VERBALE DELLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE SCIENTIFICA NAZIONALE I Roma, 25-26 Marzo 2002 Presenti: U. DOSSELLI - Presidente A. STAIANO - Coord. Sez. di Torino C. MERONI - Coord. Sez. di Milano M. MORANDIN - Coord. Sez. di Padova P. MORETTINI - Coord. Sez. di Genova S. ZUCCHELLI - Coord. Sez. di Bologna M. DELL'ORSO - Coord. Sez. di Pisa C. LUCI - Coord. Sez. di Roma G. CHIEFARI - Coord. Sez. di Napoli A. MARTIN - Coord. Sez. di Trieste S. ALBERGO - Coord. Sez. di Catania C. CIVININI - Coord. Sez. di Firenze M. DE PALMA - Coord. Sez. di Bari V. VERCESI - Coord. Sez. di Pavia M. CURATOLO - Coord. L.N. Frascati M. SAVRIÉ - Coord. Sez. di Ferrara P. CENCI - Coord. Sez. di Perugia A. CARDINI - Coord. Sez. di Cagliari E. GORINI - Coord. Sez. di Lecce A. DI CIACCIO - Coord. Sez. di Roma-2 E. GRAZIANI - Coord. Sez. di Roma-3 Presenti a parte della riunione: A. Scribano,A. Antonelli, G. Bencivenni, S. Bertolucci, M. Calvetti, P. Campana, R. Castaldi, B. Checcucci, G. Chiarelli, R. Contri,F. Costantini, R. Dell'Orso, M. Diemoz, B. Esposito, R. Faccini, F. Ferroni, F. Gianotti, G. Iaselli, M. Livan, P. Lubrano, L. Luminari, A. Marini, G. Martellotti, S. Morganti, V. Muccifora, F. Murtas, P. Nason, S. Nuzzo, P. Paolucci, S. Patricelli, L. Perini, R. Santonico, G. Tonelli. Agenda. 1. Approvazione verbali. 2. Comunicazioni. 3. Comunicazioni. 4. Particle Data Group. 5. Calcolo Atlas. 6. Calcolo Atlas - Relazione dei referee. 7. Il VI Programma Quadro di ricerca e sviluppo della UE. 8. Futuro della Fisica al Cern. 9. Risultati recenti di Babar. 10. Preparazione RRB. 11. Extra costi Atlas e CMS. 12. Aggiornamento produzione RPC. 13. Status report Atlas 14. Status report del sistema MDT di Atlas. 15. Status report CMS. 16. System test del tracciatore di CMS. 17. Stato dell'ibrido ottico del tracciatore di CMS. 18. Status report LHCB. 19. Rivelatori a Gem di LHCB. 20. Relazione dei referee di LHCB. Lunedi' 25 Marzo. 1. Approvazione verbali. I verbali delle riunioni di dicembre e gennaio sono approvati con piccole modifiche. 2. Comunicazioni. U. Dosselli. La riunione si apre con un commosso ricordo alla memoria di Luciano Paoluzi, recentemente scomparso. C'e' unanimita' sull'utilita' di un supporto di segreteria al CERN che svolga funzioni di antenna INFN. Il management INFN si occupera' delle procedure di reclutamento della persona e di chiedere al CERN di individuare lo spazio necessario. Si e' conclusa la prima parte del lavoro della task force al CERN. Le conclusioni sono, per ora, confidenziali. La Commissione valutera' con attenzione le proposte ivi contenute. E' stata inviata la lettera in cui la Commissione esprimeva le proprie valutazioni sulle ventilate riduzioni o soppressioni di tempo macchina SPS al CERN. Nel frattempo, tuttavia, si e' avuta notizia che avra' luogo il run 2003 del SPS, seppur con le annunciate riduzioni. Il 6 maggio avra' luogo al Fermilab la prima riunione del Finance Review Committe di CDF. Il rappresentante INFN sara' Dosselli. Si e' tenuta a Catania la giornata di studi sul piano triennale 2003-2005, registrando un'ottima affluenza. A meta' aprile si terra' ad Erice l'"International School on Physics and Industry", con partecipazione su invito. I primi di aprile si terra' un incontro tra Dosselli, Scribano e il management di Atlas e CMS, a proposito degli extracosti di LHC, prima della riunione RRB. Si auspica la presenza di una rappresentanza dei referee dei due esperimenti. Sono disponibili i flussi temporali di spesa (per importi superiori a 50 kE) previsti per alcuni esperimenti nel corso del 2002. Successivamente all'ultima riunione di Commissione, e' stato ricevuto un documento da parte di CMS-Italia sulla redistribuzione dei fondi 2002 per far fronte all'ordine dei laser; e' stata approvata la partecipazione alla gara per il sistema del gas di DT e RPC di CMS; e' stato approvato l'acquisto dei dischi per la farm di Babar, dal sub judice 2002. La riunione di Commissione di settembre si svolgera' a Catania. Dosselli invita i coordinatori a sollecitare i contributori presso le proprie sezioni a rendere disponibili rapidamente i file su web, sul sito della Commissione. Paolo Morettini e' stato eletto coordinatore della sezione di Genova. A lui va l'augurio di buon lavoro e a Contri il ringraziamento per il lavoro svolto. Dosselli propone Morettini come referee di Mug-Test, insieme a Cenci e Carugno (per il calorimetro elettromagnetico). Lubrano affianca il gruppo di referee di computing in seno alla Commissione. Dell'Orso e' il nuovo osservatore della Commissione presso la Commissione 5. E' stato allestito uno spazio sul sito web della Commissione dove saranno visibili le delibere del CD e della GE di interesse della Commissione. Il lavoro sistematico sara' svolto da Martin, De Palma e Luci. Meroni e' la nuova co-verbalista della Commissione, in sostituzione di Civinini. Per quanto riguarda la valutazione, l'incontro con i CVI, incentrato sull'impatto socio-economico, e' fissato per meta' maggio. Il gruppo di lavoro della Commissione sta lavorando per produrre la documentazione entro l'ultima settimana di aprile. La riunione di Commissione di maggio si svolgera' presso LNF. Sul sito web della Commissione sono ora riportate le date delle riunioni di Giunta che approvano le decisioni della Commissione. Dosselli introduce il problema del contributo dei giovani agli esperimenti di Commissione 1. Dati i tempi in gioco per la partenza di LHC, l'ideale sarebbe formare i giovani su esperimenti in corso, in presa dati, e poi farli contribuire a LHC. Non e' facile trovare soluzioni. Nelle prossime riunioni si spera di ricevere proposte. 3. Comunicazioni. A. Scribano. L'incontro di discussione sul Piano Triennale e' un momento importante nella vita dell'INFN. Si pensa di estenderlo a due giornate a partire dall'anno prossimo. La cassa per il 2002 potrebbe aumentare del 5% rispetto al 2001: in ogni caso, l'INFN ha gia' speso circa 15 GL per arretrati dopo l'entrata in vigore del nuovo contratto. Scribano sottolinea la necessita' di disporre di profili di spesa per i prossimi anni, per gli esperimenti approvati, come richiesto dal CVI lo scorso anno. E' stata resa nota la bozza del nuovo Piano Nazionale della Ricerca, da parte del Ministro Moratti. Si tratta di un documento interessante, che ribadisce l'interesse per la ricerca di base. E' prevista una distinzione tra ricerca di base pura e ricerca di base volta al progresso tecnologico. Il Ministro chiedera' al Governo 14175 ME per il periodo 2003-2006, e Universita' e Enti di Ricerca uno sforzo per supportare la richiesta. L'incontro di meta' aprile ad Erice avra' quest'anno un taglio piu' politico e contera' sulla presenza di esponenti del mondo della fisica, dell'industria, della politica, dei ministeri. Saranno presenti i presidenti di NSF, DOE, di istituzioni giapponesi e inglesi e di Rossi Bernardi, responsabile della segreteria scientifica del Ministro. L'INFN e' stato l'ente attuatore del GARR sino al 31-12-2001. Prima di tale data era stata prevista la costituzione di un nuovo soggetto giuridico, che pero' non e' stata realizzata. Il vice-ministro Possa ha prolungato il ruolo dell'INFN sino alla fine del 2002, ma nel frattempo si e' approvata la bozza di regolamento del consorzio GARR, che prevede la presenza di INFN, CNR, ENEA e CRUI (in rappresentanza dell'Universita'). Si spera di chiudere dal notaio entro aprile. Il prof. Federico Ferrini, astrofisico dell'Universita' di Pisa, e' stato nominato addetto scientifico alle organizzazioni internazionali con sede a Ginevra. E' uno dei tre membri della delegazione italiana al Council del CERN. 4. Particle Data Group. Su richiesta del coordinatore di Genova, vengono assegnati 3 kE di missioni estere per la partecipazione di Claudia Patrignani alle attivita' del gruppo del PDG che si occupa di mesoni. Scribano sottolinea l'esigenza di coordinare la partecipazione alle attivita' PDG, che non riguarda solo l' ambito di interesse della Commissione 1. 5. Atlas. Calcolo. L. Perini. Per quanto riguarda i Data Challenge, si sono registrati alcuni progressi dopo la riunione di settembre. Objectivity e' stata sostituita da ROOT e la scelta e' definitiva. E' stata usata la catena completa DC1-HLT per 100 k eventi. La definizione e distribuzione dei campioni richiede ancora qualche lavoro: le stime su CPU e disco possono avere incertezze fino a un fattore 2. Si ritiene decisiva la capacita' dell'INFN di partecipare a questa prima produzione distribuita con le risorse promesse. Per quanto concerne DC0, sono stati prodotti qualche centinaio di migliaia di eventi con Z che decade in leptoni, simulati con Pythia, Isajet e Herwig. Il programma di ricostruzione Athena e' quasi del tutto funzionale. Il lavoro di sviluppo di tool per produzione e bookkeeping e' in corso. Il test di continuita' potrebbe essere terminato per meta' marzo. Per quel che concerne DC1, l'obiettivo e' di realizzare ricostruzione e analisi su grande scala. C'e' la necessita' di produrre dati per HLT e gruppi di fisica, con una scala di circa 10 milioni di eventi in 40 giorni, di effettuare controlli incrociati tra le predizioni di Geant3 e Geant4, di coinvolgere i siti entro e fuori CERN, di utilizzare GRID quando possibile. DC1 e' stato suddiviso in due fasi. Nella prima la preoccupazione principale e' quella di produrre dati di interesse HLT: il passaggio a ROOT e' stato gia' compiuto, e' stata aggiornata la geometria e introdotto il pile-up (a differenza di DC0); si attende la produzione di AOD, l'implementazione del concetto di prduzione distribuita, l'utilizzo di GRID. Parte del lavoro di simulazione puo' essere svolto su un periodo piu' lungo e in condizioni di relativa tranquillita'. La fase 2 di DC1 e' dedicata all'introduzione e al test dell'Event Data Model, con una nuova descrizione del rivelatore, alla valutazione della tecnologia di database, all'uso esteso di Geant4, al trasporto del software nella tecnologia GRID, alla produzione di dati finalizzati allo studio dei modelli di calcolo. Gli strumenti di GRID piu' utilizzati consisteranno in sottomissione di job, repliche di dati, spostamenti di dati. E' in corso di sviluppo l'Atlas Metadata Database a Grenoble. Si prevede una stretta collaborazione tra le comunita' Atlas di Grid e DC. La fase 1 di DC1 partira' a meta' aprile per concludersi a meta' luglio; la fase 2 partira in autunno, per concludersi a fine anno. E' in corso la raccolta di informazioni dai centri Tier. Ci sono state molte espressioni di interesse tra cui, per l'INFN, quelle di CNAF, Milano, Roma1 e Napoli. Lo sviluppo del Data Challenge 2 (DC2) e' previsto tra la primavera e l'autunno del 2003, con obiettivi in parte da definire a seconda dei risultati ottenuti da DC0 e DC1. Si prevede, ad ogni modo, un uso massiccio del middleware di GRID e di Geant4, con l'introduzione di un maggiore livello di complessita' del sistema e di produzione di eventi di nuova fisica inseriti in campioni di eventi di Modello Standard. A Milano sono stati utilizzati i 70 Ml finanziati a settembre, con l'acquisto di disco SCSI raid, 3 macchine biprocessori, switch a 24 porte e connessioni. All'inizio di aprile il sistema sara' disponibile per uso generale. 6. Atlas Calcolo. Relazione dei Referee. P. Lubrano. La richiesta di finanziamento riguarda l'acquisto di 22 biprocessori (2 kE ciascuno) e 1.2 TB di spazio disco Eide per partecipazione alla fase 1 di DC1. Le risorse INFN sono condivise equamente tra i due Tier2 di Milano e Roma1 ed una frazione del Tier1 di CNAF. I referee prendono atto dei progressi compiuti dopo settembre, pur permanendo ancora incertezze sulla valutazione delle risorse effettivamente necessarie per poter svolgere il lavoro richiesto dalla collaborazione. Comincia ad emergere un piano di sviluppo per il software. A Roma c'e' un sistema funzionante, il CNAF e' in fase di acquisizione dell'hardware, Milano e' pronta ad acquistare in vista della fase 1 del DC1. I referee raccomandano di portare Milano al livello di Roma: 17 nodi biprocessori per un totale di 34 kE + 2kE di consumi. Cio' consentira' di contribuire al data challenge in maniera appropriata, di validare il modello tripolare, di verificare l'uso degli strumenti di GRID in produzione. La Commissione approva le raccomandazioni dei referee. 7. Il VI Programma Quadro di ricerca e sviluppo della UE. A. Antonelli Gli intendimenti del VI Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico della UE 2002-2006 prevedono di fare dell'Europa un polo di eccellenza mondiale che attiri i ricercatori all'avanguardia ed incoraggi progetti ad "alto rischio" per lo sviluppo dell'economia basata sulla conoscenza. In particolare, gli obiettivi indicati consistono nel rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea, favorire lo sviluppo della competitivita', promuovere le azioni di ricerca ritenute necessarie ai sensi di altri capi del trattato. Il VI programma quadro si presenta come innovativo rispetto ai precedenti e prevede la creazione della European Research Area (ERA) che definisca una politica di ricerca europea. ERA realizzera' un collegamento in rete dei centri d'eccellenza esistenti, adottera' un approccio comune in quanto a esigenze e modalita' di finanziamento delle grandi infrastrutture di ricerca, attuera' in maniera piu' coerente i programmi di ricerca nazionali e comunitari, rafforzera' le relazioni tra i diversi organismi di cooperazione scientifica e tecnologica, migliorera' l'impiego di strumenti volti a stimolare gli investimenti per la ricerca, incrementera' le risorse umane caratterizzandole per una maggiore mobilita'. Il VI programma quadro si struttura in 3 programmi specifici per la Comunita' Europea e in 2 programmi specifici per l'Euratom: integrare e rafforzare l'ERA, strutturare l'ERA, RTD&D del Joint Research Centre (Comunita' Europea), ricerca nel campo dell'energia nucleare, RTD&D del Joint Research Centre (Euratom). I finanziamenti ammontano a 17500 ME, di cui 12855 per il primo punto. L'incremento nominale e' del 17%, ovvero del 8.8% considerando l'inflazione. Le procedure partono con la proposta della Commissione (febbraio 2001) e terminano con l'adozione del programma (ottobre 2002) e la conferenza di lancio (novembre 2002 a Brussel). Le azioni principali si suddividono in tre gruppi: azione top-down su aree prioritarie per integrare la ricerca europea, azione di incentivazione e sostegno del coordinamento di programmi a livello nazionale e regionale per rafforzare le basi dell'ERA, azione bottom-up su iniziativa di linee di ricerca e di singoli per strutturare l'ERA. Aree tematiche prioritarie includono la genomica avanzata, la lotta contro le principali malattie, le tecnologie della societa' dell'informazione (dove puo' rientrare GRID e forse i centri regionali di LHC, INFN-NET, i sistemi DAQ e slow control degli esperimenti), le nanotecnologie e nanoscienze (che puo' riguardare i sistemi per luce di sincrotrone e il FEL e alcuni esperimenti di gruppo V), l'aeronautica e lo spazio, la qualita' e sicurezza dei prodotti alimentari, trasferimento tecnologico (di ovvio interesse per l'INFN), collaborazione con paesi in via di sviluppo, ecc ... L'invito a presentare espressioni di interesse sulle tematiche prioritarie e' in corso, con scadenza giugno 2002. Le iniziative atte a strutturare l'ERA e di possibile interesse per l'INFN includono il sostegno ad una qualunque collaborazione internazionale (p.es. LHC), borse per la formazione iniziale di ricercatori, l'organizzazione di conferenze e corsi di formazione, l'accesso trasnazionale alle infrastrutture di ricerca, lo sviluppo di reti di comunicazione, il progetto e lo sviluppo di nuove infrastrutture (p.es. Linear Colliders e FEL), iniziative volte alla divulgazione, ecc... Tra le tematiche di pertinenza dell'Euratom e di possibile interesse INFN si segnala la gestione dei residui radioattivi (Trasco, in sinergia con Spes e Eurisol), ADS. Sono previsti tre nuovi strumenti: progetti integrati, reti di eccellenza, programmi nazionali e/o regionali eseguiti congiuntamente. I primi due strumenti saranno usati principalmente nelle aree tematiche dell'azione Integrare l'ERA. I possibili miglioramenti per aumentare la presenza dell'INFN nei programma quadro potrebbero prevedere la diffusione rapida delle nuove opportunita' di finanziamenti della UE, lo stimolo ai ricercatori INFN a partecipare ad eventi UE (candidarsi come esperti per la valutazione delle proposte, partecipare alle conferenze, ecc ...), aiuto nella gestione dei contratti (tramite la Formit), maggiore diffusione dei posti vacanti tramite Web e notiziario INFN. Interviene Scribano per annunciare che il tema del coordinamento dei rapporti con la UE e' in discussione in Giunta. Si pensa alla possibilita' di creare un ufficio INFN di amministrativi e fisici che serva all'uopo. 8. Futuro della fisica al CERN. F. Gianotti. Il piano di risparmi intrapreso al CERN per il periodo 2002-2009 prevede risparmi per 449 MCHF, con riduzione del tempo di run all'SPS del 30%, fino allo shut-down nel 2005. Il budget di R&D per futuri acceleratori conta su circa 4.5 MCHF/anno per CLIC, un livello giustificato solo dalla difficile situazione finanziaria. Il nuovo programma di LHC prevede la partenza nell'aprile 2007 e nel luglio 2007 per la fisica. Il fascio CERN-Gran Sasso (CNGS) e' previsto partire nel 2006 e deve restare nel budget previsto. Gianotti presenta le motivazioni per una macchina dopo LHC: quella principale e' lo studio della fisica al di la' del Modello Standard. C'e' bisogno di un grosso sforzo di R&D per prendere decisioni prima del 2010. Le opzioni per una futura macchina spaziano da un upgrade di LHC, con luminosita' di 10^35 cm-2 s-1 e forse energia di 28 TeV, un collisore e+e- sulla scala del TeV (tipo Tesla, NLC, JLC), un collisore e+e- a diversi TeV (CLIC), un collisore per muoni (in tre passi: neutrino factory, Higgs factory, collisore di muoni ad alta energia), un VLHC sulla scala delle centinaia di TeV. Sono discusse solo le opzioni di upgrade di LHC e CLIC. Il muon collider e' al Cern in bassa priorita', a causa della crisi finanziaria, mentre le altre possibilita' elencate non sono opzioni fattibili al CERN. L'upgrade di energia di LHC e' molto piu' costoso di quello di luminosita', si svilupperebbe su una scala temporale successiva al 2015 e comporterebbe interventi massicci sulla macchina. L'upgrade di luminosita' (altresi' definito SuperLhc o SLHC) potrebbe essere realizzato entro il 2012 e comporterebbe interventi limitati sulla macchina. L'opzione SLHC comporterebbe grossi interventi sui rivelatori per beneficiare a pieno delle potenzialita' e consentirebbe di raggiungere potenziali di scoperta piu' elevati del 20-30% (in massa) rispetto a LHC. L'opzione a 28 TeV comporterebbe cambiamenti marginali sui rivelatori e permetterebbe potenziali di scoperta del 50% superiori a quelli di LHC. La combinazione delle due opzioni estenderebbe le potenzialita' di LHC di un fattore 2. L'opzione SLHC e' considerata molto piu' realistica e assume come obiettivo la raccolta di 1000 fb-1/anno di luminosita' integrata per ciascun esperimento. Il bunch crossing sarebbe ridotto a 12.5 ns, con occupazioni nei tracciatori e rumore di pile up nei calorimetri piu' alti di fattori 10 e 3. I tracciatori e il trigger di primo livello dovrebbero in gran parte essere rimpiazzati, a differenza di calorimetri e sistemi per la rivelazione di muoni. Il progetto CLIC si basa sul principio di trasferimento di energia ad un fascio mediante decelerazione di un altro fascio guida ad alta intensita'. Le facility CTF1 e CTF2 hanno dimostrato la validita' del principio, mentre la CTF3 dovra' dimostrare di poter realizzare gradienti di 150 MV/m con treni di bunch da 100 ns. I rivelatori in fase di studio hanno struttura simile a quelli previsti per Tesla. Gianotti presenta un confronto tra le potenzialita' di SLHC e CLIC nell'ambito di misure legate al Modello Standard quali gli accoppiamenti a tre bosoni di gauge, la produzione multipla di bosoni di gauge e i decadimenti rari del top, di misure concernenti la fisica dell'Higgs (accoppiamenti a fermioni e bosoni, auto-accoppiamenti, decadimenti rari, estensioni al modello supersimmetrico minimale), di misure legate a modelli oltre il Modello Standard (SUSY, extra dimensioni, Z', compositeness). L'opzione SLHC realizzerebbe un buon ritorno in termini di fisica ad un costo relativamente basso; l'opzione LHC a 28 TeV garantirebbe un miglior ritorno in termini di fisica, ma a prezzo di un rapporto costo/beneficio molto alto; CLIC consentirebbe di realizzare potenziali di scoperta diretti sino a 3-5 TeV e indiretti sino a scale di 100-1000 TeV. Gli scenari prefigurabili per una futura macchina dipendono, naturalmente, da cio' che LHC scoprira' o non scoprira'. 9. Babar. Risultati recenti. R. Faccini. I piani di PEPII prevedono il rilascio di 100 fb-1 per la fine di giugno 2002. Faccini mostra le tecniche di tag adottate da Babar e le prestazioni del rivelatore nell'identificazione di leptoni e kaoni e nella ricostruzione completa di un adrone B, fortemente basata sul tracciatore al silicio. Faccini descrive la misura di sin2b, basata su 56 fb-1 di luminosita' integrata raccolta nel periodo 1999-2001. Molti parametri sono stimati direttamente dai dati ed e' possibile la misura contemporanea del mixing. La misura finale, ottenuta mediando i risultati su vari canali di decadimento oltre il golden J/Psi Ks, fornisce sin2b=0.75+-0.09+-0.04. L'errore sulla misura sta diminuendo piu' velocemente di quanto previsto in base alla sola statistica: e' migliorata in parallelo l'efficienza di tracciamento e la risoluzione sulla ricostruzione del vertice. Sono descritte le principali sorgenti di errore sistematico: quella relativa alla risoluzione di segnale e ricostruzione del vertice e' diminuita di un fattore 3 rispetto all'ultima pubblicazione. La media mondiale e' ora pari a sin2b=0.80+-0.08 (da confrontarsi con 0.79+-0.10 sei mesi fa). Altri canali in fase di studio includono il decadimento in D*D* (con contributo italiano, Trieste), decadimenti senza charm (in coppie di pioni, studiati a Padova, Roma e Torino), decadimenti in kaoni carichi, decadimenti in K+pi-, asimmetria di decadimento B0->pi+pi-. Alcuni di questi canali possono portare informazioni sugli angoli alpha e gamma del triangolo di unitarieta'. Per esempio, nel caso del decadimento in D*pi, studiato a Roma, dalla misura di asimmetria si puo' accedere a sin(2b+gamma), con errore atteso pari a 0.6 per 100 fb-1 di luminosita' integrata. Altri studi riguardano il decadimento B0->Ds+pi-, studiato a Roma, che contiene informazioni sull'angolo gamma. E' stato osservato un segnale con significanza pari a 3.5 sigma. Il canale B->DK, studiato a Pisa, e' un ingrediente di un gran numero di metodi proposti per estrarre il valore di gamma in modo pulito dal punto di vista teorico. La presenza del segnale, con il D0 che decade in tre diversi canali con K, e' evidente quando viene utilizzata l'identificazione di particella (in K) applicata alla traccia "pronta". Faccini presenta poi i risultati di misura di vita media e di mixing, con contributi di Padova e Ferrara, importanti anche per validare la tecnica di misura di DeltaT utilizzata per sin2b, di decadimenti in charmonio, con contributi di Roma, Napoli e Genova, di decadimenti rari senza charm, con contributi di Milano. L'alta luminosita' e il conseguente gran numero di B completamente ricostruiti apre la possibilita' di compiere misure sul sistema di rinculo pemettendo, per esempio, di studiare decadimenti con rapporti di decadimento a livello 10-4 - 10-5 o di studiare in dettaglio le transizioni b->c e b->u nei decadimenti semileptonici. Le attuali proiezioni di luminosita' prevedono di accumulare piu' di 500 fb-1 per il 2006. Le stime conseguenti prevedono un errore di 0.15 su sin2alpha_eff, di 0.30 su sin2b da D*D*, del 5% (statistico) su Vub, mentre l'errore mondiale su sin2b sara' sceso a 0.03. Martedi' 26 marzo 10. Preparazione RRB . P. Campana Dosselli spiega che Cervelli non ha potuto essere presente , perche' in contemporanea al CERN c'e' la riunione dello 'Scrutiny group dell'RRB'. INFN deve dare prima dell'RRB parere sul finanziamento dei MOF proposto dallo Scrutiny group. E' prevista una riunione il 5 Aprile con spokesmen di ATLAS e CMS. Le bozze dei MoU dei MOF di ATLAS e CMS sono disponibili. Campana riporta il lavoro fatto dallo Scrutiny Group relativamente a MOFA,MOFB e C&I. MOFA - Su questo argomento il lavoro e' quasi concluso, sono state apportate piccole variazioni allo schema presentato alla riunione della CSN1 di Gennaio. C'e' ancora spazio per l'ottimazzione dei servizi generali e anche il CERN sta lavorando a questo. Il nuovo piano temporale di LHC non e' ancora stato considerato, perche' non e' ancora ufficiale. A regime (>2007) la valutazione della spesa e' di circa 3% del capitale investito ( cioe'31 MSF per ATLAS+CMS+LHCb) MOFB - Il lavoro sta solo iniziando. C'e' grande disparita' di richieste dagli esperimenti sia per quanto riguarda le voci di spesa che la loro quantificazione. E' ancora da definire se lo schema di divisione dei costi debba essere a % sull'investimento, diviso tra i sottosistemi, etc. C'e una proposta di centralizzazione dei MOFB, ma questo ne rende difficile la tracciabilita'. Bisogna anche decidere come operare per gli spare di elettronica. Sarebbe opportuno acquisirli fintanto che le catene di produzione sono funzionanti. A regime (>2007) dovrebbe essere una cifra paragonabile a quella dei MOFA. Per la CSN1 a regime si tratterebbe di una previsione di spesa totale di 6-7 MSF/anno. Tipicamente per LEP i contributi previsti erano circa il 4% del capitale investito, ma i MOFB non venivano spesi completamente, e d'altra parte il CERN copriva buona parte dei MOFA attuali. C&I - Sono stati creati per sopperire alla mancanza nello schema CORE della previsione di spesa per l'installazione. Anche su questo punto c'e' grande disuniformita' tra gli esperimenti e non e' ufficiale se dovra' essere sottoposta ad analisi da parte dello Scrutiny Group. Discussione Dosselli riporta che secondo Cashmore analisi C&I e' compito dello Scrutiny group. Patricelli precisa che un gruppo misto di derivazione Scrutiny group + CORE di LHCC dovrebbe analizzarli. Dosselli considera preoccupante che non ci sia discussione sulle proposte di C&I, perche' sara' comunque un impegno di spesa considerevole. Luci osserva che pagare gli shift su MOFB potrebbe servire a diminuire il capitolo ME Dosselli rileva che sono comunque previste troppe persone per turno per far funzionare l'esperimento. Patricelli precisa che per ATLAS fino al 2007 MOFB sono sostanzialmente test beam e spare, tutto il resto e' stato spostato nei C&I. All'RRB saranno presentati i dati MOFA,B,C&I fino al 2010. ATLAS spera che i C&I siano approvati all'RRB di Aprile. Dosselli contesta che la commissione sia stata esautorata dalla possibilita' di discutere di questi argomenti. Rappresentante INFN nell'RRB e' Scribano, ma per questa volta sara' Cervelli. 11. Extra costi ATLAS e CMS. U. Dosselli Dosselli mostra una serie di tabelle, disponibili sul sito della CSN1, che erano state presentate all'RRB di ottobre 2001. C'e' stato un incontro tra Cashmore e la dirigenza INFN per cercare un accordo sul problema degli extracosti, ma non e' stato propositivo. INFN segue con attenzione le partecipazioni italiane negli esperimenti e ha interesse a sostenerli. Si cerchera' di trovare un coordinamento tra le agenzie finanziatrici per avere una posizione comune. Calvetti ricorda che RRB e' l'organismo di coordinamento delle agenzie e qindi non e' opportuno creare dei sotto gruppi nell'RRB tagliando fuori delle nazioni. Dosselli ritiene che l'INFN dovrebbe farsi presente prima delle riunioni con lettere e documenti. Dosselli sottolinea che INFN finora ha risposto alle richieste degli esperimenti, perche' erano comprese nel tetto del CORE. Tale limite (~100MFS) dovrebbe essere raggiunto nel 2003. Per CMS extra costi ammontano a 60MFS. Per ATLAS la situazione e' piu' articolata: extra costi CORE dei common project 40.5MFS extra costi CORE dei sotto rivelatori 11.5MFS extra costi sui deliverables INFN 5.6MFS A questi sono da aggiungere i costi per C&I , che ATLAS stima in 2.3MFS, ma sono ancora da vagliare. Commenti: Le richieste di CMS e di ATLAS non possono essere completamente soddisfatte con l'attuale finanziamento della commissione, se non a scapito delle attivita' non-LHC. CMS : occorre un piano per dimostrare che con i finanziamenti richiesti gli RPC-Barrel sono coperti. Non c'e' nessun impegno INFN nella parte RPC-EndCap. ECAL extraCORE potrebbe servire a partecipare al sistema di cooling, che e' ancora largamente non capito,a coprire l'acquisto degli spare HV e lavoro nel CR per endcap. Va ancora dimostrata la fattibilita' tecnica del progetto e il livello di garanzia della copertura finanziaria. Va chiarito l'impegno finanziario US al Tracker, che era stato promesso al momento del MoU. Il contributo ai common projects va considerato un limite superiore, che comprende anche C&I. ATLAS: si chiede un piano per dimostrare che i deliverables italiani sono adeguatamente coperti dai finanziamenti richiesti. L'impegno italiano sul C&I sara' quantificato una volta che queste voci saranno state vagliate. Discussione: Si propone di introdurre una contingenza su questi extra costi e che questo rappresenti il limite superiore del contributo. Occorre che gli esperimenti verifichino la solidita' del contributo delle varie agenzie finanziatrici. Non tutti i sottorivelatori sono in costruzione per cui alcune cifre sono ancora solo delle stime e non hanno basi solide. Gli esperimenti hanno bisogno di una approvazione di massima, piu' che di una liquidita' immediata.La commissione e' favorevole a copertura extra costi dopo aver verificato la congruita' tecnica con un referaggio, che ci sia la disponibilita' finanziaria INFN e che questa sia condivisa dalle altre agenzie finanziatrici . In ogni caso sara' data priorita' agli impegni sui deliverables italiani. 12. Update produzione RPC. S. Morganti. Negli ultimi 3 mesi molti dei miglioramenti previsti alla General Tecnica sono stati realizzati: incollatrice automatica, sollevatore, 'pizzeria', attrezzature specifiche per le varie camere. Ancora problemi per il capannone stoccaggio e l'oliatura. Il piano di produzione non e' mai stato attuato come previsto , i problemi di un esperimento si sono ripercossi sugli altri . Nei giorni ottimali in cui sia GT che gli esperimenti rispettavano le specifiche del piano di produzione ci sono stati picchi di produzione di 18 camere/giorno, che risultano un notevole miglioramento rispetto al precedente livello di 12 camere/giorno e rendono ottimisti sulla possibilita' di mantenere i livelli di produzione previsti. Un problema rimasto e' quello dei rapporti con la ditta fornitrice di Bachelite (PanPla), ci sono problemi nella consegna che potrebbero richiedere la necessita' di una interfaccia unica anche verso la PanPla', ma soprattutto la nuova fornitura di bachelite ha problemi di adesione della colla. Il problema si manifesta a zone oppure in modo uniforme. BaBar ha prodotto una piccola parte delle camere con questa bachelite e il 90% sono da buttare.Tutti gli altri esperimenti sono fermi per mancanza di materia prima. L'origine del problema sembra essere una nuova pressa che ha una qualita' delle lastre di finitura molto migliore. Sono in atto alla GT vari tentativi con variazioni di tecniche di incollaggio, usando solventi o tecniche meccaniche. ARGO e CMS risentono fortemente del problema perche' il 90% della loro produzione era concentrato nel primo quadrimestre 2002. ATLAS per il momento ha ancora vecchia bachelite da utilizzare ed arrivava in un momento successivo. BaBar deve rifare poche camere con bachelite recuperata da ARGO. Risolto il problema della bachelite si fara' una nuova programmazione per il 2002. Anche gli assemblaggi e le strisce sono in ritardo. La commissione RPC si fa carico di proporre un PP2002_A specifico per la produzione delle strip e gli assemblaggi. GT deve completare gli organici nel minore tempo possibile Discussione: Paolucci chiede se non si puo concentrare nel tempo la produzione di bachelite per evitare disuniformita'. Morganti osserva che il volume da produrre e' troppo elevato, introdurrebbe problemi di stoccaggio e la bachelite risente del modo in cui viene conservata.Purtroppo la ditta ha cambiato il suo modo di produzione senza avvertire nessuno. Tonelli chiede di fare comunque delle produzioni piu' massicce e aggiungere procedura di accettazione del batch. Morganti sottolinea che c'e una specifica sulla rugosità, ma e' solo un limite superiore quindi la consegna e' nelle specifiche. Savrie' sottolinea di concordare con PANPLA un protocollo di produzione e un protocollo di QA. Iaselli ricorda che problemi simili erano gia' stati sperimentati nel passato con PANPLA e pensa che sia necessaria una interfaccia dell'ente verso la PANPLA. Patricelli dice che ATLAS deve decidere se fermare tutto subito o andare avanti con questi palliativi e verificare nel tempo se le camere funzionano come previsto. Dosselli riassume che la commissione e' preoccupata, perche' a quattro mesi dall'inizio della produzione il tasso sarebbe sufficiente, ma gli esperimenti non sono stati capaci di seguire il piano di produzione. In un altro momento queste modifiche avrebbero richiesto un R&D lungo e attento, ma adesso non ci sono piu i tempi. Quindi dovremo continuare a esercitare un attento controllo. La presenza di un coordinatore unico e' stata essenziale. Ci sono stati extra costi alla GT per adeguamento impianti e quindi incremento costi per ATLAS (100KE) e per CMS (50KE). Inoltre c'e' un aumento per le strisce. Calvetti ricorda che LHCC discutera' dei rivelatori RPC a meta' maggio, sarebbe opportuno avere una camera funzionante. Morganti dice che LHCb sta costruendo delle camere che potrebbe mettere subito in test alla GIF. 13. ATLAS status report. S. Patricelli La limitata disponibilità attuale delle risorse ha costretto ATLAS ad optare per una configurazione iniziale del rivelatore limitata rispetto a quella del TDR. Per il primo run di fisica (10 ft-1) mancheranno un layer del rivelatore a Pixel, la ruota più esterna del TRT, parte dei ROD del Lar, scintillatori della gap del calorimetro adronico, camere a muoni EES ed EEL, metà dei layer delle CSC, parte dei processori dell'HLT, parte degli schermi di radiazione. L'impatto sulle prestazioni del rivelatore e' stimato in una perdita di efficienza per la rivelazione dell'Higgs di circa 7-10% su vari canali, mentre e' in corso di valutazione l'influenza sul pattern recognition e il b- tagging. Si puo' compensare una perdita di potenziale di scoperta del 10% con un aumento della luminosita' integrata del 20%. Per completare ATLAS nella configurazione iniziale sono necessari 98MSF. Se solo 75MSF saranno a disposizione, dovrebbe essere possibile completare ATLAS , ma senza nessuna contingenza e senza riserve. Se solo 55MSF, saranno necessari tagli elevati al sistema HLT/DAQ tali da pregiudicare la fisica del B e tagli al C&I tali da non permettere un test adeguato dell'esperimento nel suo insieme. ATLAS sta lavorando a un nuovo piano di installazione, che alleggerisce le fasi piu' critiche. Patricelli descrive in dettaglio la costruzione dei vari rivelatori, che e' in una fase molto avanzata. Alcuni punti di attenzione: per i magneti due "Coil casing" sono state accettate (in precedenza era un grande problema), l'integrazione delle masse fredde dovra' essere fatta al CERN; per i pixel il primo run in DSM e' stato consegnato dall'IBM, ma ha un basso yield; per il TRT i tensionatori in vetro dei fili sono attaccati dal CF4 sotto effetto della radiazione, per il calorimetro adronico nell'endcap C ci sono ritardi nell'approvvigionamento di W; per le camere a muoni sono stati risolti i problemi di integrazione con ID e Lar. Le attivita' al CERN per l'integrazione dei vari sistemi cominciano ad essere molto rilevanti. Patricelli ricorda i problemi economici discussi in precedenza e che ATLAS (come gli altri esperimenti) sta preparando un MoU per i MoF, che dovra' essere accettato dalle varie agenzie finanziatrici e che nelle appendici contiene gli elementi caratteristici di ATLAS. Ci potrebbe essere la richiesta di girare fondi INFN su item non INFN in attesa di rimborso. Si propone di suddividere MOFB in proporzione al costo core dei vari sottosistemi. Gli autori INFN, che includono i tecnologi, sono 140/1387, la richiesta di MOF(A+B) 2002 e' di 2100KSF. ATLAS auspica che nel prossimo RRB di Aprile le agenzie finanziatrici diano la loro disponibilita' a sostenere il rivelatore nella sua configurazione iniziale. Dosselli nota che la scelta di ATLAS di far firmare i tecnologi , porta delle discriminazioni tra i tecnologi di varie sedi, anche per il loro contributo al calcolo dei MOF. Calvetti sottolinea che bisogna chiarire quando fare la fisica del B ad ATLAS e CMS, al CERN si da priorita' ad LHCb su questo aspetto. 14. Atlas. Stato del sistema MDT. M. Livan. Livan mostra lo stato della produzione delle camere MDT: a fine febbraio erano state prodotte piu' di duecento camere incollate, in accordo con il piano previsto. In particolare, 22 camere (di 2 equipaggiate) sono state prodotte a LNF, 8 (di cui 1 equipaggiata) a Cosenza/Roma e 3 a Pavia/Cosenza. Livan fa una panoramica dello stato dei centri di produzione INFN. A Frascati si riesce a produrre 60 tubi al giorno, con una reiezione del 4.2%; quattro camere sono state tomografate, con risultati ben dentro le specifiche. Al sito di test con raggi cosmici sono stati montati i supporti comuni MDT-RPC e si e' in attesa delle piattaforme di allineamento. Il ritmo di produzione a Cosenza e' di 50 tubi al giorno, con reiezione, ad oggi, del 3%; c'e' stato un lavoro di manutenzione straordinaria del tavolo di filature a marzo. A Pavia si controllano 50 tubi al giorno, realizzando un'operazione di intercalibrazione con quanto prodotto a Cosenza. E' stato quasi ultimato il sito di test. C'e' un serio problema nel controllo di temperatura della camera bianca, che verra' risolto al piu' presto. Per quanto riguarda la produzione degli hedgehog di alta tensione, sono stati acquistati tutti i componenti necessari, e' stata prodotta la preserie di circuiti stampati e sta per partire al CERN l'ordine per l'assemblaggio. A giugno dovrebbe partire la produzione finale, che durera' fino alla fine del 2003. Restano ancora da ordinare i componenti per gli splitter esterni e per le lavorazioni, con gara da chiudersi entro settembre 2002. A Roma1 si controllano 60 tubi al giorno. Sono state modificate le torri e le procedure di assemblaggio. E' in corso un lavoro di sviluppo sul DAQ-1 per il test beam. A Roma3 sono state equipaggiate 3 camere con servizi e due controllate con il gas. Vengono mostrati i primi risultati di misure di perdita di gas e spettri temporali. Lo spettrometro ad elio e' essenziale per ragiungere i limiti prefissati e tutte le sezioni se ne sono attrezzate, acquistando o ricevendo in prestito. Va avanti il disegno degli hedgehog di segnale: tutti i componenti (meno uno) sono stati ordinati e consegnati, l'ordine di assemblaggio e' stato fatto, la produzione ha un ritmo di 200 schede al mese. Nel corso del 2002 si prevede di portare su test beam 2 camere BIL, 2 BML e 2 BOL complete di sistemi di allineamento. L'acquisiszione sara' realizzata tramite il DAQ-1 e la simulazione affidata a Geant4. L'impegno italiano sulle attivita' di test beam e' molto elevato in tutti i settori. Livan mostra i principali risultati, ancora preliminari, ottenuti su test beam nel corso del 2001. Il tracciamento e' stato realizzato tramite Calib, un programma in C++ realizzato dalla comunita' italiana dell'off-line. Sono riportate misure di t0, t1, tmax, relazioni r-t, efficienze e risoluzioni. Per quanto riguarda la situazione finanziaria, gli extra costi sui deliverables non sono cambiati da settembre e ammontano a 598 Ml. I pagamenti supplementari (ex classe 2) riguardano il CSM, l'area di storage, l'equipaggiamento per riparazioni, i crate ROD e le ruote piccole: il totale ammonta a 2270 kCHF. di cui 1500 dovuti ai moduli CSM (che al tempo del MoU erano previsti come patch panels tra mezzanino TDC e MROD sul rivelatore e poi, a causa dell'impossibilita' tecnica di realizzare MROD radiation hard, sono diventati connessioni rame-fibra ottica da mezzanino a counting room USA15, con costo suddiviso tra i gruppi). Livan presenta poi le tabelle relative ai costi M&O e C&I sino al 2010, per il sistema dei muoni.Per il 2002 le cifre previste sono rispettivamente di 280 e 235 kCHF. Le tabelle sono ad ogni modo in via di definizione, anche se le cifre totali non cambieranno. 15. CMS. Stato dell'esperimento. G. Tonelli. Lo scavo delle caverne USC5 e UXc5 e' completo al 50% e ha raggiunto il tunnel di LEP. La consegna del solenoide a 4T e' prevista a gennaio 2004 con tre mesi di contingenza. I problemi relativi al cavo superconduttore sono stati superati ed e' prevista la consegna per maggio. Presso l'Ansaldo e' in costruzione un prototipo del solenoide. Per quanto riguarda i rivelatori per muoni, e' pianificata la produzione di 84 camere per la fine dell'anno: al momento si registra un ritardo, non critico, stimabile in circa un mese e mezzo. I test di irraggiamento sui TDC sono positivi e c'e' solo qualche ritardo, non critico, sulla produzione di massa. E' in partenza la produzione delle schede di readout e la gara per quelle di trigger. Ad oggi sono state prodotte 100 gap RB3 di RPC, con controlli di qualita' positivi. Il collo di bottiglia nella produzione di gap sembra superato, mentre rimane la preoccupazione per il controllo di qualita' sulla bachelite e sull'assemblaggio (per cui e' importante l'azione dell'INFN verso la General Tecnica). Ulteriori ritardi potrebbero far entrare il progetto in fase critica. I rivelatori endcap per muoni (CSC), non di responsabilita' italiana, sono in produzione presso tutti i siti, con un ritmo di 1-1.5 camere a settimana per sito. Per la parte RPC forward ci sono molte preoccupazioni dovute a ritardi, rumore, fase di commissioning dell'industria: l'attivita' e' molto prossima ad essere critica. Il sistema di allineamento del rivelatore a muoni e' basato su laser e ha passato tutti i relativi EDR: al momento sono in corso test al CERN sui componenti critici. Il calorimetro adronico barrel e' in fase di installazione in SX5. L'assorbitore per HE e HF e' pronto. Tonelli mostra plot relativi all'energia trasversa mancante misurabile in CMS e alla risoluzione usando tracce ricostruite. Sono stati risolti i probemi di velocita' di produzione e qualita' dei cristalli del calorimetro elettromagnetico ECAL. Il ritmo di consegna e la qualita' degli APD e VPT sono sotto controllo. Presso il centro regionale INFN-ENEA alla Casaccia sono stati assemblati 12 sottomoduli (al 22 marzo). Il sistema di readout di ECAL e' stato modificato, in quanto l'originale risultava ingestibile in termini di costi, causando un deficit aggiuntivo di circa 20 MCHF. La maggior parte dei dati trasferiti dal rivelatore non era usata per la fisica. Le decisioni sono state di lasciare immutata l'elettronica di front end fino all'ADC e di introdurre una nuova scheda digitale che riceva dati dalle torri di trigger (25 cristalli), elabori l'informazione, trasmetta i dati nella counting room a 800 mb/s, immagazzini tutti i dati provenienti dai 25 cristalli e le informazioni di trigger sino all'arrivo di un L1, fornisca clock, segnali di controllo e di regolazione delle basse tensioni. Il numero di link ottici risulta cosi' ridotto da 91000 a 12000 e le schede di trigger da 800 a 120. La costruzione di ECAL e' in zona critica, con impatto considerevole sul commissioning e sulla calibrazione. E' stata istituita una task force con coinvolgimento di tutti gli esperti di elettronica di CMS, con la definizione di tre priorita': barrel, endcap e preshower e adozione di un piano di calibrazione di emergenza (calibrazione completa di una frazione di moduli, ecc...). Per cio' che concerne HLT, il tracciatore di CMS e' in grado di realizzare b tagging, tau tagging e ricostruzione di decadimenti esclusivi del B in meno di 500 ms su una singola CPU. Sono in corso studi dettagliati per guadagnare importanti fattori in tempo. E' stato definito il layout di partenza del rivelatore a pixel. La configurazione asintotica vedra' 3 strati nel barrel e 3 dischi, quella iniziale 2 strati nel barrel e un disco (con possibilita' di aggiungere uno strato e un disco, se le risorse lo permetteranno). E' decisivo per la conclusione della fase di R&D il risultato dell'implementazione in 0.25 um CMOS dei prototipi di front end realizzata in DMILL. Per concludere, il problema principale e' il deficit di 62 MCHF per completare il commissioning dell'esperimento. L'attenzione e' concentrata sui possibili punti critici quali la scaletta temporale del magnete, il nuovo sistema di lettura di ECAL, il commissioning degli RPC, particolarmente per la parte in avanti. 16. CMS. Test di sistema del tracciatore. R. Dell'Orso. La milestone 200 prevede la produzione e il test di 200 moduli secondo i protocolli della costruzione finale. Al momento tutti i sensori necessari sono stati qualificati e tutti gli altri componenti sono disponibili. C'e' uno slittamento rispetto alla scaletta prevista a causa dell'ibrido di front end: la versione V1, con chip incapsulati, e' stata ordinata al primo fornitore, che ha risolto il problema di basso yield (65%) presente nella versione V0 a chip nudi. La versione V2, con chip incapsulati su substrato in FR4, conta 40 substrati gia' ricevuti. A maggio ci sara' la decisione su una produzione commerciale parallela alla versione V1, con maggiore varieta' di fornitori. Dell'Orso mostra la rete di produzione, con la suddivisione dei compiti tra i vari siti. Riguardo ai sensori, tutti i centri di test sono equipaggiati ed operativi ed e' stata effettuata una calibrazione incrociata tra i vari siti. I centri di assemblaggio dispongono tutti di un robot; la qualifica e' completa ed e' iniziato l'assemblaggio finalizzato al raggiungimento della milestone 200. Tutti i siti di bonding sono equipaggiati con macchine di microsaldatura ed hanno effettuato senza problemi le prime operazioni legate alla milestone 200. La pulizia della superficie degli ibridi deve essere migliorata. I sistemi di test sono standard e consentono la lettura in parallelo di diversi moduli. Nel periodo ottobre-novembre 2001 si e' tenuto al CERN un test beam nell'area X5, con fascio di pioni e muoni a 120 GeV strutturato a 25 ns. Il rumore misurato e' risultato compatibile con le previsioni e il rapporto S/N e' risultato pari a 20. Dell'Orso mostra la ricostruzione della curva del segnale in deconvolution mode e discute degli effetti causati da particelle fortemente ionizzanti (prodotte da interazioni nucleari) e di pinhole, cioe' del corto circuito del condensatore di disaccoppiamento integrato nel silicio. L'inefficienza degli APV25 e' risultata pari allo 0.65% per un'occupazione dell'1%. E' previsto un test beam al PSI con fascio di pioni a 300 MeV strutturato a 20 ns per una misura dettagliata degli effetti di ionizzazione pesante Il test di sistema (moduli TOB su banco) e' effettuato al CERN e si prefigge tra gli altri obiettivi quello di calibrazione del FED e dell'input buffer differenziale, di fissaggio dei parametri del link ottico, della verifica del segnale nei vari punti della catena e del test di un modulo. Il test di sottosistema TOB e' attualmente in corso al CERN e consiste nella lettura di 6 moduli nella meccanica di una ROD: il primo test con 6 ibridi di front end e' gia' stato effettuato. ed i primi risultati sono promettenti. Il test di sottosistema TIB, da effettuarsi a Firenze e Pisa, si avvale di un prototipo di power supply per verifiche sull'ibrido ottico analogico. Nella fase 1 (aprile-maggio) prevede la lettura di un modulo TIB con link ottico analogico completo e test con prototipi degli alimentatori finali; nella fase 2 (giugno-dicembre) prevede test di integrazione meccanica ed elettrica su cilindro del layer3 (a singola faccia) e successivamente del layer 1 (a doppia faccia). 17. CMS. Stato dell'ibrido ottico del tracciatore. B. Checcucci. L'ibrido converte le diverse tensioni di ingresso provenienti dal chip MUX in segnale ottico usando il chip laser driver (su bus I2C) e utilizza fibre ottiche individuali. La caratterizzazione elettrica riguarda il noise, la larghezza di banda e il cross talk, l'EINL (equivalent input non linearity), l'EIN (equivalent input noise). Checcucci mostra i risultati ottenuti per tutte queste caratteristiche, come per la caratterizzazione termica. E' stato costruito un database che contiene informazioni relative a codici di identificazione, note, soglie in corrente di polarizzazione, risultati di test, ecc ... La versione sviluppata funziona perfettamente e tutti gli obiettivi sono stati rispettati. Nel 1998 era stata lanciata un'indagine di mercato che aveva selezionato 3 ditte italiane. Una era stata scartata per il costo eccessivo dell'offerta, un'altra ha sviluppato tutte le sequenze dei run, la terza ha sviluppato una produzione prototipale nel periodo 2000-2001. Dovranno essere prodotti oltre 4000 optoibridi: la ditta aggiudicataria dovra' verificare il 100% della produzione, mentre Perugia verifichera' il 100% della pre-produzione ed il 2% dell'intera produzione, a campionamento. Il gruppo e' pronto a chiedere, in una prossima riunione di Commissione, lo sblocco del sub judice per far partire la gara sull'optoibrido. 18. LHCB: Stato dell'esperimento. G. Martellotti. LHCB si propone di sfruttare a pieno le potenzialita' sulla fisica del B sin dalla fase iniziale di LHC a bassa luminosita'. Cio' dovrebbe garantire risultati indipendenti dalle assunzioni del Modello Standard nei canali con pioni e sulla misura dell'angolo gamma. Un ritardo di due anni di LHC ridurrebbe la possibilita' di dare un contributo essenziale sul sistema Bd, ma lascerebbe intatte le prospettive sul Bs. Il costo totale dell'esperimento e' di 75 MCHF e non sono previsti sovracosti rilevanti. In risposta alle domande della Task Force 1 sono stati studiati gli effetti di un ritardo di LHC e possibili scenari per ridurre i costi: il primo prevede uno staging di Rich e calorimetri, il secondo un'azione di staging/descoping di parte del trigger L2, DAQ, offline. Non si possono realizzare risparmi sostanziali senza importanti riduzioni di prestazioni. Un ritardo nell partenza di LHC rispetto al 2006 porta un risparmio moderato ritardando l'acquisto dei fotorivelatori del RICH e l'acquisto delle CPU. Sono stati recentemente approvati i TDR del sistema dei muoni, del VErtex LOcator, dell'outer tracker e dell'on line, mentre sono ancora da realizzare quelli relativi a Inner Tracker e Trigger (fine 2002), Computing (fine 2003) e studi sulla versione LHCB "light" (ottobre 2002, con partenza prevista nel 2006). Quest'ultima opzione prevede una riottimizzazione dell'apparato, con riduzione di materiale per il tracking, che nella versione precedente era eccessivo. E' in atto uno studio per ridurre il materiale nel VELO e nel Rich1 (con l'utilizzo di specchi sferici leggeri), ridisegnare la beam pipe e ridurre il numero di stazioni del sistema di tracciamento. La configurazione del VELO attualmente approvata come baseline dal technical board di LHCB prevede 21 stazioni di silicio spesso 250 um e 150/250 um di alluminio: la stima del materiale e' di 17.9% X0. La risoluzione sulla lunghezza di decadimento e' di circa 300 um. Il nuovo sistema di tracciamento comprende il VELO, TT1, il cui disegno e' ancora in corso, e tre stazioni ST1-3. Sono in corso studi sull'efficienza di tracciamento con nuovi algoritmi. E' in corso l'ottimizzazione del trigger. La rate stimata per L1, basata sulla misura di parametro d'impatto con il VELO, e' troppo alta per la presenza di tracce a basso impulso: l'idea e' di eliminare la parte di schermo del magnete e usare il campo residuo in TT1 per una determinazione rapida dell'impulso. Cio' comporta una revisione del disegno di Rich1. Ci sono importanti responsabilita' italiane nel rivelatore di muoni, con Carboni project leader, Campana vice responsabile per la costruzione delle camere MWPC, Lai responsabile dell'elettronica, Bocci responsabile del DCS e Santacesaria responsabile del software. Le milestones prevedono la realizzazione dell'EDR per l'estate 2002, la costruzione dei prototipi zero delle camere e la preparazione dell'attrezzatura per la produzione, l'approntamento delle stazioni di test e del controllo della catena completa di elettronica (per fine anno). Nel 2003 saranno prese le decisioni sulla regione M1R1-M1R2, se utilizzare Gem o MWPC asimmetriche e si dara' inizio alla costruzione. Martellotti illustra lo stato delle attivita' nelle sezioni INFN coinvolte nella costruzione dei prototipi e nella preparazione dei tooling per la produzione delle camere: macchina saldatrice a LNF, macchina filatrice a Ferrara, stazioni di test per RPC a Roma2 e Fi, stazioni di test per MWPC a Roma1/Pz e LNF. L'elettronica e' quasi interamente sotto responsabilita' italiana: attualmente sono in fase di progettazione tutti i prototipi delle componenti del sistema. Per quanto riguarda il RICH, e' stato portato a termine l'EDR del Rich2, con la definizione dello schermo magnetico. E' stata rimandata a dopo giugno la milestone relativa ai fotorivelatori, con due prototipi di HPD in esame. Il gruppo di Genova propone una nuova attivita', chiedendo di rinviare l'impegno sull'interferometro del Rich, che non e' urgente, e di partecipare allo sviluppo dell'ECS in collaborazione con il Cern: si tratterebbe di realizzare un prototipo di interfaccia tra le schede utenti e l'intelligenza locale (l'argomento sara' oggetto di una presentazione di Sannino in una prossima riunione di Commissione). L'attivita' sul prototipo di Tier1 e' in corso di svolgimento a Bo: e' stato installato un cluster di 54 CPU PIII + 2 TB di disco al CNAF, sono stati generati 3.5 milioni di eventi (35% della produzione 2001). La finalita' principale per il 2002 e' lo studio del rivelatore "light" e la produzione di eventi per il TDR del trigger. Il Data Challenge e' previsto per l'estate, con l'impiego di 150-200 CPU. 19. LHCB. Rivelatori a Gem. G. Bencivenni. La soluzione proposta per la regione centrale R1-R2 di LHCB consiste in un rivelatore a tripla Gem. Bencivenni richiama brevemente i principi costruttivi e di funzionamento di tale rivelatore. Per raggiungere buone risposte temporali e' necessario l'utilizzo di alti guadagni e di miscele gassose a rapida velocita' di deriva. Si richiede inoltre un'alta efficienza di rivelazione per cluster singoli: tutto cio' puo' essere raggiunto realizzando un'alta velocita' di deriva a campi relativamente bassi. Sono stati effettuati test su fascio al PS del CERN, con adroni di 2-4 GeV, rate di 1 kHz/cm2 e scan sul campo di deriva, sul campo di trasferimento e sulla tensione delle Gem, e al PSI, con pioni e protoni da 350 MeV, a basso e alto flusso (per misurare la probabilita' di scarica). In entrambi i casi sono state utilizzate diverse miscele gassose. L'efficienza nella finestra temporale di 25 ns e' risultata intorno al 98% per la singola camera e con varie miscele a 3 o 4 componenti, da confrontarsi con l'89% ottenuto con ArCO2, e superiore al 99% mettendo in OR due camere. Il guadagno efficace del rivelatore e' stato misurato con l'utilizzo di un tubo a raggi X da 5.9 keV: sono mostrate le curve relative a diverse miscele gassose. Il guadagno del rivelatore rimane stabile anche per flussi molto elevati di raggi X, sino a 60 MHz/cm2, molto al di sopra del limite aspettato in LHCB nelle regioni R1-R2 di M1. Per simulare l'invecchiamento da radiazione, e' stata integrata, per una miscela Ar/CO2/CF4 60/20/20, una carica pari a circa 23 C/cm2: se ne puo' dedurre una perdita di guadagno limitata (circa il 5%) per 18 anni di funzionamento di LHCB. Nel prossimo futuro saranno realizzati simili test di invecchiamento con miscele contenenti isobutano. A partire dai test al PSI, si e' misurata una probabilita' di scarica minore di 4-2x10^-12 per adrone al 95% CL, corrispondente a 200-1000 scariche in 10 anni di funzionamento di LHCB. In fase di test si sono provocate, senza danni al rivelatore, 220 scariche/cm2. E' stata realizzata la costruzione di prototipi di rivelatori a tripla Gem di grandi dimensioni (maggiori di 400 cm2). I piani per il 2002 prevedono test di laboratorio sui prototipi di piccole dimensioni con miscele gassose ad alta velocita' di deriva, con e senza isobutano, per misure di guadagno, di effetti di invecchiamento, di sopravvivenza alle scariche. Sono previsti altri test al PSI per misure di probabilita' di scarica in funzione della tensione e del guadagno, per definire le regioni di plateau, con due prototipi grandi e due piccoli. Altro obiettivo per il 2002 e' l'ingegnerizzazione del detector, ossia il passaggio dalla Gem versione R&D al disegno e costruzione di una camera realistica e a basso contenuto di materiale: cio' implica attivita' nel campo della meccanica, del readout e della tensione. L'elettronica dovrebbe essere pronta per l'estate per instrumentare i prototipi 24x24 cm2 al test beam del Cern. 20. LHCB. Relazione dei referee. C. Meroni. I referee apprezzano la qualita' del lavoro svolto e i risultati ottenuti e riconoscono la necessita' di sostenere la fase di R&D per arrivare all'inizio del 2003 (al momento della scelta del rivelatore per R1-R2 su M1 da parte di LHCB) con un modulo 0 funzionante. Seguono le proposte di finanziamento (in kE): Cons. Ca 13 LNF 13 sblocco sj, di cui 10 kE per meccanica (disegno di supporti, distribuzione del gas nella camera, attrezzi di assemblaggio), 6 kE per metabolismo, 10 kE per readout PCB, HV e LV. Miss. Est. Ca 8 LNF 8.5 nuova assegnazione, per test beam ad alta intensita', non finanziato a settembre 2001. I referee propongono inoltre di autorizzare l'acquisto sulle Dotazioni, previo consulto con i referee, un sistema di controllo di acqua e ossigeno, utile per misure di invecchiamento, per cui non si hanno al momento informazioni disponibili. Interviene Dosselli per annunciare che nella riumnione di giugno si discutera' del quadro globale delle attivita' INFN in LHCB, con particolare riferimento a quelle recentamente proposte dal gruppo di Genova.