IL PIANO DI SVILUPPO DELL'INFN

L'INFN ha presentato a Torino il suo Piano Triennale 2013-15, cioè le linee per lo sviluppo dell'Istituto nei prossimi tre anni. La presentazione del Piano avviene in un momento complesso per l'INFN, ma anche ricco di prospettive. Da un lato infatti le restrizioni sul turn over dovute alle norme nazionali, modificano le prospettive di sviluppo. Dall'altro, la ricerca di base, al centro dell'iniziativa dell'INFN, si sta sviluppando in nuove collaborazioni internazionali e in progetti sulle frontiere della nuova fisica e dei neutrini. Inoltre, si è scelto di moltiplicare gli sforzi per concepire e trasferire le nuove tecnologie che nascono dalla costruzione degli esperimenti. Uno  sforzo in linea con i progetti europei e la prospettiva di Horizon 2020 e che prevede la collaborazione con altri enti di ricerca, enti locali e industrie. L'incontro di Torino apre il 18 giugno con la relazione del presidente Fernando Ferroni e si conclude il 19 giugno con la discussione finale.

Per i dettagli delle due giornate collegarsi a questo sito: http://www.presid.infn.it/gpt1315.html

Piano Triennale INFN 2012-2014

DA BABAR POSSIBILI SEGNALI DI NUOVA FISICA

La collaborazione dell’esperimento BaBar a SLAC ha annunciato ieri nuovi risultati che aprirebbero una falla nel Modello Standard. Alcuni decadimenti dei mesoni B in uno stato finale contenente un tau (una delle tre particelle della famiglia dei leptoni insieme a muoni e elettroni) sarebbero molto più frequenti di quanto previsto dal Modello Standard, la teoria con cui i fisici descrivono l’Universo alla scala subatomica. La misura effettuata ha un livello di significatività di 3,4 deviazioni standard.  Ovvero  da un punto di vista sperimentale non è ancora possibile escludere la probabilità che i risultati siano dovuti a una fluttuazione statistica, sebbene questa probabilità sia inferiore allo 0,1%.

“Il modello Standard ha dimostrato fino ad oggi di essere la teoria che descrive il mondo subatomico nel modo più completo e preciso. Trovare delle falle nelle sue previsioni – spiega Roberto Calabrese, responsabile INFN per l’esperimento BaBar- significa in realtà avere l’opportunità di accedere a un nuovo livello di fisica fondamentale e avanzare la frontiera delle nostre conoscenze.” E’ per questo che da oltre venti anni nella fisica delle particelle è partita la corsa alla cosiddetta nuova fisica. E il risultato di Babar, se confermato da un campione di dati statisticamente più significativo, darebbe un segnale molto importante in questa direzione. “Purtroppo i dati che abbiamo a disposizione – continua Calabrese – non ci consentono un’accuratezza statistica maggiore. Guardiamo però con attenzione all’analisi di dati analoghi, che è in corso da parte dell’esperimento Belle in Giappone. E poi con l’acceleratore SuperB – la cui costruzione è prevista nel campus di Tor Vergata nei prossimi anni – potremmo dare una risposta definitiva a questo tipo di domande.” Il risultato di Babar,se confermato, darebbe anche indicazioni su alcuni modelli che descrivono le proprietà del bosone di Higgs, la cui ricerca continua ad LHC.

La collaborazione BaBar allo Stanford Linear Accelerator in California è costituita da circa 500 scienziati ed ingegneri di 74 Università e Laboratori americani ed europei. L’Italia, con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dà un contributo pari al 20% sia delle persone che delle risorse finanziarie impegnate nell'esperimento. /vn

FIRMATO L'ACCORDO DI PECHINO

accordo pechino infn

E' stato firmato nella mattina del 18 giugno a Pechino - la notte tra domenica e lunedì in Italia - l'accordo tra l'INFN e l'Istituto cinese per le alte energie (IHEP) per la realizzazione di una collaborazione tra le due strutture di ricerca scientifica. L'accordo - che è stato firmato nell'ambito del viaggio del ministro Profumo in Cina - riguarda sia la ricerca che la formazione dei giovani. In particolare, l'insieme delle collaborazioni tra INFN e IHEP si configurerà coma un vero e proprio istituto di ricerca virtule unificato.




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