Verbale della riunione della Commissione Scientifica Nazionale 1
Roma, 28-29 Marzo 2000
Presenti:
M. CALVETTI - Presidente
A. STAIANO - Coord. Sez. di Torino
L. PERINI - Coord. Sez. di Milano
U. DOSSELLI - Coord. Sez. di Padova
R. CONTRI - Coord. Sez. di Genova
F. RIMONDI - Coord. Sez. di Bologna
G. TONELLI - Coord. Sez. di Pisa
F. LACAVA - Coord. Sez. di Roma
L. MEROLA - Coord. Sez. di Napoli
R. POTENZA - Coord. Sez. di Catania
A. MARTIN - Coord. Sez. di Trieste
C. CIVININI - Coord. Sez. di Firenze
M. DE PALMA - Coord. Sez. di Bari
V. VERCESI - Coord. Sez. di Pavia
M. CURATOLO - Coord. L. N. Frascati
M. SAVRIE' - Coord. Sez. di Ferrara
P. CENCI - Coord. Sez. di Perugia (in sost.)
V. CANALE - Coord. Sez. di Roma-2
E. GRAZIANI - Coord. Sez. di Roma-3
E. GORINI - Coord. Sez. di Lecce
Presenti a parte della riunione:
G. Bagliesi, A. Baroncelli, L. Barone, S. Bertolucci, D. Bettoni, S. Bottai,
R. Calabrese, P.L. Campana, P. Capiluppi, M. Carpinelli, A.M. Cartacci,
R. Castaldi, N. Cavallo, V. Cavasinni, F. Cervelli, P. Checchia, G. Ciapetti,
S. Costa, F. Costantini, G. Darbo, M. Diemoz, S. Falciano, F. Ferroni,
L. Foa', F. Gagliardi, P. Gasparini, G. Giacomelli, G. Graziani, E. Iacopini,
P. Laurelli, L. Luminari, S. Marcellini, C. Matteuzzi, M. Mazzucato, S. Mele,
F.L. Navarria, S. Nuzzo, G. Organtini, S. Particelli, E. Petrolo, S. Ragazzi,
F. Ruggieri, G. Salina, C. Sciacca, M. Sozzi, R. Tenchini, L. Tortora,
A. Vacchi, E. Valente, G. Zumerle.
Ordine del giorno:
Martedi' 28 Marzo 2000:
1. Comunicazioni
2. CDF: sblocco sj. L. Moroni, F. Lacava, L. Perini
3. CMS: Addendum al TDR del tracciatore di CMS. R. Castaldi
4. Risultati di LEP. S. Mele
5. Ultimi risultati da NA48. G. Graziani
6. NA48: relazione dei referee. S. Nuzzo, V. Vercesi
7. LEP: smontaggio DELPHI. M. Mazzucato
8. LEP: smontaggio Aleph. R. Tenchini
9. LEP: smontaggio L3. A. Cartacci
10. LEP: smontaggio di Opal. S. Marcellini
11. LEP: relazione dei referee. G. Darbo, M. Savrie', M. Sozzi
12. LEP: L3 + Cosmici. S. Bottai
Mercoledi' 29 Marzo
13. Progetto GRID-INFN. M. Mazzucato
14. Fisica ai laboratori sotterranei. G. Giacomelli
15. Atlas: Tilecal. V. Cavasinni
16. Atlas. MDT. Baroncelli.
17. Elezioni del Presidente della Commissione.
18. Stato di JETFNAL. R. Calabrese
19. Stato di BaBar e primi risultati. M. Carpinelli
20. BaBar: stato IFR. C. Sciacca.
21. BaBar: relazione dei referee. M. DePalma, P. Lubrano, A. Staiano
22. Linear Collider. P. Checchia
23. LHCb: progetti INTAS-CERN. C. Matteuzzi
24. Varie
Martedi' 28 Marzo 2000:
1. Comunicazioni
Calvetti ha inviato, ai direttori delle sezioni e laboratori INFN che hanno
gruppi partecipanti al progetto tracker-CMS, una lettera per sollecitare la
verifica delle compatibilita' delle risorse disponibili con i nuovi impegni
richiesti dalla collaborazione.
Il presidente della Commissione ha ricevuto l'Addendum al TDR del tracker di
CMS.
A. Martin e M. De Palma sono incaricati dalla Commissione di esprimere un
parere sul documento che regolera' i rapporti di natura logistica tra il CERN
e gli esperimenti LHC.
La riunione di settembre della Commissione si terra' a Cagliari.
I verbali di Settembre 99 e Gennaio 00 vengono approvati dalla Commissione.
2. CDF: sblocco sj. L. Moroni, F. Lacava, L. Perini
Lacava e Perini riportano il parere favorevole di Moroni allo sblocco di
90ML sj su C. App. LNF/CDF per concludere i lavori attualmente in corso sul
calorimetro adronico di CDF.
La Commissione approva lo sblocco.
3. CMS: Addendum al TDR del tracciatore di CMS. R. Castaldi
Castaldi descrive i motivi che hanno portato alla decisione della collaborazione
CMS di abbandonare le MSGC nella costruzione del tracciatore dell'esperimento.
La soluzione 'tutto silicio' si basa sulla disponibilita' di sensori realizzati
con linee di produzione a 6" a prezzo ragionevole.
La capacita' d'ingresso all'elettronica di front-end e' risultata essere
indipendente dallo spessore del silicio. In questo modo si possono realizzare
sensori con spessore maggiore (maggior raccolta di carica) e lunghezza di
strip maggiore (maggior rumore) mantenendo circa costante il rapporto
segnale/rumore.
I substrati usati, per avere una miglior resistenza alle radiazioni, saranno
di tipo <100>.
Inoltre la disponibilita' dell'elettronica di front end realizzata con
tecnologia 0.25 um ha portato ad una riduzione dei prezzi ed a migliori
prestazioni. Negli ultimi mesi e' stata messa a punto una tecnica di
assemblaggio automatico dei moduli di rivelatore che velocizza e rende piu'
omogenea la loro produzione.
Al progetto si e' unito un gruppo US (capeggiato da FNAL) che mette a
disposizione notevoli risorse.
Due produttori sono capaci di fornire rivelatori da wafer di 6" di buona
qualita'. Ognuno ha a disposizione una capacita' produttiva tale da poter
tranquillamente produrre tutti i sensori richiesti in 2.5 anni.
I rivelatori del tracciatore esterno saranno esposti ad un flusso di radiazione
che e' circa 5 volte meno intenso di quello degli strati interni. Per questo
motivo essi verranno realizzati da un substrato con una resistivita' iniziale
piu' alta (3 KOhm*cm) in modo da avere una tensione di svuotamento che per
tutta la durata dell'esperimento non superi mai i 300V.
Inoltre sono state messe a punto tecniche di 'metal overhang' e 'multiguard
ring' che incrementano la tensione di breakdown dei sensori.
Il passo delle strip di lettura sara' di 140 um (risoluzione di circa 40um)
per la coordinata r-phi e di 210 um (risoluzione di circa 60um) per la
seconda coordinata (stereo).
Il rapporto segnale/rumore per i rivelatori del tracciatore interno con la
nuova elettronica di front-end dovrebbe essere, dopo 10 anni di LHC, pari
a circa 13 (contro 10 della precedente versione). Per il tracciatore esterno
si dovrebbe arrivare a 14.
La struttura del tracciatore esterno consiste di 5 strati di rivelatore nella
zona barrel (i primi due dall'interno doppio strato) e di 9 dischi nelle
end-cap (l'anello piu' vicino ai fasci doppio strato).
Recentemente si e' tenuto al CERN un workshop per determinare la migliore
struttura da dare al tracciatore nel suo insieme (esterno ed interno). E'
prevalsa l'opinione di eliminare la separazione tra i due volumi, determinata
storicamente dalla presenza nel progetto delle MSGC, costruendo i dischi
end-cap in un unico pezzo. La temperatura di tutto il volume sara' a -10C ed
i cavi della parte centrale verranno fatti passare all'esterno del
tracciatore vicino al calorimetro e.m.. Per facilitare le operazioni di
manutenzione il barrel sara' costruito in due sezioni lungo la direzione del
fascio.
In totale si dovranno costruire 19000 moduli (singolo strato equivalenti) per
circa 230 m^2 di silicio e 11 milioni di canali di elettronica.
Castaldi mostra il confronto delle prestazioni dei due tipi di tracciatore
(con MSGC e tutto silicio). Queste sono molto simili in quasi tutti i canali di
fisica presi in considerazione.
la scala dei tempi per arrivare all'inizio della costruzione del rivelatore e'
la seguente: 17/4 decisione sul layout, 18/5 LHCC meeting, 15/6 PRR sui
sensori per ordinare una preserie), 1/7 inizio gara per i sensori (fine ad
ottobre), 20/11 EDR, fine 2000 inizio costruzione della preserie di moduli
finali.
I progetti costruttivi definiti 'orizzontali' comprendono la realizzazione di:
Responsabile Collaboratori
ibridi di lettura: Strasburgo +Aachen ed altri per il bonding
ibridi ottici Perugia
Pitch adapters Belgio
Test dei sensori Pisa +Perugia e Karlsruhe
meccanica modulo Belgio +Strasburgo
Chip FE UK +Padova (se necessario)
colla chip CERN
Link ottico CERN
Alimentatori Firenze +Torino
cavi interni Bari e altri
Sistema di controllo CERN
Integrazione elettr. CERN +tutti
Integr. mecc. servizi CERN
L'onere della costruzione dei 19000 moduli e' ripartito fra tre consorzi:
1) CE (central Europe): Austria, Belgio, Germania, Finlandia, Francia, Svizzera;
2) INFN: Bari, Catania, Firenze, Padova, Perugia, Pisa, Torino;
3) US: FNAL, Purdue, Rochester, Northwestern.
La produzione sara' centralizzata il piu' possibile tramite l'uso di robot
d'incollaggio in: Brussels, Lione, Bari, Perugia, FNAL (2) e bonding machines
in: Aachen, Karlsrhue, Strasburgo, Zurigo, Bari, Firenze, Padova, Pisa, Torino
e FNAL. Vienna e Finlandia produrranno ciascuno il 2.5% dei moduli con il
metodo d'assemblaggio semiautomatico.
La responsabilita' della struttura meccanica e dell'integrazione sara' cosi'
divisa:
Struttura meccanica:
struttura principale di supporto: CERN
barrel esterno: CERN/Finlandia
barrel interno: Pisa/FNAL
dischi end-cap: Aachen
Integrazione:
barrel esterno: CERN/Finlandia + INFN
barrel interno: INFN
dischi end-cap: Karlsrhue/Aachen + CERN.
Integrazione generale infrastrutture e servizi: CERN.
La produzione dei moduli e' prevista durare 2.5 anni con una media di 40 moduli
per giorno. La capacita' di picco delle risorse attualmente disponibili e'
stimata essere di 200 moduli al giorno. La collaborazione ha quindi un fattore
5 di margine per la copertura di ogni tipo di imprevisto e per contingenza.
Con questo progetto il costo dell'intero tracciatore, pixel compresi, e'
all'interno del tetto stabilito (77.5MSF) ed e' cosi' ripartito:
Tot. Barrel End-Cap
Pixel 8.24 5.77 2.47
Inner silicon 21.71 11.45 10.26
Outer silicon 38.21 23.12 15.09
Meccanica 9.42
------
Tot. 77.58
Nella discussione che segue la presentazione Calvetti afferma che la Commissione
decidera' l'approvazione del tracciatore di CMS solo dopo la presentazione
del nuovo MoU per la divisione delle responsabilita' e della copertura
finanziaria.
Cervelli fa notare che un certo numero di domande di natura tecnica
non hanno avuto ancora risposta. I referee sono comunque consci del fatto che
l'esperimento attende l'approvazione per poter partire con la realizzazione
dell'apparato.
Ad una domanda sulla consistenza attuale della copertura finanziaria per il
tracciatore Castaldi risponde che le agenzie hanno promesso 72MSF, mentre i
gruppi US attendono il possibile sblocco di 5MSF provenienti dalla contingenza
di altre parti di CMS.
In questo contesto Foa' ricorda che il direttore di FNAL ha posto la
partecipazione al tracciatore di CMS come uno degli obiettivi del laboratorio.
Vacchi viene nominato referee della Commissione per CMS.
4. Risultati di LEP. S. Mele
Gli esperimenti LEP hanno concluso le analisi dei dati prodotti a LEP 1 per
quanto riguarda le misure dei parametri elettrodeboli. Da un fit globale di
tutte le osservabili risulta che la massa del bosone di Higgs all'interno
del Modello Standard e' minore di 188 GeV al 95% CL.
L'oscillazione del Bs e' esclusa al 95% CL per Dms<14.6 ps-1.
Aleph ha, nel suo campione di dati, 23 eventi B0->J/Psi Ks; da un fit della
asimmetria di questi decadimenti in funzione del tempo proprio del B0 si
ottiene una primissima stima di sin(2beta)~0.93 con errori statistici di
circa 0.6-0.8 e sistematici di 0.2-0.3. Questo risultato, se combinato con CDF,
fornisce un sin(2beta)>0 al 99% CL.
Dalla misura di Vub/Vcb, dalla misura della frequenza di oscillazione del Bd
e dal limite su quella del Bs, LEP dimostra che il triangolo di unitarieta'
della matrice CKM non e' degenere e quindi stabilisce l'esistenza della
violazione di CP senza misure sul sistema dei K.
Nel 99 LEP ha prodotto, ad energie tra 192 e 202 GeV, un totale di circa
250pb-1. Per raggiungere queste energie le cavita' a radiofrequenza di LEP
hanno costantemente lavorato ad un gradiente di campo 40% superiore al limite di
disegno.
Per la fisica Mele passa in rassegna i risultati principali presentati alle
conferenze invernali.
La massa della W misurata a LEP2 attualmente e' M_W = 80.401+-0.048 GeV; i
principali errori sistematici provengono dalle interazioni di stato finale
(18 MeV) e dall'energia di LEP (17 MeV).
Non si ha evidenza di produzione del bosone di Higgs del Modello Standard
a LEP2. Il limite (al 95% CL) posto dalla combinazione dei 4 esperimenti
e' attualmente di 107.7 GeV.
Anche per i bosoni di Higgs del Modello Supersimmetrico non si hanno evidenze
sperimentali. I limiti sono in questo caso di circa 88 GeV sia per A che per h.
Il limite sulla massa delle Higgs cariche e' di 78.6 GeV.
Durante la presa dati del 00 LEP potra' fornire una luminosita' integrata
superiore a 100 pb-1 fino ad una energia nel centro di massa di 205 GeV.
In questo quadro si pensa di poter ottenere una sensibilita' alla Higgs
del modello standard fino ad una massa di 112.5 GeV.
Utilizzando l'ultima parte dei 'fill' della macchina ad una energia superiore
si puo' incrementare la luminosita' integrata ad energie superiori e quindi
rendere la sensibilita' alla particella di Higgs migliore (circa 114 GeV).
5. Ultimi risultati da NA48. G. Graziani
Dopo una breve introduzione sul metodo seguito dall'esperimento per la misura
di epsi'/epsi, Graziani descrive l'apparato sperimentale di NA48 e le sue
prestazioni durante il periodo di presa dati 98.
Durante il 98 sono stati acquisiti ed analizzati 1.14*10^6 decadimenti
K_L->pi0pi0. Il calorimetro e.m. ha potuto funzionare ad una tensione di 3KV,
e' stata introdotta una nuova beam pipe piu' leggera per ridurre l'attivita'
nel rivelatore. Nel 99 sono stati raccolti 2*10^6 decadimenti K_L->pi0pi0,
l'analisi e' in corso. Per questo periodo sono stati introdotti ulteriori
miglioramenti nella lettura delle camere e nel DAQ.
L'analisi consiste nel selezionare gli eventi con criteri di qualita',
identificando i K_L e K_S tramite i relativi 'tagger'. Le efficienze di
tagging e le contaminazioni sono determinate con precisione.
Il doppio rapporto viene calcolato in ogni bin di energia ed a questo sono
applicate delle piccole correzioni (<10^-3) per tenere conto dei vari
effetti strumentali o di fondi presenti nell'apparato.
Le correzioni che introducono il maggior errore sistematico nella misura del
doppio rapporto sono le attivita' accidentali nell'apparato e l'inefficienza
del trigger carico.
Il risultato preliminare con i dati 98 e' il seguente:
Re(epsi'/epsi)=(12.2+-2.9stat+-4.0syst)*10^-4.
Combinando il risultato 98 con quello 97 si ottiene, per NA48, il
seguente valore: Re(epsi'/epsi)=(14.0+-4.3)*10^-4. La media mondiale e'
di Re(epsi'/epsi)=(19.3+-2.4)*10^-4 (Chi^2/ndf = 11.1/5 !!!).
L'analisi dei dati acquisiti nel 99 e' in stato avanzato, la componente
statistica di alcuni errori sistematici diminuira' sensibilmente.
Alla fine della presa dati 99 e' implosa la beam pipe in fibra di carbonio
provocando il danneggiamento delle 4 camere a deriva dell'esperimento.
La collaborazione ha gia' ottenuto l'approvazione per la riparazione delle
camere ed il programma per la misura di epsi'/epsi sara' completato nel 01.
Durante il 00 ed il 01 verranno effettuati dei run dedicati per lo studio di
effetti sistematici.
Vengono presentati anche i risultati della misura dei decadimenti rari
K_L -> pi0 gamma gamma e K_L,S -> pi+pi-e+e-.
Per il primo caso il BR e' risultato essere (1.51+-0.05stat+-0.20syst)*10^-6.
L'importanza del secondo tipo di processo risiede nel fatto che l'asimmetria
spaziale nel decadimento K_L -> pi+pi-e+e- e' legata alla violazione di CP.
Nei dati tale asimmetria e' del (20+-5)% mentre e' assente, come ci si aspetta
nel decadimento K_S -> pi+pi-e+e-.
6. NA48: relazione dei referee. S. Nuzzo, V. Vercesi
I referee sono favorevoli allo sblocco del sj su Inv. Pi per espansione
dello spazio disco (68ML) ed espansione della libreria DLT e software HSM
(135ML). Inoltre sono favorevoli al finanziamento aggiuntivo, sempre su
Inv. Pi di 90ML per l'acquisto di 4 nuove CPU. Il tutto per il potenziamento
della farm italiana di NA48. Tali spese erano gia' state anticipate alla
fine del 99.
Inoltre si propone di finanziare l'acquisto di un alimentatore per crate
VME 9U per il meantimer AKL (9ML su Inv. To).
Non viene finanziato il contratto di manutenzione per la tape library della
farm nazionale.
I referee propongono di finanziare la quota italiana della franchigia da
pagare per la riparazione delle camere a deriva (164ML Cons. Pi).
Inoltre vengono assegnati 240ML di missioni estere per finanziare le
trasferte dei tecnici che andranno al CERN per eseguire i lavori di
riparazione delle camere. Tale finanziamento verra' recuperato dall'INFN,
insieme allo stipendio del personale coinvolto, tramite i rimborsi
dell'assicurazione. Questo finanziamento non va' a gravare sulla quota
di missioni estere concessa alla Commissione dalla dirigenza dell'ente.
Assegnazioni m.e. per riparazione camere:
Fe 80ML
Pi 80ML
To 80ML.
Un finanziamento simile per m.e. verra' richiesto anche nel corso del 01.
La Commissione ricorda alla collaborazione NA48 che questo ulteriore
finanziamento di m.e. non potra' essere usato se non per riparare le camere.
In caso di avanzo non potra' essere impiegato per altri scopi.
Costantini indaghera' presso l'assicurazione se questa ha un limite sul
rimborso delle diarie.
La Commissione approva le proposte dei referee.
7. LEP: smontaggio DELPHI. M. Mazzucato
Lo smontaggio di Delphi durera' 8 mesi a partire dall'inizio di ottobre 00.
HPC richiede la preparazione di un tool di smontaggio (20KSF e 3 m.u.).
Dovra' poi essere rimossa l'elettronica (4 m.u.) prima dell'estrazione dei
144 moduli del rivelatore (11 m.u.). Infine verranno rimosse le sorgenti di
241Am situate all'interno dei moduli (9 m.u.).
Il vetro al piombo del FEMC verra' inviato ad una ditta che ne curera' lo
smaltimento (9ML per smaltimento e 2ML per trasporto). Lo smontaggio richiedera'
un totale di 8 m.u. piu' 1.5 m.u. per il recupero di un laboratorio.
RICH: la richiesta all'INFN ammonta ad un totale di 72 g.u., 3ML cons. e
3ML trasp.
Mi-VD chiede 5 settimane per recupero VFT, 2ML trasp. e 3KSF cons. (+6KSF come
spese 99 da recuperare). Rm2 20 giorni per il trigger, Rm3 2 m.u. per smontaggio
HPC e recupero elettronica. To 0.5 m.u. per VSAT, STIC e FEMC. Ts 3ML trasp.
per FEMC. Bosio 0.5 m.u. per VFT.
Nella discussione che segue viene fatto notare che il grosso delle spese
di smantellamento del rivelatore vanno a carico dei fondi comuni della
collaborazione.
Mazzucato afferma che in un documento di Delphi e' specificato che le
spese di smontaggio sono ripartite fra le istituzioni che hanno costruito il
rivelatore.
8. LEP: smontaggio Aleph. R. Tenchini
Durante l'ultimo shutdown e' stato rimosso il corto presente all'interno della
TPC. Inoltre e' stata migliorata la criogenia ed e' stata riparata la perdita
di gas di una camera per muoni. E' stata infine effettuata la manutenzione
ordinaria di HCAL/Mu.
A luglio LEPC decidera' un eventuale prolungamento del periodo di presa dati
di LEP, in caso di decisione positiva la collaborazione si aspetta di ottenere
dalla Commissione le risorse necessarie per portare a termine il run.
Lo smontaggio di Aleph iniziera' solo dopo il via libera dall'ente francese
incaricato di controllare la radiattivita' dei materiali. I lavori termineranno
a meta' luglio 01 con un costo totale di 800KSF. Tale cifra verra' finanziata
per 180KSF dal CERN e per 620KSF dai MOF-A dell'esperimento.
I MOF-A relativi all'INFN sono gia' stati pagati dall'amministrazione centrale,
il finanziamento ricevuto da Aleph/Pi per il 00 (54ML) e' stato restituito
all'ente.
Per recuperare del materiale che puo' essere riutilizzato in qualche modo
i vari gruppi devono farsi carico d'intervenire a proprie spese.
La richiesta della collaborazione ammonta a 7.5 m.u. piu' spese di trasporto.
9. LEP: smontaggio L3. A. Cartacci
Anche per L3 lo smontaggio iniziera' ad ottobre 00 per concludersi ad aprile 01.
Questo se il run non viene prolungato dalla decisione di LEPC o per una
estensione del run di L3+Cosmici.
Il coinvolgimento dei gruppi INFN sara' dedicato al recupero del materiale
che potra' essere riutilizzato. A questo scopo la collaborazione presenta le
seguenti richieste per il 00:
Na 63gg 10ML trasp.
Bo 8gg
Fi 14gg
Rm1 15gg
Mi 45gg 8-10ML trasp.
Rm-A 30gg 5ML trasp.
Pg 28gg
Viene anche richiesta una integrazione delle m.e. per la responsabilit'a nel
gruppo di analisi di S. Gentile per la seconda parte del 00.
10. LEP: smontaggio di Opal. S. Marcellini
Per Opal stessi tempi di L3 e Delphi. Bologna, unica sezione INFN in Opal,
ha responsabilita' nel calorimetro adronico e nel rivelatore di luminosita'.
Il materiale inventariato (elettronica, computers ecc.) verra' rimosso ed
immagazzinato al CERN per essere riutilizzato.
Lo smontaggio dei rivelatori sara' gestito centralmente da Opal e finanziato
con i fondi comuni. Il rivelatore di luminosita' (1/4 di proprieta' INFN)
verra' smontato con cura per essere riutilizzato; date le ridotte dimensioni
dell'oggetto questo non comportera' delle grosse spese.
Per il recupero del ferro del calorimetro adronico si deve prima liberarlo
dalla camere. Questo compito verrebbe delegato al CERN e prevede circa 2 m.u.
di lavoro.
Le richieste sono le seguenti:
recupero materiale inventariato: 10 settimane
rimozione delle camere cal. 8 settimane (nel 01).
Nella discussione che segue le presentazioni dei quattro esperimenti Calvetti
chiede ai responsabili il dettaglio dello stato dei MOF-A ancora disponibili
e, di questi, la quota versata dall'INFN.
11. LEP: relazione dei referee. G. Darbo, M. Savrie', M. Sozzi
I MOF-A degli esperimenti LEP sono stati anticipati dall'amministrazione
centrale alla fine del 99. Per questo motivo i finanziamenti dati a tale
scopo dalla Commissione a Settembre 99 vengono riassorbiti.
In particolare Aleph-Pi restitutisce 54ML, Opal-Bo 32ML e non verranno
sbloccati i sj di Delphi (231ML) ed L3 (259ML).
I referee richiedono il detteglio del materiale che i gruppi intendono
recuperare dagli apparati. Inoltre il costo dello smontaggio non distruttivo
e del trasporto in sede verra' valutato secondo la reale necessita' (incluso
il materiale inventariato). Si suggerisce agli esperimenti di promuovere
iniziative al CERN per il recupero ed il riutilizzo centralizzato del
materiale elettronico.
Viene inoltre suggerito alle collaborazioni di utilizzare personale CERN
per lo smontaggio non distruttivo sotto la supervisione di poche persone
INFN.
I referee propongono di ridiscutere gli impegni per lo smontaggio in una delle
prossime riunioni della Commissione.
Nel caso di prolungamento del run di LEP i referee daranno il loro parere
favorevole alle richieste di finanziamento aggiuntivo.
I referee rimandano la discussione delle richieste di integrazione delle
missioni estere ad una prossima riunione invitando le collaborazioni a
risolvere al loro interno problemi di particolare urgenza (dottorandi
nuovi in gruppi piccoli).
La Commissione approva le proposte dei referee.
12. LEP: L3 + Cosmici. S. Bottai
La collaborazione L3+C usa il rivelatore L3 per la misura dello spettro
di muoni cosmici a bassa profondita'. La soglia a bassa energia e' di 15GeV,
mentre si pensa di poter distingure la carica dei muoni fino a circa 1 TeV.
Il sistema di acquisizione dati e' indipendente da quello principale di L3
e puo' quindi funzionare in parallelo.
Attualmente le misure dello spettro dei muoni hanno un'incertezza del 25%;
questo si riflette sull'indeterminazione del flusso dei neutrini atmosferici.
Con il presente esperimento si pensa di ridurre l'incertezza sul flusso dei
muoni al percento in modo da avere un errore sul flusso aspettato di
neutrini atmosferici di circa il 5%.
Verra' misurato anche il flusso di muoni 'multipli' per porre dei vincoli sulla
caratteristiche dei primari, sulla loro composizione e sulla dinamica degli
sciami atmosferici.
Altra misura importante e' il rapporto di carica dei muoni. Anche in questo
caso le misure attuali hanno un notevole errore e non permettono di distinguere
fra i vari modelli teorici.
Durante la presa dati del 99 sono stati acquisiti circa 5*10^9 trigger per
un totale di 5TB. Il rivelatore era perfettamente funzionante e non ci si
aspettano quindi particolari problemi.
Attualmente e' stato ricostruito circa il 40% del campione.
L'analisi presenta alcune difficolta' in quanto gli eventi sono diversi da
quelli acquisiti normalmente da L3. In primo luogo il t0 per i TDC delle camere
per muoni non proviene dall'incrocio dei fasci di LEP ma dagli scintillatori
posti a coprire L3. Inoltre i muoni da ricostruire normalmente attraversano
ottanti adiacenti, cosa che non succede mai per i muoni provenienti da una
interazione LEP.
Un campione di eventi a piccolo angolo azimutale e' stato usato per una
prima determinazione dello spettro. Gli errori sono essenzialmente sistematici
e la normalizzazione assoluta non e' in accordo con il MC.
La collaborazione L3+C chiede di poter prendere dati per due mesi (o almeno due
settimane) oltre la fine di LEP. In questo modo si potrebbero acquisire dati
in condizioni 'pulite' senza il disturbo della radiazione di sincrotrone che
danneggia il t0.
Inoltre con un prolungamento del run, si potrebbero prendere altri dati con il
rivelatore di sciami che verra' installato in superficie.
Mercoledi' 29 Marzo
13. Progetto GRID-INFN. M. Mazzucato
Lo scopo di GRID-INFN e' di sviluppare una infrastruttura di calcolo per l'INFN
distribuita su un'area geografica e connessa da una rete a larga banda
a strutture simili in corso di sviluppo negli altri paesi europei.
Lo sviluppo dell'architettura e degli strumenti software necessari sara' fatto
in collaborazione con le altre istituzioni dei paesi europei.
La struttura dovra' essere capace di soddisfare le necessita' di calcolo
dei prototipi degli esperimenti LHC/Virgo. Tali esigenze guideranno lo
sviluppo di GRID-INFN, se questo non si verifichera' occorrera' ridiscutere
tutto il progetto.
La GRID sara' una rete di risorse di calcolo accessibili da ogni punto in
maniera riproducibile ed uniforme. Utilizzando un'architettura a strati
un utente puo' utilizzare le risorse indipendentemente dalla loro struttura
fisica e con una serie di servizi messi a disposizione dal sistema.
Sulla stessa tematica si e' sviluppata la proposta di un progetto a livello
di Unione Europea. Tale progetto si focalizza sulla realizzazione di
'computing fabric' su larga area, sullo sviluppo di 'middleware' e realizzazioni
di prototipi e 'test beds'. Le risorse di EU-GRID si basano sulle varie GRID
nazionali e sul supporto dell'unione europea.
Quest'ultimo contributo dell'unione europea e' pari a 5MEuro, l'INFN finanzia
altri 5MEuro.
L'INFN trarra' sicuramente dei benefici da questi progetti. In primo luogo
sviluppera' il sistema di calcolo per i grandi esperimenti e portera' nelle
sezioni strumenti di primissimo livello. Inoltre potra' portare avanti un
progetto con notevoli potenzialita' anche al di fuori della ricerca.
Di importanza fondamentale per gli esperimenti di alte energie e' lo sviluppo
di test beds per la prova dell'effettiva capacita' di calcolo di determinate
strutture. Tali prototipi dovranno avere dimensioni molto vicine al centro
di calcolo finale dell'esperimento in quanto, a questo livello di complessita',
i problemi non scalano linearmente (come dimostrato dal caso BaBar).
Gli esperimenti LHC e Virgo concordano nel ritenere il progetto GRID di
fondamentale importanza per arrivare al sistema di calcolo finale. Concordano
inoltre nella necessita' di costituire un centro regionale in Italia per
sfruttare al meglio gli investimenti fatti nelle collaborazioni.
Le sezioni ed i laboratori INFN, cosi' come le collaborazioni, hanno preparato
una lista di persone con il loro impegno in GRID.
Ferroni, che presiede la commissione di referee di GRID, ritiene il progetto
EU-GRID importante ed e' fondamentale che anche l'INFN vi partecipi.
Le percentuali di partecipazione delle persone dovranno essere verificate
presso i direttori.
Si dovranno anche definire con precisione gli scopi di INFN-GRID e decidere
l'ammontare degli impegni finanziari.
Le decisioni in questo senso coinvolgono pesantemente la politica del calcolo
degli esperimenti LHC. Infatti si realizzeranno dei prototipi che saranno una
frazione consistente (20%) del sistema finale.
Per questo motivo le prospettive di GRID dovranno essere discusse nelle
Commissioni alle quali gli esperimenti fanno capo.
E' opinione unanime della Commissione che il calcolo sia parte integrante degli
esperimenti e che debba essere considerato come un 'sottorivelatore', con le
sue responsabilita', scadenze temporali e costi.
Sarebbe anche opportuno che il calcolo continuasse ad essere discusso in
Commissione come lo sono gli altri apetti degli esperimenti per mantenere
in stretto contatto la comunita' di ricercatori e degli informatici.
La Commissione si aspetta che i componenti presentino il progetto GRID in
forma scritta.
E' comunque opinione della Commissione che, una volta stabilita l'entita'
della partecipazione dell'INFN, l'effettivo finanziamento debba passare
attraverso i normali meccanismi della Commissione, come succede per tutti gli
aspetti dei rivelatori di LHC.
14. Fisica ai laboratori sotterranei. G. Giacomelli
Giacomelli riassume il programma scientifico portato avanti ai laboratori del
Gran Sasso ed, in generale, la fisica dei neutrini.
I risultati di Macro sul flusso di muoni provenienti dal basso sono
consistenti con l'ipotesi di oscillazione massimale nu_mu -> nu_tau con
Delta_m^2 = 10^-3 eV^2.
La presa dati di K2K e' iniziata. L'esperimento consiste in un fascio di
neutrini da KEK a SuperKamiokande, la tecnica utilizzata e' quella della
misura di scomparsa. I primissimi dati, sebbene con una statistica estremamente
limitata, mostrano un numero di eventi inferiore alle attese.
Per quanto riguarda gli esperimenti sui neutrini solari la comunita' sta
aspettando i primi risultati di SNO. Questo rivelatore e' costituito da un
bersaglio di deuterio che e' sensibile ai nu_e per scattering di corrente
carica ed a tutti gli altri tipi per scattering di corrente neutra e diffusione
elastica.
Giacomelli mostra la distribuzione in coordinate galattiche dei muoni prodotti
da neutrini misurati da Macro. Questa e' sostanzialmente uniforme facendo
pensare ad un'origine extragalattica delle sorgenti.
Macro ha messo in evidenza una variazione con periodicita' annuale del flusso
dei muoni. Questa e' in stretta corrselazione con la temperatura dell'alta
atmosfera.
DAMA ha recentemente annunciato una evidenza di modulazione del conteggio
di eventi in uno scintillatore ultrapuro. Tale effetto potrebbe essere dovuto
alla variazione annuale di flusso di WIMP dovuta alla diversa velocita'
della terra rispetto al sistema galattico nella sua rotazione intorno al Sole.
15. Atlas: Tilecal. V. Cavasinni
Le attivita' in corso a Pisa riguardano la costruzione della meccanica di
310 sottomoduli del calorimetro (1/4 del barrel), il test e la caratterizzazione
del 75% delle fibre WLS e di 1250 fototubi.
La costruzione dei sottomoduli e' in corso presso una ditta esterna ed e'
costantemente seguita dai componenti del gruppo per garantirne la qualita'.
Attualmente vengono costruiti, in media, 3.6 sottomoduli/settimana. Questi
vengono poi spediti a Dubna per essere assemblati in moduli; l'allestimento
finale con scintillatore e fibre viene effettuato al CERN.
Per i trasporti la collaborazione intende sfruttare i camion che ritornano
vuoti a Dubna dopo aver trasportato i moduli completi al CERN.
In questo modo si possono fare 9 trasporti a 5.4ML/ciascuno (comprende anche il
trasporto Pisa CERN), rimangono 7 trasporti diretti Pi-Dubna a 9.6ML/ciascuno.
Questo per un totale di 83.4ML divisi tra 00 e 01.
Per questo motivo viene richiesto lo sblocco del sj sul capitolo trasporti.
Le fibre sono state scelte dalla collaborazione a gennaio 99. A Pisa viene
effettuato il controllo di qualita' a campionamento.
Dopo il test le fibre devono essere impacchettate in 'bundles' che ne contengono
esattamente 1261. La collaborazione richiede che venga rilasciato il sj
destinato a questo scopo.
La successiva lavorazione sui bundles, fresatura ed alluminizzazione, verra'
fatta a Lisbona.
Dei 10000 fototubi che verranno usati in TileCal 1250 saranno caratterizzati a
Pisa. Si prevede di concludere questo lavoro entro il 01.
La Commissione approva l'impacchettamento delle fibre presso una ditta esterna
e sblocca il relativo sj dopo che la collaborazione ha accettato il
riconoscimento come contributo CORE.
Vengono sbloccati i seguenti sj (Pi/Atlas):
Cons. 82ML (dei quali 69ML CORE)
Trasp. 20ML
C.App. 15ML
16. Atlas. MDT. Baroncelli.
Baroncelli chiede alla Commissione un aggiustamento delle missioni estere
per il gruppo Atlas-Rm3. Inoltre viene richiesto lo sblocco del sj per
i trasporti e per la realizzazione di strutture meccaniche per la movimentazione
delle camere.
Nella discussione che segue la Commissione approva lo sblocco di 20ML di m.e.
dal sj indiviso di Atlas-Na. La discussione sui trasporti viene rimandata ad
una prossima riunione.
17. Elezioni del Presidente della Commissione.
Calvetti nomina Tonelli, coordinatore decano, quale presidente della
commissione elettorale e lascia la riunione.
Alla votazione segreta partecipano 19 coordinatori (assente Lubrano).
Risulta eletto, per il secondo mandato, Mario Calvetti con 19 preferenze.
18. Stato di JETFNAL. R. Calabrese
A partire da Marzo e' iniziata la presa dati all'accumulatore di antiprotoni,
questa si concludera' a fine Luglio 00. All'inizio di Marzo e' stata
effettuata la calibrazione in energia della macchina tramite uno scan della psi'.
Calabrese presenta i primi dai sulla misura delle curve di risonanza della
Chi_1 e Chi_2. La masse misurate sono risultate essere molto vicine a quelle
determinate da E-760.
La proposta di Graziani, referee dell'esperimento, e' di sbloccare il sj di
m.e. che era stato accantonato in previsione di un nuovo periodo di presa dati.
Inoltre viene proposto il finanziamento aggiuntivo di 20ML per i consumi
generali dell'esperimento (gas, dewar, bersaglio, cassette). La suddivisione
proposta e' la seguente:
m.e. Cons.
Fe 56
Ge 10 12
To 40 8
La Commissione approva le proposte del referee.
19. Stato di BaBar e primi risultati. M. Carpinelli
PEP-II ha prodotto una luminosita' integrata di 5fb-1, 4.5fb-1 sono stati
acquisiti da BaBar. La massima luminosita' e' stata di 1.8*10^33 cm-2s-1.
Il fondo prodotto dalla macchina, soprattutto concentrato nel piano orizzontale,
e' attualmente circa la meta' di quello preventivato per il Silicon Vertex
Tracker (1 kRad/Giorno). La pendenza e' pero' elevata e questo potra' causare
dei problemi in futuro.
Se non vengono inclusi gli 8 semimoduli non funzionanti (su 208), l'efficienza
di SVT e' dell'ordine del 97% nelle due viste. Anche la risoluzione
spaziale e' vicina a quella di progetto.
La risoluzione spaziale della camera a deriva sul singolo punto e' di 125um.
Questo porta ad una risoluzione sull'impulso trasverso di 0.29%*p_t.
Viene ancora osservato un movimento relativo di SVT rispetto alla camera a deriva
di circa 100um. La periodicita' e' giornaliera, questo impone un riallineamento
dei due rivelatori run per run a livello della prompt reconstruction.
Il DIRC e' completamente installato. L'efficienza nella identificazione dei K
per p>0.5GeV e' del 80%.
La larghezza del pi0 misurata dal calorimeto a CsI e' maggiore del previsto.
Il taglio in energia sul singolo cristallo e' di 0.8 MeV.
IFR e' completamente operativo da Ottobre 99.
Carpinelli mostra alcuni risultati preliminari sulla produzione di eventi
J/Psi K_S. Su un campione di 620pb-1 sono stati osservati 12 eventi nella zona
del segnale.
L'errore stimato su sin(2*beta) con una statistica di 10fb-1 e' compreso
fra 0.2 e 0.3.
L'analisi dei dati procede a rilento a causa dei noti problemi del
database Objectivity. Attualmente vengono prodotti dei microDST in formato ROOT
tramite un reprocessing ed e' su questi dati che viene fatta l'analisi.
Uno stato del computing di BaBar verra' presentato durante la riunione della
Commissione a Giugno.
20. BaBar: stato IFR. C. Sciacca.
I problemi iniziali sul funzionamento degli RPC di BaBar sono stati compresi,
il rivelatore adesso funziona adeguatamente.
Purtuttavia nel periodo di fermo macchina a Settembre Ottobre 00 sara'
necessario eseguire alcuni interventi su una parte dell'elettronica delle
camere. Piu' precisamente, per avere un migliore accesso e per diminuire
l'apporto di calore alle camere, si pensa di trasferire all'esterno di IFR
l'elettronica di front-end che ancora e' all'interno del rivelatore.
Per questo intervento occorreranno 35 nuovi minicrates, circa 700 metri di
cavo, connettori e lavori di meccanica.
Inoltre Sciacca fa presente che la collaborazione italiana ha un system manager
sempre presente a SLAC (R. Baldini) e quindi chiede il finanziamento delle
spese di missione.
21. BaBar: relazione dei referee. M. DePalma, P. Lubrano, A. Staiano
L'opinione dei referee sullo spostamento dell'elettronica di front-end di IFR
e' favorevole. Vengono quindi proposti i seguenti finanziamenti:
Na/C.App. 30ML 35 minicrates
Na/C.App. 30ML cavi e connettori
LNF/Cons. 10ML meccanica
Il tempo previsto per questi lavori e' stimato in 8 m.u.. Un eventuale
finanziamento sulle m.e. (sblocco parziale del s.j.) verra' discusso nella
riunione di Giugno.
Dopo una discussione viene proposto un finanziamento di 60ML sul capitolo m.e.
BaBar/LNF, prelevandolo dal fondo indiviso ancora a disposizione della
Commissione, per il ruolo ufficiale di system manager (lettera di S. Smith)
a SLAC.
Vengono infine assegnati 3.5ML su Inv./LNF per materiale di calcolo.
La Commissione approva le proposte dei referee.
22. Linear Collider. P. Checchia
Per fare il punto sulla situazione globale dei tre progetti di collider lineari
(Giappone, Europa, USA) vengono tenute delle conferenze ogni 18 mesi.
L'ultima si e' tenuta in Spagna a Maggio 99, la prossima si terra' a FNAL
a fine Ottobre 00.
A marzo 01 dovra' essere presentato il technical proposal con valutazione dei
costi (TDR) per TESLA linear collider, rivelatore e programma scientifico.
Per arrivare a questa scadenza e' prevista una serie di riunioni (CERN,
DESY, Pd) alla quale intendono partecipare i gruppi italiani coinvolti nel
progetto.
Checchia presenta i risultati principali delle attivita' dei gruppi italiani.
Le richieste finanziarie riguardano le missioni per partecipare alle riunioni
previste dalla collaborazione (CERN e DESY) alle conferenze (Pd, FNAL) e per
i convenor ed editorial board per il TDR.
Esplicitando per sede:
Bo 19ML
LNF 47ML
Mi 25ML
Na 8ML
Pd 25ML
To 6ML
La Commissione invita gli interessati alle attivita' sui linear collider ad
esplicitare le proprie percentuali d'impegno.
La discussione sul finanziamento avverra' nel corso della riunione di Maggio.
Vengono nominati referee C. Civinini ed E. Graziani.
23. LHCb: progetti INTAS-CERN. C. Matteuzzi
I progetti INTAS-CERN finanziano attivita' collegate ad LHC in collaborazioni
tra istituzioni occidentali ed ex-URSS (NIS, new Independent States).
Un progetto deve avere come proponente almeno 2 laboratori occidentali ed almeno
2 laboratori ex-URSS. La durata del progetto deve essere 2 o 3 anni.
Il finanziamento (max. 30KEuro/NIS-lab) proviene per il 50% dall'Unione Europea,
per il 25% dal CERN e per il restante 25% dai lab. occidentali.
Correlati ad LHCb sono stati proposti due progetti: uno per lo sviluppo di
aerogel per RICH (Mi (Univ.) + Imperial College; Boreskov institute of
catalysis e Novosibirsk, l'altro per camere per muoni e trigger
(Potenza (Univ.), Cagliari e Rm1 (INFN), PNPI, ITEP, BNC, TSU,
Vienna (per CMS)).
Tali progetti sono stati approvati dalla Unione Europea.
Aerogel:
UE 20KEuro
CERN 10KEuro
Mi 5KEuro
IC 5KEuro
Camere per Mu:
UE 60KEuro
CERN 30KEuro
LHCb Italia 15KEuro
Vienna CMS 15KEuro
Il CERN ha deciso di passare al budget degli esperimenti LHC l'onere del
finanziamento dei progetti INTAS.
La Commissione, dopo una discussione, decide di finanziare la parte italiana
(40ML su cons./Mi/LHCb) prelevandola dal sj di LHCb/Rm2.
24. Varie
La Commissione invita i referee del calcolo LHC a partecipare ai lavori della
commissione di referee del progetto GRID presieduta da Ferroni.
Si conferma A. Martin quale referee di Atlas.