La fissione nucleare
Le centrali per la produzione di energia nucleare attualmente in funzione in molti Paesi europei, e dalle quali l’Italia importa una quota di energia elettrica che si può stimare intorno al 7 % sono basate sul processo di fissione nucleare. In Europa, una frazione rilevante dell’energia elettrica consumata è prodotta attraverso questo meccanismo (circa il 24 % nel 2024). La fissione nucleare rappresenta, infatti, una tecnologia estremamente potente per la produzione di energia su scala industriale, ma con il vantaggio rispetto alla combustione dei combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) di non produrre emissioni dirette di gas serra o polveri sottili in atmosfera. Per questo motivo, l’energia nucleare viene spesso inclusa tra le cosiddette fonti di energia a basse emissioni di carbonio. Accanto a questi aspetti positivi, la fissione nucleare presenta tuttavia alcune criticità legate alla sicurezza e alla produzione di rifiuti radioattivi. Il mantenimento dei più alti standard di sicurezza, nonché la gestione e lo smaltimento in sicurezza delle scorie nucleari costituiscono una delle principali sfide tecnologiche e sociali associate a questa forma di produzione energetica. D’altra parte, a differenza delle fonti rinnovabili oggi più diffuse, come il solare e l’eolico, la fissione non è una fonte intermittente: può fornire energia in modo continuo, senza la necessità di sistemi di accumulo o di supporto da fonti fossili.
Il reattore nucleare è il sistema tecnologicamente complesso attraverso il quale l’energia liberata dalla fissione viene prodotta, controllata e infine convertita in energia elettrica utilizzabile. Tra le diverse tipologie di reattori sviluppate nel corso dei decenni, il più diffuso è il reattore termico ad acqua pressurizzata (PWR, Pressurized Water Reactor). In forma schematica, è costituito da un contenitore di sicurezza, dal nocciolo in cui avvengono le reazioni di fissione, dai sistemi di scambio termico e dal gruppo turbine-alternatore per la produzione di elettricità. Questa tipologia di impianti rientra nelle cosiddette seconde e terze generazioni di reattori nucleari, tra cui rientrano i reattori cosiddetti evolutivi, o di terza generazione avanzata, con ulteriori miglioramenti nella sicurezza.






