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| Prototipo di MatriXX. |
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Il suo nome ? MatriXX, ma non ha nulla a che vedere con il programma virtuale della famosa trilogia cinematografica. Si tratta invece di un innovativo strumento al servizio della biomedicina: un dosimetro per radioterapia sviluppato dalla Sezione di Torino dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dall?Universit? del capoluogo piemontese, in collaborazione con l?Associazione per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico del Piemonte (Asp) e con la Fondazione Tera (Terapia con Radiazioni Adroniche). MatriXX sar? presentato ufficialmente mercoled? 18 gennaio alle 10,30 presso l?Aula Magna dell?Universit? di Torino, nel corso di un incontro aperto ai giornalisti al quale interverranno i rappresentanti degli enti di ricerca coinvolti, dell?Universit?, delle istituzioni, di aziende ospedaliere della citt? e della Scanditronix-Wellh?fer, produttrice dello strumento. In questa occasione sar? ripercorsa la genesi del progetto MatriXX, verranno analizzate le diverse tappe della sua realizzazione e saranno discussi i risultati della sua applicazione clinica.
Nei trattamenti di radioterapia ? essenziale che il paziente riceva le radiazioni esclusivamente nella parte interessata dal tumore, in modo da non ledere gli organi o i tessuti sani circostanti. Per questa ragione, di fronte al fascio di raggi X viene posto un collimatore, che ha il compito di dare al fascio stesso una forma corrispondente a quella del tumore. Nei trattamenti di radioterapia pi? moderni, chiamati Imrt (Intensity Modulated RadioTherapy), il collimatore viene controllato via computer e nel corso dell?intervento subisce continui spostamenti: una strategia che consente di massimizzare la dose di radiazione inviata alla massa tumorale, riducendo al minimo quella che raggiunge le pi? vicine zone sane. Dopo che tutto ? stato impostato, e prima di intervenire sul paziente, occorre verificare che la forma del fascio sia esattamente quella desiderata, e proprio a questo scopo ? stato concepito MatriXX. ?Il progetto nasce da una idea di Ugo Amaldi e consiste in un cosiddetto dosimetro a matrice. In sostanza si tratta di 1020 dosimetri per raggi X, disposti su un quadrato di circa 24 centimetri di lato: dimensioni che sono state calcolate tenendo conto di quelle massime che pu? avere un tipico tumore umano?, spiega Roberto Cirio, responsabile del progetto MatriXX per l?Infn e ricercatore della sezione Infn di Torino, ?i dosimetri non sono altro che rivelatori di particelle, concettualmente analoghi a quelli usati negli esperimenti di fisica nucleare e subnucleare. Poich? in radioterapia si usano raggi X, cio? fotoni dotati di alta energia che non possono essere rivelati direttamente, ci? che i dosimetri rivelano sono elettroni, i quali vengono prodotti quando i raggi X interagiscono con il materiale con cui sono composti i dosimetri stessi?.
MatriXX ? dunque una sorta di ?paziente simulato? che prima dell?intervento prende il posto di quello vero, permettendo agli specialisti di accertare che tutto funzioni nel modo migliore. Dopo aver superato i test in diverse strutture ospedaliere, lo strumento ? stato avviato da poco alla commercializzazione dalla Scanditronix-Wellh?fer e a oggi sono oltre 50 gli esemplari prodotti e utilizzati nei reparti di radioterapia di vari Paesi del mondo. Finora esistevano solo altri due strumenti in grado di svolgere il compito di MatriXX, sviluppati rispettivamente negli Stati Uniti e in Germania. Rispetto ad essi tuttavia lo strumento prodotto con la collaborazione dell?Infn presenta alcune caratteristiche innovative, ad esempio una migliore risoluzione e una maggiore rapidit? di lettura. ?MatriXX, frutto di una lunga collaborazione tra un ente ricerca fondamentale, il mondo della medicina e una realt? industriale, ha raggiunto pienamente i suoi obiettivi scientifici, clinici ed economici?, dice Roberto Petronzio Presidente dell?Infn.
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Il programma completo dell?incontro di Torino ? disponibile al sito: http://www.asp.torino.it/MatriXX.html
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