Rappresentazione astratta dell'ecosistema europeo della ricerca ©iStock
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Ricerca fondamentale e autonomia della valutazione: i due pilastri del modello ERC
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Come favorire l’emergere dell’eccellenza nella ricerca scientifica? Come riconoscere un progetto promettente? Come capire quali sono le idee su cui investire? In Europa, senza dubbio, l’Istituzione pubblica divenuta un modello nell’individuazione e selezione indipendente di progetti e idee meritevoli di finanziamento, perché potenzialmente in grado di produrre ricerca di frontiera e risultati d’eccellenza, è lo European Research Council (ERC). Istituito dalla Commissione europea nel 2007, l’ERC è oggi uno dei principali strumenti di finanziamento della ricerca in Europa, con un budget di oltre 16 miliardi di euro. In quasi vent’anni, ha finanziato più di 17.000 progetti e 10.000 ricercatori e ricercatrici, valutando oltre 130.000 proposte. E ai vincitori dell’ERC sono stati assegnati 15 premi Nobel, 7 medaglie Fields, 11 premi Wolf e decine di altri premi importanti. Una lunga serie di successi, alla base dei quali c’è un approccio semplice quanto rigoroso: l’eccellenza scientifica come unico criterio di selezione, e l’obiettivo di promuovere la ricerca di altissima qualità in Europa, senza alcun vincolo tematico né adesione a logiche politiche o economiche. Abbiamo chiesto a Nicola Spaldin, vicepresidente dello European Research Council e responsabile dell’area Physical sciences and Engineering, di navigarci all’interno di questo modello, per comprenderne meglio sfide e risultati.
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Intervista a Nicola Spaldin, vicepresidente dello European Research Council e responsabile dell’area Physical sciences and Engineering
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Nicola Spaldin è membro del Consiglio scientifico dello European Research Council e, da gennaio 2026, vicepresidente per l’area Physical sciences and Engineering. È professoressa di Teoria dei materiali all’ETH di Zurigo e, appassionata divulgatrice scientifica, ha vinto diversi premi Golden Owl dell’ETH di Zurigo per l’eccellenza nell’insegnamento. È membro della Royal Society, membro straniero delle Accademie Nazionali di Scienze e Ingegneria (USA), dell’Accademia di Francia, dell’Accademia Austriaca e della Leopoldina, e ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di ricerca.
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Quali sono le attuali priorità strategiche dello European Research Council e come vede evolversi il suo ruolo nei prossimi anni?
Lo European Research Council non stabilisce una direzione della ricerca né definisce delle priorità. Siamo un’organizzazione bottom-up, e in quanto tali ci proponiamo di finanziare la ricerca di frontiera che arriva direttamente dalla comunità dei ricercatori e delle ricercatrici, senza prediligere ambiti “di moda” o specificamente orientati alla tecnologia. Sosteniamo la scienza nel senso tedesco di Wissenschaft, o sapere, e oltre alle scienze della vita, le scienze fisiche e l’ingegneria, l’ERC sostiene anche la ricerca nelle scienze sociali e nelle discipline umanistiche, di nuovo senza stabilire direzioni prioritarie. Naturalmente, con il volgere al termine dell’Horizon Europe e il prossimo programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione in fase di definizione, ci siamo posti degli obiettivi strategici, volti a tutelare la capacità di ricercatrici e ricercatori di dedicarsi a ricerche d’avanguardia guidate dalla curiosità, non orientate ad agende politiche predefinite.
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RICERCA MULTIDISCIPLINARE
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Auditorium Parco della Musica, Roma
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Auditorium Parco della Musica, Roma
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Politecnico di Torino, Torino
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Auditorium Parco della Musica, Roma
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Auditorium Parco della Musica, Roma
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Auditorium Parco della Musica, Roma
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Auditorium Parco della Musica, Roma
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Palazzo della Cultura, Catania
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