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  01-04-2009: SEGNALI DAL COSMO: è MATERIA OSCURA? 
 ELENCO COMPLETO 

Credit Pamela Collaboration L'utilizzo della foto � gratuito previa autorizzazione dell'Ufficio Comunicazione INFN


Credit Pamela Collaboration L'utilizzo della foto � gratuito previa autorizzazione dell'Ufficio Comunicazione INFN



L'esperimento Pamela a bordo di un satellite russo ha osservato nello spazio vicino un?anomala quantit di antimateria che potrebbe essere un segnale dell?esistenza della materia oscura, enigmatica materia che si ipotizza largamente presente nel nostro universo (23 per cento del totale).
Lo studio, in pubblicazione domani, 2 aprile, sulla rivista scientifica Nature, stato realizzato da un team internazionale coordinato dall?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Pamela, (Payload for Antimatter Matter Exploration and Light - nuclei Astrophysics), frutto di una collaborazione tra l?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l?Agenzia Spaziale Russa e istituti di ricerca russi, con la partecipazione dell?Agenzia Spaziale Italiana e il contributo delle agenzie spaziali e universit tedesche e svedesi.
Questo strumento, composto da un magnete e da molteplici rivelatori di particelle, orbita da circa tre anni attorno alla Terra, a un?altezza tra 350 e 600 chilometri, per studiare i raggi cosmici e, in particolare, la loro componente di antimateria. I raggi cosmici sono particelle accelerate a velocit vicine a quella della luce, probabilmente in seguito agli effetti di esplosioni di supernovae lontane o di altri fenomeni violenti nel cosmo; sono formati soprattutto da protoni, nuclei di atomi di elio, o pi pesanti, ed elettroni. Tuttavia, tra le particelle pi rare si trovano anche particelle di antimateria - identiche alle particelle di materia ma con carica opposta - e tra queste, in particolare, antielettroni, chiamati anche positroni, e antiprotoni.

I risultati pubblicati su Nature evidenziano un?anomalia nel rapporto tra il numero di positroni e il numero di elettroni rivelati. Questa abbondanza di positroni pu trovare una spiegazione plausibile in un segnale di materia oscura, ma non da escludere che si tratti di particelle provenienti da pulsar o da altre sorgenti astrofisiche. L?ipotesi che le particelle di materia oscura presenti nella nostra galassia, interagendo fra loro, si annichilino o decadano, producendo sciami di particelle secondarie di alta energia e, in particolare, coppie protone-antiprotone ed elettrone-positrone che Pamela sta intercettando.
?Questi dati, insieme a quelli pubblicati sul rapporto antiprotoni su protoni in febbraio su Physical Review Letters, rappresentano uno dei pi importanti contributi di questi ultimi anni alla conoscenza del mistero della materia oscura, permettendo di restringere in modo molto significativo il campo delle ipotesi sulla sua natura??, spiega Piergiorgio Picozza dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Universit di Roma Tor Vergata, coordinatore dell?esperimento Pamela.
Oltre ai nuclei di antimateria e ai possibili segnali di materia oscura, i fisici della collaborazione stanno cercando altri tipi di materia esotica, ma anche indicazioni sulle sorgenti dei raggi cosmici e sulle leggi che regolano i loro meccanismi di accelerazione e propagazione nella galassia, oltre a precise informazioni sull?evoluzione dell?attivit del Sole.
Il lavoro di analisi, cominciato dopo il lancio da Baikonur, in Kazakistan, il 15 giugno 2006, coinvolge una collaborazione internazionale, a cui partecipano scienziati italiani, russi, tedeschi e svedesi.
I ricercatori italiani, provenienti dalle Sezioni Infn e universit di Roma Tor Vergata, Trieste, Firenze, Napoli e Bari, dai Laboratori Nazionali di Frascati dell?Infn e dall?Ifac del Cnr di Firenze, costituiscono il nucleo centrale e pi numeroso della collaborazione.
La missione Pamela continuer a fornire informazioni per almeno altri tre anni.

?Andare nel cosmo a studiare l?antimateria di origine naturale fondamentale per capire l?origine e l?evoluzione dell?Universo in cui viviamo? spiega Enrico Flamini, responsabile Osservazione dell?Universo dell?Agenzia Spaziale Italiana. ?Per questo l?impegno italiano in questo campo proseguir con la missione AMS, il pi grande cacciatore di antimateria mai costruito, che verr agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale alla fine del prossimo anno?.


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