INFN -Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
 

n.15 | Giugno 2026

Rappresentazione artistica di un quanto

Rappresentazione artistica di un quanto

Entangled: dallo spazio matematico all’intuizione fisica

La notte fredda e buia, il sole luminoso: NOX e SOL, i due computer quantistici inaugurati a Bologna lo scorso 11 giugno, abitano la stessa stanza del Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC) al Tecnopolo DAMA, e lo fanno incarnando due approcci profondamente diversi al calcolo quantistico. NOX, prodotto dall’azienda finlandese IQM Quantum Computers e dotato di 54 qubit, utilizza circuiti superconduttori raffreddati a temperature bassissime; SOL, sviluppato dalla società francese Pasqal nell’ambito del programma europeo EuroHPC, utilizza la tecnologia ad atomi neutri, intrappolati in una grande camera a ultra-alto vuoto grazie a sistemi laser (da cui il riferimento alla luce). Insieme, NOX e SOL contribuiscono a fare del polo bolognese una delle infrastrutture quantistiche più avanzate d’Europa, e ad arricchire un panorama tecnologico ancora altamente eterogeneo e in rapida evoluzione, in cui è difficile scommettere su quale approccio si imporrà sugli altri. Abbiamo chiesto quindi ad Alain Aspect, Premio Nobel per la Fisica 2022 per i suoi esperimenti sull’entaglement e co-fondatore di Pasqal, quale scenario possiamo attenderci per il futuro del calcolo quantistico e quale ruolo possa giocare nella comprensione della nostra realtà fisica.

 
Alain Aspect ©Jean-François DARS

Intervista a

 

Alain Aspect

Intervista ad Alain Aspect, insignito del Premio Nobel per la Fisica 2022 per i suoi esperimenti con fotoni entangled, che hanno confermato che la meccanica quantistica fornisce una descrizione corretta dell’entanglement, e aperto la strada ai computer quantistici, le reti quantistiche e le comunicazioni quantistiche cifrate

Alain Aspect è Professore presso l’Institut d’Optique Graduate School, l’Università Paris-Saclay e l’École Polytechnique (Institut Polytechnique de Paris), ed è direttore di ricerca emerito al CNRS. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica 2022 per i suoi esperimenti con fotoni entangled condotti nel 1981-1982, che hanno confermato che la meccanica quantistica fornisce una descrizione corretta dell’entanglement, e aperto la strada ai computer quantistici, le reti quantistiche e le comunicazioni quantistiche cifrate. Oltre al Nobel, è stato insignito di molti premi, tra cui la Medaglia d’oro del CNRS (2005), il Premio Wolf per la Fisica (2010), il Premio Balzan per l’informazione quantistica (2013), la Medaglia d’oro Niels Bohr (2013), la Medaglia Albert Einstein (2013) e la Medaglia Ives dell’Optical Society of America (2013).

“Se Einstein avesse saputo”[1] dei suoi esperimenti sull’entanglement, avrebbe riconosciuto alla meccanica quantistica la capacità di descrivere il mondo?
Oh, sì, non c’è alcun dubbio, perché i nostri esperimenti mostrano che la meccanica quantistica descrive il mondo anche nelle situazioni più sorprendenti. Se l’avesse saputo, Einstein avrebbe dovuto ammettere che nella sua visione epistemologica del mondo, che chiamiamo “realismo locale”, c’è qualcosa da dover abbandonare. Dopo le nostre verifiche sperimentali, infatti, non è più possibile sostenere contemporaneamente la località e il realismo, bisogna rinunciare ad almeno una di queste due ipotesi. Nell’ultimo capitolo del mio libro cerco di rispondere proprio alla domanda su quale delle due sia più ragionevole abbandonare, ma non posso rivelarvelo qui, per non privarvi del piacere della lettura!

[1] Se Einstein avesse saputo è il terzo libro di divulgazione scientifica di Aspect, pubblicato nel 2025 dalla casa editrice Editions Odile Jacob e tradotto in italiano nel 2026 da Raffaello Cortina Editore.

 
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