VERBALE DELLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE SCIENTIFICA NAZIONALE I Roma, 28-29 Gennaio 2002 Presenti: U. DOSSELLI - Presidente A. STAIANO - Coord. Sez. di Torino C. MERONI - Coord. Sez. di Milano M. MORANDIN - Coord. Sez. di Padova R. CONTRI - Coord. Sez. di Genova S. ZUCCHELLI - Coord. Sez. di Bologna M. DELL'ORSO - Coord. Sez. di Pisa C. LUCI - Coord. Sez. di Roma G. CHIEFARI - Coord. Sez. di Napoli A. MARTIN - Coord. Sez. di Trieste S. ALBERGO - Coord. Sez. di Catania C. CIVININI - Coord. Sez. di Firenze M. DE PALMA - Coord. Sez. di Bari V. VERCESI - Coord. Sez. di Pavia M. CURATOLO - Coord. L.N. Frascati M. SAVRIE' - Coord. Sez. di Ferrara P. CENCI - Coord. Sez. di Perugia A. LAI - Corrd. Sez. di Cagliari A. DI CIACCIO - Coord. Sez. di Roma-2 E. GRAZIANI - Coord. Sez. di Roma-3 Presenti a parte della riunione: A. Scribano, A. Baldini, S. Belforte, F. Bradamante, A. Cardini, F. Cervelli, E. Chiavassa, M. Cordelli, M. Dallavalle, M. Deninno, C. Dionisi, F. Ferroni, F. Gasparini, P. Giacomelli, M. Grassi, E. Iacopini, E. Longo, L. Luminari, G. Martellotti, C. Matteuzzi, P. Paolucci, I. Peruzzi, D. Piccolo, G. Piredda, A. Pullia, S. Ragazzi, C. Sciacca, G. Tonelli, J. Va'vra, S. Veneziano, L. Zanello. Agenda Lunedi' 28 Gennaio 1. Comunicazioni 2. CDF: Stato del timing per i calorimetri adronici. M. Cordelli 3. CDF: Stato del calcolo. S. Belforte 4. CDF: relazione dei referee. P. Giubellino, F. Lacava, L. Moroni, F. Gagliardi, L. Perini, V. Vercesi 5. Aging effects in gaseous detectors. J. Va'vra 6. BaBar: stato RPC. F. Ferroni 7. BaBar: relazione dei referee. M. de Palma, P. Lubrano, C. Luci, A. Staiano Martedi' 29 Gennaio 8. Taglio del tempo macchina SPS sui programmi di NA48. E. Iacopini 9. MOF di LHC. F. Cervelli 10. Taglio del tempo macchina SPS sui programmi di Compass. F. Bradamante 11. Presentazione gruppo INFN/Mi per CMS. A. Pullia 12. Presentazione gruppo INFN/Na per CMS. P. Paolucci 13. CMS: sistema del gas per sistema muoni. P. Giacomelli 14. CMS: relazione dei referee. S. Bertolucci, F. Cervelli, P. Campana, M. Morandin 15. MUG-Test: Stato dell'esperimento. A. Baldini 16. MUG-test: relazione dei referee. R. Contri, E. Iacopini Lunedi' 28 Gennaio 1. Comunicazioni Dosselli. Ad inizio gennaio 02 un magnete superconduttore di Hera ha iniziato a dare problemi. Per questo motivo il previsto 'luminosity run' riprendera' il 17 marzo. Il rapporto dell'Hepap subpanel critico nei confronti di BTeV verra' rivisto. Le proposte del DoE per giungere ad una possibile approvazione riguardano la rinuncia alla costruzione di uno dei due bracci dell'esperimento, il mantenimento degli attuali magneti low-beta e la costruzione finale con finanziamenti negli anni 05-08. In questo modo la luminosita' fornita all'esperimento sara' modesta per il periodo di messa a punto dello stesso per poi passare a valori ottimali una volta che si potranno utilizzare i magneti low-beta degli esperimenti CDF o D0 quando questi, una volta iniziata la presa dati ad LHC, verranno dismessi. I prossimi passi saranno la sottomissione di una nuova proposta al PAC di FNAL ad aprile 02, la review del DoE entro settembre 02 con probabile parere favorevole e conseguente discussione all'interno dell'INFN. Durante la riunione di gennaio dell'IFC di BaBar sono stati approvati i bilanci 01 (consuntivo) e 02 (di previsione) e quindi i relativi contributi ai fondi comuni. Verra' proposta la ratifica di un MoU sulla strategia del calcolo. Questo comprende un addendum specifico per ogni TIER-A locale (Pd, Lione e RAL). La collaborazione sta valutando i progetti per l'esperimento negli anni successivi al 05-06 una volta terminato il programma di 'baseline' (500fb-1). Per quanto riguarda i fondi comuni dell'esperimento CDF verra' istituito un FRC che dovra' conciliare le esigenze delle varie parti in causa (colaborazioni, laboratorio, agenzie finanziatrici). La Commissione dovra' stabilire se esistono incompatibilita' sulle afferenze multiple agli esperimenti; questo anche per limitare i costi provenienti dai MOF degli esperimenti LHC. A partire da questa riunione i MOF LHC verranno seguiti da una persona facente parte del 'pool' dei referee dei relativi esperimenti. Il 1/3 si terra' a Catania una giornata di discussione dedicata al piano triennale dell'ente. Dosselli presentera' lo stato e le prospettive del gruppo 1. Il 3-5 aprile si terra' a Parma un 'incontro sulla fisica delle alte energie'. Durante la riunione di marzo F. Giannotti interverra' su 'Il futuro del CERN', seguira' una presentazione sugli ultimi risultati di BaBar. A novembre e' invece prevista una riunione sulla fisica del B: BaBar con 1 ab-1, competitivita' di CDF e D0, possibilita' di BTeV e LHCb, misure di Atlas e CMS con varie configurazioni dell'apparato. Sempre a novembre e' prevista una discussione sul calcolo di LHC. Vengono sollecitate relazioni degli osservatori del gruppo 1 nelle altre Commissioni. Prima della riunione di maggio si pensa di organizzare un paio d'incontri con CDF-Italia per preparare una proposta sugli impegni dei gruppi italiani nel run IIb del Tevatron. Nania sostituisce Tonelli come referee di LHCb. Il gruppo di Ferrara interessato a PEP-N, dopo la non approvazione del progetto, intendono confluire nel gruppo della sezione coinvolto in BaBar. Viene chiesto alla Commissione il permesso di usare il finanziamento ricevuto per PEP-N per BaBar. La Commissione approva. Ferroni, tramite il coordinatore di Roma, chiede un finanziamento di ME per poter seguire le riunioni di LHCC del quale fa parte. La Commissione approva, sulle dotazioni di Rm, un finanziamento di 5kE di ME. Patrignani, tramite il coordinatore di Genova, chiede un finanziamernto per poter partecipare ai lavori del PDG. La Commissione chiede una lettera con il dettaglio dell'attivita' prevista. Durante la prossima riunione e' prevista una discussione sull'istituzione di una 'antenna' italiana al CERN. Dosselli comunica che il presidente dell'ente sollecita alla Commissione un maggior impegno nella ricerca di possibili applicazioni del lavoro di ricerca in fisica delle alte energie nella societa'. Civinini propone lo sblocco dei fondi 02 per il presidente della Commissione, finanziati sj sulla sezione di Firenze. La Commissione approva quindi lo sblocco di: 7 kE su MI/Pd da MI/Fi 15 kE su ME/Pd da ME/Fi 5 kE su Sem/Pd da Cons./Fi S. Veneziano, nuovo osservatore del gr. 5 in Commissione, riceve i saluti di Dosselli. Scribano. Durante la riunione per il piano triennale verranno dedicati degli spazi di discussione per i futuri acceleratori (includendo anche il progetto italiano per un free electron laser) e per esperimenti nello spazio. Se approvato il progetto FEL pesera' sugli impegni finanziari dell'ente tramite una dotazione di cassa separata da quella normale. Il 13 febbraio si terra', presso i LNF, un workshop sul 'sesto programma quadro dell'Unione Europea'; si sollecita una partecipazione per poter meglio valutare la possibilita' di ottenere finanziamenti presso l'UE. Nel periodo 17-21 aprile si svolgera' ad Erice il workshop tra fisica ed industria. Il consorzio Ego (european gravitation observatory) ricerca personale per il calcolo da distaccarsi presso Cascina. Sono disponibili contratti di 2-3 anni oppure con la durata prevista per il consorzio (attualmente 10 anni). Viene ricordato che per gli acquisti tramite gara fa fede quanto scritto nel capitolato e nella lettera d'invito. Se si prevedono acquisti successivi si puo' farne menzione esplicita nel capitolato. Pacciani. Il bilancio di previsione dell'ente e' stato costruito su una previsione di 300ME; il ministero ha pero', al momento, autorizzato solo fino alla cifra dello scorso anno. A causa di cio' il Direttivo ha sottratto una frazione del fondo indiviso e del non impegnabile delle varie commissioni. Questa operazione e' comunque trasparente all'operato delle Commissioni. Nel 01 l'ente ha esaurito la cassa a disposizione; per il 02 si pensa di ottenere una cifra pari a quella dell'anno scorso (505GL) piu' il 5%. Inoltre e' stata chiesta una integrazione di 15GL per il nuovo contratto; nel caso in cui questa non venga concessa dovremo far fronte ai nuovi impegni prendendo cassa dall'aumento del 5%. Una volta chiarito questo punto la dirigenza dell'ente potra' decidere se sbloccare o meno altra competenza dal non impegnabile. Per avere un'idea della scala dei tempi si ricorda che le decisioni ministeriali circa le disponibillita' di cassa del 01 furono prese nel mese di aprile dello scorso anno. La Commissione 1 ha gia' deciso l'impegno di 86mu sui 100mu disponibili per contratti di prestazione d'opera. Viene raccomandato alla Commissione di limitare le variazioni di bilancio. Lo sblocco di sj non e' una variazione di bilancio, un'assegnazione da fondo indiviso o cambiamento di capitolo lo e'. Per la tempistica della Commissione e' importante sapere che gli sblocchi possono essere autorizzati dalla giunta di fine mese, mentre le variazioni di bilancio, che sono soggette al controllo dei revisori dei conti, devono essere presentate alla giunta di meta' mese per poi essere approvate in delibera al direttivo successivo. 2. CDF: Stato del timing per i calorimetri adronici. M. Cordelli L'informazione in tempo proveniente dai calorimetri adronici di CDF e' importante per la reiezione dei raggi cosmici e per il riconoscimento di fotoni 'prompt' che aiuta nell'identificazione di possibili eventi con particelle supersimmetriche. In quest'ultimo caso ci si aspettano fotoni con energia di circa 20 GeV dei quali 0.2 GeV vanno a depositarsi nel calorimetro adronico. Questa quantita' ha dettato il valore delle soglie dei discriminatori . La catena elettronica e' cosi' composta: il segnale dall'ultimo dinodo dei fototubi viene trasferito, attraverso una 'transition board', al back plane del crate VME situato nelle vicinanze dell'apparato, nel crate VME sono inserite le schedine che contengono i discriminatori, infine da queste schedine partono i cavi di 60m che portano i segnali ai TDC. Tutte le schede che ospitano i discriminatori sono state calibrate. Per il WHA (end-wall hadron calorimeter) la maggioranza dei discriminatori presenta un rumore con frequenza dell'ordine del MHz. Tale rumore puo' essere eliminato introducendo una ferrite intorno al cavo in prossimita' dell'ingresso del discriminatore oppure disaccoppiando, tramite l'introduzione di un trasformatore 1:1, l'ingresso dei discriminatori. La prima soluzione non e' realizzabile a causa degli ingombri e per la scarsa efficacia. L'introduzione dei trasformatori funziona e si puo' attuare realizzando nuove transition board. Inoltre questa soluzione risolve un preesistente problema di mappatura che portava alla perdita di circa il 30% dei canali. Una prova con 3 nuove schede e' gia' stata realizzata con risultati ottimali. Nelle nuove transition board i cavi che portano il segnale non sono saldati ma connessi tramite Lemo. Questo permettera' di risolvere i problemi di mappatura. Dopo la prova la collaborazione ha deciso di sfruttare il periodo di shutdown tagliando tutti i cavi applicandoci i connettori Lemo. La spesa totale per questo intervento e' di 24kE; la collaborazione chiede quindi lo sblocco del sj accantonato a settembre per questo scopo ed il finanziamento aggiuntivo di 12kE. 3. CDF: Stato del calcolo. S. Belforte La Central Analysis Facility (CAF) di CDF e' attualmente basata su macchine multiprocessore (SGI e SUN). Tale sistema era stato pensato stimando le esigenze del run II come 20 volte superiori a quelle del run I e con un software con prestazioni simili. Purtroppo tali previsioni si sono rivelate sottostimate; l'I/O e' peggiorato di un fattore 100 (oggetti invece di stringhe di dati) e l'analisi di un fattore 10, probabilmente a causa dei programmi scritti in linguaggio OO. Le risorse di calcolo non bastano neppure per le esigenze dell'estate 02 quando dovranno essere analizzati i dati per le conferenze. Previsioni piu' realistiche portano a stimare le esigenze a 100 (scalabile a 1000) CPU da 1GHz e 70TB di disco. La nuova CAF sara' composta da 'farmlet' (circa 100) ognuna composta da 10 CPU ed un file server con 1TB di disco. Esiste gia' un progetto pilota per un prototipo di questo sistema. L'approccio in questo modo sara' graduale; ogni farmlet e' vista come un nodo di rete, il tutto sara' facilmente scalabile e l'hardware, in prospettiva, potra' essere distribuito ovunque (approccio verso GRID). La collaborazione italiana e' fortemente interessata a questo sistema per il suo utilizzo ai fini dell'analisi e della produzione di MC. Probabilmente intorno al 04 si potranno utilizzare gli strumenti GRID per inserire farmlet residenti in Italia nel sistema di CDF. Belforte descrive brevemente le analisi attualmente in corso in Italia: fisica del B, eventi minumum bias, alto Pt, eventi esotici. Si prevede di poter disporre dei primi 100pb-1 entro l'estate per arrivare a 300pb-1 a fine anno. Il tutto comportera' l'immagazzinamento di 6-8TB di dati. La collaborazione italiana propone la messa in opera di 4 farmlet, una per analisi, che possono servire anche per la sperimentazione del sistema. Ognuno di questi sistemi costera' 20kE (10kE per il disk server e 10kE per le CPU), vengono quindi richiesti 80kE. 4. CDF: relazione dei referee. P. Giubellino, F. Lacava, L. Moroni, F. Gagliardi, L. Perini, V. Vercesi Vercesi illustra alla Commissione le proposte dei referee. Il miglioramento proposto per il sistema di timing del calorimetro adronico (WHA) e' efficace. La Commissione aveva gia' finanziato l'intervento per il barrel ed aveva chiesto altre informazioni prima di finanziare l'analogo sulle end-plug. Le informazioni sono giunte ai referee in ritardo ed accompagnate da modifiche sul progetto gia' implementate senza una discussione preliminare con i referee. La lista dei costi fornita dalla collaborazione contiene delle cifre elevate rispetto al mercato. In conclusione i referee propongono lo sblocco dei 12kE sj su Cons./LNF per lo scopo ma esprimono riserve circa il finanziamento aggiuntivo. Per quanto riguarda il calcolo la collaborazione si trova a fronteggiare una sottostima delle esigenze. La CAF non sara' quindi sufficiente gia' dall'estate. I referee si sono incontrati con M. Kasemann e R. Harris per una discussione dei piani a corto e medio termine. La politica del calcolo di CDF e D0 sta evolvendo verso l'utilizzo di PC con Linux come sistema operativo. Perplessita' sono emerse per una decisione dei laboratori di portate a 128 CPU l'SGI gia' presente nella CAF. Questa viene giustificata dalla necessita' di avere una transizione graduale dal vecchio al nuovo sistema. La richiesta da parte della collaborazione italiana di installare 4 farmlet e' ragionevole e bene s'inquadra nei piani di calcolo dell'esperimento e nell'esigenze di analisi. Per questi motivi i referee propongono uno sblocco di 80kE su Inv./Ts. La Commissione approva le proposte di sblocco formulate dai referee. 5. Aging effects in gaseous detectors. J. Va'vra Il seminario del prof. Va'vra si concentra sugli effetti di danneggiamento dei rivelatori a gas. La chimica della scarica in gas viene analizzata anche alla luce degli studi sulla chimica del plasma. Impurezze anche modeste di materiali alogeni e siliconici portano alla formazione di polimeri che tendono a depositarsi sui fili riducendo l'efficienza delle camere ed aumentando la possibilita' di scariche nel gas. Viene anche mostrato l'effetto della formazione di acidi, quali HF, che attaccano pesantemente tutte le superfici interne di un rivelatore. Un limitata e controllata presenza di gas specifici (come vapor d'acqua o altri) limita la formazione di polimeri incrementando la resistenza dei rivelatori. 6. BaBar: stato RPC. F. Ferroni Il meccanismo di produzione delle RPC alla General Tecnica e' stato significativamente migliorato. Il circuito di oliatura e' adesso dotato di un filtro che intercetta ogni impurezza di dimensioni maggiori di 5um, inoltre le gap sono assemblate in un'area pulita e sono stati messi a punto controlli di qualita' piu' efficaci. Per quanto riguarda la costruzione delle camere sono state introdotte delle cornici preforate per il passaggio del gas. L'olio di semi di lino usato per il processo viene certificato sia prima della sua introduzione nel circuito che durante ogni oliatura. Alcune camere predisposte appositamente vengono aperte per verificare che la polimerizzazione sia corretta. Nell'assemblaggio delle gap vengono controllati alcuni parametri di qualita' sia sulle lavorazioni eseguite sulla bakelite che sulle camere. La certificazione finale per le camere viene eseguita 'radiografando' il rivelatore tramite raggi cosmici per misurarne l'efficienza punto per punto. Attualmente sono state prodotte 183 gap (tipo top/bottom middle) delle quali 172 sono utilizzabili. Di queste ne sono state completamente certificate 119, quelle che mancano sono ancora in fase di lavorazione. Per la produzione mancano 47 gap (19 top/bottom e 28 middle). Le 'envelopes' (camere complete) gia' assemblate sono 40, ne mancano ancora 69. Per quanto riguarda le camere per la realizzazione del 'belt' esterno all'endcap occorrono 24 camere delle quali nessuna e' stata ancora prodotta. Alla GT sono ancora allocati 30 giornate lavorative per BaBar; si producono 2 gap al giorno con ancora da costruire 71 gap (comprese le 24 belt). Ad un ritmo di 1 assemblaggio di envelope al giorno si prevede di completare la produzione non prima dell'inizio di maggio. Il progetto Belt e' finalizzato ad assicurare una zona con una maggiore reiezione di pioni. Nel nuovo Forward EndCap si incrementa lo spessore di materiale sostituendo i primi quattro strati di camere con altrettante lastre di ottone ed aggiungendo 10cm di materiale all'esterno prima del belt. A novembre 00 sono state inseriti nell'endcap 24 moduli di camere nuove all'inizio tutte identiche fra di loro (corrente di 0.5uA/m^2 al plateau). Queste camere sono distribuite in tre zone a diversa esposizione (da frazioni di Hz/cm^2 a 5-10 Hz/cm^2). L'efficienza delle nuove camere diminuisce di circa 1.4% ogni anno (rispetto a -4.8% all'anno delle vecchie camere del forward endcap. Il tasso di rumore indotto sulle camere e' dominato dal background del fascio ed e' inaccettabile per gli strati esterni (17 e 18) non protetti da materiale. In questo ambiente l'efficienza dello strato 18 e' nulla. Il barrel IFR non puo' essere ricostruito in quanto un nuovo assemblaggio prevede lo smontaggio quasi completo di BaBar. Un tentativo per fermare, ed eventualmente invertire, la perdita di efficienza nella identificazione dei muoni e' stato fatto a Frascati ed ha dato buoni risultati. Il metodo consiste nel flussare nelle camere Ar puro ed applicare un voltaggio inverso fino a raggiungere una corrente integrata di circa 300C. L'efficienza recuperata rimane a valori buoni (superiori all'80%) anche dopo la cura. Un totale di circa 10 camere e' stato sottoposto a questo trattamento in laboratorio ed i risultati sono stati confermati. Probabilmente questo trattamento aumenta la resistivita' degli spaziatori. Durante lo shutdown di Natale e' stata fatta una prova parziale sulle camere del back endcap che pero' non ha dato risultati attendibili a causa di problemi sul flusso del gas ed errori sul cablaggio dell'alta tensione. Un'altra prova potrebbe essere effettuata a maggio. La collaborazione chiede anche un finanziamento per la modifica del sistema di alta tensione del barrel per poter applicare il metodo per rimediare alla diminuzione di efficienza delle camere. L'installazione delle camere nel forward endcap avverra' tra luglio ed ottobre. Le richieste di sblocco di sj verranno effettuate durante la riunione di marzo. Durante la discussione che segue la presentazione Savrie' chiede quali sono le prospettive per il barrel dopo il 05. La perdita di efficienza di identificazione dei muoni riguarda principalmente la selezione stretta (con poca contaminazione) mentre quella larga rimane accettabile. Si potrebbe decidere, se l'efficienza non dovesse essere piu' accettabile, di estrarre i primi strati di camere barrel e sostituirli con assorbitore. 7. BaBar: relazione dei referee. M. de Palma, P. Lubrano, C. Luci, A. Staiano Staiano discute le proposte dei referee per il completamento del rivelatore Fendcap RPC ed adeguamento del sistema HV del barrel. Vengono raccomandati i seguenti finanziamenti: 24kE per trasporti + 10kE su cons. per rinforzo casse 15kE su C.App. per cavi di segnale da FEC a minicrates 11kE su C.App. per adeguamento sistema HV del barrel 17kE su C.App. per camere Belt 13.5kE su C.App. per acquisto strip 7kE su C.App. per completamento e camere di riserva per Top/Bottom 7kE su C.App. " " " " " Middle 5kE su C.App. per lastre di bakelite per moduli spare e test. Tot. 10kE Cons./Rm1 24kE Trasp./Rm1 75.5kE C.App./Rm1 Il totale del finaziamento e' circa il 10% del totale per IFR; inoltre il lavoro portato avanti dalla collaborazione sara' prezioso per la realizzazione degli RPC per tutti gli altri esperimenti d'interesse INFN che ne fanno uso. Inoltre viene proposto che il gruppo di Ferrara ex-PEP-N sia autorizzato ad usare i finanziamenti ricevuti per BaBar. Nella discussione che segue viene messo in evidenza che il progetto IFR ha notevoli difficolta' sia per carenze di progetto iniziali (poco assorbitore) che per problemi alle camere. La fisica finora non ne ha sofferto, si potrebbero pero' avere dei problemi per i canali dove e' necessaria la selezione stretta con poca contaminazione di pioni. Infine una parte del gruppo di Napoli ha manifestato l'intenzione di lasciare l'esperimento. Sciacca risponde affermando che lo spessore degli assorbitori era stato sottostimato dal laboratorio, i gruppi italiani hanno a lungo richiesto di aumentarlo arrivando alle dimensioni attuali. Inoltre il sistema realizzato si e' dimostrato essere ridondante in quanto si fa ancora fisica pur con tutti i problemi che si sono manifestati. Ferroni afferma che i problemi di manpower dovrebbero attenuarsi dopo i lavori dell'estate; infatti si dovrebbero liberare molte persone che adesso di occupano di seguire procedure che saranno poi completamente automatizzate. Inoltre il gruppo di Napoli che ha intenzione di lasciare BaBar assicura un suo impegno per i lavori d'installazione durante la prossima estate. La Commissione approva le proposte dei referee suggerendo di reperire i finanziamenti tramite lo sblocco di parte del sj su Cons./Pd destinato al pagamento dei fondi comuni della collaborazione per il calcolo. Una ulteriore discussione sui problemi relativi alla gara di acquisto di hardware per la farm di reprocessing di BaBar si svolge in apertura della riunione di martedi' 29 gennaio. A tale proposito Morandin informa la Commissione che la Giunta dell'ente non ha approvato l'acquisto di una parte di dischi SCSI (per un totale di 400ML) in quanto non presenti nel capitolato di gara. Tali dischi potevano essere acquistati con i risparmi ottenuti dalle offerte a ribasso che in questo modo vanno a formare un avanzo sul bilancio 01 e non possono essere utilizzati dalla collaborazione. Per recuperare questi finanziamenti non utilizzati viene suggerito che sia la Commissione ad anticiparli, prelevandoli dall'equivalente stanziamento per l'upgrade della farm del 03, per recuperli poi nel 02 o nel 03. Dosselli afferma che e' nell'interesse della collaborazione e della Commissione massimizzare l'hardware acquistato in modo da farsi riconoscere una diminuzione dei fondi comuni del calcolo. La Commissione approva la proposta di sbloccare una parte del sj destinato alla farm nel 03; la tempistica della richiesta di reintegro, cioe' se effettuarla nel 02 o nel 03, verra' decisa in una della prossime riunioni. Martedi' 29 Gennaio 8. Taglio del tempo macchina SPS sui programmi di NA48. E. Iacopini Introduce l'argomento Dosselli ricordando che il CERN ha ridotto il periodo di funzionamento dell'SPS per problemi finanziari, questo perturba le attivita' scientifiche della Commissione procurando anche dei danni economici. Dall'esito delle discussioni sulle presentazioni di Iacopini e Bradamante si decideranno i punti da inserire in una lettera al CERN di disaccordo su tale decisione. Iacopini ricorda alla Commissione i programmi NA48/1 (K_s ad alta intensita') e NA48/2 (K carichi) gia' approvati sia dal CERN che dall'INFN. Il fascio di K_s verra' realizzato chiudendo la linea dei K_l e dirottando sul bersaglio dei K_s una maggiore quantita' di protoni primari (10^10 particelle per burst a 400 GeV/c). Con tale fascio si intendono misurare BR(K_s->pi0e+e-) ed eta_000. Per il 03 e' previsto un fascio di K+-, che comporta la risistemazione della linea di fascio e l'upgrade dell'apparato sperimentale, con il quale si potra' studiare il condensato di quark tramite l'analisi del decadimento K_e4, e l'asimmetria di carica nei decadimenti K+- in tre pioni carichi per lo studio della violazione di CP. Per entrambi i programmi sara' pronto il nuovo readout delle camere a fili per il quale l'INFN ha investito 700KSF. Per il programma dei K carichi verra' installato un TRD (3.2MSF da gruppi USA) e il rivelatore Kabes (micromega per taglio in impulso dei K, 250KSF da gruppi francesi e tedeschi). Il decadimento K_s->pi0e+e- dovrebbe essere misurato da NA48/1 con una SES (single event sensitivity) di 6*10^-10. Questo perche' la 'Chiral perturbation theory' prevede un BR dell'ordine di 5*10^-9 moltiplicato per un fattore (proprio della teoria) che si pensa essere dell'ordine dell'unita'. Tale misura aiuta nella determinazione della violazione diretta di CP nel decadimento corrispondente del K_l. Il parametro eta_000 se diverso da zero da' una indicazione di violazione di CP proveniente dal mixing. Tale parametro e', fino ad ora, misurato con un errore molto grosso; ci si propone di migliorarlo di un fattore 10. Infine si potranno effettuare delle misure sulla fisica degli iperoni. Per svolgere questo programma NA48/1 aveva chiesto per il 02 120 giorni di fascio dall'SPS con 10^10 protoni da 400 GeV/c per impulso e ciclo di 5/19.2 (tempo di estrazione/tot. tempo del ciclo). Attualmente il programma dell'SPS prevede per il 02 82 giorni con 10^10 protoni da 400 GeV/c e ciclo di 5/16.8 . La riduzione effettiva del fascio, tenendo conto della maggior efficienza grazie al ciclo piu' breve, e' del 22%. La riduzione R pesera' interamente sulla SES del K_s->pi0e+e- e per R/2 sulla precisione di eta_000. Tale riduzione e' dello stesso ordine della riduzione che ci si aspettava con il vecchio readout delle camere (30%) per eliminare la quale l'INFN ha investito 700KSF. Il fascio dei K carichi avra' un impulso di 60 +- 3 GeV/c selezionando le particelle tramite magneti. Lo studio del decadimento K_e4 verra' effettuato attraverso 5 variabili cinematiche. Per l'asimmetria di carica nei decadimenti K+ -> pi+pi-pi+ si pensa di raggiungere una sensibilita' di 10^-4 contro valori previsti dal modello standard per violazione diretta di CP di 10^-5 10^-6. Tuttavia una possibile presenza di Supersimmetria potrebbe incrementare questi effetti fino alla sensibilita' dell'esperimento proposto. Con il tempo macchina ridotto, assumendo per il 03 una riduzione analoga a quella del 02, l'errore statistico sulla asimmetria passa da 1.7*10^-4 a 2*10^-4. Altri scenari, con energia dei protoni primari diminuita a 350 0 300 GeV incrementano l'errore rispettivamente a 2.1 e 2.4*10^-4. Inoltre nel 03 l'apparato sperimentale sara' notevolmente cambiato e ci si aspetta un periodo di messa a punto considerevole (15 giorni). Questo aggrava in maniera maggiore il danno per la fisica. Infine se nel 03 il funzionamento dell'SPS fosse del tutto cancellato questo porterebbe ad un danno notevole per l'INFN che ha approvato l'investimento di 700KSF nel readout delle camere a condizione che entrambi i programmi fossero realizzati. Nella discussione che segue viene fatto notare che il contributo italiano e' solo una parte degli investimenti fatti per i due programmi, quindi si consiglia di far notare anche questo aspetto per cercare di limitare i tagli del CERN. Albergo sottolinea il fatto che questo e' un tipico esempio di esperimenti 'piccoli' che soffrono a causa della difficolta' dei finanziamenti per i progetti LHC. La Commissione dovrebbe tutelare questi casi per non perdere importanti contributi scientifici. Dosselli si dichiara d'accordo su questo punto. La priorita' della Commissione rimane sui grossi esperimenti, si deve pero' ricavare risorse per esperimenti piu' piccoli scientificamente interessanti. Vercesi interviene nella discussione ricordando che il programma dei K carichi era piu' importante di quello dei K_s ed e' appunto quello che ha portato al CERN una nuova comunita' scientifica. Tagliarlo significherebbe perdere di credibilita' danneggiando oltremodo il laboratorio. 9. MOF di LHC. F. Cervelli Dosselli introduce l'argomento ricordando che Cervelli e' membro dello 'Scrutin group dell'RRB' per quanto riguarda i MOF di LHC. Nella riunione dell'RRB di ottobre 01 Cashmore propose che, nelle more di un MoU sui MOF non ancora approvato, le collaborazioni pagassero 1/3 dei MOF relativi al 02. I responsabili nazionali di Atlas ed LHCb stanno per ricevere le fatture, CMS e' escluso in quanto ha gia' anticipato i MOF tramite un contributo per l'acquisto dei sensori per il tracciatore al silicio dell'esperimento. Cervelli inizia il suo intervento ricordando che lo Scrutiny Group e' un gruppo di lavoro di supporto all'RRB che svolge un ruolo tecnico a carattere consultivo. I suoi compiti riguardano la valutazione di congruita' ed omogeneita' dei costi di M&O (maintenance and operation) dei quattro esperimenti ad LHC. I costi sono divisi in tre categorie: costi generali (A), manutenzione dei sottorivelatori (B), costi a carico del CERN (C). L'obiettivo e' di contribuire tecnicamente alla redazione del MoU per i M&O. A breve scadenza lo scrutiny group si riunira' il 21-22 febbraio per avviare una verifica dei costi dei sottorivelatori per poi passare a scrivere le raccomandazioni finali all'RRB in una riunione da tenersi a marzo. Prima di queste riunioni Cervelli auspica un'incontro con la Commissione per uno scambio di opinioni quantitativo sulle cifre. Lo scrutiny e' composto da 4 persone scelte per ciascun esperimento dall'RRB e da 4 persone scelte dal CERN le quali svolgono il loro compito per tutti gli esperimenti LHC. Per promuovere una continuita' nelle scelte i membri dello scritiny dureranno in carica due anni con la possibilita' di essere rinnovati. Una meta' di essi avra' un primo mandato di tre anni per assicurare un cambiamento a rotazione. D. Schinzel e' stato eletto chairman. Le richieste complessive per M&O dei quattro esperimenti nell'arco temporale che va dal 02 al 07 (6 anni) e' di 180MSF. In questo periodo i servizi forniti dal CERN si ridurranno sempre di piu'. In questo scenario lo scrutiny group ha separato le richieste degli esperimenti tra C&I (commissioning and integration, spese 'una tantum') e M&O da pagare ogni anno. La proposta di MoU sui M&O verra' formulata dopo aprile 02, come gia' detto e' stato espresso un giudizio positivo per il pagamento di 1/3 dei costi M&O del 02. Nelle riunioni che si sono svolte fino ad ora lo scrutiny group ha valutato i costi di tipo A per il periodo 02-07; in linea di principio e' stata ottenuta una riduzione del 20-25% per i paesi membri CERN e per quelli che contribuiscono alla costruzione di LHC. I costi C&I vanno assimilati ai 'cost to completion' degli esperimenti, quindi dovrebbero essere inclusi negli aggiornamenti dei MoU degli apparati. Il controllo di queste voci e' stato affidato ai membri dello scrutiny group residenti al CERN; questo puo' portare dei rischi di autoreferenzialita'. Nelle tabelle dei MOF non sono considerati dei costi imprevisti o delle contingenze (da vedere come incertezza sul valore delle singole voci); si sta inoltre valutando un corretto profilo temporale della spesa. Inoltre sembra emergere un atteggiamento 'centralistico' del CERN che tende a gestire in proprio i finanziamenti forniti dalle varie agenzie per quello che riguarda i MOF. Cervelli fornisce una panoramica delle maggiori voci che compongono le spese di categoria A. Si va dal manpower per supporto tecnico al consumo di elettricita' alle spese per computing online e di segreteria. Un lista completa delle varie voci e' disponibile sulle trasparenze della presentazione (http://www.pd.infn.it/CSN1/riunioni/28-01-2002/cervelli_mof.pdf). A questo riguardo le osservazioni di carattere generale sono le seguenti: i costi del computing online vengono controllati da un'apposita commissione, sembrano non giustificate le spese per affitto di elettronica al 'pool', i sistemi di sicurezza dei rivelatori non sono omogenei tra le varie collaborazioni. Inoltre le spese di segreteria sembrano eccessive, occorrono delucidazioni sulla necessita' di aree di stoccaggio, i criteri della ripartizione dei costi relativi al consumo elettrico non sono definiti, le spese per consulenza non sono del tutto chiare. Il lavoro sulla categoria B e' appena iniziato. Sembra difficile valutare una corretta scala temporale di spesa: alla manutenzione straordinaria non si puo' dare scadenze precise. Durante la riunione del 21-22 febbraio lo scrutiny group effettuera' il controllo finale dei costi di categoria A ed iniziera' la revisione della categoria B attraverso un confronto con i 'resource coordinator' dei vari esperimenti. Inoltre verra' effettuato uno studio dei costi C. Nella riunione del 25-26 marzo verra' stipulato un documento con le raccomandazione dello scrutiny group all'RRB per la preparazione del MoU. Discussione. Dosselli chiede se c'e' una sinergia tra i diversi esperimenti sull'utilizzo delle risorse. Cervelli: no, lo scrutiny group lo fara' notare ma e' fuori dai suoi compiti richiederlo. Viene fatto notare che le spese di segreteria, cosi' come alcune voci di categoria B, potrebbero essere ridotte utilizzando personale dell'ente. Questa opportunita' potrebbe essere discussa in una delle prossime riunioni della Commissione. Per Dosselli i costi C&I non sono controllati opportunamente; la Commissione si attivera' per dare degli spunti a chi rappresentera' l'INFN nell'RRB. Maggiore urgenza per il controllo dei costi A: occorrera' controllare le esigenze di 'pool', le possibili sinergie tra gli esperimenti e le spese che possono essere coperte con personale dell'ente. Per le spese di tipo B occorrera' valutare di volta in volta le esigenze dei sottorivelatori ed erogare un finanziamente sufficiente alle necessita'. Su questo punto Cervelli fa notare che c'e' una considerevole differenza tra le varie istituzioni. Gasparini e' d'accordo sulla separazione tra MOF e C&I, e' pero' critico sulla possibilita' di risparmi utilizzando personale INFN. Inoltre il profilo temporale sara' molto critico, specialmente in una prima fase di messa a punto degli apparati. Gli spare dovrebbero essere inglobati nelle spese di categoria B pero' diluiti nel tempo. Dosselli invita gli esperimenti a produrre un piano per le spese di acquisto di spare diluite nel tempo. Per Tonelli occorre capire se l'ente puo' effettivamente fornire personale per ridurre le spese MOF ed in quale misura. Scribano afferma che per il personale tecnico si puo' far fronte con i dipendenti delle varie sezioni e con Art. 15; per il computing gia' si stanno predisponendo dei contratti temporanei (primo bando da 5 posti gia' partito, altri a seguire per un totale di 20); per il personale di segreteria e' piu' problematico trovare persone disponibili a trasferirsi al CERN per lunghi periodi. Cervelli ricorda che ai vari sottorivelatori collaborano agenzie fra di loro molto disomogenee; occorrera' definire dei modi nuovi per dividere le spese. Tonelli suggerisce di utilizzare algoritmi che comprendano finanziamenti e personale piu' una quota d'ingresso. Cervelli afferma che la tendenza e' di inserire nel MoU dei MOF solo le spese di categoria A. Pero' molti sottorivelatori sono grosse collaborazioni internazionali e quindi anche le spese B sono simili a spese comuni. E' opinione di Savrie' che le spese B debbano passare al vaglio della Commissione. Il MoU dei MOF sara' probabilmente presentato all'RRB di ottobre 02. Dosselli incarica i referee degli esperimenti LHC del compito di dare a Cervelli dei suggerimenti su C&I e MOF-A per la riunione di febbraio e MOF-B per marzo. A questo proposito Cervelli auspica che i responsabili nazionali degli esperimenti siano in contatto con i rispettivi technical coordinator per controllare MOF-A e C&I. Per il 02 comunque gli esperimenti avranno delle spese quindi si suggerisce di approvare il finanziamento di 1/3 dei MOF. A conclusione della discussione la Commissione approva la proposta di finanziare la prima quota di MOF per Atlas ed LHCb (CMS e' esentato per l'anticipo) nella seguente misura (dal fondo indiviso): 36kE su cons./Na Atlas 13kE su cons./Rm1 LHCb 10. Taglio del tempo macchina SPS sui programmi di Compass. F. Bradamante Lo scopo della fase iniziale di Compass e' la misura di Delta G (gluon polarization) tramite la produzione di open charm. Il programma approvato dell'esperimento prevede la produzione di 66000 D0 che permettono la misura con un errore su Delta G/G di 0.11. Si utilizza la produzione di D0 per avere un segnale facilmente identificabile tramite lo spettrometro dell'esperimento, senza far uso di informazioni sui vertici. Tale statistica si pensava di ottenerla con 1.5 anni di presa dati con bersaglio di 6LiD piu' un anno con bersaglio di NH3. Il tutto con una intensita' di 10^8 mu/s. L'esperimento e' quindi limitato dalla statistica. Con le nuove proposte per il tempo macchina nel 02 si avranno 101 giorni dei quali 26 andranno utilizzati per il setup dell'apparato. Nei 75 giorni rimasti si pensa di ottenere 13000 D0. Con questo ritmo si raggiungera' la statistica prevista in 5 anni di presa dati. A questo punto il risultato di fisica potrebbe venire da altre collaborazioni quali STAR (BNL) e E161 (SLAC). Inoltre la seconda fase di Compass, programma adronico, verra' fortemente ritardata. Bradamante lamenta anche la riduzione del supporto fornito dal CERN alla collaborazione. Ad esempio la farm dell'esperimento e la sua gestione erano interamente pagate nel budget di cocotime. Questo sembra non sia piu' finanziato in futuro, quindi non ci si puo' aspettare un incremento della farm di calcolo al CERN. Dosselli chiede se la riduzione dell'accettanza dell'esperimento a causa dell'utilizzo del vecchio magnete e' conteggiata nei numeri presentati. La risposta e' che si lavora ad una energia piu' alta (160GeV) per compensare la riduzione dell'accettanza. Con i dati forniti da NA48/1/2 e Compass verra' scritta una lettera agli organi competenti del CERN per illustrare i problemi connessi con la riduzione del tempo macchina. 11. Presentazione gruppo INFN/Mi per CMS. A. Pullia Dosselli introduce l'argomento delle due prossime presentazioni circa l'interesse espresso dai gruppi di Milano e Napoli per l'esperimento CMS. Il gruppo di Milano-Bicocca interessato a CMS comprende 7.5 Feq, 0.5 Teq e 2.3 tecnici. Essenzialmente le persone partecipanti provengono da Harp e Monolith. L'interesse, oltre alla fisica di LHC, e' sulla calorimetria. Il gruppo ha presentato la propria intenzione sia in consiglio di sezione che in CMS-Italia; entrambi i comitati hanno espresso un parere favorevole. Dosselli ha ricevuto una lettera del direttore della sezione di Milano nella quale si esprime un parere favorevole una volta che gli impegni del gruppo siano armonizzabili con quelli gia' presenti in sezione ed auspica una approvazione da parte della Commissione. Gli interessi del gruppo sono concentrati sul calorimetro elettromagnetico di CMS; in particolare il problema del raffreddamento dell'elettronica di front-end dei cristallo e prove su fascio del calorimetro e tracciatore. Il finanziamento iniziale richiesto e' di 5kE di MI, 20kE di ME e 10kE di cons. da integrare piu' avanti nell'anno. Dosselli fa notare che a Milano esistono due grossi gruppi LHC e BTeV. L'interferenza con LHCb esiste e questo esperimento non ne esce rafforzato. D'altra parte la scelta di collaborare con CMS-Ecal e' positiva in quanto fino ad ora un solo gruppo italiano era coinvolto nel progetto. L'eventuale approvazione non modifica la cifra CORE allocata ad Ecal, il lavoro sul sistema di raffreddamento deve comunque essere fatto anche se il finanziamento non e' di pertinenza INFN. Tonelli riporta la valutazione positiva di CMS-Italia confermando il fatto che il gruppo di Milano entra nell'esperimento a budget CORE costante. Luci afferma che il gruppo di Roma partecipante ad Ecal e' anch'esso di parere favorevole; alcuni chiarimenti saranno necessari circa la partecipazione alle attivita' alla Casaccia. Pullia illustra le motivazioni della partecipazione agli studi sul raffreddamento. In passato questo argomento era stato oggetto di lavoro da parte di un gruppo del CERN, che ne ha la responsabilita' di finanziamento, ma i risultati non erano stati soddisfacenti. Adesso occorre stringere i tempi per arrivare ad un progetto di raffreddamento soddisfacente che non pregiudichi le prestazioni del calorimetro. Ferroni interviene affermando che il gruppo di Milano che collabora ad LHCb perde delle persone in un momento in cui sta disegnando parte dell'apparato e quindi rischia di perdere visibilita'. Pullia non condivide questa affermazione in quanto reputa le variazioni di percentuali di afferenza minime. Matteuzzi, per il gruppo LHCb/Mi, esprime la delusione per la mancata confluenza del gruppo Monolith; in ogni caso gli impegni presi da LHCb/Mi possono essere portati avanti anche con le persone attualmente presenti. Savrie' ricorda le raccomandazioni della 'commissione Mandelli' sulle partecipazioni multiple nelle varie sezioni ad esperimenti LHC; in questo caso, poiche' la sede di Milano-Bicocca dovrebbe diventare una sezione autonoma, il problema si riduce. Per Dosselli la partecipazione e' vista come una fornitura di competenze in un settore non coperto; questo pero' senza aumentare il CORE INFN sul rivelatore. Ci si aspetta un rapporto dettagliato sugli scopi ed i compiti da coprire nel test beam proposto prima che questo sia approvato. Per l'anno prossimo ci si aspetta che le percentuali di afferenza siano vicine al 100%. Si raccomanda di risolvere il problema del conflitto tra percentuali in CMS ed LHCb che viene rilevato essere presente nel gruppo. 12. Presentazione gruppo INFN/Na per CMS. P. Paolucci Il gruppo 1 della sezione di Napoli intende diversificare le proprie attivita' nel medio lungo periodo. A questo scopo un gruppo di fisici, dopo aver valutato varie opportunita', ha preso contatti con la collaborazione CMS analizzando la possibilita' di collaborare con i gruppi italiani operanti in campi gia' finanziati dall'INFN e non del tutto coperti. Lo spokeperson di CMS, prendendo spunto dall'analoga richiesta del gruppo di Milano, ha invitato il gruppo ad anticipare i tempi presentando alla collaborazione il gruppo di Napoli. La collaborazione italiana a CMS ha espresso un parere favorevole all'entrata del gruppo; il voto formale del collaboration board di CMS e' atteso a marzo 02 e subordinato all'accettazione da parte dell'INFN. Gli interessi del gruppo di Napoli riguardano il sistema di HV e LV delle RPC dell'esperimento e per il DCS (detector control system). Sono esclusi per il momento coinvolgimenti nella produzione e nel test delle camere (a meno di un ampliamento del gruppo). I fisici interessati sono attualmente Cavallo, Paolucci, Piccolo e Sciacca per un totale di 2 Feq. Tali percentuali sono calcolate al fine di non interferire minimamente con gli impegni gia' presi in BaBar. Dosselli legge alla Commissione la lettera del direttore della sezione di Napoli. Il parere della sezione e' favorevole se le nuove attivita' non danneggiano quelle preesistenti in BaBar e se gli impegni sono congrui con le disponibilita' dei servizi della sezione. Si ritengono compatibili gli impegni in HV, LV e DCS degli RPC. Il laboratorio a disposizione e' quello ex-BaBar. Il gruppo ha ancora degli impegni con BaBar che verranno onorati, in particolar modo l'installazione del sistema forward RPC. La componente del gruppo che e' coinvolta nell'analisi dati rimarra' nell'esperimento. Chiefari, come coordinatore di Napoli, precisa che le attivita' del gruppo in CMS non devono ostacolare quelle gia' approvate dalla sezione in altri esperimenti. de Palma vede con favore il coinvolgimento di un altro gruppo italiano nel progetto RPC di CMS anche se manifesta preoccupazione per l'indebolimento di BaBar in un momento cosi' critico. Morandin non crede che un abbandono graduale del gruppo di Napoli che si occupa di hardware sia critico per BaBar. Anche Ferroni auspica un allontanamento graduale, Piccolo e Paolucci devono rimanere per tutto il 02. Altri interventi manifestano una certa preoccupazione; viene quindi fortemente raccomandato l'impegno delle persone di Napoli nell'installazione ed una transizione graduale in CMS. La Commissione ritiene che per il momento il gruppo non abbia bisogno di finanziamenti per CMS. 13. CMS: sistema del gas per sistema muoni. P. Giacomelli La miscela di gas adoperata nei DT di CMS e' composta da 85% Ar 15% CO2; il sistema funziona a pressione assoluta costante. La stabilita' della pressione e' richiesta essere +-10mbar che si riflette in +-1% nella velocita' di deriva. Il sistema riutilizza il 90% del gas attraverso un apposito purificatore che elimina le sostanze piu' pericolose per le camere. La miscela usata per le RPC e' composta da 96.5% di C2H2F4 e 3.5% di isobutano. In questo caso il circuito funziona a pressione relativa, con una differenza di pressione di 1-3mbar. Giacomelli illustra nei dettagli il circuito del gas di RPC e DT. Per i DT e' prevista una linea di analisi per garantire un continuo controllo della qualita' del gas. La quota INFN del finanziamento richiesto per tale attrezzatura e' di 57.5kSF. La frazione di spesa prevista per il 02 relativa ai sistemi del gas e' dell'80%. Dosselli chiede come si garantisce l'assenza di inquinanti nel gas. Giacomelli risponde ricordando la presenza della linea di analisi e l'assenza in tutte le componenti a contatto con il gas di materiali alogeni e siliconici. Morandin chiede se sono stati fatti dei test di durata dei tubi. La risposta e' che questa e' una cosa ancora da fare. Nel circuito sono presenti dei filtri per la cattura dell'acqua residua. Si e' pero' osservato che la presenza di una quantita' controllata di acqua puo' favorire la durata della camera prevenendone l'invecchiamento. A questo proposito Dosselli ricorda che sara' molto importante eseguire una prova d'invecchiamento con una camera definitiva e completa di tutte le sue componenti. Dosselli chiede se e' possibile un cambiamento della miscela di gas delle RPC. La risposta e' che il circuito e' provvisto di un terzo ingresso e che si puo' eventualmente usare per aggiungere una frazione di SF6. In tal caso, raccomanda Sciacca, i materiali devono essere compatibili con l'uso di questo gas. 14. CMS: relazione dei referee. S. Bertolucci, F. Cervelli, P. Campana, M. Morandin I referee vedono positivamente il rafforzamento del gruppo CMS-Ecal; preoccupa pero' la prospettiva di un impegno sul raffreddamento, di responsabilita' finanziaria CERN, che gia' soffre di elevati extracosti (0.5MSF su 1.5MSF). I referee si propongono di analizzare in dettaglio cosa significhi tecnicamente e finanziariamente l'impegno proposto sul raffreddamento prima di dare un'approvazione. Inoltre preoccupano le conseguenze sul gruppo di Milano afferente ad LHCb. Per quanto riguarda i finanziamenti per l'anno in corso viene dato un parere positivo al soddisfacimento delle richieste del gruppo con: 5kE di MI, 20kE di ME e 10kE di consumi. La Commissione approva le proposte dei referee; i finanziamenti sono prelevati da uno sblocco dei sj relativi dei CMS e vanno sulla nuova sigla CMS-Mi. Il rafforzamento del gruppo CMS-RPC e' visto molto positivamente, l'impegno principale andrebbe su argomenti di responsabilita' italiana. Vista l'esperienza del gruppo i referee vedrebbero di buon occhio un impegno anche limitato sulla costruzione (ad esempio nella definizione delle procedure di controllo di qualita'). Comunque gli impegni in BaBar per il 02 devono essere portati a termine. A settembre si dovra' discutere l'evoluzione della partecipazione nei due esperimenti. Per il momento non viene suggerito alcun finanziamento. La Commissione auspica che, dopo un transitorio, le persone che entrano in CMS non abbiano impegni in altri esperimenti. La Commissione ribadisce l'incompatibilita' alla partecipazione simultanea a Babar e CMS, Atlas o altri esperimenti in una fase simile. Il sistema del gas per i DT ed RPC e' stato presentato per le prima volta solo recentemente; inoltre manca un documento che descriva il sistema in maniera completa. Il CERN si vuole assumere la responsabilita' della costruzione e della manutenzione utilizzando finanziamenti esterni. I referee raccomandano alla collaborazione di controllare con estrema cura che il sistema non contenga componenti (come Silicio) che possono contaminare il gas e portare ad un invecchiamento precoce delle camere. Il costo del sistema del gas delle RPC e' valutato in 325kSF (210kE). Per questo punto, durante la riunione di settembre 01, erano stati anticipati al 01 49kE; quindi i referee propongono di finanziare 161kE su C.App./Ba per il completamento (cifra CORE). Il costo del sistema del gas dei DT e' valutato in 162KSF (105kE). Le assegnazioni del 01 erano state pari a 106kE, se ne autorizza l'impiego. Si ritiene quindi gia' coperta la spesa. Rimangono per il momento esclusi 57.5kSF per il sistema di controllo del gas. I referee raccomandano le cifre sopra elencate. Prima della firma del contratto di produzione del sistema con il CERN e' necessario un documento tecnico finale. La Commissione fa proprie le proposte dei referee. Per la lettera di autorizzazione Dosselli si riserva di scriverla non appena sara' chiaro il meccanismo di autorizzazione. E' comunque recepito il parere favorevole dei referee salvo la verifica finale prima della firma del contratto. Nella seguente tabella vengono elencati i possibili extra-costi relativi ai servizi per DT e barrel RPC divisi per nazione: Cifre MoU (in KSF): DT Barrel RPC Tot. CERN 300 300 300 I 50 100 150 D 50 50 E 0 Cina 30 30 Corea 20 20 Stime attuali (in KSF) DT Barrel RPC Tot. CERN 300 300 300 I 229 442 671 D 120 120 E 120 120 I referee auspicano la presentazione di un piano quantitativo degli impegni della sezione di Pavia nella produzione e nel test degli RPC. La gru monotrave per la movimentazione delle camere era gia' stata finanziata nel corso del 01. I referee raccomandano lo sblocco dei sj relativi a: 6kE consumi per linea isobutano e carrelli per RPC 20kE inv. per sistema HV per test RPC. Gasparini interviene sul problema dell'assemblaggio delle gap RPC per la produzione delle camere. Per la fine del 02 e' necessario assemblare un certo numero di camere da inserire nella struttura. A Pv verranno quindi assemblate le RB1 (ruota centrale), a Ba le RB2 (ruota centrale) in Bulgaria le RB3 (ruota centrale) mentre e' previsto l'assemblaggio delle RB4 (ruota centrale) alla General Tecnica. Gasparini chiede che sia la commissione INFN sulla produzione delle RPC ad affrontare il problema dell'assemblaggio alla GT. Il parere di Dosselli e' di dare maggiore priorita' alla produzione delle gap seguendo il piano della GT accuratamente; poi si pensera' all'assemblaggio. 15. MUG-Test: Stato dell'esperimento. A. Baldini Baldini riporta alla Commissione le principali novita' riguardanti gli sviluppi di Mug-test dalla riunione di settembre ad ora. E' stato completato lo studio di un preshower con cristalli LYSO. La risoluzione spaziale del punto d'impatto di un gamma da 58MeV (energia che ci si aspetta dal decadimento mu -> e gamma) e' risultata essere di circa 1mm. E' stata misurata anche la risoluzione energetica di un calorimetro a NaI segmentato. Questa e' risultata essere superiore a quella stimata da un MC senza photon tracing. La risoluzione temporale e' adeguata. In ogni modo i cristalli di NaI sono stati consegnati avvolti con uno spessore di gomma da 3mm per garantirne la stabilita' meccanica. Quindi la collaborazione ha intenzione di eliminare questo materiale e di ripetere le misure. Questa soluzione per il calorimetro e' la linea di backup dell'esperimento. Attualmente la scelta primaria consiste in un calorimetro a LXe del quale un prototipo e' in fase di misura in Giappone. Tale misura puo' essere fatta sia con fotoni di back-scattering da un fascio di elettroni o con raggi cosmici. La collaborazione ha richiesto al gruppo di partecipare al test e per questo e' anche stato fornito un certo quantitativo di LXe dalla sezione di Padova. Il punto cruciale di questo test consiste nella misura della trasmissione della luce di scintillazione del LXe nell'ultravioletto. Una possibile componente di assorbimento potrebbe danneggiare le prestazioni calorimetriche dell'apparato. L'impegno del gruppo di Pisa nell'esperimento riguarda il timing counter, il trigger e gli studi del fascio del PSI. Gli studi sul fascio del PSI che dovrebbe essere usato per l'esperimento hanno messo in luce alcune difficolta' dovute alla presenza di un fondo di positroni nel fascio ad alta intensita' che puo' essere eliminata in un'altra configurazione che pero' riduce l'intensita' del fascio di muoni. La fine del test sul prototipo di LXe e' prevista a giugno; quindi si potra' fornire alle agenzie finanziatrici una proposta di esperimento per una possibile approvazione. Il gruppo vede con favore la partecipazione di altri gruppi INFN al progetto. 16. MUG-test: relazione dei referee. R. Contri, E. Iacopini Le motivazioni dell'esperimento rimangono tutt'ora valide. L'unica incognita rimasta per giungere ad una proposta concreta e' la misura della lunghezza di assorbimento della luce nello LXe; superato questo scoglio ci si aspetta una proposta in giugno. In attesa di questo documento i referee propongono un finanziamento per missioni in Giappone per partecipare al test del LXe ed al PSI per misure sul fascio: il totale e' di 25kE. Per spedire il LXe di Padova in Giappone occorreranno anche 1.5kE di trasporti. Infine i referee invitano fin da ora il gruppo a mantenersi realista sugli impegni da prendere nell'esperimento. Il costo totale dell'esperimento e' stimato dell'ordine di 7ME. La Commissione approva le proposte dei referee.