VERBALE DELLA RIUNIONE DELLA
COMMISSIONE SCIENTIFICA NAZIONALE I
Roma, 26-27 Marzo 2001
Presenti:
M. CALVETTI - Presidente
A. STAIANO - Coord. Sez. di Torino
C. MERONI - Coord. Sez. di Milano
M. MORANDIN - Coord. Sez. di Padova
R. CONTRI - Coord. Sez. di Genova
S. ZUCCHELLI - Coord. Sez. di Bologna
M. DELL'ORSO - Coord. Sez. di Pisa
C. LUCI - Coord. Sez. di Roma
G. CHIEFARI - Coord. Sez. di Napoli
A. MARTIN - Coord. Sez. di Trieste
R. POTENZA - Coord. Sez. di Catania
C. CIVININI - Coord. Sez. di Firenze
M. DE PALMA - Coord. Sez. di Bari
V. VERCESI - Coord. Sez. di Pavia
M. CURATOLO - Coord. L.N. Frascati
M. SAVRIE' - Coord. Sez. di Ferrara
P. LUBRANO - Coord. Sez. di Perugia
A. LAI - Coord. Sez. di Cagliari
A. DI CIACCIO - Coord. Sez. di Roma-2
E. GRAZIANI - Coord. Sez. di Roma-3
M. PRIMAVERA - Coord. Sez. di Lecce
Presenti a parte della riunione:
G. Batignani, G. Bencivenni, S. Bertolucci, F. Bianchi, P. Campana, A. Cardini,
A.M. Cartacci, R. Castaldi, M. Castellano, F. Cervelli, V. Chiarella,
F. Costantini, P. Debu, C. Del Papa, J.P. Delahaye, M. Deninno, M. Diemoz,
C. Dionisi, U. Dosselli, F. Fabbri, F. Ferroni, E. Focardi, M. Incagli,
F. Lacava, P. Laurelli, C. Mariotti, B. Mele, L. Merola, L. Moroni, F. Murtas,
M. Napolitano, P. Nason, L. Perini, F. Petrucci, P. Pierini, M. Piccolo,
G.C. Piredda, F. Raffaelli, Lucio Rossi, N. Semprini Cesari, F. Simonetto,
L. Sorrentino, G. Tonelli, G. Volpini, A. Zoccoli.
Agenda.
Lunedi' 26 Marzo
1. Comunicazioni.
2. EPSI: Status Report. F. Petrucci.
3. EPSI: relazione dei referee. M. Curatolo.
4. Babar: Risultati di fisica. F. Simonetto
5. Babar: Stato del calcolo e prospettive. M. Morandin
6. Babar: Stato della farm al Caspur. F. Bianchi.
7. Babar: relazione dei referee del calcolo. L. Perini.
8. Babar: Progetto per IFR forward. F. Ferroni.
9. Babar: relazione dei referee. P. Lubrano.
10. KLOE: Stato dell'analisi. M. Incagli.
11. KLOE: relazione dei referee. P. Lubrano.
12. CDF: relazione dei referee. L. Moroni.
13. HERA-B: Stato dell'esperimento. A. Zoccoli.
14. HERA-B: Relazione dei referee. C. Meroni.
15. LHC-b: Rivelatore a GEM. G. Bencivenni.
16. LHC-b: Relazione dei referee. G. D'Agostini.
Martedi' 27 Marzo
17. Smontaggio LEP: relazione dei referee. G. Darbo, M. Savrie', M. Sozzi
18. Atlas: relazione referee. R. Amendolia, F. Forti, A. Martin, M. Savrie'
19. Atlas: stato del magnete toroidale. L. Rossi
20. Atlas: magnete toroidale: relazione dei referee. P. Campana, R. Parodi
21. MOF di CMS e Atlas. F. Cervelli, M. Morandin, M. Savrie'
22. LEP: Aggiornamento sulla fisica al LEP. C. Mariotti.
23. Fisica ai linear collider. B. Mele
24. The CLIC project. J.P. Delahaye
25. Tesla Test Facility (TTF). M. Castellano
26. Organizzazione della ricerca in Francia. P. Debu
27. TRASCO. M. Napolitano
28. Il progetto TRASCO_AC. P. Pierini
29. CMS: stato della meccanica del tracciatore. F. Raffaelli
30. Stato del programma silici 5%. G. Tonelli
31. CMS: stato della meccanica di ECAL. M. Diemoz
32. CMS: relazione dei referee (RPC Pv). S. Bertolucci, P. Campana, F. Cervelli
Lunedi' 26 Marzo
1. Comunicazioni.
M. Calvetti
La Commissione avverte la necessita' di discutere in un qualche dettaglio
sulle future macchine acceleratrici. M. Dell'Orso e G. Chiefari sono
nominati referee di tale attivita' e riferiranno nel prossimo futuro (per
esempio nella riunione di settembre) in Commissione.
Claudio Luci si aggiunge ai referee di Babar.
E. Menichetti ha comunicato l'intenzione di un gruppo della sezione di
Torino di entrare a far parte della collaborazione B-TeV e, pertanto, non
puo' piu' seguire l'esperimento come referee. La discussione sulla
partecipazione del gruppo di Torino all'esperimento e' rimandata alla
riunione di maggio della Commissione.
Sono nominati i referee di Kopio: E. Graziani, A. Di Ciaccio, P. Nason.
Le altre variazioni alla lista dei referee sono le seguenti:
LEP: Savrie' Sozzi
BaBar: De Palma, Staiano, Lubrano, Luci
B-TeV: Luci, D'Agostini, Primavera
Compass: Dell'Orso, Zucchelli
H1: con Zeus
J-Fnal: Graziani
Kloe: Lubrano, Zucchelli
LHC-b: D'Agostini, Meroni
Kopio: A. Di Ciaccio, Graziani, Nason
Nuovi acc: Chiefari, Dell'Orso
Oss. GR2: Diemoz
M. Primavera e' il nuovo coordinatore dei gruppo 1 della sezione di
Lecce. Calvetti le augura buon lavoro e ringrazia E. Gorini per il lavoro
svolto.
Anna Di Ciaccio e' membro dell'Italia presso l'ACCU al CERN (insieme con
Navarria). Calvetti pensa che valga la pena riprovare a proporre la
creazione di un laboratorio INFN presso il CERN.
Calvetti riferisce di una lettera scrittagli da Mandelli in cui si fa
notare la mancanza in bilancio (per errore) di 200 Ml del gruppo Atlas di
Milano.
Il nuovo addendum al MoU dei toroidi di Atlas riconosce il ruolo dell'istituto
LASA nel progetto del magnete, senza modificare il resto. Va quindi considerato
positivamente.
E' stato ricevuto il rimborso assicurativo relativo alle camere danneggiate
di NA48.
Assegnazioni:
CMS CT: 20 Ml cons. per l'organizzazione del Collaboration Meeting a
giugno.
Roma3: Dot1
5.5 Ml Man per workstation Alpha
5 Ml ME partecipazione di Stefano Forte all'SPS Committee
(al 50% con la CSN4).
4 Ml ME partecipazione di B. Stella al congresso DIS di
Seul.
Delphi TO 8 Ml ME attivita' al Cern di S. Ballestrero.
F. Pacciani.
Per quanto riguarda l'ammontare di cassa per il 2001, il ministero del
Tesoro non ha ancora emesso il decreto. Il motivo e' che deve chiedere il
parere del MURST, parere non ancora arrivato (sollecitato dall'INFN). Ci si
aspetta di disporre della cassa del 2000 con l'aggiunta del 5%, cioe' 505
Glire, ma non si esclude di avere qualcosa in piu'.
Pacciani fa notare come si stia ormai raggiungendo una situazione di
normalita' di cassa (cioe' la cassa uguale all'assegnazione di
competenza). Perche' cio' si realizzi, e' necessario riuscire a spendere
tutta la cassa disponibile. A tal fine, le Commissioni Nazionali devono
contribuire, impegnando subito cio' che si puo', anche spese relative ai
prossimi anni. E' importante, per esempio, seguire l'andamento dei grossi
contratti stipulati nel corso degli anni precedenti.
E' stato istituito il controllo di gestione, incarico attribuito a
Pacciani. Valutera' la coerenza della spesa con i programmi, nel corso
dell'anno. Pacciani sottolinea come questa attivita' riguardi gli impegni,
e non la cassa.
Una nuova legge impone all'INFN di modificare la struttura del bilancio,
introducendo una contabilita' economico-patrimoniale, sullo stile delle
aziende private. E' allo studio da parte dell'INFN una soluzione che salvi
le modalita' attuali, nel rispetto della legge.
Pacciani ricorda che il prossimo bilancio preventivo dovra' essere redatto
in Euro.
2. EPSI: Status Report. F. Petrucci.
Si e' registrato l'ingresso nella Collaborazione di gruppi americani: IIT,
FNAL, Universita' di Chicago. Avranno responsabilita' nel TRD (di Ktev),
nell'adattamento del device di Ktev, dell'elettronica di lettura, del
sistema del gas e contribuiranno al M&O.
Petrucci illustra lo stato della ricostruzione delle Drift Chambers.
Al momento, e' in corso il test dell'elettronica per DCH1; e' terminato
l'assemblaggio per DCH2 ed e' in corso il cablaggio dell'elettronica; e' in
corso la saldatura dei fili (primo piano di fili di campo terminato) per
DCH3. Petrucci illustra poi il prossimo calendario dei lavori, che
prevedono l'installazione in marzo per DCH1 e DCH2, in maggio per DCH3 e in
giugno per DCH4.
Per quanto riguarda il rimborso assicurativo, sono stati presentati e
accettati rendiconti pari a circa 260 Ml. E' gia' avvenuta (il 21 marzo) la
fatturazione INFN.
Petrucci illustra brevemente il nuovo sistema di read-out delle DCH, basato
su 32 schede TDC e buffer, una Master Service Card e 5 Crate Service Cards
(CSC). Sono attualmente in corso a Ferrara dei test sui TDC realizzati su 8
prototipi di scheda; e' in corso l'allestimento del software di controllo e
di test per CSC. Al momento, sono stati consegnati i PCB layout definitivi
di CSC e TDC-MB. Nel prossimo futuro e' prevista (9-20 aprile) la consegna di
schede assemblate CSC, MSC, TDC-MB; in maggio saranno effettuati test in
laboratorio, in giugno e' prevista l'installazione al CERN e il test in un
technical run; nel periodo luglio-settembre si procedera' a test su fascio,
analisi, revisione e realizzazione del progetto definitivo.
Il calendario per la realizzazione del sistema di read-out per DCH prevede
che in maggio si effettuino gli ordini relativi ai TDC, alle schede CMC e
ai componenti critici (FPGA, DPRAM); in ottobre saranno effettuati gli
ordini relativi alle PCB, ai componenti e si procedera' al montaggio; nel
periodo ottobre 2001-gennaio 2002 si realizzera' la produzione delle schede
con i TDC; il periodo febbraio-marzo 2001 sara' dedicato ai test in
laboratorio; nell'aprile 2002 si realizzera' l'installazione e il
conseguente run.
Alla fine della presentazione interviene F. Costantini per annunciare che
Enrico Iacopini e' il nuovo Rappresentante Nazionale di EPSI.
3. EPSI: relazione dei referee. M. Curatolo.
L'ingresso dei gruppi americani nella collaborazione fa si' che cadano le
richieste a carico INFN per il sistema del gas (100 kCHF, Firenze) e per i
preamplificatori (120 kCHF, Pisa).
I referee hanno effettuato una visita al laboratorio elettronico di Ferrara
per verificare lo stato del progetto di upgrade del sistema di lettura
delle DCH. A marzo sono stati effettuati test su una carta CMC con 4
TDC-F1: il risultato e' stato positivo, a parte piccole variazioni rispetto
alle specifiche (ininfluenti per le performances di NA48'). Si registra un
ritardo di circa un mese nella consegna della CSC. I componenti critici
(FPGA e DPRAM) sono stati simulati singolarmente.
L'impressione generale sul progetto e' positiva. Mancano pero' i risultati
del test del sistema completo che darebbe la certezza del buon
funzionamento della scheda. Alcuni componenti critici (FPGA, DPRAM e chip
TDC) richiedono fino a 5 mesi di consegna.
La proposta dei referee, motivata dalla volonta' di non ostacolare un
progetto che ha tempi molto stretti, e' di procedere alla sblocco della somma
richiesta, ma con inizio della spesa subordinato all'assenso dei referee dopo la
comunicazione del risultato positivo del test.
Dettaglio della proposta:
TDCs 150 Ml
CMC-TDC cards 170 Ml
FPGA, DPRAM 210 Ml
totale 530 Ml da sj di 750 Ml di C.App di FE.
La Commissione approva le proposte dei referee.
4. Babar: Risultati di fisica. F. Simonetto
Le prestazioni di progetto di PEPII sono state raggiunte e superate. La
luminosita' di picco e' stata pari a 3.3x10^33 cm-2 s-1, quella integrata
al giorno pari a 170 pb-1. PEPII ha prodotto una luminosita' totale
integrata di 25.3 fb-1, di cui 23.6 fb-1 sono stati acquisiti da Babar.
Il rivelatore ha funzionato con grande efficienza, con prestazioni prossime
a quelle attese.
Scopo primario dell'esperimento e' quello di sovracostringere il triangolo
di unitarieta', misurandone sia i lati che gli angoli.
Una delle misure piu' importanti e' quella di sin2b, tramite l'osservazione
dell'asimmetria di CP time-dependent. Va identificato un decadimento di B o
anti-B in un autostato di CP, misurato il tempo proprio, determinato il
sapore dell'altro mesone B dai prodotti di decadimento (leptoni, K, D*, ecc...)
I canali "aurei" (autostati di CP, senza incertezze teoriche) sono B->J/Psi K0
e B->J/Psi(2s) K0. Per ora, sono stati utilizzati solo questi stati.
Simonetto illustra una serie di plot che mostrano come Babar ricostruisca
tali decadimenti e con quali purezze (40-50%). Per quanto riguarda la
misura di tempo proprio, non si ricostruisce il vertice di produzione, ma
solo la distanza tra i punti di decadimento dei due mesoni B (con boost
noto). La probabilita' di cattiva identificazione, che diluisce
l'asimmetria osservata, e' misurata sperimentalmente utilizzando autostati
di sapore: un by-product immediato e' la misura di delta-md e della vita
media tau_B. Simonetto illustra tali misure, confrontandole con quelle
effettuate da altri esperimenti e con le medie mondiali. Il fattore di
diluizione risulta pari al 27% e l'efficienza al 70%, con maggior
contributo dato dai mesoni K. Nella misura di sin2b i valori di delta_md e
tau_b0 sono fissati alla media mondiale (PDG 2000). Il risultato di Babar
e': sin2b = 0.34 +-0.20 (stat) +- 0.05 (syst), su un campione di 141 B0 e
129 anti-B0. La media mondiale risulta essere pari a 0.48+-0.16.
Il programma per il 2001 prevede un raddoppio della statistica, l'analisi
di altri stati con decadimenti in charmonio, K*, D*D*, D*D*K0, J/Psi p0.
E' stata sviluppata una analisi angolare (detta di "trasversalita'") nel
canale J/Psi K*, con una misura di diluizione. Nel futuro si pensa di
eseguire un fit simultaneo sulla asimmetria CP e trasversalita'.
Babar ha eseguito molte misure di decadimento di B in stati di charmonio,
sia esclusivi che inclusivi.
Lo studio dei decadimenti charmless puo' fornire indicazioni anche su sin2a
e sin2g. Babar ha misurato BR di decadimenti charmless del B in due e tre corpi,
(dell'ordine di 10^-6) o ha calcolato limiti superiori.
Lo studio dei diagrammi elettrodeboli a pinguino e' sensibile agli elementi
di matrice Vtd e Vts, a eventuali effetti di nuova fisica (SUSY, Higgs) e
nel Modello Standard non conduce ad asimmetria CP: si tratta quindi di
misure con potenzialita' di scoperta.
Simonetto conclude con una panoramica sull'attivita' della componente
italiana: la partecipazione e' attiva in tutti i gruppi rilevanti, con
responsabilita' di coordinamento. L'attivita' e' anche dimostrata dalle
presentazioni a conferenze internazionali tenute da fisici italiani della
collaborazione.
5. Babar: Stato del calcolo e prospettive. M. Morandin
Alla fine del 2000 la Collaborazione ha approvato due documenti che
aggiornano il Computing Model di Babar: si assume un raddoppio della
luminosita' di picco ogni 18 mesi, si fornisce una lista di requisiti (in
ordine di priorita') per il futuro, si indica una strategia per soddisfare
tali requisiti.
Il nuovo modello di computing prevede le prestazioni che il sistema deve
offrire: le piu' importanti sono la capacita' di ricostruire ogni anno tutti
i dati raccolti, la garanzia dell'accesso a tutti gli event header e agli
eventi formato tag su disco e l'accesso a tutti gli altri formati da
mass-storage entro poche ore. Viene inoltre introdotto il formato Mini; si
stabilisce un piano per la progressiva riduzione della dimensione
dell'evento; si fissa lo schema di organizzazione degli stream per l'analisi.
Il nuovo modello di calcolo prevede che piu' del 60% del Monte Carlo venga
prodotto fuori SLAC, in proporzione al numero di firme; enumera i requisiti
che l'event store su Objectivity dovra' soddisfare in futuro; regola la
gerarchia dei siti Tier. I Tier A saranno centri primari che, nel loro
insieme, mantengono un event store distribuito e dispongono delle risorse
di calcolo per la produzione; I Tier B saranno centri regionali, come
Caspur e RAL oggi; i Tier C saranno centri locali.
Durante l'ultimo IFC SLAC ha ribadito l'impegno di fornire le risorse di
calcolo necessarie fino alla luminosita' di progetto (30 fb-1/anno); si e'
proposto di finanziare le rimanenti necessita' sul fondo comune, detraendo
eventuali contributi in forma di Tier A. Al momento c'e' un primo Tier A a
Lione (in funzione a partire da ottobre 2001) ed espressioni di interesse
da parte di UK, Germania e INFN.
Il Presidente dell'INFN ha nominato un comitato, presieduto da F.Ruggieri,
con membri degli esperimenti interessati, con il compito di pervenire in
tempi brevi al progetto esecutivo di un centro regionale di calcolo INFN
con funzioni di Tier 1 per gli esperimenti LHC, Tier A per Babar, e con
risorse di calcolo sufficienti per Virgo. La prima opzione per la sede e'
il CNAF. Il comitato si e' incontrato varie volte e si prefigge di
presentare un primo documento alla Giunta Esecutiva. Indipendentemente dai
lavori del comitato, Babar ritiene che la farm al Caspur debba comunque
funzionare per buona parte del 2002.
I requisiti di Babar per un Tier A consistono nel:
garantire accesso interattivo e batch a tutti i collaboratori (>500
persone) in ogni giorno e ora;
utilizzare le piattaforme standard di Babar;
possedere risorse di calcolo pari almeno al 30% di quelle minime
richieste a SLAC;
fornire accesso al mass storage tramite sistema di staging locale;
garantire una banda passante sufficiente all'aggiornamento dell'event store.
Le principali funzioni svolte dal Tier A consisteranno nell'analisi
interattiva dei dati, nel riprocessamento degli eventi con produzione
stream e skim, nella produzione e ricostruzione di eventi Monte Carlo e
nella distribuzione di stream e skim ai siti Tier B e Tier C.
Il piano di sviluppo considerato prevede che il centro diventi operativo
alla fine del 2002: la milestone e' molto aggressiva, ma un eventuale
ritardo implicherebbe un maggior conflitto con le attivita' LHC.
Morandin presenta un profilo atteso di crescita del Tier A negli anni
2001-2005 in termini CPU, spazio disco, tapes e larghezza di banda.
I servizi di base saranno a carico del Centro. Servizi in cui potrebbe
esserci un contributo di personale di Babar sono legati al managing del
database Objectivity, allo sviluppo dei tools di staging, al monitoring,
alla pianificazione degli upgrades. I servizi legati direttamente
all'attivita' dell'esperimento (reprocessing, aggiornamento software,
ecc...) saranno a carico di Babar.
Dal punto di vista del personale, Babar ha formato un nucleo di tecnologi
che ha acquisito familiarita' con l'ambiente di calcolo
dell'esperimento. Tuttavia l'istituzione del Tier A e' una grossa sfida, in
quanto cade parallelamente a grossi impegni della componente italiana sul
rivelatore e all'attivita' di mantenimento della farm al Caspur. C'e'
quindi necessita' di reclutamento di giovani che possano lavorare vari anni
sul progetto.
6. Babar: Stato della farm al Caspur. F. Bianchi.
Il supporto del Caspur e' fondamentale per il funzionamento della farm:
installazione e test del nuovo hardware, upgrades, monitoraggio dei nodi,
backup automatizzato, gestione delle code, assistenza.
La farm e' al momento basata su 5 Sun E450 4x400 MHz 2GB Ram, un server
objectivity (SUn Ultra 10), un server AFS (PC Linux), un Disk storage RAID
da 6.6 TB, una libreria robotizzata StorageTek9740 con 2 lettori Eagle a
capacita' totale 10 TB, un robot DLT7000 con 10 slot per nastri da 35 GB.
Dal punto di vista della rete, la farm e' collegata da uno switch Fast
Ethernet 3Com 3300 a 100 Mbps, ma sta per essere sostituito con un Nortel
Accelar 8006. Il link non e' piu' una limitazione per import/export dei
dati: il limite fisico attuale e' di 34 Mbps (connessione Roma/Garr). E'
possibile trasferire circa 200 GB al giorno.
La farm e' basata sul sistema operativo Sun Solaris 2.6, con code batch
definite su tutte le macchine. Viene usata la versione 5.3 di Objectivity e
importate tutte le releases del software di Babar.
Tutti i file Kanga sono importati: tutti gli eventi + 18 stream per i dati,
tutti gli SP + 18 stream per il Monte Carlo. La statistica 2000, a titolo
di esempio, richiede 3.3 TB, Monte Carlo incluso. Il processo di
importazione e' completamente automatico.
La produzione degli eventi Monte Carlo e' realizzata tramite 10 SUN Ultra 5
a 333MHz, con macchina centrale che funge da server AMS e
Objectivity. L'impegno e' di produrre il 16% del Monte Carlo totale, cioe'
250 milioni di eventi per il 2002.
Bianchi mostra plot che illustrano il funzionamento della farm, il numero
di job, l'efficienza di utilizzo. Al momento la produzione e' ferma, in
attesa dell'inizio di SP4 (Geant4).
Sono arrivati i 14 PC bi-processore PIII 800 MHz, che corrispondono
all'aumento di un fattore 3 nella potenza di calcolo. A questo punto, le 10
Ultra 5 saranno riciclate per girare job di analisi o come Data Server.
I piani di sviluppo per il 2001 prevedono il passaggio della produzione
Monte Carlo sulla farm Linux (gia' finanziato nel 2000). Sono stati
testati sistemi RAID con dischi EIDE e hanno mostrato prestazioni
inferiori, ma accettabili. Si richiede un potenziamento della libreria
robotizzata e un potenziamento della farm di analisi con CPU Linux.
Sta per partire a Roma un nuovo test di importazione di dati Ojectivity sulla
farm, utilizzando 2 dei 14 PC bi-processore della farm Monte Carlo. Il test
e' utile per verificare il funzionamento dei tool di import/export nella
nuova situazione di multi-federazione.
7. Babar: relazione dei referee del calcolo. L. Perini.
I referee esprimono soddisfazione per la decisione della componente
italiana della collaborazione di rinunciare all'acquisto di macchine SUN in
favore di PC Linux (con risparmio di un fattore 5). I fondi stanziati a
settembre per le SUN (150 Ml) sono stati ridiretti, con l'accordo dei
referee, per GB LAN, disco e consumi. I referee esprimono soddisfazione
anche per il passaggio a dischi EIDE (risparmio di un fattore 2).
Resta problematico il modello solo disco, in vista delle aspettative sulle
luminosita' integrate previste per 2001, 2002, 2003: il fabbisogno di disco
corrispondente e' stimabile in 4 TB, 8 TB, 12 TB, con un costo attuale di
50 Ml/TB.
I referee propongono il seguente finanziamento (in Ml):
M.Inv. Roma 1
250 5 TB disco EIDE
75 10 Linux box bi-processori
Cons Roma 1
22 150 nastri (riempimento armadio)
22 channel, cavi, connettori
Il totale e' di 325 Ml M.Inv + 44 Ml consumo, da sbloccare dai 436 Ml sj di
M.Inv a Roma1
Non e' accettata una richiesta di 85 Ml per l'acquisto di 2 unita' nastro
Eagle, perche' sembrano possibili soluzioni migliori. Babar esplorera' tali
soluzioni e riferira' in una prossima riunione di Commissione.
Inoltre, a fronte di una richiesta, viene concesso il seguente finanziamento al
gruppo di Padova
Cons. PD
24 licenza Rogue-Wave
Segue una discussione sull'opportunita' di continuare a finanziare
sistematicamente l'acquisto di licenze Rogue-Wave. Si decide di riesaminare
la questione nel corso della riunione di settembre, con la speranza di
giungere ad una soluzione definitiva del problema.
Piredda fa notare che a novembre 2001 scadra' il contratto di Babar con il
consorzio che ospita la farm e ch e' assolutamente necessario tener viva la
farm per almeno un altro anno. La Commissione autorizza Piredda a
contrattare i termini del nuovo contratto, con la raccomandazione assoluta
di inserire una clausola di recessione.
8. Babar: Progetto per IFR forward. F. Ferroni.
Il nuovo gruppo IFR italiano conta le presenza di Bari, Genova, LNF, Napoli
e delle sezioni di Pisa e Roma, nuove nel progetto. Ci sono, inoltre,
offerte di aiuto da parte di Ferrara, Padova e Torino. Da parte americana,
le istituzioni partecipanti sono LLNL, Oregon, SLAC (nuova nel progetto),
Wisconsin, Yale. Il nuovo managament IFR vede nutrita presenza italiana
(Calcaterra, Ferroni, Forti, Lista).
Il piano di azione immediato prevede il progetto, la costruzione e
l'installazione di un nuovo forward end-cap ottimizzato per identificazione
di muoni, senza per questo danneggiare troppo l'identificazione di
KL. Parallelamente, sara' compiuto il massimo degli sforzi per tentare di
conservare il barrel in condizioni decenti, stabilizzando o, se possibile,
invertendo, la tendenza.
Il problema e' stato identificato nella mancata polimerizzazione dell'olio
di lino, unitamente all'effetto congiunto di temperatura e alta tensione.
Babar ha una collaborazione con il dipartimento di chimica IFM
dell'universita' di Torino, con ricercatori che hanno studiato campioni di
olio vecchio e nuovo. I risultati sono che l'olio bollito si comporta
secondo le aspettative e polimerizza in 10 ore in aria. Le nuove camere
mostrano una ottima polimerizzazione.
L'analisi sulle vecchie camere ha rivelato la presenza di una sostanza
(ftalato), normalmente impiegata per NON far polimerizzare la
plastica. Potrebbe provenire dalla bakelite, dall'olio di lino, dai tubi di
PVC.
Si sta studiando la possibilita' di aumentare la presenza di assorbitore
nella zona di sovrapposizione barrel-endcap, per ottimizzare il rivelatore
rispetto a particelle penetranti. E' allo studio la possibilita' di
inserire un diciannovesimo strato all'esterno del ferro. Viene presa in
considerazione la possibilita' di utilizzare camere a doppia gap: non sono
necassarie in tutti gli strati, ma solo nella parte piu' esterna.
Per quanto riguarda il barrel, si stanno investigando possibilita' di
"remediation". Flussare le camere con gas non cambia la resistivita' delle
strutture a stalagmite osservate. Viceversa, il processo di flussaggio con
aria, provoca un incremento notevole della resistivita', soprattutto se
accompagnato da riscaldamento a 50 C (a camera spenta!). Si sono osservati
miglioramenti adottando un processo di questo tipo per 3 mesi.
Un'altra possibilita' e' quella di ridurre la percentuale di Argon nella
miscela, con conseguente spostamento della regione di plateau. Non si sa,
pero', se questo processo non possa poi innescare effetti di
invecchiamento.
E' in studio a Frascati la possibilita' di preamplificare i segnali. I
primi test su una camera estratta dall'endcap hanno dimostrato un recupero
parziale dell'efficienza. Manca ancora, pero', una comprensione globale del
fenomeno.
Viene presa in considerazione la possibilita' di costruire camere senza
l'impiego di olio. Se i test dovessero risultare positivi, si puo' pensare
di installare un piano dell'endcap cosi' costruito.
Ferroni illustra lo stato del progetto. L'80% della bakelite e' stata
ordinata ed e' gia' disponibile. Le misure di resistivita' possono iniziare
immediatamente presso la ditta produttrice grazie alla attrezzatura di CMS
(che Ferroni ringrazia pubblicamente). Il materiale per le strip e' stato
interamente ordinato, come anche parte dei cavi di segnale, i connettori e
i cavi dell'alta tensione.
Il disegno delle camere top e bottom e' stato approvato per il taglio e
la produzione presso la General Tecnica; sara' definito entro un mese il
disegno delle camere centrali. Le stazioni di test sono pronte.
A SLAC e' in corso un grosso lavoro di ingegneria per la definizione dei
criteri antisismici.
9. Babar: relazione dei referee. P. Lubrano.
La Collaborazione ha presentato un piano dettagliato di rifacimento
dell'IFR. Il documento descrive in dettaglio le problematiche relative alla
costruzione e ai test, definisce le responsabilita' e lo sviluppo temporale
del progetto. Il giudizio dei referee e' positivo e viene raccomandata
l'approvazione da parte della Commissione.
Il gruppo Babar aveva presentato richieste relative al rivelatore SVT: i
referee propongono di non procedere ad alcuna assegnazione e di rimandare
la discussione alla riunione di maggio della Commissione.
Per quanto riguarda i Common Funds, i referee ricordano che a settembre
erano stati anticipati 453.5 k$, calcolati su una frazione italiana del
15.4%. Tale frazione e' in realta' del 17.7%, e si concretizza in una
differenza di 142 Ml. I referee propongono dunque di assegnare 142 Ml sui
consumi di Padova (nuova assegnazione).
Nuovi Common Funds, relativi al calcolo, sono al momento in discussione.
Segue lo specchietto riassuntivo delle assegnazioni (in Ml) proposte dai
referee.
MI ME Cons. Trasp. C.App. Totali
Ba 5 10 15 su dotazioni
Ge 5 5
LNF 11 6 26 43
Pd 142 142
Pi 8 8 5 21
Rm 16 43 10 395 464
Tot 25+20 67 157 421
Il totale di nuove assegnazioni ammonta a 598 Ml, a cui vanno aggiunti 92
Ml di sblocchi sj.
La Commissione approva le proposte dei referee.
10. KLOE: Stato dell'analisi. M. Incagli.
La luminosita' integrata totale raccolta da KLOE e' di 28 pb-1, corrispondente
alla produzione di circa 67 milioni di Phi. La luminosita' massima raggiunta
e' stata pari a 1.8x10^31 cm-2 s-1, con fasci da 600 e 400 mA; la luminosita'
massima di singolo bunch e' risultata pari a 4x10^29 cm-2 s-1 (ottenuta
con fasci di 20 mA in modalita' di singolo bunch). La maggior parte della
statistica e' stata raccolta in un periodo ristretto di tempo, con luminosita'
massima giornaliera pari a 650 nb-1.
La rate tipica di trigger e' stata di circa 2100 Hz, di cui 700 di cosmici
non vetati, 400 di cosmici prescalati, 900 di background della macchina e
Bhabha al di sotto di 20 gradi, 100 di fisica (Bhabha incluso).
Sono stati acquisiti 5.6x10^9 eventi, per un totale di 13.6 TB di raw data.
Il tempo medio di ricostruzione e' risultato pari a 38 msec/trigger, con
saturazione a 0.9 kHz. E' stata completata la gara per l'acquisto di 40 CPU,
utilizzabili probabilmente a partire da giugno 2001.
Kloe fornisce numerose informazioni a Dafne, tra cui luminosita', posizione
del punto di interazione, energia nel centro di massa, fondi, ecc ...
I piani di Dafne per il 2001 prevedono un periodo iniziale machine development
hardware in gennaio-febbraio, un machine develpment software sino al 7 aprile
(con possibilita' per Kloe di run in parassitaggio), un periodo di presa dati
per Kloe dal 7 aprile a luglio (con un giorno a settimana dedicato allo
sviluppo di Dafne), e un periodo finale da settembre a fine anno ancora
dedicato a Kloe. L'obiettivo e' di raccogliere 100-200 pb-1, a seconda delle
prestazioni di Dafne e del tempo effettivamente dedicato a KLOE.
Il calorimetro elettromagnetico ha realizzato una risoluzione temporale
(sui canali neutri) pari a 54 ps/sqrt(E) + 50 ps (somma in quadratura) e di
5.7%/sqrt(E) in energia. Variazioni di energia sono state misurate e corrette
ogni 100 nb-1 mediante il canale e+e- -> gamma gamma. La calibrazione assoluta
di energia e' al livello dello 0.1%. La risoluzione sulla massa del p0, misurata
con il solo calorimetro, e' pari a 13 MeV.
Le prestazioni della camera sono state monitorate tramite il calcolo dei
residui e della risoluzione sul parametro d'impatto: quest'ultima e' risultata
ben al di sotto di 200 um per la maggior parte del range. Sono state studiate
in dettaglio le variazioni nella relazione s-t in funzione della pressione
atmosferica. La risoluzione sulla misura di impulso e' risultata al di
sotto dello 0.3% per angoli polari compresi tra 45 e 135 gradi. La
larghezza della distribuzione di massa della Phi, dopo correzioni per il
dE/dx, e' di 1.2 MeV; analogamente, per il Ks la larghezza misurata e' di 1
MeV.
Incagli mosta il programma di fisica di KLOE, a seconda delle luminosita'
integrate che si riuscira' a raccogliere.
Ci sono alcuni risultati preliminari sui decadimenti radiativi della Phi in
eta'-gamma, f0-gamma e a0-gamma, sul canale pi* pi- gamma e sul pi+ pi- pi0.
Incagli mostra il dettaglio di questi risultati, basati sui dati del 1999
(a parte qualche stima preliminare) e confrontati con quanto ottenuto a AND
e CMD2.
Kloe puo' svolgere un ruolo importante nella misura della sezione d'urto
adronica a bassa energia, parametrizzata nella grandezza a_mu. Si sono
recentementi osservate discrepanze di a_mu di 2.6 sigma rispetto a quanto
predetto dalla teoria. Daphne ha un'energia ideale per controllare questa
misura, in quanto il 70% di a_mu e' determinato dalla regione della
rho. L'errore statistico con 20 pb-1 e' di circa 3x10^-10. Kloe puo'
compiere la misura nel canale pi+ pi- gamma, con il fotone prodotto a
piccolo angolo nella radiazione di stato iniziale.
Incagli presenta altri risultati, basati su una luminosita' integrata di 5
pb-1. Sono stati ottenuti risultati nel campo della rigenerazione di KL (su
beam pipe e parete della camera), nel campo dei decadimenti del KS in due
pioni, nel campo dei decadimenti semileptonici del KS e nel campo dei
decadimenti, con violazione di CP, del KL in due pioni.
Conclusioni: il rivelatore si comporta secondo le previsioni; i dati del
'99 hanno consentito di ottenere i primi risultati sui decadimenti
radiativi della Phi, con precisioni paragonabili (o migliori) delle medie
mondiali, e di intraprendere i primi studi sulla fisica dei K; con i dati
del 2000 ci si aspetta di migliorare le analisi sui decadimenti radiativi,
di studiare la sezione d'urto adronica e di produrre i primi risultati
sulla fisica dei K. I primi risultati saranno presentati alle conferenze
estive. Daphne sta via via aumentando la luminosita': la speranza e' che si
possa presto raggiungere l'obiettivo di 1 pb-1/giorno con un livello
accettabile di fondo, per iniziare a pieno il programma di fisica previsto.
Interviene Bertolucci per comunicare che si e' verificato di recente un
grosso salto nella luminosita' di singolo bunch, misurata a 10^30 (rispetto
a 4x10^30 di progetto). Sono state inoltre scoperte ulteriori
non-linearita' nel sistema Daphne.
Interviene Campana per riferire sull'esito della gara del calcolo di KLOE.
E' stato acquisito materiale per 1.6 GL (con 0.1 GL di extracosto). In
particolare 24 macchine IBM Power3-375MHz (cinque volte piu' potenza
rispetto all'attuale), 5Tb di spazio disco in tecnologia SSA. Questo si
aggiunge a 40 CPU Sun, 1 Tb di spazio disco e una libreria nastri 5000x40
GB, espandibile a 200 GB.
Campana espone poi due richieste di KLOE relative a manutenzioni
straordinarie sul sistema DAQ e sulla rete interna.
11. KLOE: relazione dei referee. P. Lubrano.
I referee, in relazione alle richieste su DAQ e rete interna, ritengono di
attendere ancora qualche tempo, per valutare la failure rate dei
componenti e per ridiscutere del finanziamento relativo all'upgrade della
rete interna dell'esperimento. La Commissione approva le proposte dei referee.
12. CDF: relazione dei referee. L. Moroni.
I referee hanno preso in esame la richiesta del gruppo di Roma-SVT di
sostituzione dei vecchi processori di crate VME Motorola con un nuovo
modello piu' veloce e dotato di una maggiore quantita' di memoria (128 MB
rispetto ai 16 precedenti). Si realizzerebbe in tal modo un'ottimizzazione
delle prestazioni del monitor di trigger e di diagnostica.
I referee si sono chiesti se non fosse il caso di trasferire velocemente
l'informazione a CPU esterne, con benefici in termini di costi e di
elasticita' di struttura. La collaborazione ha risposto che esistono forti
limitazioni di bandwidth per il trasferimento di dati all'esterno, dovute
al protocollo software utilizzato da CDF.
I referee, pur avendo delle perplessita' sulla soluzione proposta,
riconoscono che essa si tradurrebbe in una forte accelerazione del lavoro
di monitor e diagnostica, vitale per il successo del progetto SVT.
I referee, quindi, raccomandano il finanziamento richiesto dal gruppo di
Roma, purche' non pregiudichi altre decisioni della Commissione. I referee
auspicano, inoltre, che ci sia a breve una presentazione sullo stato di
SVT. Il finanziamento proposto e':
Roma Inv. 70 Ml
Ts Inv. 9 Ml Exabyte in sede
13. HERA-B: Stato dell'esperimento. A. Zoccoli.
Zoccoli riassume brevemente le ultimi vicende legate a HERA-B. Nell'ottobre
2000 il PRC del Desy esamina la situazione, suggerendo la continuazione
dell'esperimento. Nel novembre 2000 lo Scientific Council del Desy
suggerisce al direttorato del laboratorio la chiusura immediata
dell'esperimento. Nel dicembre 2000 viene proposto un programma intermedio
di fisica per il 2001/2002. Nel gennaio 2001 il direttorato approva il
programma intermedio e la continuazione fino alla fine del 2002. Nel
febbraio 2001 il Collaboration Board riesamina la situazione e definisce
gli obiettivi per il prossimo periodo.
Il programma 2001/2002 si concentra sui seguenti obiettivi: misura della
sezione d'urto B e studio della fisica del charmonio; commissioning
dell'apparato per dimostrare che Hera-B e' il primo rivelatore che puo'
operare stabilmente su fasci adronici; valutazione delle potenzialita'
dell'esperimento dopo il 2002 (Bs, adroni con beauty e fisica del charm).
La struttura dell'esperimento e' molto cambiata dopo la fine del run 2000:
sono stati sostituiti spokesman, vice-spokesman, chairman del Collaboration
Board, Physics Coordinator, mentre in altre aree i responsabili sono stati
sostituiti o affiancati. I piani per il prossimo periodo prevedono, fino a
luglio, un programma di upgrade e riparazioni del rivelatore, la chiusura
dell'area sperimentale a meta' luglio, il tuning della macchina e il debug
dell'apparato nella seconda meta' del 2001, e l'inizio del luminosity run
nel gennaio 2002. Zoccoli fa una panoramica sui principali interventi in
corso sul rivelatore. Tali interventi riguardano l'outer tracker, l'inner
tracker, il muon detector. Per quanto riguarda il calorimetro
elettromagnetico, e' terminata la modifica alle basi dei PM, del sistema di
led, degli schedini analogici di readout, mentre e' in corso quella ai
connettori Sharc. E' da iniziare la produzione EEI e il miglioramento
dello slow control per la stabilita' del gate. In parallelo, sono stati
modificati i codici di ricostruzione per tener conto del noise correlato
emerso dall'analisi dei dati 2000: si ottiene un miglioramento del 15-20%.
Per quanto riguarda il trigger FLT, sono stati compresi i diversi fattori che
portano l'efficienza di singola traccia al 20%. Non e' ancora compresa la
situazione dell'inefficienza sul trigger a due tracce. Nell'ambito del
trigger SLT, e' stato ridotto di un fattore 5 il tempo di processamento.
Gli schemi di trigger considerati, per il programma 2001-2002, sono quelli
classici dell'esperimento: 2 leptoni, un leptone, un fotone energetico. Si
ipotizzano 3 diversi scenari, parametrizzati con il numero di J/Psi
prodotte all'ora: 100 (come nel run 2000), 2400 (bassa efficienza), 11400
(alta efficienza). Possibili obiettivi di fisica riguardano la misura della
sezione d'urto bb, la produzione di J/Psi e altri stati di charmonio, le
distribuzioni angolari delle coppie di Drell-Yan, la produzione di fotoni
diretti ad alto pt, misure sul charm, limiti sul branching ratio di
decadimento D0->mu mu. Zoccoli mostra una serie di plot e tabelle che
illustrano le aspettative di HERA-B, al confronto con altri esperimenti,
nei tre scenari ipotizzati.
L'analisi dei dati 2000 e' stata completamente riorganizzata. La strategia
e' di procedere in parallelo su diversi punti in modo iterativo, fino al
raggiungimento di una situazione soddisfacente. Al momento, e' appena
terminato il secondo reprocessing e il prossimo e' in preparazione.
Zoccoli mostra alcuni segnali fisici, quali la ricostruzione della Lambda
in p pi, della J/Psi in mu mu (circa 4000 eventi), della psi', rho, omega
in mu mu, della J/Psi in e+ e-. La misura preliminare di sezione d'urto diretta
di J/Psi e' compatibile con i risultati in letteratura. Zoccoli presenta i
risultati di una analisi preliminare, su una parte della statistica, della
distribuzione di massa invariante di e+ e- per coppie con vertici
secondari, upstream o downstream.
Zoccoli conclude rimarcando che l'analisi dei dati, tuttora in corso, ha
realizzato grossi progressi.
14. HERA-B: Relazione dei referee. C. Meroni.
I referee giudicano positivamente il piano presentato dal gruppo di Bologna
e propongono il seguente schema di finaziamenti (in Ml). Tutte le
voci provengono da operazioni di sblocco da s.j. sui fondi del gruppo di
Bologna.
ME 220 per coprire le necessita' fino a settembre
Inv. 75 slow control gates
35 setup test RO/PT
C.App. 35 completamento scheda Inhibit
La Commissione approva le proposte dei referee.
15. LHC-b: Rivelatore a GEM. G. Bencivenni.
Bencivenni illustra le caratteristiche che deve avere un rivelatore di
muoni nelle regioni R1 e R2 di LHC-b, confrontate con le prestazioni dei
rivelatori a GEM disponibili in letteratura: tolleranza fino a rate di 10
MHz/cm2, risoluzione temporale di 10 ns, radiation hardness sino a 5 C/cm2.
Bencivenni illustra brevemente il principio di operazione di una camera
GEM, con guadagni nel gas di ordine 10-100. Viene poi presentato il
rivelatore a 3 GEM, utilizzato su un test beam del CERN. La miscela
inizialmente adottata e' stata Ar/CO2 70/30. L'efficienza totale raggiunta
e' stata piu' alta del 99% e cresce con la tensione sulla GEM1. La tensione
sulle GEM 2 e 3 e' fissata a valori non troppo alti per evitare effetti
secondari. Le efficienze, per finestre di 25 e 20 ns, sono di 89% e 85%.
E' stata provata una nuova miscela Ar/CO2/CF4 60/20/20, che sviluppa
un'alta velocita' di deriva a campi relativamente bassi (90 um/ns a partire
da 3 kV/cm) e una grossa ionizzazione primaria. Per valori alti della
tensione su GEM1 sono state trovate efficienze del 96% e del 93% in
finestre di 25 e 20 ns. Con una configurazione particolare dei campi
applicati, si sono trovate efficienze simili per valori piu' bassi della
tensione su GEM1.
Il programma di R&D per il 2001 prevede l'inserimento dei risultati
ottenuti nel TDR del rivelatore di muoni (aprile-giugno), la realizzazione
della simulazione completa del rivelatore con la nuova miscela (marzo),
l'ottimizzazione della trasparenza elettronica in funzione della miscela e
dei campi applicati (aprile), il test di ageing accelerato con tubo a raggi
X (maggio-giugno), lo studio delle prestazioni temporali a flussi elevati
presso il fascio M1 del PSI (luglio), l'ingegnerizzazione, la realizzazione
e il test di rivelatori a grande area (settembre-dicembre).
Il fascio M1 del PSI contiene pioni ad alta intensita' (10^7/s -10^8/s) con
una corrente di fascio di 1 mA, in bunch ogni 20 ns, con contenuto del 10%
di elettroni e dell'1% di muoni. Bencivenni illustra il setup proposto, con
cinque rivelatori a tripla GEM e un sistema di scintillatori per il trigger
e la temporizzazione. Vengono mostrati alcuni plot di simulazione,
calibrati con i risultati del test beam di ottobre 2000.
Si procedera' ad uno studio dell'ottimizzazione della miscela di gas: un
minor contenuto di CO2 ottimizzerebbe la trasparenza elettronica e la
velocita' di deriva, aumentando l'efficienza in una finestra temporale di
25 ns.
Bencivenni presenta le richieste per il test beam al PSI, relative ad un
periodo di 14 giorni.
16. LHC-b: Relazione dei referee. G. D'Agostini.
I referee apprezzano la qualita', rapidita' e validita' del lavoro svolto e
pensano che il test proposto sia un passo importante sia nell'ambito di
LHC-b che in assoluto. Per questo propongono un finanziamento di missioni
estere di 20ML per Ca e 20ML per LNF.
La Commissione approva le proposte dei referee.
Martedi' 27 Marzo
17. Smontaggio LEP: relazione dei referee. G. Darbo, M. Savrie', M. Sozzi
I finanziamenti proposti per lo smontaggio degli esperimenti LEP sono i
seguenti (missioni estere):
L3:
Fi 18ML
Mi 9ML
Na 13.5ML
Pg 4.5ML
Rm1 6ML
Opal:
Bo 17ML
Inoltre vengono finanziati:
Delphi:
To 8ML ME
Ts 8ML ME
Bo 2ML sblocco sj per trasporti.
18. Atlas: relazione referee. R. Amendolia, F. Forti, A. Martin, M. Savrie'
La collaborazione avanza richieste di finanziamento per Mi-LAr, Pv-MDT, Rm1-MDT.
La quota per il 01 del finanziamento per la produzione degli ibridi per LAr
non e' stata assegnata per un errore. Si propone di utilizzare parte dell'avanzo
proveniente dalla sezione di Rm1/Atlas (200ML).
Le richieste di Pv-MDT non vengono approvate. In particolare il finanziamento per
produzione di prototipi HH HV (5ML) viene rimandato per attendere un chiarimento
della situazione del progetto.
La sezione di Rm1 chiede la riassegnazione di 62ML da un avanzo dell'anno 00;
questo per coprire una variazione di cambio e l'iva per l'ordine di alcuni
componenti. I refereee sono perplessi. A meno di chiarimenti, nel caso in
cui la riassegnazione sia effettivamente approvata, si terra' conto di questa
cifra come se fosse un finanziamento aggiuntivo.
19. Atlas: stato del magnete toroidale. L. Rossi
E' in via di approvazione l'addendum #3 al MoU del toroide di Atlas.
I punti salienti riguardano il riconoscimento esplicito del LASA, al pari delle
altre istituzioni partecipanti, alle attivita' sul toroide.
Inoltre vengono riconosciuti 800KSF CORE di contributo di ingegnerizzazione
piu' altri 400KSF, sempre per lo stesso motivo, ma fuori CORE.
E' prevista anche una tasca fino a 600KSF per le future attivita' (test e
integrazione) che il LASA portera' avanti.
Il progetto BT ha un ritardo effettivo di circa 1 anno. Il problema del 'coil
casing' e' stato risolto suddividendo il contenitore in due meta' che vengono
poi incollate. L'integrazione delle bobine sara' effettuata a Dusseldorf.
Stanno per iniziare i primi test su B0 al CERN.
La produzione di cavo superconduttore presso la Europa Metalli e' ripresa; ci si
aspetta di concludere la fornitura per BT ed EndCap verso giugno luglio 01.
La coestrusione del cavo superconduttore e' ripresa a dicembre 00. Rimangono da
fare circa il 40% dei cavi e recuperare alcuni cavi che hanno subito incidenti
durante la coestrusione.
Delle 16 doppie gallette che costituiscono il BT di Atlas tre sono state
avvolte in Ansaldo ed accettate dalla collaborazione. Il sistema e' ben
avviato.
La procedura d'impregnazione e' migliorata decisamente rispetto a quella
effettuata su B0. Questo si e' ottenuto costruendo una camera d'impregnazione
piu' accurata con minori fughe.
La progettazione dello schermo termico e' stata completata ed e' in corso la
relativa gara.
La situazione riguardante i possibili extra-costi per riparazione dei difetti
superficiali del cavo conduttore in Ansaldo e' notevolmente migliorata.
Per la meta' del conduttore si e' speso circa 73ML (dei quali la meta' a
carico dell'ETH); viene chiesta l'autorizzazione a pagare tale cifra sul
capitolo consumo.
Il maggior costo del contratto a causa dell'impregnazione dovrebbe essere
riconosciuto ad Ansaldo. Infatti Atlas aveva accettato l'offerta Ansaldo che
specificava che l'impregnazione sarebbe stata eseguita come in B0.
Il costo totale e' di 487ML. Tale finanziamento puo' essere reperito
utilizzando i 220ML sj che erano destinati alle spese di riparazione del cavo
piu' una parte aggiuntiva. Tale richiesta verra' presentata a settembre 01.
Si prevede che non ci saranno altri extra-costi per l'INFN, quindi la maggior
spesa si dovrebbe limitare a circa il 3% del totale B0+BT.
Un altro problema e' legato ai costi del trasporto delle bobine da Ansaldo alla
sede di integrazione (adesso Dusseldorf). Dal momento in cui e' stata fatta
l'offerta di 120ML da parte di Ansaldo ci sono stati alcuni cambiamenti
imprevisti: chiusura del tunnel del M. Bianco, cambio di destinazione della sede
d'integrazione (da CERN a Dusseldorf) ed incremento delle sicurezze per trasporti
stradali.
L'accordo tra INFN e Atlas prevede gli extra-costi per l'impregnazione a carico
INFN e quelli per il trasporto a carico del CERN (dell'ordine di 350ML).
Infine, nell'ambito del progetto 5% superconduttivita' e criogenia, sono emersi
extra-costi alla ditta Zanon a causa di richieste di modifiche da parte
dell'INFN (sempre concordate con il responsabile del programma 5%). Tale cifra
e' quantificabile in 100ML che vengono richiesti sul capitolo consumi.
20. Atlas: magnete toroidale: relazione dei referee. P. Campana, R. Parodi
Le proposte dei referee, approvate dalla Commissione, sono le seguenti:
MI: 10ML
ME: sblocco 25ML
Cons: 100ML sblocco da C.App. per extra-costi criostato Zanon
Tutto sui rispettivi capitoli di Atlas3/Mi.
Le spese di riparazione del cavo superconduttore, per adesso 37ML, vengono
caricate sui consumi.
C'e' un accordo di principio per finanziare gli extra-costi per le lavorazioni
connesse all'impregnazione delle bobine di BT in Ansaldo.
21. MOF di CMS e Atlas. F. Cervelli, M. Morandin, M. Savrie'
La lista delle voci che compongono i MOF di CMS e' adesso pubblica per
raccogliere il parere delle agenzie finanziatrici.
E' opinione dei referee che la suddivisione dei MOF nelle tre categorie sia
sensata. Il dettaglio di questa suddivisione per Atlas e CMS si puo'
trovare nelle trasparenze presentate.
I MOF-A di LEP sono stati sempre difficili da controllare e si sono registrate
delle notevoli differenze tra i vari esperimenti. I referee chiedono di
instaurare un meccanismo che permetta un maggior controllo su queste spese,
ad esempio rendere disponibili con grande anticipo, alle agenzie finanziatrici,
i bilanci di previsione prima della loro approvazione.
I MOF-B vengono vagliati dalla Commissione e quindi il meccanismo per
valutarne la congruita' e la trasparenza esiste.
Atlas propone un modello nel quale i fondi B diventano dei fondi comuni di
sottosistema (Ai) lasciando aperta la possibilita' che parte venga fornita
'in-kind' (Bi). I referee comprendono le ragioni di tale approccio ma,
tuttavia, ritengono che sia auspicabile che le categorie Ai contengano
solo le voci genuinamente indivisibili. Cosi' com'e' adesso strutturato il
meccanismo si corre il rischio di arrivare ad un MoU dei MOF con molte voci
classificate come Ai e quindi potenzialmente al di fuori del controllo della
Commissione.
Nei documenti a disposizione dei referee le voci di spesa attribuite al
CERN (categoria C) non hanno una diretta approvazione da parte del laboratorio.
Per i referee le voci che sono normalmente a carico del laboratorio
ospitante non dovrebbero essere neppure nominate nel MoU.
D'altra parte attribuire alla categoria A piuttosto che alla C un certo
numero di item potrebbe riequilibrare il contributo dei paesi non membri del
CERN al funzionamento del laboratorio. In questo caso pero' dovrebbe essere
salvaguardata la componente dei paesi membri che si troverebbe a pagare
un contributo maggiore sia come esperimento che come laboratorio.
Un altro problema da affrontare e' il contributo da assegnare a paesi che
notoriamente hanno delle difficolta' di carattere finanziario.
Inoltre, se nel MoU non dovessero comparire esplicitamente delle cifre ma solo
le voci di spesa e gli algoritmi di suddivisione, bisognerebbe instaurare
un meccanismo per cautelare le agenzie finanziatrici da impegni imprevedibilmente
troppo onerosi. Ad esempio si potrebbero definire dei tetti massimi di spesa a
regime opportunamente modificabili solo in sede di revisione dei MoU.
Poiche' le richieste di MOF iniziano gia' da ora, la Commissione dovra' prestare
particolare attenzione acciocche' questa voce non sia utilizzata per coprire
eventuali extra-costi.
La congruita' delle cifre cha appaiono nelle tabelle e', al momento attuale,
difficilmente verificabile. Visto che le collaborazioni hanno intenzione
di chiedere contributi ai fondi comuni gia' dal quest'anno, i referee
raccomandano di sottomettere le eventuali richieste al piu' presto in modo
da fornire degli elementi oggettivi per una corretta valutazione.
Commenti specifici.
Atlas:
La voce 'detector related costs' racchiude la maggior parte della spesa (80%).
Essa e' suddivisa in tre voci: 'shutdown maintenance and operation', 'electronic
maintenance', 'special dettecor maintenance'.
La prima dovrebbe essere giustificata con un dettaglio maggiore, la seconda e'
sensata ma ci si aspetta una diminuzione nel tempo, la terza e' eccessivamente
generica.
Online computing; tutta l'infrastruttura e' a carico della collaborazione.
Ci si potrebbe aspettare un contributo dal CERN come e' indicato nel
documento CMS.
Nella voce 'laboratory operations' vi sono grosse cifre associate a voci
disutibili ('general operations', 'electronics pool rental').
CMS:
Alcune voci sotto 'detector related costs' non sembrano giustificate:
'pool rentals' troppo elevato, manutenzione della beam pipe, spese per
computing e counting room.
Online computing: si chiedono contributi per nastri.
Offline computing: e' incluso nel documento CMS ma non in quello Atlas.
La conclusione dei referee e' che il lavoro e' appena avviato e sono necessari
ulteriori confronti con le collaborazioni.
Non sara' possibile nessuna valutazione finale da parte dei referee se non
in presenza di una bozza dei MoU sui MOF.
Il presidente della Commissione seguira' con continuita' le riunioni dell'RRB
del CERN.
22. LEP: Aggiornamento sulla fisica al LEP. C. Mariotti.
Nel corso del run 2000 il LEP ha raggiunto alta energia e alta
luminosita'. Sono stati prodotti circa 10 pb-1 ad energie superiori a 208
GeV. Nel corso degli anni, il LEP ha accumulato una luminosita' integrata
di 2.8 fb-1 per energie superiori alla soglia di produzione di WW.
Vengono presentati alcuni recenti risultati relativi alla fisica di LEP1
nel campo dei decadimenti del tau, dell'asimmetria avanti-indietro del b,
della vita media del B, delle oscillazioni del Bs. Con i risultati ottenuti
nell'ambito della fisica del b e' possibile costringere il triangolo di
unitarieta' e misurare, per via indiretta, sin2b e sin2a:
sin2b=0.698+-0.066 ; sin2a=-0.42+-0.23
Mariotti presenta le misure di sezione d'urto a LEP2 per stati finali a due
fermioni, due fotoni, due bosoni (W, Z), bosone singolo (W,Z).
Nel caso di stati finali a due fermioni, non si osservano deviazioni dal
Modello Standard ed e' possibile porre limiti sulle interazioni di contatto
e sull'esistenza di ipotetici bosoni Z'.
Le misure di sezione d'urto WW si basano su una statistica di circa 10000
eventi per esperimento. Le misure non mostrano deviazioni dalle aspettative
e l'errore prevalente e' quello statistico. Sono stati misurati i branching
ratio di decadimento in tutti i canali accessibili, con test
dell'universalita' leptonica. Gli esperimenti LEP hanno condotto la misura di
sezione d'urto di produzione di W singolo e, nel caso di DELPHI e OPAL, di
Z e fotone virtuale singolo.
La sezione d'urto di produzione ZZ si comporta come previsto nel Modello
Standard; lo stato finale Z-fotone virtuale e' stato studiato solo da
DELPHI in tutti gli stati finali.
La massa del W e' stata misurata sia nel caso di eventi adronici che
semileptonici. Il risultato preliminare e' MW=80.446+-0.040 MeV. Gli errori
sistematici dominanti provengono dall'incertezza sull'energia del fascio,
dai modelli di frammentazione, da effetti di cross talk tra i due W
prodotti e dal rivelatore. Gli effetti di cross talk, correlazioni
Bose-Einstein e riconnessione di colore, sono gli effetti piu' difficili da
stimare e influenzano solo il canale completamente adronico.
La misura di LEP si accorda molto bene con quella analoga realizzata ai
collider adronici, ma scarta di due deviazioni standard rispetto alle
misure indirette.
Viene mostrata una panoramica sulle misure di grandezze fondamentali nel
Modello Standard: l'accordo e' generalmente buono, ma la determinazione
dell'asimmetria avanti-indietro del b ha una discrepanza di 3 deviazioni
standard (in basso) rispetto alla teoria.
Il limite sulla massa dell'Higgs e' ora a 113.5 GeV/c^2 al 95% CL. Non ci
sono novita' rispetto al segnale mostrato al LEPC di novembre 2000, perche'
L3 non e' ancora pronto.
Gli esperimenti LEP hanno attivamente cercato la presenza di nuove
particelle: Higgs supersimmetrici, Higgs carichi, SUSY, technicolor.
Quasi tutto lo spazio delle fasi per MSSM e' stato escluso, e pochissimo ne
e' rimasto anche negli scenari basati su SUSY.
Le collaborazioni sono ancora molto attive: non solo come esperimenti
singoli, ma anche come comunita' LEP.
23. Fisica ai linear collider. B. Mele
Le caratteristiche dei progetti riguardanti collider lineari sono le seguenti:
sqrt(s) (TeV) L (10^34 cm-2s-1) proposal
Tesla (DESY) 0.5 - 0.8 3 - 5 2001
NLC (USA) 0.5 - 1 0.5 - 5 2002/3 ?
JLC (Giappone) 0.5 - 1 0.5 - 5 2002/3 ?
CLIC (CERN) 3 - 5 10 2007/8 ?
Tutte le macchine possono produrre collisioni con fasci polarizzati (50-90%) e
sono abbastanza flessibili per funzionare come 'giga Z' factory, e-e-, e-gamma e
gamma-gamma collider.
Un collider lineare puo' esplorare scale molto simili a quelle di LHC con il
vantaggio di poter operare in un ambiente molto piu' 'pulito' con rapporti
segnale/fondo molto favorevoli ed eventi generati da uno stato iniziale
cinematicamente ben definito. In quest'ottica lo studio delle particelle
prodotte, anche le piu' pesanti, e' molto piu' semplice e completo.
Un esempio concreto riguarda la possibile esistenza di un Higgs leggero
nell'intervallo di masse compreso tra il limite della ricerca diretta a
LEP (115 GeV) e quello proveniente dal fit dei parametri elettrodeboli (195 GeV).
In un collider lineare la produzione di una tale particella e' facilmente
rivelabile, cosi' come la misura di tutte le relative frazioni di decadimento e
la sua massa. Sara' possibile anche determinare i numeri quantici della
particella di Higgs dalla dipendenza della sezione d'urto di produzione alla
soglia e dalla sua distribuzione angolare.
In alcune regioni dei parametri del MSSM LHC si puo' trovare in difficolta' nel
distinguere i fenomeni osservati dal Modello Standard. Questo non e' vero per
i collider lineari.
Mele presenta un lungo elenco di particelle supersimmetriche che possono essere
prodotte nei vari collider lineari e studiate con precisione. In questo modo
si ottiene un insieme di misure che permette di vincolare i parametri della
teoria supersimmetrica sottostante una volta assunto il valore di m_SUGRA.
In conclusione LHC ha un potenziale di scoperta maggiore ma i linear collider
possono effettuare misure di precisione altrimenti impossibili da realizzare.
24. The CLIC project. J.P. Delahaye
Il progetto CLIC prevede lo studio di fattibilita' per la realizzazione di
un collider linear e+e- con energia variabile tra 0.5 e 5 TeV e luminosita'
compresa tra 10^34 e 10^35 cm-2 s-1.
La macchina fara' uso di un fascio a bassa energia ed alta intensita' per
creare la radiofrequenza accelerante a 30 GHz per il fascio principale.
L'utilizzo di RF a 30GHz permette di ottenere gradienti acceleranti molto
elevati (fino a 150MeV/m) e mantenere la lunghezza della macchina entro limiti
ragionevoli (37.5Km).
Si prevede che la macchina possa essere costruita a passi successivi
incrementando l'energia delle collisioni aggiungendo strutture acceleranti.
D'altra parte il funzionamento in alta frequenza comporta l'utilizzo di
fasci a bassissima emittanza e dimensioni del punto d'interazione
estremamente piccole.
Fino ad un esame piu' dettagliato della fisica sottostante si pensava che
l'emittanza dei fasci dipendesse dall'ottava potenza della frequenza
impiegata per accelerare il fascio stesso. Questo e' stato dimostrato
non essere vero: l'incremento dell'emittanza e' indipendente dalla frequenza.
Simulazioni dell'ottica dei fasci portano ad un aumento di solo il 20%.
La produzione di un fascio a bassa energia ed alta intensita' puo' essere
ottenuta moltiplicando il numero di pacchetti. Cio' si puo' fare
iniettando in una macchina circolare pacchetti sfasati di una frazione
della loro spaziatura iniziale. In questo modo il fsacio successivamente
estratto dalla macchina circolare risultera' compattato in frequenza e ad
alta intensita'.
Per provare le tecniche di accelerazione richieste da CLIC e' stata
progettata una macchina apposita (CTF3), approvata dal CERN nel 00.
Successivamente (2005) verra' realizzata una struttura piu' complessa (CLIC1)
che ospitera' una struttura accelerante completa (624m) capace di
portare il fascio ad un'energia di 68GeV.
L'INFN collabora con il CERN per CTF3 con la responsabilita' del 'combiner'
e delle linee di trasferimento.
Delahaye conclude la sua presentazione con un possibile schema temporale
della realizzazione dei vari linear collider in progetto. In questa
visione Tesla e NLC potrebbero iniziare la presa dati a 0.5TeV nel 2011
seguiti da CLIC ad 1TeV nel 2015.
25. Tesla Test Facility (TTF). M. Castellano
La TTF ha lo scopo di dimostrare la fattibilita' del progetto Tesla.
E' composta da una infrastruttura di preparazione e test delle cavita'
superconduttrici e da un linac da 1GeV operante almeno a 3/5 del
gradiente nominale di Tesla.
Le attivita' INFN connesse a TTF riguardano la criogenia, i fotocatodi,
la diagnostica dei fasci, la realizzazione di cavita' e studi sui fasci.
Le cavita' a 1.3GHz realizzate per TTF hanno raggiunto un fattore di merito
10^10 mantenuto fino a 20MV/m.
Attualmente TTF e' capace di accelerare un fascio fino a circa 200MeV,
1GeV verra' raggiunto nel 04.
26. Organizzazione della ricerca in Francia. P. Debu
Il ministero per la ricerca francese e' suddiviso in due sezioni: ricerca e
tecnologia.
La prima sezione e' composta da sette consigli per la politica dei vari
settori di ricerca (fisica ed ingegneria sono raggruppate) e da un organismo
per il controllo delle attivita' svolte dall'universita' (48000 ricercatori
e docenti con un budget di 270MEuro). Inoltre vengono controllate le politiche
dei vari enti di ricerca fondamentale come il CNRS.
La sezione tecnologica comprende 4 dipartimenti e supervisiona le attivita'
di enti di ricerca applicata come CEA (applicazioni del nucleare).
Il CNRS e' deputato all'esecuzione della ricerca scientifica fondamentale.
I ricercatori coinvolti sono 11000 con un bilancio di circa 2.4GEuro.
La sezione riguardante la fisica nucleare e delle particelle e' il
IN2P3 (2000 dipendenti con un bilancio di 140 MEuro). Questo ente ha
un comitato di direzione per la definizione dei programmi e del bilancio,
ed una serie di comitati scientifici che svolgono anche il compito della
valutazione dei risultati prodotti.
Il CEA si occupa di applicazioni del nucleare ma anche di energie alternative,
scienze della vita, e sviluppi tecnologici. I dipendenti sono 16000 con un
bilancio di 2.8GEuro. Dal CEA dipende anche DAPNIA (astrofisica, fisica
particelle e nucleare e strumentazione associata) che occupa 690 persone
con un budget di 72 MEuro.
In conclusione i due enti che si occupano di fisica delle particelle
hanno due organizzazioni molto diverse tra loro che pero' funzionano
bene.
27. TRASCO. M. Napolitano
Ogni anno vengono prodotte, in Europa, circa 2500 tonnellate di rifiuti
radioattivi provenienti da combustibile esaurito. La componente piu'
radiotossica di questo materiale e' individuabile negli elementi
transuranici (Plutonio ed attinidi minori). Se fosse possibile eliminare
questi elementi si potrebbe pensare di immagazzinare il materiale
rimanente in depositi a medio termine (300-500 anni) aspettando il
decadimento degli altri isotopi instabili. Attualmente i rifiuti da
centrale conservano la loro radiotossicita' per centinaia di migliaia di anni.
Un generatore di neutroni costituito da un acceleratore e da un apposito
bersaglio, potrebbe trasmutare gli elementi a lunga vita in isotopi stabili
o a vita breve contribuendo a risolvere il problema.
Un sistema di questo tipo potrebbe funzionare come reattore sottocritico
(una sorgente esterna fornisce i neutroni necessari al suo funzionamento)
permettendo l'uso di materiali ricchi di attinidi minori (impossibili da
usare in un reattore normale in quanto emettono neutroni in tempi troppo
brevi per poter essere efficientemente controllati).
In quest'ottica s'inserisce il progetto TRASCO; una sua componente e'
controllata dall'INFN e si occupa della ricerca e sviluppo per poter arrivare
ad un acceleratore dalle prestazioni necessarie, l'altra e' controllata
dall'ENEA e mira alla realizzazione del sistema sottocritico.
Il progetto INFN consiste nello studio di un linac da 1 GeV (energia minima
per avere una resa ottimale di neutroni) con una corrente in continua
di 30mA (sufficiente per poter operare un impianto da 1.5GW di potenza
termica).
Il sistema sottocritico utilizza il piombo allo stato fuso, come liquido
di raffreddamento e bersaglio per la produzione di neutroni veloci.
Lo scopo e' di fissionare elementi transuranici creandone il meno
possibile a causa della cattura neutronica. Lo spettro di neutroni veloci
(fino a qualche MeV) prodotto dall'acceleratore assicura un ottimale
rapporto tra fissione e cattura neutronica.
Il piombo fuso ha una buona capacita' termica ed un buon trasporto di calore
associati ad una bassa sezione d'urto di cattura neutronica ed una ridotta
perdita d'energia dei neutroni per urti elestici.
Il progetto TRASCO-1 consiste nello sviluppare un disegno concettuale
dell'acceleratore. I partecipanti sono INFN ed ENEA insieme a ditte e
consorzi di ricerca. Il costo totale e' di 19GL dei quali 3.38GL a carico
dell'INFN.
Il programma e' stato esteso con un finanziamento aggiuntivo proveniente
dal MURST di 9GL (4GL per acceleratore e 5GL per sistema sottocritico).
E' stato inoltre proposto un progetto europeo per la fattibilita' del
sistema (XADS) con un finanziamento di 6ME (206KE INFN).
28. Il progetto TRASCO_AC. P. Pierini
Il linac del progetto TRASCO e' costituito da una sorgente di protoni,
seguita da un primo stadio di accelerazione a RFQ e da un linac da 100MeV.
L'ultima parte dell'acceleratore consta di tre sezioni e porta il fascio ad
un'energia di circa 1 GeV.
La sorgente di protoni prevede una corrente di 35 mA con bassa emittanza del
fascio operante a 80KV. Inoltre dovra' essere molto affidabile per ridurre
al minimo i pericolosi shock termici prodotti sul sistema sottocritico da un
arresto improvviso del fascio. Una sorgente con queste caratteristiche e'
stata realizzata ed e' funzionante presso i LNS.
Il linac a bassa energia e' diviso in due sistemi: un RFQ da 5MeV accoppiato
ad un linac superconduttore da 100MeV.
Il linac superconduttore e' composto da 230 cavita' indipendenti; in questo
modo la macchina e' sostanzialmente insensibile alla perdita di una cavita'
e quindi notevolmente affidabile.
La parte terminale della macchina e' costituita da un linac superconduttore
separato in tre sezioni funzionanti a frequenze diverse e con cavita' di varie
dimensioni a seconda del beta dei protoni accelerati.
Sono in corso studi per la realizzazione delle cavita' acceleranti
superconduttrici.
29. CMS: stato della meccanica del tracciatore. F. Raffaelli
La meccanica del tracciatore interno di CMS (TIB) e' stata discussa nel corso
dell'EDR a novembre 01. I referee hanno espresso un giudizio positivo con
la richiesta di approfondire l'integrazione dei servizi del tracciatore.
Questo e' stato effettuato recentemente in collaborazione con il CERN ed
alcuni referee di CMS. La conoscenza dettagliata delle dimensioni dei
componenti elettronici ed ottici ha permesso di studiare le integrazioni
di questi nella struttura meccanica.
Raffaelli descrive la struttura a quattro strati del barrel interno del
tracciatore di CMS. La meccanica e' divisa in due unita' lungo la
direzione del fascio per agevolare le operazioni di inserzione e di manutenzione
dello strumento. La copertura a 90 gradi rispetto al punto d'interazione
e' assicurata dalla sovrapposizione dei moduli montati nel punto di giunzione.
La responsabilita' della sezione di Pisa consiste nella costruzione della
meccanica di tutto il tracciatore interno (inner barrel e inner end-cap).
Le due unita' inner end-cap ('forward' e 'backward') sono composte
ognuna da tre dischi che si appoggiano al 'service cilinder' il quale ha
anche il compito di fornire una struttura di supporto per i servizi del barrel.
Viene descritta anche la struttura meccanica del singolo modulo di rivelazione
e le connessioni elettrico-ottiche al mondo esterno.
Ciascun strato dell'inner barrel ha i servizi organizzati in stringhe
orizzontali (parallele ai fascio) ognuna delle quali comprende tre moduli.
I segnali vengono portati ad ogni stringa da un 'mother cable' in kapton;
i prototipi di questo oggetto sono in produzione.
L'organizzazione dei servizi nell'inner end-cap e' simile a quella del barrel
salvo per il raggruppamento secondo settori circolari. Il disegno della
meccanica dell'inner end-cap sara' finalizzato a fine maggio 01; i componenti
utilizzati saranno quelli del barrel (ibrido di front-end, ibrido ottico e
mother cable).
La modularita' della struttura del barrel e' costituita da 1/4 di strato;
ovvero ogni sezione (forward o backward) e' divisa in due unita'.
Tale struttura sara' realizzata in fibra di carbonio. Per evitare che
assestamenti del materiale pregiudichino le precisioni meccaniche occorrera'
produrre i vari pezzi con un certo anticipo rispetto all'assemblaggio finale.
Particolare cura e' stata posta nell'organizzazione dei servizi nelle flangie
terminali dell'inner detector. In questo modo e' stato possibile
ridurre lo spazio morto prima dell'inizio dell'end-cap al minimo indispensabile.
Per poter essere pronti ad assemblare i moduli di rivelazione sulla
struttura meccanica completa di servizi a fine 03 occorre iniziare al piu'
presto le procedure per la gara relativa alla produzione delle varie
componenti.
I finanziamenti relativi alla struttura meccanica sono gia' stati erogati,
la collaborazione attende il via libera dalla Commissione per iniziare le
procedure della gara.
Dopo una breve discussione la Commissione decide che i referee ed il presidente
si possono riunire per dare il via libera ad eventuali urgenti esigenze della
collaborazione.
Per l'autorizzazione alla gara della struttura si attende la prossima
riunione della Commissione.
30. Stato del programma silici 5%. G. Tonelli
Lo scopo del programma era quello di mettere a punto presso l'industria
italiana la tecnologia per la produzione di rivelatori a microstrisce
di silicio per gli esperimenti LHC. Si erano individuate due fasi:
la prima (1998-2000) comprendeva la messa a punto della tecnologia
compatibilmente con le attrezzature presenti nell'industria; la seconda
(2001) prevedeva la produzione di una preserie di rivelatori, 1300 moduli,
per la qualificazione della produzione su larga scala.
La tecnologia da qualificare e' quella gia' definita per i rivelatori
da usare nel tracciatore di CMS: substrati da 6", bassa difettosita' su
dispositivi a grande area, bassa corrente inversa, alta resistenza alle
radiazioni, resistenze e condensatori di disaccoppiamento integrati.
In questa prima fase il programma prevedeva la realizzazione di 4 lotti di
rivelatori (2 a 5" e 2 a 6") per arrivare a dispositivi con le caratteristiche
richieste.
Tonelli descrive le strutture realizzate presso la ditta ST di Catania.
I risultati sui primi due lotti sono stati incoraggianti. Non tutte le
caratteristiche sono risultate ottimali, ma i prototipi caratterizzati
con l'elettronica veloce usata in CMS hanno mostrato delle prestazioni
indistinguibili da quelle di analoghi dispositivi realizzati da altre ditte.
Con i lotti 3 e 4 la tecnologia e' stata trasferita alle linee di produzione
su wafer da 6". Le caratteristiche di questi sensori sono ottime.
In conseguenza dei risultati raggiuti nel quadro di questo progetto la ditta
ST e' stata qualificata a partecipare alla gara per la fornitura dei
rivelatori per CMS (ST e' l'unica ditta, insieme a Hamamatsu, selezionata per
tutta o parte della fornitura di CMS).
Inoltre a luglio 00 ST ha ricevuto la commessa per la realizzazione dei 160
sensori necessari per assemblare gli 80 moduli della Milestone 200.
Allo stato attuale delle cose tutto e' pronto per lanciare, come previsto dal
programma, la pre-serie finale di 1300 sensori.
L'accordo con CMS e' il seguente: se ST risultera' fra le ditte che si
aggiudicheranno la fornitura per il tracciatore di CMS il contributo
'in-kind' di 1300 sensori finanziato dall'INFN all'interno del
programma 5% verra' riconosciuto nella misura di 1300*(costo finale per
sensore alla chiusura del tender).
La Commissione e' d'accordo nell'autorizzare il proseguimento del programma e
quindi l'avvio della fornitura dei 1300 sensori.
31. CMS: stato della meccanica di ECAL. M. Diemoz
La gara per la realizzazione delle griglie per la meccanica di supporto dei
cristalli del calorimetro e.m. si e' conclusa con un nulla di fatto a
causa del prezzo troppo elevato (fattore 2.7 della spesa prevista CORE).
Cosi' come e' stato presentato alla riunione della Commissione di settembre 00
si e' proceduto ad una semplificazione del disegno delle griglie e dei
cestelli ed alla realizzazione di prototipi per i quali erano stati
finanziati 100ML.
La griglia adesso e' realizzata in piu' pezzi e quindi piu' semplice da lavorare.
Inoltre i sottomoduli hanno un fissagio a sbalzo, sono vincolati in phi e la
'tablette' e' stata rinforzata.
I nuovi prototipi di griglia sono stati sottoposti a prove di carico per
verificarne le prestazioni; i risultati sono stati positivi.
Sono state ordinate due preserie di griglie da due ditte diverse che saranno
in competizione tra loro nella gara.
La collaborazione chiede lo sblocco del sj accantonato (800ML) per iniziare
le procedure per la gara (50% INFN, 50% ETHZ).
La Commissione approva lo sblocco di 800ML su C.App./CMS/Rm CORE e l'inizio
delle procedure per la relativa gara.
32. CMS: relazione dei referee (RPC Pv). S. Bertolucci, P. Campana, F. Cervelli
Sebbene l'impegno Bulgaro nella costruzione delle RPC si sia chiarito
permane la preoccupazione per la Cina e la necessita' di produrre 96 camere
per la prima ruota entro autunno 02. Per questi motivi la collaborazione
chiede alla Commissione il parere positivo ed i finanziamenti per aprire
una nuova linea di test nella sezione di Pavia.
Il direttore di Pv e' favorevole a questa nuova iniziativa ma chiede del
personale per la gestione.
Vercesi puntualizza che e' disponibile un tecnico meccanico di sezione e che,
se le risorse non dovessero essere sufficienti, si dovra' fare una richiesta di
personale temporaneo.
Le richieste del gruppo ammontano a 80ML per la messa a punto del sistema di test
e per infrastrutture di laboratorio.
Calvetti esprime parere favorevole in quanto il gruppo di Pv dara' un
importante supporto a Bari che in questo momento e' la sola sezione INFN
impegnata nel progetto.
Per Cervelli si puo' aprire una linea di supporto, pero' Bari aveva a suo
tempo dichiarato di essere autosufficiente.
La Commissione approva l'apertura di una linea di test a Pv sbloccando
80ML da Inv./CMS/Pv. Tale finanziamento dovra' essere sufficiente per il
reperimento e la messa a punto di tutta la strumentazione necessaria.