Verbale della riunione della Commissione Scientifica Nazionale 1 Roma, 17-18 Maggio 1999 Presenti: M. CALVETTI - Presidente L. PERINI - Coord. Sez. di Milano U. DOSSELLI - Coord. Sez. di Padova R. CONTRI - Coord. Sez. di Genova F. RIMONDI - Coord. Sez. di Bologna G. TONELLI - Coord. Sez. di Pisa F. LACAVA - Coord. Sez. di Roma L. MEROLA - Coord. Sez. di Napoli A. MARTIN - Coord. Sez. di Trieste C. CIVININI - Coord. Sez. di Firenze S. NUZZO - Coord. Sez. di Bari V. VERCESI - Coord. Sez. di Pavia M. CURATOLO - Coord. L. N. Frascati M. SAVRIE' - Coord. Sez. di Ferrara G. ANZIVINO - Coord. Sez. di Perugia (in sost.) A. LAI - Coord. Sez. di Cagliari V. CANALE - Coord. Sez. di Roma-2 E. GRAZIANI - Coord. Sez. di Roma-3 E. GORINI - Coord. Sez. di Lecce Presenti a parte della riunione: L. Mandelli, A. Bartoloni, R. Bellazzini, G. Bellettini, C. Bemporad, S. Bertolucci, S. Bianco, D. Bisello, G. Bruni, G. Busetto, M. Caccia, R. Castaldi, N. Cavallo, F. Cervelli, P. Checchia, G. Chiarelli, G. Costa, M. Costa, M. Deninno, C. Dionisi, F. Fabbri, S. Falciano, F. Liello, C. Luci, S. Marcellini, C. Matteuzzi, M. Mazzucato, F. Menichetti, A. Menzione, L. Moroni, G. Pauletta, E. Petrolo, G. Punzi, S. Ratti, L. Ristori, M. Sozzi, R. Tenchini, L. Tortora, P.G. Verdini. Agenda. 1. Comunicazioni 2. Linear collider. M. Piccolo 3. KLOE. S. Bertolucci 4. KLOE: relazione dei referee. P.Lubrano, R. Calabrese, L.Perini 5. Stato di Aleph. R. Tenchini 6. Stato di Delphi. P. Checchia 7. Stato di Opal. F. Fabbri 8. Stato di L3. C. Luci 9. LEP: relazione dei referee. G. Darbo, M. Savrie', M. Sozzi 10. CMS: MSGC. R. Bellazzini 11. CMS: Tracciatore al Silicio. G. Tonelli 12. CMS: elettronica per il tracciatore. P.G. Verdini 13. CMS: T9 tracker test beam. C. Civinini 14. CMS: sistema HV per ECAL. A. Bartoloni 15. CMS: relazione dei referee. F. Cervelli, S. Bertolucci, V. Canale 16. MUG-Test. C. Bemporad 17. MUG-Test: relazione dei referee. E. Iacopini 18. JFNAL: status report. R. Calabrese 19. JFNAL: relazione dei referee. E. Graziani 20. Zeus: calcolo e costruzione apparati. G. Bruni 21. Zeus: relazione dei referee. C. Civinini, L. Merola 22. Costruzione elettrodi calorimetro LAr Atlas. G. Costa 23. Atlas: trigger di muoni di livello 2. S. Falciano 24. E-831 Focus. S. Ratti 25. E-831: relazione del referee. E. Gorini 26. BTeV: stato e prospettive. L. Moroni 27. CDF: stato del Tevatron. G. Bellettini 28. CDF: stato dell'upgrade di CDF. G. Chiarelli 29. CDF: Muon upgrade. G .Pauletta 30. CDF: Upgrade beyond the baseline, relazione dei referee. L. Moroni, L. Perini, F. Lacava 31. CDF: SVT e Layer00. G. Punzi 32. CDF: il progetto L00. G. Busetto 33. CDF: proposta italiana per il progetto ToF. C. Dionisi 34. CDF: relazione dei referee. F. Lacava, L. Moroni, L. Perini 35. Stato del progetto LHCb. C. Matteuzzi 36. LHCb: relazione dei referee. G. D'agostini, E. Menichetti, G. Tonelli 37. Varie Lunedi' 17 Maggio 1999 1. Comunicazioni Calvetti presenta lo stato del bilancio del Gruppo 1 relativo all'anno in corso. Successivamente Pacciani illustra alla Commissione come si e' arrivati all'assegnazione di cassa all'INFN per il 99. La cassa 98 a disposizione degli enti di ricerca e' stata di 3150GL. Il tiraggio di cassa ad essa relativa si e' fermato a 3114GL. La cassa per il 99 e' pari a quest'ultima cifra moltiplicata per l'indice ISTAT (correzione per l'inflazione, 1.015) ovvero 3160GL. Per ciascun ente la cassa assegnata per il 99 e' pari al tiraggio di cassa 98 moltiplicato per l'indice ISTAT. L'INFN aveva speso nel 98 circa il 99.9% della propria cassa quindi l'assegnazione ordinaria e' stata 468GL*1.015=475GL. A questa cifra sono stati aggiunti 10GL per i programmi 5% portando la cassa totale INFN per il 99 a 485GL. L'ente, fino al momento dell'assegnazione, aveva basato la programmazione finanziaria per il 99 nell'ipotesi di cassa costante. L'incremento ha quindi permesso una nuova assegnazione di competenza ai gruppi e la riduzione dei termini di pagamento da 120gg a 60gg. Considerato il meccanismo di calcolo della quota di cassa, e' fondamentale per l'INFN esaurire l'assegnazione dei 485GL entro la fine dell'anno. 2. Linear collider. M. Piccolo Piccolo presenta un quadro delle attivita' dei ricercatori italiani impegnati nei gruppi di studio sui futuri linear collider. Durante il 99 sono previsti 5 meeting. L'obiettivo e' di presentare un TDR nella prima meta' del 01. Le sezioni con ricercatori interessati ai gruppi di studio per un rivelatore al Linear collider sono Bo, LNF, Mi, Pd, To. Gli argomenti di fisica sono produzione di top, Higgs e Supersimmetria, tipicamente in connessione con un particolare rivelatore. Sono attivi anche numerosi gruppi teorici. Milano si sta occupando della definizione di un rivelatore di vertice a pixel ad elevata risoluzione spaziale. Nell'ambito di questo programma sono stati prodotti (con finanziamento MURST) dei prototipi dei quali e' adesso in corso la caratterizzazione elettrica. Entro la fine dell'anno si intende simulare in dettaglio il dispositivo e fare misure di raccolta di carica. Bologna, Milano e Padova stanno sviluppando un prototipo di calorimetro 'Shashlik'. La risoluzione energetica ottenuta e' inferiore al 10%/sqrt(E). I programmi per il futuro prevedono la realizzazione di un secondo prototipo. Bologna e Frascati sono impegnati nella definizione di un rivelatore per muoni. Attualmente si stanno valutando le prestazioni di un 'tail catcher' calorimetrico, l'effetto del flusso di particelle incidenti sulla efficienza e la valutazione del flusso di neutroni di fondo. A Frascati e' in corso uno studio sulla calorimetria a piccolo angolo, importante per la misura dell'energia mancante e per la determinazione della luminosita' della macchina. La Commissione approva i seguenti finanziamenti per M.E. (sul relativo capitolo delle dotazioni di gruppo, in ML). Bo 13 LNF 32 Mi 18 Pd 18 To 5 -------- Tot. 86 Durante la seduta per la discussione del bilancio 99 ci si aspetta una relazione sul lavoro fatto ed i programmi futuri. Verra' valutata l'opportunita' di apertura di una sigla per le attivita' sul linear collider. 3. KLOE. S. Bertolucci Bertolucci descrive lo stato del rivelatore all'inizio della presa dati. I rivelatori di quench del magnete superconduttore sono stati sostituiti e ricalibrati, il comportamento del magnete e' adesso sotto controllo. Il calorimetro e.m. funziona in campo magnetico, sono in corso le attivita' relative alla calibrazione ed alla regolazione della scala di energia. La camera a deriva si comporta molto bene. Recentemente e' stato estratto un filo di campo che si era rotto. Le prestazioni del FEE sono buone, permangono i problemi con gli alimentatori di alta tensione. Il sistema di DAQ e' affidabile; si acquisiscono fino a 10K ev/s. Il trigger calorimetrico e' funzionanate, quello basato sulla camera a deriva deve essere installato. I QCAL funzionano ed attualmente sono utilizzati come monitor del fascio. La farm online e' installata e funzionante. La libreria di nastri e' sotto test. Il materiale per la farm offline e' appena arrivato e viene preparato per l'installazione. A partire da fine Giugno la luminosita' dovrebbe raggiungere livelli elevati. Attualmente si prendono dati con una luminosita' media di circa 8*10^29 cm-2s-1 con vite medie di circa 50-60 minuti. La macchina funziona con 8+8 o 13+13 bunch. Con il tempo il vuoto nelle zone d'interazione dovrebbe migliorare. A conclusione del suo intervento Bertolucci mostra alcuni eventi di produzione di phi come sono 'visti' dall'event display dell'esperimento. 4. KLOE: relazione dei referee. P.Lubrano, R. Calabrese, L.Perini Calabrese discute le richieste della collaborazione KLOE e presenta alla Commissione le seguenti proposte elaborate dai referee (in ML): LNF: Cons. 100 C.App. 120 acquisto nastri Na: MI 10 Pi: MI 15 ME 5 Cons. 5 Rm: ME 20 Rm3: MI 10 ME 6 Ts: MI 10 Cons. 5 La Commissione approva le proposte dei referee. 5. Stato di Aleph. R. Tenchini Durante il 98 Aleph ha acquisito su nastro una statistica pari a 179.4 pb-1 a 189 GeV. L'efficienza di acquisizione dati e' stata del 93.1%. Il movimento di rotazione di VDET visto negli anni precedenti e' stato confermato; attualmente il rivelatore e' ruotato di 70urad rispetto al momento dell'installazione. La risoluzione spaziale ottenuta da VDET con tracce a 90 gradi e' di circa 10 um. Tenchini mostra alcuni dei risultati di fisica ottenuti nel run a 189 GeV da Aleph. L'errore sulla massa del W, combinando tutti i canali, e' di 80 MeV. Si vede chiaramente il picco della produzione di coppie di Z che a questa energia costituisce il principale fondo alla ricerca di particelle di Higgs. Durante lo shutdown 98-99 sono stati effettuati interventi su VDET (recupero di una inefficienza del 2% a causa di un modulo di readout) e HCAL (riparazione di una camera con perdite di gas dovute alla colla ormai invecchiata). L'inizio della presa dati di quest'anno e' avvenuto ad un'energia di 192GeV, si prevede di passare a 196GeV e poi a 200GeV nel corso dell'anno. Il run del 00 iniziera' a meta' Aprile e proseguira' fino ad inizio Settembre. La decisione sul proseguimento o meno di LEP verra' presa a Luglio 00. Non sara' necessario nessun contributo INFN allo smontaggio del rivelatore. Nei primi giorni del run 99 sono stati raccolti 2.5pb-1 alla Z necessari per calibrazioni ed allineamenti. Il rivelatore funziona bene ed e' ragionevolmente calibrato ed allineato. I MOF-A dell'esperimento hanno un attivo di 890KSF. Per mantenere le attivita' dal 00 al 04 saranno necessari 920KSF mentre per lo smontaggio di Aleph saranno necessari altri 620KSF. Quindi i contributi richiesti alle varie agenzie saranno di 460KSF nel 00 e di 190KSF nel 01. Il contributo INFN sara' di 43.4KSF nel 00 e di 17.9KSF nel 01. La strategia di calcolo di Aleph e' basata sull'uso di strumenti di calcolo al CERN ed in Italia (cluster DANTE). E' stato prodotto un documento con la strategia per gli anni 99-03 a disposizione della Commissione e dei referee. Il cluster DANTE si trova presso la sezione di Pisa. E' composto da 7 HP735, un robot magneto-ottico, un robot DLT e 100GB di spazio disco. Una parte di DANTE e' ormai obsoleta e di alto costo di manutenzione. E' quindi conveniente reinvestire i fondi destinati alle manutenzioni alla sostituzione di DANTE. 6. Stato di Delphi. P. Checchia Checchia presenta il rapporto d'attivita' di Delphi ed i piani per il calcolo. Nel 98 Delphi ha raccolto 158pb-1 a 189GeV, tutti i rivelatori hanno funzionato egregiamente. Nel 98 e' stato installato nell'apparato il nuovo forward tracker che migliora l'efficienza di tracciatura a piccoli angoli rispetto al fascio. Vengono presentati i risultati preliminari sulla fisica del W. L'errore statistico sulla massa del W e' circa 80 MeV. Le responsabilita' italiane nei gruppi di analisi in Delphi sono numerose. Durante il 98 si sono avute 15 presentazioni a conferenze internazionali da parte di italiani. Il calcolo relativo all'analisi dati e' cosi' strutturato. La ricostruzione degli eventi avviene al CERN, la produzione degli eventi simulati e' demandata agli istituti (Mi e Pd producono ogni anno 2*10^6 eventi). I dati sono disponibili su Delshift dove vengono prodotte le ntuple. L'analisi basata sulle ntuple si svolge in sede. I piani per l'analisi dopo la chiusura di LEP sono i seguenti. Dalla fine del 00 all'inizio del 01 verranno riprocessati tutti i dati di LEP2 e verranno prodotti grossi campioni di MC. Verra' rifatta l'analisi su tutti i canali di fisica fin qui studiati. La determinazione finale di m_W avverra' fra il 02 ed il 03. Tutti i gruppi di analisi continueranno ad usare Shift. Checchia presenta anche una stima di come evolvera' l'impegno di analisi fino al 05. 7. Stato di Opal. F. Fabbri Durante lo shudown invernale non ci sono stati interventi rilevanti sull'apparato. Il sistema di HV per HCAL e' stato sottoposto ad un intervento di manutenzione programmata. Sono state riparate delle schede di distribuzione della HV ed e' stato effettuato un controllo dei condensatori di alta tensione. Dal 4 Maggio e' iniziato il run di calibrazione alla Z; tutti i rivelatori sono integrati nel DAQ globale. Le risoluzioni del central detector sono molto migliori rispetto all'inizio del run 98. Le costanti di calibrazione non mostrano delle grosse variazioni. La scelta iniziale del sistema di calcolo di Opal si e' mantenuta nel tempo. La ricostruzione e la simulazione viene centralizzata su macchine al CERN. Dopodiche' il lavoro interattivo e la produzione di MC per analisi fisiche specifiche viene svolto nelle varie sedi ed al CERN. La centralizzazione porta come vantaggi un sistema unico per il processing ed un pool ristretto di esperti che semplifica la gestione. Il numero ed il rate di eventi a LEP e' gestibile online e nelle pause fra i run. Le macchine online sono anche utilizzabili per il reprocessing e per il MC. La collaborazione ha deciso di mantenere questo tipo di organizzazione fino al termine dell'esperimento. Il volume dei dati (DST) relativi a LEP1 e LEP2 e' di circa 700GB. Non e' previsto un riprocessamento dei dati di LEP1. Il cluster VMS di Opal e' previsto in chiusura entro il 99. Il software di Opal e' in corso d'installazione su Linux (cluster di PC al CERN) che dovrebbe diventare la seconda piattaforma gestita a livello centrale. Il gruppo di Bologna ha presentato ai referee un documento dettagliato sullo stato delle necessita' di calcolo di Opal. 8. Stato di L3. C. Luci L3 nel 98 ha raccolto su nastro 176.4pb-1 con una efficienza di DAQ vicina al 90%. la luminosita' di picco ha raggiunto 10^32cm-2s-1. L'errore statistico sulla massa del W da tutti i canali di decadimento e', anche per questo esperimento, di 80 MeV. Il limite di esclusione al 95% CL della particella di Higgs del Modello Standard e' di 95.2GeV. Il trigger di terzo livello di L3 si e' evoluto nel tempo passando da una serie di emulatori 3081/E su moduli fastbus ad un Alpha-vax. Il sistema e' diventato via via piu' semplice, affidabile e potente. Durante lo shutdown invernale la parte centrale del rivelatore non e' stata smontata. E' stato rimosso il monitor di luminosita' perche' sembrava esserci un carico eccessivo sulla beam pipe che rischiava di rompersi. Questo problema in realta' era dovuto ad un erroneo funzionamento del sistema di lettura del carico. Sempre durante lo shutdown sono state sostituite alcune schede dell'elettronica delle camere per muoni per permettere la digitizzazione indipendente dei dati relativi ad L3 e ad L3-Cosmici. Il resto del rivelatore e' stato sottoposto ad ordinaria manutenzione. Per razionalizzare il controllo degli errori del DAQ e' stato realizzato un sistema pseudo-esperto che convoglia su un PC tutti i messaggi di errore ed inizia le procedure per il loro trattamento. La presa dati 99 e' iniziata con 10 giorni di funzionamento di LEP al picco della Z. Sono stati raccolti 2.52pb-1 di luminosita'. Con questi dati si e' potuto allineare il rivelatore, in special modo la TEC con il microvertice. Dall'inizio della presa dati 99 L3 registra un alto fondo di macchina a piccolo angolo. Gli esperti di LEP pensano che questo sia dovuto ad un cattivo vuoto in prossimita' dell'esperimento e che la situazione dovrebbe migliorare con il funzionamento dell'acceleratore. 9. LEP: relazione dei referee. G. Darbo, M. Savrie', M. Sozzi I quattro esperimenti LEP hanno presentato ai referee il consuntivo scientifico ed i documenti sul calcolo attuale ed i progetti per il futuro. Solo Aleph ha fatto pervenire un documento con i dettagli delle spese riguardanti i MOF. Gli esperimenti LEP hanno svolto un enorme lavoro di analisi che ha portato ad una notevole produzione scientifica. Questo e' stato fatto su un volume di dati non enorme (1TB) che nei prossimi anni non dovrebbe aumentare di molto. I referee propongono i seguenti criteri generali per valutare le richieste delle collaborazioni. Le farm di calcolo al CERN non sono di pertinenza della Commissione (MOF). Le farm locali devono essere mantenute nello stato attuale. I posti di lavoro hanno una vista media di 5/6 anni, attualmente questi sono sufficienti o in esubero (i ricercatori dei gruppi diminuiscono in numero e partecipazione). La proposta dei referee e' la seguente: eventuale finanziamento solo per rottura o maggiore potenza motivata 'ad personam'. Il numero massimo di posti di lavoro che possono essere finanziati e' pari ad 1/4 dei ricercatori che hanno un impegno superiore al 50% nell'esperimento. I referee propongono le seguenti assegnazioni (in ML): Missioni estere: Aleph: Ba 13 LNF 20 Pi 30 ----- Tot. 63 Delphi: Bo 25 Ge 10 Mi 31 Pd 30 Rm2 4 Rm3 6 To 12 ------ Tot. 118 L3: Fi 20 Mi 2 Pg 13 Rm 30 Sa 2 ------ Tot. 67 Opal: Bo 40 Consumi: Aleph: Pi 48 L3: Fi 23 (comuni a tutta la collaborazione, dopo aver restituito i 50ML di MOF-A ricevuti in eccesso a Settembre 98) Inventariabile (calcolo): Aleph: Ba 3.5 1PC LNF 3.5 36GB disco Pi 118.5 3PC + 108 per ammodernamento DANTE ------- Tot. 125.5 Delphi: Bo 15 2PC + 1PC server Mi 15 2PC + 1PC server Pd 102 sostituzione farm locale Rm3 8 1PC server To 8 1PC server ------ Tot. 148 L3: Bo 2 18GB disco Mi 2 18GB disco Na 11.5 1PC + 1PC server Pg 7 2PC -------- Tot. 22.5 Opal: Bo 16 2PC server La Commissione approva le proposte. Rimangono 50ML sj ME su Pd/Delphi per correggere eventuali casi particolari per i quattro esperimenti. 10. CMS: MSGC. R. Bellazzini Bellazzini descrive brevemente il tracciatore a MSGC di CMS e la scala dei tempi prevista per la sua costruzione. Nel periodo che va dalla presentazione del TDR all'inizio della costruzione la collaborazione deve preparare le linee di produzione e di test delle camere e completare la fase di ingegnerizzazione della produzione di massa. Allo stesso tempo sono in corso due campagne di test su fascio (CERN e PSI) allo scopo di provare le prestazioni delle camere con l'elettronica simile a quella finale e determinarne l'affidabilita' e la resistenza ad alti flussi di particelle. Prima di partire con la produzione di massa delle camere sara' necessario completare le milestone relative alla preproduzione. Bellazzini illustra le milestone che devono essere superate nel corso del 99 e dell'inizio del 00. La prima e' volta alla verifica delle capacita' produttive con la realizzazione di 50 moduli barrel e 12 'banane' forward. La seconda consiste nel test di resistenza al PSI. La terza comprende il test di tracciatura con i rivelatori al silicio in un fascio con struttura a 25ns. Inoltre devono essere costruite le strutture meccaniche di una semiruota del barrel e di un disco forward. Infine a Febbraio 00 deve essere superato l'engineering design review del tracker ed avviata la fase di 'tendering' per la preproduzione e la produzione. Il numero complessivo di moduli MSGC da costruire per il barrel e' di 5540. Il programma di test al PSI comprende un periodo di presa dati ad Aprile durante il quale sono state provate due camere, un altro in estate con 13 camere ed infine il test a novembre per la milestone di resistenza ad alto flusso. Bellazzini mostra i primi risultati del test di Aprile al PSI con fascio a bassa ed alta intensita'. L'intensita' del fascio e' tale da generare nelle camere una molteplicita' media di hit intorno a 10. Il rapporto S/N e' rimasto stabile per tutto il periodo di presa dati con fascio ad alta intensita'. E' stata misurata la frequenza di spark all'interno delle camere; in un totale di 241 ore di fascio ad alta intensita' si sono registrate rispettivamente 161 e 142 scariche nella prima e nella seconda camera. Dopo il test le camere sono state ispezionate e si sono trovati dei difetti litografici con segnali di attivita' in corrispondenza di essi. Non vi sono segnali di danneggiamento da scariche al di fuori di questi punti. 11. CMS: Tracciatore al Silicio. G. Tonelli Le milestone attualmente in corso di realizzazione per il tracker al Silicio di CMS sono quelle relative alla meccanica, alla definizione dei sensori ed alla costruzione del modulo 0. Relativamente a queste attivita' si terra' un LHCC review nel Novembre del 99, seguito da un internal review a Dicembre in preparazione del EDR a Gennaio 00. Durante l'estate del 00 verra' effettuata la prova di tracciatura su fascio a 25 ns. Situazione della meccanica. Lo stampo per il barrel e' in consegna. La fibra di carbonio per la laminazione e' stata ordinata e la consegna e' in ritardo di un mese. Il tooling e' ordinato o in fabbricazione. Per l'Endcap il disegno finale e' in via di definizione e si pensa di fare gli ordini a fine Maggio. Scelta del substrato. Sono stati scelti cristalli con orientazione <100> per una minore capacita' interstrisce. Per la resistivita' l'orientamento e' verso 2KOhmcm per avere un migliore bilanciamento tra tensione di svuotamento iniziale e finale. Le dimensioni fisiche dei rivelatori sono ottimizzate per avere una piena compatibilita' con le tecnologie 4,5 e 6 pollici. E' stata definita una struttura multi-guard per ottenere un'elevata tensione di breakdown (scelta definitiva a Giugno). E' stata provata la stabilita' del breakdown su grandi serie (200+200 rivelatori). Sono stati irraggiati 25 rivelatori con oltre 3*10^14 p/cm^2. Sono in corso degli studi per realizzare i moduli 'doppia faccia' tramite due rivelatori identici ruotati fra di loro. Questo potra' permettere di ridurre il numero di tipi di sensori da costruire. Il layout del tracciatore e' in via di ottimizzazione. Ad esempio sono state ridotte leggermente le dimensioni dei rivelatori barrel per la compatibilita' 4-6 pollici. I mini endcap sono stati ridisegnati usando rivelatori a wedge inclinati rispetto al fascio. In questo modo si risparmia in superficie del silicio e numero di canali di elettronica. Tonelli presenta una scala di tempi per la produzione dei moduli di rivelatore basandosi su una data iniziale entro la prima meta' del 00. In questo quadro il munero di moduli che verrebbero costruiti in Italia e' circa il 47% del totale. Viene presentata anche la suddivisione preliminare di tali moduli fra le diverse sezioni INFN tenendo conto anche degli altri impegni costruttivi. La Commissione sollecita l'inizio della stesura di un simile piano costruttivo per le MSGC. 12. CMS: elettronica per il tracciatore. P.G. Verdini Verdini illustra lo schema dell'elettronica di lettura del tracciatore di CMS. Molti dei componenti del sistema verranno provati con rivelatori su fascio durante il 99. E' attualmente in fase finale di disegno la versione in tecnologia 0.25um del chip di front end APV. La realizzazione in questa tecnologia rendera' il chip insensibile alle radiazioni fino a 30Mrad. Il digitizzatore (FED) del tracker e' stato gia' provato su fascio. Il link ottico analogico e' in fase di prototipizzazione. Sono in corso numerosi contatti con industrie per definire i componenti da usare nella produzione. Per iniziare il lavoro di prototipizzazione volto alla definizione dell'ibrido finale del front-end del tracker, sono state identificate tre tecnologie sulle quali concentrare gli studi. Le opzioni sono kapton-Al, kapton-Cu, ceramica sottile. Sono in corso di stesura delle specifiche preliminari per arrivare alla definizione degli alimentatori di bassa tensione per il tracker. 13. CMS: T9 tracker test beam. C. Civinini Civinini riassume i risultati preliminari del test su fascio che si e' appena concluso. Lo scopo del test era di provare il chip di front end del tracker di CMS (APV) con rivelatori (Si e MSGC) full-size e quindi misurare il rapporto segnale rumore in una configurazione molto simile a quella finale. In questo test e' stato usato intensivamente e per la prima volta l'ADC finale (FED). Altro scopo del test e' stato la realizzazione di un sistema di DAQ capace di leggere il chip APV e potenzialmente in grado di integrare componenti hardware e software sempre piu' simili a quelle finali. Il chip APV, progettato a RAL, ha una frequenza di campionamento di 40MHz con un multiplex di uscita a 20MHz. Puo' funzionare sia in modo 'picco', preferito a bassa luminosita' e bassa occupazione, che in modo 'deconvoluzione', indispensabile ad alta luminosita'. Prima della prova su fascio il chip e' stato provato in laboratorio per capirne il funzionamento di base. A Firenze e' stato realizzato un test bench per la prova di rivelatori a Silicio con elettroni selezionati da una sorgente beta. Vengono mostrati i risultati del test con sorgente; si raggiunge S/N=20.5 in modo 'picco' e S/N=12.3 in modo 'deconvoluzione' con una particolare configurazione dei parametri di funzionamento del chip. I rivelatori che sono stati provati sul fascio T9 appartengono sia al barrel che all'endcap e si differenziano per geometria tipo di substrato ecc. L'ADC FED (9 bit e 40 MHz) ha funzionato senza particolari problemi. I risultati preliminari del test mostrano un S/N in modo picco di 18.3 ed in modo deconvoluzione di 11.6. Tali risultati sono stati ottenuti con un rivelatore a Silicio endcap montato su una scheda di interfaccia realizzata a Firenze. I prossimi test su fascio si terranno a Giugno Agosto ed Ottobre. Il primo test riguardera' il controllo delle prestazioni di un numero statisticamente significativo di rivelatori irraggiati letti dai vecchi chip 'premux'. Il test ad Agosto comprendera' la messa a punto del sistema di lettura dell'APV con ibridi a 4-8 chip. Ad Ottobre verranno provati rivelatori irraggiati letti da APV. Infine a Maggio 00 verra' realizzato il test di tracciatura Si + MSGC in un fascio con struttura a 25ns. 14. CMS: sistema HV per ECAL. A. Bartoloni Il sistema di alta tensione per l'alimentazione degli APD del calorimetro e.m. di CMS deve essere in grado di alimentare 122400 fotodiodi. La modularita' puo' variare da 10 a 100 APD per canale di alimentazione e deve ancora essere definita. Gli alimentatori verranno posizionati a circa 150 metri dal calorimetro e la stabilita' delle tensioni sara' controllata da fili di 'sense'. Le specifiche tecniche per bandire la gara per due prototipi di alimentatori saranno pronte entro Maggio. La gara verra' centralizzata al CERN. Bartoloni presenta misure di stabilita' e riproducibilita' effettuate con un sistema che per il momento usa alimentatori da laboratorio. Queste misure confermano la fattibilita' di un sistema di alimentazione per APD con le specifiche elettriche attualmente definite. La scelta della modularita' di alimentazione puo' essere fatta fra i seguenti valori: 10, 20, 50, 100. Questo dipendera' dal costo del singolo canale e dei cavi, dalla possibilita' di raggruppare gli APD in modo di avere stesso guadagno a parita' di tensione e dallo spazio disponibile per il patch panel. Il sistema sara' composto da schede di HV (18 canali ciascuna) inserite in HV crate (fino a 10 schede per crate). La gara che verra' bandita ha lo scopo di selezionare una ditta capace di fornire il sistema HV per gli APD. A questo scopo le ditte dovranno fornire due prototipi di sistema: il primo con uno o due canali di alimentazione, il secondo con la capacita' di alimentare gli 800 APD del modulo 0. Questo secondo prototipo dovra' superare tutte le specifiche tecniche e sara' usato per selezionare la ditta. Calvetti invita la collaborazione a definire la modularita' del sistema di alimentazione prima di fare la gara per i prototipi. Diemoz risponde che la scelta di 20 APD per canale e' obbligata. Se piu' piccola il costo dei cavi diventa insostenibile se piu' grande e' difficile trovare un numero sufficiente di APD omogenei nel campione limitato di APD attualmente prodotti. 15. CMS: relazione dei referee. F. Cervelli, S. Bertolucci, V. Canale Le proposte di finanziamento dei referee sono le seguenti (in ML): MI: Ct 5 To 5 ME: Ba 51 Bo 13 Fi 21 Pd 55 Pg 21 Pi 168 Pv 4 Rm 25 To 24 ---- Tot 382 Cons: Ba 20 cavi e connettori Pg 30 switch da digitale ad ottico Pi 30 meccanica per test beam al PSI 10 impulsaggio rapido silici con laser 30 prototipizzazione ibrido su ceramica sottile Rm 10 compartecipazione a spese test beam 5 colle ---- Tot.135 Inv: Pi 40 elettronica + DAQ per test beam 11 impulsaggio rapido silici To 44 Completamento attrezzature per Silici ----- Tot. 95 Trasp: Pd 6 C.App: Bo 70 Tool per realizzazione catodi per le camere CORE Viene inoltre raccomandata una tasca di 40ML per lo sviluppo di un sistema di HV per RPC (Ba). Per questo argomento i referee sono disponibili a consentire l'inizio delle procedure per il tender a patto che siano chiarite le disponibilita' di manodopera e siano definite le specifiche tecniche. I referee chiedono un documento scritto sulle responsabilita' di FNAL nella costruzione del tracker al Silicio. Calvetti raccomanda alla collaborazione di modificare l'organizzazione del lavoro in modo tale da rendere sostenibile l'impegno per missioni estere. I referee chiedono per il 00 una corretta valutazione degli impegni delle varie sezioni per le missioni estere. Nella riunione di Luglio dovra' essere presentato un piano per il coinvolgimento nelle attivita' legate all'elettronica. La Commissione approva le proposte dei referee. 16. MUG-Test. C. Bemporad La proposta MUG prevede di raggiungere un limite sul BR del decadimento mu -> e gamma di 10^14. MUG-Test ha lo scopo di studiare il fascio di mu+ del PSI ed i relativi fondi di neutroni e gamma e di provare un prototipo di calorimetro. Le misure di fondi sono state effettuate con contatori NaI ed altri scintillatori. Bemporad mostra i risultati della misura della radioattivita' naturale presente nell'area sperimentale. Questa non e' molto diversa dalla radioattivita' di un normale laboratorio a parte la notevole direzionalita' nella direzione del fascio anche se questo non e' presente. Le misure di fondo di neutroni vengono effettuate tramite l'attivazione dello Iodio del NaI. Lo 128I prodotto ha un tempo di dimezzamento di 25 minuti. I risultati per neutroni termici danno un flusso di 15+-4 n cm-2s-1, mentre il flusso di neutroni energetici e' stimato essere 400+400(max)-200(min) ncm-2s-1. Inoltre sono state effettuate delle misure per determinare l'intensita' del fascio dei muoni e lo spettro di Michel degli elettroni di decadimento. E' in programma, entro la fine dell'anno, un test sul calorimetro e.m.. La proposta finale dell'esperimento e' attesa per Dicembre 99. 17. MUG-Test: relazione dei referee. E. Iacopini, M. Savrie' Rispetto alle scadenze definite a Settembre 98 la collaborazione e' in anticipo e si accinge a preparare un test sul calorimetro e.m. che non era fra gli impegni presi. Il parere dei referee e' positivo e si raccomandano le seguenti proposte di finanziamento (in ML): ME: Pi 41 Rm 15 Pv 15 ------- Tot. 71 Inv: Pi 25 Contatore NaI 7 Cristallo LSo/YSo La Commissione approva le proposte. 18. JFNAL: status report. R. Calabrese Calabrese illustra lo stato dei lavori sul rivelatore di E-835. Il bersaglio e' montato nella zona di test ed e' sottoposto a manutenzione. I nuovi receiver delle camere straw saranno provati a fine Maggio, le schede saranno finite di costruire a Luglio. Gli specchi sferici del Cerenkov sono montati e pronti per la presa dati, gli specchi ellittici non sono ancora montati a causa di un problema di deformazione. Il rivelatore a fibre scintillanti sara' completo a fine Giugno. Le attivita' delle sezioni INFN partecipanti all'esperimento nel 99 sono le seguenti: Fe: in sede rivelatore a fibre ed analisi a FNAL trigger, offline, DAQ, rivelatore a fibre Ge: in sede elettronica del rivelatore a fibre ed analisi a FNAL prova e messa a punto del bersaglio To: in sede elettronica delle camere straw ed analisi a FNAL Cerenkov e DAQ. L'inizio del periodo di presa dati a bersaglio fisso del Tevatron e' prevista per Novembre 99, la fine a Luglio 00. 19. JFNAL: relazione dei referee. E. Graziani Le proposte di finaziamento presentate da Graziani, ed approvate dalla Commissione, sono le seguenti (in ML). ME Fe 18 Ge 8 To 10 ----- Tot. 36 20. Zeus: calcolo e costruzione apparati. G. Bruni Bruni presenta il modello di calcolo in uso all'esperimento Zeus con la proposta della collaborazione italiana per il suo upgrade. La ricostruzione degli eventi e la produzione di ntuple per analisi avviene sulla farm offline dell'esperimento a Desy. Il resto dell'analisi viene effettuato su workstation o PC a Desy o nelle sezioni. La produzione degli eventi simulati e' fatta utilizzando il tempo di cpu delle workstation di analisi quando queste non sono impiegate (funnel). In Italia sono in corso piu' di 20 analisi e viene prodotto circa 1/4 del MC. L'equipaggiamento hardware per il calcolo si e' mostrato sufficientemente adeguato alle attivita' della collaborazione anche se con sofferenze per spazio disco e per posti di lavoro nei momenti di picco. Buona parte dell'hardware e' pero' vecchio e la domanda di spazio disco e' crescente. La collaborazione italiana ha proposto i seguenti criteri per aggiornare l'hardware. Acquisire server per gestire centralmente i dischi e fornire la CPU necessaria per processi onerosi (grosse kumac e grafica). Rinnovare i posti di lavoro con PC o equivalenti. Usare le vecchie CPU finche' funzionano. Inoltre Bruni presenta le richieste di Zeus per il capitolo costruzione apparati. Gli ibridi dell'elettronica di alimentazione del piano interno delle camere per muoni 'rear' (RMUI) necessitano di una modifica per poter raggiungere correnti assorbite dai tubi fino a 900-1000 nA. Questa modifica era stata gia' effettuata per il piano esterno. Si tratta di un intervento limitato e richiede solo pochi giorni di lavoro sull'apparato. Il patch panel dove arrivano i cavi da MVD e' stato spostato in una zona esterna all'apparato. In questa configurazione la lunghezza dei cavi di collegamento e' passata da uno a sei metri. Il contributo precedentemente finanziato per i cavi di interconnessione interna era di 10ML. L'offerta che e' stata ottenuta con i cavi nella configurazione attuale e' di circa 60ML+IVA. Lo yield di chip Helix 3.0 per MVD e' circa il 20%. E' attualmente impossibile effettuarne una misura sistematica a causa di problemi della stazione di test di Nikef, quindi ci si deve basare su questo valore per effettuare l'ordine. I chip necessari sono 2400 (include un 15% di contingenza), con lo yield del 20% si devono ordinare 200 wafer ad un costo totale di 220KDM. A questo va aggiunto il costo dell'engineering run di 40KDM. La quota INFN e' del 70% (182KDM) dei quali 140ML gia' finanziati. L'extra costo e' di 40ML. 21. Zeus: relazione dei referee. C. Civinini, L. Merola Merola presenta le proposte di finanziamento (in ML). C. App. Pd: 7 upgrade ibridi camere muoni interne 60 250 multi-cavi da 6 metri (costo totale 70ML, 10ML gia' finanziati) 40 extra costi produzione wafer per helix 3.0 ---- Tot. 107 Calcolo. Nell'ottica di effettuare un upgrade del sistema di calcolo nelle sezioni italiane partecipanti a Zeus valido per un periodo di tre anni, i referee formulano la seguente proposta di finanziamento. Inv. Bo 12 3 PC per Desy per tutta la collaborazione italiana 40 server per Bo 4 1 PC Cs 2 disco da 18GB Pd 40 server per Pd 8 2 PC Rm 15 workstation alpha 4 1 PC To 40 server per To 8 2 PC ----- Tot. 173 La Commissione approva le proposte dei referee. Martedi' 18 Maggio 1999 22. Costruzione elettrodi calorimetro LAr Atlas. G. Costa Costa illustra lo stato della costruzione del modulo 0 del calcorimetro LAr di Atlas. Milano ha completato i test degli elettrodi di tipo B (Barrel), l'ultimo contingente e' stato spedito ad Annecy il 19 Maggio. Sono disponibili anche gli elettrodi di tipo A (Paris VI/VII). Il completamento della costruzione dello 'stack' di elettrodi e assorbitori e' previsto per inizio Giugno. Costa presenta la proposta della collaborazione Atlas per arrivare al finanziamento della gara per la costruzione degli elettrodi per il calorimetro. Gli elettrodi sono dei circuiti multistrato di grande superficie in Kapton-Cu. Le due faccie esterne di Cu sono poste ad alta tensione e servono per la raccolta del segnale indotto dalle cariche che si muovono nell'argon. Lo strato interno e' connesso all'elettronica di lettura e raccoglie capacitivamente il segnale. Sono necessari un totale di 6144 elettrodi. Alla fine del 96 e' stata avviata una gara CERN per la fornitura degli elettrodi necessari alla realizzazione del modulo 0. Sono state selezionate le ditte CICOREL SA (Svizzera) e MCB-Industrie (Francia). L'INFN ha contribuito alla gara con il 25% dei finanziamenti. A Novembre 98 si e' svolto il PRR per gli elettrodi. La commissione PRR ha concluso i lavori sancendo la fattibilita' degli elettrodi di grande dimensione ma richiedendo un piano di approvvigionamento per la produzione in serie cosi' composto. Realizzazione disegno finale, produzione di una preserie e produzione completa. Al termine della seconda fase e' richiesto un PRR per dare il via libera alla fase finale. Alle ditte selezionate per il modulo 0 e' stato richiesto di fornire i costi aggiornati per la produzione del 50% o del 100% degli elettrodi, specificando i vari contributi di manifattura, materiali, test, trasporti ecc. Il piano temporale richiesto dalla collaborazione Atlas alle ditte e' il seguente: Installazione della linea di produzione entro 3 mesi dalla firma del contratto. Inizio piccola preserie entro 2 mesi dal termine dell'installazione. Completamento preserie entro 3 mesi dall'installazione. Completamento della produzione finale entro Dicembre 01. La ditta prescelta e' stata la CICOREL SA. Il contratto puo' essere sciolto se i risultati delle quattro fasi elencate precedentemente non sono conformi alle aspettative. In tal caso il CERN si riserva il diritto di prendersi in carico le attrezzature sviluppate per la produzione (costo 1542 KSF). Per ridurre i rischi di una produzione connessa ad una sola ditta, la collaborazione intende far seguire il processo in modo continuo da un ingegnere di propria fiducia. Nel caso se ne presentasse la necessita' per incrementare il tasso di produzione e' prevista l'istituzione di un secondo turno di lavoro senza oneri aggiuntivi. Se questo non bastasse sarebbe necessario acquisire altre attrezzature nei punti critici ed arrivare, come caso estremo, alla duplicazione della linea di produzione. La collaborazione ha deciso di stipulare il contratto con la ditta CICOREL, previo assenso delle agenzie interessate, relativamente alla parte di costruzione degli elettrodi (7090KSF). Si esclude dal contratto la fornitura del materiale di base (2930KSF) che rimane a carico della collaborazione Atlas. Il contributo proposto per l'INFN e' il seguente: -manifattura elettrodi 32% 2270KSF -materiale laminato 17% 500KSF -acquisto spare 25% 50KSF -ingegnere produzione 25% 75KSF La collaborazione Atlas chiede quindi all'INFN l'autorizazione alla firma del contratto di sola manifattura degli elettrodi. Il profilo di spesa proposto, relativo a tutta l'operazione, e' il seguente (in KSF): 99 900 00 1400 01 520 ------ Tot. 2820 La Commisione e' contraria ad un coinvolgimento pesante e diretto di un ingegnere di Atlas nella produzione. Il controllo ci deve essere, ma deve essere esterno alla ditta e sporadico, senza un coinvolgimento diretto nella lavorazione. Dopo approfondita discussione la Commissione invita la collaborazione Atlas a presentare un piano di risparmio su altre componenti del rivelatore, che permetta di recuperare i fondi necessari all'acquisto dei materiali. Nel caso questo non fosse per il momento possibile si suggerisce di formulare un piano di spesa che tenga presente lo stato di avanzamento delle altre componenti del rivelatore e che distribuisca nel tempo gli aumenti dei costi. La Commissione propone di approvare l'inizio della costruzione degli elettrodi del Calorimetro e.m. di Atlas. 23. Atlas: trigger di muoni di livello 2. S. Falciano Falciano descrive gli elementi dell'architettura globale del sistema di trigger e di DAQ di Atlas. In particolare il trigger di livello 2 e' costituito da uno switching network, una farm di processori di trigger ed un supervisore. Tali componenti analizzano i dati di 'regioni d'interesse' con algoritmi software veloci. Il tempo di latenza del livello 2 e' dell'ordine di 1-10 ms, la banda passante circa 1-10 Gb/s ed il numero di processori dell'ordine di 1000. Il trigger di secondo livello deve ridurre il rate del livello 1 da 75kHz ad un valore accettabile per l'event builder (1-5kHz). I dati sono usati con granularita' e precisione finali ma ne vengono usati solo una piccola frazione (5-10%) selezionando regioni d'interesse. Attualmente le attivita' sul livello 2 sono focalizzate allo sviluppo di algoritmi di trigger per il barrel e simulazione di eventi, alla realizzazione di prototipi di trigger per verificarne le potenzialita' ed i limiti ed alla integrazione dei sottosistemi. Il gruppo di Roma che si sta occupando del trigger di livello 2 di Atlas e' attualmente composto da 8 persone. In collaborazione con il Caspur il gruppo sta provando degli switch Gigabit Ethernet demo prima del loro acquisto. I risultati non sono incoraggianti se si usano i driver delle ditte costruttrici delle schede di rete. Si e' pensato quindi di utilizzare il software ottimizzato scritto dal gruppo GAMMA del dipartimento d'informatica dell'universita' di Genova. Il technical proposal del livello 2 sara' pronto alla fine del 99, mentre il TDR a Giugno del 01. Le richieste finanziare sono le seguenti: 5ML per scheda PMC della CES 5ML per interfaccia PC-VME 4ML 2PC senza schermo 1ML switch monitor-testiera Merola, reeferee calcolo LHC, approva le richieste del gruppo sopra elencate e propone di assegnare 15ML su Inv./Atlas/Rm1. La Commissione approva. 24. E-831 Focus. S. Ratti Ratti presenta un consuntivo del lavoro fatto dalla collaborazione E-831 nell'analisi dati. Attualmente e' in corso la seconda fase di ricostruzione e selezione degli eventi (SKIM2) ed e' stato elaborato circa il 30% del campione totale. La statistica di E-831 e' nettamente superiore a quella raccolta da altri esperimenti come CLEO E791 ed E687. Ratti presenta alcune distribuzioni significative cosi' come sono state ottenute con 1/3 della statistica finale. Il contributo delle sezioni italiane all'analisi dati dell'esperimento si concentra sui canali con pi0 e gamma (LNF), decadimenti D+(s) D0, Dalitz (Mi) e fisica dei barioni (Pv). 25. E-831: relazione del referee. E. Gorini Gorini illustra le proposte di assegnazione per E-831 (in ML). M.E. Pv 10 LNF 12 ------- Tot. 22 Inv. Mi 22.5 1 alpha-station + 1PC Pv 15 1 alpha-station ------- Tot. 37.5 La Commissione approva le proposte del referee. 26. BTeV: stato e prospettive. L. Moroni E' stato sottomesso il PTDR (Preliminary technical design report) che riassume il programma, i goal di fisica ed i risultati dello R&D in corso. FNAL si aspetta il TDR finale nel Maggio 00. Nel frattempo la collaborazione concordera' con il laboratorio i criteri per la valutazione del TDR come, ad esempio, fattibilita' del sistema dei pixel, fattibilita' del trigger sui vertici secondari, confronto con gli altri esperimenti. Questo per poter arrivare ad una decisione finale gia' nel 00. Il gruppo di Milano ha lavorato su tre argomenti: revisione dell'algoritmo di trigger e tuning degli errori, potenziamento del tagging con leptone mediante ricostruzione anche parziale dei vertici di decadimento e primo disegno concettuale di un piano di pixel. I programmi del gruppo, a breve scadenza, comprendono la partecipazione a prove su fascio dei due prototipi di pixel prodotti (6 mesi da Giugno). Inoltre dovra' essere attrezzato un laboratorio a Milano per il test dei prototipi pixel. Infine si pensa di elaborare un algoritmo ottimizzato che consenta di utilizzare un minor numero di piani di pixel. La richiesta del gruppo e' di 20ML di M.E. su E-831/Mi. La Commissione approva. 27. CDF: stato del Tevatron. G. Bellettini Il commissioning del Tevatron collider avra' luogo fra Marzo e Giugno 00. Il run II e' previsto iniziare nell'estate-autunno 00. L'entrata sulla macchina di CDF dovrebbe avvenire nel Marzo 00. Il booster sta funzionando alla massima intensita'. Il Main Injector funziona con una intensita' superiore alle milestone richieste dal DOE. Il Tevatron ha fatto circolare un fascio da 800GeV per circa 1 secondo. Il recicler e' in fase di commissioning, manca ancora la strumentazione per lo stocastic cooling. L'inizio del run a bersaglio fisso e' previsto per meta' Giugno 99 e dovrebbe terminare a meta' Gennaio 00. 28. CDF: stato dell'upgrade di CDF. G. Chiarelli Le parti di CDF che sono state ricostruite o migliorate per preparare l'apparato alla presa dati ad alta luminosita' del run II sono: l'intero sistema di tracciamento, calorimetri plug ed elettronica della parte centrale, sistema di trigger (SVT), parte dell'elettronica (TDC), sistema di identificazione dei muoni. La filatura della COT e' iniziata a febbraio, il rivelatore sara' pronto per l'installazione a meta' Ottobre 99. Il calorimetro centrale avra' la maggior parte dell'elettronica installata durante l'estate. I plug sono stati completamente ricostruiti riutilizzando il ferro esistente. Il completamento dei calorimetri avverra' a Luglio 99. Il contributo italiano al progetto dei TDC consiste nella produzione e nel test a carico dell'INFN di 240 moduli. In Italia sono stati costruiti 5 moduli perfettamente funzionanti, la produzione finale avverra' negli USA. Rimane da finanziare un piccola coda nel 00 (circa 150ML). Il progetto e' sotto controllo sia come tempi che come costi. Il progetto di SVXII vede i gruppi italiani impegnati nel disegno e nella fabbricazione dei rivelatori, delle end-flanges in berillio e degli alimentatori. La Hamamatsu ha quasi completato la consegna dei rivelatori degli strati 0, 1 e 3. La Micron ha consegnato il 25% degli strati 2 e 4. La scala temporale per il completamento dei rivelatori da parte della ditta e' aggressiva e viene seguita con molta attenzione dalla collaborazione. Le end-flanges di berillio sono state consegnate, cosi' come un primo prototipo degli alimentatori fornito dalla CAEN. I chip SVX3D radiation hard stanno dando dei problemi. La produzione sulla linea a 4" e a posto (40% del totale), la produzione sulla linea a 6" viceversa ha dei problemi di resa in via di risoluzione. La produzione degli ibridi e' rallentata dal fatto che circa il 10% dei chip non funziona piu' dopo il taglio. Questo implica un ulteriore lavoro sugli ibridi gia' montati. Il 16% dei rivelatori per ISL sono stati consegnati da Micron. La conclusione della produzione dei rivelatori e' prevista per Febbraio 00. La Hamamatsu ha avuto problemi iniziali di yield, la ditta promette il completamento per Luglio 99. La tempistica della produzione dei rivelatori ISL preoccupa. I jig per l'assemblaggio dei moduli sono costruiti. La produzione dovrebbe iniziare a breve per 1/3 del totale, il resto verra' costruito a partire da autunno 99 al ritmo di 2 ladders al giorno. Lo space frame e' in parte costruito e non costituisce piu' un problema. Un primo piccolo lotto di ibridi e' in fase di montaggio e si sta facendo esperienza sui problemi relativi (perdite di chip SVX3D dopo il taglio). LBL prepara una produzione massiccia ma con una scala di tempi diversa dal previsto. I gruppi italiani potrebbero intervenire se ci fossero dei ritardi. 29. CDF: Muon upgrade. G .Pauletta I rivelatori a scintillazione acquistano una notevole importanza nel run II per distinguere tra i vari bunch crossing e per ridurre il fondo. Tra gli obiettivi del muon upgrade c'e' la necessita' di completare la copertura azimutale dei rivelatori centrali, estendere la copertura dei rivelatori nel trigger di livello 1 fino ad eta=1.5 e ripristinare i rivelatori che hanno subito un degrado. I nuovi scintillatori sono a base di polistirene e vengono prodotti a Kharkov in Ukraina. La raccolta della luce avviene tramite WLS incollate ai lati. Vengono usati fotomoltiplicatori Hamamatsu con base Cockroft-Walton incorporata, mentre una ulteriore amplificazione e la discriminazione avviene in una box situata vicino al fototubo. Il recupero dei contatori che hanno subito un degrado della lunghezza di attenuazione avviene incollando ai lati degli scintillatori delle fibre che convogliano la luce al fototubo senza una particolare attenuazione. La produzione di scintillatore a Kharkov ha subito un fermo a Dicembre 98 a causa della pessima lunghezza d'attenuazione del materiale consegnato. Grazie all'intervento di Dubna si e' potuta ripristinare una qualita' accettabile e la produzione e' ripresa. Al ritmo attuale di consegna si pensa che tutti gli scintillatori prodotti in Ukraina saranno consegnati a FNAL entro meta' Dicembre 99. Altri scintillatori vengono prodotti dalla Bicron ed assemblati in USA. Alcuni contatori sono gia' provati e montati. I nuovi contatori vengono assemblati e provati al ritmo di 4/persona*giorno. Il montaggio su CDF puo' avvenire durante il run a bersaglio fisso o durante il roll-in. La spesa complessiva viene mantenuta nei 750ML previsti. Ci sono degli aumenti di costi che sono pero' stati assorbiti dalla collaborazione. 30. CDF: Upgrade beyond the baseline, relazione dei referee. F. Lacava, L. Moroni, L. Perini Moroni presenta alla Commissione le considerazioni dei referee circa gli upgrade L00 e ToF proposti dalla collaborazione CDF. Gli upgrade servono sostanzialmente per aumentare le potenzialita' di CDF nella fisica del b. Infatti con il L00 si migliora la risoluzione in tempo di un fattore 1.3 e, con il ToF, si puo' effettuare PID e tagging dei K. Questi miglioramenti sono cruciali per la misura del mixing di Bs. In sostanza gli upgrade beyond the baseline porterebbero un indubbio miglioramento nelle prestazioni di CDF in fisica del b aumentando il grado di competitivita' rispetto alle macchine e+e-. Moroni, per discutere gli eventuali limiti del piano proposto, elenca una serie di domande che ha rivolto alla collaborazione e le relative risposte. In conclusione l'opinione dei referee sul piano di upgrade proposto e' che questo ha una notevole portata e presenta un elevato grado di competitivita' e complementarieta' con le macchine e+e-. Inoltre, anche se le sensibilita' prospettate non saranno raggiunte, la proposta costituira' comunque un importante potenziamento dell'apparato CDF. I possibili problemi possono solo essere di natura logistico organizzativa. Dovra' essere ben valutata l'interferenza tra upgrade baseline e beyond e la problematica dell'inserimento del L00 nel trigger. 31. CDF: SVT e Layer00. G. Punzi Punzi descrive l'effetto del L00 nel funzionamento del trigger SVT. Nello scenario peggiore, L00 in CDF ma non in SVT, lo scattering multiplo ed il rate di tracce aumentano leggermente. L'efficienza diminuisce al piu' del 3-6% (relativo). Nel caso migliore, SVT modificato per includere L00, la risoluzione sul parametro d'impatto migliora sensibilmente e diventa abbastanza indipendente dalla coordinata lungo il fascio. Infatti vengono recuperate quelle zone in zeta dove lo scattering multiplo degli ibridi di SVXII degradavano le prestazioni a bassi impulsi. I prerequisiti per indrodurre L00 in SVT sono di avere un allineamento come SVXII ed una geometria e readout compatibili. L00 sostituisce un altro layer ma ha un input a SVT separato tramite una fanout board (XFT). Il costo dell'upgrade di SVT e' di 46K$ per 6 hit finders e interfacce (a carico dell'Universita' di Chicago) e di 50ML per l'upgrade del sistema di fanout (a carico dell'INFN). 32. CDF: il progetto L00. G. Busetto Busetto mostra il progetto del Layer 00. Si tratta di 12 unita' disposte a 1.3 cm e 1.6 cm dal fascio. I rivelatori piu' vicini hanno 128 strip con passo di lettura a 50um, quelli piu' lontani 256 strip sempre a 50um. La copertura lungo l'asse del fascio e' per +-40cm. L'ordine per i sensori si pensa possa essere fatto a Luglio, mentre l'inizio della costruzione si prevede all'inizio del 00. Padova si occupera' del disegno e del bonding dei moduli piu' piccoli. Inoltre si prendera' carico di circa un terzo della parte relativa agli alimentatori. La stima dei costi complessiva e' di 700K$, la parte INFN e' di 40K$ per i sensori piccoli e circa 35K$ per gli alimentatori. Menzione afferma che se CDF viene inserito sulla macchina a fine estate 00 allora L00 puo' entrare nell'esperimento fin dall'inizio. 33. CDF: proposta italiana per il progetto ToF. C. Dionisi Il ToF per CDF consiste in 216 barre di scintillatore lunghe 3 metri poste a 140cm dal fascio tra la COT ed il solenoide. Se il ToF riuscira' a garantire una risoluzione di 100ps si potra' effettuare una separazione pi/K fino a 1.6GeV. Poiche' i fotomoltiplicatori dovranno essere operativi in un campo magnetico di 1.4 T si dovra' ottimizzare il guadagno in funzione dell'alta tensione per ognuno di essi. A causa della lunghezza dei bunch le interazioni avverranno su 2 ns, quindi non esiste uno start comune che deve essere determinato per ciascuna interazione dalle tracce. Inoltre i TDC saranno posti in diversi crate e quindi il clock deve essere distribuito in modo stabile e controllato. Dionisi presenta i risultati di un test su fascio effettuato con barre di scintillatore di 130cm. Nonostante il piccolo numero di tracce per evento si e' determinato il T0 per ogni singolo evento. La risoluzione media e' stata di 220ps. Sono stati individuati alcuni problemi nel setup che possono aver contribuito alla risoluzione per circa 60 ps. Un altro test e' stato fatto utilizzando cosmici. La risoluzione media, utilizzando la lettura da entrambi i lati degli scintillatori, e' risultata essere di 60ps. L'impegno dei gruppi italiani e' concentrato sulla ottimizzazione del guadagno dei fotomoltiplicatori in campo magnetico e sulla distribuzione di un segnale di clock stabile ai TDC. Alla domanda sulla possibile interferenza sulle attivita' di Roma in SVT, Dionisi risponde che le persone interessate a questo progetto si sono aggiunte al gruppo dopo la riunione di Grado dove si erano decisi i compiti del gruppo di Roma nel trigger. 34. CDF: relazione dei referee. F. Lacava, L. Moroni, L. Perini Perini presenta le proposte di assegnazione dei referee (in ML). M.E. Bo 30 LNF 40 Pd 70 Pv 15 Pi 150 Rm1 35 Ts 35 Ud 25 ------- Tot. 400 dei quali 159 da sblocco del sj Il costo totale del ToF e' di 1351K$. La proposta di finanziamento INFN e' la seguente: C.App. Pi 120 HV --> 3 SY527 + 9 moduli A834 (16 canali 3000V, 200uA) 100 Barre di scintillatore Rm1 40 12 board VME per distribuzione clock 40 sistema di monitor per la stabilita' del clock ---- Tot. 300 Si propone di aprire una sigla CDF a Rm. La Commissione, dopo aver discusso gli aspetti scientifici e tecnici del progetto, esprime parere favorevole alla sua approvazione pur riconoscendo le particolari difficolta' tecniche per giungere ad ottenere una risoluzione temporale cosi' spinta nelle reali condizioni di funzionamento. La Commissione propone di approvare la proposta a condizione che le altre agenzie di finanziamento di CDF provvedano a finanziare il resto del progetto. La Commissione approva l'apertura della sigla CDF a Rm1. Per il L00 si propone di finanziare i 72 sensori piu' piccoli (1/3 del totale dei canali) ed 1/3 dei canali di alimentazione: C.App. Pd 75 72 sensori SS, Si 2KOhm*cm <100>, 7 maschere 55 1/3 di 14 moduli per alimentazione L'attivita' a Padova consistera' nel disegno delle maschere, nella microsaldatura dei sensori in coppie, nella saldatura dei moduli al cavo, nel test elettrico dei sensori e moduli e nel test degli alimentatori. La Commissione approva L00 ed i finanziamenti proposti dai referee. Nella riunione di Settembre si invita la collaborazione CDF ad informare la Commissione sulle attivita' su HCAL e sull'analisi dei dati del run 1. 35. Stato del progetto LHCb. C. Matteuzzi Il TDR per il magnete dell'esperimento dovrebbe essere presentato a Dicembre 99. Da quest'anno dovrebbero iniziare i pagamenti per i fondi comuni dell'esperimento. Il TDR del Rich sara' presentato a Giugno 00, quello per il sistema dei muoni a Gennaio 01 ed infine quello per il trigger a Gennaio 02. Alla collaborazione italiana LHCb dovrebbero aggiungersi nei prossimi mesi le sezioni di Firenze e di Ferrara. Le attivita' comprendono le camere a muoni, il Rich, ed il trigger calorimetrico. Mandelli afferma che dall'RRB non ci sono novita'. L'INFN non e' ancora pronto a firmare il IMoU mentre le altre agenzie sono d'accordo. C'e' insoddisfazione sulla convergenza dei gruppi che la Commissione aveva sollecitato a Settembre. Questo e' fondamentale per arrivare ad una proposta sul tetto di spesa da assegnare all'esperimento. Inoltre non c'e' una certificazione delle risorse tecniche delle singole sezioni. Viene richiesto un documento, concordato con la collaborazione, per arrivare ad una proposta di finaziamento. Inoltre i direttori delle sezioni interessate devono fornire una lettera per le risorse tecniche. 36. LHCb: relazione dei referee. G. D'agostini, E. Menichetti, G. Tonelli Menichetti presenta le proposte di finanziamento dei referee (in ML). Cons. Rm1 10 secondo prototipo TGC Rm2 7 2 multianodo per profilo del fascio Mi 3 software per studio schermature fotomoltiplicatore 30 common funds ---- Tot. 50 Inv. Rm1 12 ADC + TDC sistema di test (sblocco sj) 22 oscilloscopio Rm2 16 2 ADC sistema di test 3.5 HV Mi 12 3 PC per la sede di Milano 2 Ge 8 2 schede di acquisizione per prove chip Ca 5 interfaccio VME per sistema acquisizione ------- Tot. 78.5 M.I. Ca 5 Mi 3 ------- Tot. 8 M.E. Bo 5 Ca 7 Ge 3 Mi 10 Rm1 30 Rm2 18 ------ Tot. 73 La Commissione approva le proposte dei referee. 37. Varie Dosselli presenta la seguente proposta di incremento dei fondi per materiale inventariabile per le dotazioni di gruppo. Inv. Ba 15 Bo 15 Ca 3 Cs 7 Ct 9 Fe 5 Fi 15 Ge 13 Le 15 LNF 17 Mi 18 Na 12 Pd 17 Pg 7 Pi 20 Pv 13 Rm 15 Rm2 9 Rm3 9 Sa 7 To 18 Ts 13 Ud 7 -------- Tot. 279 Inoltre vengono proposte le seguenti assegnazioni aggiuntive per missioni su dotazioni. M.E. Fi 5 Presidente M.I. To 10 Referee esterni alla Commissione Non viene per il momento accolta la richiesta di M.E. del gruppo Compass Torino. La decisione verra' presa al momento dello sblocco del sj di Compass.