Il 1997 è stato un anno particolarmente impegnativo e importante per
l'esperimento COMPASS.
A seguito di numerose interazioni con i referees del CERN, il programma
iniziale è stato ridefinito per certi aspetti, e definitivamente approvato
dal Research Board del CERN il 6 febbraio. Nonostante le note difficoltà
causate alla nostra attività di ricerca dall'attuale situazione economica,
che in particolare hanno reso molto difficile l'approvazione del nuovo
esperimento COMPASS al CERN, all'approvazione del Research Board hanno
fatto seguito le approvazioni delle varie agenzie degli istituti della
Collaborazione, in primis l'INFN, che, all'inizio di aprile, ha definitivamente approvato l'esperimento, e lo ha inserito nel suo prossimo piano
quinquennale, 1999-2003.
L'approvazione definitiva dell'esperimento rappresentava l'obiettivo
principale per il 1997, ed è stato raggiunto. Altrettanto importante era
l'approvazione del contributo specifico dei gruppi INFN in COMPASS, per
poter iniziare nel 1997 la parte più difficile di tale impegno, e
cioè le camere per rivelare i fotoni del RICH. Pure questo obiettivo è
stato raggiunto grazie alla fiducia e all'aiuto accordatoci dai colleghi
del Gruppo I, che ci avevano dato i mezzi per iniziare la costruzione dei
prototipi già nel 1995, ben prima dell'approvazione dell'esperimento, e
che hanno approvato in toto le nostre richieste finanziarie anche in un
anno difficile come il 1997.
Più specificatamente, gli impegni costruttivi dei gruppi italiani sono
concentrati sui RICH e sulle camere proporzionali multifili del sistema di
tracking dello spettrometro.
In particolare:
- la Sezione di Trieste provvede alla costruzione del RICH1 (responsabile
dott.sa S. Dalla Torre), con l'impegno della Sezione di Torino a costruire
i sostegni meccanici dell'ottica, con il supporto dell'officina meccanica
della Sezione di Torino (responsabile prof. S. Costa).
- La responsabilità generale del progetto dell'elettronica di read-out del
RICH1 viene assunta dal Laboratorio di Elettronica e Rivelatori della
Sezione di Trieste. Il gruppo di Torino collaborerà con i colleghi di
Trieste nella fase di collaudo e di installazione delle schede.
- La Sezione di Torino si impegna ad approntare la catena elettronica di
lettura di 18000 canali di MWPC dell'esperimento (responsabile dott.
A. Maggiora), con il sostegno del Laboratorio di Elettronica della Sezione
di Torino e di personale tecnico universitario, associato all'INFN.
Per quanto riguarda i RICH, nel 1997 è proseguita l'attività di studio,
progettazione e test di prototipi. In particolare, dopo la costruzione e il
test di un prototipo di fotorivelatore di 20x20 cm2, è stato costruito e
testato con successo il primo prototipo full-size (60x120 cm2); è stato
cosi' possibile iniziare la prima fase di costruzioni degli 8 fotorivelatori
del RICH1.
Per l'elettronica di read-out delle camere, èstato finalizzato il progetto
del chip ASIC di front-end ed è iniziato lo studio dell'architettura del
sistema di lettura.
Nel 1997 sono anche stati costruiti i primi prototipi di specchi UV e sono
state misurate le loro caratteristiche; lo studio della relativa meccanica
di supporto e regolazione è tuttora in corso.
Infine, è stato preparato il progetto di massima del vessel e del relativo
sistema del gas per il radiatore del RICH1.
L'attività relativa alle MWPC dello spettrometro è iniziata nel 1997
con lo studio dell'elettronica di front-end e di lettura per le MWPC dello
spettrometro ed in particolare dei vincoli posti sulle possibili opzioni
per i componenti dall'alta intensità e dal grande numero di canali.
L'elettronica di digitalizzazione e di lettura, si basa sullo stesso TDC
che verrà utilizzato in diversi rivelatori di COMPASS (straw tubes, camere
a drift, fibre scintillanti) e si prevede di raggruppare 256 canali MWPC
in una singola scheda VME che verrà progettata in collaborazione con
Friburgo.
Oltre alle costruzioni, c'è stato un notevole impegno anche sulle altre attività dell'esperimento. A parte il ruolo nell'esperimento di F. Bradamante, co-spokeman di COMPASS assieme a S. Paul, il gruppo di Trieste partecipa attivamente anche alle attività del gruppo off-line, sia per quanto riguarda il programma a lungo termine (e quindi in particolare la definizione degli user requirements e l'impostazione generale del programma di ricosrtuzione, sia per le scelte del software che dell'hardware) che per il lavoro a breve termine (ottimizzazione dello spettrometro).