TERREMOTI, STRUMENTO INFN IN ORBITA

Uno strumento realizzato dall’INFN volerà con un satellite cinese per studiare le correlazioni tra alcuni fenomeni elettromagnetici e i terremoti. Un memorandum in questo senso è stato fimrato a Pechino dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla China National Space Administration: il protocollo d’intesa ha lo scopo di ospitare, per l’appunto, un payload italiano a bordo del satellite cinese CSES (China Seismo-Electromagnetic Satellite). Il principale obiettivo scientifico della missione è la ricerca su vari tipi di fenomeni di tipo elettromagnetico e la loro correlazione con fenomeni geofisici per contribuire al monitoraggio dei terremoti dallo spazio nel contesto delle Scienze della Terra. Diversi studi hanno evidenziato la possibile esistenza di correlazioni temporali tra emissioni elettromagnetiche legate all’attività sismica della Terra da una parte e il verificarsi di perturbazioni nel plasma iono-magnetosferico. L’Italia è sempre stata all’avanguardia in questo settore. Dal 2004 rapporti di regolare collaborazione tra i gruppi di ricerca Italiani dell’INFN guidati da Roberto Battiston presidente della commissione astroparticellare dell’INFN, e cinesi del CEA (China Earthquake Administration) hanno l’obiettivo di sviluppare la strumentazione di bordo del primo satellite cinese, chiamato CSES, dedicato allo studio dell’ambiente elettromagnetico attorno alla terra e dotato della strumentazione più avanzata esistente nel settore. L’Italia contribuirà al satellite CSES con uno strumento innovativo dedicato alla misura delle particelle energetiche che precipitano dalle fasce di Van Allen a seguito di disturbi elettromagnetici. Lo strumento Italiano sarà chiamato Limadou, in onore del famoso esploratore italiano Matteo Ricci e sarà realizzato dall’INFN nell’ambito di una collaborazione che vede coinvolti i centri INFN e le Università di Trento, Roma Tor Vergata, Perugia, Bologna e UniNettuno. La partecipazione dell’Italia al progetto CSES – ha dichiarato Roberto Battiston – prevede la realizzazione di un rivelatore di precisione per la misura degli elettroni che precipitano nell’atmosfera dalle fasce di Van Allen. In questo modo potremo sottoporre a verifica scientifica rigorosa i meccanismi che collegano il nostro pianeta e le sue dinamiche interne al plasma che circonda la terra, con l’obbiettivo di sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio”. (e.c.)

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