75 anni di INFN. Una storia di ricerca, innovazione e comunità

7 Agosto 2026

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) viene istituito l’8 agosto 1951, 75 anni fa, con un decreto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Raccogliendo l’eredità di Enrico Fermi, l’Istituto nasce da una solida tradizione scientifica per proseguire, dopo la guerra, le ricerche che egli aveva avviato negli anni Trenta insieme alla sua scuola, i Ragazzi di via Panisperna.

A celebrare questo anniversario è anche un francobollo dedicato della serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”, emesso l’8 agosto 2026 . Un riconoscimento che rende omaggio non solo alla storia dell’INFN, ma anche al contributo della fisica fondamentale italiana, oggi rappresentata da una comunità riconosciuta tra le più autorevoli a livello internazionale.

Atto costitutivo dell'INFN
Atto costitutivo dell'INFN, 1959.
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Sincrotrone, il primo acceleratore di alta energia realizzato in Italia nei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN

La storia dell’INFN è il racconto di una comunità dedicata alla ricerca scientifica che, in 75 anni, ha saputo trasformare grandi domande sulla natura in nuove conoscenze, tecnologie e infrastrutture. Dalla nascita dei primi acceleratori di particelle alla partecipazione ai grandi esperimenti internazionali, dai laboratori nazionali alle applicazioni della ricerca fondamentale, è la storia di una comunità che ogni giorno costruisce il futuro della scienza e della cultura.

Alla storia dell’INFN è dedicato un progetto editoriale che racconta protagonisti, scoperte e luoghi dell’Istituto attraverso il sito “Storia INFN”  che copre un secolo di storia che inizia negli anni Venti del Novecento.
https://storia.infn.it/

Inoltre, sul numero di agosto di Particle Chronicle, la newsletter dell’INFN, pubblichiamo un’intervista corale a quattro presidenti dell’INFN: Luciano Maiani, Enzo Iarocci, Fernando Ferroni e Antonio Zoccoli.

Ma il racconto, come sappiamo, prosegue ancora oggi

Dal 2020 ad oggi: Il futuro si costruisce nel presente

 

I risultati sui neutrini

Particelle elusive e difficili da osservare, i neutrini sono diventati nel corso dei decenni una delle chiavi principali per aprire le porte della comprensione dell’universo La loro ricerca ha spinto l’INFN a sviluppare nuove tecnologie e grandi infrastrutture, dai laboratori schermati sotto la roccia ai telescopi installati nelle profondità marine, contribuendo alla crescita di una comunità internazionale di riferimento nel campo della fisica astroparticellare.Nel 2020, mentre la pandemia di COVID-19 limita profondamente la vita delle persone in tutto il mondo, la ricerca scientifica non si ferma. Nei laboratori dell’INFN le attività proseguono e il 25 novembre la collaborazione internazionale Borexino, ospitata nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, annuncia la prima osservazione diretta dei neutrini prodotti nel Sole attraverso il ciclo carbonio-azoto-ossigeno (CNO), il processo di fusione nucleare dominante nelle stelle più massicce del Sole. Teorizzato nel 1938 da Hans Bethe e Carl Friedrich von Weizsäcker, il ciclo CNO non era mai stato osservato direttamente.Il risultato conclude un percorso scientifico iniziato negli anni Novanta con la progettazione dell’esperimento e rappresenta uno dei più importanti successi della fisica dei neutrini, confermando ancora una volta il ruolo dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso come riferimento mondiale per la ricerca astroparticellare.

 

 

Cinque anni più tardi un nuovo risultato conferma il ruolo di primo piano dell’INFN nello studio dei neutrini. Nel 2025 la collaborazione internazionale KM3NeT annuncia l’osservazione del neutrino cosmico di energia più elevata mai rivelato, circa 220 PeV, un evento registrato il 13 febbraio 2023 dal rivelatore ARCA, installato a 3.500 metri di profondità nel Mar Mediterraneo, al largo della costa siciliana di Portopalo di Capo Passero. La scoperta, pubblicata su Nature che gli ha anche dedicato la copertina della rivista, apre una nuova finestra sull’universo più energetico e dimostra le potenzialità del telescopio sottomarino europeo per neutrini, infrastruttura in fase di completamento composta dai rivelatori ARCA e ORCA. I dati raccolti da ARCA vengono trasmessi alla stazione di terra dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN, che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella gestione dell’esperimento.

Copertina Nature con KM3Net
Copertina "Nature" risultato KM3Net del febbraio 2025 ©Nature

La fisica di precisione come chiave di ricerca di nuova fisica

Accanto alle grandi infrastrutture dedicate allo studio dei fenomeni più elusivi dell’universo, gli esperimenti di precisione continuano a esplorare i limiti del Modello Standard. Nel 2021 la collaborazione internazionale dell’esperimento Muon g-2, operativa al Fermilab negli Stati Uniti, annuncia il primo risultato della misura dell’anomalia del momento magnetico del muone, una delle quantità più precise mai misurate nella fisica delle particelle. L’INFN partecipa all’esperimento contribuendo alla realizzazione di componenti fondamentali e all’analisi dei dati. La misura rappresenta un importante banco di prova per la teoria attuale delle particelle elementari e mantiene aperta la ricerca di possibili segnali di nuova fisica oltre il Modello Standard.

 

Il PNRR: una nuova stagione per le infrastrutture per la ricerca

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta per l’INFN una nuova fase di crescita e investimento nelle infrastrutture scientifiche del Paese. Nell’ambito del Piano, l’Istituto è protagonista di numerosi progetti strategici, con un ruolo di proponente e capofila in sei grandi infrastrutture di ricerca dedicate alle frontiere della fisica fondamentale e delle tecnologie avanzate: ETIC (Einstein Telescope Infrastructure Consortium), EuAPS (EuPRAXIA Advanced Photon Sources), IRIS (Innovative Research Infrastructure on applied Superconductivity), KM3NeT4RR  (KM3 Neutrino Telescope for Recovery and Resilience), LNGS-FUTURE  (LNGS Facilities Upgrade To Unveil Rare Events) e TeRABIT  (Terabit Network for Research and Academic Big Data in Italy). A queste iniziative si aggiunge la partecipazione dell’INFN a ICSC (Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing), dedicato allo sviluppo dell’ecosistema italiano del calcolo ad alte prestazioni, dei big data e delle tecnologie quantistiche.

Per approfondire i progetti PNRR a guida INFN leggi https://www.infn.it/istituto-infn/pnrr/

Questi progetti rafforzano infrastrutture esistenti e pongono le basi per nuove capacità di ricerca, sostenendo lo sviluppo di tecnologie avanzate nello studio delle onde gravitazionali, negli acceleratori, nella fisica dei neutrini, nelle reti ad alta capacità, nella ricerca di eventi rari e nel calcolo scientifico. Allo stesso tempo, il PNRR favorisce nuove forme di collaborazione tra enti di ricerca, università e imprese, creando un ecosistema nazionale capace di affrontare le grandi sfide scientifiche e tecnologiche dei prossimi anni.Attraverso questa nuova stagione di investimenti, l’INFN consolida un tratto distintivo della propria storia: la capacità di trasformare la ricerca di risposte alle domande fondamentali sulla natura e l’universo in grandi infrastrutture, innovazione tecnologica e opportunità di crescita per la comunità scientifica e per il Paese.

 

Il calcolo scientifico e le nuove sfide tecnologiche

Dalle prime calcolatrici elettroniche degli anni Cinquanta alle infrastrutture di supercalcolo di oggi, il calcolo scientifico è diventato uno dei pilastri della ricerca fondamentale, indispensabile per affrontare la crescente complessità degli esperimenti e le formidabili sfide della simulazione dei modelli teorici. La quantità di dati prodotta dai grandi apparati sperimentali, la potenza di calcolo richiesta dalle simulazioni teoriche, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e le nuove prospettive offerte dalle tecnologie quantistiche richiedono oggi competenze, risorse e reti di collaborazione sempre più avanzate. In questa evoluzione si inserisce ICSC, nato nell’ambito del PNRR per sviluppare un’infrastruttura dedicata al calcolo avanzato, che potesse contare su macchine all’avanguardia, mettesse a sistema le risorse distribuite sul territorio nazionale, e fosse anche in grado di diventare un grande polo europeo del settore. L’INFN partecipa alla guida del Centro, mettendo a disposizione la propria esperienza maturata nella ricerca fondamentale e nelle grandi collaborazioni scientifiche internazionali.

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La prima calcolatrice elettronica commerciale italiana Fonte CNR

 

Le sfide del futuro: nuove infrastrutture, nuove conoscenze, nuove applicazioni

La ricerca scientifica  guarda al futuro, stiamo progettando e sviluppando le grandi infrastrutture dove si farà la fisica dei prossimi decenni. Sono progetti che raccolgono l’eredità di 75 anni di sviluppo scientifico e tecnologico e che richiedono la collaborazione di comunità internazionali, università, enti di ricerca e imprese.

Ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN prende forma EuPRAXIA, la prima grande infrastruttura europea di ricerca per lo sviluppo di acceleratori basati su tecnologie al plasma. Il progetto mira a realizzare una nuova generazione di acceleratori più compatti ed efficienti rispetto alle macchine tradizionali, aprendo nuove possibilità per la fisica delle alte energie e per applicazioni nei settori della medicina, della scienza dei materiali e dell’industria. L’Italia, attraverso l’INFN e i Laboratori Nazionali di Frascati, è fortemente coinvolta nella realizzazione dell’infrastruttura europea, che prevede la costruzione di una sede italiana dedicata alla ricerca e allo sviluppo tecnologico.

Un’altra grande sfida riguarda l’osservazione dell’universo attraverso le onde gravitazionali. Con il progetto Einstein Telescope (ET), l’Europa si prepara a realizzare un osservatorio di prossima generazione capace di aumentare enormemente la sensibilità rispetto agli interferometri attuali e di studiare fenomeni cosmici ancora inesplorati. L’Italia sostiene la candidatura a ospitare ET in Sardegna, nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, per le caratteristiche geologiche e ambientali del sito, e forte per le competenze scientifiche e tecnologiche maturate nella ricerca delle onde gravitazionali con Virgo

Nel campo della fisica delle particelle, il futuro guarda anche alla possibile realizzazione del Future Circular Collider (FCC) al CERN, il grande collisore di nuova generazione progettato per esplorare energie mai raggiunte prima. FCC rappresenta il possibile successore di LHC e potrebbe consentire studi di precisione del Modello Standard, nuove ricerche sulla materia e sulle leggi fondamentali dell’universo. L’INFN contribuisce allo sviluppo delle tecnologie necessarie alla macchina, in particolare nel campo dei magneti superconduttori, dei rivelatori e dei sistemi di accelerazione.

Rendering dell'infrastruttura di ET (©INFN)
Rendering dell'infrastruttura di ET (©INFN)
Centro Nazionale di Calcolo CNAF - INFN. ©INFN, Roberto Giacomelli
Centro Nazionale di Calcolo CNAF - INFN. ©INFN, Roberto Giacomelli

Accanto alle grandi infrastrutture sperimentali, una delle sfide decisive della ricerca contemporanea riguarda la capacità di gestire e interpretare quantità sempre maggiori di dati. Il calcolo scientifico ad alte prestazioni è oggi ancor più parte integrante del processo di scoperta: permette di simulare fenomeni complessi, analizzare dati prodotti dagli esperimenti e sviluppare nuovi metodi di ricerca. L’esperienza maturata dall’INFN nel calcolo scientifico, dalle prime macchine dedicate alla fisica delle particelle fino al ruolo del suo Centro Nazionale di calcolo, il CNAF, nelle grandi collaborazioni internazionali, trova oggi nuove prospettive nell’integrazione tra supercalcolo, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche, anche attraverso la partecipazione dell’Istituto a ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing.

La comprensione più profonda dei fenomeni fisici, non va dimenticato, viene solo dall’incontro della fisica sperimentale più avanzata con le idee originali e i nuovi modelli sviluppati dalla ricerca teorica, accompagnati dalla capacità di prevederne le implicazioni fenomenologiche. La scuola di fisica teorica italiana, nata proprio da Enrico Fermi (il primo professore ordinario di fisica teorica) si è sviluppata nell’ambito dell’INFN in molte direzioni, dalle più formali alle più fenomenologiche, dando contributi di eccellente livello ad un ampio spettro di temi di fisica fondamentale e non solo.

Le competenze sviluppate nella ricerca fondamentale continuano inoltre a generare applicazioni in molti ambiti, dalla medicina ai beni culturali, dall’ingegneria civile alla sostenibilità energetica. Le tecnologie degli acceleratori, dei rivelatori e dei sistemi di analisi dati hanno dato origine a strumenti per la diagnostica e la terapia dei tumori, per lo studio e la conservazione del patrimonio artistico, per il monitoraggio di strutture e materiali e per lo sviluppo di ssoluzioni più efficienti dal punto di vista energetico. Guardando al futuro,il percorso dell’INFN lungo questi settantacinque anni apre a prospettive in cui la ricerca fondamentale continuerà a generare conoscenza, innovazione e ricadute concrete per la società.

 

Una comunità che costruisce il futuro

Dalle prime ricerche sul nucleo atomico alle grandi infrastrutture internazionali di oggi, la storia dell’INFN è la storia di una comunità scientifica che ha saputo trasformare grandi domande sulla natura in nuove conoscenze, tecnologie e opportunità.
In oltre settant’anni di attività alla frontiera della ricerca fondamentale, l’Istituto ha raccolto l’eredità della tradizione scientifica italiana e ha costruito una grande scuola di fisica estesa su tutto il territorio nazionale, formando migliaia di ricercatrici e ricercatori che hanno contribuito a tutti i principali risultati della fisica fondamentale

Annuncio della scoperta del Bosone di Higgs, Cern 4 luglio 2012 (© CERN)

Oggi l’INFN è una comunità di oltre seimila persone tra ricercatrici e ricercatori, tecnologi e tecnologhe, tecniche e tecnici e personale amministrativo, impegnata nelle grandi sfide della fisica contemporanea. Dai contributi individuali, ai laboratori nazionali alle collaborazioni globali, dalle infrastrutture per lo studio delle particelle e dell’universo alle tecnologie nate dalla ricerca fondamentale, l’Istituto continua a fare della conoscenza un motore di innovazione e una delle eccellenze scientifiche del Paese come testimonia il francobollo emesso l’8 agosto nel giorno del settantacinquesimo anniversario della fondazione dell’INFN.