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Last Updated on Friday, 23 August 2013
Dopo cinque anni di missione, la NASA ha ufficialmente annunciato l’inizio della “extended mission” per FERMI e ha celebrato con un filmato i successi del satellite internazionale , il rivelatore di raggi cosmici, in particolare di raggi gamma, lanciato nel giugno 2008. Fermi è una missione della NASA, alla quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Dall’11 agosto scorso il satellite è entrato in una nuova fase della sua missione, dedicandosi a uno studio più approfondito del cosmo alle altissime energie. Fermi utilizza l' universo come un gigantesco laboratorio per lo studio della fisica delle alte energie : la gara dei fotoni di energie diverse che attraversano assieme l'universo permette di studiare la struttura dello spazio tempo su grandi scale, lo studio del flusso residuo dei raggi gamma fornisce informazioni sull'abbondanza di materia oscura, lo spettro della luce emessa da alcuni resti di supernova ci permette di capire come vengono accelerati i raggi cosmici. Un universo, quello di Fermi, pieno di oggetti strani, come i tenui giganteschi lobi che si estendono sull'asse della nostra galassia o le esplosioni immani che di tanto in tanto emettono più luce. Il cuore di Fermi è basato sulla tecnologia italiana sviluppata dall' INFN per gli acceleratori di particelle e portata con successo dai ricercatori italiani al di fuori dell' atmosfera per studiare materia ed energia in condizioni non riproducibili sulla terra.
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Last Updated on Wednesday, 21 August 2013
Il 22 agosto 1913 nasceva, a Marina di Pisa, Bruno Pontecorvo, un grande fisico italiano, il padre riconosciuto della fisica del neutrino. Alla sua figura saranno dedicati due convegni, uno a Roma , in aula magna all’Università La Sapienza, l’11 e il 12 settembre organizzato da INFN, le tre università di Roma, GSSI, SIF, SISSA, CNR, ASI . Vi parteciperanno, tra gli altri, il premio Nobel Jack Steinberger, l’ex presidente dell’INFN, del CNR e ex direttore generale del CERN, Luciano Maiani, il direttore della ricerca del CERN Sergio Bertolucci, Carlo Rubbia e la presidente della Società Europea di Fisica Luisa Cifarelli. La seconda conferenza si terrà a Pisa dal 18 al 20 settembre all’Università di Pisa. Vi parteciperanno, tra gli altri, il presidente dell’INFN Fernando Ferroni, Ettore Fiorini (premio Pontecorvo a Dubna), l’ex direttore dei Laboratori del Gran Sasso Lucia Votano. Pontecorvo verrà ricordato anche al congresso della Società italiana di fisica che si terrà a Trieste dal 23 settembre. Ferroni ricorda così Bruno Pontecorvo: “un cittadino del mondo con una laurea e una formazione scientifica in Italia : Normale di Pisa e quindi con Fermi a Roma, il più giovane, il cucciolo dei ragazzi di via Panisperna. Poi in Francia con Joliot all’istituto del Radio, negli Stati Uniti dove si occupa di ricerca di petrolio con tecniche di carotaggio neutronico, in Canada dove partecipa alla messa in opera di un reattore nucleare a acqua pesante, in Inghilterra (dove diviene cittadino inglese ) e poi l’Unione Sovietica , il punto oscuro di questo peregrinare”. Ferroni ricorda le sue intuizioni folgoranti: “suggerisce l’idea dell’universalità delle interazioni deboli, si interessa di neutrini e di metodi radiochimici per la loro rivelazione, suggerendo il metodo basato sulla trasmutazione di Cloro in Argon con emissione di un elettrone. Concepisce l'idea che il neutrino associato ai mesoni mu sia diverso da quello elettronico. Ha una intuizione del fenomeno delle oscillazioni sia pure in forma diversa da come poi sono state osservate. Fosse vissuto in occidente avrebbe partecipato e probabilmente diretto i due esperimenti che poi valsero il premio Nobel agli autori. Nel paese dove aveva scelto di vivere questo non era possibile”.
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Last Updated on Tuesday, 06 August 2013
L’esperimento Km3net che si trova a largo della Sicilia ha catturato i segnali del passaggio dei capodogli in mare aperto. A “spiare” questi cetacei è il più grande e più profondo apparato di ascolto sottomarino cablato del Mediterraneo. I sensori acustici sono infatti “ospitati” su una torre che si alza dal fondale per 450 metri, il primo passo di una distesa di torri che, col progetto internazionale Km3Net di cui l’INFN è parte determinante, cattureranno i neutrini in viaggio dal centro della galassia. Nel marzo del 2013, 14 sensori acustici sono stati installati su una torre che è stata calata a 80 km a sud est di Capo Passero, in Sicilia, a 3500 metri di profondità nello Ionio meridionale. Grazie al progetto MIUR-Futuro in ricerca SMO che coinvolge l’INFN (in primo luogo i Laboratori Nazionali del Sud a Catania), l’INGV, le Università di Roma Sapienza e Roma 3, e di Pavia, Messina e Catania,i sensori acustici che ascoltano le “voci” dei grandi cetacei registrando cinque minuti ogni ora. Ciò consentirà agli scienziati di proteggere questi straordinari cetacei dai rischi dovuti all’attività marittima dell’uomo, calcolando le rotte di collisione con le navi e il grado di inquinamento acustico.
Per vedere l'infografica INFN cliccare qui
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Last Updated on Monday, 12 August 2013
È stato firmato dall'assessore al Lavoro della Regione Abruzzo, e dal direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN, un protocollo d’intesa che prevede lo stanziamento di 1,4 milioni di euro a favore dei LNGS. Il finanziamento attinge alle risorse del Piano Operativo che sostiene il progetto “Sistema, Sapere Crescita”, con l’obiettivo di favorire la crescita economica e sociale del territorio abruzzese. INFN e Regione Abruzzo collaborano proficuamente ormai dal 2006: “la capacità dei Laboratori del Gran Sasso di integrarsi negli anni nel territorio ha contribuito a farli divenire un punto di forza dell’offerta di alta formazione per i giovani e per il mondo produttivo”, sottolinea l'assessore Paolo Gatti. E “le caratteristiche peculiari dell’INFN, e in particolare dei Laboratori del Gran Sasso, – spiega il direttore Stefano Ragazzi – rendono unico l’approccio formativo e le innovazioni intrinseche che pongono sempre al centro la persona”. "E' una prova della capacità dei Laboratori del Gran Sasso di mantenere e sviluppare il suo ruolo di infrastruttura di eccellenza", ha commentato il presidente dell'INFN Fernando Ferroni
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Last Updated on Thursday, 01 August 2013
Promosso a pieni voti dall’ Unione Europea il progetto EMI (European Middleware Initiative), il progetto europeo che ha sviluppato e mantenuto le componenti essenziali della Grid. Cioè della più estesa infrastruttura di calcolo esistente al mondo. Un comitato di revisori ha infatti giudicato i risultati raggiunti “di qualità eccellente”, rilevando come tutti gli obiettivi siano stati centrati nei tempi prefissati e senza sforare il budget a disposizione. Nel progetto, che si è concluso nella primavera di quest’anno, ha avuto un ruolo di importanza fondamentale l’INFN, con i gruppi del CNAF di Bologna e le sezioni di Padova, Torino, e Catania. Il progetto EMI ha continuato le attività di sviluppo del middleware di Grid, cioè delle attività che permettono a diversi computer, nonostante la loro diversità e lontananza fisica, di lavorare in gruppo con potenzialità di calcolo elevatissime. In particolare si è puntato a unificare le maggiori distribuzioni del middleware Grid usate per il calcolo degli esperimenti LHC e di altre comunità scientifiche, e di mantenerlo, migliorarlo e fornirne supporto. Proprio la fluidità con cui è stata elaborata l’enorme quantità di dati prodotti dalle collisioni tra protoni in LHC, ha permesso di arrivare rapidamente alla scoperta del bosone di Higgs, annunciata a Ginevra nel luglio 2012. E questo è senza dubbio un merito che va anche ai protagonisti del progetto EMI.
Guarda il video del progetto EMI
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