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  14-05-2007: IL PRIMO FOTONE DI AGILE 
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È ufficiale, AGILE funziona perfettamente. Messo in orbita appena tre settimane fa, il piccolo satellite italiano per lo studio dell’Universo violento ha già «catturato», nella fase iniziale di test della strumentazione, il suo primo fotone gamma che porta con sé l’informazione di una immane e lontanissima esplosione cosmica.

Nel primo pomeriggio di marted? 8 maggio, per l?esattezza alle 15:19:32 ora italiana, il satellite dell?Agenzia Spaziale Italiana AGILE ha inaugurato la sua caccia ai raggi gamma. Aprendo per la prima volta il suo occhio al silicio, realizzato dall?INFN di Trieste con l?acquisizione dati progettata dall?INAF, AGILE ha infatti intercettato il suo primo fotone. Un fotone ad altissima energia (circa 250 MeV, mega-elettron-volt), originato in una zona remota dell?Universo, probabilmente al di fuori della nostra Galassia. l primi ad accorgersene, analizzando il file di dati appena ricevuto dalla stazione di ricezione ASI di Malindi, in Kenya, sono stati alcuni giovani ricercatori dell?INAF-IASF di Milano.

?Sapendo che in quel file forse potevano esserci anche i primi fotoni?, racconta Marco Tavani, dell?INAF-IASF di Roma, responsabile scientifico di AGILE, ?ci siamo subito messi a cercarli. E appena ne abbiamo individuato uno, ho mandato un mail a tutto il gruppo. A quel punto era gi? sera, ma la soddisfazione era troppa: ho chiamato uno per uno tutti i ricercatori coinvolti nell?analisi, sparsi tra Milano, Roma e Bologna, per congratularmi?. Da allora, di fotoni gamma AGILE ne sta rilevando a migliaia, come ci si aspettava. Quando, nella sua orbita, passa sopra al Kenya, il che avviene 14 volte al giorno, scarica tutti i dati verso la stazione dell?ASI di Malindi. Da qui vengono rimbalzati, attraverso un altro satellite, al Centro Operativo di Missione al Fucino, ed infine in un archivio dati, da cui i ricercatori possono prelevarli e analizzarli.

?Abbiamo dovuto superare molte difficolt? nel miniaturizzare e portare i rivelatori al silicio a poter funzionare con correnti molto pi? basse di quelle normalmente usate, ma il gruppo dell?INFN di Trieste, sotto la guida di Michela Prest, ha realizzato uno strumento di misura veramente unico nel suo genere, che rende AGILE capace, per la prima volta, di misurare contemporaneamente la radiazione Gamma e X? dichiara soddisfatto Guido Barbiellini, responsabile scientifico per INFN di AGILE. Al successo ha contribuito l?efficienza di reiezione del fondo di particelle (circa 1000 a 1 come rapporto fondo-fotoni) progettato dal nostro gruppo coordinato da Andrea Argan e realizzato dalla Alcatel-Alenia Spazio di Milano.



Il primo fotone intercettato da AGILE ha viaggiato per miliardi di anni, prima di terminare la sua corsa nel tracciatore al silicio del satellite: una sorta di sandwich multistrato, dove il fotone, incontrando nuclei pesanti di tungsteno, ha convertito la sua energia in materia e anti-materia. Dando origine a due particelle: un elettrone e un positrone. ?Per qualche istante le due particelle viaggiano insieme?, spiega Tavani, ?poi per?, incontrando altri nuclei di tungsteno negli strati successivi, si separano, tracciando un caratteristico percorso a forma di Y rovesciata?. Per i ricercatori ? il segno inequivocabile che si tratta di un fotone ?buono?, uno di quelli per cui AGILE ? stato progettato, e che permetteranno loro di dare una spiegazione ai numerosi fenomeni ancora irrisolti circa le manifestazioni pi? violente e affascinanti dell?Universo, dai buchi neri ai lampi di raggi gamma.

AGILE, il cui nome ? l'acronimo di Astro-rivelatore Gamma a Immagini Leggero, ? una missione dell'Agenzia Spaziale Italiana, progettato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e da numerosi Istituti universitari italiani. Realizzato interamente in Italia dagli Istituti scientifici e da un consorzio industriale (Carlo Gavazzi Space, Alcatel Alenia Space, Oerlikon Contraves, Telespazio), ? stato lanciato dall?India il 23 aprile scorso. Il suo prossimo obiettivo, ? la finalizzazione del rivelatore X (Super-Agile). Terminata questa fase preliminare di calibrazione, AGILE osserver? una pulsar molto energetica, la pulsar Vela. Gi? per fine giugno, dovrebbe essere pronta una mappa, sia in raggi gamma che X, di questa potente pulsar.

Soddisfazione piena fra gli Enti che hanno promosso, finanziato e realizzato AGILE. Per ASI "I primi segnali di Agile confermano l'importanza della missione ed il ruolo dei nostri scienziati nell'astrofisica delle alte energie Nel prossimo futuro ad Agile si affiancheranno tutta una serie di piccole missioni che l'ASI ha intenzione di promuovere, dall'Osservazione della Terra alle Telecomunicazioni".

?La rivelazione del primo fotone gamma dimostra che AGILE funziona perfettamente ed ? un ottimo risultato per l?Italia? - dichiara Sergio De Julio, Commissario Straordinario dell'INAF ? ?Ottimo il lavoro degli Istituti dell'INAF di Roma, Milano e Bologna che hanno contribuito in modo essenziale allo sviluppo di AGILE e alla realizzazione dei suoi aspetti pi? innovativi, quali la simultanea acquisizione di raggi Gamma ed X. Questa caratteristica ? unica e lo distingue rispetto a tutte le altre missioni spaziali, sia quelle precedenti nel campo X e Gamma, di NASA ED ESA, e rester? importante anche nel prossimo futuro?.

?Siamo felici di questo primo vagito dell'apparato di AGILE, complementare a quello che un altro apparato, PAMELA, sta realizzando in orbita da circa un anno alla ricerca dell? antimateria.? ? ha commentato anche il presidente dell'INFN, Roberto Petronzio ? ?Il primo segnale permette di pensare con ottimismo alle prossime scadenze. Come quella di GLAST, l'esperimento che andr? in orbita nel febbraio 2008 e che ospiter? 16 strutture di rilevazione analoghe a quella di AGILE. O come AMS che allargher? la ricerca di Pamela?.


Per informazioni: Marco Tavani, Marco.Tavani@iasf-roma.inaf.it, cell. 335 58 36 14


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