CINQUE ITALIANI VINCONO IL PREMIO FERMI






mosaico4Sono i cinque spokesperson italiani degli esperimenti di LHC i vincitori del prestigioso Premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica (SIF) per il 2013 per la fisica sperimentale delle particelle elementari. I vincitori sono: Pierluigi Campana (Infn Laboratori Nazionali di Frascati), Simone Giani (Cern), Fabiola Gianotti (Cern), Paolo Giubellino (Infn Torino) E Guido Tonelli (Università di Pisa e Infn Pisa), per gli importanti risultati che i cinque esperimenti – LHCb, TOTEM, ATLAS, ALICE, CMS – hanno ottenuto in grandi collaborazioni internazionali al collisore LHC del CERN durante il primo periodo di presa dati sotto l'efficace guida dei vincitori nella loro qualità di responsabili d'esperimento.

GIUBELLINO CONFERMATO ALLA GUIDA DI ALICE (LHC)

alice2Paolo Giubellino, direttore di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nazionale, 53 anni, è stato confermato per altri tre anni spokeperson (cioè coordinatore internazionale) dell’esperimento ALICE dell’acceleratore di particelle LHC di Ginevra. La sua candidatura ha raccolto una maggioranza superiore ai due terzi necessari. Paolo Giubellino è stato fra i fondatori dell’esperimento ALICE, nel 1989. Nel marzo 2010 è stato eletto responsabile dell’esperimento, che conta oltre 1000 fisici di 115 istituti di ricerca di 34 nazioni. Si è dedicato allo sviluppo di tecnologie per la rivelazione di particelle elementari, soprattutto in funzione dei suoi esperimenti in fisica fondamentale ma anche per applicazioni in medicina. Fa parte, dal 2000, dell’Instrumentation Panel dell’ICFA, l’organizzazione che raggruppa a livello mondiale i laboratori di fisica delle Alte Energie.

IL MODELLO STANDARD PASSA UN ALTRO ESAME

Il Modello Standard delle particelle ha passato a pieni voti un altro esame. Il CERN ha annunciato che, alla Conferenza della Società Europea di Fisica (EPS), LHCb e CMS, due esperimenti dell'acceleratore LHC, hanno presentato un importante risultato: la scoperta di un decadimento molto raro del mesone Bs (composto da un quark “beauty” e un quark “strange”) predetto dal Modello Standard della fisica delle particelle elementari. Il risultato è stato ottenuto anche grazie al contributo fondamentale dei fisici dell’INFN. Con l’analisi completa dei dati raccolti nel 2011 e 2012, CMS ed LHCb hanno confermato in modo certo (tecnicamente si dice con una significatività rispettivamente, di 4.3 e 4.0 deviazioni standard) l’esistenza del decadimento del mesone Bs in due muoni (particelle simili all’elettrone ma 200 volte più pesanti) come predetto dal Modello Standard.

VISTO NUOVO TIPO DI OSCILLAZIONE DEL NEUTRINO

La collaborazione internazionale T2K ha confermato, in via definitiva, di aver osservato l’oscillazione del neutrino muonico in neutrino elettronico. Si tratta di un esperimento simile a quello che vede il CERN inviare fasci di neutrini verso i laboratori del gran Sasso: in questo caso i neutrini vengono inviati dal Japan Proton Accelerator Research Complex di Tokai (Giappone) a 295 km di distanza fino al rivelatore Super Kamiokande, sotto il monte Kamioka. I risultati dell’esperimento sono stati presentati alla Conferenza della European Physical Society che si tiene a Stoccolma dal 18 al 24 luglio (http://eps-hep2013.eu) Nel 2011 la collaborazione aveva per prima dato indicazioni sull’esistenza di questo processo. Adesso con 3,5 volte più dati questa trasformazione viene definitivamente provata. Antonio Masiero, vicepresidente dell’INFN ha commentato così “Il risultato di T2K è di grande rilevanza per due aspetti. Da una parte, è la prima volta che abbiamo una chiara evidenza sperimentale che, durante un viaggio di qualche centinaio di chilometri, in un fascio composto solo da neutrini di tipo muonico compaiono dei neutrini di tipo elettronico; dall’altra, il risultato di T2K offre promettenti prospettive per la scoperta, in un giorno non troppo lontano, di un affascinante fenomeno mai visto sinora nel mondo dei neutrini, la cosiddetta violazione della simmetria CP. Quest’ultima potrebbe essere la causa ultima della prevalenza della materia sull’antimateria nei primissimi istanti dell’Universo dopo il Big Bang. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) è presente con una decina di fisici in T2K. La componente italiana, anche se numericamente modesta, ha dato un contributo rilevante all’esperimento nella costruzione di uno dei due rivelatori. Tra l’altro i nostri fisici hanno pensato di riutilizzare per T2K lo storico magnete UA1 di cui aveva fatto uso Carlo Rubbia nel suo esperimento al CERN che condusse alla scoperta del bosone W e gli valse il premio Nobel nel 1984. È una continuità simbolica che riafferma il costante ruolo di primo piano della fisica italiana e dell’INFN a livello internazionale nel campo di ricerca delle particelle e forze fondamentali della Natura. Sul sito ScienzaPerTutti un approfondimento del risultato raggiunto.

UN SUCCESSO I BANDI AL GSSI

logogssi ombraE’ andata ben oltre l’atteso la risposta al bando per i dottorati di ricerca del GSSI, il Gran Sasso Science Institute, la scuola internazionale di studi avanzati finanziata dal governo italiano e dalla Regione Abruzzo e istituita dall’INFN in collaborazione con la SISSA di Trieste, Sant’Anna di Pisa e IMT di Lucca. Su un totale di una quarantina di borse di dottorato sono state presentate infatti 552 domande di giovani provenienti da tutti i continenti e da 63 Paesi. “Questo risultato va oltre le nostre aspettative e ci riempie di soddisfazione. – ha commentato il direttore del GSSI, Eugenio Coccia - La nostra offerta culturale interdisciplinare è stata trovata attraente da 552 giovani laureati di tutti i continenti. Circa metà delle domande viene dall'estero. Il fatto che tanti giovani di talento aspirino a studiare e formarsi nel nostro nuovo istituto a L'Aquila è un segno straordinariamente positivo per la città e per il sistema di alta formazione in Italia”. Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha espresso la sua soddisfazione e si è congratulato con il direttore del GSSI. In queste settimane verranno definite le liste di ammissione ai colloqui. Le attività didattiche – che si svolgeranno in inglese - inizieranno il 1 novembre prossimo.




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