<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
	<atom:link href="http://www.infn.it/rss/comunicati.xml.php" rel="self" type="application/rss+xml" />		
		<title><![CDATA[Comunicati INFN]]></title>
		<description><![CDATA[Comunicati INFN]]></description>
		<link>http://www.infn.it/news/news_all.php</link>
		<language>it-IT</language>
		<generator>INFN - Dataweb</generator>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=652-1.jpg" length="4838" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=652]]></guid>
			<title><![CDATA[UN SUPER LASER PER SUPERB]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=652-1.jpg" title="652-1.jpg">Il progetto dell'acceleratore SuperB, che sara' realizzato entro cinque anni nell'area di Tor Vergata, si arricchisce di un competitivo FEL (Free Electron Laser). Le caratteristiche uniche della luce del FEL di SuperB potranno servire obiettivi di fisica della materia, biologia e medicina, in sinergia con gli obiettivi di fisica fondamentale di SuperB, senza compromettere le prestazioni dell'acceleratore.&lt;br&gt;Cuore del Cabibbolab, il centro internazionale di fisica fondamentale e applicata promosso dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dall'Universita' di Roma Tor Vergata, SuperB sara' cosi' in grado di mettere da subito a disposizione della comunita' scientifica internazionale un'infrastruttura multidisciplinare di altissimo livello.&lt;br&gt;''Questa idea nasce dalla volonta' di allargare l'offerta scientifica del Cabobbolab - ha dichiarato Roberto Petronzio, direttore del Cabibbolab - Il Linac (LINear ACcelerator) di SuperB  e' progettato per iniettare elettroni nell'anello dell'acceleratore a un'energia di 6 GeV e il suo disegno e' perfettamente compatibile con un FEL ad alta prestazione, capace di produrre radiazione monocromatica nella regione dei raggi X ''duri'', particolarmente indicata per lo studio della materia biologica e delle nanostrutture''.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Oltre a esplorare i segreti della materia sub-nucleare, con SuperB sara' cosi' possibile utilizzare nuove tecniche di indagine basate sulla formazione d'immagini a raggi X. Sara' possibile ''radiografare'' la materia con una risoluzione inferiore a 1 milione di volte il diametro di un capello e investigare la dinamica di fenomeni ultra-veloci, impossibili da fotografare con tradizionali strumenti di imaging. Le straordinarie potenzialita' di questa tecnologia trovano applicazione nella scienza dei nuovi materiali, nello sviluppo delle nano-tecnologie, della biofisica delle cellule e della cristallografia delle proteine, con ricadute di grande portata anche in campo farmacologico e medico.&lt;br&gt;&lt;br&gt;''L'opportunita' di realizzare un FEL che lavori in sinergia con l'acceleratore SuperB  e' resa possibile dall'altissimo livello dei ricercatori dell'Infn - ha dichiarato Fernando Ferroni, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - e grazie all'esperienza maturata nella realizzazione del complesso Sparc (Sorgente Pulsata Auto-amplificata di Radiazione Coerente, ndr.) ai Laboratori di Frascati, dove si studiano le tecniche di accelerazione alla frontiera della tecnologi''.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il FEL consiste di un lungo magnete ''ondulatore'' formato da una successione di un gran numero di magneti con polarit? alternata, in modo che l?elettrone sia costretto a percorrere una sorta di slalom. A ogni curva, la ''frenata'' degli elettroni si manifesta con l'emissione di una radiazione che opportunamente collimata e amplificata ha preziose caratteristiche di monocromaticita' e coerenza, proprie della luce laser. La lunghezza d'onda della radiazione emessa dagli elettroni ha una lunghezza d'onda che dipende dalla loro energia: proprio questa caratteristica dei FEL consente di modificare il tipo di luce emessa, dall'infrarosso ai raggi X, semplicemente modificando l'energia del fascio di elettroni iniettati. Una seconda caratteristica rende i FEL unici nel panorama delle sorgenti di luce di sincrotrone: la possibilita' di produrre impulsi di radiazione ultra-corti, sulla scala dei femto-secondi, utili a ''filmare'' la dinamica di processi estremamente veloci.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La realizzazione del FEL non compromette in alcun modo le prestazioni del Linac, gia' progettato per accelerare e iniettare gli elettroni nell'anello di SuperB. Sebbene avvenga con continuita', l'iniezione dei pacchetti di elettroni nel FEL e' pulsata a una frequenza molto diversa da quella con la quale gli elettroni sono iniettati nell'anello di SuperB, senza limitazione alcuna delle prestazioni di quest'ultimo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per informazioni:&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Francesca Scianitti - Ufficio Stampa Cabbibbolab&lt;br&gt;Tel. 347 4600445 - 066868162, francesca.scianitti@cabibbolab.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Romeo Bassoli - Ufficio Stampa Infn&lt;br&gt;Tel. 328 6666766, romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Walter Scandale - Cabibbolab, direttore delle Infrastrutture&lt;br&gt;Tel. +4176 4873786, walter.scandale@cabibbolab.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alessandro Variola - Cabibbolab, responsabile del Dipartimento Acceleratore&lt;br&gt;Tel.+33 610892044, alessandro.variola@ cabibbolab.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Massimo Ferrario - Cabibbolab, responsabile della divisione Sorgenti di Radiazione&lt;br&gt;Tel. 333 1295520, massimo.ferrario@lnf.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=652</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=651-1.jpg" length="5609" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=651]]></guid>
			<title><![CDATA[La ricerca sui neutrini permette la scoperta di vortici  negli abissi del Mar Mediterraneo orientale.]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=651-1.jpg" title="651-1.jpg">Grazie a un progetto di ricerca sui neutrini dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e' stato possibile osservare per la prima volta nel Mediterraneo la presenza di catene di vortici marini alla profondita' di oltre 3000 metri, grandi strutture d'acqua del diametro di circa 10 km, lentamente in moto alla velocita' di circa 3 centimetri al secondo.&lt;br&gt;L'articolo che descrive questa scoperta (Abyssal undular vortices in the Eastern Mediterranean basin di A. Rubino et al.) viene pubblicato oggi sul giornale scientifico online Nature Communications e firmato tra gli altri da ricercatori delle sezioni INFN di Roma1 e Catania e dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN.&lt;br&gt;Questa scoperta e' stata fatta grazie alle misure oceanografiche svolte nell'ambito dell'esperimento NEMO (Neutrino Mediterranean Observatory), un progetto dell'INFN che prevede la realizzazione di un apparato strumentale per la rivelazione su fondali oceanici del passaggio di neutrini di alta energia provenienti dallo spazio profondo. Per lo studio del sito piu' opportuno per la realizzazione di questo apparato, l'esperimento NEMO ha posto a 3500 metri di profondita', nel mar Ionio, una serie di strumenti per la misura delle correnti e della temperatura, raccogliendo lunghe serie temporali annuali di dati. L'analisi di questi dati, svolta da Angelo Rubino, oceanografo dell'Universita' Ca' Foscari di Venezia, e dai suoi collaboratori ha messo in luce la presenza di catene di vortici marini profondi, che la comunita' oceanografica non si attendeva in un bacino chiuso come il Mediterraneo. Di questi vortici va chiarita l'origine. Potrebbe essere locale ma gli autori della ricerca non escludono un'origine remota legata a processi di instabilita' fluidodinamica nelle acque del Mar Adriatico e/o del Mar Egeo: questi processi darebbero luogo a strutture rotanti e lentiformi in grado di percorrere centinaia di chilometri senza perdere le loro caratteristiche dinamiche e idrografiche. Simulazioni numeriche, risultati teorici e precedenti misure su diversi siti sembrano confermare queste conclusioni. I vortici osservati avrebbero un ruolo di particolare interesse nell'ambito delle variabilita' climatiche del Mar Mediterraneo. Cinque anni fa l'esperimento NEMO, con un apparato acustico posto a 2000 metri di profondita' davanti a Catania, aveva rivelato una presenza altrettanto inaspettata, per quantita' di soggetti, di cetacei e in particolare di capodogli in quella zona di mare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=651</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=649-1.jpg" length="4333" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=649]]></guid>
			<title><![CDATA[2002-2012 ADROTERAPIA: 10 anni di successo nella cura dei TUMORI DELL'OCCHIO ]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=649-1.jpg" title="649-1.jpg">''Dopo 10 anni di trattamenti di clinicamente e tecnologicamente avanzati dei tumori oculari (protonterapia o adroterapia) nei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sta nascendo il Centro clinico di adroterapia di Catania presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro, anche grazie alla sensibilit? della Regione Sicilia'' cos? ha dichiarato questa mattina durante l?audizione davanti la 12? Commissione permanente Igiene e Sanit? del Senato, il direttore dei Laboratori Nazionali del Sud dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Giacomo Cuttone.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'audizione, sostenuta assieme al Direttore Generale dell?Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, dott. Francesco Poli in merito alla realizzazione di un nuovo centro clinico di Adroterapia per la cura dei tumori che trover? collocazione presso  l?ospedale catanese, frutto della positiva esperienza maturata con il centro di Adroterapia dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (CATANA) dedicato al trattamento del melanoma oculare. Una struttura che ? stata la prima, e fino a pochi mesi fa, l'unica realt? clinica operante in Italia, oggi  affiancato dal CNAO di Pavia.  Il primo trattamento avvenne infatti nel febbraio del 2002 e da allora sono stati trattati con percentuali di successo vicine al 95%, circa 300 pazienti provenienti da diverse regioni d?Italia, dati ampiamente riportati nella letteratura medica. Precedentemente all?entrata in funzione di CATANA, per ottenere cure analoghe, i pazienti erano costretti ad affrontare i cosiddetti viaggi della speranza, con notevoli aggravi nel budget della spesa pubblica sanitaria. Solo in pochi altri paesi al mondo quali la Francia, Svizzera, Giappone, Inghilterra e Usa era possibile effettuare queste cure.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il centro CATANA opera con la responsabilit? clinica dell'Azienda ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania ed e' stata realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Universita' di Catania ed il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia. La precisione della tecnica di irraggiamento con fasci di protoni con una energia di 62MeV generati dal Ciclotrone Superconduttore, uno dei due acceleratori di particelle dei LNS, consente una azione ben localizzata sul tumore con il minimo danneggiamento dei tessuti sani circostanti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;CONTATTI PER LA STAMPA:&lt;br&gt;&lt;br&gt;LNS ? comunicazione&lt;br&gt;&lt;br&gt;Gaetano Agnello; 095 - 542 296; agnello@lns.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;INFN ? ufficio stampa&lt;br&gt;&lt;br&gt;Romeo Bassoli, 06 98017987; 335 1092985; bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Eleonora Cossi, 06 6868162; eleonora.cossi@presid.infn.it]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=649</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=648-1.jpg" length="9603" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=648]]></guid>
			<title><![CDATA[L'INFN saluta la replica del Galileo di Paolini ai Laboratori del Gran Sasso]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=648-1.jpg" title="648-1.jpg">Domani, primo maggio, La7 rimandera' in onda alle 21.30 lo spettacolo di Marco Paolini ''ITIS Galileo'' dai Laboratori INFN del Gran Sasso. La diretta ha avuto, come noto, un milione e mezzo di telespettatori con punte di un milione e settecentomila. &lt;br&gt;''Il successo dell'iniziativa da' ragione all'INFN che ha proposto oltre un anno fa di portare all'interno del Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso lo spettacolo di Paolini, consapevole che potesse assumere la valenza di una operazione culturale destinata a lasciare il segno, - commenta il direttore dei Laboratori, Lucia Votano - rappresentare Galileo in un luogo dove una vasta comunita' internazionale di scienziati produce scienza ai piu' alti livelli mondiali ha di per se' un valore simbolico non effimero o puramente mediatico''.&lt;br&gt;Per il presidente dell'INFN, Fernando Ferroni, ''Siamo fieri come Istituto di aver promosso questa iniziativa, che ha mostrato col suo straordinario successo, lo spazio che c'e' per fare e diffondere cultura mettendo insieme idee e capacita' diverse. Un ringraziamento speciale a Paolini e a La 7 che hanno colto e valorizzato la sfida''.&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=648</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=647-1.jpg" length="6352" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=647]]></guid>
			<title><![CDATA[TEATRO TRA I NEUTRINI]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=647-1.jpg" title="647-1.jpg">Per la prima volta un laboratorio scientifico italiano ospita un?opera teatrale in diretta tv. E? ?ITIS Galileo? recitato da Marco Paolini, che si terr? il 25 aprile alle ore 21 nella sala B dei Laboratori INFN del Gran Sasso. Lo spettacolo verr? trasmesso in diretta su La7 a partire dalle 21,10 e in streaming sul sito www.la7.it, dove rimarr? disponibile in replica per 7 giorni.&lt;br&gt;L?opera teatrale ? un lavoro di approfondimento che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato a Galileo Galilei, il padre della fisica moderna che appare oggi come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio. Questo lavoro indaga sulla frizione tra ragione e superstizione e sulla concreta, umana difficolt? nel mettere in discussione principi che apparivano incrollabili.&lt;br&gt;Pere il direttore dei Laboratori INFN, Lucia Votano, ? Galileo messo in scena da Paolini all?interno del Laboratorio ci ha posto delle domande: servir? davvero alla scienza, a farne cogliere il significato e la rilevanza  o rimane pur sempre un?operazione culturale di nicchia? Fare uno spettacolo all?interno di un tempio della Scienza contribuisce a svilirla, assecondando e ripercorrendo una banalizzazione della divulgazione scientifica a cui purtroppo gi? assistiamo??&lt;br&gt;?Personalmente ? continua Lucia Votano - sono convinta che al grande pubblico che seguir? in televisione lo spettacolo non sfuggir?  la grandezza della figura di Galileo e il valore assolutamente innovativo del suo pensiero scientifico, allo stesso tempo gli spettatori potranno, attraverso le immagini del Laboratorio del Gran Sasso, toccare con mano che ancora oggi in Italia esistono luoghi di eccellenza della ricerca e persone che vi dedicano la loro vita tra mille difficolt? .&lt;br&gt;I Laboratori del Gran Sasso sono a circa 120 km da Roma e rappresentano una struttura a livello mondiale frequentata da scienziati provenienti da 29 paesi diversi; attualmente ne sono presenti oltre 900 impegnati in circa 15 esperimenti in diverse fasi di realizzazione. Esperimenti che riguardano soprattutto i neutrini e  la materia oscura.&lt;br&gt;Le strutture sotterranee sono collocate su un lato di un tunnel autostradale lungo 10 chilometri che attraversa il Gran Sasso, direzione Roma, e sono composte da tre grandi sale sperimentali, ognuna delle quali misura circa 100 m. di lunghezza, 20 m. di larghezza e 18 m. di altezza e tunnel di servizio, per un volume totale di circa 180,000 metri cubi.&lt;br&gt;I 1400 m. di roccia che sovrastano i Laboratori costituiscono una copertura tale da ridurre il flusso dei raggi cosmici di un fattore un milione; inoltre, il flusso di neutroni ? migliaia di volte inferiore rispetto alla superficie grazie alla minima percentuale di Uranio e Torio presente nella roccia di tipo dolomitico che costituisce la montagna.&lt;br&gt; Al termine dello spettacolo si terr? un approfondimento voluto e condotto da Marco Paolini dal titolo &quot;L?importanza della carta stagnola?, con la partecipazione di ricercatori scelti dalla compagnia teatrale.&lt;br&gt;Il pubblico potr? partecipare alla rappresentazione dal vivo prenotando il proprio posto e sottoscrivendo le condizioni di sicurezza per l'accesso al laboratorio dal 1 aprile 2012 attraverso il sito www.marcopaolini.info.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ufficio stampa INFN &lt;br&gt;Romeo Bassoli&lt;br&gt;06 6868162&lt;br&gt;romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ufficio comunicazione Laboratori Nazionali del Gran Sasso&lt;br&gt;Roberta Antolini&lt;br&gt;0862 437216&lt;br&gt;roberta.antolini@lngs.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=647</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=646-1.jpg" length="3391" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=646]]></guid>
			<title><![CDATA[Nuove sorprese dal cuore della nebulosa del Granchio]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=646-1.jpg" title="646-1.jpg">La pulsar al centro del famoso resto di supernova del Granchio sta mostrando una riserva di energia inaspettata. Questo e' quanto scoperto dalla collaborazione MAGIC, che opera sull'isola La Palma alle Canarie con i due piu' grandi telescopi gamma al mondo, a cui per l'Italia collaborano l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). MAGIC ha osservato i raggi gamma emessi dalla Pulsar ben sopra sopra i 50 GeV, dove fino ad ora gran parte della strumentazione risultava non essere sensibile, scoprendo un'emissione periodica di brevi impulsi che si estendono fino a 400 GeV. Questo limite risulta essere 50-100 volte superiore a cio' che ci si aspetterebbe dalle teorie attuali. Al momento gli astrofisici non sono in grado di trovare una spiegazione soddisfacente a questo fenomeno.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La stella di neutroni osservata all'interno della nebulosa del Granchio e' una delle pulsar piu' famose; si trova a una distanza di 6000 anni luce dalla Terra. Essa ruota attorno al proprio asse compiendo 30 giri al secondo generando un campo magnetico di 100 milioni di tesla, cioe' 1000 miliardi di volte piu' intenso di quello terrestre. Questa pulsar e la nebulosa che la avvolge sono osservabili nella costellazione del Toro. Entrambe sono il residuo di una stella che esplose nel 1054 e che fu osservata e registrata dagli astronomi cinesi per la sorprendente luminosita' che la caratterizzo' rendendola visibile a occhio nudo anche di giorno.&lt;br&gt;&lt;br&gt;''Le stelle di neutroni sono oggetti estremamente densi con masse comparabili a quella solare ma con un raggio dell'ordine d'lla decina di km'', spiega Alessandro De Angelis, dell'Universita' di Udine e dell'INFN. ''Il periodo di rotazione di una stella di neutroni - prosegue De Angelis - e' sorprendentemente regolare e veloce: una rotazione completa puo' avvenire in un tempo che va da un millesimo di secondo fino a una decina di secondi. Durante la rotazione, la stella di neutroni genera particelle cariche, perlopiu' elettroni e anti-elettroni. Le particelle generate seguono le linee del campo magnetico che ruotano alla stessa velocita' della stella di neutroni. Le particelle irraggiano emettendo luce in gran parte dello spettro elettromagnetico, dalle onde radio alla radiazione gamma. Ogni qualvolta questo fascio collimato di radiazione attraversa la nostra linea di vista, la sua emissione puo' essere osservata, proprio come la luce di un faro in lontananza'', conclude De Angelis.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alcuni anni fa i telescopi MAGIC osservarono emissione gamma proveniente dalla pulsar del Granchio a energie superiori ai 25 GeV, con grande sorpresa per la comunita' scientifica. Gli scienziati dedussero che la radiazione doveva essere prodotta almeno a 60 km dalla superficie della stella, poiche' i fotoni di alta energia vengono schermati efficacemente dal campo magnetico intorno alla stella. Di conseguenza, una sorgente di fotoni gamma situata vicino alla superficie non poteva essere rivelata a energie cosi' elevate, escludendo in questo modo le principali teorie di emissione periodica della pulsar del Granchio. Solamente un anno e mezzo fa le osservazioni compiute con i telescopi MAGIC hanno mostrato che le pulsazioni gamma sono presenti almeno fino a 100 GeV.&lt;br&gt; &lt;br&gt;''Le recenti misurazioni di MAGIC, insieme a quelle del satellite per astronomia gamma Fermi che ha effettuato osservazioni a energie piu' basse, forniscono informazioni sull'emissione di raggi gamma che va da un decimo di GeV a 400 GeV. Questi dati osservativi creano grandi difficolta' a gran parte delle teorie che finora hanno cercato di spiegare il meccanismo alla base dei processi di emissione delle pulsar e che prevedono limiti energetici molto piu' bassi per le emissioni ad alta energia. Allo stesso tempo queste misure forniscono agli studiosi delle pulsar nuovi dati per colmare l'enigmatico meccanismo di produzione dei raggi gamma emessi da questi oggetti estremamente compatti'', afferma Lucio Angelo Antonelli dell'INAF.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La regione del Granchio e' stata considerata per tanto tempo il punto di riferimento dell'astrofisica delle alte energie e uno degli oggetti celesti piu' studiato della nostra galassia. Questa sorgente celeste, di cui si pensava di conoscere praticamente tutto, in questi ultimi mesi sta rivelando un volto insospettabilmente nuovo grazie alle ultime osservazioni in cui gli scienziati italiani hanno giocato un ruolo di primo piano. Difatti, prima i risultati del satellite per astronomia gamma AGILE e ora i risultati di MAGIC stanno mostrando che un oggetto come la pulsar del Granchio, anche quando si pensa di conoscerlo bene, e' in realta' pieno di sorprese che richiedono ulteriori sforzi teorici e osservativi per coglierne la vera natura. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il contributo italiano&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'INFN e' stato tra i fondatori del telescopio gamma binoculare MAGIC, il piu' grande al mondo, contribuendo a gran parte della superficie riflettente e dell'elettronica. Attualmente partecipa all'esperimento con i gruppi delle Universita' di Padova, Udine, Trieste, Siena e Como. L'INAF e' entrato nell'esperimento MAGIC nel 2006 realizzando una parte degli specchi del secondo telescopio. Gli scienziati dell'INFN e dell'INAF contribuiscono alle attivita' tecniche e scientifiche dell'esperimento partecipando attivamente alla definizione dei programmi scientifici, alla presa dati e alla loro analisi e interpretazione.]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=646</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=645-1.jpg" length="5811" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=645]]></guid>
			<title><![CDATA[A Catania una grande conferenza con i protagonisti della caccia  al bosone di Higgs e ai segreti della materia]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=645-1.jpg" title="645-1.jpg">I fisici italiani che guidano la grande avventura scientifica dell'acceleratore LHC di Ginevra saranno domani, 23 marzo, i protagonisti della conferenza organizzata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) &quot;Esploratori dell'invisibile&quot; che si terra' domani a Catania e a cui parteciperanno ben 1200 studenti siciliani. Con loro, il presidente dell'INFN e il responsabile del progetto Km3Net per l'osservazione dei neutrini. A moderare il dibattito ci sara' uno &quot;scienziato per caso&quot;, Patrizio Roversi.   L'iniziativa si svolgera' dalle 9.30 alle 13.30 presso il complesso le Ciminiere di Catania (viale Africa) ed e' organizzata dai Laboratori Nazionali del Sud e dalla Sezione di Catania dell'INFN con il patrocinio della Provincia di Catania e la collaborazione dell'Universita'.&lt;br&gt;Sara' possibile seguire l'evento via streaming collegandosi all'indirizzo http://www.infn.it/lhcitalia/ &lt;br&gt;oppure http://www.lns.infn.it&lt;br&gt;e intervenire con domande in tempo reale twittando @UffComINFN o con l'ashtag #lhc&lt;br&gt;o scrivendo a comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;Interverranno:&lt;br&gt;Oscar Adriani - co-spokesperson esperimento LHCf&lt;br&gt;Pierluigi Campana - coordinatore esperimento LHCb&lt;br&gt;Fabiola Gianotti - coordinatore esperimento ATLAS&lt;br&gt;Fernando Ferroni - presidente INFN&lt;br&gt;Emilio Migneco coordinatore europeo progetto Km3Net&lt;br&gt;Stefano Lami - co-spokesperson esperimento Totem&lt;br&gt;Guido Tonelli - coordinatore emerito espeerimento CMS&lt;br&gt;Ermanno Vercellin - esperimento Alice&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per info: tel 095.542301; sis@lns.infn.it&lt;br&gt;PER LA STAMPA: 328 6666766; 335 240538; 329 8312 277&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=645</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=644-1.jpg" length="5057" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=644]]></guid>
			<title><![CDATA[Un acceleratore record per medicina, fusione e scorie nucleari]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=644-1.jpg" title="644-1.jpg">In questi giorni un modulo di un nuovo acceleratore di particelle ha raggiunto un record mondiale che apre prospettive importanti per l'impiego nell'energia, nella medicina, nella sicurezza. &lt;br&gt;L?acceleratore si chiama RFQ (Radio Frequency Quadrupole) ed ? stato progettato e realizzato dai Laboratori Nazionali di Legnaro (Padova) dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) assieme all?industria italiana Cinel strumenti scientifici, grazie al lavoro di diversi anni di un gruppo di una decina di esperti fra fisici ed ingegneri. I test si sono svolti presso i laboratori di Saclay, in Francia.&lt;br&gt;Si tratta di un acceleratore di particelle di alta intensit? unico al mondo; lungo circa 10 metri, ? capace di produrre un fascio di protoni di 5 MeV (Mega electron volt) con una potenza di 200 kW concentrata in pochi millimetri quadrati.  Con questo fascio di protoni sar? possibile produrre fasci di neutroni intensi come quelli dei reattori nucleari di ricerca senza bisogno di avere un reattore e quindi senza alcuna produzione di scorie radioattive. Fasci intensi di neutroni hanno molte applicazioni. Le pi? importanti sono: &lt;br&gt;&lt;br&gt;?	Cura dei tumori con nuovi metodi come la Boron Neutron Capture Therapy che consiste nel far assorbire grandi quantit? di boro alle cellule di alcuni tumori diffusi (come il melanoma) e poi colpire con un fascio di neutroni queste cellule. I prodotti delle reazioni nucleari indotte dai neutroni fanno letteralmente esplodere le cellule malate senza danneggiare quelle sane, anche se vicine. Presso lo IOV-IRCCS di Padova e l?universit? di Pavia sono gi? in corso sperimentazioni pre-cliniche nella prospettiva di usare i fasci neutronici nella terapia su pazienti. &lt;br&gt;?	Caratterizzazione delle scorie nucleari: esaminando le scorie che sono gi? state stoccate (vetrificate dentro contenitori, ad esempio) ? possibile capire esattamente quale sia la loro composizione. Questo permetterebbe di contenere notevolmente sia i costi del futuro deposito nazionale, sia il successivo confinamento. Lo studio di questa applicazione dell?RFQ di TRASCO ? prevista in un accordo quadro fra Sogin (societ? gestione impianti nucleari), INFN e Universit? di Pavia.&lt;br&gt;?	Studio dei danni indotti dai neutroni nei materiali che saranno utilizzati nei futuri reattori per la fusione nucleare. l?INFN con il progetto IFMIF EVEDA sta costruendo uno specifico RFQ per questa applicazione. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Contatti&lt;br&gt;Gianni Fiorentini, direttore LNL ? tel 049 8068356&lt;br&gt;Andrea Pisent, LNL  - tel 049 8068358&lt;br&gt;Ufficio comunicazione INFN  tel 06 6868162&lt;br&gt;comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=644</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=643-1.jpg" length="11056" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=643]]></guid>
			<title><![CDATA[L'esperimento Icarus misura i neutrini: non vanno p?i? veloci della luce]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=643-1.jpg" title="643-1.jpg">L'esperimento ICARUS collocato nei Laboratori INFN del Gran Sasso e guidato dal premio Nobel Carlo Rubbia, in un articolo apparso sul sito scientifico arxiv, presenta una nuova misura della velocita' dei neutrini lanciati dal CERN al Gran Sasso. Il risultato appare chiaro: i neutrini non viaggiano piu' velocemente della luce. &lt;br&gt;L'esperimento, basato su sette eventi rilevati nel novembre scorso, ? stato effettuato con un sofisticato strumento costituito da 760 tonnellate di Argon liquido.&lt;br&gt;?Come accade nella scienza qualcuno rifa' lo stesso esperimento e pu? arrivare a risultati diversi ? ha commentato il presidente dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare professor Fernando Ferroni ? In questo caso, si rafforzano i dubbi espressi dalla stessa collaborazione Opera a seguito delle verifiche effettuate dopo il sorprendente annuncio dello scorso settembre. E' importante che ancora una volta sia stato un esperimento collocato dentro i Laboratori INFN del Gran Sasso a dare un contributo importantissimo alla ricerca della verita'.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per informazioni&lt;br&gt;Romeo Bassoli, capo ufficio stampa&lt;br&gt;Istituto Nazionale Fisica Nucleare&lt;br&gt;tel: 39.066868162; cell: 3286666766&lt;br&gt;E-mail: romeo.bassoli@presid.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=643</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=642-1.jpg" length="7668" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=642]]></guid>
			<title><![CDATA[INAUGURA A PISA ?STORIE DALL?ALTRO MONDO?]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=642-1.jpg" title="642-1.jpg">Inaugura il 9 marzo ?Storie dall?altro mondo. L?universo fuori e dentro di noi?, la mostra ospitata a Palazzo Blu di Pisa e curata da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Dipartimento di Fisica dell'Universit? di Pisa e Specola Vaticana. &lt;br&gt;La mostra racconta come l?umanit? abbia progressivamente imparato ad avvicinarsi, a esplorare e conoscere  questo mondo 'altro', rappresentato dall?Universo che ci circonda. E come quello spirito di curiosit? ancestrale,  animato dalla meraviglia di fronte alla natura, si ? nel tempo sviluppato, strutturato e specializzato fino a diventare, dopo un percorso di molti secoli, la scienza moderna, fisica, astrofisica e cosmologia. Allontanandoci sempre pi? dal nostro pianeta - con speculazioni teoriche e nuovi occhi tecnologici - abbiamo scoperto in effetti, non uno, ma innumerevoli nuovi mondi e compreso come l'Universo fosse immensamente pi? vasto di quanto mai avessimo immaginato, popolato da un numero sconfinato di stelle, sistemi planetari, galassie.&lt;br&gt;&lt;br&gt;'Storie dell'altro mondo' racconta quindi alcune delle tappe del viaggio dell'uomo alla scoperta del Cosmo sulle spalle di giganti come Galileo, Copernico, Newton: la mostra permetter? di osservare le loro opere in edizioni originali di propriet? della Specola Vaticana. Ma il percorso andr? oltre,  fino alle grandi questioni ancora aperte e agli interrogativi su cui si innesta la ricerca degli scienziati contemporanei.&lt;br&gt;Nella mostra sono esposti inoltre esemplari originali dei telescopi con cui per secoli abbiamo scrutato il cielo, ma anche modelli e prototipi dei pi? sofisticati rivelatori (come quelli degli esperimenti PAMELA ed AMS) lanciati in orbita intorno alla Terra.&lt;br&gt;I concetti pi? ardui e astratti della moderna visione fisica del Cosmo sono esposti al pubblico anche tramite modalit? originali e sorprendenti, come le installazioni interattive e multimediali sviluppate dall?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) negli ultimi anni. Infine nella parte finale della mostra sono raccontati (anche con l?esposizione di alcuni componenti originali), due straordinarie imprese scientifiche internazionali, realizzate con un contributo cruciale dei fisici del nostro paese. La grande antenna gravitazionale VIRGO  costruita a Cascina, vicino a Pisa,  in ascolto di uno dei fenomeni pi? affascinanti, del nostro Universo, ma  ad oggi mai osservati direttamente: le increspature dello spazio-tempo provocate da catastrofi stellari o buchi neri, chiamate ?onde gravitazionali?. E infine il grande acceleratore del CERN LHC, dalla cui indagine dell?infinitamente piccolo i fisici si aspettano anche nuovi indizi e elementi sui primi istanti della storia dell?Universo. &lt;br&gt;La mostra ? stata realizzata grazie alla sponsorizzazione della Fondazione Palazzo Blu e con la partecipazione dell?Arcidiocesi di Pisa che offre un addendum tutto pisano: una sezione dedicata al Cardinale Pietro Maffi, gi? arcivescovo di Pisa che fu un appassionato divulgatore di astronomia e riscuoteva stima nell?ambiente scientifico.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=642</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=641-1.jpg" length="4895" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=641]]></guid>
			<title><![CDATA[Studenti delle superiori alla scoperta della particella di Dio]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=641-1.jpg" title="641-1.jpg">Nel periodo dal 28 febbraio al 24 marzo, piu' di un migliaio di studenti delle scuole superiori italiane e un centinaio di  insegnanti di materie scientifiche potranno essere ricercatori di fisica per un giorno grazie all'iniziativa Masterclasses, coordinata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). I ragazzi e gli insegnanti si recheranno nelle universita' italiane, dove verranno accompagnati dai ricercatori in un viaggio nelle proprieta' delle particelle ed esploreranno i segreti delle grandi macchine che vengono costruite per trovare i componenti primi della materia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Quest'anno l'esperienza e' ancora piu' affascinante, dato che dicembre scorso i fisici del Large Hadron Collider (LHC), l'enorme acceleratore di particelle del CERN, che si trova in un tunnel di 27 km sotto la citta' di Ginevra in Svizzera, hanno dichiarato di essere molto vicini alla scoperta del bosone di Higgs (noto al grande pubblico come la &quot;particella di Dio&quot;). Ed e' proprio la ricerca di questa particella che i ragazzi simuleranno negli esercizi proposti dall'esperimento ATLAS. Negli esercizi dell'esperimento CMS, invece, andranno alla scoperta di una particella dal nome esotico di J/Psi e dei bosoni W e Z, proprio quelli che nel 1984 valsero il premio Nobel a Carlo Rubbia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ogni universita' organizzera' una giornata di lezioni e seminari negli argomenti fondamentali della fisica delle particelle, seguite da esercitazioni al computer su uno dei due esperimenti di LHC, ATLAS o CMS. In questi esercizi i ragazzi potranno utilizzare dati di esperimenti reali effettuati al CERN in questi anni. Alla fine della giornata, proprio come in una vera collaborazione internazionale, gli studenti si collegheranno in una videoconferenza con i coetanei di tutta Europa che hanno svolto gli stessi esercizi in altre universita', per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni. &lt;br&gt;&lt;br&gt;L'iniziativa, giunta ormai all'ottava edizione, fa parte delle Masterclasses europee organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group). Le Masterclasses si svolgono contemporaneamente in 31 diverse nazioni europee e coinvolgono un centinaio tra i piu' prestigiosi enti di ricerca e universita' d'Europa e piu' di 9000 studenti delle scuole superiori. Oltre oceano sono coinvolti anche 30 istituti statunitensi. &lt;br&gt;Per l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sono presenti le sezioni di Bologna, Ferrara, Lecce, Napoli, Padova, Pisa, Roma &quot;La Sapienza&quot;, Roma Tre, Torino, Trieste e Udine. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Informazioni sulle Masterclasses: http://physicsmasterclasses.org/neu/&lt;br&gt;- Programma: http://physicsmasterclasses.org/neu/index.php?cat=schedule&lt;br&gt;- Universita' italiane coinvolte: http://physicsmasterclasses.org/neu/index.php?cat=country&amp;page=it&lt;br&gt;&lt;br&gt;Esercizi:&lt;br&gt;- ATLAS: https://kjende.web.cern.ch/kjende/it/index.htm&lt;br&gt;- CMS: http://www.physicsmasterclasses.org/exercises/CMS/cmsit.html&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;PROGRAMMA E CONTATTI MASTERCLASSES&lt;br&gt;&lt;br&gt;ROMA &quot;La Sapienza&quot; (28 febbraio): Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma, Edificio Marconi (aula M. Conversi), in p.le Aldo Moro 2, prof. Egidio Longo (egidio.longo@roma1.infn.it) tel. 06 49914084&lt;br&gt;&lt;br&gt;NAPOLI (28, 29 febbraio): Complesso Universitario di Monte S.Angelo dell'Universita' &quot;Federico II&quot;, prof. Giovanni Chiefari (chiefari@na.infn.it) 081 676181&lt;br&gt;&lt;br&gt;FERRARA (29 febbraio): Dipartimento di Fisica Polo Scientifico Tecnologico, Edificio C, Via Saragat 1, prof. Concezio Bozzi (bozzi@fe.infn.it) tel. 0532 974280&lt;br&gt;&lt;br&gt;LECCE (1 marzo): Dipartimento di Fisica, Universita' del Salento, Via Per Arnesano, Prof. Edoardo Gorini (Edoardo.Gorini@le.infn.it) tel. 08322974598, 3498338496 e Prof. Andrea Ventura (andrea.ventura@le.infn.it) tel. 08322974598, 3393876348&lt;br&gt;&lt;br&gt;ROMA Tre (8, 22 marzo): Dipartimento di Fisica &quot;Edoardo Amaldi&quot;, Universita' Roma Tre,  Via della Vasca Navale 84, prof.ssa Domizia Orestano (orestano@fis.uniroma3.it) tel. 3348137626&lt;br&gt;&lt;br&gt;PERUGIA (9 marzo): Dipartimento di Fisica Universita' di Perugia, Via A Pascoli snc, prof. Pasquale Lubrano (pasquale.lubrano@pg.infn.it) tel. 075 5852750, 320 7808411&lt;br&gt;&lt;br&gt;PADOVA (12, 13, 14 marzo): Dipartimento di Fisica, Via Marzolo 8, prof. Ezio Torassa (ezio.torassa@pd.infn.it) tel. 049 967 7103 e prof. C. Milatti tel. 049 967 7080&lt;br&gt;&lt;br&gt;TRIESTE (12 marzo): Dipartimento di Fisica dell'Universita' degli Studi di Trieste in via Alfonso Valerio 2, Erica Novacco (Erica.Novacco@ts.infn.it) tel. 040 5583367, 335 7048130&lt;br&gt;&lt;br&gt;BOLOGNA (13 marzo): CNAF-INFN, via Ranzani 13/2,  prof. Graziano Bruni tel. 3405907754 e Barbara Poli (Barbara.Poli@bo.infn.it) tel. 3339886964&lt;br&gt;&lt;br&gt;UDINE (19 marzo): Facolta' di Scienze, Universita' di Udine (Dip. Di Matematica e INformatica/ Dip. Di CHimica, Fisica ed Ambiente), Via delle Scienze 208, prof.ssa Marina Cobal (marina.cobal@cern.ch) tel. 339-2326297&lt;br&gt;&lt;br&gt;PISA (20 marzo): INFN Sezione di Pisa Largo B. Pontecorvo 3, prof.ssa Sandra Leone (sandra.leone@pi.infn.it) tel. 050 2214219 e Claudia Tofani tel 050 2214352&lt;br&gt;&lt;br&gt;TORINO (23 marzo): Dipartimento di Fisica, via P.Giuria 1, Stefano Argiro' (argiro@to.infn.it) tel: 011 6707372, Federico Bosia (fbosia@to.infn.it) tel: 011 6707889, Ernesto Migliore (migliore@to.infn.it)  tel: 011 6707313, Marco Monteno (monteno@to.infn.it) tel: 011 6707360&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per informazioni sulle Masterclasses nazionali:&lt;br&gt;Catia Peduto, catia.peduto@presid.infn.it &lt;br&gt;Ufficio Comunicazione INFN, tel.: 06 6868162&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=641</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=640-2.jpg" length="450696" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=640]]></guid>
			<title><![CDATA[NEUTRINI: NOTA STAMPA DELLA COLLABORAZIONE OPERA]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=640-1.jpg" title="640-1.jpg">La Collaborazione OPERA, nel corso delle verifiche dei risultati sulla misura della velocita' dei neutrini, ha identificato due effetti che potrebbero sostanzialmente influenzare i risultati riportati. Il primo e? legato all?oscillatore usato per produrre i ''time-stam'' degli eventi tra due sincronizzazioni col sistema GPS. Il secondo riguarda la connessione della fibra ottica che porta il segnale GPS al ''master-clock'' del rivelatore.&lt;br&gt;I due effetti possono modificare il tempo di volo dei neutrini in senso opposto. Nel continuare le investigazioni in corso, la Collaborazione intende realizzare una ulteriore misura della velocita' dei neutrini appena un nuovo test con il fascio di neutrini ''bunched'' sara' possibile nel corso del 2012. Un esteso rapporto scientifico sui risultati delle ultime investigazioni sara' presto disponibile per i competenti comitati scientifici ed agenzie.&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=640</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=639-1.jpg" length="5624" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=639]]></guid>
			<title><![CDATA[Una fisica dell?Infn a capo Jefferson Lab in USA]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=639-1.jpg" title="639-1.jpg">Patrizia Rossi, ricercatrice dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN e' stata nominata, dopo una lunga e approfondita ricerca e selezione dei candidati, vice direttore della Divisione Fisica del Jefferson Lab negli Stati Uniti. E' un incarico prestigioso che premia la ricerca italiana. &lt;br&gt;Il Jefferson Lab - &quot;JLab'', che si trova a Newport News in Virginia - e' infatti un leader mondiale nelle ricerche di fisica nucleare. Il laboratorio impiega oltre 800 persone e vi fanno riferimento oltre 1.300 scienziati da tutto il mondo che utilizzano le sue strutture per condurre esperimenti. E' uno dei 10 laboratori nazionali americani finanziati dal Department of Energy Office of Science degli Stati Uniti&lt;br&gt;Nata a Roma nel 1960, Patrizia Rossi si e' laureata in fisica all?Universita' di Roma La Sapienza nel 1986. Nel 1988 ha ricevuto una borsa di studio dell?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed e' entrata nel 1990 a far parte dei Laboratori Nazionali di Frascati. &lt;br&gt;La sua ricerca si concentra sullo studio della struttura delle particelle che compongono i nuclei atomici e sulla forza forte. Il suo lavoro l'ha portata a svolgere esperimenti a Frascati, ai laboratori DESY ad Amburgo in Germania e ESRF a Grenoble in Francia. Oltre che al Jefferson Lab.&lt;br&gt;Rolf Ent, direttore per la fisica nucleare del JLab ha dichiarato che ''Patrizia dara' un contributo particolarmente significativo ai programmi di ricerca sulla fisica nucleare del Jefferson Lab, in particolare per la pianificazione della Physics Division, per l'ottimizzazione della produttivita' e delle collaborazioni e per incrementare la nostra visibilita' scientifica''. &lt;br&gt;Per scegliere il nuovo vice direttore del Jlab, si sono dovuti esaminare molti candidati provenienti da tutto il mondo. A esaminarli e' stata una commissione di esperti di fisica nucleare. Tra i commissari vi erano anche Bob McKeown (vice direttore del Jefferson Lab) e Don Geesaman (ex direttore della divisione fisica dell?Argonne National Lab).&lt;br&gt;&lt;br&gt;Patrizia Rossi&lt;br&gt;Tel 0694038313&lt;br&gt;Cell 3391052500&lt;br&gt;patrizia.rossi@lnf.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;INFN - Ufficio Comunicazione&lt;br&gt;Piazza dei Caprettari 70&lt;br&gt;00186 Roma&lt;br&gt;tel: 06 6868162&lt;br&gt;fax: 06 68307944&lt;br&gt;eleonora.cossi@presid.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=639</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=638-1.jpg" length="4879" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=638]]></guid>
			<title><![CDATA[Scomparso Gigli Berzolari, ex presidente Infn]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=638-1.jpg" title="638-1.jpg">E' deceduto oggi il professor Alberto Gigli Berzolari, che negli anni dal 1976 al 1977 e' stato Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Gigli Bertolari, nato a Pavia nel 1921, e' stato allievo di grandi fisici come Orazio Specchia e Piero Caldirola e si e' quindi perfezionato con  Edoardo Amaldi a Roma (nel periodo 1948-53). Dalla meta' alla fine degli anni cinquanta ha lavorato con Ettore Pancini a Genova. Le sue ricerche hanno spaziato dalla conducibilita' elettrica a basse temperature, alla risonanza magnetica nucleare, fisica della radiazione comica, fisica delle particelle elementari, fisica nucleare, strumentazione nucleare.&lt;br&gt;E' stato professore di fisica superiore dal 1959 all'Universita' di Parma e successivamente, dal 1962, docente di fisica generale a Pavia, dove ha anche ricoperto l'incarico di Rettore dell?Ateneo e di preside della facolta' di scienze . &lt;br&gt;''Alberto Gigli Berzolari e' stato un grande fisico sperimentale, un pioniere della ricerca nucleare e un promotore dell'attivita' scientifica in Italia. ? ha commentato il direttore della sezione INFN di Pavia, Roberto Rotondi ? La sua indagine e' partita con i primi lavori sui raggi cosmici ed e' poi continuata con i rivelatori delle macchine. Tra l'altro, ha inventato uno di questi strumenti, la camera a diffusione''. &lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=638</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=637-1.jpg" length="9696" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=637]]></guid>
			<title><![CDATA[Un premio alla ricerca italiana]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=637-1.jpg" title="637-1.jpg">Il premio internazionale intitolato a Bruno Rossi e promosso dall' American Astronomical Society e' stato assegnato ieri a Austin (Texas-Stati Uniti) al team del satellite AGILE, frutto della collaborazione tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il premio e' stato assegnato per la scoperta della variabilita' dell?emissione gamma dalla Nebulosa del Granchio, ritenuta una sorgente campione. La scoperta e' stata poi confermata dal &quot;successore&quot; di AGILE, il satellite FERMI, frutto di una collaborazione internazionale nella quale hanno una importanza decisiva i tre enti di ricerca italiani.&lt;br&gt;Sull'assegnazione del premio, il responsabile INFN della missione AGILE, il professor Guido Barbiellini, ha dichiarato che &quot;AGILE e' un magnifico esempio di collaborazione tra varie enti e agenzie di ricerca italiani. L'INFN, da parte sua, e' orgoglioso di aver realizzato il tracker in silicio che si e' rivelato l'elemento decisivo per determinare la direzione da cui provengono i raggi gamma osservati dal satellite. Ovviamente anche nel caso della Nebulosa del Granchio&quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;INFN - Ufficio Comunicazione&lt;br&gt;Piazza dei Caprettari 70&lt;br&gt;00186 Roma&lt;br&gt;tel: 06 6868162&lt;br&gt;fax: 06 68307944&lt;br&gt;comunicazione@presid.infn.it&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=637</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=636-1.jpg" length="6823" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=636]]></guid>
			<title><![CDATA[ Una donna a capo degli italiani che lavorano all?esperimento Cms di Lhc]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=636-1.jpg" title="636-1.jpg">Nadia Pastrone e' la nuova responsabile dei fisici italiani che lavorano all'esperimento CMS dell'acceleratore di particelle LHC del CERN di Ginevra. Subentra a un'altra donna, Marcella Diemoz, che ha assunto il ruolo di direttore della sezione di Roma La Sapienza dell'Istituto Nazionale di Fisica Nulceare.&lt;br&gt;Nadia Pastrone e' nata ad Asti nel 1960. Dopo la maturita' classica ha studiato e lavorato a Torino all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La sua attivita' di ricerca in fisica subnucleare con acceleratori, cominciata al CERN (Ginevra) durante la tesi di laurea, e' maturata al Fermilab (Chicago).&lt;br&gt;Dal 2001 collabora all'esperimento CMS (Compact Muon Solenoid) al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, esperimento a cui partecipano oltre 2000 fisici di 37 Paesi diversi.  Conclusa la costruzione e l'installazione dell?apparato e' impegnata nella presa dati con il gruppo di Torino.&lt;br&gt;Ha svolto ruoli di coordinamento nell'INFN, insegnato e seguito lavori di tesi.&lt;br&gt;Da due anni partecipa anche ad un progetto regionale nell?ambito della diagnostica e dello studio dei beni culturali.   &lt;br&gt;&lt;br&gt;Contatti&lt;br&gt;Ufficio stampa INFN &lt;br&gt;Piazza dei Caprettari 70&lt;br&gt;00186 Roma&lt;br&gt;tel: 06 6868162&lt;br&gt;eleonora.cossi@presid.infn.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=636</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=635-1.jpg" length="5491" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=635]]></guid>
			<title><![CDATA[Gli esperimenti ATLAS e CMS presentano lo stato attuale della ricerca dell?Higgs]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=635-1.jpg" title="635-1.jpg">dichiarazione di Fernando Ferroni, presidente INFN&lt;br&gt;&lt;br&gt;?Questo risultato, certamente significativo anche se non definitivo, ? stato conseguito da esperimenti guidati da italiani che ? al pari di quelli che dirigono tutti gli altri esperimenti di LHC ? vengono dalla grande fucina dell?INFN, dalla scuola italiana di fisica. E? la dimostrazione che, in questa disciplina, siamo in grado di competere ad altissimo livello nel mondo attraverso professionisti stimati in ambito internazionale e chiamati a dirigere le ricerche di punta della fisica contemporanea. Il 20 dicembre avremo la fortuna di poter far incontrare con il pubblico di Milano, i cinque coordinatori degli esperimenti di LHC, tutti italiani, assieme al direttore della ricerca scientifica del CERN, anche lui ex vicepresidente dell?INFN?.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;TRADUZIONE DEL COMUNICATO STAMPA DEL CERN A CURA DELL'INFN&lt;br&gt;&lt;br&gt;Gli esperimenti ATLAS e CMS presentano lo stato attuale della ricerca dell?Higgs&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;13 dicembre, 2011. In un seminario tenutosi oggi al CERN, le collaborazioni ATLAS e CMS hanno presentato lo stato della ricerca del bosone di Higgs secondo il Modello Standard delle particelle elementari. I risultati dei due esperimenti sono basati sull'analisi di una quantit? di dati molto pi? consistente di quella presentata alle conferenze estive, una mole tale da segnare un deciso passo avanti nella ricerca del bosone di Higgs, ma non sufficiente a permettere di fare affermazioni conclusive sull'esistenza o non esistenza dell'elusivo Higgs. La conclusione principale ? che, se esiste, il bosone di Higgs secondo il Modello Standard ha una massa inclusa con maggiore probabilit? nell?intervallo 116-130 GeV per l'esperimento ATLAS e 115-127 GeV per CMS. Entrambi gli esperimenti hanno osservato in questa regione di massa segnali indicativi, ma non ancora sufficientemente forti da permettere la rivendicazione di una scoperta.&lt;br&gt;I bosoni di Higgs, se esistono, hanno una vita media breve e possono decadere in molti modi diversi. La loro scoperta consiste nell'osservazione delle particelle in cui l?Higgs decade piuttosto che sulla sua rivelazione. Sia ATLAS che CMS hanno analizzato diversi canali (modi) di decadimento, e hanno potuto osservare piccoli eccessi di eventi nella regione di massa pi? bassa non ancora esclusa da precedenti misure o da altri esperimenti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Presi singolarmente, nessuno di questi eccessi di eventi ? statisticamente pi? significativo del risultato che si osserverebbe tirando un dado e ottenendo due sei di fila. L?aspetto interessante ? che pi? misurazioni indipendenti danno indicazioni nella regione 124-126 GeV. ? decisamente troppo presto per dire se ATLAS e CMS abbiano scoperto il bosone di Higgs, ma questi risultati aggiornati stanno generando un grande interesse nella comunit? dei fisici delle particelle.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Abbiamo ristretto la regione di massa pi? probabile per il bosone di Higgs a 116-130 GeV, e nel corso degli ultime settimane abbiamo iniziato a vedere un eccesso di eventi interessanti nel range di massa intorno a 125 GeV&quot;, ha spiegato il portavoce dell'esperimento ATLAS Fabiola Gianotti . &quot;Questo eccesso di segnali pu? essere dovuto ad una fluttuazione statistica, ma potrebbe anche essere qualcosa di pi? interessante. Non possiamo concludere nulla in questa fase. Abbiamo bisogno di analisi maggiori e di pi? dati. Date le eccezionali prestazioni di LHC quest'anno, non sar? necessario aspettare a lungo per avere una quantit? di dati sufficiente e questo ci consente di prevedere che il puzzle sar? risolto nel corso del 2012&quot;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Non possiamo escludere la presenza del bosone di Higgs del Modello Standard tra i 115 e 127 GeV, a causa di un modesto eccesso di eventi in questa regione di massa, che in modo abbastanza coerente appare in cinque canali indipendenti&quot; ha spiegato il portavoce dell'esperimento CMS, Guido Tonelli. &quot;Questo eccesso ? fortemente compatibile con un Higgs del Modello Sandard con una massa intorno ai 124 GeV o al di sotto di questo valore, ma la significativit? statistica non ? sufficiente per trarre conclusioni. Ad oggi ci? che vediamo ? coerente sia con una fluttuazione di fondo, sia con la presenza del bosone di Higgs. Un?analisi pi? approfondita e i dati che questa magnifica macchina ci permetter? di raccogliere nel 2012, ci metteranno certamente in condizioni di dare una risposta&quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Nei prossimi mesi, entrambi gli esperimenti approfondiranno ulteriormente le singole analisi dei dati, in tempo per le conferenze invernali di fisica delle particelle previste in marzo. Tuttavia, una dichiarazione definitiva sull'esistenza o non esistenza del bosone di Higgs richieder? pi? dati, e sar? probabilmente possibile solo nel mesi seguenti del 2012.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il Modello Standard&lt;br&gt;Il Modello Standard ? la teoria che i fisici usano per descrivere il comportamento delle particelle fondamentali e le forze che agiscono tra queste. Descrive molto bene la materia ordinaria di cui noi, e tutto ci? che ? visibile nell'Universo, siamo fatti. Il Modello Standard non descrive per? il 96% dell'Universo che ? invisibile. Uno degli obiettivi principali del programma di ricerca LHC ? proprio l?esplorazione della fisica oltre il Modello Standard, e il bosone di Higgs potrebbe essere la chiave di questa nuova ricerca.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Scenari possibili&lt;br&gt;L?esistenza del bosone di Higgs secondo il Modello Standard potrebbe confermare questa prima teoria avanzata nel 1960, ma il bosone di Higgs potrebbe assumere anche altre forme, descritte da teorie che vanno oltre il Modello Standard. La scoperta di un Higgs secondo il Modello Standard potrebbe comunque aprire la strada a nuova fisica, grazie a peculiarit? nel comportamento di questa particella, che potrebbero emergere dopo avere studiato un gran numero di suoi decadimenti. La rivelazione di un bosone di Higgs non-Standard (diverso da quello previsto dal Modello Standard, ndt), attualmente fuori dalla portata degli esperimenti di LHC con i dati finora accumulati, aprirebbe immediatamente la porta a nuova fisica, mentre l?affermazione della non esistenza del bosone di Higgs Standard spingerebbe immediatamente verso la nuova fisica, la cui esplorazione ? prevista dal programma di ricerca di LHC al raggiungimento dell?energia di progettazione, dopo il 2014. In ogni caso, che ATLAS e CMS mostrino nei prossimi mesi l?esistenza o meno del bosone di Higgs secondo il Modello Standard, il programma di LHC aprir? la strada a nuova fisica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=635</link>
		</item>
		<item>
			<enclosure url="http://www.infn.it/comunicati/img/getfile.php?filename=634-1.jpg" length="9213" type="image/jpeg" />
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=634]]></guid>
			<title><![CDATA[I 50 anni del ?nonno? italiano di LHC]]></title>
			<description><![CDATA[<img hspace="10" align="left" width="200" src="http://www.infn.it/comunicati/img/getImg.php?filename=634-1.jpg" title="634-1.jpg">Gioved? primo dicembre si celebrano a Frascati, in provincia di Roma, i 50 anni dalla costruzione del ?nonno? dell?acceleratore LHC di Ginevra: quell?Anello di Accumulazione (AdA) che nel 1961 rappresent? la prima macchina al mondo nella quale i fasci di particelle si scontravano frontalmente dopo aver orbitato in un anello. Quel prototipo unico al mondo fu un grande successo dei Laboratori di Frascati (LNF) dell?allora neonato Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). E un lavoro appassionante per centinaia di giovani ricercatori guidati dal fisico austriaco Bruno Touschek. &lt;br&gt;Dopo la costruzione, avvenuta nel 1961, l?anno successivo AdA venne trasferito?in Francia, al LAL (Laboratoire de l?Acc?l?rateur Lin?aire), dove si trovava un acceleratore lineare di alta energia e alta intensit? grazie al quale le particelle venivano iniettate in AdA. Questo trasferimento segn? l'inizio della sperimentazione nella fisica delle collisioni tra elettroni e le loro particelle di antimateria, i positroni.&lt;br&gt;Da allora, sono stati costruiti circa 80 acceleratori di quel tipo (con la collisione tra fasci di particelle) nel mondo. Tra questi, il gigantesco (27 km di lunghezza) LHC al CERN. &lt;br&gt;Gioved?, per iniziativa dei LNF e del LAL, si terr? a Frascati l?evento celebrativo che inizier? alle ore 10 del mattino ai Laboratori di Frascati con la presentazione del nuovo progetto SuperB (CabbiboLab) per la costruzione di un grande anello acceleratore nella piana di Tor Vergata (Roma): un ?figlio futuro? di AdA. Sulla rilevanza del programma di fisica del progetto SuperB, nel pomeriggio, Roberto Petronzio, direttore del CabibboLab, terr? una conferenza divulgativa ?1961-2011: da AdA a SuperB? all'Auditorium delle Scuderie Aldobrandini di Frascati.&lt;br&gt;Nell'occasione le municipalit? di Frascati e di Orsay celebreranno un gemellaggio scientifico.  &lt;br&gt;?Gli acceleratori di particelle sono veri e propri velieri della conoscenza?, commenta Umberto Dosselli, direttore dei Laboratori INFN di Frascati. Oggi al mondo ne esistono pi? di diecimila ? prosegue Dosselli - in massima parte dedicati ad attivit? industriali o della medicina: preparazione di materiali speciali, cure di frontiera di particolari tipologie di tumori, preparazione di radiofarmaci indispensabili alle pi? avanzate metodologie diagnostiche sono solo alcuni degli esempi dell'importanza degli acceleratori di particelle nella vita di tutti noi. L'INFN, grazie alla sua ricerca, ? stato pioniere con AdA di una categoria raffinatissima di queste macchine ed ? pronto a spostare, con SuperB, l'asticella della conoscenza ancora pi? in alto per proseguire i propri studi di fisica delle particelle e per offrire uno strumento di classe mondiale per le sue applicazioni tecnologiche?.&lt;br&gt;Per il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, ?Frascati da oltre 50 anni ? un luogo centrale della ricerca di base in Italia e a livello internazionale. Il convegno, promosso dall?INFN per celebrare la fondamentale ricorrenza del primo anello di accumulazione elettrone-positrone al mondo, conferma la sua importanza strategica e le capacit? progettuali presenti in Italia, che posero il nostro Paese all?avanguardia nella ricerca, solo pochi anni dopo la nascita dei Laboratori Nazionali dell?INFN?. ?Quella positiva realizzazione del 1961 ? prosegue il sindaco Di Tommaso ? ha portato come corollario il forte legame tra Frascati e la Citt? d?Orsay, dove AdA fu trasferito l?anno seguente, congiungendo idealmente i nostri due territori e alimentando lavori, studi e scambi scientifici. Oggi, a cinquant?anni da quell?evento, insieme al Sindaco d?Orsay e alla Comunit? dell?INFN vogliamo celebrare questo gemellaggio scientifico. Dopo il successo ottenuto dai Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare, negli anni si sono accompagnate ulteriori realizzazioni, anche di altri Enti di Ricerca nazionali e internazionali, operanti nel nostro territorio, e che fanno di Frascati il distretto scientifico pi? grande d?Europa, con oltre 3000 scienziati?.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per informazioni&lt;br&gt;INFN ufficio stampa, Romeo Bassoli 06 6868162 ? 328 6666766&lt;br&gt;LNF, Rossana Centioni 06 9403 2423&lt;br&gt;www.lnf.infn.it&lt;br&gt;www.lnf.infn.it/conference/btml2011/publicevent.php&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=634</link>
		</item>
		<item>
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=633]]></guid>
			<title><![CDATA[A Perugia gli estremi si toccano]]></title>
			<description><![CDATA[Domani, sabato 19 novembre, apre i battenti a Perugia Estremo - Le macchine della conoscenza, la mostra realizzata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dedicata alle grandi e spettacolari macchine costruite dai fisici per indagare i segreti della materia e viaggiare indietro nel tempo, fino ai primissimi istanti dopo il Big Bang. &lt;br&gt;La mostra, allestita all'Ex Oratorio del Complesso di San Domenico (sede del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria) fino al 22 gennaio, inaugurera' con un evento (sempre al Museo Archeologico, in Sala Cutu, alle ore 16.00) che avra' per protagonisti il ''velista per caso'' Patrizio Roversi e il neopresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Estremo e' un'esposizione interattiva dedicata alle grandi macchine e infrastrutture della fisica delle alte energie, giganti che uniscono tecnologie avanzatissime, altissima precisione, ricerca di frontiera. La mostra si apre con una grande installazione che, grazie all'effetto del ''chroma key'', fa ''entrare'' negli esperimenti il pubblico, che cosi' si ritrova bersagliato da velocissime particelle nel tunnel di LHC (il titanico acceleratore di particelle del Cern di Ginevra). Oppure si muove sulla Stazione Spaziale Internazionale o sorvola la pampa argentina, dove si trova l'osservatorio di raggi cosmici Auger. O, infine, si immerge nei fondali marini assieme all'esperimento cattura-neutrini Nemo. L'allestimento prosegue attraverso un percorso di immagini, narrazioni e videoinstallazioni interattive che raccontano quanto vi sia di estremo nella fisica delle particelle. Ecco allora i rivelatori costruiti negli abissi marini o nel cuore della montagna per catturare particelle piccolissime e sfuggenti come i neutrini, i satelliti che orbitano oltre l'atmosfera terrestre a caccia di raggi gamma, i grandi osservatori planetari in ascolto dei segnali cosmici e gli acceleratori di altissima precisione costruiti per la cura del cancro e per indagare i segreti delle opere d'arte. L'allestimento e' suddiviso in aree tematiche: l'universo estremo e gli strumenti per esplorarlo, LHC la piu' grande macchina mai costruita per la ricerca scientifica, le tecnologie che nascono dalla ricerca di base e che sono usate per importanti applicazioni in medicina e nei beni culturali. ''La Sezione di Perugia ? sottolinea Pasquale Lubrano che ne e' il direttore - partecipa attivamente ad alcuni dei principali progetti in cui e' coinvolto l'Istituto, dagli esperimenti al CERN (CMS e NA62), al nuovo progetto SuperB, ai grandi esperimenti di astroparticelle nello spazio (AMS e FERMI) e gravitazionali (Virgo), e siamo quindi lieti di poter far conoscere al pubblico della nostra citta', grazie a questa mostra, il nostro impegno nella ricerca di frontiera''.&lt;br&gt;]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=633</link>
		</item>
		<item>
			<author><![CDATA[Comunicazione@Presid.infn.it (Ufficio Comunicazione INFN)]]></author>
			<category><![CDATA[comunicato]]></category>
			<guid><![CDATA[http://www.infn.it/news/news.php?id=632]]></guid>
			<title><![CDATA[I 50 anni del ?nonno? italiano di Lhc]]></title>
			<description><![CDATA[Giovedi' primo dicembre si celebrano a Frascati, in provincia di Roma, i 50 anni dalla costruzione del &quot;nonno&quot; dell'acceleratore LHC di Ginevra: quell'Anello di Accumulazione (AdA) che nel 1961 rappresento' la prima macchina al mondo nella quale i fasci di particelle si scontravano frontalmente dopo aver orbitato in un anello. Quel prototipo unico al mondo fu un grande successo dei Laboratori di Frascati (LNF) dell'allora neonato Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). E un lavoro appassionante per centinaia di giovani ricercatori guidati dal fisico austriaco Bruno Touschek. &lt;br&gt;Dopo la costruzione, avvenuta nel 1961, l'anno successivo AdA venne trasferito in Francia, al LAL (Laboratoire de l'Accelerateur Lineaire), dove si trovava un acceleratore lineare di alta energia e alta intensita' grazie al quale le particelle venivano iniettate in AdA. Questo trasferimento segno' l'inizio della sperimentazione nella fisica delle collisioni tra elettroni e le loro particelle di antimateria, i positroni.&lt;br&gt;Da allora, sono stati costruiti circa 80 acceleratori di quel tipo (con la collisione tra fasci di particelle) nel mondo. Tra questi, il gigantesco (27 km di lunghezza) LHC al CERN. &lt;br&gt;Giovedi', per iniziativa dei LNF e del LAL, si terra' a Frascati l'evento celebrativo che iniziera' alle ore 10 del mattino ai Laboratori di Frascati con la presentazione del nuovo progetto SuperB (CabbiboLab) per la costruzione di un grande anello acceleratore nella piana di Tor Vergata (Roma): un ''figlio futuro'' di AdA. Sulla rilevanza del programma di fisica del progetto SuperB, nel pomeriggio, Roberto Petronzio, direttore del CabibboLab, terra' una conferenza divulgativa ''1961-2011: da AdA a SuperB'' all'Auditorium delle Scuderie Aldobrandini di Frascati.&lt;br&gt;Nell'occasione le municipalita' di Frascati e di Orsay celebreranno un gemellaggio scientifico.  &lt;br&gt;''Gli acceleratori di particelle sono veri e propri velieri della conoscenza'', commenta Umberto Dosselli, direttore dei Laboratori INFN di Frascati. Oggi al mondo ne esistono piu' di diecimila ? prosegue Dosselli - in massima parte dedicati ad attivita' industriali o della medicina: preparazione di materiali speciali, cure di frontiera di particolari tipologie di tumori, preparazione di radiofarmaci indispensabili alle piu' avanzate metodologie diagnostiche sono solo alcuni degli esempi dell'importanza degli acceleratori di particelle nella vita di tutti noi. L'INFN, grazie alla sua ricerca, e' stato pioniere con AdA di una categoria raffinatissima di queste macchine ed e' pronto a spostare, con SuperB, l'asticella della conoscenza ancora piu' in alto per proseguire i propri studi di fisica delle particelle e per offrire uno strumento di classe mondiale per le sue applicazioni tecnologiche''.&lt;br&gt;Per il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, ''Frascati da oltre 50 anni e' un luogo centrale della ricerca di base in Italia e a livello internazionale. Il convegno, promosso dall'INFN per celebrare la fondamentale ricorrenza del primo anello di accumulazione elettrone-positrone al mondo, conferma la sua importanza strategica e le capacita' progettuali presenti in Italia, che posero il nostro Paese all'avanguardia nella ricerca, solo pochi anni dopo la nascita dei Laboratori Nazionali dell'INFN''. ''Quella positiva realizzazione del 1961 ? prosegue il sindaco Di Tommaso ? ha portato come corollario il forte legame tra Frascati e la Citta' d'Orsay, dove AdA fu trasferito l'anno seguente, congiungendo idealmente i nostri due territori e alimentando lavori, studi e scambi scientifici. Oggi, a cinquant'anni da quell'evento, insieme al Sindaco d'Orsay e alla Comunita' dell'INFN vogliamo celebrare questo gemellaggio scientifico. Dopo il successo ottenuto dai Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare, negli anni si sono accompagnate ulteriori realizzazioni, anche di altri Enti di Ricerca nazionali e internazionali, operanti nel nostro territorio, e che fanno di Frascati il distretto scientifico piu' grande d'Europa, con oltre 3000 scienziati''.]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
			<link>http://www.infn.it/news/news.php?id=632</link>
		</item>
	</channel>
</rss>

