Einstein Telescope: si rafforza la collaborazione scientifica Italia-Sassonia per lo studio del rumore nel sito tedesco

27 Novembre 2025

Un gruppo congiunto di ricercatori delle Sezioni INFN di Roma e Cagliari, dell’Università di Napoli Federico II, del Karlsruhe Institute of Technology (KIT) e del Deutsches Zentrum für Astrophysik (DZA) ha installato il 25 novembre scorso una stazione di misura avanzata per il rumore elettromagnetico nei pressi di Bautzen, in Sassonia, nel sito candidato a ospitare Einstein Telescope. L’installazione di magnetometri ad alta precisione, forniti dalla Sezione INFN di Milano Bicocca, in collaborazione con la sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), è essenziale per individuare e studiare le sorgenti di disturbo di origine sia naturale sia antropica nell’area. Queste misure sono cruciali per garantire che il sito o i siti che saranno selezionati per ospitare l’infrastruttura di ricerca di Einstein Telescope offrano il silenzio ambientale necessario per la straordinaria sensibilità richiesta dal futuro interferometro per la rivelazione delle onde gravitazionali.

“La condivisione dei dati e delle metodologie tra i gruppi italiani e tedeschi è un elemento chiave”, sottolinea Luca Naticchioni, ricercatore della Sezione INFN di Roma e membro del gruppo di ricerca italiano impegnato nella missione in Sassonia. “L’obiettivo è fornire alla collaborazione scientifica internazionale Einstein Telescope la caratterizzazione ambientale più completa possibile, un prerequisito fondamentale per la costruzione del futuro osservatorio gravitazionale”.

L’iniziativa è parte di una stretta collaborazione tra i ricercatori impegnati nella caratterizzazione di due dei siti europei candidati a ospitare ET: Sos Enattos, in Sardegna, e la Lusazia, in Germania. La cooperazione è strategica anche in vista dell’opzione di una configurazione di Einstein Telescope a doppia L: questa proposta prevede la possibilità di costruire due osservatori distinti, uno in Sardegna e uno in Lusazia, che lavorerebbero in coincidenza per massimizzare la sensibilità e la capacità di localizzazione delle sorgenti cosmiche. I dati raccolti dal monitoraggio del rumore elettromagnetico, così come quelli del rumore sismico, sono vitali per qualificare entrambi i siti. Dopo la Sardegna, ora anche in Sassonia si potrà studiare il rumore elettromagnetico di fondo per comprenderne i possibili impatti su Einstein Telescope.

Einstein Telscope: installazione di una stazione di misura avanzata per il rumore elettromagnetico nei pressi di Bautzen, in Sassonia Einstein Telscope: installazione di una stazione di misura avanzata per il rumore elettromagnetico nei pressi di Bautzen, in Sassonia
Potrebbero interessarti anche
ICSC inaugurazione nuovi sistemi HPC e quantum computing

Nuove risorse per HPC, Big Data e Quantum Computing: ICSC inaugura cinque sistemi strategici

Esperimento JUNO: sfera di acrilico al centro del rivelatore e fotomoltiplicatori. ©JUNO Collaboration

Neutrini: il debutto dell’esperimento JUNO è ad altissima precisione

Un momento della presentazione del presidente dell'INFN Antonio Zoccoli durante Giornate del Piano Triennale dell'INFN 2027-2029 che si sono tenute al Teatro Verdi di Padova

Segni di domani: a Padova le Giornate di Studio del Piano Triennale INFN 20277-2029

L’INFN studia l’“Ecce Homo” di Antonello da Messina: il capolavoro arriva al MuNDA

Un momento della tavola rotonda “Islas entre las ondas” a bordo di Nave Vespucci. ©Marina Militare

Verso ET: l’astronomia multimessaggera a bordo del Vespucci

L'immagine mostra un ricercatore al lavoro su uno degli specchi del rivelatore Virgo © EGO/Virgo/Maurizio Perciballi

Anche i rivelatori di onde gravitazionali ora hanno l’autotune