Rapporto di attività scientifica dell’anno 1999 dei gruppi italiani partecipanti all’esperimento ATLAS
(preparato dal responsabile nazionale S. Patricelli su indicazione dei responsabili delle varie attività)
I gruppi italiani che partecipano alla collaborazione ATLAS afferiscono a 12 diverse Sezioni, Gruppi Collegati e/o Laboratori Nazionali dell’INFN e precisamente: Cosenza, Genova, Lecce, LNF, Milano, Napoli, Pavia, Pisa, Roma1, Roma2, Roma3, Udine. Il numero di ricercatori coinvolti nel progetto è di 135 (90 f.t.e.) e le attività di progettazione e costruzione hardware che sono portate avanti riguardano:
- Rivelatori a pixel del tracciatore interno (Pixel)
- Calorimetria elettromagnetica con Liquid Argon (LAr Calo)
- Calorimetria adronica con scintillatori (Tile Calo)
- Tracciamento di precisione di muoni con Monitored Drift Chambers (MDT)
- Rivelatori di trigger per muoni della regione barrel (RPC)
- Trigger di primo e secondo livello e data acquisition
A queste si aggiunge un’ampia attività di sviluppo del software e di simulazione dei processi fisici di interesse a LHC.
L’INFN partecipa inoltre, con il gruppo del laboratorio LASA di Milano, alla progettazione ed alla realizzazione del prototipo di bobina superconduttrice (B0) del magnete toroidale di ATLAS ed alla realizzazione di tutte le otto bobine del Barrel Toroid. Queste attività rientrano tra i contributi italiani ai progetti comuni della collaborazione ATLAS e, insieme alla produzione, in collaborazione con l’industria, del cavo superconduttore, sono state finanziate nell’ambito dei cosiddetti programmi 5%.
Il presente rapporto è stato scritto integrando le relazioni preparate dai responsabili delle varie attività.
- Rivelatori a pixel del tracciatore interno (Pixel)
(Genova, Milano, Udine - Responsabile G. Darbo)
L’attività dei tre gruppi coinvolti nel progetto per la realizzazione del tracciatore interno a pixel si è articolata, nel corso del 1998, lungo le seguenti linee:
Per il gruppo di Genova:
- Sviluppo del Module Controller Chip (MCC). Il prototipo prodotto dalla AMS in tecnologia CMOS da 0.8 micron è stato testato, sia con sorgenti sia con un fascio, dopo averlo inserito in un modulo completo con 16 chips di FE, ed è risultato soddisfare le specifiche. In vista della sua produzione in tecnologia rad-hard (tecnologia DMILL) è stata ridisegnata la FIFO (elemento di memoria principale dell'MCC) ed è stato realizzato un prototipo di MCC, testato in laboratorio con risultati molto buoni. Sono state definitivamente fissate le specifiche di interfaccia dell'MCC con il ROD (Read-Out Driver) tramite link ottico.
- Sviluppo del Bump Bonding. È stata sviluppata, in collaborazione con Alenia Marconi System, la realizzazione di microsaldature mediante bump bonding. Sono stati realizzati insiemi multipli (1 sensore e 16 chip di lettura), ciascuno con circa 50.000 connessioni, con rendimento superiore al 99.9%.
- Preparazione alla produzione. E' stata completata una camera semipulita di circa 70 m2, equipaggiata con alcuni degli strumenti e dei sistemi di manipolazione necessari alla fase di produzione del rivelatore. È stata messa a punto una base di dati, adottata da tutta la collaborazione pixel, per il controllo della produzione delle parti del rivelatore.
- Sistemi di test. Si è continuato lo sviluppo delle attrezzature di laboratorio finalizzate a tests automatici di moduli in fase di preproduzione e produzione. È stato realizzato un sistema di test (scheda VME con il suo software di supporto) per test intensivi sull'MCC; questo sistema verrà usato sia nella fase di preparazione di nuove versioni dell'MCC sia nella fase di produzione.
- Meccanica. E' stato finalizzato il disegno del sistema di supporto dei moduli del rivelatore (stave di carbon-carbon e tubo di raffreddamento in fibre di carbonio, "baseline" del progetto pixel). Ne sono stati realizzati vari prototipi, usando 2 diversi tipi di carbon-carbon e variando i parametri della impregnazione. I prototipi sono stati testati sotto stress termici e meccanici, sia usando il Centro di Misure della Sezione sia al CERN, con il sistema di cooling evaporativo sviluppato da ATLAS. Sono stati testati staves in serie ed in parallelo, anche simulando possibili malfunzionamenti (salti di pressione etc). È stato ridefinito, migliorandolo, il disegno del layout completo dei tre strati del barrel, con un aumento delle tolleranze ed un migliore interfacciamento sia con i servizi di ATLAS sia con gli altri rivelatori traccianti del barrel.
Per il gruppo di Milano:
- Studio dei sensori finalizzato alla definizione del progetto. Il gruppo ha continuato a partecipare alla preparazione dei test beam al CERN, alla raccolta dei dati e alla analisi dei dati. In particolare il Dr. C. Troncon ha assunto il ruolo di coordinatore dell’analisi dei dati per la collaborazione. I risultati ottenuti dal gruppo sono stati eccellenti. Citiamo nel seguito i più importanti:
- raccolta di carica
Studi compiuti dal nostro gruppo nel 1998 avevano messo in luce l’effetto negativo della implantazione floating intorno ai pixels sulla efficienza di raccolta di carica. Sulla base di queste misure è stato sviluppato il prototipo 1.5 del rivelatore che è stato testato su fascio. Abbiamo dimostrato che il nuovo progetto ha corretto il difetto e ha delle caratteristiche di efficienza di raccolta di carica eccellenti dimostrando la maturità del progetto che è stato sottoposto al PRR nello scorso dicembre.
- efficienza in funzione dell’angolo
È stata studiata l’efficienza in funzione dell’angolo di incidenza delle particelle per i diversi tipi di prototipi sviluppati dalla collaborazione. Questo studio è stato motivato dalla preoccupazione di una possibile perdita di efficienza dovuta alla diminuzione della carica raccolta dai pixel quando questa viene raccolta da più pixel come nel caso di tracce inclinate o di operazione in campo magnetico. Lo studio ha mostrato che non ci sono problemi rilevanti fino ad angoli molto elevati (30o) e per rivelatori spessi solo 200 µm.
- misura dell’angolo di Lorentz e interpretazione dei risultati
È stata completata l’analisi dell’angolo di Lorentz su dati ottenuti con rivelatori normali e con rivelatori sottoposti a irraggiamenti paragonabile a quelli previsti in 10 anni di operazione a LHC (5 anni per il B layer). Gli angoli di Lorentz misurati per rivelatori irraggiati sono considerevolmente inferiori a quelli non irraggiati. Il nostro gruppo ha sviluppato un modello per la interpretazione di questi risultati che spiega molto bene i comportamenti osservati.
I risultati di queste analisi sono stati presentati alla conferenza VERTEX 99 (Texel – Olanda) e IEEE 99 (Seattle) da due membri del gruppo. Il gruppo sta inoltre curando per la Collaborazione la preparazione degli articoli relativi.
- Realizzazione del prototipo 2.0 del rivelatore con la ditta IRST. Nel corso dell’anno 1999 la collaborazione ha sviluppato e prodotto il prototipo 2.0 dei sensori. Una delle ditte scelte per la qualificazione per la successiva produzione è stata la IRST di Trento. Abbiamo tenuto i contatti con la ditta e seguito le fasi della produzione del prototipo.
- Sviluppo di tecnologie di interconnessione ad alta densità. Nel corso del 1999 si sono effettuati a Milano studi sulla ottimizzazione del processo di chip flip utilizzando gli indium bumps di ALENIA e continuato con gli studi sulla possibilità di rilavorabilità:
- si è definita la procedura ottimale di chipflip per i bumps di ALENIA (chip flip a 100 gradi) utilizzando dei dummy modules di vetro;
- i chip flippati con questa procedura sono poi staccabili mediante l'applicazione di una forza di circa 3 Newton a 100 gradi;
- è stata accertata la riproducibilità della forza di trazione da applicare per strappare un chip e la buona qualità dei bump residui mediante ispezione con microscopio elettronico;
- è stato verificato che i sistemi così strappati possono essere riattaccati con chip flip;
- è stata verificata la connettività elettrica dei chip rilavorati e la loro resistenza meccanica alla trazione (per strapparli una seconda volta è mediamente necessaria una forza pari al 70% della forza necessaria la prima volta).
Incoraggiati da questi risultati positivi si è proceduto a strappare 2 chip reali da due rivelatori (sistemi a singolo chip). Le analisi dei bumps, il nuovo incollaggio mediante chip flip e misure di caratterizzazione elettronica dei sistemi rilavorati hanno dato risultati molto incoraggianti. I test descritti sono stati realizzati utilizzando una cella di carico del Politecnico di Milano su cui è stato installato un sistema per il fissaggio dei chip e per la applicazione di una forza assiale realizzati dalla sezione di Milano. È in fase avanzata la progettazione di una macchina dedicata per lo stripping dei chip fatta dall'ufficio tecnico della sezione di Milano; il progetto sarà ultimato nei primi mesi del 2000.
- Studio e sviluppo del sistema di alimentazione. Nel corso del 1999 il gruppo ha iniziato ad occuparsi del sistema di alimentazione del rivelatore. Si tratta di un sistema complesso per la necessità di utilizzare cavi lunghi che introducano la minor quantità possibile di materiale all’interno del rivelatore. Il gruppo ha partecipato alla definizione delle specifiche dell’alimentatore. Prototipi dell’alimentatore sono in corso di realizzazione e i test sono previsti nel corso del 2000.
- Preparazione per la produzione. Nel corso del 1999 è stato attrezzato un laboratorio con un sistema di test completo che permette di effettuare misure per la caratterizzazione di tutte le componenti dei moduli del rivelatore a pixel (sensore, elettronica di front-end e read-out controller). Sono state fatte misure su sistemi a singolo chip utilizzando tecniche di impulsaggio elettronico e con sorgente. Questo sistema sarà utilizzato nella stazione di misura per il test finale dei moduli montati su flex-hybrid. Sarà necessario realizzare un secondo sistema per il test dei moduli nudi di ritorno dalla ditta che effettuerà il flip-chip. E’ stato inoltre messo a punto il sistema per il test dei wafers di sensori sotto punte per le caratterizzazioni I-V e C-V dei sensori. Infine è iniziata la progettazione di una nuova camera pulita più grande di quella esistente che dovrebbe ospitare le diverse installazioni necessarie per la produzione e i test dei moduli.
Per il gruppo di Udine:
- Progettazione e test dei sensori. Sono stati fatti test estensivi di sensori a pixel fabbricati dall’IRST (prototipo 1B, prototipo 2) e CIS (prototipo 1C, prototipo 2) per un totale di 29 wafer. Sono stati fatti test di diodi "rose" per intercalibrazione con gli altri laboratori impegnati nei test. E’ stato realizzato un nuovo disegno dei rivelatori a pixel.
- Sviluppo dei sistemi di test. E’ stato studiato un prototipo per la movimentazione automatica dei sensori da utilizzare nei test della fase di produzione; si è completato l'assemblaggio del sistema di test per le misure sui moduli del rivelatore a pixel (FE, MCC, sensori) ed è stato installato il sistema di acquisizione (Pixel DAQ).
- Contributo alla definizione delle "technical specifications". Il gruppo ha collaborato con le sedi di Dortumd e New Mexico all'aggiornamento delle specifiche tecniche dei sensori, in preparazione della gara d'appalto per la produzione e del TDR.
- Calorimetria elettromagnetica con Liquid Argon (LAr)
(Milano – Responsabile G. Costa)
Tutta l’attività collegata alla calorimetria elettromagnetica è svolta dal gruppo della Sezione di Milano ed è finalizzata alla realizzazione del calorimetro a "fisarmonica" ad Argon Liquido. Le responsabilità costruttive del gruppo sono relative agli elettrodi di lettura ad alta tensione in Kapton ramato multistrato ed ai preamplificatori di front-end.
Durante il 1999 l’attività del gruppo si é svolta come previsto sui seguenti temi:
- Test degli elettrodi del calorimetro. Questa attività si e’ concentrata sulla verifica e l’equipaggiamento degli elettrodi utilizzati per il modulo 0 sia piatti, presso le ditte costruttrici, che dopo piegatura a Milano (di questi ultimi si sono misurate le caratteristiche di 60 elettrodi tipo B del barrel). Si ricorda che i test consistono nella misura di tenuta dell’HV e di R, C dei diversi canali. Parallelamente si e’ migliorato sia il software che l’hardware dei sistemi di test.
- Progettazione e produzione dei preamplificatori. L’attività e’ stata dedicata alla messa a punto del processo di produzione dei preamplificatori del calorimetro elettromagnetico di cui Milano e’ responsabile al 50% con BNL. Questo ha richiesto lo studio dettagliato dei procedimenti sul Controllo di Qualità' durante la produzione, il congelamento del disegno circuitale con la definizione di ogni suo componente, il superamento della Production Readiness Review (Aprile 99). La gara per la fornitura della parte dei preamplificatori di responsabilità italiana e’ stata espletata e la commessa affidata alla NeOhm. Parallelamente e’ stata messa a punto la strumentazione per il test dei preamplificatori con riferimento al guadagno, tempo di picco e rumore elettronico.
- Test su fascio del Modulo 0. Il gruppo ha partecipato alle attività sul fascio di test del modulo 0 del Barrel. Sono stati acquisiti dati con fascio di elettroni tra 10 e 300 GeV in più celle (scan in energia) e in modo continuo su tutte le celle equipaggiate con elettroni tra 100 e 300 GeV (scan in posizione). Sono anche stati acquisiti dati con assorbitori di Pb davanti al criostato, con muoni e con diverse configurazioni dell’elettronica di read-out. Il gruppo si occupa dello studio della risposta in funzione della posizione, analizzando le possibili sorgenti di errore sistematico (calibrazione, contenimento dello sciame, read out). E' stato inviato a NIM l'articolo sui risultati del test-beam combinato tra calorimetro elettromagnetico e adronico a tiles (secondo run del 1996).
Calorimetria adronica con scintillatori (Tile Calo)
(Pisa – Responsabile T. Del Prete)
L’attività di calorimetria adronica è svolta dal gruppo della Sezione di Pisa che partecipa alla costruzione del calorimetro adronico TILE. Gli argomenti di cui il gruppo si occupa sono: costruzione meccanica di una parte del Barrel, approvvigionamento e qualificazione di Fibre ottiche e caratterizzazione dei fotomoltiplicatori. Il progresso dei lavori sulle singole voci, nel corso del 1999, e’ descritto nel seguito.
- Costruzione meccanica. Il gruppo e’ responsabile della costruzione meccanica del 25 % dei moduli del barrel di TILECAL (pari a 309 moduli). La gara per l’attribuzione della costruzione e’ terminata a Marzo del 1999. Nel Settembre si e’ conclusa la preparazione degli strumenti necessari alla costruzione. Dopo i primi tests per verificare la qualità dei moduli, la costruzione e’ iniziata nella ditta scelta con la gara di appalto e procede regolarmente al ritmo di 4-5 moduli per settimana. A fine anno erano stati costruiti e qualificati 15 moduli. La qualità del prodotto e’ conforme alle specifiche.
- Fibre. Il gruppo ha partecipato alla ricerca della ditta capace di produrre, in modo affidabile, le fibre necessarie per equipaggiare TILECAL (circa 1200 Km). I tests tecnici di qualità effettuati soprattutto dal nostro gruppo sulle fibre prodotte dalle più importanti ditte produttrici di fibre (Bicron, Kuraray e PolHiTech) hanno indicato nella Kuraray la ditta più affidabile e con le migliori fibre. Nel Febbraio 1999 l’ordine di 1200 Km di fibre e’ stato inviato. La responsabilità del gruppo consiste nell’approvvigionamento delle fibre e nel controllo della loro qualità. Un campione random di fibre (circa 500) per ognuno dei batch di produzione (le fibre saranno prodotte in 10 batches) viene misurato accuratamente con una strumentazione progettata e costruita dal gruppo. A fine 1999 sono stati qualificati 4 batches di fibre (100.000 fibre). Solo un "preform" e’ risultato non conforme alle specifiche di produzione ed e’ stato rigettato.
- Fotomoltiplicatori: TILECAL utilizzerà circa 10000 PM. A maggio 1999 la collaborazione ha scelto il tipo di PM da impiegare (R5900 prodotto dalla Hamamatsu). Ogni PM dovrà essere caratterizzato misurando i suoi più importanti parametri (guadagno, corrente oscura, linearità, efficienza quantica etc.). Il test viene effettuato con un apparato dedicato che il gruppo ha progettato e che e’ in fase di realizzazione. I test finali del sistema saranno fatti nel Gennaio 2000 e i primi PM sono attesi per Aprile 2000.
- Simulazione ed analisi del Test Beam. Il gruppo e’ impegnato attivamente nell’analisi dei dati acquisiti con il fascio di test di TILE. Gli argomenti affrontati sono stati:
- Studio di algoritmi di compensazione software della risposta del calorimetro, sfruttando la segmentazione longitudinale e trasversale. I risultati ottenuti mostrano come sia possibile correggere la risposta del calorimetro migliorando la risoluzione e la linearità anche senza conoscere l’energia delle particelle.
- Risoluzione e linearità del sistema calorimetrico completo di ATLAS: Liquid Argon (e.m.) + TILE (adronico). I run di Test Beam sono stati presi nel 1996 e da allora il gruppo e’ stato il coordinatore dell’analisi ed editore dell’articolo finale. L’analisi dei dati "combinati" e’ stata finalmente completata e l’articolo e’ in fase di pubblicazione.
- Tracciamento di precisione di muoni con Monitored Drift Chambers (MDT)
(Cosenza, Frascati, Pavia, Roma1, Roma3 – Responsabile B. Esposito)
Per quanto riguarda le camere MDT (Monitored Drift Tubes) per il tracciamento di precisione nello spettrometro a muoni, l’attività nel 1999 e’ stata volta principalmente al completamento dei test dei componenti dei tubi, alla preparazione della documentazione tecnica e dei disegni esecutivi richiesti per la "Production Readiness Review" (PRR), all’espletamento delle gare e all’emissione degli ordini dei materiali per la produzione delle camere, e alla preparazione delle infrastrutture, delle strutture ed attrezzature necessarie per la costruzione e il controllo di qualità dei tubi e delle camere durante la produzione.
I gruppi di Cosenza, Pavia, Roma1 e Roma3 hanno la responsabilità di produzione delle camere BIL e BIR mentre il gruppo di Frascati ha la responsabilità di produzione delle camere BML. I gruppi italiani hanno avuto un ruolo di primo piano nella "MDT Task Force", che ha avuto il compito di coordinare il lavoro di preparazione alla PRR e l’organizzazione delle presentazioni al comitato ( assemblaggio camere: G. Ciapetti di Roma1 e M. Curatolo di Frascati; preparazione dei centri di produzione: M. Livan di Pavia ). La documentazione tecnica e un insieme completo di disegni ingegneristici relativi alle camere BML, che hanno avuto un grande rilievo nella review, sono stati responsabilità di Frascati.
Superato con successo la PRR, si e’ provveduto alle gare e agli ordini dei materiali per la produzione, sia con ordini centralizzati al CERN che con ordini da parte di Istituti. L’operazione è avvenuta sotto il controllo dell’MDT Institute Board, in cui sono rappresentati tutti i gruppi e che è presieduto da G. Susinno di Cosenza.
Per quanto riguarda lo stato di preparazione dei centri di produzione, alla fine del 1999, il quadro e’ il seguente.
A Cosenza, che ha la responsabilità della filatura dei tubi per le camere BIL e BIR, e’ stato installato il tavolo di filatura, sviluppato a Pavia, e il sistema di test della tenuta gas dei tubi, di test HV e della tensione del filo. Sono stati fabbricati e testati alcune centinaia di tubi.
A Roma1, che ha la responsabilità dell’assemblaggio di metà delle camere BIL e BIR, sono stati realizzati il sistema di assemblaggio delle camere e di test dei tubi.
La Collaborazione degli MDT ha istituito un comitato per il "Site Review" (i componenti italiani del Site Review Committee sono G. Ciapetti di Roma1 e M. Curatolo di Frascati): ogni sito di produzione deve superare tale review prima di passare alla costruzione del modulo 0. Cosenza e Roma1 hanno sostenuto con successo la review.
A Pavia, che ha la responsabilità dell’assemblaggio della seconda metà delle camere BIL e BIR, è stata completata la camera pulita, è stata preparata la stazione di test dei tubi, e si è lavorato alla preparazione del tavolo di assemblaggio delle camere. E’ stato inoltre progettato e sviluppato, in collaborazione con Roma1, un sistema a pick-up elettromagnetico per la misura della posizione del filo nei tubi. Tale sistema e’ stato da Pavia replicato in più esemplari e fornito a parecchi gruppi della collaborazione inclusi Cosenza e Frascati.
A Roma3, che ha la responsabilità del test delle camere prodotte a Roma1, è stata preparata l’infrastruttura (carro ponte, sistema gas) ed e’ stato costruito il telescopio per la stazione di test delle camere e messo a punto il sistema di acquisizione dati.
A Frascati, che ha la responsabilità della costruzione delle camere BML, incluso la fabbricazione dei tubi, e’ stata preparata la camera pulita; si e’ effettuato il trasferimento del tavolo di granito per l’assemblaggio delle camere nella camera pulita, e’ stato ridisegnato il layout del tavolo di assemblaggio per adattarlo in conseguenza della scelta dei tappi finali per i tubi e delle dimensioni finali delle camere, sono state ridisegnate e costruite le torri di precisione, si e’ lavorato al montaggio sul tavolo del "jigging" di assemblaggio delle camere; e’ stata disegnata e costruita una macchina per la filatura dei tubi completamente automatica e si e’ lavorato alla sua messa a punto; si e’ completato il disegno della stazione di test della tenuta gas e HV dei tubi, capace di testare 64 tubi alla volta , e si e’ lavorato al suo assemblaggio; si e’ costruito un sistema , basato sul metodo elettrostatico, per la misura della tensione del filo nei tubi, capace di effettuare la misura su 16 tubi alla volta.
Le altre attività svolte dai gruppi italiani hanno riguardato la preparazione del Technical Design Report (TDR) ed inoltre sono state progettate le schede per alloggiare l’elettronica delle camere (Hedge Hog lato segnale) con quattro strati per lato (Roma3), e le schede per la connessione dell’HV (Hedge Hog HV) per tutte le camere (Pavia).
- Rivelatori di trigger per muoni nella regione Barrel (RPC)
(Lecce, Napoli, Roma2 – Responsabile R. Santonico)
Nel corso del 1999 i gruppi che lavorano a questa attività sono stati impegnati su vari fronti che hanno riguardato:
- Presentazione del programma di costruzione dei rivelatori alla collaborazione ATLAS. La Production Readiness Review per gli RPC e l’elettronica di Front-End, che è parte integrante del rivelatore, si è tenuta a Febbraio ed ha avuto esito positivo.
- Realizzazione di quattro unità del tipo BML-D secondo il progetto meccanico finale e con i pannelli per l’assemblaggio meccanico realizzati dai collaboratori dell’IHEP a Protvino. Queste unità, equipaggiate con schede di Front-End "dummy" sono state assemblate, al CERN, con una camera di tracciamento MDT per studiare il comportamento del sistema di accoppiamento tra i due rivelatori progettato da Roma1 e realizzato a Lecce, per valutare eventuali incompatibilità di tipo meccanico e di cablaggio dei due rivelatori. Il programma di test su questo primo prototipo MDT-RPC continuerà nel corso del 2000.
- Test del modulo "0" equipaggiato con la versione finale dell’elettronica di Front-End e struttura meccanica molto vicina a quella definitiva presso la Gamma Irradiation Facility (GIF) del CERN. Il test ha permesso di dimostrare che, anche in presenza di un elevato fondo distribuito su tutta la superficie del rivelatore e corrispondente ad un rate di conteggio dell’ordine di 1KHz/cm2, il rivelatore presenta elevata efficienza di rivelazione (> 98%), ottima risoluzione temporale (< 2 ns) e bassa molteplicità di cluster (< 2) in tutta la regione di funzionamento. Da giugno 1999 il prototipo è sotto irraggiamento per poterne studiare le caratteristiche di invecchiamento.
- Avvio, ed in alcuni casi completamento, delle procedure di gara per l’emissione degli ordini per la produzione di massa dei rivelatori. La gara per la produzione dei 52.000 chip all’AsGa è stata completate ed aggiudicata alla Giga; la produzione dei "volumi di gas" verrà fatta dalla General Tecnica S.r.l.; le gare per la produzione dei piani di elettrodi, della bachelite e delle schede di Front-End sono in fase avanzata e saranno completate nei primi mesi del 2000.
- Preparazione dei tools necessari per l’assemblaggio di massa degli RPC. Tra questi vanno segnalati: una macchina che permettere di separare con erosione elettromeccanica, sui pannelli di elettrodi, la zona delle strisce che deve essere collegata alla massa delle schede di Front-End da quella che viene collegata al canale di lettura (Roma2); un piano per la punzonatura pneumatica dei pannelli di elettrodi, operazione preliminare alla saldatura delle schede di Front-End (Napoli); un piano con lavorazioni di precisione per l’assemblaggio finale delle unità RPC di tutte le dimensioni (Lecce).
- Produzione di circa 12.000 canali di elettronica di lettura realizzati su schede receivers (Roma2) e registri di ingresso in standard VME (Lecce) per le stazioni di test con raggi cosmici degli RPC e messa a punto del sistema di tracciamento di raggi cosmici presso uno dei siti di test (Napoli)
- Trigger di primo e secondo livello e data filtering (Trigger e DAQ)
(Genova, Lecce, Napoli, Pavia, Roma1, Roma2, Roma3 – Responsabile S. Falciano)
L'impegno italiano nel Trigger/DAQ di Atlas è rivolto al progetto ed alla implementazione del trigger di muoni di Livello-1 e Livello-2 nel rivelatore di muoni barrel, allo studio di algoritmi di trigger di Livello-2 basati sul rivelatore a Pixel per la fisica del B, all'Event Filter e DAQ, al Detector Control System per le camere di trigger RPC.
Trigger di muoni di Livello-1 nel barrel.
Attività del gruppo di Roma11: E' stato definito il layout finale del sistema, mediante la definizione dettagliata delle connessioni tra l'elettronica di front-end degli RPC ed il l’elettronica di trigger. Sono stati sviluppati i progetti meccanici ed elettrici della "splitter box" e della "pad box" e, di quest'ultima, e' stato costruito il primo prototipo meccanico. Inoltre, e' stata effettuata la scelta del processo, tollerante alle radiazioni, mediante il quale verrà realizzato il chip di matrice di coincidenze. Su tale processo, e' stato effettuato, con esito positivo, un primo test di tolleranza alle radiazioni gamma. E' proseguito pure il lavoro di simulazione del trigger, che ha tenuto conto delle modifiche apportate al progetto nel 1999 come conseguenza delle nuove stime sul fondo di bassa energia presente nella caverna. In particolare, ci si e' dedicati a:
- studi per implementare un trigger "robusto" servendosi della terza stazione anche per il Low pt trigger: in particolare e' stato valutato l'effetto, sia sull'accettanza che sull'efficienza, della richiesta di conferma di un segnale di trigger con almeno un hit nell'intero settore corrispondente della terza stazione RPC;
- studi di performance del sistema con una diversa scelta del piano di pivot (seconda stazione invece che prima stazione): per valutare gli effetti di questo approccio innovativo e' stata dapprima rideterminata la larghezza delle finestre di trigger e quindi e' stata ricalcolata l'efficienza del sistema per mu di vario impulso, al fine di stimare la sharpness delle soglie nominali e il contributo alla rate di mu di impulso inferiore;
- produzione del codice di simulazione per il barrel anche nel framework cvs-srt, che, dall'inizio del 1999, e' diventato l'ambiente ufficiale di sviluppo per il trigger.
Per quel che invece riguarda il gruppo di Napoli, e' proseguita l'attività sul sistema di trasmissione ottica dei dati di read-out e trigger. A tale scopo, e' stato realizzato un prototipo di link parallelo basato su dispositivi commerciali della Siemens, che ha dato risultati positivi, e si e' pure avviata la costruzione di un prototipo di seconda generazione.
Trigger di muoni di Livello-2 nel barrel.
Gruppo di Roma-1 : Le attivita' principali del 1999 rivolte agli studi di trigger di muoni di Livello-2 per il barrel hanno riguardato:
- studi di prototipi di trigger basati su switching network di tecnologia avanzata e farm di processori commerciali con particolare attenzione al flusso di dati nel sistema di rivelazione dei muoni;
- ottimizzazioni dell'algoritmo di trigger (basato sui dati delle camere di misura MDT e guidati dai risultati del trigger di Livello-1) al fine di migliorarne le prestazioni;
- messa a punto di una catena di produzione di eventi di muoni singoli e di eventi di fondo di bassa energia per studiare le prestazioni degli algoritmi e i fattori di reiezione del trigger.
Per quanto riguarda lo sviluppo di prototipi di trigger, si e' acquistato e messo in opera uno switch a 8 porte di tecnologia Gigabit Ethernet al quale sono stati connessi vari PC che emulano la funzionalità sia delle memorie sorgenti di dati delle camere, sia i processori di trigger su cui girano i nostri algoritmi. Il lavoro principale sul prototipo si e' concentrato sullo sviluppo del software di comunicazione tra i vari PC attraverso la rete. In particolare si e' studiato un package software, GAMMA, per lo scambio di pacchetti di dati e messaggi di controllo ad alta frequenza con il minimo overhead di protocollo e tecnologia. I risultati ottenuti con la tecnologia
Fast Ethernet sono incoraggianti e risultati basati sullo stesso package e tecnologia Gigabit saranno disponibili entro i primi mesi del 2000. Tale lavoro si e' svolto in collaborazione con il Centro interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo per l'Universita' e Ricerca, CASPUR e il Dipartimento di Scienze dell'Informazione di Genova, DISI.
Per quanto riguarda lo studio di algoritmi veloci per l'identificazione e la ricostruzione dei muoni, e' stato implementato un programma C++ nel package ufficiale della simulazione del trigger dell'esperimento (ATRIG). In questo programma i dati sono organizzati in strutture e formati simili a quelli che verranno adottati dal sistema di acquisizione. Inoltre sia le "road" necessarie alla "pattern recognition", sia la tecnica di misura dell'impulso del mu, basata sull'uso di Look-up tables, sono state ulteriormente ottimizzate.
In parallelo si e' sviluppato un package software per simulare il fondo atteso nella sala sperimentale, di particolare importanza per gli studi del sistema per muoni di ATLAS. Tale software si basa sulle predizioni del Montecarlo FLUKA e permette di descrivere, nel framework di GEANT utilizzato per la simulazione dell'apparato, la cinematica delle varie particelle di fondo ed i relativi flussi. Questo software e' stato utilizzato per lo studio delle prestazioni dell'algoritmo di trigger, simulando eventi di mu singolo a cui si e' sovrapposto il fondo fisico. I risultati ottenute mostrano che l'efficienza, la risoluzione in impulso e la velocità dell'algoritmo dipendono molto poco dalla presenza del fondo. In particolare la risoluzione in momento trovata e' prossima a quella intrinseca (circa il 6% a 6 GeV, circa il 3.2% a 20 GeV); il tempo tipico di processamento di una Regione-di-Interesse (RoI) e' di circa 3 ms per macchine con 6.5 SPECint95 da confrontarsi con i 10 ms di latenza previsti per il trigger di Livello-2 globale. Analisi basate sulla simulazione di un fondo fino a 10 volte superiore quello nominale sono tuttora in corso.
Infine, nel '99 sono iniziati studi mirati alla ricostruzione combinata e veloce dei muoni nell'apparato Atlas. Tale ricostruzione, basata sui rivelatori interni e poi estrapolata allo spettrometro a muoni o viceversa, dovrebbe consentire un riconoscimento e quindi una riduzione efficace dei muoni prodotti nei decadimenti in volo, la cui frequenza di produzione costituisce uno dei problemi principali del trigger di Livello-2 per la fisica del B.
Il lavoro svolto dal gruppo di Roma-1 confluirà nel Technical Proposal del TDAQ che verrà pubblicato nell'Aprile del 2000. Inoltre, sono state pubblicate, con il contributo del gruppo, due note interne Atlas, una e' una raccolta e descrizione dei parametri del rivelatore che influiscono sul disegno del Trigger di Livello-2, e l'altra e' lo User Requirement Document, URD, del Trigger di Livello-2 di Atlas.
Nell'ambito del gruppo di Physics and Event Selection (PESA) del TDAQ di Atlas, A.Nisati coordina lo sviluppo degli algoritmi di selezione dei muoni. Fino ad Aprile 1999, S. Falciano ha coordinato le attività del Trigger di Livello-2 di Atlas.
Trigger di LVL2 con il rivelatore a pixel
Gruppo di Genova: Le attività del gruppo hanno riguardato:
- Fisica del quark-b. L' algoritmo di trigger di secondo livello basato sul rivelatore a pixels, sviluppato inizialmente come algoritmo "standalone" per studi di b-tagging, e' stato integrato nel framework di Livello-2 dell'Inner Detector. L'algoritmo e' basato sulla ricostruzione di tracce formate da tre punti del rivelatore a Pixel e ha come punto di forza la possibilità di ricostruire velocemente la coordinata z del vertice primario partendo dalla direzione del mu di LVL1. Nell'ambito della fisica del b, le tracce ricostruite con questo algoritmo sono state utilizzate come "seed" per la successiva (e completa) ricostruzione nel resto del tracciatore interno. Questo metodo si e' dimostrato competitivo rispetto al "seeding" con il TRT (il più esterno dei rivelatori traccianti) che era usato precedentemente nell'esperimento e, in alcuni canali critici (Bd -> pp, J/Y-> e+e-), ha fornito risultati migliori in termini di efficienza/reiezione e tempo di processamento.
- B – tagging. Nel corso del 1999, con la ristrutturazione del gruppo di trigger performance, e' stato creato un gruppo di lavoro dedicato allo studio del B - tagging al Livello-2 e Event Filter coordinato da F. Parodi. Il contributo del gruppo di Genova e' consistito nello sviluppo e nel perfezionamento dell'algoritmo presentato nel TPSR (Trigger Performance Status Report). Tale algoritmo coincide con quello utilizzato per la b - physics, anche se in questo ambito viene applicato a regioni di interesse (e non a tutto l'evento come nella b - physics) e non viene, al momento, combinato con gli altri rivelatori traccianti.La posizione del rivelatore a Pixel permette di avere gia' al Livello-2 una discreta precisione nella ricostruzione del parametro d'impatto. Gli studi condotti mostrano che e' possibile, in tempi dell'ordine della latenza di Livello-2, applicare una selezione di b - tagging con un'efficienza su b-jet intorno ~60% e una reiezione di jet di quark leggeri che va da 10 a 50 (in funzione dell'impulso del jet).
Buona parte del lavoro fatto per la b - physics e per il B – tagging confluira, nei primi mesi del 2000, nel Technical Proposal del Trigger.
DAQ / Event Filter
Le attività di Event Filter (EF) e acquisizione dati (DAQ) hanno visto, nel 1999, il completamento dell'implementazione di una sub-farm di EF basata su programmazione multi-threaded e architettura Simmetric Multi Processing. Tale sub-farm e' uno dei prototipi che vengono considerati per il sotto-sistema EF di ATLAS ed e' stata sviluppata dai gruppi di Pavia e Roma3. Le prestazioni raggiunte sono in linea o superiori alle aspettative per quanto riguarda il throughput globale, la scalabilita' e la robustezza dell'architettura, sia hardware che software. Sono stati anche compiuti test di integrazione con gli altri sotto-sistemi della DAQ di ATLAS (Dataflow, Event Building, Back-End), senza incontrare problemi.
Tutti i risultati sono documentati nell' Event Filter Summary Document che costituira' parte integrante del Technical Proposal per DAQ e High Level Triggers previsto per Aprile 2000.
- Attività sui progetti B0 e BT
(Milano-LASA – Responsabile E. Acerbi)
Mentre il 1998 è stato quasi interamente dedicato alla progettazione dei vari componenti del magnete e delle relative attrezzature nonché alla costruzione di alcune di queste ultime, il 1999 è stato dedicato alla costruzione ed al collaudo presso il LASA o in fabbrica die principali componenti del magnete:
- Produzione del cavo superconduttore per il magnete prototipo B0, produzione di alcuni dei cavi superconduttori necessari per il Barrel Toroid e l’End Cap Toroids e loro qualifica (controlli dimensionali, meccanici ed elettromagnetici).
- Costruzione e collaudo delle due doppie gallette superconduttrici del magnete B0.
- Costruzione e collaudo del criostato comprendente:
- Camera a vuoto del magnete
- Schermo termico
- Tiranti in lega di titanio
Oltre alle attività sopra menzionate è stata avviata la progettazione e la costruzione dei sistemi di protezione del magnete superconduttore e dei sistemi di diagnostica per il raffreddamento sino alla temperatura dell’elio liquido (T = 4.8 K) e per l’eccitazione del magnete.
- Produzione del cavo superconduttore di ATLAS. All’inizio del 1999 (gennaio e marzo) è stata realizzata con pieno successo la coestrusione di due pezzature di cavo Rutherford nella matrice di puro alluminio per una lunghezza totale di circa 3.5 km. La riuscita dell’operazione è stata considerata come una pietra miliare nello sviluppo di entrambi i grandi magneti dei rivelatori (ATLAS e CMS) per LHC, in quanto è stata la prova che conduttori di così grande sezione potevano essere prodotti in lunghezze di 1.5-2 km, benché fosse richiesto il cambio, durante il processo di coestrusione, di circa 100 billette di alluminio. Tecnicamente i conduttori sono risultati di qualità soddisfacente, quantunque non esenti da piccoli difetti superficiali, lievi ondulazioni ed alcuni solchi occasionali causati da accumulo sulla filiera di impurità presenti sulle billette di alluminio. La degradazione della corrente critica è molto ridotta, inferiore al 5% (tolleranza da specifica: 10%). La corrente critica totale del superconduttore è superiore ai 65 kA (specifica: 58 kA). Il bonding Al-Cu è di circa 35 MPa (specifica: 20 MPa). Il conduttore è stato usato con successo per l’avvolgimento del magnete B0. Nel corso del 1999 sono state prodotte dalla Europa Metalli 6 pezzature di cavo Rutherford per il Barrel Toroid e 4 pezzature di cavo Rutherford per l’End Cap Toroids. Tre pezzature del Barrel Toroid sono state coestruse con successo nella matrice di puro alluminio.
- Costruzione e collaudo delle doppie gallette superconduttrici. La ditta Ansaldo ha iniziato la preparazione del cavo superconduttore fornito dalla Europa Metalli a Febbraio del 1990. Tale attività prevedeva lo svolgimento del cavo superconduttore (lunghezza 1750 m) dall’aspo, il passaggio in una struttura per il raddrizzamento, per lo sgrassaggio, il lavaggio e l’essiccamento dello stesso, nonché la nastratura d’isolamento prima che il cavo venga avvolto su un aspo speciale. Preparati i due aspi con i due spezzoni necessari per la costruzione della doppia galletta, la ditta Ansaldo ha proceduto alla realizzazione della giunzione secondo le specifiche e sulla base delle prove di laboratorio condotte al LASA nel 1998. L’avvolgimento della prima doppia galletta si è concluso in giugno 1999 e l’impregnazione effettuata con una pressione sulla bobina di 5 MPa (ottenuta con circa 30 martinetti distribuiti lungo il perimetro della doppia galletta) è stata completata in settembre 1999. La seconda doppia galletta è entrata in produzione a luglio 1999 ed è stata terminata all’inizio di dicembre 1999.
- Costruzione e collaudo del criostato. Il criostato viene realizzato nella sua completezza dalla ditta Zanon sulla base delle specifiche tecniche fornite dal LASA. Le soluzioni costruttive e procedurali per la lavorazione, la saldatura e la movimentazione dei vari componenti sono state studiate dalla ditta Zanon. In particolare essa ha messo a punto e qualificato il procedimento di saldatura orbitale dei tubi di raffreddamento dello schermo termico. La camera a vuoto del criostato, in acciaio inox, è stata completata in tutti i suoi componenti così come i controlli dimensionali. Per la costruzione dello schermo termico, in lega di alluminio, è stata adottata una soluzione modulare. Tutti i componenti sopra descritti saranno consegnati dalla ditta Zanon nei primi mesi del 2000.
- Attività ancillari. Nel corso del 1999 è stato progettato presso il LASA il circuito di protezione del magnete B0, costituito da un complesso di diodi ad alta intensità (1500 A per ognuno dei 15 diodi) ed un complesso di resistenze in acciaio (Rmax = 2 mW) in grado di assordire 100 MJ mantenendo una temperatura massima inferiore ai 350 C. Il circuito è stato realizzato in collaborazione con una ditta italiana e collaudato con successo presso il LASA. Contemporaneamente il gruppo di ricerca del LASA ha avviato la progettazione della diagnostica del magnete B0 e del sistema di acquisizione dati sia in modalità lenta (lettura di circa 100 dati con scansione di 1-2 s) che in modalità veloce (lettura di circa 30 dati con scansione di 0.01 s). Il sistema completo (sonde e sistema di acquisizione) verrà fornito dal LASA entro la primavera del 2000.
In conclusione si può affermare che il programma di ricerca sta procedendo secondo la schedula temporale convenuta con il CEA ed il CERN. I risultati sino ad ora ottenuti confermano la piena validità della scelta di fare un magnete modello in quanto esso consente di verificare tutte le procedure e di trovare in corso d’opera soluzioni che consentono un risparmio di tempo e di costi nel progetto del magnete di ATLAS. La previsione attuale è che l’assemblaggio ed il collaudo del magnete B0 saranno completati entro il primo semestre del 2000 ed il collaudo a freddo entro la fine del 2000.
- Attività di software
( Tutte le Sezioni – Responsabile L. Perini)
Il 1999 e' stato un anno importante per le attività di software della collaborazione ATLAS in quanto si è giunti al completamento delle simulazioni per il "Detector and Physics Performance TDR", pubblicato nel giugno 1999, e per la connessa transizione della comunità alle tecnologie Object Oriented (OO) e ai relativi modelli di calcolo e di organizzazione.
Le attività di sviluppo software e di simulazione/ricostruzione specifiche per un rilevatore o per il trigger vengono trattate successivamente; qui sono trattati solo gli aspetti generali del calcolo e del software di ATLAS.
I gruppi italiani si sono impegnati attivamente nelle attività di studio e simulazione per il TDR citato sopra con responsabilità rivelanti nel campo delle supersimmetrie, della fisica del top, della fisica del b, e dei diversi processi che producono leptoni tau negli stati finali. L'impegno complessivo di calcolo per simulare e ricostruire gli eventi (comprendendo anche gli studi di trigger di tutti i livelli e di event filter) e' stato > 6*108 SpecInt95*sec (corrispondenti a circa 20K ore di un sistema da 10 SpecInt95) per il 1999. Questa rappresenta comunque una frazione limitata del calcolo complessivo svolto dai gruppi italiani per il TDR, poiché la maggior parte del calcolo era stata svolta prima dell'inizio del 1999.
Il completamento del TDR ha permesso ad un numero crescente di fisici di indirizzare il loro impegno verso sviluppi basati su tecnologie OO. Le attività di software e computing sono state riorganizzate a questo scopo, attraverso il lavoro del gruppo "Computing Review" prima e dei gruppi "Quality Control" e "Architecture Task Force" in seguito: in questi tre gruppi il contributo INFN e' stato rilevante (presidenza di D. Barberis di Genova per il Quality Control Group e presenza di V. Vercesi di Pavia in entrambi gli altri).
I gruppi italiani sono stati attivi nello sviluppo di software OO connesso con GEANT4 contribuendo con circa 4 f.t.e.; i contributi sono stati sia nel campo di specifici rivelatori, sia di tipo più generale (interfacciamento GEANT4-Fluka). Per quanto riguarda la ricostruzione basata su OO, le attività sono invece in una fase più iniziale. Le responsabilità si chiariranno comunque nel corso del 2000, nel quadro della preparazione del "memorandum of understanding" per il software & computing di ATLAS.
Nell'ambito degli studi dei modelli di calcolo e degli strumenti da utilizzarsi per realizzarli, e' stata importante la partecipazione dei gruppi italiani di ATLAS (8 persone di 3 sezioni, fra cui L. Perini di Milano che è stata Project Leader) al progetto MONARC. Il progetto MONARC (Model of Networked Analysis at Regional Centers for LHC experiments) ha avuto inizio alla fine del 1998, come progetto comune di ATLAS, CMS, LHCb, sotto la supervisione del LCB (LHCC Computing Board) per studiare modelli di calcolo distribuito per LHC, con particolare riguardo all'analisi. Questo progetto prevede di presentare in marzo 2000 il rapporto finale, avendo raggiunto gli scopi che si era prefisso:
- selezione di un insieme di modelli fattibili, giustificati quantitativamente
- definizione di un tool di simulazione validato per l'analisi quantitativa dei modelli
- linee guida per i costituendi Centri Regionali.
Il progetto MONARC sta elaborando ora il piano dettagliato per continuare il lavoro sui modelli di calcolo e sui prototipi di Centri Regionali per un altro anno, entrando cosi' in quella che, nel progetto iniziale, era chiamata Fase-3. Alla Fase-3 ha deciso di partecipare anche ALICE.
Per raggiungere i suoi scopi MONARC ha realizzato delle installazioni di test (testbeds), in tre sezioni coinvolte in ATLAS (Genova, Milano e Roma1) con cui ha realizzato misure delle prestazioni di accesso concorrente a un sistema di database distribuiti anche su WAN. Le attività di MONARC sono documentate nel Progress Report ed in particolare, quelli del gruppo testbed italiano in due note, MONARC-99/4 e MONARC-99/6.
Seguono brevi sommari delle attività di ricostruzione/simulazione di alcuni sottorivelatori:
Rivelatori a pixel del tracciatore interno
Varie attività di software sono state sviluppate dal gruppo di Genova. In particolare:
- simulazione, ricostruzione ed analisi (Higgs, b-tagging) per la stesura del Physics TDR;
- organizzazione generale del software dell'ID (simulazione, data base e ricostruzione), con sviluppo della simulazione dell'ID nella procedura GEANT4 e delle procedure di controllo di qualità del software di ATLAS;
- analisi della potenzialità di ATLAS nella misura della vita media del t
(con particolare attenzione al vertexing);
- sviluppo di un trigger di II livello basato sul parametro d'impatto;
- sviluppo di un programma di simulazione completa della catena di read-out di un modulo di rivelatore a pixels (SimPix).
Calorimetria elettromagnetica con Liquid Argon.
Sono state studiate le prestazioni del rivelatore con simulazione di processi fisici. Il 1999 e' stato dedicato alla stesura di capitoli dell’ "ATLAS Detector and Physics Performance Technical Design Report". Membri del gruppo di Milano hanno partecipato con piena o parziale responsabilità ai capitoli relativi a:
- identificazione e misura dei leptoni t, risoluzione dell’energia trasversa mancante, ricostruzione e determinazione della massa dell’ H à
b-bbar, t+-t- e Aà
t+t-, m+-m-.
- studio del processo di hard-diffraction per determinare le possibilita' di ATLAS (implementato di un opportuno trigger per protoni a piccolo angolo) in questo campo di fisica.
- Studio della violazione di CP nei mesoni B in ATLAS e in particolare misura del sin(2b) dal canale B0d->J/psi K0s.
Una ulteriore attività ha riguardato il programma di interfaccia tra Fluka e Geant4 (FLUGG). In questo anno di e’ stata inclusa la specificazione dei materiali (trasposta dall'input di GEANT4 a FLUKA) e si e' meglio definita la fase di inizializzazione del programma. E' stata poi implementata la gestione della storia delle particelle secondarie (ovvero della loro localizzazione nella gerarchia dei volumi che compongono il rivelatore). Il programma e' stato verificato con la simulazione di un calorimetro a campionatura scintillatore-piombo. Le conclusioni sono che FLUGG riproduce esattamente i risultati ottenuti con FLUKA in ottima coerenza con i dati sperimentali. La simulazione con campo magnetico e’ appena iniziata. Si prevede anche di rendere i files di uscita di FLUGG e GEANT4 facilmente confrontabili.
Calorimetria adronica con scintillatori.
La maggior parte dell’attività è stata rivolta alla simulazione di MonteCarlo sui seguenti argomenti:
- Studio della rivelazione di Higgs pesanti (MH > 600 GeV) nel canale WW. L’analisi e’ passata attraverso la simulazione completa del rivelatore e lo studio della strategia ottimale per identificare lo Higgs. Il capitolo del TDR di Fisica corrispondente e’ stata responsabilità del gruppo di Pisa.
- Rivelabilità di un Higgs "leggero" (MH = 150-190 GeV) nel canale WW(*) in associazione con un terzo W. Due dei tre W sono cercati nel canale di decadimento leptonico (con leptoni dello stesso segno) il terzo nel canale adronico. Questa analisi e’ importante in quanto complementa le analisi standard che in questa regione di massa hanno poca sensibilità.
- Algoritmi di ricostruzione di jet. Questo studio "tecnico" serve a migliorare la qualità delle due analisi descritte nei punti precedenti.
- Studio di fattibilità di un trigger di secondo livello per identificare muoni di basso impulso usando solamente l’informazione di TILE. I risultati sono stati presentati in varie riunioni e giudicati promettenti
Note e Pubblicazioni:
"ATLAS Detector and Physics Performance Technical Design Report" CERN/LHCC/9914-15
D. Cavalli, S. Resconi "Combined Analysis of A to tau-tau Events from Direct and Associated bbA production" ATL-COM-PHYS-010 (1999)
D. Cavalli, P. Bosatelli "Combined Analysis of H/A to mu-mu Events from Direct and Associated bbH/bbA production" ATL-COM-PHYS-053 (1999)
D. Cavalli et al. "Full and fast simulation and reconstruction of Higgs decay channels with multi b-jets final states" ATL-COM-PHYS-99-033
G.Battistoni et al. "Studies of hard diffraction in ATLAS" ATL-COM-PHYS-99-022
G.F. Tartarelli et al. "Measurement of sin(2beta) from B0d->J/psi K0s: statistical reach and estimate of the systematic uncertainties" ATL-PHYS-99-022
G. F. Tartarelli et al. "Ks reconstruction in the ATLAS Inner Detector" ATL-INDET-99-024
S.Vanini et al. "First Calorimeter Simulation with the FLUGG Prototype" ATL-COM-SOFT-99-004
L. Perini,S.Resconi et al. "Preliminary Objectivity tests for MONARC project on a local federated database" MONARC-99/4
L.Perini, S.Resconi et al. "LAN and WAN tests with Objectivity 5.1" MONARC-99/6
"MONARC Mid-Project Progress Report" LCB 99-5
P. Amaral et al. "Hadronic Shower Development in Iron-Scintillator Tile Calorimeter" Hep-ex 9904032 29 April 1999 Submitted to Nucle. Instr and Meth.
Z.Ajoltouni et al. "Results from an expanded combined Test of an Electromagnetic Liquid Argon Calorimeter with an Hadronic Scintillator Tile calorimeter" Submitted to Mucl. Inst. And Meth.
S. Burdin et al. "The Quality Control of WLS Fibres in Pisa" ATLAS-TILECAL 99-013 06/08/99.
A.Balla et al. "Automated sixteen channels wire tension measurement system" ATL-MUON-2000-002
P.Creti et al. "Results from the 1998 test beam of the Calipso chamber filled with an Ar-CO2 gas mixture" ATL-MUON-2000-006
S.Cerioni et al. "Mechanical precision of the BML98" ATL-MUON-99-007
P.Creti et al. "The tracker system of the H8 muon test beam" ATL-MUON-99-005
G.Polesello et al. "Reconstruction of quasi-stable charged sleptons in the ATLAS Muon Spectrometer" ATL-MUON-99-006
A. Biscossa et al. "Construction and test of a full-scale prototype of an ATLAS muon spectrometer tracking chamber" NIM A 425 (1999) 140
"Resistive Plate Chambers Production Readiness Review Documentation" presentata dai gruppi italiani al PRR del 4-5 Feb. 1999
"Report on the Production Readiness Review for the RPC Muon Chambers", ATC-RM-ER-0003, 8 Feb. 1999
E. Acerbi, A. Leone, M. Sorbi "Stress release of the BT conductor during the thermal treatment for resin curing." Internal report (9/4/99)
G. Volpini, E. Pojer " Measurement of an internal joint and a layer-to-layer joint as a function of the magnetic field." Internal report (31/10/99)
E. Acerbi, G. Baccaglioni, F. Broggi, M. Sorbi, G. Volpini " Analysis of the BT and ECT discharge with different configurations of the protection circuit." Internal report (15/12/99)
E. Acerbi, F. Alessandria, G: Ambrosio, G. Baccaglioni, F. Broggi, L. Rossi, M. Sorbi, G. Volpini "Progress in the contruction of the B0 model of the ATLAS Barrel Toroid magnet" EUCAS ’99 paper (Spain – 14-17 Sept. 99)
G. Volpini, E. Acerbi " Transient behaviour of a resistive joint in the ATLAS Toroids during the magnet ramp-up and discharge" EUCAS ’99 paper (Spain – 14-17 Sept. 99)
A. Dael, E. Acerbi, F. Alessandria et al. "Syntesis of technological developments for the B0 model of the ATLAS Barrel Toroid coils" MT-16 paper (Florida – Sept. 99)
D. Barberis, "Performance of the ATLAS vertex detector", Nucl. Instrum. Meth. A435 (1999) 91-101
D. Barberis, "ATLAS Inner Detector Developments", submitted to Proceedings of the Beauty 99 Conference, Bled (Slovenia), June 1999, to be published in NIM, ATL-CONF-99-003
D. Barberis et al., "The ATLAS Silicon Pixel Sensors" CERN-EP-99-152 (ATL-INDET-99-012), submitted to NIM
D.Barberis et al., "A Policy for ATLAS Software Quality Control", ATL-SOFT-99-003
D. Barberis et al., "Effects of Changes to the Beam Pipe Material" ATL-INDET-99-021
G. Darbo, "The ATLAS Pixel Detector", Nucl. Phys. B (Proc. Suppl.) 78 (1999) 263-268
B.Osculati, "Higgs Search at ATLAS: H -->b bbar" Submitted to the Proceedings of the XI Blois Conference (Frontiers of Matter), June 1999.
L. Rossi, "The ATLAS pixel detector", Nucl. Instrum. Meth. A435(1999)90-90
F. Ragusa, "Recent Developments in the ATLAS Pixel Detector" Submitted to the Proceedings of VERTEX 99 Conference, Texel (Olanda) June 1999, to be published on NIM
C. Troncon "Detailed Studies of the ATLAS Pixel Detectors" Submitted to the Nuclear Science Symposium IEEE 1999, Seattle, (USA) October 1999, to be published on IEEE Trans. On Nucl. Sci.