Si è conclusa, venerdì 17 luglio, l’edizione 2026 del Programma INFN per Docenti (PID), promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) con il sostegno di SANOMA e CAEN, partner dell’iniziativa, e in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia.
Il Programma INFN per Docenti è rivolto ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado e offre un percorso formativo che consente di approfondire i temi della fisica nucleare, delle particelle e delle astroparticelle, con particolare attenzione agli aspetti interdisciplinari della ricerca. Attraverso lezioni teoriche, attività sperimentali e momenti di confronto con ricercatrici e ricercatori dell’INFN, i partecipanti hanno l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro della comunità scientifica e di trasferirne contenuti e metodologie nella didattica. L’edizione 2026 ha coinvolto 124 docenti provenienti da tutta Italia, distribuiti nelle cinque sedi coinvolte nel programma: 24 presso i Laboratori Nazionali INFN del Gran Sasso, 16 ai Laboratori Nazionali INFN di Frascati, 19 ai Laboratori Nazionali INFN di Legnaro, 20 presso EGO (European Gravitational Observatory) e 45 all’Università degli Studi di Pavia. L’edizione di quest’anno segna inoltre un importante momento di passaggio per il Programma INFN per Docenti: Giorgio Chiarelli, ideatore dell’iniziativa insieme a Silvia Mozzi e responsabile nazionale fin dalla sua nascita, conclude il proprio incarico passando il testimone a Susanna Bertelli, nuova responsabile nazionale. Il programma si prepara a introdurre importanti novità a partire dal 2027: tra queste, l’ampliamento del numero delle sedi coinvolte e una maggiore flessibilità nell’offerta formativa, con percorsi della durata variabile da uno a cinque giorni, modulati in base alle caratteristiche e alle proposte didattiche delle diverse sedi.
Il Programma INFN per Docenti è promosso nell’ambito delle attività del Comitato di Coordinamento della Terza Missione (CC3M), che sostiene i progetti di Public Engagement della comunità scientifica dell’INFN attraverso un processo interno di peer review.