INFN -Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
 

n.17 | Agosto 2026

Il sincrotrone dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, entrato in funzione nel 1959 ©INFN

Il sincrotrone dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, entrato in funzione nel 1959 ©INFN

75 anni di INFN

Quanti sono 75 anni? Nell’ordine di una vita umana, milioni di decisioni prese, incalcolabili errori, sperabilmente un certo numero di successi e soddisfazioni, decine di relazioni significative create o perse. Esperienze fatte, competenze acquisite, consapevolezze raggiunte, versioni di sé lasciate indietro. Ma se ampliamo la prospettiva a un ente abitato oggi da oltre 8000 persone, quanti sono 75 anni? Innumerevoli passi in avanti alla frontiera della conoscenza, trasformazioni, idee che hanno cambiato la nostra comprensione dell’universo. Intuizioni, progetti, rischi, tecnologie, teorie, esperimenti, risultati, infrastrutture, collaborazioni; e poi ricercatrici, ricercatori, tecnologi, tecnologhe, tecniche, tecnici, amministrative e amministrativi: tutti impegnati nelle grandi sfide della fisica contemporanea. Per questo numero celebrativo dei 75 anni dell’INFN, l’ente nato dall’eredità di Enrico Fermi e dei ragazzi di via Panisperna, abbiamo deciso di rileggere alcune pagine della sua storia attraverso la voce di chi ha potuto osservarne da vicino la ricchezza e la complessità: i Presidenti Luciano Maiani, Enzo Iarocci, Fernando Ferroni e Antonio Zoccoli.

 
I Presidenti dell'INFN Luciano Maiani, Enzo Iarocci, Fernando Ferroni, Antonio Zoccoli

Intervista a

 

i Presidenti dell'INFN

Intervista ai Presidenti dell’INFN Luciano Maiani (1993-1998), Enzo Iarocci (1998-2004), Fernando Ferroni (2011-2019), Antonio Zoccoli (2019-presente)

Luciano Maiani è stato presidente dell’INFN dal 1993 al 1998, e direttore generale del CERN al 1999 al 2003, dove ha guidato la fase decisiva che ha portato allo sviluppo del Large Hadron Collider. Fisico teorico, professore all’Università di Roma La Sapienza, è noto per il meccanismo GIM, formulato con Sheldon Glashow e John Iliopoulos, che portò alla previsione del quark charm. Dal 2008 al 2011 ha presieduto il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Enzo Iarocci è stato presidente dell’INFN dal 1998 al 2004, e del Council del CERN dal 2004 al 2006. Professore di fisica sperimentale all’Università di Roma La Sapienza, ha diretto i Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN dal 1990 al 1996, ed è stato chairman del Large Hadron Collider Committee del CERN dal 1996 al 1998. Ha dato contributi fondamentali alla fisica delle particelle e della radiazione cosmica, sviluppando negli anni Settanta i tubi a streamer, rivelatori utilizzati in numerosi esperimenti internazionali.

Fernando Ferroni è stato presidente dell’INFN dal 2011 al 2019. Professore di fisica sperimentale alla Sapienza di Roma e al Gran Sasso Science Institute, ha svolto un’intensa attività di ricerca internazionale partecipando a esperimenti come CHARM e L3 al CERN e BaBar allo SLAC di Stanford. Ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN ha lavorato all’esperimento CUORE e, grazie a un ERC Advanced Grant, a LUCIFER. È stato membro di numerosi comitati scientifici nell’ambito della fisica delle alte energie, e ha assunto ruoli di coordinamento in iniziative internazionali per lo sviluppo di Einstein Telescope.

Antonio Zoccoli è presidente dell’INFN dal 2019, della CoPER (Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca) dal 2021 e della Fondazione ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing dal 2022. Professore di fisica sperimentale all’Università di Bologna, è stato membro della Giunta Esecutiva dell’INFN e direttore della Sezione di Bologna dell’INFN. Ha preso parte a numerose collaborazioni internazionali, tra cui ATLAS al CERN, protagonista della scoperta del bosone di Higgs nel 2012.

Che messaggio o augurio vorrebbe affidare all’INFN, alla sua comunità e alle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori?

[Luciano Maiani]
La mia opinione è che l’INFN sia un ente fantastico, che funziona e che ha una comunità di riferimento motivata e soprattutto onesta. Non ho mai fatto esperienza di episodi che mettessero in discussione la correttezza o l’integrità dell’INFN, e il mio augurio è che vada avanti così. Si profilano tempi duri, ma l’INFN ha le spalle larghe, e io penso che ce la possa fare ad affrontarli.

[Enzo Iarocci] La struttura e l’organizzazione dell’INFN sono piuttosto variegate. L’Istituto si articola in strutture grandi e piccole e i programmi scientifici vengono definiti attraverso cinque linee di ricerca con un forte carattere bottom-up, cioè governate dal basso, cui si aggiungono eventuali progetti speciali attivati dal management. Si tratta di un’organizzazione complessa, che di fatto conferisce all’Istituto una capacità adattativa ed evolutiva senza eguali, come dimostra la sua storia. L’augurio che faccio all’ente, quindi, è che conservi questa capacità di evolvere e di adattarsi al nuovo, in armonia e senza scossoni per la comunità di ricerca.

[Fernando Ferroni] Il mio augurio per l’INFN e per la sua comunità è di riuscire ad attraversare questi deserti, uno dopo l’altro, ognuno purtroppo più lungo e più vasto del precedente, mantenendo alto l’interesse e la capacità di trasmissione del sapere, e ripensando anche la possibilità di integrare gli enormi progetti su scala globale con progetti su scala più piccola, nazionale, o di pochi Paesi, insomma con una dimensione che dia la possibilità di continuare a esercitare braccia e mente mentre i grandi progetti prendono forma. Non serve a nulla nascondere sotto il tappeto la trasformazione in atto: occorre però trovare strumenti che possano mutare un oggettivo problema in opportunità.

[Antonio Zoccoli] Penso che il nostro sia il mestiere più bello del mondo. Dobbiamo essere orgogliosi di fare questo mestiere e consapevoli dell’importanza che ha. Ma soprattutto, dobbiamo essere in grado di divertirci facendo ricerca, di stupirci e di sognare di spostare sempre più avanti le frontiere della conoscenza. È questo l’augurio che faccio all’ente, e ai giovani ricercatori e ricercatrici che lo abiteranno: di credere sempre nei propri sogni, perché solo sognando possiamo andare avanti.

 
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