Il 15 agosto, dopo una breve malattia, è scomparso Mauro de Palma, professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università degli Studi di Bari e ricercatore associato all’INFN fin dall’inizio della sua carriera. Figura autorevole della fisica sperimentale delle particelle, ha diretto la Sezione INFN di Bari dal 2012 al 2020, contribuendo in modo significativo alla vita scientifica e istituzionale dell’istituto.
Nel corso della sua attività scientifica, de Palma ha preso parte ad alcuni tra i più importanti programmi sperimentali realizzati al CERN negli ultimi decenni, dai primi studi di cromodinamica quantistica agli esperimenti NA5 e NA24, fino ai test di precisione del Modello Standard con ALEPH al Large Electron-Positron Collider.
A metà degli anni Novanta ha avuto un ruolo determinante nell’ingresso del gruppo di Bari nell’esperimento CMS al Large Hadron Collider, che sarebbe diventato uno dei principali impegni scientifici della sezione. In CMS ha contribuito alla progettazione, costruzione, messa in servizio e operazione del tracciatore a strip di silicio, assumendo responsabilità di rilievo sia a livello INFN sia nella collaborazione internazionale.
“Con Mauro perdiamo un amico, uno scienziato di grande valore e una figura che ha saputo interpretare con rigore, competenza e spirito di servizio il ruolo della ricerca pubblica,” dichiara Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “Il suo contributo alla fisica delle particelle, alla costruzione di grandi collaborazioni internazionali e alla crescita della comunità scientifica italiana resterà un riferimento importante per il nostro istituto e per le nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori.”
Alla ricerca sperimentale de Palma ha affiancato un impegno costante nello sviluppo delle tecnologie dei rivelatori al silicio, stimolando e coordinando dal 2002 la partecipazione di Bari nelle attività di ricerca e sviluppo nell’ambito della collaborazione CERN RD50, contribuendo alla crescita di competenze e infrastrutture avanzate per la caratterizzazione e lo sviluppo di dispositivi di tracciamento.
Accanto all’attività scientifica, ha svolto numerosi incarichi di responsabilità nell’INFN e nelle collaborazioni internazionali. È stato membro della Commissione scientifica nazionale 1, referee per esperimenti e programmi di ricerca dell’istituto, componente del Comitato per il trasferimento tecnologico e coordinatore di gruppi di lavoro legati agli sviluppi futuri dell’LHC.
“Per la nostra sezione, Mauro è stato un punto di riferimento scientifico, istituzionale e umano,” dichiara Vito Manzari, direttore della Sezione INFN di Bari. “Chi ha lavorato con lui ne ricorda il rigore, la competenza e il profondo senso delle istituzioni, insieme alla disponibilità e all’attenzione verso le persone. La sua presenza ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità.”
Professore ordinario dal 2001, per oltre trent’anni ha insegnato fisica all’Università degli Studi di Bari, formando generazioni di studenti, laureandi e dottorandi. La sua attività accademica ha unito didattica, ricerca e servizio istituzionale, contribuendo alla crescita della comunità scientifica barese e nazionale.
La carriera di Mauro de Palma ha attraversato una fase cruciale della fisica delle particelle, dal consolidamento della cromodinamica quantistica alla costruzione del Large Hadron Collider e alla scoperta del bosone di Higgs. Il suo contributo scientifico, tecnologico e umano resta parte viva dell’Università degli Studi di Bari, dell’INFN e della comunità internazionale della fisica delle particelle.