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		<title><![CDATA[Comunicati INFN]]></title>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
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			<title><![CDATA[Notiziario INFN]]></title>
			<description><![CDATA[]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
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			<title><![CDATA[Tagli alla ricerca previsti dalla spending review]]></title>
			<description><![CDATA[Dichiarazione congiunta di&lt;br&gt;&lt;br&gt;Giovanni Bignami, presidente INAF;  Fernando Ferroni, presidente INFN; Luigi Nicolais, presidente CNR&lt;br&gt;&lt;br&gt;Condividiamo l'auspicio del ministro Profumo a che il Parlamento corregga i tagli alla ricerca previsti dalla spending review.  Siamo consapevoli che le difficolt? in cui si dibatte il paese necessitano del contributo di tutti, ma siamo altrettanto convinti che queste non possano essere superate attraverso tagli al settore ricerca e universit?, al contrario. Siamo pronti per? a confrontarci perch? una possibile maggiore efficienza del sistema ricerca porti a quei risparmi e ad un maggior ritorno economico in ambito europeo, come auspicato dal ministro Profumo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
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			<title><![CDATA[Un sera con i misteri dell?Universo]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=661-1.jpg" title="661-1.jpg">L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nell'ambito del progetto europeo ?ITN Invisibles?, organizza per la sera del 29 giugno a Palazzo Pitti a Firenze, una conferenza pubblica sull?affascinante tema dei misteri dell?Universo dal titolo ''Di che cosa ? fatto l?Universo?''. L'evento e' realizzato in collaborazione con il Galileo Galilei Institute (GGI) dove ? in corso un importante convegno scientifico che vede la partecipazione di oltre 100 scienziati. Durante la serata, la professoressa Graciela Gelmini, dell'Universita' della California, Los Angeles, ci guidera' alla scoperta di alcuni dei misteri su cui lavorano i fisici di tutto il mondo come la materia oscura, gli elusivi neutrini e l?energia oscura. La conferenza ? rivolta a un pubblico generico.&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;Venerdi' 29 giugno dalle 19:00 alle 20:30&lt;br&gt;&lt;br&gt;Conferenza aperta al pubblico, ingresso gratuito&lt;br&gt;&lt;br&gt;Di che cosa e' fatto l?universo ? Prof. Graciela Gelmini (UCLA)&lt;br&gt;&lt;br&gt;Teatro del Rond? di Bacco (Palazzo Pitti)&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;Info: 055-2055260, 055-2055255&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;Breve approfondimento&lt;br&gt;&lt;br&gt;In Italia, ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, schermati da 1400 mt di roccia, i fisici dell?Infn studiano la materia oscura e i neutrini.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La materia oscura viene chiamata cosi' perche' non emette e non assorbe radiazione e quindi e' invisibile ai nostri occhi e ai nostri strumenti. Dovrebbe essere cinque volte pi? abbondante della materia ordinaria, che costituisce solo il 5% di cio' che compone il nostro universo. Supponiamo che la materia oscura esista per gli effetti gravitazionali che essa esercita su quella ordinaria. Ora stiamo cercando la prova diretta della sua esistenza: l'interazione tra materia oscura e materia ordinaria.&lt;br&gt;&lt;br&gt;I neutrini sono particelle dotate di massa, ma quasi nulla, molto abbondanti ma prive di carica per cui interagiscono pochissimo con la materia. Studiarli e' quindi molto difficile e li conosciamo ancora poco.&lt;br&gt;&lt;br&gt; ]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
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			<title><![CDATA[I neutrini dal CERN al Gran Sasso confermano il limite della velocita' della luce]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=660-1.jpg" title="660-1.jpg">Alla 25 Conferenza Internazionale sulla Fisica del Neutrino in corso a Kyoto in Giappone, sono stati presentati i risultati sul tempo di volo dei neutrini dal CERN al Laboratorio INFN del Gran Sasso da parte degli esperimenti BOREXINO, ICARUS e LVD e OPERA. I quattro esperimenti, situati nel Laboratorio INFN del Gran Sasso, hanno tutti misurato un tempo di volo consistente con la velocita' della luce. Si e' risolta dunque con la massima collaborazione tra i diversi esperimenti la vicenda sollevata a settembre scorso dalla presentazione dei dati di OPERA, che suggerivano una velocita' dei neutrini superiore a quella della luce. Le analisi condotte negli ultimi mesi hanno dimostrato che le misure di OPERA erano affette da un malfunzionamento del sistema di timing della fibra ottica dell?esperimento.&lt;br&gt;&lt;br&gt;'Anche se questo risultato non e' cosi' eccitante come qualcuno avrebbe desiderato, ha commentato Sergio Bertolucci, Direttore di Ricerca del CERN, si tratta di quello che, in fondo,  ci si aspettava. La vicenda ha catturato l'immaginazione pubblica e le ha dato l'opportunita' di vedere il metodo scientifico in azione: un risultato inaspettato e' stato reso noto per essere esaminato e risolto grazie alla colalborazione di esperimenti che sono, normalmente, in concorrenza fra loro. Questo e' il modo in cui la scienza si muove'. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Un tema, questo, sottolineato anche da Lucia Votano, direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso. 'E' motivo di grande soddisfazione, ha detto Lucia Votano, che quattro diversi esperimenti del Laboratorio INFN del Gran Sasso abbiano potuto misurare con grande precisione  la velocita' del neutrino su una distanza di 730 Km trovando tutti risultati tra loro coerenti e compatibili  con la teoria della relativita''.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Contatti&lt;br&gt;&lt;br&gt;INFN- Ufficio comunicazione&lt;br&gt;tel. +39066868162&lt;br&gt;Romeo Bassoli&lt;br&gt;romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;mob. +393286666766&lt;br&gt;Vincenzo Napolano&lt;br&gt;vincenzo.napolano@presid.infn.it&lt;br&gt;mob. +393472994985&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[I LABORATORI DI LEGNARO DELL'INFN COMPIONO 50 ANNI]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=659-1.jpg" title="659-1.jpg">Compie gli anni e festeggia il suo mezzo secolo di vita una delle infrastrutture scientifiche piu' importanti d'Italia: i Laboratori Nazionali di Legnaro (PD) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.&lt;br&gt;L'8 giugno dalle 14 alle 18 l'evento sara' ricordato, nella sede dei Laboratori, da Renato Angelo Ricci, dall'attuale direttore dei Laboratori Giovanni Fiorentini, dal presidente dell'INFN Fernando Ferroni, da Mauro Taiuti e dal rettore dell'Universita' di Padova Giuseppe Zaccaria.  &lt;br&gt;Oggi i Laboratori Nazionali di Legnaro ospitano quattro acceleratori di particelle uno dei quali, un acceleratore lineare a ioni pesanti, e' stato interamente progettato, costruito e testato dallo staff dei Laboratori. Grazie a queste dotazioni e al livello della scienza che vi si produce, oggi questo centro e' considerato a livello europeo un ''apparato di ricerca unico e raro''.&lt;br&gt;Ma a Legnaro non si fa soltanto ricerca sulla fisica fondamentale. I Laboratori hanno sviluppato infatti  ricerche avanzate anche nei campi della fisica biomedica, della radiobiologia, della fisica dello stato solido e ambientale, della tecnologia dei materiali, della criogenia e della superconduttivita'. Inoltre, i Laboratori sono un punto di riferimento per la diffusione della cultura scientifica sia con iniziative specifiche rivolte alle scuole, sia per la partecipazione a eventi di divulgazione scientifica. &lt;br&gt;Si tratta dunque di una struttura di livello internazionale profondamente integrata nel territorio, nel contesto produttivo, sociale e culturale del Nord Est.&lt;br&gt;E' stato cosi' fin dagli esordi quando, negli anni '60, i Laboratori nascono come ''Centro di Ricerche Nucleari della Regione Veneta'', con il patrocinio dell'Universita' degli Studi di Padova. All'inizio, i Laboratori ospitavano una macchina, un ''acceleratore di Van de Graaff'', capace di generare fino a 5,5 MV (milioni di volt), successivamente aumentata a 7 MV: era al momento lo strumento piu' sofisticato del suo genere disponibile in Italia per lavoro di ricerca nel campo della fisica nucleare. Oggi, questo acceleratore e' ancora in funzione, anche se e' utilizzato principalmente per attivita' di ricerca interdisciplinare e per scopi didattici.&lt;br&gt;Nel corso degli anni i Laboratori si sono affermati per le loro ricerche e per la dotazione di nuove macchine. &lt;br&gt;Per informazioni piu' dettagliate, vedere su: http://agenda.infn.it/conferenceDisplay.py?confId=4802&lt;br&gt;Per interviste o richieste: Chiara Zecchin, LNL, tel. 049 8068356, chiara.zecchin@lnl.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
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			<title><![CDATA[IL CENTRO DI CALCOLO DELL?INFN PREMIATO PER IL SUO IMPEGNO NEL MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA ENERGETICA]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=658-1.jpg" title="658-1.jpg">Il CNAF, il centro di supercalcolo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha ricevuto oggi uno dei premi Smart City assegnati nell'ambito dell'evento ''Le citta' intelligenti: opportunita' per le imprese del territorio'', in corso al Roadshow Smau di Bologna e realizzato assieme all'Anci, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.&lt;br&gt;Si tratta di un premio che valorizza, nell'ambito dell'iniziativa Smart City Roadshow tutti i soggetti coinvolti in progetti di sviluppo delle citta' intelligenti.&lt;br&gt;Il CNAF e' stato premiato perche', a fronte di un imponente lavoro di trattamento dei dati che vengono dal grande acceleratore di particelle LHC di Ginevra, e' riuscito a mettere in funzione un sistema di moderne tecnologie integrate che ha consentito di risparmiare sia sui costi del personale sia sui consumi elettrici. &lt;br&gt;Grazie infatti a un sistema integrato di Building Management System e' possibile coordinare le necessita' del centro di calcolo con il controllo della distribuzione elettrica e della distribuzione dei fluidi caldo/freddo (centrali frigorifere, unit? di trattamento aria, condizionatori, controlli dell'umidita' ambientale) nell'intero edificio.&lt;br&gt;E' questo sistema a essere premiato, perche' rende piu' compatibile, dal punto di vista ambientale e dei consumi, una gigantesca opera di trattamento dei dati provenienti da LHC. La macchina di Ginevra - la piu' grande costruita dall'uomo con i suoi 27 chilometri di circonferenza - produce infatti a pieno regime fino a 130 TB di dati al giorno, cioe' milioni di miliardi di bite. Bologna, con il CNAF, e' uno dei centri di primo livello su cui si appoggia il CERN per ''macinare'' i dati di LHC. Poter svolgere questo compito riuscendo nel frattempo a migliorare l'impatto ambientale, mostra come l'INFN abbia sviluppato una capacita' di gestione e sviluppo delle tecnologie piu' avanzate anche in un quadro di ''smart city'' come indicato dal programma europeo ''Horizon 2020''.&lt;br&gt;Grazie alle competenze acquisite per LHC il CNAF e' impegnato, nell'ambito della collaborazione IGI (Italian Grid Infrastructure, www.italiangrid.org) allo sviluppo di progetti di cloud applicato alle smart cities che recentemente ha ottenuto un riconoscimento importante nell'approvazione di una proposta progettuale da parte del MIUR.&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=658</link>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
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			<title><![CDATA[Opera osserva il secondo neutrino Tau]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=657-1.jpg" title="657-1.jpg">La collaborazione OPERA ha annunciato ieri a Kyoto, in Giappone, nel corso di una conferenza sui neutrini, l?osservazione di un secondo neutrino ''mutato'' tau dopo quello osservato nel 2010. In un suo comunicato, la collaborazione spiega che ''L?esperimento OPERA ? stato progettato per la ricerca di un fenomeno fisico molto raro e peculiare: l'oscillazione dei neutrini. La specifica oscillazione, studiata da OPERA, ? quella dei neutrini muonici, che si trasformano lungo il loro percorso in un tipo diverso di neutrino, i cosiddetti neutrini tau. L'acceleratore al CERN di Ginevra produce un intenso fascio di neutrini muonici, che e' inviato verso il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell'INFN. Grazie all'estrema rarita' delle loro interazioni con la materia, i neutrini arrivano indisturbati al Gran Sasso, dopo aver attraversato 730 km di roccia. L'apparato dell?esperimento OPERA, situato nel laboratorio sotterraneo del Gran Sasso funziona come una macchina fotografica con una massa di 1250 tonnellate, in grado di registrare le interazioni dei neutrini tau prodotti e quindi di dimostrare in modo diretto l'esistenza del fenomeno delle oscillazioni. L'esperimento ha cominciato la presa dati nel 2008 e nel 2010 la collaborazione riporto' l'osservazione di un primo neutrino tau. Da allora l'esperimento ha raccolto molti dati e analizzato diverse migliaia di interazioni di neutrini con un'accuratezza micrometrica. Il 5 giugno alla conferenza internazionale Neutrino 2012 a Kyoto, in Giappone, la Collaborazione ha annunciato l'osservazione di un secondo neutrino tau. Questo nuovo evento ? naturalmente un passo decisivo verso il completamento dell'obiettivo finale dell'esperimento?.&lt;br&gt;La collaborazione OPERA e' composta da 160 ricercatori provenienti da Universit? e istituti scientifici di: Belgio, Corea del Sud, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Israele, Italia, Russia, Tunisia, Svizzera e Turchia. In particolare in Italia i ricercatori coinvolti nel progetto afferiscono alle universit? e alle sezioni INFN di: Bari, Universita' e sezione di Bologna, Laboratori Nazionali di Frascati, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Universita' de l?Aquila, Universita' Federico II e sezione di Napoli, Universita' e sezione di Padova, Universit? La Sapienza e sezione di Roma, Universita' di Salerno.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Contatti&lt;br&gt;INFN- Ufficio comunicazione&lt;br&gt;06.6868162&lt;br&gt;comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=657</link>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[Il professor Maurizio Cumo nel Direttivo dell'Infn ]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=656-1.jpg" title="656-1.jpg">Il professor Maurizio Cumo ? stato nominato dal Ministero delle Infrastrutture e Sviluppo Economico come proprio nuovo rappresentante nel Consiglio Direttivo dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.  Maurizio Cumo ? uno dei massimi esperti italiani di energia nucleare, gi? ordinario di impianti nucleari presso l?Universit? La Sapienza di Roma e autore di 220 pubblicazioni scientifiche. E? membro, dalla sua costituzione, della Commissione Grandi Rischi della Presidenza del Consiglio, e in particolare della sezione ?Rischio industriale, nucleare e chimico?. Per il biennio 2000-2002 e poi nuovamente nel 2007-2009,  ? stato presidente della SOGIN, la societ? per la gestione degli impianti nucleari italiani, che ha il compito di smantellare le quattro vecchie centrali elettronucleari presenti sul nostro territorio. Dal 2008 ? presidente dell?European Atomic  Energy Society. Il presidente dell?INFN, Fernando Ferroni, ha espresso ?apprezzamento per questa scelta di altissimo profilo scientifico.?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Contatti:&lt;br&gt;INFN ? ufficio comunicazione ? 06 6868162 ? comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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		</item>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[Domenica 27 maggio, Open Day ai Laboratori INFN del Gran Sasso]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=655-1.jpg" title="655-1.jpg">Una giornata di scienza e gioco con tante sorprese e novita' ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso in occasione della decima edizione  dell'Open Day.&lt;br&gt;La manifestazione, che si terra' domenica 27 maggio (10.00-19.00), si rivolge in particolare a bambini e ragazzi, per i quali sono previsti giochi ed animazione; un modo divertente per avvicinarsi al mondo della scienza.&lt;br&gt;Il programma inizia alle ore 10.30 con la premiazione del concorso &quot;Anch'io scienziato...&quot; a cui quest'anno hanno partecipato oltre 1500  studenti delle scuole di ogni ordine e grado dell'Abruzzo impegnandosi nella realizzazione di quasi 70 piccoli progetti scientifici.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il programma prevede inoltre:&lt;br&gt;12.00 &quot;LE STELLE A MEZZOGIORNO&quot; - Conferenza&lt;br&gt;dott. Walter Riva - Direttore Osservatorio Astronomico del Righi - Genova &lt;br&gt;Durante l'incontro, grazie ad un particolare software che permette di rappresentare la volta celeste in questa sala, l'astronomo illustrera' il movimento delle stelle e altri oggetti celesti e la storie mitologiche sulle costellazione. &lt;br&gt;14.30 &quot;FENOMENALE!&quot; - Spettacolo&lt;br&gt;dott. Leonardo Alfonsi e Massimiliano Trevisan - PSIQUADRO&lt;br&gt;&lt;br&gt;Piccola collezione di fenomeni fisici che fanno spettacolo e lasciano a bocca aperta grandi e piccoli curiosi. Giochi d'aria, di suoni e di polveri infiammabili. &lt;br&gt;&lt;br&gt;15.30 &quot;LA CHIMICA COLORA LA VITA&quot; -  Spettacolo&lt;br&gt;dott. Massimiliano Aschi - Facolta' di Scienze - Universita' degli Studi dell'Aquila&lt;br&gt;dott. Marco Chiarini - Universita' degli studi di Teramo &lt;br&gt;con dott.ssa Valentina Ponzielli&lt;br&gt;Lo spettacolo vuole avvicinare il pubblico al fantastico mondo della Chimica, mostrando esperimenti che sono spettacolari, pieni di colori e di cambiamenti repentini che possono stupire. Molti ignorano infatti quanto sia importante la Chimica in tutti gli aspetti della nostra vita. Solo grazie alla Chimica moderna, con i suoi materiali, farmaci, fertilizzanti e altre svariate migliaia di molecole che non si trovano in natura, l?umanita' ha potuto aumentare la qualita' e la durata della vita. Attraverso questi stessi prodotti della chimica, percentuali sempre piu' consistenti della popolazione della Terra stanno uscendo dalla poverta'.&lt;br&gt;17.00 &quot;UNO SGUARDO VERSO IL SOLE&quot;&lt;br&gt;prof. Umberto Villante - Dip. Di Fisica - Universita' degli Studi dell'Aquila &lt;br&gt;Verranno illustrate le principali manifestazioni del ciclo di attivita' solare (macchie, brillamenti, esplosioni coronali), della loro influenza nello spazio circumterrestre, delle tempeste magnetiche, delle implicazioni che tali manifestazioni hanno sui sistemi tecnologici e sulla vita sociale.&lt;br&gt;TUTTA LA GIORNATA: www.lngs.infn.it&lt;br&gt;STAND FACOLTA' DI SCIENZE: ricercatori di varie discipline illustreranno con piccoli esperimenti le meraviglie delle scienze. &lt;br&gt;&quot;Fisica all'aperto&quot;: incontro con i professori dell'AIF (associazione per l'Insegnamento della fisica) e studenti per imparare e sperimentare la fisica in modo divertente.&lt;br&gt;&quot;4 chiacchere con acqua, aria, sassi, piante e animali&quot; percorsi naturalistici con gli esperti del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga&quot; &lt;br&gt;&quot;Planetario&quot;: per conoscere i misteri della volta Celeste (su prenotazione la mattina della manifestazione)&lt;br&gt;&quot;A tutta energia&quot; Parleremo di energia in modo divertente e interattivo con una frizzante dimostrazione per scoprire da dove viene, come si comporta, come si utilizza questa &quot;instancabile energia&quot;! &lt;br&gt;&quot;Giochiamo con l'energia&quot;: giocattoli o sorprendenti oggetti con cui interagire o da costruire per scoprire il sorprendente mondo dell'energia. &lt;br&gt;&quot;Caccia al tesoro matematica&quot;: una divertente caccia al tesoro a squadre con intriganti quesiti matematici da svolgere in maniera itinerante. &lt;br&gt;&quot;Teste rotte&quot;: di legno, di metallo, di spago o semplicemente di carta: all'angolo Teste rotte trovate rompicapo per tutti i gusti, e con essi il gusto della sfida, la determinazione nella ricerca, la bellezza del ragionamento. &lt;br&gt;&quot;Il giardino dei labirinti&quot;: tre scacchiere calpestabili verranno allestite per permettere ai visitatori di cimentarsi con la soluzione di rompicapo matematici. &lt;br&gt;Visite guidate ai laboratori di Meccanica ed Elettronica (su prenotazione la mattina della manifestazione)&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=655</link>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=654]]></guid>
			<title><![CDATA[Siglato accordo di un progetto europeo per la realizzazione di un centro per la cura oncologica]]></title>
			<description><![CDATA[Il giorno 16 Maggio 2012 e' stato firmato il Memorandum of Understanding (MoU) tra i Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN di Catania e la facility ELI (Extreme Light Infrastructure) di Praga.&lt;br&gt;Tale MoU sancisce l'inizio ufficiale del progetto Europeo ELIMED che ha come scopo la realizzazione di una facility dedicata agli studi di fisica medica con i fasci di particelle cariche accelerate dalla interazione con la materia di fasci laser di altissima potenza. &lt;br&gt;Di notevole importanza le applicazioni mediche che potranno essere condotte, attraverso l'utilizzo di fasci di carbonio,  per il trattamento di tumori piu' profondamente radicati nei tessuti.&lt;br&gt;ELIMED punta a dimostrare l'applicabilita' in fisica medica di tali fasci che saranno disponibili presso il centro ELI di Praga a partire dal 2016. &lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=654</link>
		</item>
		<item>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=653]]></guid>
			<title><![CDATA[Ricerche su neutrini e materia oscura, formazione dei giovani, acceleratori di particelle: ? l?Istituto virtuale INFN-IHEP di Pechino]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=653-1.jpg" title="653-1.jpg">Un istituto virtuale che svilupper? la collaborazione scientifica tra l?Italia e la Cina in un settore in cui il nostro paese ? all?avanguardia nel mondo.  L?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e L?Istituto per la Fisica delle Alte Energie (IHEP) di Pechino hanno ratificato, in un incontro a Roma, il loro protocollo di accordo per la ricerca e per la formazione dei giovani. Una collaborazione che entrer? nell?agenda del prossimo viaggio del ministro Profumo in Cina a giugno.&lt;br&gt;L?insieme delle concrete iniziative comuni costituir?, appunto, una sorta di Istituto virtuale unico di ricerca: anche per questo un italiano andr? a Pechino, presso l?IHEP, a rappresentare stabilmente l?INFN e coordinarne i rapporti con gli omologhi cinesi.&lt;br&gt;L?incontro di Roma ha messo in luce il forte interesse cinese a realizzare esperimenti congiunti su neutrini e materia oscura ai Laboratori del Gran Sasso e da parte italiana un analogo interesse per il laboratorio cinese di Dayabay. Si collaborer? anche sulla fisica degli acceleratori e il computing (approfondendo il lavoro comune che si sta gi? facendo sulla GRID). La collaborazione continuer? anche su esperimenti gi? avviati come ARGO (che si trova sull?altopiano tibetano) e AMS, il rivelatore di raggi cosmici che ? stato portato un anno fa sulla Stazione Spaziale Internazionale.&lt;br&gt;Un discorso a parte riguarda la formazione, sia per i giovani dottorandi che per il post-doc. INFN e IHEP hanno gi? scambi di giovani ricercatori (sono presenti ad esempio giovani cinesi ai laboratori di Frascati e del Gran Sasso), ma i due istituti vogliono approfondire questo impegno comune, utilizzando per questo anche il neonato Gran Sasso Science Institute, la nuova scuola sperimentale di dottorato internazionale di cui l?INFN ? il soggetto attuatore. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Infn ? Ufficio stampa&lt;br&gt;Romeo Bassoli, Eleonora Cossi&lt;br&gt;06 6868162&lt;br&gt;comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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		</item>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[UN SUPER LASER PER SUPERB]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=652-1.jpg" title="652-1.jpg">Il progetto dell'acceleratore SuperB, che sara' realizzato entro cinque anni nell'area di Tor Vergata, si arricchisce di un competitivo FEL (Free Electron Laser). Le caratteristiche uniche della luce del FEL di SuperB potranno servire obiettivi di fisica della materia, biologia e medicina, in sinergia con gli obiettivi di fisica fondamentale di SuperB, senza compromettere le prestazioni dell'acceleratore.&lt;br&gt;Cuore del Cabibbolab, il centro internazionale di fisica fondamentale e applicata promosso dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dall'Universita' di Roma Tor Vergata, SuperB sara' cosi' in grado di mettere da subito a disposizione della comunita' scientifica internazionale un'infrastruttura multidisciplinare di altissimo livello.&lt;br&gt;''Questa idea nasce dalla volonta' di allargare l'offerta scientifica del Cabobbolab - ha dichiarato Roberto Petronzio, direttore del Cabibbolab - Il Linac (LINear ACcelerator) di SuperB  e' progettato per iniettare elettroni nell'anello dell'acceleratore a un'energia di 6 GeV e il suo disegno e' perfettamente compatibile con un FEL ad alta prestazione, capace di produrre radiazione monocromatica nella regione dei raggi X ''duri'', particolarmente indicata per lo studio della materia biologica e delle nanostrutture''.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Oltre a esplorare i segreti della materia sub-nucleare, con SuperB sara' cosi' possibile utilizzare nuove tecniche di indagine basate sulla formazione d'immagini a raggi X. Sara' possibile ''radiografare'' la materia con una risoluzione inferiore a 1 milione di volte il diametro di un capello e investigare la dinamica di fenomeni ultra-veloci, impossibili da fotografare con tradizionali strumenti di imaging. Le straordinarie potenzialita' di questa tecnologia trovano applicazione nella scienza dei nuovi materiali, nello sviluppo delle nano-tecnologie, della biofisica delle cellule e della cristallografia delle proteine, con ricadute di grande portata anche in campo farmacologico e medico.&lt;br&gt;&lt;br&gt;''L'opportunita' di realizzare un FEL che lavori in sinergia con l'acceleratore SuperB  e' resa possibile dall'altissimo livello dei ricercatori dell'Infn - ha dichiarato Fernando Ferroni, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - e grazie all'esperienza maturata nella realizzazione del complesso Sparc (Sorgente Pulsata Auto-amplificata di Radiazione Coerente, ndr.) ai Laboratori di Frascati, dove si studiano le tecniche di accelerazione alla frontiera della tecnologi''.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il FEL consiste di un lungo magnete ''ondulatore'' formato da una successione di un gran numero di magneti con polarit? alternata, in modo che l?elettrone sia costretto a percorrere una sorta di slalom. A ogni curva, la ''frenata'' degli elettroni si manifesta con l'emissione di una radiazione che opportunamente collimata e amplificata ha preziose caratteristiche di monocromaticita' e coerenza, proprie della luce laser. La lunghezza d'onda della radiazione emessa dagli elettroni ha una lunghezza d'onda che dipende dalla loro energia: proprio questa caratteristica dei FEL consente di modificare il tipo di luce emessa, dall'infrarosso ai raggi X, semplicemente modificando l'energia del fascio di elettroni iniettati. Una seconda caratteristica rende i FEL unici nel panorama delle sorgenti di luce di sincrotrone: la possibilita' di produrre impulsi di radiazione ultra-corti, sulla scala dei femto-secondi, utili a ''filmare'' la dinamica di processi estremamente veloci.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La realizzazione del FEL non compromette in alcun modo le prestazioni del Linac, gia' progettato per accelerare e iniettare gli elettroni nell'anello di SuperB. Sebbene avvenga con continuita', l'iniezione dei pacchetti di elettroni nel FEL e' pulsata a una frequenza molto diversa da quella con la quale gli elettroni sono iniettati nell'anello di SuperB, senza limitazione alcuna delle prestazioni di quest'ultimo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per informazioni:&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Francesca Scianitti - Ufficio Stampa Cabbibbolab&lt;br&gt;Tel. 347 4600445 - 066868162, francesca.scianitti@cabibbolab.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Romeo Bassoli - Ufficio Stampa Infn&lt;br&gt;Tel. 328 6666766, romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Walter Scandale - Cabibbolab, direttore delle Infrastrutture&lt;br&gt;Tel. +4176 4873786, walter.scandale@cabibbolab.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alessandro Variola - Cabibbolab, responsabile del Dipartimento Acceleratore&lt;br&gt;Tel.+33 610892044, alessandro.variola@ cabibbolab.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Massimo Ferrario - Cabibbolab, responsabile della divisione Sorgenti di Radiazione&lt;br&gt;Tel. 333 1295520, massimo.ferrario@lnf.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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		</item>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[La ricerca sui neutrini permette la scoperta di vortici  negli abissi del Mar Mediterraneo orientale.]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=651-1.jpg" title="651-1.jpg">Grazie a un progetto di ricerca sui neutrini dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e' stato possibile osservare per la prima volta nel Mediterraneo la presenza di catene di vortici marini alla profondita' di oltre 3000 metri, grandi strutture d'acqua del diametro di circa 10 km, lentamente in moto alla velocita' di circa 3 centimetri al secondo.&lt;br&gt;L'articolo che descrive questa scoperta (Abyssal undular vortices in the Eastern Mediterranean basin di A. Rubino et al.) viene pubblicato oggi sul giornale scientifico online Nature Communications e firmato tra gli altri da ricercatori delle sezioni INFN di Roma1 e Catania e dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN.&lt;br&gt;Questa scoperta e' stata fatta grazie alle misure oceanografiche svolte nell'ambito dell'esperimento NEMO (Neutrino Mediterranean Observatory), un progetto dell'INFN che prevede la realizzazione di un apparato strumentale per la rivelazione su fondali oceanici del passaggio di neutrini di alta energia provenienti dallo spazio profondo. Per lo studio del sito piu' opportuno per la realizzazione di questo apparato, l'esperimento NEMO ha posto a 3500 metri di profondita', nel mar Ionio, una serie di strumenti per la misura delle correnti e della temperatura, raccogliendo lunghe serie temporali annuali di dati. L'analisi di questi dati, svolta da Angelo Rubino, oceanografo dell'Universita' Ca' Foscari di Venezia, e dai suoi collaboratori ha messo in luce la presenza di catene di vortici marini profondi, che la comunita' oceanografica non si attendeva in un bacino chiuso come il Mediterraneo. Di questi vortici va chiarita l'origine. Potrebbe essere locale ma gli autori della ricerca non escludono un'origine remota legata a processi di instabilita' fluidodinamica nelle acque del Mar Adriatico e/o del Mar Egeo: questi processi darebbero luogo a strutture rotanti e lentiformi in grado di percorrere centinaia di chilometri senza perdere le loro caratteristiche dinamiche e idrografiche. Simulazioni numeriche, risultati teorici e precedenti misure su diversi siti sembrano confermare queste conclusioni. I vortici osservati avrebbero un ruolo di particolare interesse nell'ambito delle variabilita' climatiche del Mar Mediterraneo. Cinque anni fa l'esperimento NEMO, con un apparato acustico posto a 2000 metri di profondita' davanti a Catania, aveva rivelato una presenza altrettanto inaspettata, per quantita' di soggetti, di cetacei e in particolare di capodogli in quella zona di mare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=651</link>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[2002-2012 ADROTERAPIA: 10 anni di successo nella cura dei TUMORI DELL'OCCHIO ]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=649-1.jpg" title="649-1.jpg">''Dopo 10 anni di trattamenti di clinicamente e tecnologicamente avanzati dei tumori oculari (protonterapia o adroterapia) nei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sta nascendo il Centro clinico di adroterapia di Catania presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro, anche grazie alla sensibilit? della Regione Sicilia'' cos? ha dichiarato questa mattina durante l?audizione davanti la 12? Commissione permanente Igiene e Sanit? del Senato, il direttore dei Laboratori Nazionali del Sud dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Giacomo Cuttone.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'audizione, sostenuta assieme al Direttore Generale dell?Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, dott. Francesco Poli in merito alla realizzazione di un nuovo centro clinico di Adroterapia per la cura dei tumori che trover? collocazione presso  l?ospedale catanese, frutto della positiva esperienza maturata con il centro di Adroterapia dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (CATANA) dedicato al trattamento del melanoma oculare. Una struttura che ? stata la prima, e fino a pochi mesi fa, l'unica realt? clinica operante in Italia, oggi  affiancato dal CNAO di Pavia.  Il primo trattamento avvenne infatti nel febbraio del 2002 e da allora sono stati trattati con percentuali di successo vicine al 95%, circa 300 pazienti provenienti da diverse regioni d?Italia, dati ampiamente riportati nella letteratura medica. Precedentemente all?entrata in funzione di CATANA, per ottenere cure analoghe, i pazienti erano costretti ad affrontare i cosiddetti viaggi della speranza, con notevoli aggravi nel budget della spesa pubblica sanitaria. Solo in pochi altri paesi al mondo quali la Francia, Svizzera, Giappone, Inghilterra e Usa era possibile effettuare queste cure.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il centro CATANA opera con la responsabilit? clinica dell'Azienda ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania ed e' stata realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Universita' di Catania ed il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia. La precisione della tecnica di irraggiamento con fasci di protoni con una energia di 62MeV generati dal Ciclotrone Superconduttore, uno dei due acceleratori di particelle dei LNS, consente una azione ben localizzata sul tumore con il minimo danneggiamento dei tessuti sani circostanti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;CONTATTI PER LA STAMPA:&lt;br&gt;&lt;br&gt;LNS ? comunicazione&lt;br&gt;&lt;br&gt;Gaetano Agnello; 095 - 542 296; agnello@lns.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;INFN ? ufficio stampa&lt;br&gt;&lt;br&gt;Romeo Bassoli, 06 98017987; 335 1092985; bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Eleonora Cossi, 06 6868162; eleonora.cossi@presid.infn.it]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[L'INFN saluta la replica del Galileo di Paolini ai Laboratori del Gran Sasso]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=648-1.jpg" title="648-1.jpg">Domani, primo maggio, La7 rimandera' in onda alle 21.30 lo spettacolo di Marco Paolini ''ITIS Galileo'' dai Laboratori INFN del Gran Sasso. La diretta ha avuto, come noto, un milione e mezzo di telespettatori con punte di un milione e settecentomila. &lt;br&gt;''Il successo dell'iniziativa da' ragione all'INFN che ha proposto oltre un anno fa di portare all'interno del Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso lo spettacolo di Paolini, consapevole che potesse assumere la valenza di una operazione culturale destinata a lasciare il segno, - commenta il direttore dei Laboratori, Lucia Votano - rappresentare Galileo in un luogo dove una vasta comunita' internazionale di scienziati produce scienza ai piu' alti livelli mondiali ha di per se' un valore simbolico non effimero o puramente mediatico''.&lt;br&gt;Per il presidente dell'INFN, Fernando Ferroni, ''Siamo fieri come Istituto di aver promosso questa iniziativa, che ha mostrato col suo straordinario successo, lo spazio che c'e' per fare e diffondere cultura mettendo insieme idee e capacita' diverse. Un ringraziamento speciale a Paolini e a La 7 che hanno colto e valorizzato la sfida''.&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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		</item>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[TEATRO TRA I NEUTRINI]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=647-1.jpg" title="647-1.jpg">Per la prima volta un laboratorio scientifico italiano ospita un?opera teatrale in diretta tv. E? ?ITIS Galileo? recitato da Marco Paolini, che si terr? il 25 aprile alle ore 21 nella sala B dei Laboratori INFN del Gran Sasso. Lo spettacolo verr? trasmesso in diretta su La7 a partire dalle 21,10 e in streaming sul sito www.la7.it, dove rimarr? disponibile in replica per 7 giorni.&lt;br&gt;L?opera teatrale ? un lavoro di approfondimento che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato a Galileo Galilei, il padre della fisica moderna che appare oggi come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio. Questo lavoro indaga sulla frizione tra ragione e superstizione e sulla concreta, umana difficolt? nel mettere in discussione principi che apparivano incrollabili.&lt;br&gt;Pere il direttore dei Laboratori INFN, Lucia Votano, ? Galileo messo in scena da Paolini all?interno del Laboratorio ci ha posto delle domande: servir? davvero alla scienza, a farne cogliere il significato e la rilevanza  o rimane pur sempre un?operazione culturale di nicchia? Fare uno spettacolo all?interno di un tempio della Scienza contribuisce a svilirla, assecondando e ripercorrendo una banalizzazione della divulgazione scientifica a cui purtroppo gi? assistiamo??&lt;br&gt;?Personalmente ? continua Lucia Votano - sono convinta che al grande pubblico che seguir? in televisione lo spettacolo non sfuggir?  la grandezza della figura di Galileo e il valore assolutamente innovativo del suo pensiero scientifico, allo stesso tempo gli spettatori potranno, attraverso le immagini del Laboratorio del Gran Sasso, toccare con mano che ancora oggi in Italia esistono luoghi di eccellenza della ricerca e persone che vi dedicano la loro vita tra mille difficolt? .&lt;br&gt;I Laboratori del Gran Sasso sono a circa 120 km da Roma e rappresentano una struttura a livello mondiale frequentata da scienziati provenienti da 29 paesi diversi; attualmente ne sono presenti oltre 900 impegnati in circa 15 esperimenti in diverse fasi di realizzazione. Esperimenti che riguardano soprattutto i neutrini e  la materia oscura.&lt;br&gt;Le strutture sotterranee sono collocate su un lato di un tunnel autostradale lungo 10 chilometri che attraversa il Gran Sasso, direzione Roma, e sono composte da tre grandi sale sperimentali, ognuna delle quali misura circa 100 m. di lunghezza, 20 m. di larghezza e 18 m. di altezza e tunnel di servizio, per un volume totale di circa 180,000 metri cubi.&lt;br&gt;I 1400 m. di roccia che sovrastano i Laboratori costituiscono una copertura tale da ridurre il flusso dei raggi cosmici di un fattore un milione; inoltre, il flusso di neutroni ? migliaia di volte inferiore rispetto alla superficie grazie alla minima percentuale di Uranio e Torio presente nella roccia di tipo dolomitico che costituisce la montagna.&lt;br&gt; Al termine dello spettacolo si terr? un approfondimento voluto e condotto da Marco Paolini dal titolo &quot;L?importanza della carta stagnola?, con la partecipazione di ricercatori scelti dalla compagnia teatrale.&lt;br&gt;Il pubblico potr? partecipare alla rappresentazione dal vivo prenotando il proprio posto e sottoscrivendo le condizioni di sicurezza per l'accesso al laboratorio dal 1 aprile 2012 attraverso il sito www.marcopaolini.info.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ufficio stampa INFN &lt;br&gt;Romeo Bassoli&lt;br&gt;06 6868162&lt;br&gt;romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ufficio comunicazione Laboratori Nazionali del Gran Sasso&lt;br&gt;Roberta Antolini&lt;br&gt;0862 437216&lt;br&gt;roberta.antolini@lngs.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=647</link>
		</item>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=646]]></guid>
			<title><![CDATA[Nuove sorprese dal cuore della nebulosa del Granchio]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=646-1.jpg" title="646-1.jpg">La pulsar al centro del famoso resto di supernova del Granchio sta mostrando una riserva di energia inaspettata. Questo e' quanto scoperto dalla collaborazione MAGIC, che opera sull'isola La Palma alle Canarie con i due piu' grandi telescopi gamma al mondo, a cui per l'Italia collaborano l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). MAGIC ha osservato i raggi gamma emessi dalla Pulsar ben sopra sopra i 50 GeV, dove fino ad ora gran parte della strumentazione risultava non essere sensibile, scoprendo un'emissione periodica di brevi impulsi che si estendono fino a 400 GeV. Questo limite risulta essere 50-100 volte superiore a cio' che ci si aspetterebbe dalle teorie attuali. Al momento gli astrofisici non sono in grado di trovare una spiegazione soddisfacente a questo fenomeno.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La stella di neutroni osservata all'interno della nebulosa del Granchio e' una delle pulsar piu' famose; si trova a una distanza di 6000 anni luce dalla Terra. Essa ruota attorno al proprio asse compiendo 30 giri al secondo generando un campo magnetico di 100 milioni di tesla, cioe' 1000 miliardi di volte piu' intenso di quello terrestre. Questa pulsar e la nebulosa che la avvolge sono osservabili nella costellazione del Toro. Entrambe sono il residuo di una stella che esplose nel 1054 e che fu osservata e registrata dagli astronomi cinesi per la sorprendente luminosita' che la caratterizzo' rendendola visibile a occhio nudo anche di giorno.&lt;br&gt;&lt;br&gt;''Le stelle di neutroni sono oggetti estremamente densi con masse comparabili a quella solare ma con un raggio dell'ordine d'lla decina di km'', spiega Alessandro De Angelis, dell'Universita' di Udine e dell'INFN. ''Il periodo di rotazione di una stella di neutroni - prosegue De Angelis - e' sorprendentemente regolare e veloce: una rotazione completa puo' avvenire in un tempo che va da un millesimo di secondo fino a una decina di secondi. Durante la rotazione, la stella di neutroni genera particelle cariche, perlopiu' elettroni e anti-elettroni. Le particelle generate seguono le linee del campo magnetico che ruotano alla stessa velocita' della stella di neutroni. Le particelle irraggiano emettendo luce in gran parte dello spettro elettromagnetico, dalle onde radio alla radiazione gamma. Ogni qualvolta questo fascio collimato di radiazione attraversa la nostra linea di vista, la sua emissione puo' essere osservata, proprio come la luce di un faro in lontananza'', conclude De Angelis.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alcuni anni fa i telescopi MAGIC osservarono emissione gamma proveniente dalla pulsar del Granchio a energie superiori ai 25 GeV, con grande sorpresa per la comunita' scientifica. Gli scienziati dedussero che la radiazione doveva essere prodotta almeno a 60 km dalla superficie della stella, poiche' i fotoni di alta energia vengono schermati efficacemente dal campo magnetico intorno alla stella. Di conseguenza, una sorgente di fotoni gamma situata vicino alla superficie non poteva essere rivelata a energie cosi' elevate, escludendo in questo modo le principali teorie di emissione periodica della pulsar del Granchio. Solamente un anno e mezzo fa le osservazioni compiute con i telescopi MAGIC hanno mostrato che le pulsazioni gamma sono presenti almeno fino a 100 GeV.&lt;br&gt; &lt;br&gt;''Le recenti misurazioni di MAGIC, insieme a quelle del satellite per astronomia gamma Fermi che ha effettuato osservazioni a energie piu' basse, forniscono informazioni sull'emissione di raggi gamma che va da un decimo di GeV a 400 GeV. Questi dati osservativi creano grandi difficolta' a gran parte delle teorie che finora hanno cercato di spiegare il meccanismo alla base dei processi di emissione delle pulsar e che prevedono limiti energetici molto piu' bassi per le emissioni ad alta energia. Allo stesso tempo queste misure forniscono agli studiosi delle pulsar nuovi dati per colmare l'enigmatico meccanismo di produzione dei raggi gamma emessi da questi oggetti estremamente compatti'', afferma Lucio Angelo Antonelli dell'INAF.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La regione del Granchio e' stata considerata per tanto tempo il punto di riferimento dell'astrofisica delle alte energie e uno degli oggetti celesti piu' studiato della nostra galassia. Questa sorgente celeste, di cui si pensava di conoscere praticamente tutto, in questi ultimi mesi sta rivelando un volto insospettabilmente nuovo grazie alle ultime osservazioni in cui gli scienziati italiani hanno giocato un ruolo di primo piano. Difatti, prima i risultati del satellite per astronomia gamma AGILE e ora i risultati di MAGIC stanno mostrando che un oggetto come la pulsar del Granchio, anche quando si pensa di conoscerlo bene, e' in realta' pieno di sorprese che richiedono ulteriori sforzi teorici e osservativi per coglierne la vera natura. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il contributo italiano&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'INFN e' stato tra i fondatori del telescopio gamma binoculare MAGIC, il piu' grande al mondo, contribuendo a gran parte della superficie riflettente e dell'elettronica. Attualmente partecipa all'esperimento con i gruppi delle Universita' di Padova, Udine, Trieste, Siena e Como. L'INAF e' entrato nell'esperimento MAGIC nel 2006 realizzando una parte degli specchi del secondo telescopio. Gli scienziati dell'INFN e dell'INAF contribuiscono alle attivita' tecniche e scientifiche dell'esperimento partecipando attivamente alla definizione dei programmi scientifici, alla presa dati e alla loro analisi e interpretazione.]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=645]]></guid>
			<title><![CDATA[A Catania una grande conferenza con i protagonisti della caccia  al bosone di Higgs e ai segreti della materia]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=645-1.jpg" title="645-1.jpg">I fisici italiani che guidano la grande avventura scientifica dell'acceleratore LHC di Ginevra saranno domani, 23 marzo, i protagonisti della conferenza organizzata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) &quot;Esploratori dell'invisibile&quot; che si terra' domani a Catania e a cui parteciperanno ben 1200 studenti siciliani. Con loro, il presidente dell'INFN e il responsabile del progetto Km3Net per l'osservazione dei neutrini. A moderare il dibattito ci sara' uno &quot;scienziato per caso&quot;, Patrizio Roversi.   L'iniziativa si svolgera' dalle 9.30 alle 13.30 presso il complesso le Ciminiere di Catania (viale Africa) ed e' organizzata dai Laboratori Nazionali del Sud e dalla Sezione di Catania dell'INFN con il patrocinio della Provincia di Catania e la collaborazione dell'Universita'.&lt;br&gt;Sara' possibile seguire l'evento via streaming collegandosi all'indirizzo http://www.infn.it/lhcitalia/ &lt;br&gt;oppure http://www.lns.infn.it&lt;br&gt;e intervenire con domande in tempo reale twittando @UffComINFN o con l'ashtag #lhc&lt;br&gt;o scrivendo a comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;Interverranno:&lt;br&gt;Oscar Adriani - co-spokesperson esperimento LHCf&lt;br&gt;Pierluigi Campana - coordinatore esperimento LHCb&lt;br&gt;Fabiola Gianotti - coordinatore esperimento ATLAS&lt;br&gt;Fernando Ferroni - presidente INFN&lt;br&gt;Emilio Migneco coordinatore europeo progetto Km3Net&lt;br&gt;Stefano Lami - co-spokesperson esperimento Totem&lt;br&gt;Guido Tonelli - coordinatore emerito espeerimento CMS&lt;br&gt;Ermanno Vercellin - esperimento Alice&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per info: tel 095.542301; sis@lns.infn.it&lt;br&gt;PER LA STAMPA: 328 6666766; 335 240538; 329 8312 277&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[Un acceleratore record per medicina, fusione e scorie nucleari]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=644-1.jpg" title="644-1.jpg">In questi giorni un modulo di un nuovo acceleratore di particelle ha raggiunto un record mondiale che apre prospettive importanti per l'impiego nell'energia, nella medicina, nella sicurezza. &lt;br&gt;L?acceleratore si chiama RFQ (Radio Frequency Quadrupole) ed ? stato progettato e realizzato dai Laboratori Nazionali di Legnaro (Padova) dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) assieme all?industria italiana Cinel strumenti scientifici, grazie al lavoro di diversi anni di un gruppo di una decina di esperti fra fisici ed ingegneri. I test si sono svolti presso i laboratori di Saclay, in Francia.&lt;br&gt;Si tratta di un acceleratore di particelle di alta intensit? unico al mondo; lungo circa 10 metri, ? capace di produrre un fascio di protoni di 5 MeV (Mega electron volt) con una potenza di 200 kW concentrata in pochi millimetri quadrati.  Con questo fascio di protoni sar? possibile produrre fasci di neutroni intensi come quelli dei reattori nucleari di ricerca senza bisogno di avere un reattore e quindi senza alcuna produzione di scorie radioattive. Fasci intensi di neutroni hanno molte applicazioni. Le pi? importanti sono: &lt;br&gt;&lt;br&gt;?	Cura dei tumori con nuovi metodi come la Boron Neutron Capture Therapy che consiste nel far assorbire grandi quantit? di boro alle cellule di alcuni tumori diffusi (come il melanoma) e poi colpire con un fascio di neutroni queste cellule. I prodotti delle reazioni nucleari indotte dai neutroni fanno letteralmente esplodere le cellule malate senza danneggiare quelle sane, anche se vicine. Presso lo IOV-IRCCS di Padova e l?universit? di Pavia sono gi? in corso sperimentazioni pre-cliniche nella prospettiva di usare i fasci neutronici nella terapia su pazienti. &lt;br&gt;?	Caratterizzazione delle scorie nucleari: esaminando le scorie che sono gi? state stoccate (vetrificate dentro contenitori, ad esempio) ? possibile capire esattamente quale sia la loro composizione. Questo permetterebbe di contenere notevolmente sia i costi del futuro deposito nazionale, sia il successivo confinamento. Lo studio di questa applicazione dell?RFQ di TRASCO ? prevista in un accordo quadro fra Sogin (societ? gestione impianti nucleari), INFN e Universit? di Pavia.&lt;br&gt;?	Studio dei danni indotti dai neutroni nei materiali che saranno utilizzati nei futuri reattori per la fusione nucleare. l?INFN con il progetto IFMIF EVEDA sta costruendo uno specifico RFQ per questa applicazione. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Contatti&lt;br&gt;Gianni Fiorentini, direttore LNL ? tel 049 8068356&lt;br&gt;Andrea Pisent, LNL  - tel 049 8068358&lt;br&gt;Ufficio comunicazione INFN  tel 06 6868162&lt;br&gt;comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
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			<title><![CDATA[L'esperimento Icarus misura i neutrini: non vanno p?i? veloci della luce]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=643-1.jpg" title="643-1.jpg">L'esperimento ICARUS collocato nei Laboratori INFN del Gran Sasso e guidato dal premio Nobel Carlo Rubbia, in un articolo apparso sul sito scientifico arxiv, presenta una nuova misura della velocita' dei neutrini lanciati dal CERN al Gran Sasso. Il risultato appare chiaro: i neutrini non viaggiano piu' velocemente della luce. &lt;br&gt;L'esperimento, basato su sette eventi rilevati nel novembre scorso, ? stato effettuato con un sofisticato strumento costituito da 760 tonnellate di Argon liquido.&lt;br&gt;?Come accade nella scienza qualcuno rifa' lo stesso esperimento e pu? arrivare a risultati diversi ? ha commentato il presidente dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare professor Fernando Ferroni ? In questo caso, si rafforzano i dubbi espressi dalla stessa collaborazione Opera a seguito delle verifiche effettuate dopo il sorprendente annuncio dello scorso settembre. E' importante che ancora una volta sia stato un esperimento collocato dentro i Laboratori INFN del Gran Sasso a dare un contributo importantissimo alla ricerca della verita'.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per informazioni&lt;br&gt;Romeo Bassoli, capo ufficio stampa&lt;br&gt;Istituto Nazionale Fisica Nucleare&lt;br&gt;tel: 39.066868162; cell: 3286666766&lt;br&gt;E-mail: romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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