La Collaborazione dell’esperimento ICARUS (Imaging Cosmic And Rare Underground Signals), guidata dal Premio Nobel Carlo Rubbia, ha presentato i primi risultati sulle oscillazioni di neutrini al fascio Booster Neutrino Beam del Fermilab, negli Stati Uniti, ricercando una possibile scomparsa dei neutrini muonici. I risultati sono descritti in un articolo scientifico reso disponibile sulla piattaforma ArXiv e sottomesso alla rivista Physical Review D per la pubblicazione. L’analisi si basa sui dati raccolti da ICARUS nel periodo 2022–2023, corrispondenti a circa 2,05×1020 protoni su bersaglio, e rappresenta la prima ricerca di oscillazioni di neutrino realizzata dall’esperimento ICARUS da quando è in attività al Fermilab.
ICARUS è un rivelatore a proiezione temporale che contiene 760 tonnellate di argon liquido ultrapuro in grado di visualizzare e ricostruire, con precisione millimetrica, la posizione degli eventi di neutrino misurando il tempo che i segnali prodotti dalla loro interazione impiegano a raggiungere gli elettrodi di lettura. Dopo aver condotto importanti ricerche ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, ed essere stato potenziato al CERN, ICARUS prende dati al Fermilab dal 2020 come rivelatore più distante nell’ambito del programma Short Baseline Neutrino (SBN) alla ricerca del “neutrino sterile”. È attualmente il più grande rivelatore di questo tipo al mondo in funzione su un fascio di neutrini. Le sue caratteristiche distintive includono la ricostruzione tridimensionale delle tracce di particelle con risoluzione dell’ordine del millimetro, la misura calorimetrica dell’energia di elettroni, muoni e adroni, e un’eccellente capacità di discriminazione tra elettroni e fotoni, fondamentale per l’identificazione dei neutrini elettronici.