CONSUNTIVO SCIENTIFICO DELL`ESPERIMENTO CDF PER L`ANNO 1999.
L` esperimento CDF studia le interazioni protone-antiprotone
alla energia di 1,8 TeV al Tevatron Collider di Fermilab. Esso e`
iniziato nel 1980, e si prevede che possa proseguire per tutta la
prima decade del 2000.
L` esperimento ha terminato alla fine del 1995 una prima
campagna di presa dati (Run1) che ha fornito la scoperta del quark top
e molti altri risultati importanti. Da quel momento fino alla primavera
del 2001, quando iniziera` una seconda campagna (Run2), sia
l`esperimento che il Collider sono fermi per modifiche e migliorie.
La Collaborazione CDF comprende 29 gruppi degli Stati Uniti, e
gruppi del Canada, Corea, Germania, Giappone, Inghilterra,
Italia, Spagna, Svizzera, Russia, Taiwan. Nel dettaglio,
la composizione della collaborazione e` diversa per il Run1 e per
il Run2. Alla data del 31 gennaio 2000. i fisici dei 5 gruppi italiani
del run1, e dei 6 gruppi del Run2, sono i seguenti (un certo numero di
fisici che prevedono di partecipare al Run2, in particolare nuove
reclute, che non hanno ancora iniziato la loro attivita` vengono
comunque indicati per completezza di informazione programmatica):
BOLOGNA Run1: Milena Deninno, Irene Fiori, Luciana Malferrari,
Niccolo' Moggi, Paolo Mazzanti,Franco Rimondi,
Franco Semeria, Stefano Zucchelli.
Run2: Milena Deninno, Luciana Malferrari, Paolo
Mazzanti,Niccolo' Moggi, Andrea Pieralisi,
Franco Rimondi, Franco Semeria, Stefano Zucchelli.
FRASCATI Run1: Maura Barone, Marco Cordelli,
Simone Dell`Agnello, Paolo Giromini,
Fabio Happacher, Stefano Miscetti,
Fotios Ptohos, Andrea Sansoni.
Run2: Maura Barone, Sergio Bertolucci,
Marco Cordelli, Simone Dell`Agnello,
Fabio Happacher, Stefano Miscetti,
Fotios Ptohos.
PADOVA Run1: Patrizia Azzi, Nicola Bacchetta,
Dario Bisello,Giovanni Busetto, Andrea Castro,
Paolo Gatti,Maurizio Loreti, Donatella Lucchesi,
Mose' Mariotti, Giacomo Martignon, Matteo
Menguzzato, Luisa Pescara, Alberto Ribon,
Roberto Rossin, Luca Scodellaro.
Run2: Patrizia Azzi, Nicola Bacchetta,
Stefano Bettelli, Dario Bisello,
Giovanni Busetto, Andrea Castro,
Paolo Gatti, Mario Paolo Giordani,
Ignazio Lazzizzera, Maurizio Loreti,
Donatella Lucchesi,Mose' Mariotti,
Luisa Pescara, Alberto Ribon,
Roberto Rossin, Luca Scodellaro,
Antonio Sidoti.
PISA Run1: Salvator Roberto Amendolia,
Franco Bedeschi, Giorgio Bellettini,
Andrea Bocci,Alessandro Cerri,
Giorgio Chiarelli, Mauro Dell`Orso,
Simone Donati,Claudio Ferretti,
Stefano Galeotti, Paola Giannetti,
Gianluca Introzzi, Giuseppe Latino,
Sandra Leone, Michelangelo
Mangano, Aldo Menzione, Antoni
Munar, Carmine Pagliarone,
Francesco Palmonari, Riccardo
Paoletti, Giovanni Piacentino,
Giovanni Punzi,Luciano Ristori,
Angelo Scribano, Giovanni
Signorelli, Franco Spinella,
Arnaldo Stefanini, Nicola Turini, Jeff Wyss.
Run2: Alberto Annovi, Salvator Amendolia,
Franco Bedeschi, Giorgio Bellettini,
Maria Grazia Bagliesi, Andrea Bocci,
Alessandro Cerri, Claudio Cerri,
Giorgio Chiarelli, Mauro Dell`Orso,
Simone Donati, James P. Done,
Monica D`Onofrio, Claudio Ferretti, Stefano
Galeotti, Paola Giannetti, Gianluca Introzzi,
Giuseppe Latino, Sandra Leone, Michelangelo
Mangano, Aldo Menzione, Antoni Munar, Carmine
Pagliarone, Francesco Palmonari, Riccardo
Paoletti, Giovanni Piacentino, Marco
Pietri, Giovanni Punzi, Luciano Ristori, Angelo
Scribano, Franco Spinella, Arnaldo
Stefanini, Diego Tonelli, Nicola Turini,
Jeff Wyss.
ROMA Run2: Daniele De Pedis,
Carlo Dionisi,Stefano Giagu, Maurizio
Iori, Claudio Luci,Lamberto, Luminari,
Marco Rescigno, Subir Sarkar,
Lucia Zanello.
TRIESTE / UDINE Run1: Stefano Belforte,
Diego Cauz, Giovanni Pauletta,
Lorenzo Santi, Anna Maria Zanetti
Run2: Stefano Belforte, Diego Cauz,
Giovanni Pauletta, Aldo Penzo,
Lorenzo Santi, Fabrizio Scuri,
Anna Maria Zanetti.
L`attivita` dei gruppi italiani nell`anno 1999 e` consistita da
un canto nella continuazione di analisi dei dati del Run1, e dall`altro
nella costruzione delle parti del rivelatore che devono essere
aggiunte o modificate. Questa seconda parte, inclusi i relativi calcoli di
simulazione, col tempo e` diventata dominante.
Analisi dati del Run1.
I lavori pubblicati nel corso dell`anno sono elencati in calce.
In maggioranza hanno riguardato la fisica del quark b e la ricerca di
fenomeni oltre il Modello Standard. Il risultato di maggior rilievo e`
stata la prima indicazione statisticamente significativa di violazione
della simmetria CP nel decadimento del quark beauty
(sin2beta=0.79+0.44-0.41)). I gruppi italiani sono stati impegnati
primariamente nella misura del mescolamento di stati di CP nella
evoluzione dei mesoni B neutri (Padova,Pisa), in una misura di Vtb
(Pisa), della massa del quark top (Padova, Pisa) anche con l'uso di reti
neurali (Padova), della sezione d'urto di produzione del quark top
(Frascati), di anomalie nella produzione di eventi a grande energia
trasversa (Frascati), in una ricerca del gravitino super leggero
(Padova), nella misura della sezione d'urto inclusiva e di stati
esclusivi di charm e beauty (Frascati), e di stati adronici inclusivi e
semi-inclusivi (Bologna). I risultati di questi studi sono in parte
ancora da pubblicare.
Preparazione di nuove parti del rivelatore.
I gruppi italiani sono attivamente impegnati nelle nuove costruzioni.
A quelle gia` da tempo approvate e progettate, e da tempo avviate
(definite "the baseline detector upgrades") si sono aggiunti nel 1999 due
importanti rivelatori ("the beyond the baseline upgrades"). Il primo e`un
telescopio cilindrico per la misura del tempo impiegato dalle particelle
cariche nell`attraversare radialmente il tracciatore centrale ("the TOF
system"). Il secondo e` uno strato di rivelatori di traccia su
semiconduttore di silicio, che fascia il tubo a vuoto del collider alla
distanza di circa 1,5 cm ("the L00 silicon layer"). Il contributo
italiano ai baseline e ai bejond the baseline upgrades ed il loro stato
di avanzamento sono brevemente illustrati di seguito.
SVX II.
La consegna dei sensori da parte della ditta Micron e` avvenuta
con un ritmo piu` lento di quanto inizialmente stimato.
All`inizio del mese di novembre erano stati consegnati 193
sensori a fronte dei 360 necessari, Il termine delle consegne e` ora
stimato a maggio 2000. Fisici dell`INFN (Padova, Pisa) sono
stati regolarmente presenti presso la Micron per verificare la qualita'
del processo e sveltire la produzione. Le consegne da parte della seconda
ditta fornitrice (Hamamatsu) sono praticamente completate. La consegna dei
chips di front-end da parte della ditta Honeywell era proceduta
rapidamente e con alta (circa il 50%) efficienza in un primo periodo,
quando i chips venivano ricavati da wafers di diametro 4". Forse a causa
del trasferimento della produzione su wafers di 6" si sono incontrate
piu' tardi della difficolta`, per cui la produzione e` stata bloccata per
alcuni mesi. Tuttavia, nella seconda meta` dell'anno la produzione e`
ripresa normalmente e dal novembre tutti i chips necessari sono nelle
mani della collaborazione. Sembra al momento presente che il ritardo
nella consegna dei chips non causera` un ritardo del rivelatore finale.
I chips di SVX sono montati su ibridi. Alla fine del 1999 alcune diecine
di ibridi erano stati completati a cura di LBL. La loro produzione
procede attualmente (febbraio 2000) al ritmo di circa 40 alla settimana.
I sensori di SVXII vengono ponticellati in coppie e montati con gli
ibridi su piastrine ("ladders"). Le ladders sono gli elementi che vengono
assemblati sul supporto meccanico di SVXII a formare i 5 strati ad
approssimata simmetria cilindrica del rivelatore. La produzione delle
ladders e` iniziata alla fine del 1999 nel laboratorio SIDET di Fermilab.
Fisici dell`INFN (Padova) operano con continuita` nel SIDET con un
ruolo di primo piano nel seguire i lavori di produzione e montaggio delle
ladders.
Infine l'INFN (Padova), in collaborazione con Fermilab, ha prodotto le
specifiche tecniche dei power supplies (anche per ISL e Layer 00), la cui
costruzione e' stata affidata dopo gara alla CAEN. Esemplari di
produzione sono stati provati con successo su 5 semiladder di SVXII in
dicembre (e su rivelatori di ISL in gennaio 2000). La produzione degli
alimentatori e` attesa per la primavera 2000.
ISL.
A fine 1999 erano stati consegnati dalla ditta Hamamatsu 395 sensori del
rivelatore ISL a fronte dei 500 necessari, e 290 dalla Micron a fronte
dei 460 necessari. Il termine di tutte le consegne e` stimato per il
maggio dell`anno 2000. Come per SVXII, gli ibridi vengono prodotti da
ditte della Silicon Valley sotto la supervisione di LBL. Nel 1999 e'
iniziata la fabbricazione delle unita' base ("ladder"), composte da 3
sensori doppia faccia e dalla relativa elettronica di lettura, nei due
centri di produzione uno a FNAL ed uno a Pisa. Entrambi i centri
produrrano un totale di circa 150 ladders ciascuno. Al dicembre 1999
erano gia' state fabbricate 25 ladders (15 a FNAL e 10 a Pisa). Ci si
aspetta il completamento della produzione per l' estate 2000. Il 1999 ha
visto una prima importante milestone portata a compimento dal gruppo
italiano, la fabbricazione del supporto meccanico dei sistemi di
rivelatore al silicio. Lo Space Frame (questo il nome del supporto) e'
una struttura completamente in fibra di carbonio del peso di circa 7Kg,
di raggio circa 30 cm e di lunghezza di oltre 1.5m. Esso localizza nello
spazio le ladders di ISL con una precisione di circa 50 microns, e
sostiene SVXII e layer 00. Il progetto e' stato integralmente sviluppato
a Pisa, cosi' come pure le speciali attrezzature necessarie per gli
incollaggi di precisione delle parti. La laminazione del composito e'
stata effettuata presso la Plyform S.R.L. e gli stampi sono stati
fabbricati da ditte della zona. La costruzione dello Space Frame e' stata
integralmente effettuata nei laboratori di alta tecnologia della Sezione
di Pisa da personale di Pisa e Bologna con strumenti sviluppati nelle due
Sezioni. Di particolare rilevanza e' stato l'interscambio con le ditte
coinvolte che ha permesso un reciproco arricchimento ed l'accumulo di un
notevole know-how. Lo Space Frame e' stato trasportato a Fermilab nel
luglio del 1999.
COT.
La COT e` la camera centrale a deriva multistrati collocata esternamente
ad ISL e all`interno del solenoide dell`esperimento. I gruppi italiani
non sono coinvolti nella sua costruzione. Dopo il completamento della
filatura avvenuto a Fermilab nel maggio 1999, sono stati riscontrati vari
problemi che rendevano insufficiente la precisione meccanica delle celle.
Dopo gli opportuni aggiustaggi e modifiche, la camera verra` sigillata ed
alimentata. E` previsto che essa sia completata verso la meta` dell`anno
2000.
PLUG CALORIMETERS.
La costruzione dei nuovi calorimetri in avanti (a scintillatore plastico)
e` praticamente completata. In particolare sono stati installati i
fotomoltiplicatori, curati e certificati per meta` dal gruppo di
Bologna. Dallo stesso gruppo e` stato fornito e controllato l'intero
sistema di alimentazione.
Il flasher di luce laser per il controllo di stabilita` e` stato
costruito dal gruppo di Udine. I gruppi di Udine e di Pavia hanno
completato la costruzione, test ed installazione dei 24 distributori
secondari del sistema di calibrazione al laser, costruito i due
distributori primari e installato il sistema sulle due plugs. Nell'anno
2000 si procedera` al collaudo del sistema in loco ed alla sua
integrazione nel trigger di calibrazione. L'installazione della
elettronica di readout del calorimetro avverra' in questo stesso periodo
per cui si prevede che il sistema laser svolgera` una funzione importante
nel suo collaudo.
SILICON VERTEX TRACKER SVT.
Questo importante elemento di trigger, progettato dal gruppo di Pisa e
attualmente in costruzione da parte di Chicago, Ginevra, Pisa, Trieste,
e` passato nell`anno 1999 dalla fase di test di prototipi alla fase di
produzione. Nel corso dell`estate e` stato effettuato a Fermilab il
"vertical slice test", che ha comportato la installazione nei racks
definitivi di almeno un esemplare di ciascun elemento della logica. Dopo
aver collegato fra loro le diverse schede si e` potuto constatare che
tutto funzionava stabilmente fino alla frequenza di progetto. Cio` ha
permesso di procedere agli ordini definitivi.
Da parte del gruppo di Pisa sono stati emessi gli ordini delle
schede da esso progettate: AMboard (33 schede), AMplug (600),
Hit Buffer (16), Spy Control (14). Il gruppo di Trieste ha emesso
l'ordine delle schede Merger (30) che ha progettato.Anche i gruppi di
Chicago e Ginevra hanno emesso gli ordini relativi alle schede che hanno
progettato (Chicago: Track Fitter e Hit Finder;
Ginevra: Sequencer). Un passo decisivo e` stata la emissione dell`ordine
di tutti i chips delle memorie associative, fatta da Pisa prima della
fine dell`anno. La loro consegna e` prevista nel marzo dell`anno 2000.
Si prevede di installare l`intero sistema a Fermilab nel corso
dell`estate dell`anno 2000. Infine, nella seconda parte dell'anno e'
iniziato da parte del gruppo di Roma 1 il lavoro di scrittura del
software di monitoraggio del sistema.
TDC.
I nuovi time-to-digital-converters serviranno il front-end della camera
COT, delle camere e dei contatori a scintillazione del rivelatore di
muoni, dei calorimetri. La meta` delle schede necessarie (240 su 540),
progettate dal gruppo di Michigan, sono state fornite dall`INFN.
Ricercatori e tecnici dell`Istituto hanno passato lunghi periodi a
Michigan ed hanno assunto un
ruolo di rilievo nella calibrazione e messa a punto di questa
elettronica. Un malaugurato difetto di stampa delle schede si
e` manifestato dopo che esse erano state prodotte. Questo ha causato un
gravoso appesantimento del lavoro di messa a punto, in particolare per il
gruppo italiano coinvolto (Pisa). Il lavoro sara` prevedibilmente
completato entro la fine dell`anno 2000.
RIVELATORE DI MUONI
Il compito degli italiani e' la messa in opera dei rivelatori a
scintillazione del trigger di primo livello per muoni. Questi
comprendono una parte preesistente installata prima
del Run 1, ed un altra del tutto nuova. Nel 1999 si e` lavorato alla
manutenzione e al recupero dei rivelatori esistenti e alla costruzione e
messa in opera dei rivelatori nuovi.
Il rivelatori preesistenti sono 130 di grande area (i cosidetti "CSP")
che coprono circa la meta' dell'accettanza centrale ( eta < 0.7 ), e
circa 250 "CSX" che coprono 0.7 < eta < 1.0. Il lavoro manutenzione
(riparare danni, sostituire parti avariate, ridefinire le tensioni di
operazione con trigger di muoni cosmici), di questi rivelatori e'
iniziato nel 1997 e si e' rivelato piu` impegnativo di quanto previsto,
innanzitutto perche lo scintillatore (NE114) ha evidenziato un grado di
deperimento molto piu` grave di quanto ci si aspettava. Abbiamo
facilmente potuto stimare che i CSP non avrebbero sopravvissuto al Run 2
e questo ha richiesto un lavoro di recupero che non era inizialmente
previsto: l'aggiunta di fibre "wavelength shifter" (wls) su un lato di
ogni sbarra di scintillatore, in modo da aggiungere altra luce a quella
raccolta dalla guida esistente. Per la fine dell'anno 1999 il lavoro di
recupero era eseguito all'80% con esito eccellente (in media 16
fotoelettroni raccolti dall'estremita' opposta al p.m.). Questo risultato
ci permettera' di triggerare sui muoni con piena efficenza durante tutto
il Run2.
Tra i rivelatori esistenti, vi e' un numero rilevante ( 140 ) di
CSX che non erano stati montati prima del Run 2, i cosidetti "keystone
counters" e le cosidette "miniskirts". I "keystone counters" sono stati
assemblati, testati con muoni cosmici e montati all'inizio del 1999.
L'assemblaggio delle "miniskirts" e' solo iniziato. Sono stati progettati
i metodi di inserimento e le apposite armature e carrelli, che sono in
fase di costruzione. Si prevede che il lavoro sulle miniskirts
continuera`per tutto l`anno 2000.
I rivelatori nuovi comprendono 150 CSP che andranno a completare la
copertura centrale e 450 "BSU" che estenderanno l'accettanza fino a una
pseudorapidita' di 1.5. Questi rivelatori sono composti di nuovo
scintillatore al polystirene, prodotto a Kharkov (Ukraina). La luce viene
estratta esclusivamente con fibre wls ed e' rilevata da
fotomoltiplicatori (pmt) di piccole dimensioni ( 2 x 2 x 5 cm), collocati
in un inserto praticato nello scintillatore. Le fibre wls vengono
incollate ed i contatori vengono coperti a Dubna. Vengono poi inviati al
FNAL dove si assemblano, si testano e si montano. Il lavoro svolto al
FNAL comprende l'accoppiamento dei pmt calibrati a Trieste, l'aggiunta
dei "PAD" (Programmable Amplifiers and Discriminators) sviluppati a
Michigan State Univ. con l`aiuto di Pisa e costruiti a Michigan, il test
con muoni cosmici ed il montaggio. Nel corso del 1999, sono state
completate le infrastrutture per l'assemblaggio ed il test dei
rivelatori e si sono assemblati e testati tutti i rivelatori ricevuti da
Dubna, cioe` 70 CSP e 170 BSU.
Nel corso del 1999 si e' stata completata la progettazione
dei PADs e dei loro controllori (CCU). I primi prototipi dei PADs
sono stati testati. Oltre ad amplificare e discriminare il segnale
i PADs forniscono e controllano la tensione ai p.m., che hanno basi di
tipo Cockroft Walton incorporate. Per i rivelatori esistenti, invece, la
tensione viene fornita da distributori prodotti a Pisa e noti come "Pisa
Boxes". Tutte le "Pisa boxes" per il sistema muoni sono state riviste e
riparate nel corso del 1999.
TOF.
I gruppi di Roma e Pisa collaborano alla progettazione ed
alla
realizzazione di questo nuovo rivelatore, Esso consiste in 212 sbarre di
scintillatore plastico di lunghezza 280 cm poste all`esterno della COT
entro il solenoide dell`esperimento. La precisione progettata della
misura, 100ps, richiede la distribuzione alla elettronica di lettura di
un segnale comune di zero di almeno questa stessa precisione. La
progettazione e la realizzazione di questo sistema di temporizzazione e`
compito di due gruppi italiani (Pisa, Roma) , che hanno cominciato il
lavoro nell`autunno del 1999.
L00.
Il delicato progetto meccanico di questo piccolo rivelatore e` stato
recentemente completato dai gruppi di Fermilab e Liverpool. Esiste gia'
un prototipo soddisfacente della struttura in fibra di carbonio che
sosterra` il rivelatore attorno alla beam-pipe. I rivelatori al silicio
sono stati progettati dall'INFN (Padova) e da Liverpool e la produzione
e' gia' stata consegnata. La costruzione dei moduli, meta' a Liverpool e
meta` a Padova, iniziera` nei primi mesi dell'anno 2000. Il montaggio
dei rivelatori sulla struttura di carbonio avverra' a Fermilab. Si
prevede che il primo prototipo dei power supply (una modifica con piu'
alta tensione di bias di quelli SVXII) sara' testato in aprile dell'anno
2000.
Le pubblicazioni di CDF del 1999
1. Measurement of the B0 B-bar0 Oscillation Frequency using l- D*+ Pairs
and Lepton Flavor Tags,
T. Affolder et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D60, 112004 (1999).
2. Search for the Flavor-Changing Neutral Current Decays B+
mu+ mu- K+ and B0 --> mu+ mu- K*0, T.
Affolder et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett. 83, 3378 (1999).
3. A Measurement of b Quark Fragmentation Fractions in the Production of
Strange and Light B Mesons
in p anti-p Collisions at s**(1/2) = 1.8 TeV.
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D60, 092005 (1999)
4. Measurement of the B0(d) B-bar0_d Oscillation Frequency Using Dimuon
Data in p anti-p Collisions at
s**(1/2) = 1.8 TeV
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D60, 051101 (1999).
5. Measurement of the Associated gamma + mu+/- Production Cross Section
in p anti-p Collisions at s**(1/2) = 1.8 TeV
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D60, 092003 (1999).
6. Search for a Technicolor omega(t) Particle in Events with
Photon and a b-quark Jet at CDF,
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett. 83, 3124 (1999).
7. Measurement of B0 anti-B0 Flavor Oscillations Using Jet
Charge and Lepton Flavor Tagging in p anti-p Collisions s**(1/2) = 1.8
TeV,
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D60, 072003 (1999).
8. Search for R-parity Violating Supersymmetry using Like-Sign
Dielectrons in p anti-p Collisions at s**(1/2) = 1.8 TeV
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett. 83, 2133 (1999).
9. Search for B0(s) anti-B0(s) Oscillations Using the Semileptonic Decay
B0(s) --> phi l+ X(nu),
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett. 82, 3576 (1999).
10. Kinematics of t anti-t Events at CDF,
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D59, 092001 (1999)
11. Search for Third-Generation Leptoquarks from Technicolor Models in p
anti-p Collisions at s**(1/2) =
1.8 TeV,
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett. 82, 3206 (1999).
12. Measurement of the B0(s) Meson Lifetime Using Semileptonic Decays,
F. Abe et al., The CDF Collaboration,
Phys. Rev. D59, 032004 (1999).
13. Searches for New Physics in Diphoton Events in p anti Collisions at
s**(1/2) = 1.8 TeV,
F. Abe et al.,The CDF Collaboration, Phys. Rev. D59, 092002 (1999).
14. Measurement of Z0 and Drell-Yan Production Cross Section Using
Dimuons in p anti-p Collisions at s**(1/2) = 1.8 TeV,
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D59, 052002 (1999).
15. Search for New Particles Decaying to b anti-b in p anti-p Collisions
at s**(1/2) = 1.8 TeV,
F. Abe et al.,The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett 82, 2038 (1999).
16. Measurement of the B0(d) anti-B0(d) Flavor Oscillation Frequency
and Study of Same Side Flavor Tagging of B Mesons in p anti-p Collisions,
F. Abe et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. D58, 032001
(1999).
17. Measurement of the Top Quark Mass with the Collider Detector F. Abe
et al., The CDF Collaboration, Phys. Rev. Lett. 82, 271 (1999)