Ogni anno da oltre un secolo, per l’esattezza dal 10 dicembre 1901, anno in cui si svolse la prima cerimonia, i premi Nobel vengono conferiti a scienziati e scienziate di qualsiasi nazionalità che abbiano dato contributi di straordinaria importanza nei campi della chimica, della fisica e della medicina o fisiologia, e a intellettuali per il loro contributo alla letteratura e alla pace. Importante tanto sul piano scientifico quanto su quello mediatico, il Premio Nobel è protagonista di una storia affascinante e complessa, nella quale scienza e racconto giornalistico si intrecciano fin dall’inizio. Un inizio scoppiettante.
Alfred Nobel, chimico, inventore e filantropo
Il Premio fu creato da Alfred Bernhard Nobel, chimico svedese (1833-1896) imprenditore di straordinario successo, appassionato di scienza e di letteratura, colto e cosmopolita. Un uomo che aveva accumulato una fortuna grazie alle sue invenzioni: era, infatti, titolare di ben 355 brevetti, tra cui quello della gelatina esplosiva e della dinamite e, nel corso della sua vita, aprì circa 90 fabbriche in una ventina di paesi. Pur essendo di indole schiva, Nobel era molto conosciuto negli ambienti economici e politici grazie al successo delle sue invenzioni. Era noto anche alla stampa, che però commise un clamoroso errore. Nel 1888 un quotidiano francese pubblicò un necrologio che riportava la notizia della morte di Alfred Nobel e lo ricordava con queste caustiche parole “Il mercante di morte è morto. Alfred Nobel, che ha fatto fortuna trovando il modo di uccidere le persone più rapidamente che mai, è morto ieri”. Non solo non era morto, piuttosto lo era suo fratello Ludving effettivamente deceduto, ma le sue invenzioni erano state impiegate in gran parte per fini civili (ad esempio la dinamite fu cruciale per realizzare importanti opere di ingegneria civile come il tunnel del San Gottardo). Profondamente amareggiato dal fatto, negli anni successivi Nobel immaginò qualcosa che avrebbe per sempre cambiato la sua immagine pubblica e assicurato che i profitti ricavati delle sue invenzioni andassero a beneficio della scienza e del progresso.







