Aggiornato al 6 ottobre 2026
Nell’anno in cui ricorre il 70° anniversario della scoperta del neutrino, il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato a Francis Halzen «per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini di alta energia di origine astrofisica».
Il lavoro di Halzen ha aperto la strada allo studio dei neutrini di altissima energia provenienti dal cosmo. Queste particelle vengono osservate dall’esperimento IceCube, in Antartide, che Halzen ha contribuito a ideare e sviluppare, e nel Mar Mediterraneo dall’osservatorio sottomarino per neutrini KM3NeT, costituito dai rivelatori ARCA, al largo di Capo Passero in Sicilia, e ORCA, al largo di Tolone, in Francia.
Proprio il rivelatore ARCA ha recentemente registrato un neutrino cosmico di energia senza precedenti, confermando il ruolo di primo piano di queste infrastrutture nella nascente astronomia dei neutrini ad altissima energia.
approfondimento
20 luglio 2026: Settanta anni fa, il 20 luglio del 1956, Science pubblicava un articolo che ha segnato profondamente la fisica del ‘900. Gli scienziati Frederick Reines e Clyde Cowan erano riusciti a rivelare, per la prima volta al mondo, gli antineutrini confermando l’esistenza di queste particelle. Una scoperta che ha segnato profondamente la fisica del Novecento, a cui L’INFN ha dedicato uno speciale pubblicato nel febbraio 2026.
Settanta anni fa, nel 1956 in piena guerra fredda, due scienziati americani, Frederick Reines e Clyde Cowan, che lavoravano negli Stati Uniti presso il Los Alamos National Laboratory misero a punto un esperimento fondamentale nella storia della scienza. Utilizzando il reattore nucleare dell’impianto Savannah River, In South Carolina, come sorgente riuscirono a rivelare, per primi al mondo, gli antineutrini emessi dal reattore confermando l’esistenza di queste elusive e piccole particelle, tanto abbondanti nell’universo quanto inafferrabili. Per riuscirci costruirono un apparato sperimentale installato a 12 metri sottoterra, per schermarlo dai raggi cosmici, costituito da serbatoi contenenti acqua e liquidi scintillatori su cui avevano installato tubi fotomoltiplicatori. Una tecnica che perfezionata tecnologicamente e sperimentalmente troviamo ancora nei più moderni esperimenti per la rivelazione dei neutrini. I loro risultati furono pubblicati il 20 luglio dello stesso anno su Science e nel 1995 valsero il Nobel a Reines (Cowan era morto nel ’74). Una scoperta che ha segnato profondamente la fisica del Novecento, ma la cui storia inizia molto prima e si intreccia con gli eventi sociopolitici dell’epoca.









