Una nuova generazione di specchi retroriflettori laser: progetto Moonlight
A partire dal 1969, con le missioni Apollo 11, Apollo 14 e Apollo 15, insieme ai rover sovietici Lunokhod 1 e Lunokhod 2, sono stati installati sulla superficie lunare speciali dispositivi chiamati retroriflettori laser (LRA- Laser Retroreflector Array). Questi strumenti, costituiti da matrici di retroriflettori a spigolo di cubo (CCR-Corner Cube Retroreflector), hanno la proprietà di riflettere la luce esattamente nella direzione da cui proviene, cioè verso le stazioni laser sulla Terra. Grazie a questi dispositivi è possibile utilizzare una tecnica chiamata Lunar Laser Ranging (LLR), che consente di misurare con estrema precisione la distanza tra la Terra e la Luna. Il metodo consiste nell’inviare brevi impulsi laser dalla Terra verso i retroriflettori lunari e nel misurare il tempo impiegato dalla luce per compiere il viaggio di andata e ritorno. Nel corso degli anni, queste misure hanno permesso di ottenere risultati scientifici di grande rilievo: test molto accurati della relatività generale, informazioni sulla struttura interna della Luna, dati precisi sul suo moto (effemeridi), sulla posizione dei riflettori sulla superficie lunare e delle stazioni sulla Terra, oltre a parametri fondamentali per descrivere l’orientazione del nostro pianeta. Negli ultimi 55 anni le prestazioni delle stazioni laser terrestri sono migliorate notevolmente. Tuttavia, la precisione complessiva delle misure è limitata dai riflettori installati durante le missioni Apollo e Lunokhod. Questa limitazione è dovuta alle cosiddette librazioni lunari, oscillazioni apparenti della Luna causate dalla forma e dall’inclinazione della sua orbita, che introducono un’incertezza maggiore rispetto a quella raggiungibile oggi con le tecnologie laser a Terra.



