Un robot chirurgo per l’arte: nuove indagini sulla Buona Ventura di Caravaggio

5 Maggio 2026

È in corso, presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini, a Roma, una campagna di indagini diagnostiche non invasive sul dipinto Buona Ventura di  Caravaggio, realizzata grazie a un innovativo sistema che combina uno scanner macro a fluorescenza a raggi X (MA-XRF) con l’accuratezza di un braccio robotico di altissima precisione, progettato per operazioni chirurgiche a distanza e adattato al contesto delle belle arti. È la prima volta che viene impiegata questa tecnologia a cui è stato dato il nome “Aramis”.

Il dipinto, un olio su tela, realizzato da Caravaggio alla fine del 1500 ritrae una scena di vita quotidiana, ma è ciò che non si vede ad occhio nudo a catturare l’interesse degli studiosi. Nel caso specifico della Buona Ventura, la presenza di una versione pittorica soggiacente, già evidenziata dalle indagini radiografiche degli anni Settanta e da successive analisi promosse dalla Sovrintendenza Capitolina, rende l’opera un caso di studio particolarmente significativo. L’analisi con il sistema a Scanner Macro XRF mapping integrato con il braccio robotico potrebbe infatti fornire nuovi dati utili all’attribuzione della Madonna con Bambino sottostante, un enigma ancora aperto nel dibattito critico caravaggesco.

Le analisi saranno realizzate dai ricercatori e dalle ricercatrici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare- INFN della sezione di Roma Tre in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre nell’ambito delle attività della rete per i beni culturali CHnet dell’INFN. Nelo specifico, questo progetto si inserisce nel quadro del progetto Pnrr EAR – Enacting Artistic Research coordinato dell’Accademia di Belle Arti di Roma e realizzato in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina con cui, dal 2015, è attiva una convenzione finalizzata alla promozione congiunta di progetti culturali, artistici e di ricerca.

“Il sistema utilizzato è basato su un braccio robotico con precisione micrometrica impiegato per guidare una sorgente di raggi X, capace di adattarsi in tempo reale alla superficie dell’opera” spiega Luca Tortora, ricercatore dell’INFN e professore dell’Università di Roma Tre. “Questa tecnologia, usata qui per la prima volta, consentirà inoltre di studiare superfici complesse, come affreschi su volte curve o oggetti tridimensionali, e di raggiungere zone difficilmente accessibili con scanner tradizionali bidimensionali” conclude Tortora.

“È così possibile ottenere mappe chimiche ad alta risoluzione anche su superfici non planari, permettendo di caratterizzare i materiali pittorici, approfondire le tecniche esecutive e indagare la presenza del dipinto soggiacente” conclude Valerio Graziani, ricercatore della sezione di Roma Tre dell’INFN che si è occupato dello sviluppo del braccio robotico.

L’analisi con Macro XRF mapping  integrata con braccio robotico

Le analisi sono eseguite tramite scansioni macro a fluorescenza ai raggi X (MA-XRF), una tecnica completamente non distruttiva che consente di ottenere vere e proprie immagini della distribuzione degli elementi chimici presenti nei pigmenti. Il braccio robotico integrato nel sistema è un dispositivo di grado medico progettato per operazioni chirurgiche a distanza con precisione micrometrica e integrato per la priva volta in questa tecnica di analisi non invasiva dei beni culturali. L’introduzione del braccio robotico rappresenta un avanzamento significativo: il sistema è infatti in grado di adattarsi alla morfologia della superficie pittorica, mantenendo una distanza costante grazie a sensori avanzati e garantendo una precisione micrometrica. Grazie a queste caratteristiche questa tecnologia consente di studiare superfici complesse, come affreschi su volte curve o oggetti tridimensionali, e di raggiungere zone difficilmente accessibili con scanner tradizionali bidimensionali. Questa innovativa metodologia diagnostica consente la mappatura degli strati pittorici in relazione ai pigmenti, permettendo di distinguere le stesure superficiali da quelle sottostanti e di individuare eventuali elementi nascosti.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dispone di una rete dedicata allo sviluppo di strumentazione per applicazioni nei beni culturali, chiamata INFN CHNet. Questa campagna di analisi è realizzata da un gruppo multidisciplinare che integra competenze scientifiche e storico-artistiche, con il contributo a cui collaborano ricercatori e ricercatrici della sezione INFN e del dipartimento dell’Università di Roma tre e della Pinacoteca. Le indagini si inseriscono in un più ampio progetto di studio che ha coinvolto anche opere di grande rilievo storico-artistico, tra cui il Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio.

L’Opera Buona Ventura di Caravaggio è esposta nell’ambito della mostra Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, allestita presso la Pinacoteca Capitolina dal 15 gennaio al 12 aprile 2026 e prorogata fino al 14 giugno. Il progetto espositivo rappresenta uno dei principali risultati del progetto EAR – ENACTING ARTISTIC RESEARCH (Work Package 2, diretto da Costanza Barbieri), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso i fondi PNRR destinati a partenariati strategici e alla promozione dell’internazionalizzazione della ricerca nel sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il progetto EAR riunisce le Accademie di Belle Arti di Roma (capofila) Firenze e Brera, i Conservatori di L’Aquila e Roma, in partenariato con la sezione INFN dell’Università di Roma Tre e con l’Università Politecnica delle Marche, con l’obiettivo di promuovere l’interazione fra ricerca artistica e ricerca scientifica.

indagini diagnostiche non invasive sul dipinto Buona Ventura di Caravaggio, con un innovativo sistema che combina uno scanner macro a fluorescenza a raggi X (MA-XRF) - Credit INFN
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