Oggi, lunedì 8 giugno, il dipinto “Ecce Homo” di Antonello da Messina, capolavoro del Quattrocento rinascimentale, arriva al Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), a L’Aquila, dove farà parte della collezione stabile del museo.
L’opera, recentemente acquisita dallo Stato italiano, è stata oggetto di una campagna di studio e restauro presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) con un programma integrato di indagini conoscitive, verifiche conservative e interventi preliminari finalizzati a garantirne stabilità, leggibilità e corretta fruizione a cui ha partecipato l’INFN.
Il lavoro condotto presso l’ICR ha coinvolto restauratori, storici dell’arte e specialisti di diagnostica, tra cui un team di fisici, con l’obiettivo di ricostruire in modo approfondito materiali costitutivi, tecniche esecutive, eventuali ridipinture e interventi pregressi. Nel dettaglio, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha partecipato alle indagini con uno scanner portatile multianalitico sviluppato nel progetto Artemisia, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del Centro di Eccellenza DTC. Il sistema, unico nel suo genere, integra diverse tecniche diagnostiche non invasive – Spettroscopia Infrarossa in Trasformata di Fourier (FTIR), Fluorescenza dei raggi X (XRF), Fluorescenza UV e Spettroscopia in riflettanza in fibra ottica (FORS) – in un’unica piattaforma progettata per operare direttamente sull’opera. L’integrazione delle tecniche è un’unicità di questo strumento e consente di avere sullo stesso punto analizzato sia l’informazione elementale (con l’XRF) che molecolare (con la FTIR).
La campagna si è focalizzata sull’acquisizione di mappe infrarosse con risoluzione spaziale dell’ordine del millimetro, che consentono di ottenere una rappresentazione chimica dettagliata della superficie pittorica. L’analisi infrarossa ha permesso di identificare leganti organici, vernici, materiali di restauro e prodotti di degrado, contribuendo alla costruzione di un quadro conoscitivo completo, indispensabile per orientare gli interventi conservativi.
Le indagini condotte dall’INFN si inseriscono in una campagna diagnostica più ampia, coordinata dall’ICR, che ha visto la partecipazione di molteplici competenze e infrastrutture. Accanto alle analisi spettroscopiche FTIR e XRF, la campagna ha incluso indagini iperspettrali a cura del CNR-ISPC di Firenze e Lecce, documentazione fotografica ad alta risoluzione con stereomicroscopio e microscopio digitale Hirox, e analisi su microcampioni mediante SEM-EDS, Micro-Raman e GC-MS a cura dei laboratori scientifici dell’ICR.
L’integrazione tra tecniche diverse consente di mettere in relazione informazioni chimiche, materiche e conservative in modo coerente, mantenendo un approccio completamente non invasivo,” sottolinea Mariangela Cestelli Guidi, responsabile del Laboratorio DAFNE-Luce dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN e nodo della rete per i beni culturali CHNet dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
Il Laboratorio DAFNE-Luce è il laboratorio di luce di sincrotrone dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN. La luce di sincrotrone è uno strumento fondamentale per svolgere ricerche avanzate in campi quali la scienza dei materiali, , la chimica, la biologia, la medicina, le scienze ambientali e i beni culturali. Il laboratorio è un centro di riferimento per l’analisi dei dipinti, grazie all’integrazione di tecniche complementari, sia da laboratorio sia portatili, che permettono di connettere indagini in situ e analisi di dettaglio. In particolare, il laboratorio di luce di sincrotrone consente di illuminare le sezioni delle opere con fasci altamente collimati e brillanti, caratterizzati da elevata intensità e bassa divergenza. Questo permette di ottenere immagini ad alto contrasto e di migliorare significativamente la sensibilità nella rivelazione di componenti minoritarie e nella distinzione tra strati sottili, offrendo una lettura più precisa della microstratigrafia pittorica.
La campagna sull’Ecce Homo rappresenta quindi un esempio emblematico di integrazione tra ricerca scientifica, diagnostica avanzata e conservazione. In questo processo, la conoscenza diventa il presupposto fondamentale per la tutela e la valorizzazione dell’opera, in linea con una visione che mette a sistema competenze trasversali e tecnologie innovative per restituire al pubblico un patrimonio pienamente compreso e accessibile.
Info progetto ARTEMISIA: https://dtclazio.it/artemisia-infn
Il laboratorio Dafne-luce: https://w3.lnf.infn.it/accelerato
Rete CHnet per i beni culturali: https://chnet.infn.it/it/home-2/