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  29-04-2003: SCOPERTA DA RICERCATORI DELL’INFN UNA NUOVA INTERESSANTE PARTICELLA 
 ELENCO COMPLETO 

© Copyright 2002 INFN L'utilizzo della foto č gratuito previa autorizzazione dell'Ufficio Comunicazione INFN


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L'annuncio č stato dato il 28 aprile a Stanford

Si deve a un gruppo di ricercatori italiani la scoperta di una nuova particella appartenente alla famiglia dei mesoni e chiamata Ds (2317), dotata di una massa pari a circa due volte e mezza quella del protone. L?annuncio verr? dato luned? 28 al Laboratorio Slac di Stanford, negli Stati Uniti in un seminario tenuto da Antimo Palano, fisico dell?Infn e dell?Universit? di Bari che ha svolto l?analisi dei dati. L?esistenza della particella ? stata accertata facendo uso di un insieme di calcolatori ospitati presso l?Universit? di Roma, nell?ambito dell?esperimento BaBar, una collaborazione internazionale in corso a Slac che vede partecipare per l?Italia l?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Le prime analisi indicano che la nuova particella ? formata da un quark Charm e da un antiquark Strange. In natura esistono sei tipi di quark ma i protoni e i neutroni, che costituiscono i nuclei degli atomi che formano la materia ordinaria, sono formati solo da due quark, chiamati Up e Down, i quali sono anche i pi? leggeri. I quark pi? pesanti invece erano presenti nei primi istanti di vita dell?universo e oggi si creano sono raramente, per via di collisioni fra i raggi cosmici e l?atmosfera terrestre o negli acceleratori di particelle. L?esistenza della particella Ds (2317) non ? di per se sorprendente, ma ci? che ha stupito i ricercatori ? la sua massa complessiva, la quale ? inferiore a quanto facevano supporre i calcoli teorici. ?Due sono i casi possibili?, spiega Mauro Morandin, che coordina il gruppo di fisici italiani coinvolti nell?esperimento: ?o il modello messo a punto dai fisici teorici non riproduce la realt? ed ? necessario perci? rivederlo in maniera significativa, oppure questa nuova particella ? costituita da una combinazione di quark mai osservata prima d?ora, e non vi ? dubbio che su questa ipotesi pi? esotica i fisici inizieranno presto a sbizzarrirsi.? In particolare, il nuovo mesone sembra avere propriet? inaspettate che potrebbero aiutarci a capire la natura delle forze che fanno si che i quark siano legati insieme (ad esempio all?interno di protoni e neutroni). Si tratta di forze singolari, perch? la loro entit? cresce al crescere della distanza fra i quark, contrariamente a quanto avviene ad esempio per la forza elettromagnetica o la forza gravitazionale.

Dice Marcello Giorgi, ricercatore dell?Infn e portavoce della collaborazione internazionale autrice della scoperta: ?il risultato ? molto importante per BaBar. Abbiamo scoperto la nuova particelle nel corso di un esperimento concepito per studiare la asimmetria fra materia e antimateria analizzando il comportamento del quark Bottom: un esempio di come a volte le scoperte pi? eccitanti possono avere origine inaspettatamente. Abbiamo accuratamente esaminato i dati sperimentali raccolti a partire dal 1999, dai quali emerge l?osservazione di pi? di 1500 di questi nuovi mesoni?.

L?esperimento BaBar si svolge presso lo Stanford Linear Accelerator Center (Slac), in California (Usa), utilizzando l?acceleratore Pep-II. Vi partecipano circa 600 fisici di 10 nazioni. La costruzione del relativo apparato ? iniziata nel 1994 e i ricercatori hanno iniziato a raccogliere dati dal 1999. Il primo risultato importante di BaBar ? stato riportato nel 2001 e consiste nella scoperta dell?asimmetria tra materia e antimateria nel caso del quark Beauty. L?Italia partecipa a questo esperimento con 10 universit? e sezioni dell?Infn, per un totale di circa 90 fisici. Il gruppo italiano ha una posizione di grande rilievo in BaBar e in questo momento i due ruoli pi? importanti nella collaborazione sono ricoperti da ricercatori dell?Infn: Marcello Giorgi, fisico dell?Infn e dell?Universit? di Pisa e portavoce dell?esperimento BaBar, e Livio Lanceri, fisico dell?Infn e dell?Universit? di Trieste e coordinatore dell?attivit? di analisi. L?Italia ha costruito o partecipato alla costruzione di parti fondamentali dell?apparato sperimentale, come il rivelatore di vertice, il rivelatore di muoni, la camera a deriva e il magnete superconduttore.


 SITI COLLEGATI ALLA NOTIZIA 
http://www-public.slac.stanford.edu/babar/
http://hepweb.rl.ac.uk/ppUKpics/index/slac-2.htm

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