Dal 2020 ad oggi: Il futuro si costruisce nel presente
I risultati sui neutrini
Particelle elusive e difficili da osservare, i neutrini sono diventati nel corso dei decenni una delle chiavi principali per aprire le porte della comprensione dell’universo La loro ricerca ha spinto l’INFN a sviluppare nuove tecnologie e grandi infrastrutture, dai laboratori schermati sotto la roccia ai telescopi installati nelle profondità marine, contribuendo alla crescita di una comunità internazionale di riferimento nel campo della fisica astroparticellare.Nel 2020, mentre la pandemia di COVID-19 limita profondamente la vita delle persone in tutto il mondo, la ricerca scientifica non si ferma. Nei laboratori dell’INFN le attività proseguono e il 25 novembre la collaborazione internazionale Borexino, ospitata nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, annuncia la prima osservazione diretta dei neutrini prodotti nel Sole attraverso il ciclo carbonio-azoto-ossigeno (CNO), il processo di fusione nucleare dominante nelle stelle più massicce del Sole. Teorizzato nel 1938 da Hans Bethe e Carl Friedrich von Weizsäcker, il ciclo CNO non era mai stato osservato direttamente.Il risultato conclude un percorso scientifico iniziato negli anni Novanta con la progettazione dell’esperimento e rappresenta uno dei più importanti successi della fisica dei neutrini, confermando ancora una volta il ruolo dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso come riferimento mondiale per la ricerca astroparticellare.





