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  24-07-2002: DALLA TEORIA ALLA CERTEZZA: BABAR ANNUNCIA NUOVI RISULTATI SULLA VIOLAZIONE DI CP 
 ELENCO COMPLETO 
BaBar in allestimento
BaBar in allestimento



La costruzione di BaBar
La costruzione di BaBar


Giovedě 25 luglio ad Amsterdam la presentazione dei risultati

Gioved? 25 luglio, nel corso della conferenza internazionale in fisica delle alte energie che si sta svolgendo ad Amsterdam, verr? annunciato un nuovo importante risultato raggiunto dalla Collaborazione Internazionale BaBar, impegnata presso il collisore materia-antimateria dell'Universit? di Stanford, in California, e nella quale ? forte la presenza di gruppi di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il risultato riguarda il miglioramento della misura di un parametro noto come seno 2 beta, il quale esprime il grado di asimmetria tra materia e antimateria. Questo dato fornisce una accurata conferma sperimentale di quella che era una previsione teorica e costituir? una solida base di conoscenza dalla quale partire per progredire nella conoscenza del nostro Universo.

C?? qualcosa che manca nella comprensione di come l?Universo in cui viviamo si sia evoluto fino a raggiungere la forma attuale. Gli studi teorici suggeriscono che al momento del Big Bang assieme alla materia si debba essere creata una uguale quantit? di antimateria, identica alla prima ma dotata di carica opposta. Quasi immediatamente materia e antimateria cominciarono a scontrarsi annichilendosi e generando pura energia. Da questo processo misteriosamente ?avanz? un po? di materia: una quantit? piccolissima ma sufficiente a costituire le stelle, i pianeti, noi stessi e tutto ci? che si trova nel Cosmo. Tutto ci? che vediamo e la nostra stessa esistenza dunque deve essere dovuto a una primordiale asimmetria tra la quantit? di materia e antimateria, a favore della prima. Ma come e quando si produsse questo fenomeno, tecnicamente chiamato violazione della simmetria di CP? Questa domanda rappresenta uno dei temi di ricerca pi? affascinanti nei quali ? impegnata la moderna fisica delle alte energie.

L?esperimento BaBar in corso a Stanford ha come obiettivo studiare le particelle chiamate mesoni B e la loro controparte di antimateria, i mesoni anti-B. Si tratta di un compito estremamente difficile, perch? queste particelle hanno una vita brevissima, appena un decimiliardesimo di secondo. I mesoni B e anti-B sono identici fra loro se non per il fatto di avere carica opposta e dunque ogni differenza di comportamento fra di essi indica una differenza fra materia e antimateria e conferma l?esistenza della violazione di CP. Un primo risultato di BaBar, annunciato nell?estate del 2001, aveva gi? dato un chiaro segnale dell?esistenza di una asimmetria tra le due particelle, ma la nuova misura supera la precedente in accuratezza ed ? perfettamente in linea con le previsioni del Modello Standard, la teoria che oggi i fisici considerano pi? adatta a spiegare il comportamento delle particelle.

Il risultato annunciato ad Amsterdam si deve allo studio del comportamento di circa 100 milioni di coppie di mesoni B e anti-B, prodotti grazie a collisioni fra fasci di elettroni e la loro controparte di antimateria, i positroni. I mesoni dopo essere stati generati decadono quasi immediatamente, generando altre particelle le cui caratteristiche vengono misurate da un rivelatore, in grado di registrare anche il punto preciso nel quale sono state prodotte. Proprio analizzando questi dati ? stato possibile osservare la sottilissima differenza tra il comportamento dei mesoni B e quello dei mesoni anti-B.

La Collaborazione BaBar ? costituita da fisici provenienti da vari Paesi: la componente italiana, coordinata da Fernando Ferroni dell'Universit? "La Sapienza" e della Sezione Infn di Roma e da Mauro Morandin dell'Universit? e della Sezione Infn di Padova, ? seconda solo a quella statunitense. I gruppi italiani impegnati con BaBar agiscono all'interno di sezioni e laboratori dell'Infn e di dipartimenti universitari situati a Bari, Ferrara, Frascati, Genova, Milano, Napoli, Padova, Pavia, Pisa, Roma, Torino e Trieste. Essi hanno contribuito all'esperimento di Slac in modo determinante. In particolare sono da segnalare la realizzazione del rivelatore di tracce ad alta risoluzione al silicio (vero campo di eccellenza dell?Infn), compresa la progettazione dei chip elettronici di lettura ed elaborazione rapida dei segnali, il contributo alla costruzione di un rivelatore di traccia a fili (mediante raffinate tecniche robotiche progettate e realizzate in Italia) e la costruzione di un gran numero di speciali rivelatori di traccia sviluppati anch'essi in Italia. Ultimamente ? stato anche realizzato dall'Infn, presso il Dipartimento di Fisica dell'Universit? di Padova, un centro di calcolo dedicato all?analisi della grande mole di dati prodotti da BaBar. Un importante ruolo in tutte queste realizzazioni ad alto contenuto tecnologico ? stato svolto da varie industrie italiane.
Un capitolo a s? ? costituito dalla fornitura da parte dell'Infn del magnete superconduttore che racchiude gran parte dell'esperimento, realizzato dall'Ansaldo di Genova con la stretta collaborazione dell'Infn


 SITI COLLEGATI ALLA NOTIZIA 
http://www.slac.stanford.edu/BFROOT/
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