VERBALE DELLA RIUNIONE DELLA
                     COMMISSIONE SCIENTIFICA NAZIONALE 1


                           Roma, 23-24 Giugno 1998


Presenti:


  M. CALVETTI      - Presidente
  A. STAIANO       - Coord. Sez. di Torino
  L. PERINI        - Coord. Sez. di Milano
  U. DOSSELLI      - Coord. Sez. di Padova
  G. DARBO         - Coord. Sez. di Genova
  F. RIMONDI       - Coord. Sez. di Bologna
  G. TONELLI       - Coord. Sez. di Pisa
  F. LACAVA        - Coord. Sez. di Roma
  L. MEROLA        - Coord. Sez. di Napoli
  R. POTENZA       - Coord. Sez. di Catania
  A. MARTIN        - Coord. Sez. di Trieste
  C. CIVININI      - Coord. Sez. di Firenze
  E. GRAZIANI      - Coord. Sez. di Roma 3
  S. NUZZO         - Coord. Sez. di Bari
  V. VERCESI       - Coord. Sez. di Pavia
  P. CAMPANA       - Coord. L. N. Frascati
  R. CALABRESE     - Coord. Sez. di Ferrara ( in sost. )
  G. ANZIVINO      - Coord. Sez. di Perugia ( in sost. )
  A. LAI           - Coord. Sez. di Cagliari
  L. DI CIACCIO    - Coord. Sez. di Roma 2
  E. GORINI        - Coord. Sez. di Lecce


Presenti a parte della riunione:


L. Mandelli,
S.R. Amendolia, R. Baldini, G. Battistoni, R. Bellazzini, A. Benvenuti, S.
Bertolucci, D. Bettoni, G. Bilei, D. Bisello, P Capiluppi, C. Caso, R.
Castaldi, V. Cavasinni, F. Cervelli, G Ciapetti, M. Curatolo, R. De
Asmundis, T. Del Prete, M. Diemoz, B. Esposito, E. Focardi, F. Forti, C.
Gargiulo, F. Gasparini, G. Iaselli, E. Longo, G. Magazzù, S. Palestrini, G.
Parrini, E. Petrolo, L. Rossi, R. Santonico, A. Santroni, C. Sciacca, G.
Susinno, G. Stefanini, C. Troncon, P.G. Verdini, C. Voci, G. Zumerle.


Ordine del giorno:


-Martedi' 23 Giugno:
 1. Comunicazioni.
 2. Status Report di Atlas. G.Ciapetti
 3. Il sistema di Pixel in Atlas. L. Rossi
 4. Il calorimetro e.m. di Atlas G. Battistoni
 5. Atlas Tilecal. T. Del Prete
 6. Atlas RPC: Recenti risultati scientifici. R. Santonico
 7. Trigger mu di Atlas E. Petrolo
 8. MDT B. Esposito


-Mercoledi' 24 Giugno:
 9. CMS mu. F. Gasparini
 10. Stato delle MSGC. A. Brez
 11. Sistema di protezione per le MSGC. G. Magazzu'
 12. Stato dell'elettronica. P.G. Verdini
 13. Considerazioni sugli alimentatori per il tracciatore di CMS. G. Parrini.
 14. Continuazione su alimentatori. G. Stefanini.
 15. Stato e prospettive del tracciatore a Silicio di CMS. E. Focardi.
 16. Stato dei Fotorivelatori per CMS-ECAL. E. Longo
 17. La struttura meccanica del calorimetro e.m. di CMS. Gargiulo.
 18. Rivelatore di trigger ad RPC per il barrel di CMS. Iaselli.
 19. Stato dell'IFR di Babar. C. Sciacca.
 20. Stato dell'SVT di Babar. F. Forti.
 21. Stato della camera a deriva di Babar. C. Voci.
 22. Discussione richieste Babar. Ref. Palestini.


1.Comunicazioni


Calvetti comunica che Dionisi ha dato le dimissioni da referee di CMS.


Livan, come deciso durante le riunione di Maggio, coordinera' il lavoro dei
referre degli esperimenti di LEP.


L. Di Ciaccio e' in scadenza, ma continuera' il suo lavoro di referee almeno
fino alla riunione di Settembre.


I referee di LHC-B e BTeV (Menichetti, D'Agostini e Tonelli) presenteranno le
conclusioni del loro lavoro nel corso della riunione di Settembre; in quella
sede la Commissione decidera' se proporre o meno l'approvazione dei due
esperimenti.


E' pervenuta a Calvetti la 'lettera d'intenzioni' per la realizzazione di un
esperimento sulla violazione del numero leptonico attraverso il decadimento
mu-->e gamma. Tale esperimento (MUG), da effetuarsi presso il SIN, si
propone di essere sensibile a BR dell'ordine di 10^-14.
Calvetti propone di nominare E. Iacopini e M. Savrie' referee della proposta;
la relazione dovra' avvenire durante la riunione di Settembre.


Bradamante ha reso noto al Presidente della Commissione, che i problemi di
natura politica dell'esperimento Compass sono superati. Della stessa opinione
sono i referee Darbo e Dosselli.
E' anche parere dei referee che a questo punto si puo' dare il via libera alla
gara per i 250 specchi del RICH. Il finanziamento richiesto e' di 720ML su
C.A. Torino.
La Commisione approva la proposta di finanziamento sulla competenza 98, la cassa
sara' distribuita tra 99 e 00.


Calvetti ricorda che i referee, al termine delle discussioni riguardanti
l'esperimento di loro competenza, devono produrre una pagina riassuntiva con le
decisioni prese ed il dettaglio finanziario.


Calvetti, sulla base delle richieste pervenute dai vari gruppi, presenta la
proposta di utilizzazione degli ultimi 900ML ancora a disposizione della
Commissione. Calvetti fa anche notare che il totale delle richieste pervenute
e' stato di circa 8GL; l'auspicato filtraggio da parte dei coordinatori
in molti casi e' mancato.
Dopo la relativa discussione, avvenuta in parte anche il 24 Giugno, la
Commissione approva la proposta riportata nella seguente tabella:


Atlas:
LE:   5ML m.i. contatti fra laboratori;
MI:  30ML m.e. LASA per contatti con laboratori esteri;
NA:   5ML m.i. contatti fra laboratori;
UD:  10ML m.i. contatti fra laboratori;
     10ML m.e. contatti con laboratori esteri;
CS:  60ML c.a. completamento strutture laboratorio;
PV:  15ML m.e. responsabilita' coordinamento;


Babar (vedi verbale del 24/6/98):
GE:  40ML c.a. per completamento TDC IFR (finanziamento stornato a fine 97);
MI:  16ML m.i. per assemblaggio ibridi microvertice a Pisa (recuperano 20ML
               da m.e. a m.i. MI e 10ML m.i. da Pisa);
     23ML c.a. per completamento del costo (103ML) delle 'tails' (80ML sono
               recuperati dalle riassegnazioni avanzi 97);
NA:  30ML m.e. per lavori a SLAC di assemblaggio IFR;
     40ML c.a. extra costi assemblaggio IFR, anche per richieste di modifiche
               per sicurezza.


CMS:
RM:   5ML m.i. missioni alla Casaccia;


Compass:
TO:   5ML cons. sviluppo elettronica;
     15ML c.a.  meccanica RICH;
TS:  65ML c.a.  completamento meccanica camere RICH e chip Gassiplex per mezza
                camera;
     15ML cons. contributo ai MOF dell'esperimento;


E-831:
LNF:  2ML m.i.  contatti fra laboratori;
     25ML inv.  acquisto dischi e memoria;
MI:   3ML m.i.  contatti fra laboratori;
PV:   7ML m.i.  contatti fra laboratori;
     24ML inv.  acquisto dischi e memoria;


Hera-B:
BO: 102ML c.a.  costruzione 'patch panel' cal. elettromagnetico (di cui 60ML
                da MI dota);


KLOE:
BA:  40ML m.i.  presenze a Frascati per inizio esperimento;
LNF:130ML cons. installazione esperimento;
RM:  40ML cons. elettronica per prova camera a deriva;
TS:   7ML m.i.  contatti fra laboratori;


Dotazioni:
NA:  20ML cons. trasferimento istituto;
RM3: 10ML cons. trasferimento istituto;
TS:   5ML m.i.  IRST.


Calvetti invita i referee a tenere conto di queste assegnazioni nel preparare
le proposte per i finanziamenti 99.


Il Presidente della Commissione illustra i contributi MOF-A dei vari
esperimenti; questi dati saranno discussi in maggior dettaglio a Settembre.


Calvetti riassume, quello che puo' essere il quadro delle necessita' di cassa
per l'intero Gruppo 1 per il 99.
L'aumento rispetto ai 40.2GL di cassa 98 e' di circa 16.9GL, dovuto
essenzialmente all'inizio della costruzione degli esperimenti LHC.
Il commento generale della Commissione e' che lo sforzo di
razionalizzazione delle spese e' stato in gran parte fatto; per il 99 se non
aumenteranno le risorse alcuni impegni precedentemente presi dovranno essere
riconsiderati.


Si apre una discussione sulla incompatibilita' tra partecipazioni contemporanee
ad esperimenti che sono in piena fase di costruzione o all'inizio della presa
dati (es. CDF, LHC, Compass ...) e sulla opportunita' di tenere aperta una sigla
o finanziare sulle dotazioni partecipazioni con un numero esiguo di fisici
equivalenti.


Nel primo caso viene messo in evidenza che, per esperimenti incompatibili,
sarebbe auspicabile che le persone interessate esprimessero una loro
chiara preferenza lasciando la seconda scelta a bassa priorita'
(ad esempio con percentuali 80% e 20%). Questa partecipazione minoritaria
puo' salvaguardare, come auspicato da alcuni coordinatori, la possibilita'
di effettuare sinergie tra applicazioni simili in esperimenti diversi.


La decisione sull'apertura o meno di partecipazioni 'piccole' viene rimandata
alla discussione sui criteri generali che si terra' all'inizio della riunione
di Settembre.


Calvetti solleva il problema relativo al dimensionamento dei finanziamenti per
missioni estere. I gruppi che sono composti da persone che utilizzano tutti
le trasferte, sono svantaggiati rispetto ai gruppi che hanno al loro interno
un certo numero di fisici che solo raramente vanno in trasferta ma che,
nell'attribuzione dei fondi, hanno lo stesso peso degli altri.
La conclusione della discussione e' che, in vista della riunione di Settembre,
i coordinatori ed i referee devono lavorare per capire in dettaglio le
effettive esigenze di missioni di un gruppo applicando il meno possibile
regole fisse.


Durante la seduta del 24 Giugno, Mandelli interviene sulla situazione
finanziaria dell'INFN.
Essenzialmente non ci sono novita' rispetto a quanto detto a Firenze il mese
scorso. Iarocci si e' recato da Ciampi e Giarda i quali non hanno aumentato la
cassa INFN per il 98 che rimane di 468GL.
Gli avanzi 98, al netto delle trasferte e dei congelamenti, sono stati
riassegnati.
Per la cassa a disposizione nel 99 ancora non c'e' nessuna comunicazione
ufficiale; si conosceranno i dettagli solo verso Dicembre o Gennaio.
Nella finanziaria sara' presente una 'busta' unica per gli enti di ricerca;
sara' poi il Ministro a dividere. I segnali dal mondo politico sono di
contenimento della spesa, ci si aspetta una situazione stazionaria.
Mandelli ricorda pero' che il confronto con l'estero ci pone, per quello che
riguarda l'INFN, a livelli adeguati.
Il Ministro ha nominato una commissione, della quale fanno parte Picasso e Ting,
per valutare il piano quinquennale dell'INFN; la relazione finale avverra' a
Luglio 99.


Mandelli sollecita la Commissione a continuare il lavoro di razionalizzazione
della spesa e ad operare delle scelte.
La dispersione delle risorse umane all'interno dei gruppi e' un elemento
negativo; si consiglia di concentrare in modo ragionevole le proprie forze.
Gli impegni che si prendono devono essere commisurati alla consistenza dei
gruppi sperimentali; il personale temporaneo non puo' essere usato in maniera
sistematica per risovere problemi di carenza di manodopera.
Calvetti interviene ricordando che la Commissione si e' gia' posta il problema
delle percentuali e della dispersione delle forze su esperimenti incompatibili
e prendera' delle decisioni durante la riunione di Settembre.


Nel prosieguo della discussione alcuni coordinatori fanno notare che la
Commissione ha gia' operato tutta una serie di riduzioni e razionalizzazioni
della spesa sugli esperimenti in corso e che l'ulteriore margine di manovra
e' veramente limitato. Dal prossimo anno avremo a che fare con l'inizio
della costruzione degli esperimenti LHC i quali necessitano di un impegno
finanziario non reperibile con un ulteriore taglio degli esperimenti in corso.
Quindi ci si chiede chi sara' l'organo deputato a prendere decisioni nel caso
si dovessero ridimensionare gli impegni gia' presi in un settore strategico
per l'INFN qual e' LHC.


Mandelli risponde che e' compito delle Commissioni fare programmazione
scientifica, forse occorrera' ridurre di piu' modificando il profilo di
spesa come e' gia' stato fatto da altre nazioni.
La Giunta gia' aiuta gli esperimenti di gruppo 1 (vedi cassa per i progetti
5% e LEP2000); comunque nel decidere lo schema di finanziamento a blocchi per il
99 sara' considerata la specificita' degli esperimenti LHC.


Calvetti conclude la discussione affermando che la Commissione continuera' a
razionalizzare le spese per gli esperimenti in corso e valutera'
scientificamente le nuove iniziative portate alla sua attenzione (espansione
di responsabilita' in LHC, LHC-B, BTeV, MUG).
Nella riunione di Settembre verra' fatta una priorita' finanziaria e porteremo
all'attenzione del Presidente dell'INFN le conclusioni del lavoro della
Commissione.


Al termine della discussione interviene Pacciani il quale ricorda che nei
moduli per i preventivi del 99 e' presente una colonna 'cassa' che servira'
da punto di partenza per decidere la cassa necessaria alle varie linee di
ricerca e che deve essere riempita con la massima accuratezza possibile.


2. Status Report di Atlas. G. Ciapetti


Ciapetti illustra, per linee generali, lo stato attuale dell'esperimento Atlas.
I calorimetri (LAr e Tiles), lo spettrometro per muoni, il tracciatore interno
ed i magneti (Toroidi e solenoide) hanno il TDR approvato e sono pronti per
la costruzione.
Alcuni punti specifici sono sotto osservazione in quanto necessitano ancora di
alcuni sviluppi per arrivare ad una scelta ottimale dal punto di vista tecnico
ed economico (elettronica di front-end in generale, componenti ottici per
calorimetro a tiles, scelta del sistema di raffreddamento, scelta del gas per
le camere MDT).
I prossimi TDR saranno: Trigger di livello 1 (6/98), integrazione ed
infrastrutture (12/98), DAQ ed altri livelli di trigger (01). Inoltre in
Aprile 99 verra' prodotto un TDR sulle capacita' di fisica del rivelatore.
La collaborazione Atlas organizza reviews interne per assicurarsi della
completezza dei progetti e per verificare lo stato di preparazione per l'inizio
della produzione in serie (Project Readiness Review, PRR).


Magneti.
Il solenoide (Giappone) e' in fase di costruzione; meta' del conduttore e meta'
del supporto sono gia' stati ordinati.
Il toroide del barrel (BT) e' sul 'critical path' essendo la prima
componente dell'esperimento ad essere installata (inizio 03).
Per garantire questi tempi l'avvolgimento deve avere inizio non piu' tardi
di 10/99.
Il prototipo funzionante B0 sara' pronto solo nel 9/99; questo non portera'
ritardi se il lavoro di controllo e le prove su B0 saranno fatte in
parallelo alle attivita' preparatorie su BT.
Per iniziare l'avvolgimento di BT la ditta che vincera' la gara avra' bisogno
di 5-6 mesi di lavoro preliminare e che deve quindi iniziare almeno entro
Aprile/Maggio 99. Per rispettare questi tempi la gara deve partire almeno in
Settembre/Ottobre 98.


Calvetti fa notare che i risultati su B0 saranno a disposizione solo dopo
l'inizio della gara di BT e quindi chiede quali specifiche saranno riportate
sul bando. Ciapetti risponde che le specifiche saranno quelle di B0 e che
comunque il contratto verra' firmato solo dopo la conclusione delle prove
su B0.


Calvetti chiede che Acerbi comunichi alla Commissione (ai referee)
quali sono le informazioni 'minime' che intende ricavare da B0 prima della
firma dell'ordine di BT. Inoltre e' necessario capire, anche con l'aiuto dei
referee, quanto pesera' sulla cassa 99 l'avvio dell'ordine per BT.
Ad una domanda di Campana sulla necessita' o meno del pagamento dell'IVA
su questi ordini, Ciapetti risponde che la cosa e' ancora incerta.


Inner detector.
La collaborazione ha confermato un disegno che porti alla misura di 7 punti ad
alta precisione per traccia come precedentemente riportato nel TDR, mentre ha
avviato una fase di R&D per arrivare ad un sistema di raffreddamento in comune
per Pixel e Silicon Detector (SCT), come consigliato dai referee LHCC per
minimizzare il materiale impiegato.


Il TDR dei Pixel e' stato presentato alla fine di Maggio 98 e riporta gli
sviluppi del disegno del sistema ed i risultati dei test compiuti.
I rivelatori (n+/n) sono sotto test al CERN; da risultati preliminari
sembra che il bump-bonding sia soddisfacente cosi' come l'efficienza e la
risoluzione.
Forti manifesta le sue preoccupazioni per una scala di tempi per i Pixel a
suo giudizio troppo affrettata.


Per quanto riguarda il Silicon Tracker (SCT) Atlas ha deciso di adottare la
soluzione 'p su n' cambiando rispetto a quanto presentato nel TDR.
Alcuni problemi riguardano l'elettronica di front-end che ha un ritardo di
6-12 mesi, riassorbile nel periodo di produzione dei moduli.


Il Transition Radiation Tracker (TRT) avra' il modulo 0 pronto per la fine
del 98.


Calorimetria.
Il presampler del calorimetro e.m. LAr e' stato completamente definito (anche
per gli end-cap).
Il PRR per la meccanica del calorimetro e.m. e' stato superato all'inizio
del 98. La produzione degli elettrodi di Kapton ha incontrato dei ritardi
che porteranno alla costruzione di un modulo 0 solo parzialmente equipaggiato
in vista delle prove su fascio di Settembre 98.


L'elettronica 'calda' e' finalizzata.
Le milestone per l'elettronica fredda sono state superate cosi' come i PRR.
I centri di produzione sono pronti per iniziare la produzione in serie.


Per quanto riguarda gli end-cap adronici il modulo 0 e' stato gia' prodotto
e provato con successo su fascio in Aprile 98.
Il forward calorimeter ha il modulo 0 quasi pronto, il PRR sara' a 11/98.


Calorimetro a Tile: sono stati realizzati e provati su fascio due moduli 0
della regione 'extended barrel'. La risoluzione energetica e' risultata
essere sigma(E)/E = 40%/sqrt(E) + 2.3%.
La costruzione meccanica e' gia' partita con l'acquisto del 50%
dell'assorbitore.
Durante le prove e' emerso un problema, tutt'ora non chiarito, relativo alla
perdita di segnale con il passare del tempo.


Spettrometro per muoni.
MDT: i primi prototipi di grandi dimensioni sono stati costruiti; la
precisione meccanica e' migliore di 20um. I centri di produzione si stanno
attrezzando, la costruzione dei moduli 0 iniziera' a fine 98.
L'elettronica di front-end e' stata finalizzata ed i prototipi saranno
disponibili a fine anno. Il sistema di allineamento delle camere (Rasnik) e'
stato provato sul set-up per cosmici Datcha.


La miscela di gas per le RPC e' quasi definita; vengono mostrate curve di
efficienza e frazione di streamer in funzione dell'alta tensione per la
miscela 97% C2H2F4 + 2% isoC4H10 + 1% SF6. L'elettronica di front-end finale e'
sotto test.


Trigger e DAQ.
Il TDR del livello 1 del trigger e' quasi finito. Per il livello 2 si e'
concluso il 'demonstrator programme' per lo studio di diverse soluzioni
architetturali. Le scelte tecniche verranno finalizzate nel 01 con la scrittura
del TDR.
Per il sistema di DAQ e' allo studio il prototipo -1 contenente tutte le
caratteristiche del sistema. Anche in questo caso le scelte sono rimandate al
TDR nel 01.


Le attivita' di offline computing sono indirizzate allo sviluppo di metodologie
Object Oriented (sebbene tutt'ora la simulazione e ricostruzione di Atlas e'
mantenuta in versione Fortran). La collaborazione partecipa attivamente in
Geant4 ed e' iniziato l'uso di Objectivity quale database Object Oriented
dell'esperimento.


La presentazione di Ciapetti si conclude con lo schema temporale
dell'assemblaggio finale di Atlas (da fine 02 ad inizio 05).


Calvetti chiede quali saranno gli ordini centrali CERN che partiranno nel 99.
La risposta e': il magnete, LAr (elettronica ed elettrodi), Tile (fibre,
fototubi e meccanica), MDT (tubi, end-plug e materiale per assemblaggio delle
camere).


Sempre Calvetti chiede che i referee, aiutati dall'Amministrazione Centrale,
tengano il conto delle spese CORE.
Inoltre l'Amministrazione Centrale dovrebbe informare la Commissione sul flusso
delle fatture per ordini centralizzati.
A questo proposito Calvetti informa che nel corso del mese di Luglio verra'
tenuta al CERN una riunione tra i responsabili CERN ed INFN per gli acquisti,
il Presidente della Commissione e Mandelli per decidere le procedure per gli
ordini centralizzati che coinvolgono l'INFN.


3. Il sistema di Pixel in Atlas. L. Rossi


Rossi illustra i principali punti del sistema di Pixel trattati nel TDR
terminato ad inizio Giugno 98.
I sensori saranno realizzati con tecnologia n+ su n. Il layout e' stato
semplificato adottando lo stesso modulo sia per il barrel che per le end-cap;
cosi' facendo si e' dovuto incrementare il numero di dischi da 4 a 5.
L'elettronica di front-end e' stata provata su fascio.
E' stato sviluppato un sistema di raffreddamento 'evaporativo' che permette di
ridurre sensibilmente il materiale impiegato.
L'intero rivelatore a pixel comprende 2228 moduli disposti su tre strati
nella regione barrel e 2*5 dischi di end-cap. questo porta alla misura di 3
punti per traccia con una risoluzione aspettata di 12um in R-Phi e 75um in Z.
La cella elementare ha dimensioni 50um*300um. Ogni modulo ha dimensioni
21.4*62.4 mm^2 e comprende circa 60000 canali. Si prevede di applicare ai
sensori una tensione massima di contropolarizzazione di 600V; questa tensione
in alcuni casi non sara' comunque sufficiente a svuotare completamente il
rivelatore quando questo sara' stato danneggiato dalle radiazioni.
Per questo motivo si prevede una perdita di segnale in funzione del tempo.
Esistono due diversi tipi di isolamento per i pixel: p-stop e p-spray.
Il secondo metodo sembra migliore in quanto a tenuta alle alte tensioni
(si possono ancora raggiungere 500V dopo 10^15 n/cm^2).
Durante i test sui sensori e' stata individuata una perdita di efficienza nelle
zone del rivelatore occupate dalla griglia di polarizzazione. Il disegno dei
sensori richiede quindi una ulteriore ottimizzazione.
Il progamma per i sensori e' il seguente: finire i test sui sensori irraggiati,
definire un disegno di base (9/98), disegnare il rivelatore finale (fine 98;
Dusseldorf, New Mexico e Udine), effettuare l'ordine per il prototipo finale
(inizio 99) ed iniziare la preproduzione entro il 99.
Le richieste finanziarie per il 99 saranno le seguenti:


Competenza 99 = 552ML; cassa 99 = 180ML  (CORE).


Elettronica.
L'elettronica per i pixel e' estremamente impegnativa. Le caratteristiche
principali sono: amplificatore e discriminatore veloci, possibilita' di operare
con soglia bassa (basso rumore e piccole variazioni di soglia tra canale e
canale), componenti resistenti alle radiazioni, alta velocita' di trasmissione
dati e valutazione della carica raccolta dal ToT (time over threshold).
I prototipi realizzati mostrano un rumore di circa 260 e- ed una dispersione di
soglia di 180-200 e-. Per avere un timewalk inferiore ai 25ns la carica
sopra soglia deve essere superiore a 600-1000 e-.


I prototipi sono realizzati da due ditte (DMILL e Honeywell); per motivi
diversi entrambi non sono in configurazione finale. Le loro caratteristiche
sono molto simili e sono tra di loro compatibili pin-to-pin; per la produzione
finale verra' scelta una sola versione.


Prima di passare ad una preproduzione occorre ancora sviluppare un ciclo di
prototipi, con lo stesso disegno, nelle due tecnologie rad-hard (inizio 99);
la preproduzione avra' inizio da 1/00. Questo comporta una spesa di 180ML
(no-CORE) tutta competenza e cassa 99.
Viene fatto notare che la produzione dell'elettronica, contrariamente ai
sensori, puo' essere gestita dall'industria in pochi mesi; questa viene
diluita nel tempo per motivi di bilancio.


La decisione sulla configurazione dei moduli verra' presa a 11/98 e sara'
seguita dalla produzione di un modulo di seconda generazione (20ML no-CORE).


Bump-bonding: i problemi tecnici sembrano risolti (difetti circa 10^-5). Nel
99 occorrono 170ML per caratterizzazione prototipi multipli. Rossi evidenzia che
se i finanziamenti del MURST relativi al progetto 5% non saranno disponibili
entro fine 98, l'Alenia corre il rischio di essere esclusa.


La decisione sul tipo di supporto meccanico locale verra' presa nel 11/98
con produzione di un singolo prototipo a partire da 1/99. Per la produzione di
prototipi e prove relative si stima un impegno finanziario nel 99 di
60ML (no-CORE).
Per il supporto globale il contratto con la ditta USA HYTEC scade nel 98, i
risultati, positivi, sono illustrati nel TDR. Rossi fa notare che l'INFN nel
99 potrebbe contribuire a questo progetto ma manca il personale.


Vengono mostrati i risultati di prove su fascio relative ad efficienza, carica
(con metodo ToT), molteplicita' dei cluster e risoluzione spaziale (residui
12.6um). I test del 99 saranno cruciali per la qualifica dei rivelatori prima
dell'avvio della produzione.


Il modulo 0 dei pixel consiste nella produzione di circa 1% del barrel ed
end-cap. Dovrebbe essere realizzato in autunno 99 ad un costo per l'INFN di
50ML (cassa99=comp99). L'Italia contribira' su parti ben precise da
concordarsi con la collaborazione (sensori, bump-bonding, supporto meccanico
del barrel).


Calvetti preannuncia che a Settembre verra' fatta una discussione approfondita
sui servizi necessari ai pixel e sullo schema temporale di realizzazione del
rivelatore.


4. Il calorimetro e.m. di Atlas G. Battistoni


Il piano per la costruzione del calorimetro e.m. prevede il completamento dei
moduli entro il 01. Un totale di 5+5 moduli saranno provati su fascio per la
calibrazione, gli altri saranno provati solo a livello funzionale. Nella seconda
meta' del 98 iniziera' il test del modulo 0.
La costruzione in serie iniziera' nella prima meta' del 99.


Battistoni entra nel dettaglio delle varie componenti del calorimetro e.m.
(anche per componenti non di pertinenza dell'INFN).
Il presampler ed il criostato barrel sono in via di consegna al CERN; sono
pronti anche 48 assorbitori barrel e sono in corso, ad Annecy, prove di
impilaggio con elettrodi di kapton (consegna modulo ad Agosto).
Viene presentata una lista con lo stato dell'elettronica. Infine sono in corso
al CERN prove su fascio sia per il barrel che per le end-cap.
Battistoni ricorda che nel MoU di Atlas le responsabilita' Italiane per il
calorimetro e.m. sono: 26.5% degli elettrodi in Kapton (97-00), 100% di
mollette e spaziatori (97-00); 50% del test elettrico sui kapton del barrel
(98-00); preamp. 0T, 49% degli ibridi a 4 canali (10^5 canali) e relativo
test.


La produzione degli elettrodi di Kapton presenta qualche ritardo dovuto
alle grandi dimensioni dei circuiti ad alla mancanza di esperienza delle
ditte che hanno vinto le gare. Le ditte stanno comunque
consegnando i primi prototipi per alcuni dei quali sono gia' in condizione
di passare alla produzione.


Sono stati definiti i passi per provare i kapton con la stazione di test di
Milano; il test di piegatura e' in corso.
Il modulo 0 puo' essere tranquillamente montato per il test su fascio durante
la primavera del 99.


Si apre una discussione sul tipo di prove che si vogliono fare con il mod.0.
Battistoni afferma che una parte fondamentale del test consiste nel vedere
come si comporta il modulo una volta raffreddato; Ciapetti aggiunge che il mod.0
serve per collaudare i metodi produttivi e questo non comporta necessariamente
una sua prova su fascio.
Calvetti sollecita i referee degli esperimenti a controllare la logica con la
quale si effettuano le prove su fascio richiedendo che queste si inquadrino in
un progetto globale.


A fine 98 si possono fare gli ordini per la produzione in serie. L'ordine
centralizzato CERN per gli elettrodi si prevede richieda i seguenti
finanziamenti.


                 Comp 99    Cassa 99
Produzione        1200 ML     900 ML
Trasporto           25 ML      20 ML
Inv.                20 ML      15 ML
Consumi             50 ML      da definire


Nel 98 sono gia' stati assegnati a Milano 600ML per produzione elettrodi.


La situazione della produzione di preamplificatori e' la seguente.
La gara per l'elettronica del mod.0 si e' conclusa a 12/97; e' stata
ricevuta una preserie di 15 ibridi e completata la stazione che deve
effettuare il test.
Quest'ultima e' stata ceduta in comodato alla ditta per il test in fabbrica
degli ibridi. La produzione sara' completata a fine Giugno ed i test saranno
terminati entro la prima meta' di luglio.
Se il mod.0 funziona (lo si sapra' a fine 98) si puo' dare il via alla
produzione in serie dell'elettronica.


Nel disegno dell'amplificatore ci sono componenti che stanno diventando obsoleti
e che potrebbero creare problemi di approvvigionamento (BNL potrebbe comperare
subito questi componenti).
Per garantire un costo di 30000Lit/Ibrido occorre un ordine unico di tutto il
quantitativo (25000 pezzi). La consegna sara' in due anni (99-00), la cassa
puo' slittare di un anno rispetto alla competenza.
Il test e' progettato in modo da essere affidato all'industria ad un costo
gia' conteggiato all'interno di quello degli ibridi.


Riassumendo le richieste finanziarie per il 99 per la produzione dei
preamplificatori sono:


                       Comp 99    Cassa 99
Ordine Globale          750 ML      375 ML
Inv. (Stazione di test)  10 ML        5 ML
Trasp.                    5 ML        5 ML
Consumo                  15ML


Dosselli fa notare che questo e' uno dei casi in cui la necessita' di
diluire i finanziamenti su piu' anni puo' portare ad un extra costo a causa
dei prezzi piu' alti praticati dalle ditte per ordini di minore consistenza.


Calvetti nota che molti punti del progetto del calorimetro e.m. sono stati
chiariti e che su queste voci e' molto probabile che nel 99 si possa partire
con la produzione in serie.


5. Atlas Tilecal. T. Del Prete


Del Prete presenta la situazione del calorimetro a Tile di Atlas. Sono stati
realizzati tre moduli 0 (uno del barrel nel 97 e 2 'extended barrel' nel 98).
La parte meccanica del calorimetro e' ingegnerizzata e la sua costruzione
e' prevista iniziare a 7/98. La scelta delle fibre da impiegare avverra' a
9/98, quella dei fototubi ad 4/99. I fototubi verranno costruiti ad un rate
di 400/mese (in totale ne servono 10000) quindi occorre iniziare la produzione
abbastanza presto.
Del Prete presenta i dati sulla misura della lunghezza di attenuazione delle
fibre; sulla risoluzione energetica di Tilecal + LAr
( sigma(E) / E = 41.9% /sqrt(E) + 1.6% + 1.8/E ) e sulla linearita' di risposta.
Dalla risposta dei moduli ad una sorgente di Cs137 ci si e' accorti di una
perdita di segnale non compatibile con il decadimento della sorgente stessa.
La perdita e' stata di circa il 2% in un periodo di circa 4 mesi.
L'origine di questo problema di invecchiamento anomalo non e' ancora stata
compresa.
Calvetti propone di riformulare i tempi della partenza della costruzione per
dare modo di capire il problema. Del Prete risponde che entro pochi mesi ci
saranno altri risultati sul mod.0.


Pisa deve costruire la meccanica di 309 moduli del barrel. L'assemblaggio
meccanico (incollaggio di piastre di ferro) avverra' presso una ditta esterna ad
un prezzo di circa 1.3-1.5ML/modulo + IVA (massimo 540ML).
Il gruppo rinnova la richiesta di poter partire con la gara entro la fine
del 98 per non accumulare ritardi rispetto ad altri istituti.
La produzione potrebbe iniziare a 1/99 e continuare, al ritmo di un modulo
al giorno, fino a 1/01.
Oltre ai finanziamenti per la gara occorrono strumenti specifici per attrezzare
la ditta costruttrice per un totale di 144ML.
Ad una domanda di Calvetti sui tempi per l'aquisizione del tooling Del Prete
risponde che questi devono essere pronti quando la ditta inizia la costruzione
(1/99, nel caso in cui la gara venga fatta partire nel corso del 98).
Riassumendo il totale delle richieste di Tilecal per far partire la produzione
meccanica e':


Gara appalto             540 ML
Contributo INFN
all'acquisto del Ferro   252 ML (200 KSF)
Tooling                  144 ML
                        -------
Totale (comp 98)         936 ML


Del Prete presenta anche un piano di cassa/competenza per i prossimi anni di
produzione di Tilecal (vedi trasp. della presentazione).


Dopo la relativa discussione la Commissione decide di rinviare a Settembre,
quando saranno chiare tutte le priorita' di Atlas, la decisione sul
finanziamento nel 98 della produzione meccanica.


6.RPC: Recenti risultati scientifici. R. Santonico


Santonico presenta i recenti risultati sullo studio del comportamento
di prototipi di RPC.
L'aggiunta di una piccolissima frazione di SF6 (fino a qualche permille) alla
miscela di gas precedentemente usata aumenta la separazione valanga-streamer
permettendo di raggiungere plateau senza streamer di circa 900 V.
Dallo studio delle curve di efficienza in zone diverse di camere a dimensioni
reali (90*280 cm^2) si puo' dedurre che il punto di lavoro varia, sull'intera
area sensibile, di circa 100 V.
La risoluzione temporale risulta essere di circa 1.6 ns.
Sono stati ordinati i primi prototipi di elettronica di front-end in
configurazione quasi definitiva (vedi trasp. presentazione per schemi
elettrici).
Santonico illustra anche l'organizzazione della produzione delle RPC. Gran
parte del lavoro viene svolto dall'industria; l'INFN fornisce le lastre
fenoliche e gli integrati GaAs, Protvino le lastre di supporto.
Le camere assemblate vengono poi provate nei vari laboratori (Lecce, Napoli,
Protvino, Roma) e spedite al CERN.
Santonico presenta anche il piano di spesa per gli anni 99-04; quello che segue
e' il dettaglio del 99:
                        comp 99
RPC (riv. + mecc.)       650 ML
Front-End               1060 ML
Supp. mecc.               60 ML
                        -------
Totale comp.            1770 ML
Totale cassa            1230 ML


Viene anche presentata la divisione delle richieste fra le sezioni di
LE, NA e RM2.


Calvetti chiede se il disegno meccanico e' definitivo. La risposta e' 'si' in
larga misura', nel senso che devono ancora essere controllate le torsioni
della camera piu' grande.
Calvetti chiede il programma di misure da effettuare ai test beam. Santonico
risponde che per il momento si sono fatte misure o a bassa intensita' su tutta
la camera (con cosmici) o ad alta intensita' ma localizzata in una piccola
regione. Occorre adesso irraggiare le camere con una sorgente di gamma ad alta
intensita' (GIF al CERN) e contemporaneamente vedere i muoni.
Calvetti chiede di far avere entro la riunione di Settembre ai referee una
descrizione a blocchi del sistema di alimentazione delle RPC per aiutare a
valutarne il costo.
Viene fatto notare che la stessa ditta che fara' le RPC per Atlas e' la stessa
di CMS; occorre quindi che i due esperimenti si trovino d'accordo nel gestire
le capacita' produttive della ditta.
Nuzzo suggerisce che la produzione separata dei supporti meccanici potrebbe
far risparmiare in quanto la ditta che produce le camere acquista essa stessa i
supporti meccanici da terzi.


7. Trigger mu E. Petrolo


La stesura del TDR del livello 1 di trigger di Atlas e' quasi conclusa.
Il costo globale del LV1 mu-barrel sara' di 2605 kSF; viene anche mostrata la
suddivisione temporale della spesa.
Il progetto prevede la realizzazione dei chip di coincidenza in tecnologia
IBM 'deep submicron' (CMOS 0.25 um). Per ottenere un chip rad-tol si deve
cambiare il disegno dei MOS.
La spesa prevista per il 99 e' di:


Sviluppo  ASICs                96 ML ( 70 ML cassa)
Sviluppo prototipi (5%FEMU)   120 ML (110 ML cassa)


Il LV2 comincera' a spendere a partire dal 02 per un totale di 900 kSF.
Richieste:


Sviluppo di sistema SW interfacciati a farm di proc. 30 ML (32 ML cassa).


Vercesi illustra l'Event Filter-DAQ. Anche in questo caso la spesa
si concentra a partire dal 02. Se verranno soddisfatte le richieste dell'anno
in corso (40 ML per sviluppo computer multiprocessore)
non verranno presentate richieste per il 99.
Calvetti chiede chiarimenti sul largo anticipo con il quale vengono condotti
questi studi facendo notare che la tecnologia da adesso al 02 cambiera' di
molto. La risposta di Vercesi e' che gia' da adesso si possono studiare le
configurazioni con processori concentrati o distribuiti e le relative
problematiche connesse ai collegamenti dati.


In conclusione viene illustrato il profilo di spesa per il DCS
(Detector Control System) che comporta una spesa totale di 580 kSF.
Il sistema non e' presente nel MoU ma e' implicito che ogni subdetector
deve realizzarlo.
Il picco di spesa sara' nel 03; nel 99 si richiederanno:


Sistema di controllo punto di lavoro RPC:   30 ML (30 ML cassa).


8. MDT B. Esposito


Il progetto MDT di Atlas comprende la realizzazione di 5500 m^2 di camere
composte da piu' strati di tubi a drift a pressione (3 bar) per il tracciamento
dei muoni.
Il posizionamento dei fili deve essere effettuato con una precisione di 20um;
la risoluzione intrinseca sara' di 80 um.
Il TDR dello spettrometro per mu di Atlas e' stato approvato nel 97 con una
successiva review dei referee LHCC a 05/98. Recentemente sono state
prese decisioni relative all'endplug ed alla miscela 'baseline' di gas.
Ad oggi sono state costruite un gran numero di camere prototipo di dimensioni
reali. Questo conclude la fase di R&D per quanto riguarda le camere MDT.


Continua una attivita' di sviluppo per cercare una miscela di gas piu' veloce
e lineare, per il sistema di allineamento delle camere end-cap,
per l'elettronica ed il sistema HV.
Rimangono ancora da definire alcuni dettagli tecnici sulle camere e sulla
produzione.
Calvetti chiede che prima della riunione di settembre sia fatta avere ai referee
una relazione con l'elenco dei problemi che si registrano con l'attuale miscela
di gas e le cose che ancora si vogliono ottimizzare.


La collaborazione ritiene che si possa passare alla fase di costruzione,
allestendo il modulo 0 per poi iniziare la costruzione in serie delle camere.
A questo scopo e' stata avviata la procedura di PRR che ha avuto un primo
incontro all'inizio di giugno. Il parere finale del PRR avverra' quando la
collaborazione presentera' tutta la documentazione dettagliata nella forma
che verra' allegata alla gara per l'acquisto del materiale.


Gli obiettivi per il 99 sono la costruzione del mod. 0, la qualificazione dei
centri di produzione (Cs, LNF, Pv, Rm1) e l'inizio della costruzione in serie.


Il programma 99 implica che siano pronti: attrezzature per filatura, QA (Quality
Assurance) per tubi, attrezzature per assemblaggio camere, QA per camere,
sistema per database e spazi per immagazzinamento delle camere.


Amendolia fa notare che occorre una procedura definita per la certificazione dei
vari mod. 0 prodotti dai vari centri di produzione.
La risposta e' che il mod. 0 verra' provato in laboratorio con raggi cosmici,
sara' sottoposto a tomografia a raggi X e verra' provato su fascio (punto
di lavoro, risoluzione, rate, uniformita'). Inoltre verra' provata
l'elettronica.


Le implicazioni finanziarie sono:
completamento strutture di produzione, acquisto materiali per 3 mod. 0 e 10%
della produzione, materiale di consumo, elettronica FE e HV.


Materiale (10% prod.)         290 ML
Compl. tavolo fil.             65 ML
Test QA tubi                  126 ML
Compl. tavolo camere           79 ML
Test camere                   398 ML
Immagazzinamento               45 ML
                             -------
Totale                       1003 ML  tutti costi CORE (su C.A.)


Da questi devono essere sottratti i finanziamenti assegnati in questa riunione
(vedi punto 1 del presente verbale).
Inoltre tutta la manodopera necessaria deve essere disponibile per il 99.


Dosselli chiede quando viene congelato il disegno della camera, se le
attrezzature per la costruzione sono identiche nei vari centri di produzione
e perche' il mod. 0 viene portato su test beam per la certificazione.
La risposta e' che il controllo di qualita' viene fatto con la tomografia e
i cosmici provano l'uniformita' di funzionamento. La prova su fascio viene
effettuata per un controllo finale.


A conclusione della seduta di martedi' 23 giugno Calvetti riassume le richieste
di informazioni che sono scaturite durante le discussioni:
Piano HV e LV per RPC;
Piano HV per MDT;
Piano con motivazioni e problemi per miscela di gas MDT;
Motivazioni di tutti i test beam;
Indicazioni delle priorita' costruttive all'interno della collaborazione Atlas;
Richieste finanziarie.


Mercoledi' 24 Giugno 1998


9. CMS mu. F. Gasparini


La produzione per le camere dello spettrometro magnetico di CMS e' stata divisa
fra i vari laboratori partecipanti al progetto in base al numero di fili
(10^5 fili/laboratorio). All'Italia spettano le 110 camere piu' grandi
(MB3 + MB4). La parte del trigger e' responsabilita' Italiana, i servizi sono
a carico di CERN, Italia e Germania.
Il congelamento dei disegni tecnici avverra' a 7/98; i centri di produzione
saranno attrezzati per fine 98 per produrre un prototipo a laboratorio
per controllo di qualita'. L'inizio della produzione in serie e' previsto
per 07/99.
E' stata definita la procedura di incollaggio che prevede, per ogni superlayer,
9 passi. Ogni incollaggio necessita di 12 ore quindi ogni superlayer richiede
9 giorni lavorativi per essere completato.
Ai LNL verranno realizzate 3 linee di assemblaggio (3 tavoli + 1 tavolo per
l'assemblaggio generale); considerando anche gli altri laboratori (Aachen e
Madrid) la produzione richiedera' dai 4 ai 4.8 anni di lavoro.
Prima dell'inizio della produzione verranno fissate le varie opzioni presenti
nel TDR di fine 97. Possibili cambiamenti sono: aumento delle dimensioni della
cella, variazione della posizione dell'elettronica, cambiamenti strutturali
derivanti da prove meccaniche su modelli ed unificazione del tipo di superlayer
phi per ogni stazione.
L'elettronica di front-end e' ad uno stadio avanzato. Sono stati prodotti
100 chip a 4 canali che, se funzionano, possono essere considerati finali.
Calvetti chiede quando si potra' dare il via alla produzione dell'elettronica.
La risposta e' entro la fine del 98 per fare l'ordine ad 4/99.


Il costo delle camere per muoni ver. 9 e' di 22.33 MSF; questo e' il costo
del disegno base tasse incluse e viene ammessa la produzione esterna di ogni
parte). Attualmente sono dichiarati disponibili 20.35MSF + 1.5MSF da parte
della Cina.


Il contributo di cassa dell'INFN nei vari anni e' riassunto nella seguente
tabella (le cifre sono in MSF):


99    00    01
2.3   1.9   0.9


Calvetti chiede quando e chi, all'interno di CMS, dara' il via libera alla
produzione. La risposta e' che alla fine di luglio sara' congelata la
meccanica definitiva.
Tonelli chiede se CMS ha un organo simile al PRR di Atlas. La risposta di
Zumerle e' che questo tipo di controllo viene effettuato dal Technical Board e
dai referee LHCC.
Calvetti fa notare che, poiche' la produzione delle RPC avviene in parallelo
occorre definire al piu' presto un modo definito di assemblaggio con le
camere per mu.
Si apre una discussione sul profilo di spesa INFN. Calvetti sollecita CMS
Italia a produrre un profilo di spesa ideale, sara' poi la Commissione a
renderlo compatibile con le risorse disponibili e con gli altri impegni.
Viene fatto notare che Germania e Spagna hanno problemi di finanziamenti
ma dispongono delle attrezzature per iniziare il lavoro di produzione.
Calvetti afferma che il finanziamento dell'INFN arrivera' quando le posizioni
degli altri paesi saranno chiarite: ad esempio non si puo' ordinare tutto
l'alluminio se poi una nazione partecipante non garantisce di pagare la
sua parte.
Dosselli fa notare che puo' essere riduttivo e sicuramente non ottimale
aspettare le garanzie assolute di pagamento da parte di altri; spezzare
gli ordini costa sicuramente di piu'.


10. Stato delle MSGC. A. Brez


Brez presenta le milestone che devono essere realizzate per arrivare all'inizio
della produzione delle MSGC della zona barrel (inizio 00).
Produzione di 50 camere assemblate ed equipaggiate con ibridi per HV e read-out.
Test su fascio '25 ns' per 5 camere (4 r-phi + 1 stereo) con elettronica finale
(APV, link ottico..) per prova di tracciamento, misura di efficienza e S/N.
Test su fascio ad alta intensita' (1 mese al PSI) di 12 camere per studiare
la lunghezza del plateau e prove di sopravvivenza.
I substrati usati per questa serie di camere sono realizzati usando il metodo
di passivazione avanzata.
Per la produzione finale sono previsti 6 tipi diversi di camere per un totale
di 5540 moduli.
Brez illustra il diagramma dell'organizzazione delle attivita' per la
realizzazione delle camere. A questo scopo tutto l'assemblaggio e' effettuato
presso l'industria (Label-Proel) mentre i test piu' critici (controllo della
qualita' del substrato e test elettrici) sono fatti in sede.
Il test finale di controllo e' effettuato tramite la scansione della camera
con una sorgente di Rutenio con conseguente analisi dei dati raccolti al fine
di individuare eventuali malfunzionamenti o disomogeneita'.
Le richieste per il 99 assommano a 660ML dei quali 250ML CORE.


Calvetti chiede quando si prevede sia pronta la versione finale del chip di
front-end APV; Stefanini risponde che la versione rad-hard DMILL sara'
disponibile a fine anno mentre l'ibrido e' in lavorazione adesso.
Calvetti chiede in quale passo del controllo di qualita' dei substrati viene
controllata la resistivita'. Bellazzini risponde che le variazioni di
resistivita' non sono importanti se sono contenute all'interno di un fattore 10;
fra substrato e substrato ci possono normalmente essere variazioni del 50% se
appartengono ad uno stesso lotto o di un fattore 2 se provengono da lotti
diversi.
Cervelli fa notare che l'efficienza di produzione di queste camere ancora non e'
ben stimabile; questa produzione puo' essere l'occasione buona per farlo in
quanto per ottenere 50 camere sicuramente funzionanti si e' ordinato 100
substrati per realizzare 80 moduli. Bellazzini afferma che per la produzione
finale verra' ordinato all'industria un certo numero di camere funzionanti;
l'efficienza serve solo per controllare che la produzione sia consistente.
Per Bertolucci e' importante controllare il programma di test di laboratorio
e giustificare bene le prove su fascio da effettuarsi in due luoghi diversi
(CERN e PSI). Calvetti sottolinea che, anche per CMS, i test beam devono essere
giustificati.
Brez risponde che al PSI, dove si puo' effettuare un test di sopravvivenza delle
camere, non si possono fare prove di tracciamento a causa dello scattering
multiplo; al CERN questo e' possibile.
Cervelli chiede che, prima della riunione di settembre, venga prodotto uno
schema temporale del programma di prove appena illustrato; in particolare
sarebbe importante avere uno schema a blocchi dell'organizzazione delle
attivita' per giungere all'inizio della produzione in serie. Inoltre anche
per Cervelli rimangono dei problemi per giustificare i due test beam.
Bellazzini afferma che, una volta realizzati e provati i 50 moduli, potranno
partire per la preproduzione di 100 moduli finali.
Per Calvetti questo difficilmente puo' avvenire presto, comunque non prima
della seconda meta' del 99.


A questo punto si apre una discussione sui costi CORE. E' opinione di Calvetti
che tutto cio' che serve per la produzione finale deve essere classificato
come costo CORE; quindi, ad esempio, la seconda linea di test delle MSGC a Pisa
rientra in questa categoria.
Tonelli e Castaldi affermano che in passato e' stata seguita la regola di non
classificare come CORE tutte le spese per attrezzare un centro di produzione.
Anche Cervelli concorda che in passato si e' seguita questa linea, ma adesso
la situazione e' cambiata ed occorre rivedere quello che e' strettamente
necessario per la produzione.
Calvetti chiede che i referee di CMS, cosi' come quelli di Atlas ,di concerto
con l'Amministrazione Centrale, facciano il punto della situazione dei costi
CORE.


11. Sistema di protezione per le MSGC. G. Magazzu'


Magazzu' illustra i principi del sistema di protezione da scariche per le MSGC.
Una scarica e' un 'corto circuito' transitorio che si interrompe quando il
campo elettrico diminuisce. La scarica ha tempi caratteristici di circa 10ns,
e' seguita da una ricarica lenta di circa 10us ed avviene solo su un gruppo
di 32 strip essendo gli altri gruppi isolati da una resistenza.
La corrente di ricarica puo' essere vista attraverso il chip di read-out APV.
Lo scopo del sistema e' di controllare le scariche senza la necessita' di
togliere la tensione ad una intera camera.
Il sistema sotto studio si compone di un misuratore di corrente all'interno del
chip APV capace di produrre un'allarme quando rivela una scarica. Questo allarme
attiva, attraverso un controllore, un HV switch composto da un diodo GaAs
contropolarizzato la cui corrente inversa e' controllata da un LED
(LED spento: HV nominale, LED acceso: HV dipende dalla corrente nel LED).
E' attualmente allo studio un chip contenente 4 diodi GaAs e 4 LED (Italtel).
Il chip di controllo e' gia' stato sviluppato in versione non rad-hard; la
versione rad-hard DMILL sara' pronta in 01/99. L'intero sistema puo' essere
pronto ad 04/99; verra' prodotto un ibrido di supporto da posizionare ai lati
dell'ibrido di front-end.
Bellazzini fa notare che questo sistema non verra' usato nelle prove su fascio
del 99.
Amendolia ricorda che la parte di controllo dell'alta tensione e' stata
sviluppata per esperimenti di fisica medica in Gr. 5.
Bertolucci chiede quale sara' il costo aggiuntivo di questo sistema; la risposta
e' 100/200 SF per camera.
Stefanini afferma che questo progetto e' stato effettuato con finanziamenti CERN
fino alla fine del 98, per il futuro servono fondi INFN.
Calvetti fa notare che la parte HV control non e' nel MoU, quindi ci si puo'
impegnare nello sviluppo ma poi per la produzione si deve seguire il MoU.


12. Stato dell'elettronica. P.G. Verdini


Verdini presenta, per linee generali, l'architettura del sistema di lettura
e di conversione dati del tracciatore centrale di CMS.
Negli ultimi tempi alcuni gruppi Italiani della collaborazione CMS hanno
iniziato ad interessarsi attivamente al progetto che vede partecipare il gruppo
del CERN ed istituti Inglesi.
I moduli di elettronica di front-end trasmettono i dati analogici, attraverso un
collegamento ottico, ad un FED (front-end driver o digitizer) il quale contiene
gli ADC per la conversione ed e' situato in un luogo accessibile fuori
dall'apparato sperimentale. Cio' permette di utilizzare ADC a basso costo in
quanto questi non devono essere resistenti alle radiazione e non devono
necessariamente dissipare poca potenza.
I numeri del sistema sono: 1.2*10^7 canali, 4.7*10^4 link ottici analogici,
740 moduli FED; il sistema deve essere capace di leggere un rivelatore con
una occupazione media del 3% e quindi con eventi di 360 kB.
Il chip di front-end scelto e' l'APV, 128 canali con 144 celle di pipeline
per canale, deconvolutore e multiplexer di uscita.
Il modo di operazione dell'APV e' il seguente: il chip amplifica e forma
il segnale in ingresso con costante di tempo di 50ns. In sincronia con
l'incrocio dei fasci il segnale analogico viene campionato a 40MHz ed
immagazzinato nelle celle della pipeline.
Dopo una latenza di 3.2us arriva la decisione del primo livello di trigger,
se questa e' positiva le tre celle della pipeline intorno al bunch crossing
selezionato vengono trasferite in un buffer e passate ad un processore
analogico per il processo di deconvoluzione (taglio delle code di eventuali
segnali precedenti). La deconvoluzione dei segnali delle MSGC e' piu' complessa
di quella del silicio a causa della forma non costante dei segnali; in ogni caso
la risoluzione temporale richiesta per le MSGC e' di due bunch crossing e
quindi piu' rilassata rispetto a quella del silicio.
Il chip APV ha una serie di parametri di funzionamento che possono essere
controllati dall'esterno tramite una interfaccia seriale con protocollo I2C.
I primi test su APV6 (versione rad-hard Harris) forniscono un rumore che
senza deconvoluzione e' ENC = 510 e- + 41 e-/pF, includendo la deconvoluzione
questo aumenta di un fattore 1.5.
Harris, a causa di problemi derivanti dal cambio di fonderia, ha realizzato
una prima produzione non completamente rad-hard, a 5/98 ha completato una
seconda produzione che, da dati preliminari, sembra soddisfacente.
Il secondo fornitore usato (tecnologia DMILL) ha consegnato i primi chip a
12/97. Il disegno e' stato risottomesso per risolvere alcuni problemi legati
alla traduzione in DMILL.
Il link ottico sfrutta diodi laser InGaAsP con una lunghezza d'onda di 1.3um;
ogni collegamento serve due chip APV tramite un chip di multiplex intermedio
(APVMUX pronto a 12/98).
Il sistema e' capace di traferire all'esterno del rivelatore tutti i dati
analogici ad un rate di circa 100kHz.
Verdini presenta lo schema temporale per arrivare alla produzione.
Le richieste finanziarie per il 99 saranno limitate.
Calvetti chiede ai gruppi interessati di chiarire il proprio ruolo all'interno
del progetto.
Durante la discussione emerge il problema dell'acquisto dei chip APV per la
prova dei rivelatori della preproduzione. Castaldi afferma che la divisione
delle spese per questi moduli di test deve essere fatta all'interno della
collaborazione. E' opinione di Calvetti che questi soldi devono essere
conteggiati come costi CORE e ripartiti all'interno della
collaborazione.


13. Considerazioni sugli alimentatori per il tracciatore di CMS. G. Parrini.


Nel TDR gli alimentatori del tracciatore sono previsti essere installati fuori
dalla sala sperimentale, in un luogo accessibile a circa 100 metri dal
rivelatore.
Per queste distanze il sistema di fili di 'sense' puo' influire sulla stabilita'
dell'alimentazione. Un altro problema di non poco conto e' la molteplicita':
sono previsti 1500 gruppi indipendenti ognuno dei quali alimenta 16 ibridi.
Le tensioni impiegate, oltre a quelle di bias, sono +-2V e GND. Le correnti
per ogni gruppo sono: per il Silicio I(+2)=6A, I(-2)=8A, I(GND)=2A; per le
MSGC I(+2)=8A, I(-2)=18A, I(GND)=10A. Sono evidenti i problemi di dissipazione
specialmente all'interno del volume del tracciatore.
Fino ad ora in tutte le prove su fascio si e' usato un gruppo di canali per ogni
ibrido con una lunghezza massima dei cavi di circa 10-20 metri.
Parrini afferma che, per simulare il piu' correttamente possibile quello che si
vuole realizzare nell'esperimento, occorrerebbe provare il comportamento di un
numero consistente di rivelatori alimentati da un solo gruppo di canali.
I candidati ideali per questa prova sono i sistemi barrel ed end-cap realizzati
come milestone nel 97.
Un sistema di alimentazione alternativo e' stato provato al CERN. Questo
schema di alimentazione e' basato su una sorgente di corrente che alimenta
in serie piu' moduli di rivelatori. Ogni modulo ha il suo regolatore di
tensione, non ci sono piu' i fili di sense e si puo' risparmiare sulla massa di
cavi da impiegare. Questo sistema puo' avere dei problemi di stabilita' e
necessita di regolatori resistenti alle radiazioni. Attualmente nessun gruppo
Italiano lavora su questi problemi.


14. Continuazione su alimentatori. G. Stefanini.


Riallacciandosi al precedente intervento di Parrini, Stefanini puntualizza che
neppure al CERN ci sono gruppi che si occupano intensivamente del problema
delle alimentazioni. L'argomento e' senz'altro poco attraente ma e' d'importanza
vitale; solo da poco e' stato istituito un comitato CMS/Atlas per lo studio
del problema.
L'ambiente che circonda l'esperimento e' soggetto sia a radiazioni (1krad e
10^10 - 2*10^11 neutroni/cm^2 in 10 anni di massima luminosita') che ad un
campo magnetico disperso di circa 600 Gauss.
Gia' gli alimentatori dei crate VME eventualmente situati nella caverna possono
essere danneggiati dall'elevato flusso di neutroni. Chi si dovra' occupare del
problema potra' trarre vantaggio dagli studi che sono stati fatti per la sonda
Cassini, la quale ospita a bordo un generatore nucleare che irraggia con
neutroni i componenti elettronici.
Stefanini illustra con maggiori dettagli lo schema di alimentazione proposto
per il tracciatore di CMS. E' subito evidente che se gli alimentatori sono posti
fuori alla sala sperimentale si riducono i problemi di realizzazione degli
alimentatori stessi; viceversa occorre un intenso programma di R&D per
qualificare componenti resistenti alle radiazioni anche per questa elettronica.
Nella soluzione 'esterna' occorrono circa 100 metri di cavo opportunamente
raffreddato (32 kW di dissipati), la massa dei conduttori e' stimata in
circa 40 tonnellate di rame.
Stefanini stima il costo di un canale di alimentazione per Silici in 500$,
il costo non comprende i controlli che possono incidere per un 20-25% in piu'.
Le raccomandazioni finali sul sistema di alimentazione sono:
installare gli alimentatori fuori dalla sala sperimentale, identificare i
componenti a rischio, prevedere protezioni per l'elettronica di front-end
e qualificare rad-hard eventuali componenti critici.
L'attivita' sul problema e' per il momento decisamente scarsa.


Dalla discussione che segue emerge la necessita' di preparare, per la riunione
di Settembre, un piano di lavoro completo dei nominativi delle persone che
piu' sono indicate per portarlo avanti.
Bertolucci sollecita la collaborazione a realizzare, in un prossimo test
beam, un sistema di alimentazione simile a quello finale.
Calvetti sottolinea che e' ormai urgente fare delle scelte costruttive sul
sistema per giungere ad una realistica valutazione dei costi.
Campana suggerisce di considerare il problema in maniera uniforme per Atlas e
CMS in maniera da sfruttare, ove possibile, economie di scala.
Cervelli ricorda che nella scelta delle soluzioni per i rivelatori occorre
stare attenti a non imboccare strade che possono portare a costi nascosti
derivanti, ad esempio, da richieste particolari per le alimentazioni.
Sollecita quindi dei 'system test' per controllare il comportamento dei
rivelatori con certi sistemi di alimentazione.


15. Stato e prospettive del tracciatore a Silicio di CMS. E. Focardi.


Focardi ricorda lo schema del tracciatore a Silicio di CMS cosi' come e'
descritto nel relativo TDR. I sensori impiegati sono tutti a faccia singola
di tipo p+ su n; la lettura della seconda coordinata, quando prevista, viene
fatta attraverso coppie di rivelatori a faccia singola incollate 'back to back'.
La resistivita' iniziale del materiale determina la tensione di svuotamento
del rivelatore ed il suo andamento con l'irraggiamento.
Resistivita' iniziali piu' basse (1 KOhm*cm) portano a tensioni di svuotamento
piu' alte all'inizio (250V) ma allontanano nel tempo il momento in cui il
rivelatore si inverte (5-6 anni di LHC) e tengono basse le tensioni di
svuotamento al termine della vita di LHC (<350V) quando il rivelatore sara'
fortemente irraggiato.
Attualmente la collaborazione non ha ancora scelto la resistivita' iniziale
che, comunque, dovrebbe essere compresa tra 1 KOhm*cm e 4 KOhm*cm.
La qualita' dei rivelatori prodotti fino a questo momento e' buona; la tensione
di breakdown media e' di circa 580 V, mentre la frazione di condensatori
di disaccoppiamento integrati difettosi e' inferiore ad 1%.
Focardi presenta anche i risultati di test beam di rivelatori irraggiati
con neutroni e protoni e studi di raffreddamento condotti sui moduli degli
end-cap.


Per le attivita' del 98 e' in corso di produzione una 'prepreserie' (Bari,
Perugia e Pisa) costituita da 200 rivelatori singola faccia e 200 rivelatori
singola faccia doppio metallo per moduli back to back. Questa produzione
contiene anche piccoli prototipi con multi(6)guard ring.
Lo scopo di questa serie di rivelatori e' valutare la stabilita' della
tecnologia e la velocita' di produzione di grossi quantitativi. Inoltre
si potra' controllare la tensione di breakdown su un campione statisticamente
piu' significativo e produrre i primi moduli back to back da provare su fascio
per studiare il comportamento del lato stereo con doppio metallo.
Le maschere di questi rivelatori sono state disegnate a Pisa da ingegneri
elettronici. La consegna dei primi lotti e' attesa a fine 6/98.
Calvetti e' critico con la decisione di produrre un cosi' elevato numero di
rivelatori con disegno non finale. Il prossimo lotto di rivelatori sara' di
preproduzione e dovra' essere realizzato con disegno finale.


Una serie di rivelatori realizzati su wafer da 6" (Padova) e' in corso di
produzione alla Micron anche per valutare la validita' della tecnologia.
Il rivelatore di questo lotto sara' il primo 'full size' ad essere realizzato
con un multigard. Se le prove saranno positive i rivelatori finali saranno
realizzati con questo accorgimento.
La consegna avverra' tra luglio ed agosto. Alcuni wafer di questo lotto saranno
realizzati con materiale a bassa resistivita' (1.5KOhm*cm) e consegnati a 11/98.


Per quanto riguarda gli end-cap (Firenze), dove la geometria dei rivelatori
segue una struttura a cuneo o 'wedge', e' in corso di realizzazione un lotto
di prova, disegnato a Firenze, per realizzare un sensore da impiegare nella
lettura della seconda coordinata. Questo lotto ha la lettura realizzata a pad
e potrebbe sostituire la geometria stereo che poco si adatta alla particolare
forma wedge dei moduli end-cap.
Sono quindi in programma 4 lotti per la realizzazione dei moduli back to back
dell'anello 4 (quello piu' lontano dal fascio) dei dischi end-cap.
Ad 10/98 e' in programma un test su fascio di rivelatori, anche irraggiati,
letti con il chip APV6.
Calvetti ricorda alla collaborazione CMS che i lotti di rivelatori per R&D,
ormai a pochi mesi dalla preproduzione, devono essere esplicitamente autorizzati
dalla Commissione ed e' doveroso fare solo quelli indispensabili a causa della
situazione finanziaria dell'INFN.


L'attivta' del 99 prevede la realizzazione di un lotto con silicio a bassa
resistivita' (1 KOhn*cm) per controllare parametri quali tensione di svuotamento
e costo del materiale.
Su questo punto segue una discussione durante la quale viene fatto
notare che nel 99 la collaborazione CMS avra' gia' a disposizione alcuni
rivelatori realizzati con silicio a bassa resistivita'. Tonelli risponde che
questi pochi sensori, realizzati da wafer a 6", non possono essere sufficienti
per validare la scelta della bassa resistivita', lo scopo del lotto a 6"
prodotto nel 98 e' quello di studiare i multiguard e la tecnologia stessa.
Castaldi esprime la sua opinione sulla necessita' di validare la tecnologia
a 6" che puo' rivelarsi preziosa anche a produzione iniziata.


Inoltre per il 99 e' in programma un run con rivelatori barrel a disegno finale
e multiguard su wafer a 4". E' previsto anche un run di disegno finale
per l'anello 1 delle end-cap. Questi due run possono essere di preproduzione.


Sono inoltre in programma prove di tracciatura su fascio insieme alle MSGC, un
prototipo 0, la fabbricazione di moduli back to back barrel ed end-cap,
un prototipo completo del terzo cilindro del barrel per poi passare alla
preserie CORE di barrel ed end-cap.


Calvetti sollecita per la riunione di Settembre una discussione chiara del
programma 98-99 (gia' preparata con i referee).
Le prove su fascio devono essere motivate insieme al programma di R&D ed
irraggiamenti.


16. Stato dei Fotorivelatori per CMS-ECAL. E. Longo


Longo illustra le caratteristiche ed il principio di funzionamento degli APD
(Avalanche PhotoDiodes). La risoluzione energetica del calorimetro e.m. di
CMS deve avere un termine stocastico migliore del 3% un termine costante
migliore del 0.5% ed un termine dovuto al rumore migliore di 200 MeV; il
tipo di APD influenza queste tre quantita'.
In collaborazione con la EG&G e la Hamamatsu sono stati sviluppati dei prototipi
speciali di APD che dovevano rispondere ai seguenti requisiti:
piccola capacita' e corrente di buio, stabilita', grande area sensibile,
adattamento tra spettro della luce dei cristalli ed efficienza quantica,
riduzione del rumore dovuto alle fluttuazioni nella valanga, resistenza alle
radiazioni.
Viene presentata una tabella contenente le pricipali caratteristiche degli APD
prodotti dalle due ditte. Viene fatto notare che la larghezza delle
distribuzioni dei parametri non e' nota.


La principale differenza tra EG&G e Hamamatsu risiede nella stabilita' del
guadagno rispetto a variazioni di tensione di alimentazione.
Infatti, ad un guadagno di 50, il guadagno dell'APD Hamamatsu cambia del 5%
per ogni volt, mentre l'EG&G cambia di solo 0.5%.
Questa notevole diversita' risiede nella diversa realizzazione dell'APD EG&G,
per altro non resa pubblica dalla ditta, rispetto alla classica struttura
dell'Hamamatsu. Questa caratteristica pone delle richieste e costi molto
diversi sui sistemi di alimentazione; infatti se si vuole un termine costante
inferiore a 0.5% occorre una stabilita' di alimentazione di 100mV per
Hamamatsu, mentre per EG&G si hanno limiti piu' rilassati.
Un difetto, non ancora capito, degli APD EG&G e' la 'morte improvvisa'
di alcuni esemplari registrata varie volte in condizioni sperimentali diverse
e in piu' di un laboratorio.
Gli altri parametri, come il contributo al termine stocastico, il rumore
elettronico ecc. sono in linea con le richieste di CMS.
Il danneggiamento da radiazioni e' sotto controllo, il fattore che lega
l'incremento della corrente di fuga per unita' di volume alla fluenza di
neutroni e' consistente con quello che si trova in letteratura.
L'aumento della corrente di buio si traduce in un aumento del rumore elettronico
in funzione del tempo di funzionamento di LHC. Si passa dai 10 MeV iniziali per
arrivare, con un certo modello di funzionamento di LHC, a 40-60 MeV per singolo
cristallo. Il guadagno sembra rimanere costante ed indipendente
dall'irraggiamento.


A 7/98 si svolgera' a Roma una riunione della collaborazione durante la
quale verra' scelto il tipo di APD. Se si vogliono rispettare i tempi della
produzione non si puo' rinviare questa scelta. La decisione si basera' anche
sui risultati dell'irraggiamento di 200 APD e sul test beam condotto con
una matrice di cristalli 3*3.
Come detto in precedenza la scelta dell'APD influenza il tipo di alimentazione.
La soluzione ideale sarebbe quella di mettere un regolatore resistente alle
radiazioni su ogni APD. Una soluzione alternativa e' quella di raggruppare
10-20 canali, selezionando gli APD per tensione di lavoro, e regolare a monte
la tensione.
Sono state individuate due possibili soluzioni economicamente concepibili:
impiegare componenti commerciali non certificate, usare tecnologia rad-hard
Harris.
La decisione che sembra essere preferita (deve essere ufficializzata al meeting
di Roma) e' quella di una alimentazione esterna (non rad-hard).
I passi da compiere sono quindi: scelta degli APD (7/98), sviluppo e test di un
pre-prototipo (in forse in quanto richiede troppe risorse), produzione delle
specifiche per il prototipo 99 (400 cristalli, 20-40 canali) entro 9/98; ed
infine richiesta delle offerte per il prototipo 99 (fine 98).
Calvetti sollecita la collaborazione a produrre un disegno di massima del
sistema ed a stimarne i costi. Questo servira' per proporre alle ditte un
sistema in linea con i costi riportati sul MoU.


17. La struttura meccanica del calorimetro e.m. di CMS. Gargiulo.


L'Ing. Gargiulo illustra la struttura meccanica complessiva che dovra'
sostenere i cristalli ed i relativi servizi della zona barrel del
calorimetro e.m. di CMS. L'intero calorimetro e' suddiviso in supermoduli,
moduli e sottomoduli. I due elementi strutturali base sono la griglia (che serve
per tenere i cristalli in posizione, ed il basket
I disegni esecutivi per la realizzazione della struttura del supermodulo
saranno pronti a 12/98. I disegni dei 4 moduli che lo compongono sono gia'
fatti o in via di completamento.


M. Diemoz conclude i due interventi su CMS-ECAL con le richieste 98 e presenta
lo schema cassa/competenza per il periodo 99/03.


Sulla competenza 98 viene richiesto il finanziamento per la realizzazione del
prototipo di struttura meccanica in alluminio per un totale di 130ML.
La Commissione decide di inserire questa richiesta nella lettera al Presidente
come iniziativa da finanziare sulla competenza 98 (che non portera' cassa nel
presente anno) al di fuori del 60%.


Per il 99 lo schema cassa/competenza presentato da CMS-ECAL riporta le seguenti
cifre:


Competenza 99     1.972 GL
Cassa 99          0.963 GL


18. Rivelatore di trigger ad RPC per il barrel di CMS. Iaselli.


Iaselli non presenta i risultati dei test di efficienza ed uniformita' di
risposta delle RPC a causa di mancanza di tempo (le trasp. sono agli atti).
L'attivita' del gruppo per la seconda parte del 98 prevede la prova di due
prototipi scala 1:4 di camere MB1 alla Gamma Irradiation Facility (GIF)
del CERN.
Sulla base dei risultati verra' decisa la costruzione di un prototipo a
scala reale di MB1. Inoltre e' previsto il completamento di un nuovo chip.
Il gruppo chiede lo sblocco di 45ML di trasferte estere per i test beam
e per viaggi in Cina e Corea non previsti.
La richiesta non viene accolta.


Il sistema di trigger ad RPC di CMS comprende 6 stazioni di camere a doppia
gap per un totale di 2400 m^2.
Iaselli presenta il piano di produzione previsto; si inizia con l'acquisto
della bachelite dall'industria la quale viene poi controllata e selezionata
a Pavia, la produzione di RPC a singola gap viene consegnata a Bari dove ci
si occupa dell'assemblaggio delle camere e del loro test finale.
A fine 98 potrebbe essere completata la produzione del prototipo MB1 a
dimensioni reali; puo' quindi partire l'ordine per la bachelite e la
pre-produzione di RPC.
Viene presentato un profilo di spesa cassa/competenza per gli anni 99/03.
Il dettaglio del 99 e' riportato in tabella:
             Competenza 99    Cassa 99
Bachelite           300 ML      300 ML
RPC                 350 ML      300 ML
Meccanica           350 ML      100 ML
Front-End           100 ML      100 ML
HV-LV                50 ML       50 ML
                   -------     -------
Totale             1150 ML      850 ML


La tabella non comprende costi non-CORE quali 30ML a PV per costruzione di
un tavolo per controllo di qualita' e 200ML a BA per immagazzinamento camere,
sistema distribuzione del gas, sistema di DAQ.
Il costo totale del sistema nella sua versione completa e' previsto essere
di 4.38MSF, il contributo INFN e' di 3MSF. I contributi dalla Corea (1.3MSF) e
dalla Cina (0.7MSF) sono per il momento molto dubbi.


Calvetti raccomanda alla collaborazione CMS di sviluppare, con i colleghi di
Atlas, un piano di costruzione comune con l'unica ditta che, presumibilmente,
produrra' le RPC.
Dosselli fa notare che la ditta ha le potenzialita' per produrre RPC per
entrambi gli esperimenti e difficilmente si potra' risparmiare diluendo la
produzione. Viceversa si potrebbero diminuire i costi effettuando un ordine
comune piu' consistente.


19. Stato dell'IFR di Babar. C. Sciacca.


L'inserzione delle RPC nel ferro (900 camere per un totale di 2300 m^2) e'
terminata da 12/97.
A meta' Giugno 98 e' stato completato il cablaggio del barrel; tutti i cavi, per
motivi di sicurezza, sono stati inseriti in canalette o condotti metallici.
Il cablaggio delle due porte terminera' ad Agosto. Il sistema del gas
(Livermore) e' in funzione.
Il commissioning ed il debugging del sistema verra' fatto da Giugno ad Ottobre.
Fra Novembre e Dicembre e' previsto il run di cosmici collettivo, mentre il
trasporto su fascio ed i commissioning definitivo avverranno tra Gennaio e
Marzo 99.


20. Stato dell'SVT di Babar. F. Forti.


I rivelatori e la meccanica sono praticamente finiti. Il punto cruciale e'
l'elettronica. Sono necessari 1500 chip Atom; del run Atom I sono stati
provati e consegnati 600 chip provenienti da 14 wafer (yield 50%), sono
ancora in test altri 21 wafer che dovrebbero essere consegnati ad inizio luglio.
Per coprire i rischi di possibile malfunzionamento di Atom I con le grosse
capacita' degli strati esterni del rivelatore e per coprire eventuali
riduzioni di resa, e' stato sottomesso un nuovo run (Atom II) i cui 21 wafer
saranno pronti all'inizio di Settembre.
L'assemblaggio degli ibridi viene fatto a Pisa (anche con la collaborazione
del gruppo di Milano) ed e' previsto terminare a meta' Ottobre.
Le microsaldature tra rivelatori e fan-out sono state gia' fatte, resta da
incollare e microsaldare l'ibrido, effettuare il test elettrico ed effettuare
piegature ed irrigidimento.
L'assemblaggio dei layer interni L1,2,3 viene fatto in parallelo a
Santa Barbara, i layer esterni (4,5) saranno assemblati da meta' Agosto a meta'
Novembre.
L'installazione dei moduli ad LBL iniziera' a meta' Settembre per concludersi
ad inizio Dicembre (e' necessaria una presenza Italiana per la gestione degli
alimentatori, per i DAQ e l'installazione). E' previsto un run di cosmici
durante il mese di Dicembre.
I punti critici di tutto il programma sono la resa ed il ritmo di produzione
degli ibridi ed il ritmo di assemblaggio dei moduli.


21. Stato della camera a deriva di Babar. C. Voci.


Dai primi di Maggio la camera a deriva e' sotto flusso di gas e sotto tensione.
E' stata montata l'elettronica di un sestante. All'inizio di Giugno e' stato
portato a termine un run di cosmici senza campo magnetico, al termine del quale
sara' montata la restante elettronica.
Ad Agosto verra' effettuato un altro run di cosmici senza campo magnetico.
Dalla fine di Agosto a meta' Settembre la camera' sara' inserita in Babar e
fino a fine anno sara' provata con cosmici.
Voci elenca le responsabilita' Italiane nel progetto.


22. Discussione richieste Babar. Ref. Palestini.


Dopo la presentazione delle richieste della collaborazione e delle proposte del
referee la Commissione approva i seguenti finanziamenti:


GE: 40ML c.a. per completamento TDC IFR (finanziamento stornato a fine 97);
MI: 16ML m.i. per assemblaggio ibridi microvertice a Pisa (recuperano 20ML
              da m.e. a m.i. MI e 10ML m.i. da Pisa);
    23ML c.a. per completamento del costo (103ML) delle 'tails' (80ML sono
              recuperati dalle riassegnazioni avanzi 97);
NA: 30ML m.e. per lavori di assemblaggio IFR;
    40ML c.a. extra costi assemblaggio IFR, anche per richieste di modifiche
              per sicurezza.


Calvetti invita la collaborazione Babar a non considerare i finanziamenti per
missioni estere nelle varie sezioni a compartimenti stagni.
Voci ribatte che l'andamento di spesa delle missioni estere per i vari
subdetector sono molto diversi tra loro in quanto gli impegni temporali sono
asimmetrici.