnali dal cosmo
Segnali dal cosmo: le onde gravitazionali
La fisica astroparticellare: segnali nello spazio
Applicazioni e società

La fisica astroparticellare: segnali nello spazio

Radiazione dal cosmo

Un ambiente ideale per le indagini condotte dalla fisica astroparticellare è anche lo spazio fuori dall'atmosfera terrestre. Apparati propri della fisica delle particelle elementari vengono installati a bordo di palloni stratosferici, satelliti e stazioni spaziali per rivelare in modo diretto particelle di materia oscura e regioni di antimateria.
In questo settore di ricerca l'Infn ha conquistato negli ultimi decenni un ruolo molto rilevante, contribuendo in modo sostanziale al trasferimento della tecnologia e dei rivelatori propri della fisica delle particelle agli esperimenti nello spazio.
L'apparato di rivelazione Ams-01, installato a bordo dello Shuttle STS91, ha ridisegnato la mappa della radiazione che circonda la Terra, i telescopi Nina1 e Nina2 a bordo, rispettivamente, del satellite russo Resurs e del satellite italiano Mita, controllano in continuazione l'attività del Sole. Attualmente sono in fase di avanzata costruzione due rivelatori, Ams-02 e Pamela, che saranno installati nei prossimi anni, rispettivamente, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e di un satellite russo della classe Resurs. Questi apparati, che rimarranno nello spazio per almeno tre anni, saranno dedicati alla ricerca della materia oscura; cercheranno, in particolare, di cogliere i segnali di esistenza di particelle supersimmetriche. Essi riveleranno anche eventuali tracce di antimateria primordiale o di origine stellare e contribuiranno a comprendere il mistero dell'asimmetria nel nostro Universo tra materia e antimateria.
Anche lo studio dei raggi gamma, in un particolare intervallo di energie, deve necessariamente avvenire con apparati spaziali a causa dell'assorbimento dei fotoni da parte dell'atmosfera. L'astronomia gamma, scienza giovane nata insieme all'esplorazione spaziale, ha molti argomenti di studio in comune con la fisica astroparticellare. è il mezzo migliore per studiare alcuni fenomeni galattici ed extragalattici che giocano un ruolo chiave nell'evoluzione dell'Universo, come l'esplosione di supernovae, le emissioni da nuclei galattici attivi, le violente emissioni di lampi di raggi gamma.
Gli esperimenti Agile e Glast, a cui l'Infn sta dando un contributo determinante, saranno le prime missioni di questo decennio in questo fondamentale campo di ricerca.


F.M. | F.E.

 

Lo spettrometro Ams montato a bordo dello Shuttle nella missione spaziale STS91. Il rivelatore e' posto sullo Shuttle senza alcuna schermatura alle particelle provenienti dal cosmo.
La tecnologia dei rivelatori di particelle viene utilizzata dall'Infn in esperimenti sulle Stazioni Spaziali MIR e Internazionale, per lo studio di fenomeni connessi a possibili anomalie nelle funzioni visive degli astronauti in orbita dovute a particelle ionizzanti.