n.18 | Settembre 2026
Dietro le quinte del Premio Nobel per la Fisica
È il 10 dicembre, siete nel Municipio di Stoccolma, in Svezia. Siete vestiti a festa, qualcuno in abito tradizionale, qualcuno in abito da sera, tutti e milletrecento elegantissimi. La Sala Blu in cui vi trovate (che di fatto non è blu) è adornata da oltre diecimila fiori provenienti da Sanremo — la città in cui è morto Alfred Nobel, il geniale inventore che vi ha riuniti qui stasera. Avete gli occhi puntati sulla scalinata in fondo alla sala, da cui stanno per fare il loro ingresso i “laureati”, freschi di medaglia, e la famiglia reale svedese. Faranno un brindisi, che aprirà il banchetto. Siete curiosi, a tratti impazienti: il menù è stato tenuto segreto fino all’ultimo minuto. Eppure, il riserbo degli chef svedesi non vi stupisce; siete avvezzi a quello dell’intera macchina da Nobel. Le istituzioni svedesi e norvegesi incaricate da Alfred Nobel in persona, nel suo testamento, di assegnare il premio sono maestre in questo: riservato è il processo di candidatura, quello di selezione, e persino le nomine rimangono segrete per almeno cinquant’anni. A conferire il Premio Nobel per la Fisica ogni anno è l’Accademia Reale Svedese delle Scienze, e noi abbiamo incontrato Mats Larsson, membro del Comitato Nobel per la Fisica nel 2013 e dal 2016 al 2023, per farci rivelare qualche retroscena.

Mats Larsson è Professore di Fisica all’Università di Stoccolma e, dal 2011 al 2020, è stato Direttore dell’AlbaNova University Center di Stoccolma, un centro scientifico congiunto del Royal Institute of Technology (KTH) e dell’Università di Stoccolma. Ha fatto parte del Comitato Nobel per la Fisica nel 2013 e dal 2016 al 2023. Tra i suoi interessi di ricerca figurano l’astrofisica di laboratorio e la sua importanza per l’astrochimica, la ricerca sui laser a elettroni liberi applicata alle piccole molecole e, più recentemente, la chiralità molecolare e le interazioni chirali.
Mats Larsson
Intervista a Mats Larsson, membro del Comitato Nobel per la Fisica nel 2013 e dal 2016 al 2023
È stato membro del Comitato Nobel per la Fisica per nove anni e ha raccontato che il suo momento preferito è sempre stato ascoltare la reazione dei laureati quando ricevono la magica telefonata. È vero che li chiamate solo pochi minuti prima dell’annuncio pubblico? Quale di quelle telefonate ricorda più vividamente?
È un’esperienza davvero interessante, e ogni telefonata è a suo modo speciale. Chiamiamo i laureati pochi minuti dopo aver preso la decisione, anche se non sempre riusciamo raggiungerli. Dopo aver concluso la telefonata, ci prepariamo per la conferenza stampa, e da lì facciamo l’annuncio. Siamo sempre contenti se almeno uno dei premi Nobel partecipa alla conferenza, perché i giornalisti hanno molte domande. Ma, come dicevo, capita che non riusciamo a parlare con in vincitori, o che ci riusciamo in modo piuttosto tortuoso. Nel 2023, quando abbiamo chiamato la laureata franco-svedese Anne L’Huillier, non siamo riusciti a raggiungerla. Si dà il caso, però, che anche suo marito sia membro dell’Accademia, così abbiamo chiamato lui, chiedendogli come poterci mettere in contatto con Anne. Ha capito subito cosa stesse accadendo, e ci ha suggerito di aspettare qualche minuto, perché in quel momento Anne stava facendo lezione. Dieci minuti dopo eravamo al telefono con lei: ci ha detto di essere felicissima di sapere che le avevamo assegnato il premio, e poi ci ha congedati con un «Bene, adesso devo tornare a insegnare».
La telefonata del Nobel arriva sempre inaspettata: nessuno può candidarsi da solo e le candidature restano segrete. Come funziona, in concreto, il processo di candidatura? E chi può presentarne una?
C’è un elenco delle persone autorizzate a presentare candidature, che comprende, innanzitutto, i membri dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze e i professori di fisica dei Paesi nordici. Inviamo poi una richiesta di candidatura a diverse università, chiedendo che a proporre un nome sia sempre una singola persona qualificata (non vogliamo che ci sia, per esempio, una riunione di facoltà in cui tutti sono invitati a votare), e abbiamo stilato anche un lungo elenco di persone competenti che possono presentare candidature. Non da ultimo, gli ex premi Nobel sono sempre invitati a candidare qualcuno. E di solito, anche tornando indietro negli archivi, le candidature presentate da persone davvero illustri hanno molto peso. La qualità delle candidature può essere poi piuttosto diversa. Ci sono candidature molto accurate, in cui vengono esposte in modo preciso argomentazioni molto forti a favore della candidatura, e candidature estremamente brevi, come quelle presentate, alle volte, da Einstein. Naturalmente, se non si è una persona molto importante, il semplice nome e qualche riga non hanno poi così tanto peso, una motivazione ben ponderata fa la differenza.
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