È recentemente scomparso Claudio Ciofi degli Atti, fisico teorico che ha ricoperto un ruolo di primo piano nella fisica nucleare teorica e importanti incarichi di coordinamento istituzionale per l’Università degli Studi di Perugia e per l’INFN: è stato direttore del dipartimento di fisica dell’Università, della giovane sezione INFN di Perugia e dell’allora Sezione Sanità dell’INFN.
“Claudio è stato uno scienziato prolifico e ampiamente riconosciuto a livello internazionale,” ricorda Luciano Maiani, già presidente INFN e direttore generale del CERN, che ha lavorato con Ciofi degli Atti quando era borsista presso i Laboratori di Fisica dell’Istituto Superiore di Sanità. “Grazie alla sua capacità di leadership scientifica ha formato una nutrita scuola di ricercatori e ricercatrici impegnati con successo in diversi campi della fisica nucleare fondamentale. Con il suo carattere aperto e comunicativo, ha conquistato l’apprezzamento unanime e la stima incondizionata di colleghe e colleghi.”
Alle doti intellettuali, Claudio univa quelle di organizzatore infaticabile, e la sua profonda dedizione alla ricerca era accompagnata da una lucida visione delle prospettive del suo campo di studi. Per questo, per molti decenni e fino a poco tempo fa, Claudio è stato un punto di riferimento per la comunità scientifica nazionale e internazionale.
Esperto di struttura nucleare, nuclei leggeri e correlazioni in nuclei finiti e in materia nucleare, Ciofi degli Atti si laureò a Mosca e successivamente a Roma. Nel corso degli studi interagì con Ugo Amaldi, Francesco Calogero, Daniele Prosperi e con il gruppo sperimentale che negli anni ’60 portava avanti studi pionieristici sulla diffusione di elettroni da nuclei presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, diventando rapidamente uno dei massimi esperti internazionali del campo.
Iniziò la sua carriera all’interno dell’INFN, e diresse la Sezione Sanità dell’ente per due mandati. Alla fine degli anni ’80 si trasferì all’Università degli Studi di Perugia, come professore di prima fascia. In questa sede, ricoprì il ruolo di direttore del dipartimento di fisica e della sezione INFN.
Claudio si distingueva in questa attività per il rispetto e l’attenzione alle istanze del personale, sia ricercatore sia tecnico-amministrativo, oltre che per la volontà di costruire un ambiente di lavoro pensato in primo luogo per la crescita scientifica dei giovani, un impegno che ha accompagnato tutta la sua carriera. Molti dei suoi allievi e allieve sono oggi leader di ricerca in Italia e all’estero e continueranno a diffonderne il pensiero. La volontà di condivisione di nozioni ed esperienze con i giovani rimane certamente uno dei suoi lasciti più importanti, così come lo sforzo generoso di coinvolgere nella grande ricerca internazionale scienziati di paesi terzi, in particolare dell’Europa dell’est, in un’attività pionieristica di inclusione che oggi chiameremmo diplomazia scientifica.
Alcune delle sue idee scientifiche sono ormai parte della cultura generale della fisica nucleare teorica. Tra queste, la necessità di una trattazione realistica dei nuclei, il ruolo delle correlazioni a corto raggio, essenziali per una descrizione delle interazioni nucleari a piccole distanze, e la possibilità di comprendere la struttura elettromagnetica del neutrone usando bersagli nucleari.
“Ho avuto il privilegio di collaborare con Claudio nei miei primi anni di ricerca in fisica dei nuclei e della materia nucleare. Era uno dei pochi ricercatori in fisica teorica a non disdegnare la fenomenologia e la collaborazione con i colleghi sperimentali, che gli ha permesso di ottenere risultati importanti per la comprensione delle interazioni elettromagnetiche dei nuclei,” ricorda Stefano Fantoni, fisico teorico di fama internazionale e già direttore della Scuola Superiore di Studi Avanzati a Trieste. “Claudio ha dato vita a una scuola molto conosciuta in tutto il mondo, che perpetuerà la sua influenza sulla fisica nucleare teorica.”
Gli interessi culturali di Claudio, alimentati dalla naturale curiosità del ricercatore, andavano ben oltre gli aspetti tecnici del lavoro. Nei momenti di pausa e di relax era un intrattenitore colto, di rara intelligenza e piacevolezza. Claudio lascia una grande eredità scientifica e umana. Insieme ai familiari, tutti noi che lo abbiamo conosciuto faremo del nostro meglio per mantenere vivo il suo ricordo, fecondo e grato.