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Ultimo aggiornamento Giovedì, 18 Aprile 2013
L’Italia prende il massimo dei voti nella gara mondiale per la migliore foto dei laboratori di fisica, il “Particle Physics globale Photowalk”. Due fotografi amatoriali italiani, Nino Bruno e Joseph Paul Boccio hanno prevalso su concorrenti di tutto il mondo sia nel voto popolare on line sia nella scelta della giuria di fotografi. Hanno vinto con due immagini scattate nei laboratori dell’INFN: quello del Gran Sasso e quello di Frascati rispettivamente. Le prime trentanove fotografie selezionate del Photowalk sono ora visibili all'indirizzo: http://www.interactions.org/cms/?pid=5999 . La gara di fotografia si è tenuta nel settembre scorso, quando centinaia di fotografi dilettanti e professionisti hanno avuto la rara opportunità di esplorare e fotografare acceleratori e rivelatori di particelle a laboratori di fisica di tutto il mondo.
Dopo la visita, migliaia di foto sono state presentate ai concorsi locali. Le foto selezionate dalle giurie locali hanno partecipato al concorso mondiale. Qui, oltre 1.250 appassionati di fotografia hanno votato online per nominare i vincitori. La fotografia di Nino Bruno che mostra il tunnel che collega le sale sotterranee del Laboratorio del Gran Sasso ha raccolto la maggioranza dei voti. Le foto hanno avuto anche un concorso parallelo, e sono state giudicate da una giuria internazionale, che ha assegnato il primo premio alla foto di Giuseppe Paolo Boccio, che mostrava un dettaglio del rivelatore KLOE presso il Laboratorio Nazionale INFN di Frascati,"L'apertura mondiale dei laboratori di fisica per il Photowalk è stata un'ottima occasione per mostrare i luoghi reali di ricerca di fisica", ha commentato Antonio Zoccoli, della Giunta dell'INFN "il Photowalk ci dice che la ricerca scientifica è un'impresa globale, che riunisce intelligenze, risorse e tecnologie provenienti da diversi paesi verso un obiettivo comune. Naturalmente siamo lieti che in questa edizione 2013 del Photowalk sia la giuria e il voto popolare abbiano assegnato la vittoria a fotografie di luoghi targati INFN. "
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, 17 Aprile 2013
Dopo Guido Tonelli, che ha rivestito questa carica fino a tutto il 2011, un altro fisico italiano, Tiziano Camporesi è stato eletto coordinatore internazionale dell’esperimento CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro grandi esperimenti dell'acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. CMS e ATLAS sono gli esperimenti che hanno identificato il bosone di Higgs. Camporesi, che dal 2012 riveste il ruolo di vice-coordinatore dell’esperimento, entrerà in carica nel gennaio 2014 sostituendo l’attuale spokesperson, lo statunitense Joe Incandela. Camporesi è uno dei tanti esempi della qualità della scuola italiana di fisica. Nato a Cotignola, in provincia di Ravenna, ha studiato a Bologna dove si è laureato nel 1981 con una tesi sperimentale al Cern. “Mi congratulo sia personalmente che a nome dell’INFN con Tiziano per l’importante riconoscimento che questa nomina rappresenta – ha commentato il vice presidente dell’INFN Antonio Masiero – E’ un incarico di grande responsabilità in una fase importante e delicata del lavoro in corso in CMS. Si tratta di un nuovo, importante riconoscimento per quanto la fisica italiana fa in questo campo sia a livello di formazione che di attività di ricerca in ambito internazionale. Tanto più quando questo avviene al CERN, laboratorio che sentiamo anche come “nostro” centro di ricerca di punta nel campo della fisica delle alte energie”
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, 03 Aprile 2013
Si è aperta il 3 aprile, a Cagliari, la dodicesima edizione di “Incontri di Fisica delle Alte Energie (IFAE 2013), la conferenza che riunisce ogni anno la comunità dei fisici delle particelle elementari e che vede la partecipazione di circa 130 esperti italiani. Più di 40 le relazioni in programma; si discute fra l'altro dei risultati recenti ottenuti a LHC sul bosone di Higgs, sulla violazione della simmetria CP, sulla ricerca di fenomeni non spiegabili nell'ambito del modello standard. Come è tradizione di questa serie di "Incontri", una sessione sarà dedicata alle relazioni dei giovani dottorandi e neo-dottorati.L’evento è organizzato dalla sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari si tiene presso il Centro Congressi della Cittadella Universitaria di Monserrato.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, 03 Aprile 2013
Confermando le prime osservazioni di Pamela e Fermi, l'esperimento AMS 02 (collocato sulla Stazione spaziale internazionale) ha comunicato di aver osservato un eccesso di positroni (antimateria di elettroni) nello spazio rispetto all'atteso e con una importante distribuzione in un range di energia. Come afferma un comunicato del CERN "I risultati di AMS si basano su circa 25 miliardi di eventi registrati in un anno e mezzo di attività e includono 400.000 positroni con energia compresa tra 0,5 GeV e 350 GeV. Questi rappresentano la più grande collezione di particelle di antimateria mai rilevata nello spazio. La frazione di positroni cresce tra i 10 GeV e i 250 GeV e i dati mostrano una tendenza alla riduzione della crescita di un ordine di grandezza nel segmento 20-250 GeV. I dati mostrano anche che non vi è nessuna variazione nel tempo né una direzione privilegiata di provenienza. Questi risultati sono coerenti con la presenza di positroni originati dalla annichilazione di particelle di materia oscura nello spazio, ma non sono sufficientemente conclusivi da escludere altre spiegazioni".Secondo il presidente INFN Fernando Ferroni “I dati di AMS sono una interessantissima conferma – con precisione maggiore– dei dati rilevati dagli esperimenti spaziali Pamela e Fermi in questi ultimi anni. Una conferma che non risolve certo il rebus dell’antimateria in eccesso. Ma che indica come i dati dei due esperimenti (anche questi a fortissima presenza italiana) avessero visto giusto nel rivelare questa anomalia. Che sia o meno materia oscura non può che dirlo un ulteriore sforzo per produrre nuovi dati e analizzarli. Un lavoro che, come giustamente sottolinea il team AMS, richiede ancora del tempo e della prudenza”. L’Italia dato un importante contributo alla costruzione e operazione del rivelatore nonché all’analisi dei dati, sotto la guida del Professor Roberto Battiston, deputy spokesperson di AMS, dell’Università e INFN-TIFPA, Trento. La partecipazione dell’Italia è stata sostenuta dall’INFN e dall'ASI e ha visto il coinvolgimento delle Università e delle Sezioni INFN di Bologna, Milano Bicocca, Perugia, Pisa, Roma “Sapienza” e Trento in collaborazione con le industrie nazionali (CGS, CAEN, G&A Engineering, FBK). Il contributo alla realizzazione della strumentazione spaziale ha riguardato il sistema di Tempo di Volo e di Anelli Cerenkov (Bologna), il Tracciatore al Silicio (Perugia, Trento), il Calorimetro Elettromagnetico (Pisa), il rivelatore a Radiazione di Transizione (Roma), nonché il segmento a terra dei dati (Milano Bicocca). L’analisi dei dati è stata realizzata usando le infrastrutture di calcolo dell' INFN-CNAF (Bologna) e dell' ASI-ASDC (Frascati).
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Ultimo aggiornamento Giovedì, 28 Marzo 2013
Il 21 marzo il Presidente dell’INFN, Fernando Ferroni, assieme ai Presidenti di CRUI, CNR, ENEA, INGV e ISS hanno firmato un position statement, ossia un documento sulla posizione ufficiale degli Istituti riguardo all’accesso aperto ai risultati della ricerca in Italia. Il documento ha avuto origine da una tavola rotonda che si è tenuta sull’argomento lo scorso 29 gennaio, in occasione del workshop nazionale del progetto MedOANet (Mediterranean Open Access Network). In quell'occasione, i Presidenti si erano dichiarati favorevoli alla proposta di sottoscrivere un documento in cui venisse delineata una strategia per mettere in pratica quanto richiesto dalle Raccomandazioni della Commissione Europea del 17 luglio 2012. Nel documento appena firmato, gli enti pubblici di ricerca e la CRUI si impegnano a promuovere l’accesso aperto in Italia con varie azioni: incoraggiando la costituzione di archivi aperti in cui i propri ricercatori possano rendere disponibili dati e pubblicazioni; impegnandosi ad adottare politiche che regolamentino l’accesso aperto nelle istituzioni e, infine, a farsi portavoce con gli organi di governo nazionali delle istanze dell’accesso aperto al fine di stimolare in merito la creazione di una strategia italiana.
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