CERIMONIA PER LISA PATHFINDER

Sono stati consegnati i sensori inerziali, componente chiave della ormai prossima missione spaziale LISA Pathfinder, cui partecipano l’INFN, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). La consegna è avvenuta nel corso di una cerimonia celebrata nella sede dell’industria italiana che li ha prodotti, la CGS spa, a Milano, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni coinvolte nel progetto, tra cui il presidente dell’INFN Fernando Ferroni. Realizzati da CGS con il finanziamento dell’ASI, su disegno degli scienziati dell’INFN e dell’Università di Trento, i sensori inerziali rappresentano il cuore della metrologia di alta precisione necessaria per l’osservatorio. LISA Pathfinder è la missione in partenza tra pochi mesi, nel 2015, che dovrà verificare le tecnologie che saranno impiegate nel progetto eLISA (evolved Laser Interferometer Space Antenna), per la realizzazione di un interferometro laser che, in principio, sarà come quelli già in funzione a terra, VIRGO in Italia, e LIGO negli Stati Uniti, e ai quali sarà complementare, ma che sarà costituito da tre satelliti in orbita intorno al Sole. Si tratterà di un esperimento di altissima tecnologia, in grado di guardare il nostro universo da una prospettiva completamente nuova: recentemente inserito dall’ESA nei suoi prossimi programmi, sarà il primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali, e rivoluzionerà la nostra conoscenza dell’universo, aprendo la strada a un nuovo tipo di astronomia, l’astronomia gravitazionale. “L’esplorazione dell’universo gravitazionale, possibile soltanto attraverso un osservatorio spaziale, rivoluzionerà l’astrofisica, la cosmologia e la fisica fondamentale, queste ricerche saranno foriere di un enorme progresso nella comprensione dell’universo” commenta Stefano Vitale dell’INFN e dell’Università di Trento, membro del team scientifico di eLISA e Principal Investigator della missione LISA Pathfinder. LISA Pathfinder segna così un passo decisivo per verificare la realizzabilità del progetto eLISA.

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