Consuntivo dell'attivita' scientifica dell'esperimento CMS nel 1998 ------------------------------------------------------------------------- Il 1998 e 99 sono due anni importanti per CMS. In questo periodo deve infatti avvenire il passaggio dalla fase di R&D verso quella di costruzione. Nel 1998 si e' conclusa una prima fase di questo passaggio, con l' approvazione dell' ultimo dei Technical Design Report dei rivelatori, quello del rivelatore centrale di tracce. E' anche iniziata la fase successiva, con la approvazione dell' Engineering Design Review del il magnete e quella, per ora solo parziale in quanto non ha riguardato l' elettronica di trigger e readout, dei rivelatori di mu. Quanto segue e' il consuntivo dell'attivita' svolta dai gruppi italiani nel 1998. Magnete Superconduttore (Genova) ------------------------------------------------- Nel corso del 1998 la Sezione di Genova ha partecipato attivamente alla progettazione del solenoide prendendosi direttamente carico delle attivita' di pre-industrializzazione dell' avvolgimento del solenoide. Ha inoltre effettuato test di qualificazione delle giunzioni 1 - Attivita' di progettazione ? E' stato effettuato uno studio mirante a stabilire l'effetto sullo stato di carico meccanico degli isolamenti dovuto a difetti di avvolgimento. Si e' trovato che la deformazione del conduttore, dovuta alla piegatura, e' tale da provocare vuoti tra le spire. Tali vuoti una volta riempiti di resina possono provocare una deformazione pericolosa dell'isolamento circostante. Per evitare cio' e' stato proposto, ed approvato dal Magnet Technical Board, di aumentare lo spessore di isolamento interspira da 0.64 a 1.00 mm. ? Sono stati effettuate numerose analisi termiche con ANSYS per verificare la temperatura massima locale dovuta a riscaldamento ohmico di giunzioni int= ra-strto ? E' stata riverificata la stabilita' termica rispetto a disturbi tramite= analisi basate sul codice HEATING Le attivita' di progettazione svolte sono state riportate all'Engineering= Design Review svoltosi a Saclay nel periodo 2-4 Dicembre 1998. 2 - Pre-industrializzazione dell'avvolgimento La assegnazione alla Sezione di Genova della responsabilita' della prog= ettazione e dei test di prototipi necessari per la definizione delle specifiche di gara e= ' stata sancita da un accordo tra CERN ed INFN (Agreement K528/EP-CMS) . Le attivita' nel= 1998 sono state: ? Studio ingegneristico dei metodi di realizzazione della bobina supercon= duttrice, che ha portato a congelare il progetto sulla ipotesi di costruzione modulare = della massa fredda. Sono state inoltre effettuate prove di piegatura del conduttore. ? Sviluppo dei componenti critici della linea di avvolgimento, tra questi= il cilindro di supporto avente un diametro di 7 m. ? Progettazione di un prototipo di linea di avvolgimento e costruzione di= un modello di linea allo scopo di dimostrare la fattibilita' di una tecnica di avvolgim= ento per un conduttore rinforzato. 3 - Qualificazione delle giunzioni Sono state provate elettricamente numerose giunzioni tra cavi supercondut= tori prototipo, effettuate sia con tecniche MIG che a fascio di elettroni. Le misure sono= state effettuate alla temperatura di 4.2 K, campi magnetici da 3 a 5 T e corren= ti intorno ai 20 kA. TRACCIATORE CENTRALE: (Bari, Catania, Firenze, Genova, Padova, Perugia, Torino, Pisa) ------------------------------------------------------------------------= ------------- Il 1998 e' stato un anno di fondamentale importanza per lo sviluppo del p= rogetto del Tracker di CMS. Nei primi mesi dell'anno infatti e' stato ultimato il Tec= hnical Design Report del progetto e presentato il relativo documento (CERN/LHCC 98-6 CM= S TDR 5) il 15 Aprile al comitato di LHCC per l'approvazione. I Referees del progetto ha= nno posto tutta una serie di domande su alcuni punti importanti del progetto stesso a cui= e' stato risposto in dettaglio con documenti scritti giustificando le risposte con= misure su fasci di test beams e con prove di laboratorio. Successivamente, dopo aver presentato e discusso col comitato CORE anche = la parte finanziaria del progetto ed avere avuto parere favorevole sulla congruita= ' dei costi, il progetto e' stato approvato dal comitato LHCC nel mese di Luglio. Il comi= tato contestualmente all'approvazione ha richiesto la realizzazione di una ser= ie di milestones per l' anno 1999 che dovranno essere positivamente superati pr= ima di poter iniziare nei primi mesi dell'anno 2000 la costruzione del rivelatore. I p= rincipali milestones in cui sono maggiormente coinvolte le istituzioni italiane son= o i seguenti: a) Definizione finale dei sensori del tracciatore al silicio. b) Prototipo della meccanica del Barrel del silicio (layer # 3). c) Prototipo della meccanica del Forward del silicio (un disco completo). d) Engineering Design Review del tracciatore al silicio. e) Verifica della produzione industriale delle MSGC. f) Test di sopravvivenza delle camere precedenti sul fscio del PSI. g) Engineering Design Review del tracciatore a MSGC. L'attivita' prevalente dei gruppi italiani nella seconda meta' del 1998 e= ' stata quindi quella di iniziare la preparazione di questi importanti milestones previs= ti per il 1999 dal cui successo dipendera' l'inizio della costruzione del Tracker di CMS= durante l'anno 2000. 1) Rivelatori a silicio: (Bari, Catania, Firenze, Padova, Perugia, Torino= , Pisa) L'attivita' della collaborazione italiana del tracciatore a silicio si e= ' concentrata principalmente su tre temi: a) stesura del TDR b) R&D sui rivelatori e qualificazione su fascio di moduli irraggiati c) preparazione delle milestones richieste dall'LHC Committee per il 1999 a) Technical Design Report Con la stesura del TDR sono stati definiti tutti i dettagli tecnici del p= rogetto: dalle specifiche dei sensori al nuovo disegno della meccanica della parte "barr= el" del tracciatore. I 5 strati cilindrici compresi fra 21 e 63.5 cm di raggio so= no stati organizzati su una struttura in fibra di carbonio con cavi e canali di ra= ffreddamento integrati. Per aumentare la modularita' ciascun cilindro e' costruito acc= oppiando due semicilindri completi di rivelatori ed elettronica di lettura. E' stato inoltre effettuata una simulazione completa del tracciatore che = ha permesso l'analisi realistica delle sue prestazioni (efficienza di hit, efficienza= di ricostruzione di tracce isolate ed all'interno di b-jets di 200 Gev di im= pulso trasverso, risoluzione di impulso in standalone, allineamento). b) R&D sui rivelatori e qualificazione su fascio di moduli irraggiati Il risultato principale dell'R&D sui rivelatori nel corso del '98 e' stat= a l'ottimizzazione delle caratteristiche geometriche dei sensori (pitch di = lettura, capacita' interstrisce, dettagli di disegno) sia della parte barrel che d= ella zona in avanti. Sono state realizzate serie di prototipi su wafer da 4" capaci di= sopportare tensioni di breakdown superiori a 500V e con percentuali di strisce difet= tose inferiori all'1%. E' proseguito lo studio sulle strutture multiguard; e' stata avvi= ata l'analisi degli effetti sulle prestazioni generali di substrati a bassa resistivita= ' (1-2 KOhmcm) e di diversa orientazione cristallina (<100>); e' stata infine prodotta u= na piccola serie di prototipi su wafer da 6". Le prove su fascio si sono concentrate sul comportamento di rivelatori pe= santemente irraggiati. Sono stati sottoposti a test rivelatori prodotti da diverse compagnie ed = irraggiati con dosi molto elevate (valori tipici di fluenze per neutroni comprese fra 10= exp14 e 4x10exp14) per capire i margini di operazione e di sicurezza del tracciat= ore nel suo complesso. In particolare e' stata raccolta una buona statistica sull'and= amento della tensione di svuotamento in funzione della dose assorbita e sull'efficienz= a di ricostruzione di hit in funzione del rapporto segnale/rumore in rivelator= i pesantemente irraggiati. Sono stati valutate diverse geometrie (rettangolari e a "wedg= e") e diversi pitch di lettura (valori compresi fra 50 e 240 micron). Sono state esamin= ate diverse condizioni di operazione in funzione della tensione di polarizzazione e d= ella temperatura del sistema. Sono state ripetute le misure a distanza di mesi= per verificare la stabilita' del comportamento. Come risultati principali di questo lavo= ro abbiamo provato che e' possibile operare stabilmente rivelatori single-sided irra= ggiati ben oltre le dosi corrispondenti a 10 anni di operazione di LHC (1.6x10exp14). Nell'ultimo test beam e' stato messa a punto la catena completa di lettu= ra dell'elettronica finale e si sono avuti i primi risultati delle prestazio= ni di moduli equipaggiati con il chip di read-out finale (APV6) completo di pipeline a= nalogica e circuito di deconvoluzione del segnale. c)Preparazione delle milestones richieste dall'LHC Committee per il 1999. Sono state infine definite con i referee di LHCC le milestones 1999 preli= minari alla costruzione vera e propria del rivelatore. Si tratta essenzialmente di: a) definizione finale dei sensori; b) costruzione di prototipi meccanici full-size di un semicilindro del barrel e di un disco completo della part= e end-cap; c) realizzazione del prototipo 0 dei moduli single and double-sided. La veri= fica di queste milestones e' prevista per il Novembre 1999. 2) MSGC (Pisa, Genova) L'attivita' del gruppo nell'anno '98 si e' concentrata principalmente nel= la preparazione e realizzazione di due periodi di test su un fascio di altissima intensit= a' del PSI di rivelatori MSGC in preparazione degli importanti milestone del 1999 che d= ovranno dimostrare la capacita' delle camere prodotte industrialmente di sopravvi= vere senza danni alle piu' alte luminosita' previste ad LHC. Sono state quindi proge= ttate e realizzate nuove maschere per la produzione di una serie di 100 MSGC con = lettura e alimentazione HV da entrambi i lati del rivelatore come specificato nel T= DR per il barrel di CMS. Inoltre nella prima parte del '98 e' stata completata la s= erie di moduli B1 del 'Milestone project'. Durante il '98 sono stati anche sviluppati rivelatori di nuova concezione= , molto meno costosi delle MSGC, le MGD(Micro Groove Detector) e le MGD+GEM e sono sta= te anch'esse esposte al fascio del PSI. a) Test beam pM1 (PSI) : pioni e protoni di 350-500 MeV Sono state sottoposte a test due MSGC costruite con la tecnologia previst= a in CMS: P10 ed un rivelatore di B1. Sono stati anche esposti al fascio del PSI alcune= nuove camere di tipo MGD, realizzate con la tecnologia avanzata dei circuiti stampati = alcune di esse accoppiate ed altre no ad uno stadio di preamplificazione (GEM) ottenuto = con una sottile 'mesh' con entrambe le facce, superiore ed inferiore, a tensione. Tale GE= M viene interposta tra l'elettrodo di drift e la MDG a distanza di alcune centina= ia di micron (400-800) da quest'ultima. Scopo del test : - Aumentare il flusso totale integrato sulla MSGC P10 gia' precedentement= e sottoposta a test a T10 (CERN-PS, pioni di 3 GeV a rate medio di 2KHz/mm2) e a pM1 per= un totale di circa 169 ore di presa dati al rate di LHC. Sono stati presi dati ad un r= ate di circa 10 KHz/mm2 per un periodo di 15 giorni alle tensioni di lavoro stabilite per= CMS (Vc=3D520 V e Vd=3D3500 V). Nessuna variazione apprezzabile del guadagno rispetto al = valore ottenuto nei precedenti test e' stata osservata durante tutto il periodo di test. - Controllare la stabilita' in guadagno ed il comportamento ad alti fluss= i di particelle del prototipo di B1 e dei nuovi rivelatori. Monitoraggio delle distribuzi= oni in ampiezza d'impulso, rapporto segnale-rumore e correnti sui diversi elettrodi. c) 'Milestone project' B1 e prototipi MSGC con lettura su entrambi i lati. - L'attivita' e' consistita nel completamento della produzione dei moduli= di B1 MSGC con cui equipaggiare un ottante di una delle ruote del 'barrel' di CMS e nell= a successiva ispezione ottica e test ad alta tensione (540/3500 V). Su un totale di 63 rivelatori sottoposti a ispezione ottica e' risultata= per rivelatore una media di 13 strip con difettosita' di tipo 'open'. Sottoposti a test = HV 36 rivelatori: misurata una sovraccorente in media su circa 8 strip per dete= ctor. - Sono poi state progettate e realizzate le nuove maschere per i prototip= i di MSGC con lettura e alimentazione su entrambi i lati secondo le specifiche descritt= e nel TDR del Tracker di CMS. La produzione di primi 20 prototipi con Passivazione Avan= zata e coating S9800 e' prevista per Marzo-Aprile 99. CMS-ECAL (Roma) ----------------- Nel 1998 il gruppo, in continuita' con l'attivita' del 1997, ha contr= ibuito alla fase di R&D riguardante il calorimetro elettromagnetico a cristalli di PWO concen= trandosi su tre attivita' principali: ? la caratterizzazione dei cristalli e il problema della loro resistenza = alle radiazioni, ? il comportamento dei fotorivelatori (APD) in ambiente ad alta radiazion= e e lo sviluppo di un sistema per alimentare questi fotorivelatori ? la progettazione della struttura meccanica La fase di R&D inerente il danno da radiazione dei cristalli nel 1998 ha= riguardato in particolare i cristalli provenienti dai produttori cinesi. Lo studio sul = doping con ioni trivalenti (La, Lu, Y) e' stato esteso a drogaggi misti con ioni trival= enti e pentavalenti e a cristalli della dimensione finale di 23 cm. L'attivita' di R&D sugli APD e' proseguita nel 98 in particolare sul= lo studio delle proprieta' di annealing in funzione della temperatura. Le ditte produtt= rici (Hamamatsu ed EG&G) hanno lavorato per fornire rivelatori con caratteristiche piu' = uniformi possibile e affidabili anche in ambiente soggetto ad alte fluenze di neut= roni. Questa fase si e' conclusa con il test di circa 400 APD, cui il gruppo ha part= ecipato in modo sostanziale, che ha portato alla scelta finale del fotorivelatore. Una vo= lta definito il fotorivelatore, ci siamo occupati dello sviluppo del sistema di alimentaz= ione. Si tratta di progettare un sistema "intelligente" in grado di controllare la stabil= ita' in tensione a circa 20 mV di centoventimila canali. Il gruppo ha contribuito= alla stesura delle specifiche. Sono state individuate almeno due ditte che hanno espre= sso un forte interesse a realizzare tale sistema ed il gruppo seguira' la fase di R&= D verificando che i prototipi proposti soddisfino la qualita' richiesta per il buon funzi= onamento del calorimetro. Per quanto riguarda la struttura meccanica, il gruppo ha la responsabilit= a' del progetto dei cestelli necessari a sostenere i sottomoduli alveolari contenenti i s= ingoli cristalli, e del loro sistema di chiusura a griglia. Data la complessita' = e il costo della struttura si e' progettato un prototipo di modulo di tipo 2 (il s= econdo partendo da eta=3D0) in alluminio che e' in corso di realizzazione e la cui funz= ionalita' andra' verificata prima di affrontare nel 1999 la fase di costruzione vera e pro= pria. Nel contempo sono in fase di ottimizzazione i disegni finali di griglie e ces= telli di tipo 1,3,4. Il sistema di interfaccia tra griglia e meccanica relativa all' el= ettronica e' stato controllato su una matrice di 36 cristalli per la quale il gruppo h= a realizzato la parte meccanica. Il gruppo ha la responsabilita' della messa in opera e del funzionamen= to di uno dei due Centri Regionali per l' assemblaggio di meta' della parte barrel del ca= lorimetro (circa 30000 cristalli). Nel 1998 si e' provveduto all'installazione presso i = Laboratori dell'Enea alla Casaccia delle strutture generali necessarie al Centro. In= particolare e' stata resa operativa tutta la parte di misura automatica della qualita' = dei cristalli. Nell'ottobre del 1998 e' partita la fase di preproduzione di cristalli = finali in Russia e con i primi duecento cristalli e' in corso l'intercalibrazione con il= Centro Regionale del CERN. CAMERE A DERIVA PER MU (Bologna, Padova, Torino) -------------------------------------------------------------------------= --- L' attivita' nel 98 si e' concentrata sulla finalizzazione del proge= tto in vista dell' inizio della costruzione nel 99. La camera MB96, prototipo in scala reale di una delle camere del sistema,= e' stata soggetto di una serie estensiva di test, sia in laboratorio che su fascio= di test al CERN in condizioni di irraggiamento di elevata intensita' , superiore a = quella che ci si aspetta in LHC. Il comportamento e' stato in ogni caso quello atteso. Una ridiscussione del disegno globale del rivelatore ha portato alla deci= sione di rimuovere, nella quarta stazione, il superlayer che misura la coordinata = z, parallela ai fasci. Si ottiene in questo modo una sensibile riduzione del costo comple= ssivo con trascurabili effetti sulle prestazioni, come hanno mostrato simulazioni s= ia del trigger del sistema che della ricostruzione off-line. Tale modifica del progetto = e' stata approvata dal Comitato LHCC. Sono stati definiti i progetti e costruiti prototipi delle attrezzature p= er la produzione dei prelavorati necessari all' assemblaggio delle camere, qua= li i piani con gli elettrodi di formatura di campo ed i catodi della cella di deriva. I = prototipi verranno utilizzati dai collaboratori di Madrid per la costruzione del pr= ossimo prototipo di camera. E' pure proseguita la progettazione della strument= azione per le linee di assemblaggio ed e' iniziata la preparazione della prima linea. E' proseguito lo studio delle caratteristiche strutturali della camera.= I risultati non soddisfacenti delle prove di carico sia di lunga durata che distruttive h= anno imposto un cambiamento nel modo di realizzare i catodi delle celle di deriva. Si e` = passati ad un nuovo disegno che comporta l'incollaggio laterale sui profili strutturali= di alluminio a doppio T di elettrodi di alluminio isolati con un nastro di mylar. La str= uttura della camera e' quindi realizzata con incollaggi alluminio su alluminio, che so= no intrinsecamente piu' affidabili degli incollaggi alluminio-plastica prece= dentemente usati. Le proprieta' della nuova struttura meccanica sono state verificat= e con ulteriori prototipi e sono risultati pienamente adeguati. La modifica della struttu= ra dei catodi ha comportato la riprogettazione degli strumenti per la produzione di mas= sa degli stessi. E' stato completamente definito il progetto dell' elettronica resident= e sulla camera e prototipi sono stati provati in condizioni reali su MB96. In particolare = e' stato completato il progetto del chip custom di frontend. I prototipi finali so= no attesi per i primi mesi del 1999. I risultati sopra elencati, che si riferiscono agli elementi del progetto= necessari per iniziare la costruzione della meccanica delle camere e dell' elettronica= residente nel volume di gas, sono stati oggetto di un severo esame da parte di un comit= ato di esperti anche esterni alla collaborazione (Engineering Design Review) che ha appr= ovato il progetto dando via libera all' effettuazione degli ordini necessari per = la costruzione di massa. E' anche continuata l'attivita' di progettazione dell'elettronica per il = trigger. Sono stati estensivamente provati i primi prototipi del chip ASIC che riconosc= e elementi di traccia in un quadrupletto per il trigger di primo livello. I test sono a= vvenuti sia su banco che in connessione a MB96 su fascio di test al CERN e con raggi cos= mici in sede. I risultati sono pienamente soddisfacenti. E' stato completato il progett= o del chip ASIC per la correlazione degli elementi di traccia forniti dai diversi quadrup= letti di una camera (TRACO); i primi prototipi sono attesi per la primavera del 99. E`= stato realizzato il prototipo finale di un chip asic per il trigger server (TSS= ) che soddisfa tutte le specifiche di progetto, incluse quelle di monitoring e configura= bilita' da remoto, sia attraverso boundary scan sia via un sistema parallelo ad hoc. E' infine iniziato lo sviluppo delle schede di interfaccia tra l'elettron= ica di frontend del rivelatore e il sistema generale di Data Acquisition di CMS (DDU). Il= primo prototipo e' stato completato alla fine del 98 e nella prima parte del 99= sara' testata una catena completa di lettura con I cosmici. RPC (Bari, Pavia) ----------------------- Dopo il programma svolto fino al 97 per lo sviluppo di un rivelatore con = efficienza (98%) e risoluzione temporale (< 3 ns) anche alle elevate frequenze di co= nteggio previste in CMS (~ 1 kHz/cm2), l' attivita' nel 98 ha affrontato probl= ematiche di dettaglio per la completa definizione del progetto. ? Studio delle proprieta' di superficie e di volume degli elettrodi di ba= chelite, per misurare la rugosita' con diversi tipi di superficie e risolvere i proble= mi legati alla misura di resistivita' molto elevate (~ 1011 Ohm cm) in condizioni ambien= tali variabli per umidita' e temperatura. Questo programma e' svolto in collaborazione = con altri esperimenti LHC (ALICE, ATLAS). E' stato avviato un progetto per la costr= uzione di un sistema di misura automatica della resistivit=E0. Un prototipo minimale e= ' gi=E0 stato costruito ed usato come riferimento standard di misurazione fra i vari gr= uppi interessati. ? Sviluppo delle procedure per il controllo on-line della qualita' dei = materiali. Sono state ottimizzate le procedure di controllo della produzione di bachelite= , con misure periodiche per il monitoraggio dei parametri produttivi allo scopo di rel= azionare valori di grandezze fisiche caratteristiche con i parametri di controllo della f= abbrica (es. % resina, % volatile, FLOW ...). ? Studio per lo sviluppo del chip definitivo di front-end. E' stato rea= lizzato, in tecnologia Bi-CMOS da 0.8 micron, il progetto di un ASIC analogico compos= to da 8 canali, ciascuno comprendente un amplificatore di carica, uno =93zero crossing di= scriminator=94 ed un driver differenziale. E' stato, inoltre, sviluppato il progetto dell= a scheda di front-end per la lettura di 16 canali. ? Studio per lo sviluppo del chip di =93sorter=94. Sono stati effettuati = i test sui 15 prototipi del chip di sorter per il trigger degli RPC. Questi ASIC, svilu= ppati in tecnologia Bi-CMOS da 0.8 micron, hanno risposto alla specifiche di proge= tto, ed e' allo studio la possibilit=E0 di integrare un algoritmo per il riconoscimento d= i eventi =93ghost=94 utilizzando una tecnologia pi=F9 spinta per ridurre ulteriormente il temp= o di latenza. ? Test di irraggiamento alla GIF del Cern e presso il telescopio di Bari.= E' in corso una sperimentazione con sorgenti gamma. Alcuni rivelatori di grandi dimen= sioni sono in funzione sia nella Gamma Irradiation Facility del CERN, sia nella irradia= tion facility presso il Dipartimento-Sezione INFN di Bari, in ambiente di elevato fondo= gamma. Allo scopo di valutare eventuali effetti di invecchiamento si intende operare = questi rivelatori in condizioni critiche per un tempo abbastanza lungo, tale da = integrare una dose significativa rispetto a quella attesa in CMS.Allo scopo di interpre= tare i risultati e di effettuare una misura della sensitivit=E0 del rivelatore a= i gamma, e' stata avviato una studio di simulazione delle sorgenti e della risposta dei riv= elatori a flussi di particelle gamma da sorgenti. E' stato usato un codice di trasp= orto di neutroni e gamma (MCNP4b) per simulare dettagliatamente la geometria e la= sorgente della Gamma Irradiation Facility (GIF) del CERN e del bunker di irraggiamento d= i Bari. La simulazione dei flussi previsti ha permesso di valutare la sensibilit=E0 = del rivelatore ai gamma delle sorgenti utilizzate (137Cs e 60Co). Parallelamente le prestaz= ioni del rivelatore sono state valutate sul fascio di muoni X5 in condizioni di al= to fondo. I risultati indicano che il valore finale della resistivit=E0 volumetrica d= egli elettrodi di bachelite dovrebbe essere dell'ordine di qualche 1010 Ohm cm per permette= re di operare ad alta rate con elevate efficienza , senza apprezzabili spostamenti del = punto di lavoro al variare della rate. ? Costruzione di un prototipo dalle dimensioni finali di MB1. E' in cor= so la costruzione un prototipo della camera MB1. Si intende in particolare approfondire il = problema del supporto del rivelatore e dell' integrazione con le DT ed i dettagli per= l' estrazione dei segnali e la connessione delle schede di front-end. ? Studio sulla simulazione del meccanismo di formazione del segnale. E' = continuato l' approfondimento dei meccanismi di formazione del segnale all' intern= o di un RPC. In particolare modelli opportuni per l' introduzione delle fluttuazioni nel= lo sviluppo della carica sono stati introdotto nel calcolo degli spettri attesi. Sono stati= altres=EC valutati eventuali effetti di carica spaziale durante lo sviluppo della v= alanga. Particolare attenzione e' stata anche dedicata alla simulazione delle c= aratteristiche temporali. CALCOLO -------------- L'attivita` di calcolo e software in CMS nel 1998 ha coinvolto tutte le S= ezioni INFN impegnate nel progetto CMS. In particolare durante l'anno trascorso l'att= ivita` ha riguardato: a) La simulazione di montecarlo per i subdetector, il trigger e l'analisi= fisica. (Tutte le Sezioni) b) La messa in opera dei database per l'inizio di produzione di alcune pa= rti di subdetctor. (Sezioni di: Ba, Ct, Pd, Pg, Pi, Rm1) c) L'analisi dei dati prodotti dai test-beam. Alcune di queste analisi so= no state effettuate utilizzando il nuovo software Object Oriented scritto in C++ e= database ad Oggetti (Objectivity). (Tutte le Sezioni) d) L'installazione e l'uso del pacchetto LHC++ (libreria HEP ad Oggetti)= distribuito dal CERN, che sostituira` CERNlib e che comprende tra l'altro Objectivity= (database scelto per LHC). In questo caso sono state utilizzate le licenze software= della collaborazione CMS concentrate per l'acquisto e la distribuzione al CERN.= (Sezioni di: Ba, Bo, Pd, Pi, Rm1, To) e) La prima valutazione della release 1 di GEANT4 per CMS. Geant4 e` stat= o rilasciato nel corso del 1998 e sostituisce GEANT3 per la simulazione dei detector. = GEANT4 e` completamente riscritto con tecniche OO e si interfaccia naturalmente al = nuovo codice di ricostruzione ed analisi. (Sezioni di: Ba, Pd, To) f) La partecipazione allo sviluppo del programma di ricostruzione con tec= niche OO , in C++, per CMS (ORCA). Il contributo italiano alla prima release del progra= mma (rilasciato alla fine del 1998 nella prima versione) e` stato notevole in particolare= per le parti relative ai dectector in cui l'INFN e` particolarmente coinvolto. (Sezion= i di: Ba, Bo, Pd, Pg, To) g) Lo studio e la partecipazione ad un programma di R&D, che coinvolge an= che CMS, per la definizione del "Computing Model" per LHC, con particolare riguardo al pr= oblema dei "Centri Regionali" di analisi e produzione (MONARC). Tale attivita` richi= ede la definizione del modello di analisi, la simulazione del comportamento del = sistema e l'implementazione di alcuni (piccoli) test-bed. (Sezioni di: Ba, Bo, Pd, = Pg, Rm1)