Verbale della riunione della Commissione Scientifica Nazionale 1
Roma, 22-23 Gennaio 2001
Presenti:
M. CALVETTI - Presidente
A. STAIANO - Coord. Sez. di Torino
C. MERONI - Coord. Sez. di Milano
M. MORANDIN - Coord. Sez. di Padova
R. CONTRI - Coord. Sez. di Genova
S. ZUCCHELLI - Coord. Sez. di Bologna
M. DELL'ORSO - Coord. Sez. di Pisa
C. LUCI - Coord. Sez. di Roma
G. CHIEFARI - Coord. Sez. di Napoli
A. MARTIN - Coord. Sez. di Trieste
C. CIVININI - Coord. Sez. di Firenze
M. DE PALMA - Coord. Sez. di Bari
V. VERCESI - Coord. Sez. di Pavia
M. CURATOLO - Coord. L.N. Frascati
M. SAVRIE' - Coord. Sez. di Ferrara
P. LUBRANO - Coord. Sez. di Perugia
A. LAI - Coord. Sez. di Cagliari
A. DI CIACCIO - Coord. Sez. di Roma-2
E. GRAZIANI - Coord. Sez. di Roma-3
E. GORINI - Coord. Sez. di Lecce
Presenti a parte della riunione:
A. Scribano,
G. Anzivino, G. Barbiellini, S. Bertolucci, G. Busetto, P. Campana,
P. Capiluppi, P. Cenci, F. Ceradini, F. Cervelli, F. Costantini, C. Del Papa,
M. Deninno, M. Diemoz, C. Dionisi, U. Dosselli, F. Ferroni, D. Galli,
M. Giorgi, F. Lacava, L. Luminari, A. Masoni, L. Merola, L. Moroni,
V. Muccifora, A. Nappi, E. Nappi, S. Nuzzo, S. Patricelli, L. Perini,
E. Petrolo, F. Petrucci, G.C. Piredda, R. Santonico, L. Sorrentino, M. Sozzi,
B. Stella, M. Taiuti, L. Tortora, M. Valdata, C. Voci.
Ordine del giorno:
Lunedi' 22 Gennaio:
1. Comunicazioni
2. Valutazione della ricerca. P. Campana
3. Rassegna attivita' delle sezioni per piano triennale.
Martedi' 23 Gennaio:
4. MoF esperimenti LHC. M. Morandin
5. Stato di NA48. F. Petrucci
6. NA48': relazione dei referee. M. Curatolo, A. Di Ciaccio, V. Vercesi
7. Fisica nello spazio. G. Barbiellini
8. Babar: Status report. C. Voci
9. Babar: Status di IFR. M. Giorgi
10. Babar: proposte dei referee. A. Staiano.
11. Atlas: Centri regionali per il calcolo in Italia. L. Perini.
12. CMS: Tier-1, Tier-2, Tier-3. P. Capiluppi.
13. LHC-B: Tier-n in Italia. D. Galli
14. Alice. Modelli di centri regionali in Italia. A. Masoni.
15. LHC-B. Referee calcolo LHC. M. Sozzi
16. KLOE: Stato di Kloe e Dafne. S. Bertolucci
17. CDF: Upgrade per CPU VME per SVT. L. Zanello.
18. CDF: Commenti dei referee. V. Vercesi, F. Lacava.
19. DELPHI: richieste di smontaggio. Referee M. Savrie'.
20. ECFA: Status report. F. Ceradini
Lunedi' 22 Gennaio
1. Comunicazioni
Calvetti.
In questa riunione la Commissione passera' in rassegna le attivita' in corso
nelle sezioni e laboratori ponendo particolare attenzione alle nuove
iniziative che avranno un forte impatto nel corso dello sviluppo del prossimo
piano triennale dell'ente (02-04).
A breve termine la Commissione sara' chiamata a dare un giudizio sulla
possibile partecipazione dell'INFN a nuovi esperimenti o upgrade.
Lacava e, per quanto riguarda il calcolo, Perini saranno ancora referee di CDF
almeno fino alla riunione di settembre 01.
Viene conferito l'incarico di osservatrice in gr. 2 a M. Diemoz.
Approvazione verbale.
Vengono approvati i verbali di Settembre e Dicembre 00 con alcune variazioni.
In particolare per quanto riguarda il verbale di Settembre 00 si ribadisce
che la Commissione ha raccomandato l'apertura della sigla CDF2 ai LNF
(attivita' su CDF per il run II).
2. Valutazione della ricerca. P. Campana
A Luglio 00 si e' tenuto un incontro tra INFN e CIVR per la definizione di
possibili linee guida per la valutazione della ricerca. In quella sede
l'INFN ha presentato un documento con le proprie proposte.
Inoltre l'INFN ha autonomamente istituito dei comitati esterni per la propria
valutazione.
E' opinione ampiamente diffusa che una valutazione della ricerca puramente
parametrica non porta a risultati sensati; in generale si cerca di istituire
un meccanismo basato su 'peer review'.
Ad inizio Dicembre 00 il comitato esterno per la valutazione dell'INFN si
e' riunito ed ha stilato una prima bozza di giudizio per l'ente.
Il 10 Gennaio si e' invece tenuta una riunione tra i cinque comitati
interni dell'INFN (uno per ciascuna linea di ricerca) e la dirigenza dell'ente.
Durante questa seduta la dirigenza INFN ha annunciato l'intenzione di
eseguire una prima prova di autovalutazione basata sui 10 punti contenuti
nel documento a suo tempo inviato al CIVR.
I primi 4 punti formeranno punteggi che verranno mediati con pesi definiti a
priori. I punti che riguardano l'impatto dell'INFN verso il mondo esterno
alla ricerca (Social Balance) saranno trattati da una societa' specializzata.
Infine dovranno essere effettuati dei confronti tra l'ente ed i rispettivi
omologhi nelle altre nazioni. Per questo esercizio verra' presa come esempio
la Francia.
A Febbraio si terra' un nuovo incontro del comitato interno di valutazione:
per questa data occorrera' capire quale materiale usare per effettuare la
valutazione.
Nella discussione che segue Calvetti invita i responsabili nazionali degli
esperimenti, in sede di preparazione del bilancio consuntivo, a redigere una
lista delle milestone 00 specificando quali di queste siano state raggiunte o
meno.
Inoltre nelle prossime riunioni della Commissione saranno invitati a
partecipare rappresentanti dei maggiori enti di ricerca europei per illustrare
il funzionamento della ricerca negli altri paesi.
3. Rassegna attivita' delle sezioni per piano triennale.
Firenze.
Nel periodo 02-04 saranno attivi nella sezione di Firenze i seguenti
esperimenti:
CMS, che portera' avanti la costruzione di rivelatori per il tracciatore al
Silicio dell'esperimento e gli alimentatori per lo stesso;
LHCb, che costruira' una parte del sistema di misura per i muoni basato su RPC;
L3, che completera' l'analisi dati;
NA48-NA48', con il completamento dell'analisi per epsi'/epsi e la presa dati per
i run ad alta intensita' con fasci di K_s e K carichi;
Zeus, con presa dati ed analisi.
In particolare L3 (da resp. nazionale) prevede circa 10 feq nel 02 nelle
sezioni partecipanti (erano 18.8 nel 01) impegnati sulla finalizzazione
dell'analisi sui W e la combinazione dei risultati con gli altri esperimenti
di LEP. Il 03 sara' l'ultimo anno previsto di attivita' dall'esperimento.
Roma3.
L'attivita' della sezione si concentrera' sugli esperimenti Atlas e Kloe.
Atlas/Rm3 potra' contare su circa 10 fisici, 2 tecnologi e 3 tecnici che
lavoreranno su MDT, trigger di secondo livello e filtro eventi online.
Kloe/Rm3 ha 7 ricercatori, 2 tecnologi, ed un tecnico che si concentreranno
sull'analisi dei dati e la manutenzione del trigger di secondo livello e degli
ADC di Ecal.
Per quanto riguarda possibili upgrade, c'e' un interesse per partecipare ad
alcuni miglioramenti propoposti per Kloe.
Date le dimensioni della sezione non c'e' spazio per nuove iniziative.
Padova.
Babar continuera' la presa dati fino al 04; per il run II, a partire dal 04,
sono in studio degli upgrade. Padova potrebbe collaborare alla filatura di
una nuova camera a deriva qualora la collaborazione decidesse di sostutuire
l'attuale.
CDF e' nella stessa situazione di BaBar: presa dati per tutto il periodo del
piano triennale e possibili upgrade per il run IIb. C'e' un interesse per
partecipare all'upgrade dei chip di front-end del rivelatore al silicio ma
non per le attivita' legate alla sostituzione dei rivelatori stessi.
Zeus prendera' dati nella fase ad alta luminosita' preceduta dalla messa a
punto del nuovo rivelatore di microvertice.
CMS sara' in piena fase di costruzione. Per il sistema dei muoni verranno
costruite, ai LNL, le camere a deriva DT, mentre per il tracciatore al silicio
ci si occupera' dell'assemblaggio di una quota dei moduli e del test a
campionamento finalizzato ad accertare la resistenza alle radiazioni del chip
di front-end.
Per il calcolo si prevede di istituire ai LNL un Tier dedicato all'esperimento
CMS.
Per quello che riguarda le attivita' su esperimenti ad eventuali acceleratori
lineari di altissima energia (sqrt(s)=500GeV), Pd partecipa all'R&D per
calorimetri e.m..
Infine c'e' interesse a partecipare al progetto per un nuovo collider e+e-
a bassa energia (1.4-3 GeV) ed altissima luminosita' per una misura di
precisione di R. Questo progetto (PEP-N) e' stato presentato a SLAC e sfrutta
l'esistente anello a bassa energia di PEP-II
Bari.
In prospettiva la quasi totalita' del gruppo 1 a Bari sara' concentrata su CMS.
In questo esperimento lavorano due gruppi: tracciatore al silicio ed RPC.
La sezione sara' quindi coinvolta nell'assemblaggio dei rivelatori al silicio
ed al loro test e nell'assemblaggio di camere RPC e nello sviluppo del
processore per il trigger di muoni.
Partecipazioni marginali in BaBar e Kloe.
Bologna.
Il gruppo 1 a Bologna e' costituito da 64 fte impegnati su 7 esperimenti.
Nel triennio 02-04 la sezione sara' impegnata in attivita' programmate e
ben delineate. E' in previsione l'entrata in presa dati di alcuni esperimenti,
l'attivita' per la costruzione di apparati per LHC ed il completamento
dell'analisi dati per LEP.
Il calcolo sara' un'attivita' trasversale con notevole impegno finanziario e
di personale.
Le attivita' di upgrade o costruzione di rivelatori (CDF, Hera-B, Zeus) sono
previste avere termine entro il presente anno. Esiste pero' la possibilita'
di partecipazioni ad eventuali nuovi upgrade.
Per quanto riguarda le nuove iniziative si prevede interesse per Fast (misura
vita media del muone) e per le future macchine acceleratrici (linear collider,
VLHC).
In dettagio:
CDF: acquisizione dati ed analisi per run II con manutenzione dei rivelatori
di pertinenza del gruppo;
CMS: costruzione camere per muoni, elettronica front-end per il trigger muoni,
R&D per trigger regionale;
Delphi: analisi dati;
Hera-B: messa a punto dell'apparato, acquisizione ed analisi dati, manutenzione
rivelatore;
LHC-b: elettronica di front-end per trigger L0, trigger calorimetrico;
Opal: analisi dati;
Zeus: acquisizione ed analisi dati, manutenzione rivelatore.
Hera-B (da resp. nazionale): il programma sperimentale attualmente approvato
prevede la messa a punto dell'apparato e fisica basata principalmente su QCD.
A fine 02 si valuteranno le prestazioni raggiunte e le prospettive future
dell'esperimento.
Zeus (da resp. nazionale): nel 01 si completeranno gli upgrade del rivelatore in
vista del programma di presa dati ad alta luminosita' la quale sara'
raggiunta gia' dal 02.
Cagliari.
Il gruppo 1 e' composto da 5 persone concentrate su un unico esperimento: LHC-b.
L'attivita' e' basata sulla realizzazione di parte del rivelatore per muoni
con interessi sull'elettronica di front-end e su tecnologie da usare nella
zona ad alta intensita' (GEM).
Pavia.
Il gruppo partecipante ad Atlas completera' la costruzione ed il test delle
camere MDT e partecipera' allo sviluppo dell'event filter per DAQ.
E831 e' un esperimento in chiusura con analisi dati che continuera' nel
triennio. I ricercatori coinvolti migreranno, in maggioranza, verso CMS.
Per CMS verra' completato il test della bakelite per RPC ed il montaggio
delle schede con l'elettronica di front-end. Come impegno addizionale si pensa
di assemblare una ruota di RPC (RB1).
Per BaBar la produzione di chip Atom e' completata.
Le nuove iniziative riguardano MUGTest, con interesse per l'elettronica del
calorimetro, e BTeV, con realizzazione dell'elettronica di front-end del
rivelatore a microstrip.
Milano.
Anche in questa sezione gli esperimenti LEP avranno un impatto marginale nel
prossimo triennio.
Atlas/Mi ha tre attivita': LAr (produzione ed installazione apparato), Pixel
e Magneti (fine produzione BT con installazione e test).
Tutte queste attivita' prevedono dei grossi picchi di lavoro con necessita' di
art. 15 o lavoro interinale e presenza di tecnici al CERN.
BaBar sara' in presa dati ed analisi; se verra' approvato un upgrade del
rivelatore ci sara' interesse per SVT.
LHC-b (da resp. nazionale): nel 01 si finalizzera' il progetto dell'apparato,
mentre gli anni successivi si passera' a produzione ed installazione.
L'INFN e' coinvolto nel RICH (Ge, Mi), sistema muoni (Ca, Fe, Fi, LNF, Rm1, Rm2)
e DAQ/trigger (Bo, Mi, Rm1).
Il profilo di spesa e' attualmente in discussione, il tetto dovrebbe essere
intorno a 9MSF.
BTeV (da resp. nazionale): l'esperimento potrebbe ottenere l'approvazione per
la fase operativa nel corso del 02; la presa dati e' prevista per il 06.
I gruppi italiani interessati sono Mi, Pv e LNF. Gli interessi sono per la
realizzazione di 1/3 dell'intero tracciatore in avanti dell'esperimento (2.5M$)
e per 1/10 dei rivelatori a 'straw' (1.1M$).
Nella breve discussione che segue viene deciso che la Commissione esaminera' la
richiesta di approvazione di BTeV come esperimento in una delle prossime
riunioni.
Torino.
Delphi e Jet-FNAL sono esperimenti in chiusura che richiederanno solo impegni
nell'analisi. Zeus ha appena completato l'upgrade e quindi prendera' dati
ad alta luminosita' con un impegno nell'analisi.
CMS sara' in piena fase di costruzione con un gruppo impegnato nella
realizzazione delle camere per muoni (DT) ed un altro nel tracciatore al
silicio.
Il gruppo impegnato in Compass ha interesse negli upgrade del rivelatore
specialmente per quello che riguarda l'elettronica MWPC e RICH2.
Anche nel caso di BaBar si prevede di partecipare ad eventuali upgrade, mentre
per Epsi il gruppo avra' un impegno nel trigger.
Il gruppo che afferisce agli esperimenti Jet-FNAL, Epsi e Auger (gr. 2) sta
attualmente discutendo un possibile impegno sperimentale in gruppo 1.
Roma1.
Per la sezione di Roma 1 nel prossimo triennio gli esperimenti in presa dati
saranno BaBar, CDF, Kloe e Zeus, mentre Atlas, CMS e LHC-b saranno in
costruzione. Allo stato attuale non e' stata presentata nessuna nuova
iniziativa.
Le attivita' per Atlas verteranno sulla realizzazione di camere MDT, sul trigger
di primo livello per muoni e sul trigger di secondo livello.
CMS ha come responsabilita' costruttive l'assemblaggio di meta' del barrel del
calorimetro e.m. dell'esperimento.
LHC-b intende partecipare alla costruzione di camere a fili per il sistema di
misura dei muoni.
BaBar e' ormai in presa dati e quindi per il triennio 02-04 gli impegni maggiori
saranno concentrati sull'analisi, sulle responsabilita' online e nell'upgrade
di IFR.
Questo e' vero anche per CDF, Kloe e Zeus.
Pisa.
NA48 (da resp. nazionale): il gruppo italiano e' attualmente impegnato nella
realizzazione dell'upgrade del rivelatore in vista della presa dati ad alta
intensita' con fasci di Ks e K carichi previste per il 02-03.
MUG-Test (da resp. nazionale): l'esperimento, per la misura del BR di
mu->e gamma, vede un interesse da parte di un gruppo di Pisa. L'impegno
potrebbe essere sul timing counter, sull'elettronica di read-out e sul trigger,
per un ammontare di 3-4 GL.
CDF (da resp. nazionale): il run IIa avra' inizio a marzo 01 per concludersi
a fine 04 (o dopo 2fb-1). In questo periodo sara' predominante l'attivita' di
presa dati e di analisi. Per realizzare un adeguato sistema di calcolo si
stima di dover impegnare circa 1GL in Italia e 2GL a FNAL.
Alla fine del run IIa e' previsto uno shutdown per miglioramenti del rivelatore
che pero' dovranno essere preparati gia' in precedenza. Si pensa alla
ricostruzione dei rivelatori al silicio danneggiati dalla radiazione per un
totale di circa 5M$ (il contributo italiano non e' definito) ed alla
installazione di nuovi contatori per muoni (1.5M$).
Le prospettive a lungo termine negli USA riguardano possibili impegni in
esperimenti a nuovi acceleratori (VLHC, linear collider e muon storage ring)
ma queste hanno uno scarso impatto nel piano triennale 02-04.
Le attivita' di costruzione del calorimetro a tiles di Atlas sono gia' ben
avviate. Sia la meccanica che i test sulle fibre e sui fototubi saranno
conclusi a meta' 02. La messa a punto dell'intero calorimetro avverra' non
prima della meta' del 04; quindi il gruppo sta pensando ad un'altra attivita',
ad esempio un impegno sul trigger, per coprire il periodo di 02-04.
CMS: nella sezione di Pisa i coinvolgimenti nella realizzazione del tracciatore
al silicio di CMS sono molteplici. Si hanno responsabilita' sul test dei
sensori, sulla produzione e test dei moduli e sul loro sub-assemblaggio in
strutture meccaniche (inner barrel).
Il gruppo che collabora in Aleph sara' impegnato, nel 02, nell'analisi. Poi
confluira' in CMS.
BaBar ha attualmente in definizione impegni rilevanti nell'upgrade del
rivelatore di vertice e negli IFR.
Perugia.
Il gruppo CMS e' responsabile dell'incollaggio del 50% dei moduli dell'inner
barrel, della qualificazione del 10% dei sensori e della produzione dell'ibrido
ottico per la trasmissione dati per l'inner barrel.
Le attivita' per il gruppo che afferisce a NA48 riguardano principalmente
analisi e presa dati, non sono previste attivita' costruttive nel triennio
02-04.
Recentemente e' stata manifestata l'intenzione di partecipare all'esperimento
Kopio (misura K0_L -> pi nu nu) da realizzarsi a BNL. Gli interessi del gruppo
si focalizzano sulla realizzazione di un calorimetro a cristalli ad alta
granularita' nella zona del fascio (impegno finanziario 1 GL). Questo potrebbe
estendersi nel caso in cui si manifestassero interessi da parte di altri gruppi
italiani.
Lecce.
A lecce continuera' la costruzione di RPC per Atlas ed attivita' connesse con
l'esperimento.
Inoltre il gruppo che partecipa a Kloe nel periodo 02-04 sara' impegnato nella
presa dati ed analisi.
Trieste e Udine.
BaBar CDF e Compass saranno in presa dati e si dovranno preparare gli eventuali
upgrade.
In particolare per BaBar verranno effettuate misure d'irraggiamento su SVT e
per CDF si pensa di partecipare al programma di upgrade dei contatori per mu
attualmente in fase di definizione.
Atlas continuera' la propra attivita' secondo il piano definito dalla
collaborazione.
Compass (da resp. nazionale): sara' implementato il filtro online per RICH1
(200ML), verra' realizzata la farm off-line a Torino (400ML). Inoltre e' in
discussione il completamento dell'apparato (fase 2) per una spesa totale di
3.5GL.
Le possibili nuove attivita' riguardano i gruppi di studio per linear collider
e muon ring, protoni polarizzati ad Hera (Elfe), fisica adronica (esp.
con antiprotoni al CERN).
Roma2.
Atlas sara' impegnato nella realizzazione di RPC e del sistema di trigger per
muoni nella regione barrel.
Kloe: presa dati ed analisi con manutenzione del calorimetro Qcal.
LHC-b: realizzazione di RPC per sistema di misura dei muoni.
Nel corso del 01 verra' definito il TDR dell'esperimento Totem. La sezione
intende impegnarsi nella costruzione di un numero limitato di RPC per il
trigger di minimum bias e nella meccanica ed elettronica dei 'roman pots'.
C'e' anche interesse per una partecipazione all'esperimento PEP-N a SLAC.
Napoli.
Kloe: le attivita' principali riguardano DAQ ed analisi dati.
Atlas (da resp. nazionale): i gruppi italiani saranno impegnati nelle
costruzioni dei rispettivi apparati e nella realizzazione del software.
Negli anni 02-04 si pensa che nell'esperimento saranno impegnati circa 170 fte.
Rimangono da finanziare 17GL CORE, 1.5GL per common projects, 0.7GL per
extra costi sui contratti, 10GL per missioni, 3.9GL per consumi. Sono
attualmente indeterminati i finanziamenti che verranno richiesti per extra costi
generali, MOF e calcolo.
BaBar: dalla seconda meta' del 01 inizieranno i lavori per la sostituzione
delle RPC di IFR endcap che sono danneggiate; la parte barrel sara' sostituita
a partire dal 03. Naturalmente l'esperimento e' in presa dati ed analisi.
A parte gli impegni nei gruppi di lavoro per linear collider, il gruppo 1
di Napoli non prevede altri coinvolgimenti in grosse iniziative per gli anni
02-04.
LNF.
Il gruppo che lavora in Atlas dovra' completare la costruzione di 96 camere
MDT per lo spettrometro per muoni e collaborera' allo sviluppo del trigger
e DAQ e del software offline.
In BaBar si pensa di collaborare alla ricostruzione delle camere per IFR
oltre all'analisi dati.
In CDF le responsabilita' hardware riguardano la manutenzione del calorimetro
adronico con, se approvato, partecipazione all'upgrade dei discriminatori
del calorimetro e.m. (250ML).
Il gruppo piu' consistente e' quello che porta avanti le attivita' in Kloe.
La presa dati ed il mantenimento del rivelatore saranno gli impegni piu'
consistenti insieme, naturalmente, con l'analisi.
Dipendendo dalla luminosita' fornita dalla macchina la farm offline dovra'
essere completata.
LHC-b: le possibili attivita' riguardano la produzione di circa 200 camere
a fili ed una partecipazione nell'elettronica di front-end.
La nuove iniziative riguardano la partecipazione ai gruppi di lavoro per
i linear collider e PEP-N, e ad una manifestazione d'interesse per la
realizzazione del sistema di tracciatura in avanti con straw tubes per BTeV.
Per il gruppo collegato di Cosenza proseguono le attivita' previste in Atlas
(costruzione MDT) e Zeus (presa dati ed analisi).
Aleph Focus e CDF1 sono in chiusura una volta completate le analisi in corso.
Genova.
Atlas concentra le proprie attivita' sulla realizzazione del rivelatore a pixel
dell'esperimento. Si tratta di realizzare la meccanica (02-03) con elettronica,
flex-hybrid e bump bonding.
Il gruppo operante in CMS si occupa del controllo della costruzione della
bobina del magnete superconduttore all'Ansaldo. Il suo completamento e'
previsto per l'anno 03.
BaBar sara' impegnato nella presa dati e nell'analisi, nonche' in un possibile
rifacimento delle camere per IFR.
LHCb prevede di concentrarsi sul Rich2, attualmente e' in corso uno studio
sull'alloggiamento dei fotorivelatori e le connessioni elettriche.
Totem (da resp. nazionale) prevede di presentare un Technical Design Report
alla fine del 01. L'apparato sara' integrato in CMS e comprendera' dei
rivelatori al Silicio e camere per la misura di eventi inelastici (CSC o RPC).
E' in corso uno studio per integrare anche l'acquisizione dati con quella di
CMS.
Una stima molto preliminare del costo totale dell'apparato e' di 6MSF; si pensa
ad un contributo italiano intorno al 50%. Le attivita' di Genova si concentrano
sul rivelatore di eventi inelastici.
Delphi e Jet-FNAL sono esperimenti in chiusura con attivita' sull'analisi
dati.
Ferrara.
Jet-FNAL e' un esperimento che probabilmente terminera' l'analisi dati del corso
del 02.
BaBar e' impegnato nella presa dati e nell'analisi, il gruppo partecipa alla
manutenzione di SVT ed al suo upgrade.
Per NA48 il gruppo sara' impegnato nell'analisi dati e nei run ad alta
intensita'.
Parte delle camere a fili per il sistema di misura dei muoni di LHCb sara'
realizzato dalla sezione di Ferrara.
Un gruppo di 6 persone e' interessato all'esperimento PEP-N. Si prevede di
installare l'esperimento e le modifiche alla macchina PEP2 per poter
effettuare un run nel 04. Il gruppo e' interessato al rivelatore di
anti neutroni, al calorimetro adronico ed al magnete.
Discussione generale.
Un grosso impegno comune a tutte le sezioni che hanno esperimenti in
gruppo 1 per il triennio 02-04 sara' la partecipazione allo sviluppo dei
sistemi di calcolo basati su Grid per le esigenze di analisi dati dei futuri
esperimenti.
La Commissione ritiene che, a partire dal 04, gli esperimenti LHC avranno
bisogno di un notevole incremento delle risorse destinate alla installazione
al CERN degli apparati. Viene chiesto ai responsabili nazionali di quantificare
queste necessita'.
Martedi' 23 Gennaio
4. MoF esperimenti LHC. M. Morandin
Atlas e CMS hanno prodotto dei documenti sui MoF contenenti cifre preliminari
e, soprattutto, una spiegazione del metodo usato per la ripartizione delle
spese comuni.
Riassumendo la suddivisione nelle categorie 'LEP' (A=fondi comuni di collab.,
B=fondi a carico di chi ha realizzato l'apparato, C=fondi a carico del CERN)
e' la seguente (in MSF/anno):
A B C % su CORE KSF a testa Tot. (INFN)
Atlas 6.6 ~9 7 ~3% 9 1.3
CMS 5 5 8 1.3
La cifre sono non ufficiali e non comprendono i MoF calcolo e gli eventuali
extra costi da ripartire sull'intera collaborazione.
Atlas definisce anche categorie Ai che in pratica sono i fondi a carico delle
agenzie che hanno realizzato un pezzo di apparato (cat. B) e che vengono gestiti
in maniera centralizzata (come i vecchi A).
E' in corso una trattativa ad alto livello per arrivare ad un accordo per la
suddivisione A-C (esp.-CERN).
Calvetti afferma che la Commissione deve in qualche modo seguire il processo
di definizione dei MoF consigliando chi, dell'INFN, dovra' andare all'RRB per
l'approvazione.
Si chiede una presentazione dei documenti degli esperimenti in Commissione
nella riunione di Aprile per commentare le proposte. Ad Ottobre 01 verra'
presentato una bozza del documento finale per una sua approvazione all'RRB
nel corso del 02.
I referee chiedono di avere a disposizione i documenti ufficiali ed informazioni
piu' dettagliate.
E' opinione di Dosselli che nei documenti finali verranno elencate solo le
categorie di spesa e non le cifre ad esse relative. Queste categorie sono
abbastanza stabili, le cifre ad esse relative sono invece delle estrapolazioni
e devono passare un processo di revisione.
Per Patricelli la cifra totale presentata e' ragionevole; potrebbe essere
soggetta ad un aumento se il CERN non accettasse la suddivisione proposta.
E' comunque sempre pendente il problema dei fondi necessari nel 01 e che non
sono definiti in nessun documento.
Dosselli propone di presentare alla Commissione, nel corso del 01, un pacchetto
completo con MoU dei MoF, MoU del calcolo ed extra costi.
Per Calvetti occorrera' valutare le proposte degli esperimenti,
l'algoritmo di suddivisione tra le varie agenzie finanziatrici e sottoporre
il documento ad una revisione. Inoltre occorrera' valutare le proposte per
il controllo della dinamica della gestione senza limitare troppo la
flessibilita' degli esperimenti.
5. Stato di NA48. F. Petrucci
La collaborazione e' attualmente impegnata nel rifacimento delle camere
a deriva dell'esperimento. Durante il 00, da maggio a dicembre, sono stati
presenti al CERN almeno tre tecnici italiani per questo scopo. E' in
previsione la partecipazione a turni di tessitura a Saclay.
La prima camera e' stata completata ed e', da novembre 00, sotto test con
cosmici.
La seconda e' assemblata ed e' in corso il cablaggio dell'elettronica.
Il primo piano di fili della terza e' stato completato; dovrebbe essere
pronta per l'installazione a maggio. La scala dei tempi per la quarta
camera prevede l'installazione a giugno.
Nel corso del 00 erano stati finanziati 240ML sul capitolo missioni estere
per la ricostruzione delle camere.
Al 30 settembre 00 e' stato approvato dal responsabile CERN un primo monte ore
corrispondente a 150ML da far rimborsare all'assicurazione.
E' imminente la presentazione dei rendiconti di chiusura dell'anno 00
per un totale di circa 90ML.
Il nuovo sistema di lettura delle camere a deriva e' necessario per sostenere
rate elevati di eventi ad alta molteplicita'.
Il chip TDC che verra' usato e' F1.
Petrucci mostra la scala dei tempi per arrivare ad installare il nuovo
sistema di lettura per aprile 02. Questa prevede l'ordine dei componenti
critici ad aprile 01 e l'ordine di tutti i circuti stampati per
settembre/ottobre dello stesso anno.
Nella discussione che segue la Commissione richiede uno status report
da presentare durante la prossima riunione per lo sblocco del sj.
6. NA48': relazione dei referee. M. Curatolo, A. Di Ciaccio, V. Vercesi
I referee si dichiarano soddisfatti per la decisione del CERN di approvare
entrambe le proposte. La ricostruzione delle camere a deriva procede con
un buon ritmo; forse gia' per il run di quest'anno saranno disponibili
quattro camere.
Alcune importanti decisioni, come la scelta del chip TDC, sono state prese.
Tuttavia i primi prototipi della scheda saranno disponibili solo a Marzo
e quindi, per la prossima riunione della Commissione, saranno possibili
solo dei test preliminari.
I referee sono dubbiosi nello sbloccare il sj senza una conferma della
funzionalita' della scheda.
Si ricorda inoltre che il sj per finanziare il progetto era stato suddiviso
in due parti: 450ML sj all'approvazione delle proposte da parte del CERN,
300ML sj ad un accordo con la collaborazione NA48 per una compensazione
delle spese tramite una riduzione dei fondi comuni a carico dell'INFN.
La motivazione del primo sj e' stata soddisfatta, per il secondo si invita
il rappresentante nazionale ad attivarsi nei confronti della collaborazione
per ottenere la compensazione.
Costantini riferisce che questo e' stato discusso all'interno della
collaborazione solo a Dicembre 00; l'opinione dello spokesman e' di procedere
con cautela. La prossima riunione dove si potra' discutere del problema e'
prevista a febbraio.
Viene inoltre riferito alla Commissione che probabilmente un gruppo USA
si unira' alla collaborazione NA48' ed avra' il compito di costruire il TRD.
La Commissione propone di discutere lo sblocco dei sj in una prossima
riunione.
Per quanto riguarda l'analisi dati del run 99 questa verra' presentata alla
conferenza de la Thiule di meta' febbraio. Forse anche KTeV presentera i
propri risultati nella stessa conferenza.
7. Fisica nello spazio. G. Barbiellini
Dopo una breve introduzione sulla scoperta dei raggi cosmici Barbiellini
passa a descrivere la attivita' INFN nello spazio.
Ams e' un apparato costituito da uno spettrometro magnetico per la
ricerca di antimateria nei raggi cosmici e per la misura di precisione
dello spettro e dell'abbondanza di vari isotopi di interesse astrofisico.
Il volo e' avvenuto a bordo dello space shuttle nel giugno del 98.
I risultati riguardano l'esclusione della presenza di nuclei di anti-elio
fino a 1.1*10^-6 di abbondanza relativa.
AMS02 dovrebbe essere installato sulla stazione spaziale e fare uso di un
magnete superconduttore con momento di dipolo nullo.
La collaborazione WiZard ha al suo attivo tre campagne di misura effettuate
tramite l'uso di un apparato sperimentale installato su un pallone
stratosferico (circa 36 km d'altezza per un giorno).
L'apparato e' costituito da un TRD, un Rich ed un calorimetro Si-W.
Sono stati misurati gli spettri di anti-protoni, positroni e la
composizione dei raggi cosmici in atmosfera.
Successivamente e' stato lanciato un piccolo apparato tracciante su un
satellite Russo (NINA).
Pamela e' un apparato di misura per la rivelazione di raggi cosmici fino ad
una rigidita' magnetica di 740 GV/c da lanciare nel 03 su un satellite Russo.
Verranno misurati gli spettri di anti-protoni e positroni rispettivamente
fino a 270 GeV e 190 GeV e l'abbondanza di anti-He fino ad una sensibilita'
di 10^-7. L'apparato e' composto da un tracciatore al Silicio in campo
magnetico, un TRD, un ToF ed un calorimetro.
Agile e' un satellite per la rivelazione di gamma con energia compresa tra
30MeV e 50GeV. Il lancio e' previsto per il 02.
Il principio di funzionamento e' basato sulla misura delle coppie e+e-
create dal gamma incidente in convertitori situati all'interno di un
tracciatore a microstrip di silicio. L'elettronica installata sara'
self-triggering, a basso rumore e tempi morti.
Glast punta alla stessa fisica di Agile con un rivelatore simile come
concetto ma molto piu' grande. Volera' tre anni dopo Agile.
Glast ed Agile potrebbero avere un grosso impatto sulla cosmologia e la
rivelazione della matera oscura. Infatti nello spettro gamma potrebbero
essere presenti delle righe dovute all'annichilazione di Wimps.
Euso e' un osservatorio per sciami estesi (raggi cosmici ad altissima
energia) previsto per essere installato sulla stazione spaziale.
Gli sciami estesi verranno identificati dallo spazio tramile la rivelazione
della luce di fluorescenza. La quota dell'orbita della stazione spaziale
permettera' l'osservazione simultanea di una grossa fetta di superficie
terrestre aumentando la probabilita' di osservare i rarissimi eventi con
energia maggiore di 10^20 eV.
Le misure attuali in questa regione indicano la presenza di eventi la cui
natura e' del tutto ignota. L'esperimento e' caldeggiato dall'ESA.
8. Babar: Status report. C. Voci
Voci fa una succinta panoramica dello stato del rivelatore, rimandando
alla presentazione di M. Giorgi (sullo status IFR) e alla presentazione del
referee (per una richiesta di integrazione sui Mof).
9. Babar: Status di IFR. M. Giorgi
Giorgi fa un breve riepilogo delle ultime vicende legate al problema degli
IFR in Babar: si e' appena concluso a Pisa un workshop dedicato al problema
degli IFR in Babar.
Nell'estate del '99 la corrente negli alimentatori HV e' andata oltre il
limite. Dopo il raffreddamento dell'apparato, la corrente e' tornata a
valori accettabili, ma l'efficienza dell'apparato e' andata continuamente
peggiorando. Nel periodo novembre-dicembre 2000 alcuni moduli del forward
end cap sono stati estratti e sostituiti con camere recentemente prodotte
presso la General Tecnica.
Al meeting di collaborazione di settembre erano stati presentati alcuni
risultati interessanti. Le inefficienze non erano omogeneee sulla
superficie degli RPC. Una delle camere poco efficienti del set up di SLAC
era stata aperta e studiata: era stata riscontrata la presenza di centinaia
di goccioline, alcune disposte in forma filamentosa in guisa di
stalagmiti. Era stato riscontrato un corto circuito tra i piatti.
A fine settembre la collaborazione aveva istituito una task force
(presieduta da M. Giorgi e a nutrita partecipazione italiana) per
studiare il problema, valutare eventuali tecnologie alternative, proporre
soluzioni.
E' stata studiata la possibilita' di utilizzare la tecnologia basata su
scintillatori estrusi accoppiati a fibre WLS. La necessita' di disporre di
informazioni bidimensionali ha portato alla proposta di costruire strati di
scintillatori disposti in direzioni ortogonali. Per le fibre WLS e la
transizione a fibre "normali", ci si e' basati sul disegno di Minos. Il
light yield e' di 6-9 fotoelettroni, ma si riduce a 2 negli ultimi
centimetri. Una delle maggiori difficolta' consiste nel percorso che devono
seguire le fibre per giungere ai fotomoltiplicatori.
Giorgi mostra plot che raffigurano le performance simulate a confronto per
un sistema basato su scintillatori e uno basato ancora su RPC. La
tecnologia a scintillatori comporta notevoli problemi dal punto di vista
della meccanica, alti costi, R&D: si tratta inoltre di una tecnologia al
momento non familiare nell'ambito del gruppo IFR. La decisione presa e'
quindi stata quella di insistere sulla tecnologia RPC.
Giorgi torna a descrivere l'operazione di sostituzione di 12 camere del
forward end cap. Si sono utilizzate camere nuove con una bachelite molto
piu' liscia e con olio di lino piu' diluito (30% olio + 70% n-pentano). La
superficie risultava secca al contatto. L'operazione di sostituzione e'
risultata rapida e ragionevolmente sicura. Alcune delle camere a bassa
efficienza sono state aperte e studiate. Sono state riscontrate
disuniformita', presenza di gocce d'olio, strutture a stalagmite,
accumulazioni di olio sui bordi. L'olio di lino, insomma, e' ritenuto il
principale sospettato per i malfunzionamenti degli IFR. Il suo ruolo e'
duplice: rendere liscia la superficie, per evitare scariche locali, e
assolvere al compito di quencher, bloccando una parte della radiazione UV.
Il problema dell'olio di lino potrebbe risiedere nella mancata
polimerizzazione di un componente, per cui si richiede una lunga
esposizione (piu' di 10 giorni) a temperatura ambiente e in un'atmosfera
ricca di ossigeno. La mancata polimerizzazione fa si' che le scariche
nell'olio possano produrre gocce.
L'alternativa potrebbe essere quella di produrre camere con bachelite
liscia senza l'impiego di olio di lino, oppure con impiego di olio, ma in
quantita' piu' diluite. Sono anche allo studio tecniche diverse per
l'assemblaggio delle camere: una possibilita' e' eseguire un trattamento a
camera aperta, per poi chiuderla successivamente. E' allo studio anche
l'utilizzo delle camere in diversi regime di moltiplicazione, ma potrebbero
esserci ripercussioni non ovvie sull'elettronica di lettura.
I piani di Babar non sono ancora definitivi, perche' si ritiene ci sia
ancora da capire. Si sono aggiunte nuove istituzioni negli IFR: Slac, Roma,
Pisa, Padova. E' stato installato un IFR steering committee (di cui fanno
parte, per l'INFN, A.Calcaterra, F.Ferroni, F.Forti, L.Lista).
C'e' la convinzione che la scelta RPC sia quella giusta. Va separato il
problema barrel da quello end cap. Per la parte end cap, occorrono poche
settimane per rimpiazzare le camere e l'intervento regolare e'
possibile. Per il barrel i tempi sono piu' lunghi: per sostituire mezzo
barrel, occorrono 4 mesi: non c'e' spazio per piu' di un intervento.
L'intenzione e' di far partire un R&D in tempi rapidi e di impiantare un
sistema di test per cosmici presso la ditta costruttrice.
La collaborazione si impegna a produrre un report scritto sulla situazione
IFR, da presentare alla prossima riunione di Commissione 1 a marzo.
Nel frattempo va avanti lo studio per l'ottimizzazione dell'end cap:
opzione bigap, quantita' di assorbitore, layer 19, ...
Interviene Calvetti, per ricordare cio' che la Commissione si aspetta per
la riunione di marzo: il programma per IFR end cap e un documento sul
calcolo di Babar. Calvetti rimarca la possibilita' che a marzo potrebbero
non esserci le condizioni per l'approvazione del rifacimento degli end cap.
10. Babar: proposte dei referee. A. Staiano.
I referee guardano con favore alla scelta della collaborazione di insistere
sulla tecnologia RPC per gli IFR. Il gruppo sembra forte e ben
strutturato. La tecnologia costruttiva e' tuttora in fase evolutiva e
necessita di una ulteriore e rapida fase di R&D ed un piano dettagliato di
QC/QA presso la ditta costruttrice. La time schedule e' critica.
I referee propongono di posporre l'approvazione del progetto di rifacimento
dell'encap IFR alla riunione di marzo, a fronte di un piano costruttivo
chiaramente definito. I referee propongono, altresi', di finanziare le
richieste relative alla bachelite e le strip, necessarie per la produzione
di 120 camere, e all'allestimento di un test stand per cosmici da
installare presso la ditta costruttrice.
Segue il dettaglio (in Ml):
66 Ml Roma C.App acquisto strip nuova assegnazione
44 Ml Roma C.App acquisto bachelite nuova assegnazione
8 Ml LNF Cons gas nuova assegnazione
12 Ml Roma C.App carpenteria nuova assegnazione
I referee propongono inoltre lo sblocco di 15 Ml sj (da Pd) da destinarsi a
Milano per l'aggiunta di un nuovo assegno di ricerca. I 15 Ml vengono cosi'
ripartiti:
MI 5 Ml
ME 10 Ml
11. Atlas: Centri regionali per il calcolo in Italia. L. Perini.
Le stime fatte per Atlas sono tratte dai rapporti preliminari discussi
nella CERN Computing Review, che non sono ne' pubblici ne' finali. Bisogna
tener conto in ogni caso delle incertezze dovute alla estrapolazione dei
costi fino al 2006.
Le stime per il personale sono preliminari. Per il Tier-1 si assumono le
stime di F. Ruggieri (non ancora discusse in Atlas Italia); per il Tier-2
devono esser fatte valutazioni dettagliate e non e' stata fatta alcuna
stima per eventuali infrastrutture aggiuntive.
Si sono fatte le valutazioni in base ai seguenti parametri: event size per
raw data (anche generati da Monte Carlo) di 2 MB, trigger rate di 270 Hz;
ESD (event summary data), output della ricostruzione, 500 kB/evento;
AOD, analysis object data, formato pubblico di analisi, 10 kB/evento;
DPD, derived physics data, tipo n-tupla, 1 kB/evento.
Alcuni numeri relativi alla CPU necessaria:
ricostruzione di un evento: 640 SpecInt95*sec;
simulazione di un evento: 3000 SpecInt95*sec;
generazione AOD di un evento: 25 SpecInt95*sec;
generazione DPD di un evento: 5 SpecInt95*sec;
analisi DPD o AOD di un evento: 3 SpecInt95*sec.
La decisione se avere Tier-2 oltre che Tier-1 e' lasciata ai singoli
paesi: Usa e Uk hanno deciso di averne, Francia e Germania forse no.
Tutto cio' che ha Raw e ESD come input e' di competenza di Tier-1. I Tier-2
hanno uno storage completo di AOD e sono usati per analisi e produzione di
Monte Carlo. I Tier-3 producono MC nei cicli spare e conservano i dati
utili nelle analisi locali. Il dettaglio delle suddivisioni tra i vari Tier
sara' definito dopo i 3 anni di sperimentazione GRID.
Per il Tier-1 si assume un centro regionale unico multiesperimento
localizzato al CNAF. Durante la fase di sperimentazione si prevedono 2-3
siti per studiare la funzionalita' di Tier-2 (Roma1, Milano e forse
Lecce). Il numero finale di Tier-2 in Italia sara' 1 o 2, ma e' ancora
possibile che sia zero.
Stima della CPU necessaria per Tier-0 (CERN) + Tier-1 + Tier-2:
1760-1944 k SI-95; per Tier-3 e Tier-4: 250-350 k SI-95 (ma esistono stime
piu' elevate). Ci si aspetta che la CPU sia suddivisa 1/3 al CERN, 1/3 nei
Tier-1 e 1/3 nei Tier 2 e 3. La stima e' fatta nell'ipotesi che tutta la
prima produzione di raw data e un completo reprocessing si svolgano al
CERN.
La quantita' di disco in un Tier-1 e' stimata a 260-360 TB, dominato dal
35% degli ESD che si assume di mantenere sempre su disco; la quantita' di
disco globale per Atlas, esclusi Tier 3 e 4, e' stimata a 1.9-2.57 PB; la
quantita' di nastri: 11.5-21.5 PB.
La stima del costo al CERN (stima PASTA), assumendo di acquistare il 30,
30, 40% del sistema nel 2005-6-7 e' di 24 MCHF: 10.7 per CPU, 2 per disco,
11.2 per nastro. La stima del costo di un tipico Tier-1 e' di 8.5 MCHF.
Per Atlas Italia, con una partecipazione 10-11%: 250 k SI-95 (4 MCHF) per
CPU, 400 TB (1.7 MCHF) per disco, 2 PB (3.3 MCHF) per nastri.
Si prevede di utilizzare circa 50 k SI-95 nei Tier-3, 200 k SI-95 in Tier
1-2, con almeno 140 k SI-95 in Tier-1: 300 TB di disco per Tier-1 e almeno
30 TB per l'insieme dei Tier-3; 1.6 PB di nastri in Tier-1.
L'esigenza di personale esperto, relativo al sw di Atlas, e' stimato in 6-8
fte. Tale personale dovra' essere attivamente coinvolto nella fase di
sviluppo sw dell'esperimento nei prossimi anni. Al momento ci sono solo 2
di tali esperti, gli altri dovrenno essere acquisiti preferibilmente nei
prossimi due anni.
A regime 1-2 fte dovranno lavorare presso il Tier-1, ma la maggior parte
dovra' mantenere uno stretto contatto con i fisici dell'esperimento.
Per il personale sistemistico, diverso da quello su menzionato, la
valutazione e', per il Tier-1, di 10 fte per tutto LHC, 1.5-3 fte per
Tier-2, 0.5 fte per Tier-3. Per ogni Tier-2 si valuta la necessita' di
1-1.5 fte aggiuntivi rispetto al personale attualmente reperibile nelle
sedi interessate.
A regime tutte le sezini Atlas saranno sede di un Tier-3: nella fase di
sperimentazione, lo saranno Ge, Le, Na, Pv, Pi, Rm2.
A fine sperimentazione (seconda meta' 2003-2004) si valuta che le risorse
necessarie in Italia saranno circa il 10% di quelle a regime.
Per quanto riguarda il personale sistemistico nella fase di
sperimentazione, si stima la necessita' di 0.2-0.3 fte per un Tier-3 e di
0.5-1 fte per Tier-2, personale gia' presente all'interno dei servizi di
calcolo delle sezioni interessate.
Conclusioni: Tier-1 e' una parte fondamentale del calcolo Atlas, anche
nella fase prototipale (coperta da INFN-GRID); Atlas deve poter esercitare
un forte controllo e un potere di steering (in stile consiglio di
amministrazione piu' che comitato utenti); deve essere preparato a breve,
con forte ruolo degli esperimenti, un progetto di risorse e di gestione
del Tier-1 (con sviluppo temporale), che si integri con i prototipi di
Centro Regionale previsti in INFN-Grid.
12. CMS: Tier-1, Tier-2, Tier-3. P. Capiluppi.
Il modello CMS e' basato su una gerarchia integrata di funzioni e risorse,
resa piu' flessibile dai tools di GRID.
Le attivita' che devono essere soddisfatte dal modello sono catagolabili in
schedulate (processing, reprocessing, ecc...) e caotiche (tipiche del
processo di analisi).
L'analisi e' basata sulla ricostruzione ripetitiva dei dati di parti
dell'apparato e richiede conoscenza sia dei tools che della fisica.
Occorre disporre di personale motivato (da risultati scientifici, attivita'
di computing, ...).
Sono necessarie diverse funzionalita' e risorse, che si concretizzano nella
struttura Tier-1, Tier-2, Tier-3.
Il Tier-1 italiano fa parte del "computing detector" di CMS ed e' la base
per le attivita' schedulate della collaborazione: supporto per lo storage
dei raw data, produzione ESD, sviluppo di alcuni tools di middleware (Grid)
di interesse CMS. Il Tier-1 multiesperimento al CNAF si puo' inserire nel
modello CMS se accompagnato alle attivita' di Tier-2 e Tier-3.
Il personale di Tier-2 e Tier-3 e' direttamente interessato ai risultati di
fisica di CMS e controlla direttamente le risorse. Tier-2 e Tier-3 sono la
sede primaria delle attivita' di analisi caotiche (funzioni specifiche per
il computing di CMS, storage ESD necessari alle analisi in loco, ecc...).
I Tier-3 sono sostanzialmente dedicati ad analisi monotematiche e
coinvolgono attivita' tipo storage AOD necessari, produzione DPD e n-tuple.
Un prototipo del modello di CMS e' funzionante e produce risultati per
studi di HLT e di fisica: unico sistema distribuito in tutta CMS (Cern,
Caltech, Fnal). CMS Italia ha responsabilita' (da un paio di anni) di
produzioni, simulazioni, analisi, tools di Grid, sviluppo di sw specifico
di detector, sviluppo di sw core, ...
La time schedule dei prototipi deve tenere conto delle attivita' di
produzione di CMS (per esempio quelle legate a HLT e Physics TDR).
Le sedi di CMS hanno gia' personale coinvolto e sono impegnate quanto meno
a mantenerlo:
sede fte
LNL 3
Ba 2.5
Bo 2.5
Pd 3.5
Pi 2.5
Rm1 2
Ct 1
Fi 0.5
Pg 1
Pv 0.5
To 1.5
Le dimensioni delle risorse dei Tier-n di CMS sono state espresse nei vari
documenti di review (ove e' stata espressa la regola 1/3-2/3).
Le risorse necessarie (escludendo efficienza d'uso, network, infrastruttura
e personale) sono le seguenti:
Tier-1 100 k SI 95 CPU e 1000 TB dischi e nastri
Tier-2 da 30 k SI 95 a 80 k SI 95 CPU e da 400 TB a 120 TB dischi
Tier-3 circa 5 k SI 95 e 20 TB disco.
I siti coinvolti sono:
Tier-1 (comune) CNAF
Tier-2: LNL+Pd, Ba, Bo, Pi, Rm1
Tier-3: Ct, Fi, Pg, Pv, To
Lo sharing delle risorse prevede quindi il 50% dello storage e il 35% della
CPU in Tier-1, il resto distribuito da Tier-2 e Tier-3.
Alcune sedi possono configurarsi come multi-Tier, di livello ed esperimento
diversi.
Il Tier-1 non sara' operativo come prototipo prima di un paio d'anni:
occorre pero' un centro che assuma il ruolo di boot di Tier-1 (CNAF);
occorre anche definire attraverso quale processo vengono definiti gli
impegni nel MoU del computing per il Tier-1 dell'INFN.
E' necessario definire da subito le milestones del progetto, il comitato di
referee degli esperimenti, il comitato di gestione (che risolva i conflitti
d'uso), il programma di validazione con applicazioni di esperimento e quali
competenze specifiche di esperimento debbano essere presenti nel Tier-1.
Inoltre la prototipizzazione del Tier-1 deve essere integrata al piu'
presto con quella di Tier 2-3 (che stanno realizzando le produzioni) e con
lo sviluppo di Grid.
Conclusioni: non cambia molto rispetto allo scenario in cui il Tier-1 era
solo per CMS.
Il Tier-1 e' la sede dei servizi "collaboration scheduled" e "collaboration
controlled".
I Tier-2 sono le sedi primarie delle attivita' di analisi e processamento
dei dati e quindi l'interfaccia di CMS Italia verso il resto della
collaborazione.
I Tier-3 hanno un ruolo importante, assumendo funzionalita' e
responsabilita' anche a livello dell'intera collaborazione.
Occorrono alcune garanzie su:
- immediata e continuativa realizzazione di Tier-2
- immediata definizione di un centro di boot di Tier-1
- nomina di un comitato degli esperimenti che segua la realizzazione del
- prototipo di Tier-1
13. LHC-B: Tier-n in Italia. D. Galli
A differenza degli altri esperimenti LHC, in LHC-B la prima fase d'analisi
(passaggio da ESD a AOD, ricostruzione dello stato finale e classificazione
di evento) e' realizzata in comune per tutte le analisi che eventualmente
seguono. Cio' significa che e' possibile che piu' di un algoritmo debba
essere eseguito se l'evento soddisfa a piu' criteri di tag. La prima fase
dell'analisi e' dunque realizzata a livello di produzione, dopo la presa
dati al CERN o nei centri di produzione Monte Carlo. Gli AOD (20 TB) sono
distribuiti a tutti i centri Tier-1, gli ESD (100 TB) sono tenuti nei
centri di produzione.
I compiti assegnati al Tier-1 riguardano la produzione di MC, la produzione
di AOD, il reprocessing, la selezione (in collaborazione con i Tier-3), lo
storage di Raw e ESD Monte Carlo prodotti nel centro, lo storage di AOD.
I compiti asegnati ai Tier-3 riguardano l'analisi (in collaborazione con
Tier-1), la produzione di DPD, l'analisi interattiva di DPD, lo storage
delle selzioni di AOD, lo storage di DPD.
I Tier-2 possono avere numerose funzionalita' comuni a Tier-1 e Tier-3.
Galli mostra tabelle che riportano le esigenze di disco e di potenza di
calcolo necessarie nelle varie fasi dell'analisi.
Il Tier-1 multi-esperimento al CNAF non cambia i piani di calcolo di LHC-B:
tale centro deve disporre delle risorse di calcolo necessarie a LHC-B,
con i dovuti requirement in termini di sistema operativo, software di
esperimento, ecc...).
Il personale del Tier-1 dovrebbe includere sistemisti qualificati, computer
scientist motivati e fisici direttamente coinvolti nell'analisi.
Il personale ritenuto necessario ammonta a 8 fte nel Tier-1, per supporto a
tool generali e a R&D, supporto a sw di esperimento, sistemisti, 1 fte per
Tier-3 per gli ultimi due punti. Non sono previsti Tier-2 in Italia
Le esigenze di calcolo a Tier-1 prevedono 140 k SI 95 CPU, 110 TB di disco, 185
TB active tape, 55 TB archive tape.
Per i Tier-3, le esigenze stimate consistono in 5 k SI 95 CPU, 10 TB
disco. Si prevede che, in media, 10 fisici facciano riferimento a un
Tier-3.
Ci sono 9 sedi che ospiteranno un Tier-3 in Italia: Bo, Ca, Fe, Fi, LNF,
Ge, Mi, Rm1, Rm2.
14. Alice. Modelli di centri regionali in Italia. A. Masoni.
L'insieme Tier-1 + Tier-2 in Italia deve avere una potenza di calcolo
stimata in 450 k SI 95 e 400 TB di disco. Il totale per Alice ammonta a
circa 1800 k SI 95 CPU e 1600 TB disco (escludendo i Tier-2). L'impegno sul
computing e' suddiviso tra CERN, Francia, Germania e Italia.
Attualmente i gruppi italiani assommano a 92 fte, di cui 26 impegnati sul
calcolo.
Alcuni parametri di riferimento di Alice: raw event size 25 MB, ESD event
size 2.5 MB, raw data storage 2.7 PB; tempo di ricostruzione/evento 100
k SI 95/sec, tempo di simulazione/evento 2250 k SI 95/sec.
Il modello originale prevedeva un Tier-1 di esperimento, mentre ora si
assume un Tier-1 multi-esperimento al CNAF.
Le funzioni del Tier-1 riguardano la raccolta di dati raw e ESD,
l'elaborazione da raw a ESD, lo storage del 100% dei dati ricostruiti e di
una frazione dei raw.
Le funzioni del Tier-2 prevedono lo storage su disco di ESD e livelli
successivi e le simulazioni.
La distribuzione di potenza di calcolo e' ripartita 1/3 a Tier-1 e 2/3 su
tutti i Tier-2.
Il personale di supporto all'esperimento a Tier-1 e Tier-2 deve svolgere
funzioni di supporto utenti per le produzioni e supporto ai codici di
produzione, middleware e database. La stima e' di una necessita' di 16-20
persone, di cui 4-5 al Tier-1 e 12-15 a Tier-2.
Il modello prevede la concentrazione in un unico punto del mass storage,
che e' una risorsa costosa sia in termini di gestione che di manutenzione,
utilizza al meglio le risorse della collaborazione, ove disponibili, e
consente, sulla base dei risultati della fase di sperimentazione, di
evolvere verso un'architettura distribuita.
La localizzazione dei centri prevede il Tier-1 al CNAF; 4 Tier-2 a Ba, Bo,
Ct, To; 5 Tier-3 a Ca, Ct, Pd, Sa, Ts. Ca e Pd potrebbero evolvere verso le
funzioni di Tier-2.
Le disponibilita' attuali nei Tier-2 consistono in:
Ba 5 persone, 3 fte
Bo 5 persone, 3 fte,
Ct 6 persone, 4 fte
To 6 persone, 4 fte.
Le scelte definitive sui siti e sul bilanciamento delle risorse saranno
comunque compiute in base ai risultati della sperimentazione.
Un'ipotesi di lavoro temporale prevede:
2003 congelamento delle tecnologie utilizzate nei prototipi.
2004 technical assessment dei risultati con i data challenge finali sui
prototipi e preparazione del progetto finale.
2005 inizio della costruzione sistema finale (30%).
2006 aumento del sistema finale (60%).
2007 completamento del sistema finale (100%).
Segue una discussione globale sulle presentazioni dei 4 esperimenti a
LHC, con molti interventi. Calvetti riassume, affermando che il Tier-1 e'
da considerarsi parte degli esperimenti, di cui gli esperimenti sono in un
certo senso azionisti. E' urgente che ci sia al piu' presto un progetto
credibile, con tempi e costi definiti. Non sara' la Commissione 1 a fare il
progetto, ma il progetto deve essere presentato in Commissione 1 e la
Commissione deve esprimere il suo parere (sul progetto globale Tier 1-2-3).
15. LHC-B. Referee calcolo LHC. M. Sozzi
C'era stato un errore nei finanziamenti dati a LHC-B, poiche' le richieste
non includevano IVA, tasse di importazione e spese di trasporto per disk
array.
Vengono quindi assegnati 25 Ml di Inv. sul gruppo LHC-B di Bologna.
16. KLOE: Stato di Kloe e Dafne. S. Bertolucci
Bertolucci ricorda quale fosse la situazione di KLOE e Dafne a settembre 00:
la luminosita' di picco era di circa 1.2x10^31 e la luminosita' integrata
di 4 pb-1, ma con fondi alti e vita media bassa. Dal 26 agosto al 10
settembre si e' svolto il run per Dear e, su richiesta della
collaborazione, ci si e' concentrati sulla riduzione dei fondi macchina,
ottenendo un abbattimento di un fattore 5. Problemi aperti riguardavano lo
studio dei fondi macchina e delle vite medie dei fasci, il coupling e le
nonlinearita', lo scan del piano dei 'tuni' per trovare punti di lavoro
ottimali. La prima milestone era di fornire 0.5 pb-1 al giorno a fondo
basso.
Dal 18 settembre al 3 dicembre e' stato effettuato un run per Kloe, con
intervalli dedicati allo studio della macchina. La luminosita' e'
gradualmente aumentata sino a 1.9x10^31 di picco, la macchina ha lavorato
stabilmente in modalita' topping-up. Si e' registrato un grosso aumento
della luminosita' integrata, raccogliendo sino a 830 nb-1/giorno, nei
giorni migliori. C'e' stato un sostanziale progresso nella modellizzazione
della macchina e nell'abbattimento dei fondi. La luminosita' totale fornita
a Kloe e' stata pari a 28 pb-1, superando l'obiettivo indicato dal Comitato
Scientifico dei Laboratori (20 pb-1).
Kloe ha realizzato un'eccellente efficienza di acquisizione. Il monitoring
online, inoltre, ha garantito la costante qualita' dei dati. Camera e
calorimetro sono stati continuamente calibrati durante
l'acquisizione. Tutta la statistica e' stata ricostruita.
Con la luminosita' raccolta Kloe puo' completare lo studio dei decadimenti
radiativi della Phi, misurare la sezione d'urto adronica al 3%, iniziare lo
studio dei decadimenti semileptonici e misurare epsilon'/epsilon allo
0.2-0.3%.
Dall'11 al 22 dicembre c'e' stato un nuovo run per Dear, durante il quale
e' stato realizzato un nuovo abbattimento di un fattore 4 nei fondi.
Sono stati studiati a fondo gli effetti nonlineari indotti dai wigglers: si
e' osservata una consistente variazione dei tuni spostando il fascio, ad
energia costante, nei wigglers. La variazione indica la presenza di una
componente ottupolare inaspettata. Misure di cromatismo a wiggler spenti
indicano che tale componente e' di gran lunga l'effetto nonlineare piu'
importante in Dafne. Questa conclusione e' ulteriormente rafforzata dalle
misure di decoerenza dei fasci.
A gennaio ci sara' uno shutudown di un mese. In questo periodo sara'
possibile procedere alla manutenzione dei sistemi, all'installazione di
maggior potenza di feedback verticale, all'installazione del feedback
orizzontale, ad apportare modifiche agli scrapers. Si comincera' inoltre
l'installazione di FINUDA e del nuovo apparato di Dear, del test-beam
(elettroni da 800 MeV).
Si ripartira' il 10 febbraio con 3-4 settimane di studi macchina.
Il prossimo obiettivo e' di fornire 100 pb-1 a Kloe e 20 pb-1 a Dear per
fine luglio.
17. CDF: Upgrade per CPU VME per SVT. L. Zanello.
Il gruppo di Roma aveva subito identificato nella ridotta capacita' delle
RAM delle CPU VME una potenziale limitazione all'efficienza e al
throughput di dati verso il task di monitoring di SVT. Si e' identificato
un modello di CPU alternativo a MVME2301, ora utilizzato, basato su PowerPc
604, MVME2304. Una CPU di nuovo tipo e' utilizzata per sviluppo software
(con modifiche al kernel e alle librerie).
Nei crate del tracking l'informazione indipendente negli spy buffer e' pari
a 18 MB. Leggere questi dati in memoria prima di analizzarli massimizza la
disponibilita' del sistema di freeze automatico in casi di errori rilevati
dall'hardware, facilita il disegno del software di monitoring e la
simulazione. Con il sistema attuale si puo' utilizzare non piu' di 1/4
della capacita' degli spy-buffer.
Molti processi sono presenti contemporaneamente sui VME controller:
processi di DAQ, di inizializzazione, di spying, di beam finding ...
La memoria utilizzata dai task non SVT e dal sistema operativo e' di circa
7 MB: con un margine di sicurezza di 2 MB restano 7 MB disponibili per il
monitoring, senza contare la simulazione e la possibilita' che i dati
occupino piu' spazio.
Il monitoring prevede un processo su una workstation che coordina
l'attivita' dei singoli processi di monitor sulle 8 CPU VME. L'interfaccia
utente e' realizzata in Java e consente di visualizzare messaggi di errore
e istogrammi.
Non esiste ancora un package di simulazione completamente validato. La
versione sinora utilizzata non e' stata fatta girare sulle CPU VME perche'
ha bisogno di molta memoria. La versione in fase di sviluppo richiedera'
meno memoria, ma comunque non trascurabile.
La gestione del sistema operativo VxWorks e' complessa, fa largo uso delle
risorse di Fermilab e consente la scelta quasi obbligata di Motorola. Due
sottosistemi di CDF (SVXII e SVT) hanno richiesto un upgrade, in termini di
CPU e RAM. Per minimizzare il numero di kernel diversi da supportare si e'
scelto di optare per un upgrade con una board dotata di CPU piu' potente e
con il massimo di memoria.
18. CDF: Commenti dei referee. V. Vercesi, F. Lacava.
I referee ritengono di aver bisogno di piu' tempo per riflettere. Deve
essere chiarito l'impatto dell'upgrade sul dead time globale e della
quantita' di lavoro necessaria per realizzarlo. I referee si chiedono,
inoltre, se non ci sia la possibilita' di soluzioni alternative.
C'e' l'intendimento di ridiscutere la questione alla prossima riunione di
marzo della Commissione.
19. DELPHI: richieste di smontaggio. Referee M. Savrie'.
Il gruppo di Pd chiede un finanziamento di 7 m.u. per lo smontaggio del FEMC.
Il gruppo di Bo chiede 0.5 m.u per lo smontaggio di STIC, taggers e
elettronica HPC.
Il gruppo di Genova chiede 6 Ml per attivita' di smontaggio.
Le richieste sono in linea con le proposte dei referee. Vengono pertanto
assegnate, sul capitolo di Missioni Estere, le seguenti cifre:
Pd 60 Ml
Ge 6 Ml
Bo 4 Ml
20. ECFA: Status report. F. Ceradini
L'ECFA si occupa di problematiche connesse con la pianificazione a tempi
lunghi delle facility europee di fisica delle alte energie, dell'equilibrio
tra i ruoli di laboratori nazionali e internazionali e universita', di
assicurare condizioni adeguate ed un'equa divisione delle risorse tra i
fisici, indipendentemente dalla loro nazionalita' o origine.
Ne fanno parte 20 paesi europei, con 70 membri piu' osservatori.
Esiste un comitato ECFA ristretto, con un membro per ciascun paese piu' i
direttori dei principali laboratori piu' il chairman della sezione High
Energy Physics della EPS.
Al meeting di febbraio 2000 Wagner ha presentato la proposta di un "Global
Linear Collider Laboratory", ponendo il problema se sia possibile costruire
un acceleratore con contributi a distanza, come si fa normalmente negli
esperimenti, e se si possa controllarlo a distanza. Sono stati formati due
gruppi di lavoro ICFA per valutare gli aspetti sociologici e gli aspetti
tecnici e dare un parere su implicazioni e fattibilita'. La prima
discussione e' stata tenuta ad Osaka nell'agosto 2000.
C'e' una proposta di istituire un gruppo consultivo per le attivita' e
future iniziative nel campo della fisica delle particelle, con acceleratori
e sorgenti astrofisiche, che riporti al Global Science Forum a meta' 2002.
Al meeting ECFA di giugno 2000 si e' discusso sulle opzioni per il futuro
della fisica delle alte energie in Europa. L'ECFA ha formato un gruppo di
lavoro con membri scelti su base regionale (e contatti con i paesi
osservatori). Per l'Italia ne fa parte Ceradini; Foa' ne fa parte come
chairman ECFA. Il mandato e' quello di disegnare uno scenario per la fisica
delle particelle con acceleratori in Europa (e nel mondo) per i prossimi 30
anni, dopo LHC. Riportera' al meeting ECFA in occasione della conferenza
EPS di Budapest, nel luglio 2001. Tale gruppo non si sostituisce ad altri
gruppi di studio che gia' lavorano su iniziative specifiche (linear
colliders, neutrino factories, muon colliders, very high energy hadron
colliders, ...).
Ceradini mostra il piano di lavoro, concentrato su attivita' presenti,
future a medio termine e future a lungo termine.
Per concludere, Ceradini mostra quale sia stata la lunga strada che ha
portato all'approvazione e all'inizio della costruzione di LHC, a partire
dal meeting ECFA di Losanna del marzo 1984.