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Last Updated on Wednesday, 15 May 2013
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La collina di Arcetri (Firenze), luogo storico della fisica e dell’astronomia italiane, è diventata sito storico della European Physical Society (EPS). Il riconoscimento sarà conferito il prossimo 17 maggio nell’ambito dell’iniziativa “EPS historic site". Arcetri è un luogo di grande importanza per la storia della fisica in Italia, per i luoghi e le persone che negli anni lo hanno animato. Negli anni venti sorgeva infatti ad Arcetri l’Istituto di Fisica, fondato da Antonio Garbasso, dove hanno insegnato Fermi, Occhialini, Rossi, Bernardini, Rasetti, Racah e altri padri della fisica delle particelle. Galilei vi ha trascorso gli ultimi dieci anni di vita e a lui è intitolato il Galileo Galilei Institute (INFN e Università di Firenze) che, insieme all’Istituto Nazionale di Ottica e all’Osservatorio Astronomico, mantengono viva la tradizione scientifica di questo luogo. La cerimonia del 17 maggio sarà inoltre l’occasione per presentare la nuova rivista “Il Colle di Galileo” realizzata con la collaborazione di CNR, INAF e INFN ed edita da Firenze University Press.
Per saperne di più:
Iniziativa EPS Historic Site
Rivista “Il Colle di Galileo”
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Last Updated on Monday, 13 May 2013
Il telescopio spaziale Fermi ha intercettato un lampo gamma super potente e molto vicino, facendo scattare l’allerta tra gli astrofisici di tutto il mondo. Questa potentissima esplosione cosmica è stata osservata, infatti, da Fermi a circa 3 miliardi e mezzo di anni, una distanza inusualmente “vicina” per fenomeni di questo tipo, generalmente osservati a distanze fino a 13 miliardi di anni luce. Ad intercettare l’inaspettato lampo gamma è stato lo strumento LAT ( Large Area Telescope), cuore del rivelatore di fotoni di altissima energia di Fermi, costruito in Italia dagli scienziati dell’INFN.Il satellite Fermi, lanciato in orbita l’11 giugno 2008, è una missione della NASA realizzata anche grazie all’importante contributo italiano: team scientifici italiani hanno, infatti, costruito parti fondamentali dei rivelatori a bordo del satellite e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha coordinato e co-finanziato il contributo nazionale all’esperimento e contribuisce a distribuirne i dati tramite l'ASDC.
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Last Updated on Monday, 01 July 2013
L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha firmato una lettera di intenti con l’Accademia Cinese delle Scienze e l’Università di Ginevra per mettere a disposizione le proprie competenze nella costruzione del futuro “cacciatore di materia oscura” che la Cina lancerà nello spazio tra uno o due anni . La prima missione spaziale cinese nel settore delle astro particelle si chiama DAMPE sarà seguito fra qualche anno da un altro "cacciatore di materia oscura" (HERD) che verrà installato nella futura stazione spaziale cinese. DAMPE avrà nel suo cuore un rivelatore, un tracciatore al silicio dello steso tipo di quello che l'INFN (Sezione di Perugia), in collaborazione con l' Università di Ginevra ha sviluppato per l' esperimento AMS in funzione sulla Stazione Spaziale Internazionale da due anni. L’INFN parteciperà con lo sviluppo della simulazione e l’ottimizzazione del rivelatore e alla successiva analisi dei dati scientifici. L’istituto italiano si occuperà anche dei relativi test di qualifica spaziale presso il laboratorio SERMS di Terni. La Cina ha di recente approvato un piano decennale di missioni spaziali dedicate a settori che vanno dall' osservazione della terra, allo studio delle sorgenti di raggi X, dalla crittografia quantistica alla ricerca della materia oscura.
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Last Updated on Monday, 13 May 2013
Il 7 maggio la Sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), celebra i suoi cinquanta anni di attività. La celebrazione si tiene presso la Sala Azzurra del Complesso Universitario di Monte S. Angelo, in via Cintia, dalle ore 10 alle 17. La giornata sarà aperta dal direttore della sezione, Giovanni La Rana. Sarà presente l’Assessore Guido Trombetti, Il Rettore dell’Università di Napoli Federico II Massimo Marrelli e il Direttore del Dipartimento di Fisica Pasqualino Maddalena. L’evento sarà concluso dal Presidente dell’INFN, Fernando Ferroni. Dalla sua nascita, più di mille giovani sono stati formati nell’ambito dei gruppi di ricerca della Sezione dell’INFN e del gruppo collegato di Salerno. La giornata celebrativa si propone di ripercorrere le tappe importanti della storia della Sezione, guardando al contempo alle sue prospettive. Nel 1957 Eduardo Caianiello, che l’anno prima aveva vinto la cattedra di Fisica Teorica presso l’Università di Napoli, sottoponeva al Comitato Nazionale Ricerche Nucleari una richiesta di finanziamento per l’istituzione di una Scuola di Perfezionamento in Fisica Teorica e Nucleare, e al Consiglio Direttivo dell'INFN una proposta per la costituzione, a Napoli, di un gruppo aggregato, "allo scopo di sviluppare la ricerca scientifica nel campo della fisica teorica e di iniziare alla ricerca stessa giovani elementi che mostrino particolari attitudini". Dietro l’iniziativa di Caianiello, nasceva alla fine del 1957 la Sottosezione INFN di Napoli, traendo origine dalla Scuola di Perfezionamento in Fisica Teorica e Nucleare, costituitasi poco prima. Studi di spettroscopia nucleare hanno costituito l’inizio dell’attività sperimentale dei gruppi della Sottosezione, che ha visto crescere le attività ed il numero di afferenti, fino a diventare Sezione nel 1963, avendo come primo Direttore Ettore Pancini. Dalla sua nascita,la Sezione INFN di Napoli ha assunto negli anni un ruolo;di crescente rilievo nell’ambito della ricerca scientifica e tecnologica portata avanti dall’INFN a livello nazionale ed internazionale, nonché nella formazione dei giovani, vedendo crescere parimenti il suo impatto sul territorio nell’ambito del trasferimento tecnologico e della diffusione della cultura scientifica. Oggi la Sezione di Napoli può contare su 62 unità di personale, composte da 28 ricercatori, 6 tecnologi, 7 amministrativi e 21 tecnici a cui vanno aggiunti 7 dipendenti a tempo determinato. Il numero di associati alla ricerca, comprensivo del gruppo di Salerno, è arrivato a circa 250 persone.
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Last Updated on Wednesday, 24 April 2013
Lo specchio dell’Universo rivela una nuova imperfezione. Alcune particelle gemelle si sono scomposte in forme diverse, mentre avrebbero dovuto mantenere la propria uguaglianza anche in questa trasformazione. Il fenomeno è stato osservato da un gruppo di scienziati, con una vasta partecipazione di fisici dell’INFN, all’esperimento LHCb dell’acceleratore di particelle Large Hadron Collider al CERN di Ginevra, diretto da Pierluigi Campana. Lo studio, che viene pubblicato su Physics Review Letter, ha osservato questo comportamento in un tipo di particelle chiamato mesoni Bs, composti da un cosiddetto quark “bello” (beauty) e da un quark “strano” (strange). Per la prima volta, l’esperimento LHCb è stato in grado di osservare una differenza - un’asimmetria di comportamento - tra i decadimenti dei mesoni Bs e delle loro particelle gemelle (ma con cariche opposte) di antimateria, i mesoni anti-Bs. grazie alle collisioni che si realizzano all’interno di un acceleratore di particelle, qual è LHC, oggi i fisici sono in grado di produrre quotidianamente migliaia di miliardi di particelle di antimateria. E possono studiare con precisione il loro comportamento, confrontandolo con quello delle gemelle di materia. Se particelle e antiparticelle avessero proprietà esattamente speculari --- nel gergo tecnico dei fisici: se la simmetria CP fosse esattamente conservata --- non vi sarebbe motivazione apparente per giustificare la scomparsa dell’antimateria dall’Universo. Senonché negli esperimenti si osservano piccole asimmetrie di comportamento tra materia e antimateria.Ricostruendo un campione di circa 1065 decadimenti di questi mesoni, LHCb ha rivelato che in 676 casi i mesoni anti-Bs scompaiono (in gergo tecnico “decadono”) producendo una coppia di mesoni K e pioni, rispettivamente carichi positivamente e negativamente. Ci si aspettava che i mesoni Bs di materia ordinaria producessero anche loro un numero uguale di decadimenti identici (con cariche invertite). Invece è accaduto solo in 389 casi. Una bella differenza. “L’entità di questa asimmetria di comportamento è molto grande – spiega Vincenzo Vagnoni dell’INFN di Bologna e uno dei firmatari dell’articolo - e la misura effettuata da LHCb apre un nuovo settore d’indagine che potrà portare, con l’aumento della precisione statistica, una migliore comprensione dei fenomeni alla base della violazione della simmetria CP, e possibilmente alla scoperta di nuovi effetti che possano finalmente spiegare il mistero della scomparsa di antimateria dal nostro Universo”. Cliccare QUI per vedere una breve intervista di Pierluigi Campana, spokesperson di LHCb, al sito del CERN.
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