La ricerca scientifica è oggi uno dei principali motori della crescita e della competitività di un Paese. In uno scenario globale segnato da rapide trasformazioni tecnologiche e da una competizione sempre più intensa, anche sul fronte delle risorse energetiche, investire in conoscenza non è più un’opzione, ma una scelta strategica che richiede visione, continuità e capacità di programmazione. È da qui che passano lo sviluppo sostenibile, l’autonomia tecnologica e la possibilità di affrontare le grandi sfide contemporanee. In questo quadro, la ricerca fondamentale si conferma decisiva: è il terreno in cui si anticipano i cambiamenti e prendono forma le innovazioni di lungo periodo, come dimostra, ad esempio, il ruolo sempre più centrale, e al tempo stesso energivoro, dell’intelligenza artificiale.
La strategia italiana a sostegno della ricerca si colloca all’interno di questo contesto e si sviluppa in stretta connessione con il quadro europeo, configurandosi come parte di un ecosistema integrato in cui politiche nazionali e comunitarie si rafforzano reciprocamente. Al centro vi è un principio chiave: affiancare all’adeguatezza delle risorse una programmazione stabile, pluriennale e coerente. Continuità e prevedibilità dei finanziamenti sono condizioni essenziali per sostenere attività scientifiche complesse, attrarre talenti, sviluppare grandi infrastrutture e partecipare con efficacia a reti e progetti internazionali. In questo ambito, il Programma Nazionale per la Ricerca rappresenta lo strumento di indirizzo principale, in coerenza con le priorità europee di Horizon Europe e con gli obiettivi dello Spazio europeo della ricerca.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rafforzato ulteriormente questo impianto, fungendo da ponte tra livello nazionale ed europeo e mobilitando risorse senza precedenti per la ricerca e l’innovazione. La fase che si apre, dal piano triennale della ricerca al post-PNRR, pone ora una sfida decisiva: consolidare quanto avviato, garantire continuità agli investimenti e rafforzare la capacità del sistema della ricerca, e degli enti come l’INFN, di pianificare, innovare e competere su scala internazionale.




