ITALIANA A CAPO DEL CELLS-ALBA IN SPAGNA

Caterina Biscari, fisica dei Laboratori di Frascati dell’INFN, andrà a dirigere il Laboratorio di luce di sincrotrone CELLS-ALBA di Barcellona, l’unico della Spagna e tra le più importanti infrastrutture di ricerca del paese. Dall’inizio del 2012 sono già due le ricercatrici Infn chiamate a ricoprire prestigiosi incarichi dirigenziali all’estero. Lo scorso febbraio, infatti, il Jefferson Lab negli Usa scelse Patrizia Rossi come nuovo direttore per il suo dipartimento di fisica. Biscari è un esperto riconosciuto a livello internazionale di acceleratori di particelle per la ricerca scientifica e per le applicazioni mediche e ha lavorato al CERN di Ginevra e al CNAO di Pavia per cui l'INFN il cui acceleratore è stato progettato e realizzato dall’INFN. (e.c.)

Il sito web del laboratorio CELLS-ALBA - http://www.cells.es/

LETTERA SCIENZIATI ITALIANI DEL CERN E CHICAGO A NAPOLITANO

Un gruppo di fisici italiani del CERN, tra cui Bertolucci (direttore della ricerca e information technology) e i portavoce dei principali esperimenti, come Gianotti (ATLAS) e Tonelli (CMS), ha mandato una lettera al Capo dello Stato per chiedergli di “farsi portavoce presso il Governo in favore di una diversa considerazione delle misure nei confronti degli Enti di Ricerca, e in particolare dell’INFN, pur nel necessario rispetto del rigore e del richiamo a un uso oculato delle risorse pubbliche”.

La lettera sottolinea come i tagli che interessano l’INFN “riducono di molto la capacità dell’Ente di proseguire a livello adeguato le prestigiose e impegnative ricerche in ambito nazionale e internazionale, che sempre più spesso vedono i ricercatori italiani in prima fila”.

Alla lettera del CERN e alla preoccupazione espressa dai colleghi si sono associati anche gli ex-spokesperson italiani di CDF dal Fermilab di Chicago, osservando che “con questi tagli si metterebbe in seria difficoltà una punta di eccellenza dell'Italia nel campo della scienza con grave danno per il tessuto culturale, scientifico e tecnologico del nostro Paese”.

SIMPOSIO ITALIA-CINA PER LO STUDIO DEI GHIACCIAI

Far nascere nuove collaborazioni fra Italia e Cina per studiare i ghiacciai delle aree alpine, himalayane e antartiche, evidenziare le componenti di rischio glaciologico, comprendere l’evoluzione climatica degli ultimi secoli attraverso carotaggi e modellarne il comportamento alla luce dei cambiamenti climatici.

E’ l’obiettivo del simposio bilaterale Italia-Cina del 9 e 10 luglio a Pechino. Il simposio, che si tiene presso l’Istituto Italiano di Cultura ha come titolo “Dai ghiacciai al clima: prospettive euro-asiatiche nelle scienze criosferiche”.

L’incontro è organizzato dall'Ufficio Scientifico dell'Ambasciata Italiana a Pechino, dall’Università di Milano Bicocca e dall’INFN sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e dell'Accademia dei Lincei.

La convenzione tra l'Università degli Studi di Milano Bicocca e l'Accademia Cinese delle Scienze, firmata all’interno del simposio, vuole favorire lo scambio di studenti e ricercatori, la partecipazione a progetti internazionali e lo svolgimento di ricerche comuni nelle Alpi e nell’Himalaya, quali la difesa dei ghiacciai come risorse di acqua dolce, aspetto di fondamentale importanza per i due paesi.

All’incontro partecipano ricercatori impegnati nello studio dei ghiacciai delle medie latitudini e delle aree polari. La delegazione italiana è composta da ricercatori dell’Università di Milano Bicocca, dell’INFN, dell’ENEA, dell’Università di Trieste, dell’Università di Pisa, del Comitato Glaciologico Italiano e della Commissione Scientifica Nazionale dell’Antartide.

Il Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) Fernando Ferroni ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la seguente lettera in merito ai tagli subiti dall'Istituto nell'ambito della Spending Review.


Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano 


Signor Presidente,

Mi rivolgo a Lei perché ci ha dato l'enorme gioia di inviare ai fisici italiani del CERN un plauso per il successo nella ricerca del bosone di Higgs.
Nel Suo messaggio Lei sottolineava il rilievo internazionale della fisica italiana e il suo prestigio nel mondo. Mi permetto di aggiungere che proprio questo prestigio ha fatto sì che commesse per centinaia di milioni di euro siano arrivate alle Pmi italiane ad alta tecnologia nel corso della costruzione dell’acceleratore di particelle di Ginevra.
Ora, con una scelta non discussa né preannunciata nel decreto sulla Spending Review, non solo il prestigio, ma la capacità stessa di stare al passo con la ricerca internazionale in fisica e di avere un futuro per la fisica italiana, vengono gravemente compromessi. Il taglio previsto per gli enti di ricerca grava infatti in modo particolare sull’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che si trova a rinunciare da solo alla stessa cifra – o quasi – di quel che tutti gli altri enti di ricerca messi assieme debbono subire in termini di riduzione del contributo statale. Non troviamo coerenza logica in questo taglio e non vediamo come esso si coniughi con il tentativo, che pure il Governo fa, per non attuare tagli lineari ma valorizzare le parti produttive della spesa pubblica.
Tutto l’INFN è d’accordo con la necessità di partecipare ai sacrifici imposti da una Spending Review attenta alla qualità e all’eccellenza della spesa pubblica, ma questo provvedimento mostra una logica del tutto opposta. Si penalizza la qualità e l’eccellenza, distruggendo la nostra possibilità, come Paese, di partecipare ai grandi progetti internazionali di ricerca e di ottenerne, come nel caso del CERN di Ginevra, la leadership. Ricostruire questa posizione costata decenni di lavoro e di visione strategica, potrebbe essere impossibile per il Paese nel medio-lungo periodo.
Se l’Italia vuole uscire dalla crisi con una visione di lungo periodo, la scienza non può essere letta esclusivamente come un problema contabile. Anche perché le risorse tagliate sono, in termini assoluti, molto piccole, ma in termini di possibilità di operare, devastanti.

Voglia gradire, Signor Presidente, l’espressione della mia più alta considerazione e fiducia.
Fernando Ferroni

SIMPOSIO ITALIA-CINA PER STUDIO DEI GHIACCIAI

Far nascere nuove collaborazioni fra Italia e Cina per studiare i ghiacciai delle aree alpine, himalayane e antartiche, evidenziare le componenti di rischio glaciologico, comprendere l’evoluzione climatica degli ultimi secoli attraverso carotaggi e modellarne il comportamento alla luce dei cambiamenti climatici. E’ l’obiettivo del simposio bilaterale Italia-Cina del 9 e 10 luglio a Pechino. Il simposio, che si tiene presso l’Istituto Italiano di Cultura ha come titolo “Dai ghiacciai al clima: prospettive euro-asiatiche nelle scienze criosferiche”. L’incontro è organizzato dall'Ufficio Scientifico dell'Ambasciata Italiana a Pechino, dall’Università di Milano Bicocca e dall’INFN sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e dell'Accademia dei Lincei. La convenzione tra l'Università degli Studi di Milano Bicocca e l'Accademia Cinese delle Scienze, firmata all’interno del simposio, vuole favorire lo scambio di studenti e ricercatori, la partecipazione a progetti internazionali e lo svolgimento di ricerche comuni nelle Alpi e nell’Himalaya, quali la difesa dei ghiacciai come risorse di acqua dolce, aspetto di fondamentale importanza per i due paesi. All’incontro partecipano ricercatori impegnati nello studio dei ghiacciai delle medie latitudini e delle aree polari. La delegazione italiana è composta da ricercatori dell’Università di Milano Bicocca, dell’INFN, dell’ENEA, dell’Università di Trieste, dell’Università di Pisa, del Comitato Glaciologico Italiano e della Commissione Scientifica Nazionale dell’Antartide.


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