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  13-06-2006: PAMELA VA NELLO SPAZIO 
 ELENCO COMPLETO 

esplorerŕ antimateria e materia oscura per svelare i misteri dell’universo

Nello Spazio a caccia di antimateria e materia oscura: ? questa la missione di Pamela, che verr? lanciata in orbita il 15 giugno dalla base di Bajkonur, in Kazakistan. Il lancio avverr? alle 14.00 ora locale (10.00 ora italiana).
Pamela (Payload for Antimatter Matter Exploration and Light-nuclei Astrophysics) rimarr? nello Spazio per almeno tre anni, su un?orbita ellittica quasi polare tra 300 e 600 chilometri d?altezza, ed ? frutto di una collaborazione tra l?Agenzia Spaziale e Istituti di ricerca russi e l?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con la partecipazione dell?Agenzia Spaziale Italiana e il contributo delle agenzie spaziali e universit? tedesche e svedesi.

L?antimateria e la materia oscura sono tra le questioni pi? controverse e affascinanti che la fisica moderna si trova ad affrontare: oggi sappiamo che l?universo ? costituito soltanto per il 5% dalla materia a noi pi? familiare, quella fatta di protoni, neutroni ed elettroni. Si calcola invece che il 70% di ci? che esiste nel cosmo sia costituito da una sostanza invisibile e omogenea chiamata ?energia oscura?. L?ultimo 25% sarebbe invece formato da materia oscura, cio? da particelle molto diverse dalla materia ordinaria, non aggregate in corpi celesti, e in parte ancora sconosciute. L?antimateria ? invece rarissima nel nostro universo, ma secondo le teorie pi? accreditate, dopo il Big Bang si sarebbe formata in quantit? uguale alla materia. Materia e antimateria si sarebbero poi quasi immediatamente annientate vicendevolmente in un lampo di energia. Da questo processo sorprendentemente ?avanz? una piccolissima percentuale di materia, la quale oggi forma le stelle, i pianeti, noi stessi e tutto ci? che conosciamo. Perch?, se in origine materia e antimateria erano in quantit? uguali avanz? solo un po? della prima? Quale ? la differenza fra di esse? Gettare luce su questi quesiti sar? parte delle sfide che affronter? Pamela dallo Spazio. Ma in che modo?

Pamela indagher? su materia oscura e antimateria studiando i raggi cosmici: particelle energetiche di diversa natura che giungono dallo Spazio, fornendo importanti informazioni sulla sorgente cosmica che li ha emessi e sul cosmo in generale. In particolare, Pamela misurer? il flusso, l?energia e le caratteristiche di raggi cosmici di origine galattica, interplanetaria e solare, con una precisione mai ottenuta prima.
Lo strumento pesa quasi cinquecento chili, ha le dimensioni di un parallelepipedo alto 1,3 metri, con una base quadrata di 75 centimetri di lato. ? composto essenzialmente da un grande magnete corredato da un notevole numero di rivelatori. Sono questi ultimi a permettere di riconoscere le particelle che compongono i raggi cosmici, tracciarne la traiettoria e misurarne l?energia. Infine, sofisticati dispositivi elettronici permettono la lettura dei dati ottenuti, consentendo la gestione dell?intero apparato e il collegamento con i sistemi di comunicazione del satellite.
Grazie a queste avanzatissime apparecchiature, i ricercatori potranno realizzare per la prima volta osservazioni di lungo periodo senza il disturbo dell?atmosfera con la quale i raggi cosmici interagiscono. Finora, dati di questo tipo sono stati raccolti da strumenti posti su palloni stratosferici, e una volta anche sullo Space Shuttle, ma sempre per breve tempo.

?Il lancio di Pamela rappresenta un momento di grande emozione per tutta la collaborazione, il coronamento di anni di studi portati avanti in gran parte da giovani ricercatori. Pamela al momento ? lo strumento pi? sviluppato in questo settore dell?astrofisica e da quando sar? in orbita, inizier? finalmente la seconda parte della sua entusiasmante avventura scientifica, che ci porter? a dischiudere alcuni tra i pi? complessi e intriganti misteri dell?universo?, dichiara Piergiorgio Picozza, direttore della sezione Infn dell?Universit? di Roma Tor Vergata, che ha coordinato il lavoro delle sezioni Infn di Firenze, Napoli, Roma Tor Vergata, Trieste, Bari, dei Laboratori Nazionali di Frascati e della collaborazione internazionale.

Simonetta Di Pippo, responsabile dell?Osservazione dell?Universo all?Agenzia Spaziale Italiana e attuale presidente della commissione congiunta Asi/Infn, commenta cos? il lancio imminente: ?Pamela si inserisce in un filone di esperimenti e missioni assai ricco in Asi, su una linea strategica di intervento delineata nel Piano Aerospaziale Nazionale, che ? quella che si propone di studiare le particelle di alta energia ricorrendo al pi? potente acceleratore esistente, il nostro universo. Parliamo dunque di Swift, in orbita da un anno e mezzo con un forte nostro contributo, dell?osservatorio Ams, frutto della collaborazione con numerosi altri Paesi e che vede l?Italia in una posizione preminente (Asi e Infn), grazie anche qui ad una forte sinergia di interventi con Infn, e infine di Glast, l?osservatorio Nasa che sar? lanciato il prossimo anno, in cui l?Italia ha contribuito con le 16 torri al silicio del Lat (Large Area Telescope) di nuovo insieme all?Infn. Una collaborazione importante e di sicuro successo, e una missione, Pamela, da cui ci aspettiamo molto?.


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