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  21-03-2003: UN ANNO DI ADROTERAPIA 
 ELENCO COMPLETO 
La maschera termoplastica usata nel progetto Catana
La maschera termoplastica usata nel progetto Catana

© Copyright 2002 INFN L'utilizzo della foto č gratuito previa autorizzazione dell'Ufficio Comunicazione INFN


Compie un anno il progetto sperimentale di adroterapia Catana

A un anno dal via del progetto sperimentale Catana, sono 32 i pazienti affetti da melanoma oculare gi? trattati con successo. Catana ? una sperimentazione che si svolge presso i Laboratori del Sud dell?Infn, in collaborazione l?Istituto di Oftalmologia, l?Istituto di Radiologia e il Dipartimento di Fisica di Catania. Il progetto Catana ? stato messo a punto da un gruppo di ricercatori dei Laboratori del Sud dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) guidato da Giacomo Cuttone, in collaborazione con i medici della clinica oculistica dell?ospedale Santa Marta di Catania coordinati da Alfredo Reibaldi e con Giuseppe Privitera e Luigi Raffaele dell?Istituto di Radiologia e Salvatore Lo Nigro del Dipartimento di Fisica dell?Universit? di Catania. Il progetto clinico ? stato originariamente finanziato dal Miur su fondi della legge 488/92.

?Il progetto sperimentale Catana (Centro di Adroterapia e Applicazioni Nucleari Avanzate) ? partito esattamente un anno fa, il 26 di marzo, quando ? stato trattato il primo paziente?, spiega Giacomo Cuttone, ?da allora sono stati gi? curati con successo 32 pazienti affetti da melanoma della coroide, un tumore all?occhio che colpisce in Italia 300 persone l?anno e che pu? portare rapidamente alla cecit? oltre che alla diffusione di metastasi. In particolare in tutti i pazienti ? stata osservata una significativa regressione del tumore e in nessun caso, a un anno di distanza, si sono sviluppate metastasi?.

L?adroterapia ? una delle tecniche di radioterapia pi? avanzate oggi esistenti ed ? considerata particolarmente interessante da quanti si occupano del trattamento dei tumori. ?Essa si basa sull?utilizzo di fasci di particelle cariche chiamate adroni, in particolare protoni, neutroni o altri nuclei leggeri,? dice Cuttone, ?i fasci di queste particelle, rispetto a quelli di fotoni o di elettroni usati di norma nelle radioterapie, hanno il vantaggio di poter essere dosati e diretti con grande precisione, in modo da colpire con la massima efficienza solo i tessuti tumorali, risparmiando le cellule sane circostanti. Per questa loro caratteristica gli adroni sono particolarmente utili come strumenti nella lotta contro i tumori localizzati in prossimit? di organi vitali, come il fondo dell?occhio, la base cranica o la colonna vertebrale?.
Nell?ambito del progetto Catana, il fascio di adroni ? prodotto dal ciclotrone superconduttore, un acceleratore presente ai Laboratori Nazionali del Sud dell?Infn a Catania. Il fascio ottenuto viene puntato con una precisione millimetrica verso la massa tumorale per colpirla e distruggerla. La tecnica ? specifica per tumori non superiori ai tre centimetri di profondit? ed ? stata messa a punto in particolare per il melanoma alla coroide. Nonostante ci?, adeguando la strumentazione, la terapia potrebbe essere applicabile anche a tumori di maggiore profondit?, quali i tumori del distretto testa-collo, del sistema nervoso centrale, della prostata e del polmone e, in generale, quando la massa tumorale si trova in prossimit? di organi vitali, caso in cui la chirurgia non sempre ? praticabile.

La sperimentazione di Catania ? stata la prima di adroterapia in Italia e grazie a essa il nostro Paese ? divenuto uno dei pochi al mondo in grado di utilizzare l?adroterapia nella lotta ai tumori. In un anno la sperimentazione ha ottenuto l?85% di risultati positivi, percentuale che corrisponde a quella rilevata su statistiche che hanno coinvolto 7 mila pazienti trattati in Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti. Anche in seguito a questi risultati, la regione Sicilia ha deciso di incoraggiare la terapia proponendo la realizzazione di un centro di adroterapia catanese che possa trattare centinaia di persone l?anno, venendo cos? incontro alla grande richiesta da parte dei pazienti.


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http://www.lns.infn.it/catanaweb/catana/default.htm

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