GENERALE
CHI SIAMO
ORGANIZZAZIONE
PRESIDENZA
UFFICIO COMUNICAZIONE
AMMINISTRAZIONE
CENTRALE
ELENCO TELEFONICO
OPPORTUNITÀ DI LAVORO
 ATTIVITÀ
FISICA PARTICELLARE
ASTROPARTICELLARE
FISICA NUCLEARE
FISICA TEORICA
RICERCA TECNOLOGICA
ESPERIMENTI
PUBBLICAZIONI INFN
TESI INFN
 SERVIZI
PORTALE INFN
AGENDA INFN
EDUCATIONAL
WEBCAST
MULTIMEDIA
EU FP7
 

Trasparenza valutazione e merito  

DataWeb Support ticket  -  e-mail  

 

  08-11-2005: SI INAUGURA L’OSSERVATORIO AUGER: ANDRà A CACCIA DI RAGGI COSMICI.  
 ELENCO COMPLETO 

© Copyright 2004 Auger L'utilizzo della foto è gratuito previa autorizzazione dell'Ufficio Comunicazione INFN

PDF
DSC01129.pdf


L’Argentina prepara il benvenuto ufficiale all’occhio supertecnologico che scruta il cielo andino.

Si terr? dal 10 al 12 novembre a Malargue, in Argentina, l?inaugurazione dell?osservatorio Auger, sviluppato per studiare i raggi cosmici di altissima energia. Auger ? frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge circa 400 scienziati provenienti da 15 nazioni differenti, tra cui l?Italia rappresentata dall?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Per la giornata di gioved? 10, il programma prevede un ciclo di incontri dedicato alla storia del progetto Auger e un?analisi dei primi risultati sperimentali. Durante la giornata di venerd? 11 saranno organizzate invece visite guidate all?osservatorio. Il 12, nella giornata conclusiva, si assister? a una manifestazione che vedr? il coinvolgimento delle scuole locali.

?L?esperimento Auger rappresenta un importante impegno scientifico al quale l?Infn contribuisce con la partecipazione dei ricercatori di otto strutture differenti. Si tratta senza dubbio della collaborazione pi? estesa nel settore della fisica dei raggi cosmici e si propone di chiarire le origini delle pi? energetiche particelle che solcano l?Universo. Rappresenta, infine, un?importante iniziativa per lo sviluppo scientifico dell?America Latina?, dichiara Roberto Petronzio, presidente dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Come una pioggia regolare e continua, i raggi cosmici si riversano sulla Terra fin dai suoi primordi e su un metro quadrato di superficie cadono pi? di 100 particelle al secondo. Si tratta di uno sciame eterogeneo, composto prevalentemente da protoni e nuclei di carica elettrica positiva. La loro origine ? ancora in parte sconosciuta, anche se si ritiene che possano nascere da fenomeni cosmici come l?esplosione di supernovae: stelle di grandi dimensioni che terminano la loro esistenza proiettando nello Spazio enormi quantit? di materia. I raggi cosmici sarebbero in parte costituiti proprio da particelle cariche alle quali l?onda d?urto dell?esplosione conferirebbe accelerazioni enormi. Giunti in prossimit? della Terra, i raggi cosmici primari urtano contro le molecole dell?atmosfera, producendo particelle di energia inferiore a quella originale. Queste particelle, chiamate raggi cosmici secondari, a loro volta generano in un processo a cascata altre particelle di energia man mano inferiore, fino a raggiungere energie cos? basse da spezzare la catena degli eventi.

Auger ? stato costruito nel cuore della pampa argentina, in un?ampia regione pianeggiante posta a 1400 metri di altezza con lo scopo di misurare il flusso, la direzione e la composizione dei raggi cosmici di energia fino a 1020 elettron-volt o anche oltre. Si tratta di raggi cosmici dotati di una energia enorme e dal numero molto limitato. Il loro studio ? estremamente interessante perch? pu? fornirci informazioni sulla natura, la distanza e la distribuzione delle sorgenti che li producono, oltre che sulla natura delle particelle stesse che compongono i raggi cosmici.

Ma come funziona questo sofisticato occhio tecnologico? Auger pu? essere definito un rivelatore ibrido. Infatti, si avvale di due tecniche sperimentali differenti: rivelatori di superficie e telescopi per misurare la luce di fluorescenza. ?Auger si serve di 1600 rivelatori distribuiti su una superficie di tremila chilometri quadrati,? spiega Giorgio Matthiae, corresponsabile dell?esperimento, ?il loro obiettivo ? registrare il passaggio dello sciame cosmico. In un secondo momento trasmettono via radio un segnale elettronico al laboratorio centrale dell?osservatorio. Durante le ore notturne entrano in azione i telescopi a fluorescenza che captano la debole radiazione ultravioletta emessa dalle molecole di azoto dell?atmosfera, eccitate dal passaggio dello sciame cosmico. Il confronto dei dati ottenuti permette di valutare l?energia e la direzione di provenienza del fascio cosmico primario. In questo modo potremo entrare in possesso di nuove e preziose informazioni su aspetti ancora sconosciuti della natura dell?Universo?.


 SITI COLLEGATI ALLA NOTIZIA 
http://www.auger.org/

 COMUNICATI RECENTI 
10-07-2012: Tagli alla ricerca previsti dalla spending review
27-06-2012: Un sera con i misteri dell’Universo
08-06-2012: I LABORATORI DI LEGNARO DELL'INFN COMPIONO 50 ANNI
08-06-2012: I neutrini dal CERN al Gran Sasso confermano il limite della velocita' della luce
07-06-2012: IL CENTRO DI CALCOLO DELL’INFN PREMIATO PER IL SUO IMPEGNO NEL MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA ENERGETICA
06-06-2012: Opera osserva il secondo neutrino Tau
04-06-2012: Il professor Maurizio Cumo nel Direttivo dell'Infn
24-05-2012: Domenica 27 maggio, Open Day ai Laboratori INFN del Gran Sasso
23-05-2012: Siglato accordo di un progetto europeo per la realizzazione di un centro per la cura oncologica
22-05-2012: Ricerche su neutrini e materia oscura, formazione dei giovani, acceleratori di particelle: è l’Istituto virtuale INFN-IHEP di Pechino

[Back]

 

Ufficio Comunicazione Infn - Piazza dei Caprettari, 70 - 00186 Roma
Tel: 06 68 68 162 - Fax: 06 68 307 944 - email: comunicazione@presid.infn.it

F.M . F.E.

 

 

 

 

 CONFERENZE
11-12-2017
TRANSVERSITY 2017
13-12-2017
SM&FT 2017 : THE XVII WORKSHOP ON STATISTICAL MECHANICS AND NONPERTURBATIVE FIELD THEORY
 RASSEGNA
STAMPA
VIDEO
 COMUNICATI STAMPA
10-07-2012
TAGLI ALLA RICERCA PREVISTI DALLA SPENDING REVIEW
27-06-2012
UN SERA CON I MISTERI DELL’UNIVERSO
08-06-2012
I LABORATORI DI LEGNARO DELL'INFN COMPIONO 50 ANNI
Ricerca Italiana